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(cattivi) dottori ope legis?

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60.000

fbernasconi 22/5/2014 - 08:30

Premesso che non so valutare se gli effetti della riforma saranno positivi o negativi, credo che stimare in 60.000 unità i partecipanti a un primo anno di medicina così formulato sia oltremodo azzardato. Oggi moltissimi partecipano al test "tanto per", perchè a torto o a ragione viene percepito come molto casuale e come si sa tentar non nuoce (se il test dura un giorno, non un anno). Tanti studenti poi decidono di prepararsi al test ma non parteciperebbero a una selezione così dura (il confronto su un intero anno di studi) con il rischio perdere un anno.

Per dare più "scientificità" al mio discorso sarebbe utile prendere il tasso di rifiuti sul totale di persone ammesse: a me risultato sia molto alto, benché le persone ammesse siano mediamente quelle più preparate e avrebbero  ragionevolmente più possibilità di passare anche questa nuova selezione.

Mi sento quindi di ipotizzare che il numero di studenti che tenterebbero la sorte iscrivendosi al primo anno sarebbe enormemente più basso, con un numero che nel corso dell'anno, di abbandono in abbandono, si approssima a quello dei selezionati.

[...] con un numero che nel corso dell'anno, di abbandono in abbandono, si approssima a quello dei selezionati.

Esattamente uno degli outcome socialmente ed individualmente indesiderabili che i test di ammissione cercano di attenuare.

Mi colpisce molto che le organizzazioni studentesche e sinistre considerino piu' fair

a. far perdere un anno di vita a chi gia' sappiamo (nei limiti degli strumenti di misura disponibili) ha basse possibilita' di successo

piuttosto che

b. fermare subito queste persone ed invitarle a consolidare le proprie capacita' di apprendimento e ritentare; oppure ad intraprendere un corso di studio (o di vita) con piu' alte probabilita' di successo.

Oggi moltissimi partecipano al test "tanto per", perchè a torto o a ragione viene percepito come molto casuale e come si sa tentar non nuoce

In merito alle effettive iscrizioni. Vero che una quota si iscrive al test solo per provare.

Vero anche che il test e' a pagamento. E vero anche che il test viene tentato piu' volte da chi non lo ha passato in precedenza.

Un titolo in medicina e chirurgia e' un canale di accesso ad una professione ad alto status.

Prendiamo i numeri 2013, concedendoci un approccio naive.

Ipotizziamo che solo 1 su 2 dei 50000 esclusi decida di iscriversi al primo anno? Ci troveremmo con una coorte di iscrizione 3.5 volte piu' numerosa rispetto all'anno precedente.

Ipotizziamo che solo 1 su 5 dei 50000 esclusi decida di iscriversi al primo anno? Ci troveremmo con una coorte di iscrizione 2 volte piu' numerosa di quella precedente.

E prima di abbandonare o di essere esclusi l'anno successivo questi studenti frequentano lezioni, presentano piani di studio, richiedono borse di studio, mandano mail ai docenti, svolgono compiti che vanno valutati.

Non vedo risorse dedicate all'incremento dei "fattori di produzione".

Se anche ci fossero, ci vorrebbe del tempo per riscalare le attivita'. Tempo non indifferente, se si pensa ad esempio alle dotazioni immobiliari.

Penso che se implementata, questa riforma sia un ulteriore colpo (da peso messimo) inferto alla qualita' della formazione sanitaria.

Confesso che da un ministro di Scelta Civica non me lo aspettavo.