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Le quote di bankitalia: un approfondimento

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Nel 2012 l'utile al lordo delle imposte della BdI è stato di circa 4 miliardi e mezzo di euri, al netto delle imposte di 2 miliardi e mezzo di euri.
Di questi 2 miliardi e mezzo, la BdI ha deciso di mettere mezzo miliardo in riserva ordinaria e mezzo in riserva straordinaria, e poi ha deciso di dare 1 miliardo e mezzo allo Stato e quindi i 15 mila euri obbligatori ai partecipanti.
In pratica in riserva sono andati 1 miliardo di euri, lo Stato si è pappato 3 miliardi e mezzo, e i partecipanti al capitale invece miseri 15 mila euri.

In più, hanno deciso di dare ai partecipanti anche una mancia di 70 milioni di euro (lo 0,5% delle riserve).
[Ricordo che la "mancia" (nella mente degli ideatori di questo sistema nel 1936), serviva più che altro come possibilità per rimpinguare le casse dei partecipanti con le riserve nazionali, nel caso in cui quest'ultimi abbisognassero di pecunia: dato che un tempo i partecipanti erano banche e assicurazioni pubbliche, non era considerabile come uno scandalo che ricevessero trasferimenti, ancorché straordinari, dalla banca dello stato].

A mio parere, il valore delle quote dipende esclusivamente dai dividendi, dato che la proprietà delle quote non dà nessun altro diritto (a parte il diritto a vendere temporaneamente le quote eccedenti alla banca d'italia, ma questo vale solo per gli attuali partecipanti, quindi ha un valore di mercato nullo).

p.s.

valerio 9/2/2014 - 00:16

la BdI nel 2012 ha ricevuto un utile di 116 milioni di euri dalla BCE, solo in parte ottenuti dal signoraggio.