Servizio “Chi l’ha Visto?”: Il Mistero Gelmini

Dove si fa uso di questo blog per raccogliere informazioni più che per diffonderne.

Incuriositi dalla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ieri pomeriggio verso le 14 (GTM -4) abbiamo surfato un po' il web per raccogliere qualche informazione. Wikipedia la descriveva come una avvocatessa, nata a Leno nel 1973 e figlia di Padre Eligio Gelmini. Cliccando sul link abbiamo poi raccolto qualche informazione sul sacerdote: noto negli 60 per essere amico di molti personaggi del jet set fra cui i calciatori del Milan di Rocco, poi condannato a 4 anni di carcere per truffa nei primi anni 70 assieme al fratello Pierino (anche lui sacerdote). Il quale fratello (ci informano La Stampa e la stessa Wikipedia) ha continuato ad averne di problemi con la legge fino all’inquisizione per abusi sessuali del 2007. Rumori del web poi, associano a varie riprese i due sacerdoti a BS e ad altri esponendti del centro destra.

Con somma sorpresa qualche ora dopo (18 GTM -4, circa) scoprivamo che la pagina di Wikipedia era cambiata (!): adesso Mariastella non figurava più come figlia di Eligio mentre le informazioni su quest'ultimo erano state ridotte al lumicino. Cercavamo allora sul web qualche info sui genitori del neoministro ma senza fortuna: sembrerebbe che in rete non ci sia più alcun riferimento in materia. Mariastella si è materializzata dal nulla un giorno dell’estate 1973 in quel di Leno (BS, inteso come Brescia stavolta).

A questo punto qualche domanda abbiamo cominciato a porcela, ed il senso del post è sostanzialmente rigirare queste domanda alla vasta readership di nFA. A cosa si deve questo repentino cambiamento delle pagine di Wikipedia? Qualcuno aveva forse tirato un brutto scherzo al neoministro collegandola ai famigerati fratelli Gelmini (brutto scherzo a cui si è posto poi rimedio eliminando le informazioni false)? Oppure Mariastella è effettivamente imparentata con Eligio e Pierino ed ogni traccia di questo scomodo collegamento è stata cancellata dal web ad arte (forse con un po' in ritardo)?

Nel momento in cui scriviamo ci restano soltanto 2 certezze (ancora per quanto, non si sa) sul neoministro della Pubblica Istruzione:

Nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano per inoperosità. La sfiducia, oltre che dall’opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. A quanto pare, ha fatto però tesoro della sfortunata esperienza e così, nella passata legistaltura, si è fatta promotrice del "Progetto di Legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione".

Ad maiora, signor Ministro!

Come e' ormai noto a chi legge i commenti, alcuni contenuti di questo post si sono rivelati infondati. Ce ne scusiamo con i lettori e con il ministro Gelmini.

79 commenti (espandi tutti)

Se cerchi Maria Stella Gelmini trovi questo sul Giornale. Una cosetta pacata senza nessun intento agiografico :) Nell'articolo lei dichiara: "Papà è stato sindaco Dc nel Basso bresciano."

Dubito che sia figlia del confessore sprituale del  Milan.

Questo intervento più che sulla Gelmini in se mette in luce anche un'altra cosa..

Ma chi sono questi Ministri?? Ho provato a fare anche io ieri la stessa ricerca su Alfano (M. di Giustizia) e non ho ritrovato questo gran curriculum..

Sinceramente sono un po' deluso... sia dalla presenza dei soliti politici che girano che da quella di personalità sconosciute che però non dimostrano a mio giudizio di possedere un curriculum idoneo alla loro poltrona..

Vedremo.

Ecco il testo del progetto di legge presentato dalla Gelmini nella scorsa legislatura. E' stato presentato a febbraio 2008, quindi a governo Prodi già morto. Di fatto, un'autocandidatura al posto di ministro. Buona lettura.

http://legxv.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0040980.pdf

Bellissima, sembra uno scherzo fatto da quelli del Male. Ora ha codificato il merito ...

Ne vedremo delle belle. Auguri a tutti. 

Ma, ditemi, l'ho notato solo io che le quattro ministre (o ministri
donna) del governo tendono a essere piu' giovani dei ministri uomo, e, a
mio giudizio, tutte quattro, sia pur in modo diverso, piuttosto
attraenti (qui)?
Forse sono io di bocca buona, pero' la stessa impressione non ce l'ho
nei confronti delle ministre del governo di Brown in UK (foto qui). Spero che mi confermiate tutti che e' dovuto esculsivamente alle migliori tecniche fotografiche adoperate in Italia (vedi qui).
Se cosi' i fotografi italiani tendono ad operare selettivamente, visto
che, a sentire le esperte, i ministri-uomo tendono a essere proprio
bruttini.

 

Puo' darsi che la colpa sia della dieta a base di fish & chips, non dei fotografi inglesi! :-D

puo darsi, puo' darsi; ma a giuducare dale terze pagine dei giornali, ne' i fotografi ne' i soggetti sono necessariamente influenzati dalla dieta di fish and chips...

e comunque non spiegherebbe la Svezia (foto qui)

 

Non sei l'unico. Come riportato ad es. dal Corriere della Sera, l'eta' media degli uomini e' 56 anni, quella delle donne 34 anni. La via italiana alla parita' uomo-donna lascia molto molto a desiderare: a sinistra si portano al governo e in parlamento le mogli assieme a giovani donne il cui maggior merito sembra essere quello di essere rampolle della Casta o di aver fatto una buona comparsata TV prima delle elezioni del 1996 (Melandri), a destra si portano soubrette e giovani donne di bella presenza, lasciando le mogli a casa a filare... D'altronde con l'esempio di Togliatti che si porta la Jotti con se' fin dai tempi della Costituente c'era poco da sperare dal tessuto umano del Belpaese. Per fortuna tra tutto questo sfacelo qualche scelta recente tutto sommato in linea con le democrazie piu' avanzate e' stata fatta (Moratti, Turco). Comunque e' evidente che con questo governo abbiamo perso l'ennesima partita con la Spagna, oltre che coi paesi a nord delle Alpi che sono su un'altra dimensione rispetto al'Italia di oggi. Premesso questo, credo che MS Gelmini e G Meloni qualche capacita' strettamente politica ce l'abbiano. La prima e' stata la piu' votata al consiglio regionale lombardo (probabilmente grazie a qualche organizzazione tipo CL o magari clientele politiche ex-DC, ad oggi non so), della seconda se non ricordo male ho letto che ha avuto notevoli successi almeno come numero di iscritti all'UGL [correzione dopo un messaggio di una gentile lettrice: ricordavo male, le sperimentate capacita' politiche di G Meloni sono nell'area della contestazione studentesca di destra a Roma e in seguito nei movimenti giovanili di AN]. Insomma, non avranno meriti professionali assodati (come la grande maggioranza dei loro colleghi maschi) ma almeno competono degnamente come capacita' strettamente politiche. Su questo livello anche la Prestigiacomo si puo' salvare. Il peggio sarebbe avere una pura presenza decorativa di giovani pollastrelle senza alcuna capacita' ne' politica ne' professionale, almeno questo l'abbiamo evitato, in buona misura.

 

Ma, ditemi, l'ho notato solo io che le quattro ministre (o ministri
donna) del governo tendono a essere piu' giovani dei ministri uomo, e, a
mio giudizio, tutte quattro, sia pur in modo diverso, piuttosto
attraenti

Entriamo in modalita' bar sport? Entriamo in modalita' Bar sport. Tutte e quattro attraenti non so; certo che a vederle salta subito all'occhio che la meloni deve essere quella intelligente; peccato che non sia nemmeno laureata. Invece ogni volta che vedo la carfagna mi viene in mente la battuta di Jhonny Stecchino quando diceva "...e facci vedere il tuo ministero!".

Certo anche che se facessi battute cosi' agli americani farei terra bruciata attorno a me.

Comunque io rido pensando che Welfare che comprende lavoro, sanita' e Politiche sociali (non proprio gli ultimi dei problemi italiani) abbia 1 ministero. D'altro canto politiche agricole (sic), rapporti col parlamento e attuazione del programma sono tutti e 3 li' belli separati.

Mi scuso con tutti e mi scuso anche con me stesso, perche' in questo caso mi sento costretto a prendere (in parte) le difese delle neo ministre.

Riguardo la Meloni: anche qui su nfA e' stato spesso criticato il sistema universitario italiano, come si puo' prenderlo come riferimento per una critica a priori? Non sono affatto convinto che operera' bene, ma il fatto che non abbia il marchietto di qualita' dell'universita' italiana mi da semmai una speranza: se non altro, che lavori il doppio proprio per smentire la frase "non e' nemmeno laureata".

Per quanto riguarda la neo ministra MC, il peggio che potrebbe succedere e' che faccia la bella statuina come tanti altri: se non altro in questo caso l'aggettivo sara' obiettivamente assegnato :)

E ancora, riguardo la MSG: da una lettura ultrarapida della legge,
concordo con le perplessita' gia' espresse: non sarebbe a costo zero
(gli "enti terzi" lavorerebbero per la gloria?), favorirebbe ulteriori
pastette (chi sono questi "enti terzi"? chi li sceglie, come? Come e
cosa valuterebbero?). Oltretutto, formulare una legge al riguardo quando lei stessa e' stata estromessa
per inoperosita' ha varie spiegazioni:

- e' brava (?) a predicare ma non a razzolare

-  le leggi gliele scrivono e lei le firma

- e' masochista

- varie ed eventuali 

non la conosco abbastanza per scegliere, ma aspetto di sentirla parlare. Se vogliamo, prendiamola come indice di disperazione personale: con tanto schifo in giro, il fatto che qualcuno almeno ne parli dicendo solo una parte di cavolate gia' mi solleva infinitesimamente il morale.

Ripeto: non prendetela come dichiarazione di simpatia per il governo di BS o indicazione di "gallismo" da parte mia. So solo che adesso voglio vedere il dato di fatto: ci sono, non ho un pregresso paragonabile da giudicare, vedremo cosa ci riservera' il futuro. Se tanto mi da tanto sara' la solita schifezza, ma sentirmi male da subito vorrei evitarlo :)    

Tutto, ovviamente, sempre e solo IMHO. 

 

Riguardo la Meloni: anche qui su nfA e' stato spesso criticato il
sistema universitario italiano, come si puo' prenderlo come riferimento
per una critica a priori? Non sono affatto convinto che operera' bene,
ma il fatto che non abbia il marchietto di qualita' dell'universita'
italiana mi da semmai una speranza: se non altro, che lavori il doppio
proprio per smentire la frase "non e' nemmeno laureata".

No, guarda, chiamami qualunquista ma io mi trovo costretto per esperienza ad adottare un garantismo alla rovescia: per me un politico di professione e' un deficiente patentato fino a prova contraria. Ti assicuro che il sistema funziona e non mi ha mai deluso. La Meloni e' una di quellie/e che ha usato l'universita' come piattaforma politica nei vari comitati studenteschi a far volantinaggi e ad insultarsi con i pari suoi che stavano dall'altra parte della strada con la kefia. Sara' un'ottima politica nell'ottica conservatrice di chi pensa alla politica come "passione" e "amore" e "impegno" e "scontro" e bla bla bla. Io di quelle robe li' sinceramente non so che farmene. Quando si tratta di inquadrare e risolvere i problemi e prendere decisioni mi piacerebbe che fosse a farlo una persona possibilmente sveglia, esperta, senza pregiudizi e magari consapevole per esempio di come gli stessi problemi sono stati affrontati negli altri paese.

Per quanto mi riguarda io ripongo un minimo (minimo) di fiducia in quel governo in brunetta e ahime quel pistolone di bossi (per ragioni molto diverse). Tutti gli altri neanche ci provo sperare.

A proposito di Brunetta: data la prosopopea e la grande esposizione mediatica che da sempre caratterizzano il personaggio, mi vien da chiedere se, per quanto ne sapete voi, sia uno studioso serio. Non mi sono mai informato. Per intenderci, pubblicazioni? Ancora: se scrive una lettera per presentare uno studente, poniamo, ad NYU, Alberto la legge interessato o la usa come posacenere? Cosi', tanto x capire...

Beh, la sostanza della lettera sarebbe irrilevante. Su questo non c'e' dubbio. Ma questo significa solo che lo standing di Brunetta in termini di ricerca e' nullo. Questo non vuol dire che non capisca di economia, assolutamente (non lo conosco, non lo so). Non e' necessario fare ricerca per fare buona politica economica. Un buon esempio per me e' Mario Monti (disclosure: Monti e' stato il mio relatore di tesi in Bocconi): Monti non ha mai fatto ricerca seria, ma a parte il carattere e il modo di fare, quando disquisisce di politica economica  ha solitamente posizioni ragionevolmente fondate e argomentate, a me pare. Nulla a che fare con Tremonti. 

Ho sentito Brunetta ieri in TV. Parlava di "licenziare i fannulloni." Ha detto ripetutamente "io sono un professore universitario"/"io sono in economista" con una certa prosopopea abbastanza fastidiosa.  Ma a parte questo, nella sostanza sfondava una porta aperta.

Mi hai fatto venire curiosità così ho guardato cosa dice EconLit, la banca dati che raccoglie tutte le pubblicazioni in economia, riguardo a Brunetta. Quando metti il suo nome vengono fuori 80 pubblicazioni. Di queste solo 21 sono su riviste con peer review, il resto sono capitoli di libri. Delle 21 pubblicazioni su riviste la maggior parte sono sulla "Review of Economic Conditions in Italy", poi c'è "Scienze regionali", "Economia e Lavoro" e "Labour". Direi che il giudizio di Alberto sulla standing in termini di ricerca (è nullo) viene confermato in pieno.

Visto che c'ero ho anche provato a guardare Tremonti. Nel suo caso le pubblicazioni sono esattamente zero. Si vede che le robe che ha pubblicato per andare in cattedra erano solo di diritto tributario.

Ha detto ripetutamente "io sono un professore universitario"/"io sono
in economista" con una certa prosopopea abbastanza fastidiosa.

Ha anche detto, piu' volte, che "non ci possiamo piu' permettere" un'amministrazione pubblica cosi' disastrosa, perche' non ci sono piu' i soldi. Mi ha stupito, non avevo sentito nessuno, fino ad ora, esprimere questo concetto cosi chiaramente.


Non so se ci cavera' qualcosa, pero' forse davvero sta cambiando il clima e, alla lunga, ne puo' uscire qualcosa di decente.

 

"No, guarda, chiamami qualunquista ma io mi trovo costretto per
esperienza ad adottare un garantismo alla rovescia: per me un politico
di professione e' un deficiente patentato fino a prova contraria."

Concordo con te, ma al posto di "deficiente" userei qualche altro termine: secondo me chi entra in politica in genere lo fa per assecondare le proprie ispirazioni e guadagnarci, quindi proprio deficiente - dal punto di vista strettamente personale almeno, non e'. Che poi ci si perda in considerazioni capziose per amor di discussione o per farsi gli affaracci propri quello e' altro discorso.

Comunque non ti considero un qualunquista :) Semplicemente considero poco utile alla discussione dire che "non e' nemmeno laureata": la laurea dimostra ben poco, da quello che si vede nella classe politica, imprenditoriale e tecnica italiana, come e' stato scritto anche qui su nfA.

Tanto e' vero che anche tu dici di riporre quel (poco) di speranza nel Senatùr che il pezzo di carta non ce l'ha, e non nei dottori o professori che questo (e il precedente) governo vantavano...

Approfitto per rispondere indirettamente a Bisin: Brunetta l'ho sentito (poco) anche io, per motivi di tempo e perche' la sua prosopopea non mi e' mai piaciuta, mi ricorda troppo quella di un qualsiasi barone (o per chi apprezza, il marchese del Grillo).

Ho interrotto mio malgrado proprio mentre parlava di "valutazioni oggettive" per premiare il merito: parlando a Vespa, faceva l'esempio degli ascolti di un giornalista TV come parametro misurabile e da qui doveva passare a descrivere i parametri oggettivi con cui valutare questa o quella categoria, ma purtroppo non ho potuto continuare a seguire. Spero che sia stato incisivo come e' stato manicheo.

Comunque, sempre opinioni sono :) 

 

 

 

Se non va bene deficiente ne troviamo altri. Ti assicuro che le idee non mi mancano :)

Per quanto riguarda la meloni: ha la mia eta' e dice cose da "vecchia". Ripete le cose che ha imparato al partito: la patria, i partigiani, i martiri di guerra di destra, l'uguaglianza invece dell'egualitarismo. Son sicuro che la montalcini - che ha 99 anni - sarebbe capace di tirare fuori concetti piu' innovativi. Ma comunque la colpa non e' sua: il sistema politico non e' meritocratico quindi inutile stupirsi.

Non dice solo cose da vecchia, che le dice, ma sembra dire anche cose stupide tipiche di un demagogo ignorante.

Per esempio, dice

E, sui libri di testo aggiunge: “vanno liberalizzati”. In pratica,
sostiene la Meloni, ogni studente dovrebbe poter scegliere
autonomamente il testo sul quale studiare senza dover partire
necessariamente da quello proposto dai prof. “Mi sembra una rivoluzione
nel nostro insegnamento. Si studierebbero le cause degli eventi e poi
si potrebbe avviare un dibattito, anche sulla base di fonti diverse”.

Certo, il corso di analisi funzionale ognuno se lo fa sul testo che vuole, poi confrontiamo le nostre opinioni sulle cause degli operatori compatti ... a meno che questa non sia la solita demagogia copiata dalla destra integralista americana per introdurre testi religiosi ed antiscientifici in classe. 

Pur essendo vero che aver studiato molto non costituisce garanzia di niente, credo occorra affermare che, con grande probabilitá, non averlo fatto ed aver fatta carriera politica é garanzia di profonda ignoranza, pregiudizi, incompetenza e disponibilitá a fare e dire cretinate populiste. Come sembra il caso di questa fascistella che vuol far cantare in classe una brutta canzone per ristabilire il nazional orgoglio ... come se questo si reggesse sui petti gonfi ed i cori camerateschi.  

Michele probabilmente manchi dalla scuola italiana da troppo tempo, ma io ricordo benissimo che per tre anni ho dovuto comprare un libro di storia di qualità indecente (l'ho scoperto dopo) nonché costoso. Non so quali fossero le motivazioni del professore, ma credo si tratti di un provvedimento di semplice buon senso, introducendo un elemento di concorrenza che potrebbe ADDIRITTURA far abbassare il prezzo dei libri. Comunque non ti preoccupare che il corso di analisi funzionale in Italia lo fanno al massimo in qualche liceo scientifico :)

Credo che quando parli di libri di testo si riferisca esclusicamente ai
libri di storia. Vedi anche dell'utri che piu' candidamente
ammette che i libri vanno riscritti
. Insomma ideologia, ideologia, ideologia.

 

io ricordo benissimo che per tre anni ho dovuto comprare un libro di
storia di qualità indecente (l'ho scoperto dopo) nonché costoso. Non so
quali fossero le motivazioni del professore, ma credo si tratti di un
provvedimento di semplice buon senso, introducendo un elemento di
concorrenza che potrebbe ADDIRITTURA far abbassare il prezzo dei libri

Dubito che un ragazzino sia in grado di capire quale libro di storia e' migliore e dubito anche, pur possedendone un altro, si metterebbe a studiare parti dello stesso che non sono in programma. Stiamo proprio parlando in termini altamente teorici. Poi, sinceramente, io trovo che il concetto stesso di libro di testo sia gia' superato ma liberarsene completamente richiederebbe l'attuazione di una piu' ampia riforma scolastica che ci staccasse finalmente dalla gentile. Io sinceramente cosa sono la storia e la filosofia e come possono essere utili l'ho capito per la prima volta leggendo Russell (ma avevo passato di sicuro i 20 anni).

 

 

Saro' fuori dalla
scuola da troppo tempo anche io ma ricordo che in ogni istituto lo
sceglievano i docenti, e se l'istituto aveva piu' di un docente che
copriva una materia si mettevano d'accordo. Sicuramente, come dice
Giorgio, non ci si puo' aspettare che un ragazzo di libri se ne compri due e
si metta a fare anche i confronti. Oltretutto la proposta, saro'
prevenuto io, mi puzza di revisionismo lontano un miglio. Odio la
retorica, anche quella sinistorsa, ma se un po' di paranoia e' il
prezzo perche' mio nipote non studi che Darwin diceva stupidaggini sono
ben disposto a pagarlo.

Piacerebbe anche a me una bella riforma scolastica... ho anche alcune idee, ma riflettono il mio manicheismo spartano, quindi non le dico :)

 

 

Per carità non state a sentire Michele quando parla dei suoi studi di matematica. L'analisi funzionale e la teoria degli operatori compatti si studiano a mala pena nel corso della laurea triennale. Infatti nella maggior parte dei casi si studia nel corso di laurea magistrale e come "graduate course" negli SU.

Ma cos'e'? Avete perso il senso dell'umorismo tutti quanti! Che io manchi dalla scuola media superiore da qualche decennio non c'entra nulla ...

Certo che l'esempio degli operatori compatti non voleva essere realista! Voleva solo far vedere l'assurdita' della logica della proposta ... suvvia, per favore.

Certo che la signora vuole che i ragazzini (o le loro famiglie, piuttosto) si scelgano i libri di storia, filosofia, biologia e letteratura che preferiscono! Ma il risultato non cambia!

 Da un lato diventera' una follia ideologica in cui ogni genitore cerchera' di scegliere il testo che racconta la storia (filosofia, letteratura, eccetera) in modo coerente con la sua ideologia, creando un inferno.

Dall'altro creera' incentivi per scegliere (e produrre) orrendi bignami peggio ancora di quelli che gia' esistono, cosicche' il ragazzino potra' dire, di fronte alla domanda a cui non sa rispondere: "Ma QUESTO nel MIO libro non c'era, signor professore!" Per letteratura io suggeriro' al figlio (ipotetico, il mio e' troppo vecchio per l'esperimento) di comprarsi solo le poesi di Giorgio Baffo, il teatro del Ruzante, l'autobiografia di Casanova e quella di Da Ponte, oltre che, per i confronti internazionali, le opere di Retif de la Bretonne!

Cerchiamo di essere seri. Non vogliamo un programma nazionale unico e delle nozioni comuni? Diciamolo appertamente (io non concordo avendo visto l'effetto disastroso, veramente disastroso, che questo ha provocato e provoca nell'educazione degli adolescenti americani) e facciamo una proposta sensata. Che ognuno si scelga il libro che vuole e' un'assoluta stupidata: con dieci libri differenti in classe, la professoressa cosa insegna ed a chi? Voi pensate davvero che un ragazzino di 16 anni abbia la maturita' intellettuale per mettersi a discutere quale interpretazione del risorgimento o della rivoluzione industriale o della caduta dell'impero romano e' la piu' "credibile"? Ma per favore!

Infine, non vogliamo la scuola pubblica, la vogliamo tutta privata e magari confessionale o ideologica o di parte (i figli degli atei nelle scuole atee, quelle dei cattolici fondamentalisti nella cattoliche fondamentaliste, i socialdemocratici in quelle socialdemocratiche, eccetera)? Diciamolo, ed argomentiamone le ragioni. Io non le vedo, mi sembra una follia che distruggerebbe ulteriormente il poco che e' rimasto. Ma almeno e' una posizione legittima. I libri di testo a scelta della famiglia o dello studente e' invece solo un'idea insensata!

Sara' l'ora ma mi pareva che piu' o meno tutti si concordasse che far scegliere i libri agli studenti e' una stupidaggine: proprio per il fatto che sono studenti non hanno i mezzi per giudicare la materia.

La scuola pubblica non la discuto affatto: per definizione fornisce un servizio a tutti, quindi evitando le differenze che potrebbero esserci (confessionali, ideologiche, di preparazione) delle scuole private.

Pero' discuto anche che la scuola pubblica cosi' com'e' adesso, universita' inclusa, riesca a fare il suo dovere, che dovrebbe essere (secondo me) educare i giovani a usare la testa per scegliere degli obiettivi e poi lavorare per raggiungerli.

Il programma unico non e' il male, ma ricordiamoci il fatto che quando in Italia si centralizza si finisce per discutere il numero di peli nel naso e non il fatto di avere un braccio in meno:   non vorrei si finisse cosi' anche qui. :)

 

Non che sia un esperto, ma per quanto mi riguarda i libri di testo - salvo disdicevoli eccezioni - sono praticamente commodities, peraltro usate sempre meno dagli studenti che preferiscono wikipedia (o almeno questa era la mia esperienza quando ancora davo ripetizioni). Quindi se un elemento di libertà personale puo' introdurre concorrenza (mi augurei di prezzo) in un settore in cui non ricordo ce ne sia molta, ben venga. Probabilmente mi sto rincoglionendo, ma tra la scelta del testo e il creazionismo il nesso logico mi pare abbastanza labile. Vabbé, torno ai playoff che è meglio.

Il nesso era tra il fatto che si voleva "liberalizzare" il libro di testo (affidano la scelta agli studenti) come diceva la Meloni o riscrivere i libri come diceva dell'Utri, affermazioni che vengono da persone tali che fanno pensare a un processo di revisionismo. Da li' io ho estremizzato :)

Il problema è che se parli di "operatori compatti", o, non sia mai, di  "integrazione sui gruppi localmente compatti" siamo in pochi a capire che stai scherzando e non ti riferisci al sapere "sociologico". L'analisi funzionale poi non è un capitolo della psicoanalisi?

Attenzione, vorrei ulteriormente espandere il concetto.

La mia non era una difesa aprioristica della Meloni o delle altre ministre. Era una constatazione sul fatto che di fatto si stava criticando qualcosa di basso livello come da titolo, ma troppo basso per dare sostanza alla discussione, insomma ci si stava riducendo a chiacchiere da bar.

Che la baby ministra dica cose trite e' assodato dalle vostre citazioni, ma gia' questo alza il livello della discussione: non si parla del fatto che non e' laureata in se' e per se', ma che non l'ha fatto perche' occupata a far carriera e imparare la canzone del partito, e di fatto cambia solo il nome e la data di nascita ma la testa e' sempre la stessa.

Sinceramente, ci avevo sperato, invece ci ritroviamo con un'altra yes-woman, magari anche involontaria, ma proprio per questo ancora piu' triste.

Si potesse parlare anche della Gelmini e della Carfagna... :)

Segnalo sul Foglio Andrea's version a proposito del nuovo ministro della giustizia.

forse è vero che i ministri non hanno una grande personalità politica, ma a me l'idea del governo del presidente piace. stavolta si dovrà decidere. non ci saranno più scuse.

Mah, che non ci siano più scuse mi sembra ovvio. In realtà neanche nel 2001-2006 c'erano giustificazioni vere, c'erano, appunto, solo "scuse".

Sono però perplesso per la qualità di alcuni ministri: nessuno è onniscente ed onnipresente, neanche BS (per quanto lui pensi l'opposto) e gli specialismi settoriali contano, oh come che contano! Non vorrei che si decida, sì, ma si decida di fare dei danni non sapendo cosa si sta facendo. Tralasciando ministeri e competenze che non so giudicare, spero che Brunetta e Sacconi contribuiscano positivamente. Per il resto mi sembra un consiglio dei ministri composto di laureati in giurisprudenza e giornalisti. Vedremo ...

e gli specialismi settoriali contano, oh come che contano!

Un governo per definizione e' politico, e piu' che gli specialismi settoriali - per quello ci sono i tecnici del ministero, che devono pur essere pagati per qualcosa, no? - conta il sapersi leggere i dossier e prendere buone decisioni.

Se guardi la composizione del governo Brown (ma anche tanti governi passati....) nel link che ha dato De Fraja sopra (23 membri, piu' di quello italiano), noterai che praticamente nessuno e' uno "specialista settoriale".

Anzi. A un ministero importante si arriva dopo aver fatto il giro di altri ministeri meno importanti.

Questo almeno in Europa. Poi, beh, immagino uno possa usare il sistema americano, dove in effetti da un po' gli specialisti sono piu' marcati - ma la' hanno un concetto di executive administration, non di cabinet - c'e' una sorta di revolving door soprattutto tra l'esercito e wall street col governo. Che questo poi porti a ottimi ministri e' dibattibile, peraltro.

Queste cose sono ovviamente difficili da quantificare, quindi accetto la valutazione soggettiva diversa dalla mia.

Rimangono alcuni punti fermi:

- come tu dici, se fai il governo del presidente ai ministeri ci metti i tecnici, esattamente come negli USA.

- Se pensi che la burocrazia ministeriale italiana possa fornire le competenze tecniche adeguate a supplire l'ignoranza de dei ministri, allora stai fresco (fatte salve le solite eccezioni).

 Michele, mi ha incuriosito questo punto: 

- come tu dici, se fai il governo del presidente ai ministeri ci metti i tecnici, esattamente come negli USA.

Posso chiederti di motivare questa affermazione ? :)
Semplice curiosità, ovviamente. Nessun intento polemico.

Scusa, mancata la domanda per alcuni giorni. Niente di trascendentale. In parte seguivo la logica del mio interlocutore (che suggeriva una relazione fra governo del presidente e presenza di tecnici) ed in parte una logica che io troverei apprezzabile. Ossia, eleggono te ed un piccolo gruppo di tuoi associati su basi politiche ed ideologiche. Poi a fare le cose, ai tuoi ordini, ci metti la gente che le sa fare, non dei politicanti i cui unici meriti sono averti sollevato il mantello e distribuito volantini. Ma si parla tanto per parlare, sia chiaro. Ora che abbiamo Pizza alla universitá, vedrete i miracoli della politica.

Pensavo invece mi fosse sfuggito qualche analisi empirica, qualche studio.
Ti ringrazio ;)

PS senza dubbio, comunque, la presenza di Pizza mi rassicura :D

Su Wikipedia, se ci si iscrive (procedura velocissima), si possono vedere tutte le versioni pregresse di una voce, e si vede pure chi ha modificato che cosa. Mi sono guardato una quarantina delle versioni precedenti della biografia della Gelmini, ma, sinceramente, su nessuna di esse ho trovato la menzione di p. Eligio...

La frase "figlia del celebre ecclesiastico [[Don Gelmini]]" si trovava nelle versioni dalle 22:09 alle 22:20 del 7 maggio 2008, poi cancellata alle 22:28.  Ho proprio l'impressione che si sia trattato di uno scherzo.

grazie mille AlexCT!

...e yep, concordo con te, sembrerebbe davvero uno scherzo dato anche il timing dell'operazione (l'informazione e' stata inserita proprio quando la lista definitiva del Berlusconi IV ha cominciato a circolare)

 

busted?

andrea moro 9/5/2008 - 14:35

non e' necessario iscriversi per vedere la cronologia. Comunque la modifica e' stata introdotta da una persona non iscritta con indirizzo ip 87.25.208.136 che punta al seguente nome:

136.208.25.87.in-addr.arpa domain name pointer host136-208-static.25-87-b.business.telecomitalia.it.

Non sembra uno dei soliti indirizzi ADSL di telecom, sembra proprio un indirizzo statico di qualcuno che lavora alla telecom, o qualcuno che ottiene un ip statico dalla telecom. Ora se qualcuno alla telecom vuole dare un'occhiata di chi si tratta...

Non sembra uno dei soliti indirizzi ADSL di telecom, sembra proprio un
indirizzo statico di qualcuno che lavora alla telecom, o qualcuno che
ottiene un ip statico dalla telecom. Ora se qualcuno alla telecom vuole
dare un'occhiata di chi si tratta...

Se si volesse scoprire chi l'ha fatto, ci sarebbero ottime possibilita' sia in questo caso sia anche con gli IP dinamici, infatti i provider sono obbligati per legge a tenere i dati delle connessioni, almeno per un certo lasso di tempo. A meno che l'autore non abbia preso precauzioni non banali, e' sicuramente possibile risalire alla locazione fisica di chi si e' collegato a quell'ora da quell'IP, che con buona probabilita' puo' identificare l'autore materiale.

 

Che dite, proponiamo al ministero delle telecomunicazioni di pubblicare i log?

Scherzi a parte, come mai tutta 'sta foga poliziesca? Se ci mettiamo ad indagare tutti quelli che scrivono cazzate su wiki non finiamo più.

Scherzi a parte, come mai tutta 'sta foga poliziesca? Se ci mettiamo ad
indagare tutti quelli che scrivono cazzate su wiki non finiamo più.

Sono assolutamente d'accordo, la mia era una pura precisazione tecnica.

 

 

in realta' il nostro amico pare essersi divertito a ritoccare le biografie di vari ministri del nuovo governo Berlusconi, in alcuni casi con apprezzabile ironia....

Io non ci trovo nulla di "apprezzabile". La battaglia politica si fa in un'altra maniera e a faccia aperta.

A meno che non trovi "apprezzabile" essere ingannato, come è capitato a te e Tania Cernuschi oltre che a noi sei, ho sempre trovato e trovo questo tipo di goliardia informatica alquanto esecrabile, oltre che prova di abbondante vigliaccheria.

michele, il mio commento voleva semplicemente sottolineare come il caso della Gelmini non fosse isolato, ma parte di una meticolosa operazione di maquillage delle biografie wiki dei membri del nuovo governo. ora, un tizio che dedica le sue giornata a tali operazioni di maquillage ha chiaramente delle turbe e non intendevo certo difenderne l'operato (che proprio non definirei "battaglia politica").

Non c'è bisogno del servizio "Chi l'ha visto?" per la neo ministro per la Pari Opportunità Mara Carfagna.

http://www.bild.de/BILD/news/politik/2008/05/08/berlusconis-heisse/famil...

Sono Proprio Questi Rosiconi i tedeschi!!! 

Alla luce dei fatti e di come si sono andate chiarendo
stare le cose, questo post potevamo e dovevamo evitarcelo. Nostra culpa.

Forse anche gli autori avrebbero potuto controllare meglio prima di concludere, ma va detto che la colpa principale è nostra: ci siamo sbagliati, avremmo dovuto controllare i fatti nella stessa maniera in cui controlliamo i dati statistici quando ci sembrano strani e sorprendenti. Non lo abbiamo fatto, e ora ne paghiamo il prezzo. Sbagliando s'impara.

Anche se, probabilmente, non ci legge dobbiamo anche porgere le
nostre scuse al ministro Gelmini. Le nostre scuse vanno anche a Padre Eligio le cui colpe si limitano a quelle accertate dalla magistratura e all'aver fatto da padre spirituale al Milan :)

Le sue proposte di legge - in
effetti e nonostante le buone intenzioni meritocratiche che sembrano animarle - non fanno ben sperare per il futuro, ma quanto detto nel post non c'entra
nulla con lei e va quindi ritirato con le debite scuse.

Le proposte di legge, poi, si possono sempre migliorare. Visto che ora abbiamo un debito con la Ministro Mariastella Gelmini ci offriamo come consulenti gratuiti per la dovuta ed urgente riforma liberalizzatrice e meritocratica della scuola e dell'università italiane. Siamo a favore di merito e competizone almeno quanto sembra voler esserlo lei, signora ministro. Visto che un po' di esperienza nel settore, in ambito di competizione e meritocrazia scatenate, ce l'abbiamo siamo pronti a sostanziare le nostre scuse con una consulenza gratuita (per sei mesi, però, che siamo ameriKani!). Ci scriva.

... diamoci dentro.

Visto che oramai la frittata è fatta - mi rendo conto che il
precedente di VW su Wikipedia renda tutti sospettosi, ma VW è VW - e questo è diventato
il luogo corrente per la raccolta di commenti acidi su politici italiani,
approfitto per manifestare il mio plauso a Letizia Moratti.

Cacciare Sgarbi di malo modo è atto dovuto e degno di plauso. Lo cacciassero da ovunque per sempre, questo foruncolo di cui possiamo solo vergognarci.

Le sue proposte di legge - in
effetti e nonostante le buone intenzioni meritocratiche che sembrano
animarle - non fanno ben sperare per il futuro, ma quanto detto nel
post non c'entra
nulla con lei e va quindi ritirato con le debite scuse.

Ho letto velocemente la sua proposta di legge.  Colpisce molto duro ma colpisce sostanzialmente nel segno: abolizione degli scatti di anzianita', controlli meritocratici a tutto spiano e periodici da parte di enti valutatori terzi per tutti, dagli insegnanti ai professori universitari, voucher per istruzione da spendere dove si vuole, licenziamento di nullafacenti, criminali e inetti. Addirittura abolizione di tutte le posizioni a tempo indeterminato nell'Universita', privatizzazione totale del rapporto di lavoro dei docenti universitari, privatizzazione totale degli enti di ricerca pubblici, eliminazione di quelli sotto ogni standard internazionale. Ovviamente l'implementazione integrale e immediata genererebbe una contro-rivoluzione con esiti difficili da prevedere. Tuttavia la direzione di riforma da intraprendere sarebbe quella, magari moderando alcuni eccessi: quale e' la vostra critica?  E' sull'impianto generale oppure sull'improponibilita' dell'attuazione? Oppure su alcuni punti specifici? Su singoli punti ovviamente avrei diverse critiche anche io, ma ripeto mi sembra che l'impostazione generale sia corretta.

Interessante, questo significa che un'idea su quale siano le riforme "giuste" esiste sia nell'attuale maggioranza sia (scommetto) in quella vecchia. So che sembra naive ma cosi' a spanne avrei dettto il contrario. Certo che se anche la meta' della legge venisse applicata sarebbe veramente troppa grazia.

Una critica: l'ultimo articolo dice che la riforma è a costo zero. Chi li paga i "controlli meritocratici a tutto spiano e periodici da parte di enti
valutatori terzi per tutti, dagli insegnanti ai professori universitari"? Chi li paga i "voucher per istruzione da spendere dove si vuole"? I controlli costano. I valutatori non lavorano gratis. Coma fa questa riforma ad essere a costo zero?

Poi sono assolutamente contrario ai professori precari. Quando mai si è visto? In USA un tenure non lo schiodi neanche a fucilate. L'esito di una valutazione deve ricadere sull'istituzione nel suo complesso, non sul singolo, se no non funzionerà mai.

E poi sulla privatizzazione degli enti pubblici di ricerca: dicano semplicemente che vogliono chiudere il CNR, e finiamola lì.

SI potrebbe continuare a lungo. Se intendi dire che bisogna introdurre la meritocrazia e metodi di valutazione seri e rigorosi, io sono d'accordo, ci mancherebbe. Nell'Università il processo è cominciato, troppo lentamente, e nonostante Mussi. Dovrebbe essere uscito da qualche giorno il regolamento dell'ANVUR, che va esattamente nella direzione di inserire procedure serie e periodiche di valutazione delle Università, e distribuzione dei fondi secondo una classifica di merito. Si sta già facendo qualcosa, insomma. Il problema è: la volontà politica di farlo, e la capacità tecnica per farlo. Insomma, la valutazione del merito è una cosa delicata e complessa, molto complessa, per lasciarla fare in quel modo lì alla Gelmini. Spero vivamente di sbagliarmi...

Una critica: l'ultimo articolo dice che la riforma è a costo zero. Chi
li paga i "controlli meritocratici a tutto spiano e periodici da parte
di enti
valutatori terzi per tutti, dagli insegnanti ai professori
universitari"? Chi li paga i "voucher per istruzione da spendere dove
si vuole"? I controlli costano. I valutatori non lavorano gratis. Coma
fa questa riforma ad essere a costo zero?

Senza voler minimamente difendere i dettagli pratici della strategia indicata, e' evidente che le risorse per la valutazione si possono ottenere anno dopo anno sempre piu' cospicue anche solo bloccando gli scatti di anzianita' in tutto il comparto pubblico, bloccando il turnover delle posizioni a tempo indeterminato e sostituendole solo ove necessario con contratti di diritto privato di importo opportuno. Le risorse per i voucher si ottengono semplicemente bloccando anzianita' e turnover per gli insegnanti. Senza contare la prevista maggior possibilita' di licenziamento per pregiudicati e nullafacenti. In pratica appare irrealistico attuare blocchi di turnover e anzianita' al 100%, ma non dimentichiamo che per i professori universitari il governo Prodi aveva preparato un taglio del 50% alla progressione di anzianita', poi molto depotenziata in Parlamento.

Poi sono assolutamente contrario ai professori precari. Quando mai si è
visto? In USA un tenure non lo schiodi neanche a fucilate. L'esito di
una valutazione deve ricadere sull'istituzione nel suo complesso, non
sul singolo, se no non funzionerà mai.

Anche a me pare che i professori ovunque abbiano contratti a tempo indeterminato. Pero' una cosa va detta: e' ben diversa una tenure USA dove non si viene licenziati se non, immagino, in casi eccezionali, ma con stipendio determinato dal dean entro larghi margini dipendenti dalla reale attivita', rispetto ad un contratto a t.i. stile italico, con leggi di complemento che lo fissano uguale per tutti, variabile solo per anzianita', e sempre per legge incomprimibile anche in caso di trasferimento ad altre funzioni. 

E poi sulla privatizzazione degli enti pubblici di ricerca: dicano semplicemente che vogliono chiudere il CNR, e finiamola lì.

Privatizzare gli enti di ricerca pura in maniera rigorosa corrisponde a chiuderli. Probabilmente MS Gemini non ha idea di cosa sia la ricerca scientifica non applicata. Comunque si puo' fare molto meglio dell'esistente rimuovendo molte astrusita' statali come l'irresponsabilita' di fatto dei dirigenti, l'assenza di valutazione reale dipartimento per dipartimento e istituto per istituto, gli stipendi uguali per tutti e funzione solo dell'anzianita' e cosi' via. Se "privatizzare" significa eliminare queste ultime caratteristiche "statali" va bene.

Non so cosa pensino gli altri redattori di nFA, so cosa penso io.

La ragione è banale: la meritocrazia si ottiene creando gli
incentivi che la determinano, non si legifera. Questa signora/ina vuole
tenere tutto statale, guarda caso, ma poi vuole che funzioni come se
fosse privato: ma dove vive? Mi viene da dire: che legga FVH, o LH! Ma
lasciamo stare, non è il caso. Quanto ci vuole a spiegare a questa
gente che il problema sono i meccanismi, e se i meccanismi sono
sbagliati perché non danno agli individui gli incentivi giusti tu puoi
scrivere nella legge tutte le poesie che vuoi, poi rimane come la
costituzione italiana che predica che tutti hanno diritto a pane e
companatico sempre e comunque?

Tutti
questi comitati e comitatini non servono a nulla e non ottengono
niente, aggiungono solo strati e strati di burocrazia inutile,
consulenti superpagati, occasioni per lobbying e rent-seeking da parte di quelli con la connessione giusta. La
meritocrazia la fa solo il MERCATO, piaccia o meno! E "mercato", per
quelli che non hanno ancora capito, vuol dire la gente, quelli che il
servizio lo usano e lo pagano di tasca loro! Vuole che la meritocrazia regni nelle università
italiane? Adotti la legislazione californiana, dove le università
pubbliche si chiamano UCB, UCLA, UCSD, altro che comitati del piffero. 

Questo
è il problema: avrà anche buone intenzioni, ma non ha capito un
piffero di come si realizzino le sue ispirazioni. Se proprio vogliamo
annoiarci, discutiamo dei dettagli, ma mi sembra una perdita di tempo.
Cosa vuole assumere, i fisici delle particelle a cottimo e poi avere un
comitato di amici suoi che ogni due anni decide se il professor tal dei
tali ha pubblicato a sufficienza e se non lo ha fatto lei gli taglia lo
stipendiio? Ma dai! Il problema dei destri italiani è che sono
statal-fascisti dentro, proprio dentro dentro, e non riescono a
capirlo, perché sono
ignoranti come capre, non hanno mai visto niente del mondo (viaggi
francorosso o valtur tutto incluso a parte), pensano di far parte del
jetset perché leggono Capital e Max e sono stati alcune notti negli
alberghi fighetti di Soho ... Quello, è il problema. Che non hanno
idea di quello che fanno perché non hanno mai fatto nulla. Ovviamente
questa non è un'esclusiva dei destri, i sinistri hanno fatto ancora
meno visto che nessuno di loro ha mai lavorato. Ma i sinistri son
sinistri, quelli la meritocrazia manco aspirano di legiferarla, loro la
meritocrazia la temono. Questi invece continuano a romperci le palle da 15 anni che vogliono la concorrenza, la meritocrazia, meno stato e più mercato, e poi non fanno altro che aggiungere stato, stato, stato ... stato controllato dagli amici loro, i quagliarelli di turno.

La ragione è banale: la meritocrazia si ottiene creando gli
incentivi che la determinano, non si legifera. Questa signora/ina vuole
tenere tutto statale, guarda caso, ma poi vuole che funzioni come se
fosse privato: ma dove vive?

OK capisco la critica ma faccio presente che nel DDL c'e' scritto addirittura "privatizzare tutti gli enti di ricerca". Non mi e' per nulla chiaro che MS Gelmini sia una statalista irrecuperabile. Certo risentira' dell'aria che tira in Italia, ma rispetto agli dogmi italiani il suo DDL contiene un notevole numero di "eresie" anti-statalistiche. Inoltre occorre legiferare quantomeno per smantellare l'esistente, come ad es. stipendi monotoni crescenti per anzianita' per tutti indipendentemente da ogni considerazione di merito. Su questo punto poi va anche aggiunto che il sistema italiano prevede stipendi miserabili ad inizio carriera e stipendi europei o superiori al termine. Siccome l'Italia e' nettamente piu'  povera di UK, Germania e Francia, la progressione di anzianita' dovrebbe essere attenuata o azzerata ma alzando anche gli stipendi iniziali. Complessivamente gli stipendi italiani dovrebbero essere commisurati a quelli degli altri paesi in rapporto ai diversi PIL pro-capite, quindi piu' alti a inizio carriera e piu' bassi al termine. Certo si potrebbe lasciare anche tutto al mercato, ma mi pare che anche senza lasciare totalmente al mercato gli stipendi dei professori universitari UK, Francia e Germania sono comparabili agli USA e significativamente superiori all'Italia.

Il metodo che utilizziamo per approvare gli articoli e' che richiediamo che almeno uno dei redattori approvi. In una societa'/blog liberale la responsabilita' individuale non si discute: sono stato io ad approvare l'articolo sul ministro Gelmini e su padre Eligio senza controllare Wikipedia. Me ne dispiaccio.

ci assumiamo a pieno tutta la responsabilita' dell'articolo.

temevamo che le informazioni riportate inizialmente su wikipedia relativamente al ministro potessero esser frutto di una goliardata (un "brutto scherzo"), ed abbiamo infatti tenuto a sottolinearlo con chiarezza nel testo. Abbiamo anche sottolineato come il senso del post fosse semplicemente quello di porre delle domande, domande che continuiamo a reputare legittime.

Tania Cernuschi e Piergiuseppe Fortunato

Abbiamo anche sottolineato come il senso del post fosse semplicemente quello di porre delle domande, domande che continuiamo a reputare legittime.

Quali sarebbero queste legittime domande? Le uniche che trovo hanno a che fare con la falsa storiella di Wikipedia. Potreste spiegarmele? Son de Bergamo, e capiso poco ...

Sono di Manerbio, a 6 km da Leno, mio papà conosce il fratello della Gelmini quindi posso dare alcune delucidazioni. La Gelmini non è di Leno, è nata lì ma è di Pavone del Mella, piccolissimo paese nei dintorni. Suo papà ha appezzamenti di terra (e non è don Eligio). Si pensa sia stata portata in politica da un certo Prandini, che fu senatore della DC nei tempi che furono. Tutto qui.

Prandini non è stato solo un senatore DC. E' stato ministro dei lavori pubblici ed era esponente molto importante della DC bresciana. L'altro personaggio importante della DC bresciana era Martinazzoli. Ma mentre Mino Martinazzoli  era più un "teorico" della politica, Prandini era più sul "pratico". Quando era ministro del lavori pubblici era considerato un "asfaltatore". Credo sia stato inguaiato da Tangentopoli

Altrochè!

Ai tempi di tangentopoli nel bresciano la battuta ricorrente era: "ma non potevano aspettare ancora un'annetto o due?"

Nessuno dubitava che fosse un' intrallazzatore corrotto, ma aveva sbloccato (chissà a che costo) diversi progetti di strade che sonnecchiavano da decenni.O almeno così si diceva, ai tempi seguivo pochissimo queste faccende. 

Ecco, grazie per la spiegazione, ora so un po' di più della vita politica della mia zona. :D

a uova rotte

palma 11/5/2008 - 17:36

Suggerirei di elimanre questa sciocchezza da Nfa e sostituirla con una cosa seria su quel che propone questa Sig. Gelmini su ricerca, educazione, scuola, etc.

 

 

Nota tecnica e argomentativa:

si supponga per impossibile (nel caso in question controfattualmente) che YXZ sia discendente di ZXY.

ma che ne segue? se Martin Adolf Bormann (figlio di tanto padre e con padrino di tanto nome) si fa frate e si sposa... significa che i Padri del Sacro Cuore in Congo fanno la politica del terzo "reich"?

 

MA MI FACCIA IL PIACERE

 

(antonio de curtis, principe di costantinopoli, nel paper sulla fallacia genetica) 

Urge quindi chiarificazione del perché la proposta di legge di MSGelmini, pur piena di buone intenzioni, è fondamentalmente inadeguata nelle sue parti chiave e non riuscirebbe, con molta probabilità, a sortire l'effetto desiderato. Vediamo se stasera ci sono le forze per farlo, magari in compagnia.

In generale, come il caso della detassazione degli straordinari documenta, il rischio è che nell'ansia di fare qualcosa presto e comunque (senza sollevare troppe obiezioni di parte o entrare in un conflitto aperto con interessi costituiti) si continui in un processo di "incasinamento" del sistema, incasinamento che non può portare a nulla di buono. Continuare a distorcere incentivi, ad aggiungere costi di transazione a costi di transazione ed a gonfiare l'apparato pubblico aggiungedo strati di valutazione a strati di controllo a strati di verifica a strati di agenzie di supervisione, eccetera, è programma suicida.   

Continuare a distorcere incentivi, ad aggiungere costi di transazione a costi di transazione ed a gonfiare l'apparato pubblico aggiungedo strati di valutazione a strati di controllo a strati di verifica a strati di agenzie di supervisione, eccetera, è programma suicida.  

Gli è che in Italia non si tratta di aggiungere ma di costruire ex novo

Per farla in breve ciò di cui si parla è quello che nella tua Università vi beccate ogni tot con la North Central Association of Colleges and Schools per quanto riguarda il versante accademico, mentre per quanto riguarda la ricerca bisogna costruire da una parte delle agenzie finanziatrici di progetti, indipendenti dal ministero, e che amministrino quei fondi nazionali tipo PRIN, e dall'altra predisporre valutazioni ex-post tipo RAE il cui embrione fatto con il VTR nel 2001-2003 va migliorato e soprattutto chiarito nelle finalità.

Detto in breve, eh.

Renzino l'Europeo 

 

Adesso finalmente sappiamo con precisione cosa si sono detti lui e Berlusconi quando si sono incontrati e Pizza ha rinunciato a chiedere il rinvio delle elezioni.

Art. 2 punto d) 1) del progetto di legge Gelmini:

"La previsione di esami preliminari obbligatori per l'accesso alle università pubbliche e private, anche ove non sia previsto il numero programmato per le iscrizioni ai corsi di laurea, al fine di valutare la preparazione di base e i successivi progressi degli studenti"

E' una previsione già contenuta nel DM 509 della riforma Zecchino, resa obbligatoria per le sedi dal DM 270 (Moratti). Le facoltà di Scienze MFN ed Ingegneria stanno cercando di attuare questa complessa ma utilissima previsione, cercando di adottare prove parzialmente comuni per tutte le sedi. Un lavoro impegnativo in mancanza di un servizio come quello che negli SU fornisce il SAT (Scholastic Aptitude Test). E' probabile invece che non si tenti nemmeno di ottemperare a queste disposizioni da parte delle facoltà umanistiche.

Art. 2,punto f) 29 del progetto di legge Gelmini:

"la privatizzazine di tutti gli istituti pubblici di ricerca..."

Cosa potrà significare il termine "privatizzazione" per enti di ricerca come INFN ed INAF che accolgono al loro interno migliaia di docenti universiari? Senza parlare dell'INFM che secondo i progetti di Maiani (attuale presidente del CNR) dovrebbe essere risuscitato. Quanto al CNR più che privatizzarlo bisognerebbe sopprimerlo.

Art. 1 punto 2) del progetto di legge Gelmini:

"...la progressiva liberalizzazione della professione [di insegnante], da attuare attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all'assunzione a tempo indeterminato, garantendo comunque la mobilità dei docenti."

Qualcosa di identico in tema di formazione iniziale e reclutamento dei docenti era contenuto nella bozza originale (Febbraio 2005) del decreto legislativo che il Ministro Moratti aveva predisposto in attuazione della delega contenuta nell'art.5 della Legge 26 marzo 2003, n.53. Una successiva versione del decreto legislativo, sempre sottoscritto dalla Moratti, aveva cambiato tutto dando luogo a norme sostanzialmente inapplicabili e ripristinando (sulla carta) "concorsi nazionali" banditi dal Ministro. Queste norme inapplicabili sono state abrogate dalla finanziaria 2008. Riuscirà il Minisro Gelmini dove il Ministro Moratti non è riuscito?

La prima intervista alla Carfagna (qui, dal sito della Stampa), conferma che la sua nomina al ministero delle Pari Opportunita' non e' una barzelletta. Il personaggio si era gia' contraddistinto per pesanti sparate contro gay e strutture familiari "atipiche". Qui dice:

Io credo che fino ad oggi le Pari Opportunità siano state considerate solo sul versante delle donne rispetto agli uomini e degli omosessuali rispetto agli eterosessuali. Ma visto che in questo campo sono stati fatti passi avanti, voglio occuparmi di più di altre questioni. Al centro del mio impegno ci sarà sempre la famiglia e la denatalità. Servono incentivi salariali e fiscali per le aziende che assumono personale femminile: è la proposta che Ichino aveva avanzato per raggiungere quel 60% di occupazione femminile che il Trattato di Lisbona ha fissato. Poi flessibilità degli orari di lavoro per consentire alla donna di occuparsi della famiglia che è sempre più allargata: l’età media si allunga, non ci sono solo i bambini di cui occuparsi, ma anche molti anziani che necessitano di cure.

Ancora:

Giovanardi ha detto che la circolare Turco sull’inseminazione va cancellata. Lei è d’accordo?
«Io dico che le priorità del Paese sono altre senza dimenticare che il problema sollevato da Giovanardi non può essere trascurato. Non servono scontri: si deve aprire un confronto. La legge 40 provoca delle contraddizioni: non consente la diagnosi preimpianto ma poi la 194 prevede l’aborto entro i primi tre mesi nel caso di malformazioni. Per cui una donna non fa la diagnosi ma poi ricorre all’aborto».

Insomma, la ragazza e' giovane, priva di esperienza politica e di potere personale, e coltiva idee reazionarie. La situazione perfetta per avallare le manovre piu' bieche dei suoi "capi", in settori delicati. Questo secondo me e' un problema.

Wrt la sig.ra Ministra Carfagna, ha figli?

Credo di no. Verso la fine dell'intervista si legge:

Pensa di fare dei figli?
«Mi piacerebbe moltissimo averne, ma non lo farei tanto per soddisfare un egoismo. Mi piacerebbe fare un figlio con un uomo che abbia le caratteristiche di un padre responsabile e che creda quanto me nella famiglia».

Il suo fidanzato Marco Mezzaroma ha queste caratteristiche?
«Ci stiamo conoscendo. Non sono il tipo che si sposa nel giro di sei mesi. Capire se un uomo possa essere un marito e un padre responsabile necessita di tempo».

Sarebbe andata in missione all’estero incinta come ha fatto la ministra spagnola?
«Mai. Avrei privilegiato mio figlio. Mettere a rischio la gravidanza, mettersi su un aereo con il medico al seguito non è il massimo. Le donne non devono cadere nei tranelli della politica».

Ringrazio LuigiP per la cortese informazione e aggoirnamento fornitomi.

Rimanog dell'opinione che non si vede bene come accettare le prediche di questi personaggi che incitano altri a proliferare.

Un caso ennesimo di "armiamoci e partite"? 

Ma Marco Mezzaroma è parente di quello che si era comprato mezza Roma (inteso come metà delle azioni della AS Roma) insieme a Sensi?

http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml

 

sono il primo a considerare i Gay Pride poco piu' che delle carnevalate, spesso fondamentalmente dannose per la causa che vorrebbero sostenere (soprattutto grazie ad una evidente e non facilmente spiegabile "inflazione" di questo genere di eventi... cui prodest?)

Il segnale e' chiarissimo, in ogni caso...

Mah, le motivazioni son più che criticabili, ma il fatto in se mi sembra positivo: non vedo perchè lo stato dovrebbe finanziare manifestazioni di alcun genere.

Il patrocinio non prevede il finanziamento; e' soltanto un riconoscimento di solidarieta'. Cosa che ovviamente la carfagna non ritiene necessaria perche' secondo il ministro delle pari opportunita' i gay non hanno nulla di cui lamentarsi. Immagino che le priorita' del suo programma saranno occuparsi dei belli che vengono discriminati perche' tutti pensano che sono anche stupidi o cose cosi'.

riporto un link di gossip:

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/politica/articoli/200...

ove si legge:

"Marco Mezzaroma, 40enne «di fascino e potere», rampollo di una nota famiglia di costruttori."

 

EDIT: scusate, stavo rispondendo a Fausto :)

Segnalo questo articolo di Stella sul Corriere.it. Su come predica non mi esprimo, ma a quanto pare la Gelmini ha razzolato male nel passato.

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