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Era meglio se continuava a tacere

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Pensavo anche io stamattina di affrontare il tema (che seguo da alcuni giorni) ma mi stavo chiedendo dove non essere OT.  Stavo cercando vecchi post di Lodovico e pensavo di intervenire li, risvegliandoli, ma mi hai preceduto. Ma anche qui saremmo OT, quindi mi scuso preventivamente con Andrea.

Quella consultazione privata (non refererendm) non ha alcuna validità giuridica ma ha una indubbia valenza politica-simbolica. Pero' duplice. Da un lato manda un segnale a Roma, che potrebbe essere anche positivo se poi si canalizzasse in un vero federalismo (che però Lodovico qui da noi ha già detto che "non s'ha da fare") e dall'altro puo' essere male usato, come stumento di vago romanticismo populista, per azioni illegali sul piano fiscale, come già annunciato dai promotori.

In buona sintesi si parte da un voto irresponsabile, perché ogni votante sa che non ha validità alcuna e quindi pensa in cuor leggero "perché no, mandiamo un segnale..." e si arriva ad azioni illegali e penalmente rilevanti, come la disobbedienza fiscale e compagnia "tankante". Col risultato di inflazionare e squalificare uno strumento di consultazione dal basso che secondo me dovrebbe essere in futuro importantissimo per arrivare ad un vero federalismo, non alla pantomima della Lega e delle sue costole separatiste.

Sul tacere pero' io distinguo tra chi è al governo, e deve parlare il meno possibile e solo possibilmente per atti e fatti, non per annunci, e tutti gli altri non al governo, che hanno diritto di parlare, anche sparando c@##°§e, e di essere sottoposti ad analisi critica anche severa su quanto dicono.

Concordo sulla differenza tra chi sta al governo e chi no. Però l'articolo di Pizzati è un potpourri di inesatezze, sviste e dimenticanze faziose che fa impallidire. Non posso credere che un docente universitario ignori le implicazioni economiche dell'indipendenza. Insomma, a leggere l'articolo, ci si fa l'idea che lo stato Veneto sarebbe assolutamente meglio in tutto, ma si ignorano fattori fondamentali (es. sull'abbassamento dell'iva e conseguente diminuzione dei prezzi) come la rinegoziazione degli accordi con l'UE o il dover affrontare i dazi doganali conseguenti ad una non partecipazione. O ancora le spese per il mantenimento di un esercito veneto (alias gestire tutte le materie riservate, ad oggi, allo stato), la rinegoziazione degli accordi sull'energia... Insomma, è vero che non è al governo, ma che un docente universitario mutui tesi secessioniste strampalate lo trovo altrettanto grave, seppur fuori tema :-) (mi scuso ovviamente).

a me pare che L.Pizzati abbia detto qualcosa di opinabile ma comunque difendibile al primo ordine. Le affermazioni che ho sentito dalla sig.ra Madia mi sembrano senza alcuna possibilita' di difesa.