Questionario sui "Cervelli in fuga"

3 febbraio 2016 Rosamaria Bitetti

Perché un giovane di belle promesse decide di lasciare casa, e andare a studiare all'estero? In Italia succede sempre più spesso, e ogni volta parte l'allarme fuga dei cervelli, come se si scappasse da qualcosa. Ma come scelgono quelli che vanno? Come si trovano? E possono ancora fare qualcosa per cambiare il proprio paese?

noiseFromAmerika è questo, è la voce di chi è andato via ma non è fuggito, anzi si impegna a contribuire ancora al dibattito e alla crescita italiana, quindi sono certa che fra i suoi lettori ci sono molti che avranno qualcosa da dire in merito.

Sono una ricercatrice alla Luiss di Roma, e sto lavorando per capire le motivazioni di chi parte, ma anche se e come vogliono migliorare il proprio paese. Ringrazio molto nFA per avermi dato l'opportunità di invitarvi a partecipare ad un sondaggio*, che potete trovare qui http://goo.gl/forms/EKA490rT1d,  e di conoscere la vostra storia e le vostre opinioni.

Per qualsiasi altra informazione, potete contattarmi anche a rbitetti@luiss.it

* I dati saranno aggregati e anonimizzati, e condivisi con i partecipanti al sondaggio. Le risposte aperte che saranno inserite nella pubblicazione finale saranno notificate e verrà chiesta autorizzazione esplicita ai diretti interessati. Potete tuttavia scegliere di rimanere anonimi.

10 commenti (espandi tutti)

E l'ortografia del sondaggio?

"Nawet w jego milczeniu były błędy językowe." ~ Stanisław Lec
(trad. "Anche nei suoi silenzi c'erano errori ortografici").

Effettivamente ci sono tante delle possibili combinazioni con cui le proverbiali infinite scimmie avrebbero potuto scrivere "Italia".

Ma al di là della forma, la sostanza è questa: è un questionario di cui chi vuole fermare il declino dell'Italia ha bisogno.

Calcolando 12 lettere (6 maiuscole e 6 minuscole), prese a 6 a 6 senza fare caso all' ordine: 12!/(6!*6!) = 924; di queste supponiamo di accettarne solo 6 (Italia e ITALIA, col gioco di maiuscole e minuscole): 6/924 = 1/154 di probabilità: molto più probabile che aggiustare l' Italia in un tempo finito.

estenderei le domande (anche semplicemente un sottocampione) a chi non è partito.avrebbe un controfattuale che le può dare molta informazione
in bocca al lupo

giusto

Forex Trader 4/2/2016 - 18:53

concordo: va tanto di moda parlare dei "cervelli in fuga" e di chi resta a dare il suo contributo al Paese non si parla mai....

Anche perché chi è rimasto qui ha "il polso" della situazione su molti aspetti che non vengono presi come argomento (anche per carità di patria ?) da indagini statistiche, per di più in un campo, quello del consenso politico, dove la impressioni la fanno da padrone.

chi è partito o è rimasto a lungo all'estero può fare un paragone tra due sistemi (o più d'uno) e dare le sue considerazioni sulle differenze (cosa è meglio, dove e perché). Questo almeno mi è parso uno dei punti più importanti del sondaggio. Altre domande sono realtive a cosa ci ha spinto a partire. Sono queste tutte cose a cui chi è rimasto non può rispondere.

Lavoro remoto

agori 6/2/2016 - 16:37

Ormai potrebbe esserci una certa fetta di non espatriati, ma che lavorano da casa per aziende estere. Ad esempio in UK non sono poche le aziende che consentono questo tipo di rapporto di lavoro.

Tra l'altro ha vantaggi enormi: hai uno stipendio inglese, costo della vita italiano. Alle 17 in punto puoi farti un giro in bici sulle colline dietro casa. E la sera puoi andare a mangiarti una pizza decente :).

Seriamente, costoro non mi sembrano inclusi nel questionario. Dovrebbero?

Interessante

Qualche nome/suggerimento ?

Io già faccio cose simili con US ma di dimensioni ridotte

grazie

Dipende da dove vivi in Italia.

Il costo della vita di Roma o Milano non è qualcosa che invidio, lavorando in una città tedesca di dimensioni economiche paragonabili ma con immobili a prezzi molto più accessibili.

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