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Era meglio se continuava a tacere

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Non so se sono un milione e mezzo (dove hai reperito questo dato?) ma credo di conoscere i motivi per cui tanti vanno in pensione e continuano a lavorare.  Conoscendo alcuni casi e quello che mi hanno spiegato, si tratta di persone con una posizione salariale elevata e di responsabilità in azienda, prossima al pensionamento.  Il prepensionamento comporta una notevole penalizzazione nell'importo che si riceve e continuando a lavorare si compensa questa lacuna. Inoltre si va avanti a contribuire (l'indipendente paga i contributi e mi pare che ora siano stati portati al 33%) e quindi ricupera parte del gap.

Insomma alla fine è una soluzione che permette all'azienda di non pagare dei contributi (li pagherà il lavoratore) e di diminuire un po' costi (perché il lavoratore ha comunque un'integrazione previdenziale e quindi pretende un po' meno).

Cose del genere in altri sistemi previdenziali non dovrebbero accadere, perché nei sistemi a compartizione se ti puoi ritirare anche prima, smettendo di pagare, la pensione dovresti prenderala comunque solo al raggiungimento dell'età di vecchiaia, per non danneggiare gli altri. Nei sistemi a capitalizzazione invece il prepensionamento comporta una diminuzione della rendita ma sono soldi tuoi e quindi non danneggi altri. 

Premesso che sono d'accordo con la tua spiegazione, mi permetterei di segnalare due aspetti che non vi sono contemplati. Il primo è l'aspetto culturale: esiste gente che vuole lavorare. A me vien da ridere quando sento parlare di "etica protestante del lavoro", conosco veneti, lombardi e piemontesi che non concepiscono lo stare a casa a "far niente", mio nonno a 75 anni andava ad aiutare i suoi amici contadini gratis abbiamo faticato non poco per impedirglielo. Il secondo è l'aspetto del "nero". Un aspetto oggi (spero) superato ma circa 20 anni fa molto presente in alcuni settori (alberghiero ad esempio) dove la mancanza di controlli consentiva di percepire la pensione continuando a lavorare in nero con un netto simile allo stipendio precedente.

Vale non solo per i pensionati: ho sentito (per radio!!!) di camerieri romagnoli che ricevono il sussidio invernale previsto ed intanto fanno la stagione sulle alpi ( ma non so se in nero in Italia o all'estero senza dichiarare)

Il milione e mezzo è riportato dal ministro, non è un numero che ho indicato io, sinceramente non so dove lo abbia preso e difficilmente si riferisce solamente ai percettori di redditi alti, infatti  i dati che emergono dalle analisi statistiche sulle dichiarazioni dei redditi per il 2010 riportavano meno di 50.000 contribuenti con redditi > di € 200.000. Forse si riferisce a tutti i casi possibili e quindi bisognerebbe dettagliare meglio.

Detto  questo, ciò che volevo far notare è che è ben chiaro cosa voglia dire la Madia, dopo si può essere d’accordo o meno, ma l’intento redistributivo secondo me è più che evidente in base a quello che dice, quale sia l’impatto invece  è più incerto.

Invece sui prepensionamenti non sono certo che ciò che dici possa riferirsi a questa situazione, il prepensionamento è  una sorta di ammortizzatore che accompagna alla pensione, si dovrebbe ricevere un assegno di accompagnamento che pensione non è, quindi non sarebbe corretto parlare di cumulo pensione reddito. Ad esempio , nel settore del credito, esistono i fondi esuberi e solidarietà, che accompagnano alla pensione, e che erogano prestazioni ridotte per persone che si trovano un’altra occupazione.

Detto  questo, ciò che volevo far notare è che è ben chiaro cosa voglia dire la Madia, dopo si può essere d’accordo o meno, ma l’intento redistributivo secondo me è più che evidente in base a quello che dice, quale sia l’impatto invece  è più incerto.

Certo, l'intento redistributivo, in ottica superfisso, è chiaro.
L'impatto penalizzante su chi produce valore aggiunto è altrettanto chiaro, per chi non ragiona con il superfisso.

la proposta riguarda manager che nella maggior parte dei casi operano in settori fortemente sussidiati, parlare di valore aggiunto senza considerare i sussidi vuol dire guardare le cose a metà...