Il sistema fiscale di Oceania, 2014

17 novembre 2006 alberto bisin
Un altro aspetto della finanziaria di cui non si e' parlato molto ma che secondo me e' importante quanto inquietante.

Abbiamo parlato molto della finanziaria su queste pagine. Non ci piace per niente. E abbiamo argomentato perche' non ci piace.

Io credo pero' che si possa dire che gli effetti reali della finanziaria siano tutto sommato pochi. Le tasse aumentano un po' per i pochi che dichiarano redditi superiori a 60 mila Euro, tutti avranno un po' piu' di irritanti gabelle da cercare di eludere, qualcuno avra' qualche sussidio piu' o meno irrilevante da cercare di riscuotere. Le ragioni per cui ci siamo scatenati sono i) che c'e' tanto da fare per rimettere ordine nella politica economica del paese, soprattutto in termini di liberalizzazioni, e nulla si e' fatto, ii) quel poco che e' stato fatto dimostra una concezione dell'economia e della politica economica assolutista e interventista che ci pare erronea e ormai screditata dai dati e dalla storia.

In questo senso vorrei discutere due proposte inserite in finanziaria che mi paiono inquietanti, e vorrei spiegare perche'. (Un altro problema della finanziaria e' il metodo utilizzato - proposta pubblica di gabella o altro, urla delle lobby colpite, ritiro della proposta, rilancio di un'altra proposta - metodo che rende quasi impossibile capire cosa e' dentro in finanziaria e cosa non lo e'; questo e' il caso anche delle proposte che discuto di seguito).

Le proposte cui mi riferisco sono le seguenti:

  1. L'introduzione dell'obbligo di effettuare i
    pagamenti per le prestazioni professionali con il bancomat o con gli
    assegni per compensi oltre i 100 euro (prevista a partire dal 2009 - il limite e' 1000 Euro fino al 2008 e di 500 fino al 2009).
  2. La possibilità di chiedere - sia alle banche sia
    alle altre società finanziarie - informazioni, dati e documenti
    relative a «qualsiasi rapporto, operazione e servizio intrattenuto con
    i loro clienti»; cioe' la
    «tracciabilità» dei proventi incassati dai contribuenti
    e l'anagrafe di rapporti tra intermediari finanziari e
    contribuenti.

Queste proposte sono motivate dalla lotta all'evasione fiscale. In questo senso sono ragionevoli. La lotta all'evasione e' certamente una priorita' nel paese, e un controllo delle transazioni, finanziarie e non, puo' essere utile a tal fine. Ciononostante trovo queste proposte inquietanti, come dicevo. Cerchero' di argomentare perche' mi paiono inquietanti.

Una volta raccolte le informazioni sulle transazioni fra contribuenti e vari professionisti (avvocati etc.) e sulle loro posizioni finaziarie (presso banche o altri intermediari) il governo avrebbe la possibilita' di intervenire in modo massiccio e con poco costo nel distorcere varie decisioni economiche. Ecco una lista incompleta di cio' che il governo potrebbe fare con queste informazioni (la lista e' scelta in modo da apparire plausibile dato il sistema di credenze ideologiche di vari membri del governo):

  • incentivi fiscali alla detenzione di titoli dello stato italiano
  • incentivi fiscali alla detenzione di titoli di stato emessi dal governo libanese (o nigeriano, o palestinese - qualunque "stato buono" del momento)
  • incentivi fiscali alla detenzione di titoli emessi da Alitalia o Trenitalia e via discorrendo
  • incentivi fiscali alla detenzione di titoli emessi da societa' il cui amministratore delegato sia donna, o omosessuale, o cattolico, o mussulmano
  • incentivi fiscali alla detenzione di titoli emessi da societa' "impegnate nel sociale"
  • incentivi a chi utilizza un avvocato (o commercialista, o notaio, o architetto) donna, o omosessuale, o cattolico, o mussulmano
  • incentivi a chi utilizza un avvocato (o commercialista, o notaio, o architetto) "locale" e non con uffici a Londra, Berlino, New York
  • incentivi a chi utilizza un avvocato (o commercialista, o notaio, o architetto) iscritto alla costituenda lista degli "avvocati (o commercialisti, o notai, o architetti) buoni"

Potrei continuare. Ad esempio con una lista di disincentivi per titoli di "stati cattivi", aziende gestite da manager maschi-bianchi-ricchi-grassi, che non ci piace quello che producono e che non "investono nel sociale" e non comprano caffe' biologico nei mercati di "fair trade".

Naturalmente Bertinotti e i suoi accoliti, e quel tipo dei verdi che parla sempre, non hanno il monopolio del possibile uso inquietante di questi archivi e traccie di transazioni: la nostra destra potrebbe usare gli stessi strumenti ad esempio per dare incentivi alle aziende del capo, agli avvocati del capo, ai titoli di altri stati i cui primi ministri sono amici del capo, e via discorrendo.

Il lettore che pensa che questo mio tentativo di rappresentare gli incentivi e disincentivi fiscali offerti in un mondo tipo Oceania sia eccessivo ha forse ragione. D'altra parte, mica e' stato Orwell a inventarsi la solidarieta' intergenerazionale, ne' lui a suggerire che , o che il trasferimento del TFR vada a diminuire il debito.

 

 

3 commenti (espandi tutti)

Caro Alberto, guarda che la norma sui pagamenti non in contanti è di per sé del tutto inutile dal punto della lotta all'evasione fiscale (si è mai visto il "nero" fatto con assegni?) e casomai controproducente (la vecchietta che va dal dentista e non sa cosa è il bancomat o non sa compilare un assegno, giocoforza pagherà cash, e quindi senza ricevuta fiscale). Il suo scopo primario è far guadagnare qualcosa alla banche in termini di commissioni e compensarle della contemporanea (si risale al decreto Visco-Bersani dell'estate) e sacrosanta riduzione delle spese di chiusura conto. A meno che... a meno che il buon Visco non voglia usarla insieme alla norma sugli accessi ai conti correnti per rifilarci il prossimo anno (si fa per dire, ovviamente, perché tanto al prossimo anno questi non ci arrivano: Dini e Marini si stanno già scaldando a bordo campo) un criterio fiscale di questo tipo: "caro professionista, visto che tutti i tuoi ricavi devono essere tracciabili via banca, se il tuo conto corrente "dedicato" non registra in un anno entrate per almeno xxx mila euro, sei automaticamente considerato un evasore fiscale". In pratica, la sublimazione degli studi di settore... ed il trionfo del vecchio caro Orwell. Propongo comunque una correzione alla norma: sono leciti anche i pagamenti con buoni acquisto Coop o Conad.

hidden trade as constraint to discretionary governments? eh eh

fa piacere vedere che non si lavora solo per i posteri.  grazie rabbi

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