Sulla spesa pubblica: risposte alle domande di Famularo
In questo post di Massimo Famularo erano state poste alcune domande a Furio Colombo inerenti un editoriale da lui firmato su Il Fatto Quotidiano. Di seguito riportiamo la replica che Furio Colombo ci ha gentilmente fatto avere.
Per intendere lo scambio è bene tener conto che la situazione italiana e internazionale è cambiata da quando l'editoriale di Colombo e il post di Massimo sono stati scritti (mezza estate).
Seguo i numeri delle vostre domande, e per comodità le ripeto..
''1- la spesa pubblica è sempre buona?''
Certo che no. Quella di Hitler assai meno buona di quella di Roosevelt. Ma attenzione: la vostra obiezione ("anche per le auto blu" ....) cambia bruscamente contesto. Krugman, Obama e il mio articolo non si sono mai occupati di autoblu e di comunita' montane, che altrove non esistono, ma di riforma sanitaria (che negli USA vuol dire che i poveri non devono più morire per le strade) oppure di scuole pubbliche e accesso dei giovani senza risorse proprie alle università (che, dovunque sia stata abolita la spesa pubblica, sono costosissime). Sia le citazioni da Krugman, sia quelle, in articolo successivo, dall'altro Premio Nobel, Joseph Stiglitz, servivano per dire ciò che credo insieme a economisti, politici e cittadini di tutte le democrazie industriali: la spesa pubblica, se impiegata in modo da garantire uguaglianza di accesso, di cure e di diritti, e investita in progetti che riguardano tutta la comunità, sono il solo percorso che finora si conosca per uscire da grandi crisi come quella che stiamo vivendo.
Credo che dovrei aggiungere alle mie citazioni il Nobel per l'economia e docente di filosofia Amartya Sen (lo farò). Nel ricordare che non c'è un solo caso, nella storia di tre secoli di vita e avventure del mondo industriale, di un Paese che esce dalla crisi grazie al valore, all'impegno, alla dedizione del settore privato. Accade sempre il contrario: l'avidità privata, che si impossessa del controllo di un governo, provoca il disastro.
La vasta spesa pubblica di un governo cosciente del pericolo che incombe su tutti i cittadini che non sono portatori di ricchezza, trova la via d'uscita. Le auto blu, i barbieri, e gli altri riferimenti di [il post di Massimo Famularo su; ndr] noiseFromAmerika fanno parte del sottofondo pubblico di un mondo dominato dal privilegio privato e si tratta di furti locali, che non si possono accostare a Krugman, Stiglitz, Sen, Obama. Sono giustamente materia di un triste dibattito italiano su cui ho scritto e detto qualcosa, ma in un altro contesto.
''2 - Difendere la spesa pubblica senza distinzioni non è disonesto?''
In questa domanda c'è un equivoco che un po' di attenzione avrebbe permesso di evitare. In ciò che ho scritto negli articoli in discussione, niente fa pensare che io stia suggerendo spesa pubblica nelle mani di Brunetta o Sacconi o Tremonti, e neppure di questo Parlamento.
Mi sembra evidente che io ne ho parlato come si parla di acqua pubblica come bene comune. Inoltre era evidente, in tutta l'argomentazione che il contesto non era la disonestà pubblica o privata (gli evasori di doveri e gli evasori di tasse) che tormenta il paese Italia ma: come è accaduto che il mondo industriale democratico che si credeva ricco e superiore, sia entrato in una crisi violentissima e come ne potrà uscire.
''3 - Non crede che sia possibile essere contrari alla spesa socialmente inutile senza predicare lo smantellamento dello Stato sociale?''
Non tutto è bianco e nero, c'e'anche il grigio. La scena di cui discutiamo è in bianco e nero, e personalmente non ho alcun interesse per il grigio. In un mondo in cui i disabili, anche gravi, vengono abbandonati a se stessi, la spesa socialmente inutile non esiste perché se e' sociale (aiutare chi non può da solo) non è inutile, e se è inutile non ha alcuna connotazione sociale, è solo il privilegio di qualcuno a spese di tutti.
''4 - Questi soldi che con tanto zelo si vorrebbero spendere chi dovrebbe metterli? Facciamo un nuovo debito?''
Roosevelt, per uscire dalla grande depressione creata dal privilegio privato, ha fatto debito immensi e ha salvato il suo Paese. Attlee, il primo ministro laburista inglese dopo la guerra, ha rifatto tutto il suo Paese con i debiti. Il piano Marshall, di cui ogni tanto si favoleggia, è stato un immenso debito americano per salvare l'Europa del dopoguerra.
Il debito italiano di cui portiamo il peso, invece, è una malattia che perdura e che si chiama "cattivo governo". Molti governi europei conservatori di questi anni (praticamente tutti) e le voci aggressive della estrema destra americana sono persuasi che gli errori dei governi e della politica vadano pagati dai cittadini. Vanno molto le famose frasi " la festa è finita" e "abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi".
Ma la festa di chi?
E chi ha vissuto al di sopra dei propri mezzi?
''5 - Oppure aumentiamo le tasse?''
Domanda giusta. Il disastro americano, con seguito di sfiducia quanto alla capacita ddl colosso statunitense di pagare, è stato originato, contro l'opinione indignata degli economisti che ho sempre citato e di gran parte del partito democratico Usa, dalla follia di Reagan e dei due Bush (sopratutto George W. Bush ): tagliare in modo drammatico le tasse dei ricchi e dei ricchissimi americani, facendo ricadere tutto il peso della spesa pubblica su coloro che lavorano (dagli operai ai dirigenti). Quel buco ha prodotto in pochi anni negli Usa un cratere di debiti che al momento appare insanabile.
Ma, di nuovo, la opposizione repubblicana, che ha la maggioranza alla Camera Usa, ha impedito al Presidente le tasse sui ricchi. Di nuovo tutto il sacrificio ricade sui poveri (che non avranno alcun soccorso per le spese mediche) e il vantaggio è dei ricchi, che continuano a non pagare. Si, le tasse sono una grande risposta e non troverete un serio economista con un reputazione da difendere che proporrà una via d'uscita diversa.
''6-Visti i risultati della spesa di Craxi, delle tasse di Prodi e della spesa + tasse di Berlusconi da quale pianeta dovrebbero arrivare questi politici capaci di spendere efficacemente ogni centesimo e di difendere i deboli?''
Non vedo come mettere sullo stesso piano le tre epoche e le tre persone. Dei tre, Prodi non è e non è mai stato indagato, ha sempre reso ben chiaro il suo modo di governare e, come è impossibile non ricordare, ha portato la screditata Italia della Lira stracciata dentro l'epoca dell'Euro. Senza Euro, Grecia e Italia sarebbero già due zattere abbandonate, con relativa immensa fuga di capitali.
Mi domandate, con un po' di sarcasmo "da dove dovrebbero venire questi politici capaci di spendere efficacemente ogni centesimo e difendere i deboli ?" E ' la stessa angosciante domanda degli americani e di quasi tutto il resto del mondo, dal Giappone all' Argentina.
Continueranno a chiderselo loro e continueremo noi (che intanto però potremmo con urgenza cambiare la legge elettorale). E, nell'attesa, potremmo evitare le strade sbagliate come quella di credere che il governo del "privato" sia migliore solo perché non ha bisogno di pranzare al ristorante del Senato. Mai dimenticare che l'Italia è governata o dominata da quasi vent'anni da privati del genere che non paga tasse, e da essi non è venuto nulla di nuovo, solo più privilegi, pubblici, privati o rubati.
A questo post seguira', domani, una controreplica di Famularo
