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Era meglio se continuava a tacere

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Che il taglio agli stipendi del personale pubblico possa essere fonte di guadagno andrebbe dimostrato.

Qui si trova documentato l'andamento della spesa pubblica, dove però si considerano solo gli stipendi degli altissimi dirigenti D1 e D2, notoriamente troppo alti. By the way, se Moretti se ne andasse e si portasse via anche Scaroni, condannato nel 1992 per corruzione dopo patteggiamento, i dipendenti pubblici sarebbero tutti più contenti.

Qui invece si analizza la spesa pubblica italiana in rapporto a quella europea. VA notato che Il confronto delle retribuzioni con la Germania, a livello di dati generali, è privo di senso perché in Germania non si conteggia la spesa per il personale sanitario. Da queesto studio emerge un fatto ben noto, che la spesa italiana per il mantenimento dei servizi pubblici, stipendi inclusi, è la più bassa d'Europa. Analizzare poi quanto effettivamente il dipendente pubblico costi al contribuente non è facile, perché gli effetti dei tagli del 2010 (stipendi congelati e liquidazioni confiscate e rateizzate senza interessi) non si sono ancora manifestati appieno. Inoltre le aliquote fiscali molto elevate e, fatto ancora più importante, la mancanza di detrazioni e deduzioni, si configurano qui come una partita di giro tra il dipendente-contribuente e lo stato. Se confrontiamo gli stipendi pubblici con quelli dei paesi con aliquiote simili alle nostre (Francia, Germania, Svezia, che hanno però deduzioni e detrazioni molto più elevate!!!) vediamo che gli stipendi lordi italiani sono nelle media o più bassi di quelli di questi paesi. Tagliare qui non consentirebbe quindi grandi risparmi, e probabilmente inciderebbe sull'efficienza.

Concludendo, 1) vanno sicuramente ridotti gli stipendi assurdi dei manager pubblici e degli alti dirigenti, 2) il blocco degli stipendi pubblici già in atto riporterà il pubblico in linea col privato entro pochi anni.

Dovremmo quindi smetterla di alimentare la diatriba pubblico inefficiente e peso per il paese e privato faro di civiltà ed efficienza a cui tutti devono guardare.

Mi pare più sensato valorizzare tutti quelli che, nel pubblico e nel privato, si stanno impegnando per  tenere in piedi il paese e colpire le sacche di parassitismo e inefficienza sparse un poi' ovunque, incluso (per evocare una immagine fatta qui) il manager privato che si fa vedere al pomeriggio fatto di coca e guadagna 20 volte il suo dipendente.

 Mettiamo una aliquota marginale addizionale del 5% a tutti gli stipendi statali superiori a 1000 euro (netti), del 10% a quelli superiori a 2000 euro, del 20% a quelli superiori a 3000 e del 30% a quelli superiori a 4000 euro netti. I risparmi li redistribuiamo in premi di produttività misurati su parametri oggettivi al 20% o 30%  migliore

P.es. per i professori universitari, sulla base della valutazione VQR complessiva di ciascun professore (compresi i prodotti presentati dai co-autori), sulla base dei finanziamenti ottenuti e sulla base della valutazione degli studenti - dando una indennità aggiuntiva a coloro che ricoprono cariche accademiche. D'accordo?

confronti

dragonfly 23/3/2014 - 11:44

gli statali guadagnano poco, nel confronto internazionale? sarà, ma vale  anche per moretti, cheinfatti  non ha alcuna rossore a dirlo. forse bisogna ragionare un po' di più.

se abbiamo due motori con lo stesso consumo orario, possiamo dedurne che il loro rendimento è identico? se poi uno dei due motori rifiuta categoricamente e per  nessuna ragione al mondo di salire sul banco-freno per misurane in qualche maniera ripetibile e confrontabile ne l tempo, la potenza erogata, posso pensare che sia un catenaccio che non vuole essere revisionato perchè le parti ammalorate non vogliono.

Dovremmo quindi smetterla di alimentare la diatriba pubblico inefficiente e peso per il paese e privato faro di civiltà ed efficienza a cui tutti devono guardare.

rimanendo al solo lavoro dipendente, il pubblico ha la sicurezza di percepire lo stipendio, almeno fino a quando l'ultimo dipendente privato non ha trovato i cancelli della ditta chiusi. e dopo si vedrà, pare essere la logica. il privato e il pubblico sono composti dalle stesse identiche persone, solo che il privato lavora normalmente in regime di concorrenza, il pubblico no. mica poco.

Che il taglio agli stipendi del personale pubblico possa essere fonte di guadagno andrebbe dimostrato.

Mai scritto che possa essere fonte di guadagno. Rimangono comunque troppo alti.

VA notato che Il confronto delle retribuzioni con la Germania, a livello di dati generali, è privo di senso perché in Germania non si conteggia la spesa per il personale sanitario.

Vero, ma la Germania compie maggiori trasferimenti al settore sanitario privato, come scritto nello stesso studio, lasciando comunque una differenza dello 0,4% nel confronto sulla spesa sanitaria.

Da queesto studio emerge un fatto ben noto, che la spesa italiana per il mantenimento dei servizi pubblici, stipendi inclusi, è la più bassa d'Europa.

Questo per un fatto storico noto: la spesa per interessi e quella per la previdenza sono aumentate notevolmente a scapito della spesa primaria.
Ora, ragionando su questo, come possiamo affermare che diversamente i servizi pubblici funzionerebbero meglio se spendessimo di più e nel contempo riuscissimo a frenare le varie forme di clientelismo, corruzione, inefficienza che ammorbano l'Italia incentivando merito e rispetto delle regole? Gli anni del deficit a doppia cifra ci hanno detto che questo non è avvenuto. Quindi, non è sufficiente aumentare la spesa per migliorare i servizi e il sistema.
Un altro aspetto: la Germania, così come l'Italia e molti altri Paesi europei, ha bisogno anch'essa di liberalizzare e fare le riforme.

Dovremmo quindi smetterla di alimentare la diatriba pubblico inefficiente e peso per il paese e privato faro di civiltà ed efficienza a cui tutti devono guardare.

Beh, i debiti della PA nei confronti delle imprese private dicono qualcos'altro.
Comunque, non si è colto l'aspetto più importante che riguarda anche i privati: fino a quando non ci sarà una vera libera concorrenza ed uno stato di diritto che garantisca l'applicazione delle leggi base di una civiltà democratica a tutela di tutti i cittadini, non ci sarà un grande cambiamento. Il privato in mancanza di queste cose è come il pubblico, se non peggio. Quindi non so da dove sia saltata fuori la tua conclusione.