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Le competenze degli adulti: qualche dato in più

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 La scolarità non migliora la situazione: gli italiani vanno male a tutti i livelli di scolarità, ma fa particolare impressione notare che anche gli adulti con istruzione universitaria sono carenti di competenze linguistiche e matematiche rispetto ai propri simili in altri paesi. Non resta che chiedersi dove siano le eccellenze: o non vengono formate o se ne sono tutte andate.

Secondo me qui sta il dato preoccupante, tragico oserei dire. Una maggior capacità di comprensione è auspicabile per tutti i livelli sociali, per ovvie ragioni, ma un muratore che non capisce le percentuali un muro a piombo lo tira su comunque. Un direttore di produzione, o un amministratore delegato, con lo stesso problema, zavorra la propria azienda e fa danni a tutto il sistema.

difficile concludere granché da  due tabelle, ma i dati indicano anche che le differenze salariali fra istruiti e non, e fra chi è capace di leggere e non, sono minime in Italia. Il rapporto causa-effetto ovviamente non è chiaro, probabilmente si tratta di effetti che si auto-alimentano, ma ancora una volta c'è un cortocircuito tutto italiano che impedisce crescita, istruzione e benessere

Sarebbe bello approfondire.

La prossima figura ci dice qualcosa in più sugli effetti di avere maggiori abilità linguistiche sui salari. Sembra che conti poco per chi è laureato (rombi grigi), e per chi non ha un'istruzione secondaria superiore (barre nere). Ma per chi ha un diploma di scuola superiore (barre blu) l'effetto è superiore che nella maggioranza degli altri paesi. 

Questo mi sembra ovvio. Il diplomato che conosce le lingue, essendo "raro", diventa ambito e tendenzialmente riceve incarichi "delicati" (gestire la clientela/fornitori stranieri, ad esempio) e quindi meglio remunerati. A livello scolastico "inferiore" non sono richieste (giusto o sbagliato che sia) conoscenze linguistiche (a meno di non considerare anche la conoscenza dei dialetti :-) ).

 

Lingua

andrea moro 11/10/2013 - 11:57

Il test era sulla lingua italiana, non su quelle straniere

Quindi la situazione è ben peggiore di come l'avevo immaginata e questo mi chiarisce il riferimento alla "patria del Liceo Classico" che non mi spiegavo :-)

Ho equivocato perchè (confesso) non ho ancora letto l'articolo de La Voce, nonostante il consiglio.

Alla luce di questo:

1) la spiegazione sui "diplomati" è diversa. Ipotizzo che i diplomati, con scarse conoscenze linguistiche, siano poco più di "licenze medie" con "il pezzo di carta" e come tali pagati.

2) ho appurato che una mia eventuale partecipazione ai test non avrebbe (probabilmente) giovato al risultato finale :-(

non hai equivocato: semplicemente non hai letto. 
non si confonda l'ignoranza con la stupidità.

considerando l'uso corrente dei termini "competenze linguistiche" e "abilità linguistiche" in Italia, è andrea moro che è stato poco accurato nella scelta dei termini ;)

 

"Competenze linguistiche" è un termine che può essere forviante.
Si tratta di "comprensione del testo scritto in lingua madre" (è uno studio analogo ai test PISA, sponsorizzati dalla stessa organizzazione).

Si può supporre che nelle regioni d'Italia in cui la lingua madre non è principalmente l'italiano, ma lingue o dialetti locali (penso quindi anche al Veneto, alla Sicilia, alla Calabria, alla Campania) i punteggi siano più bassi che nelle altre regioni (Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio). Bisogna comunque tenere conto che in fondo anche per i "dialettofoni" la principale, se non l'unica, lingua scritta conosciuta è l'italiano.

Ma per determinare questo bisogna avere almeno i dati regionali. E, in tutta sincerità, dubito che la statistica delle competenze in "comprensione del testo italiano" seguano uno schema dialettofoni-bassa vs. italofoni-alta.