Più IVA più sommerso?
Il governo ha aumentato l'aliquota IVA standard dal 20% al 21%. Al probabile effetto depressivo sui consumi (sottolineato da molti) si aggiungererà probabilmente un effetto espansivo sulla dimensione dell'economia sommersa (ignorato dai più).
La figura sotto mostra che nel gruppo dei paesi OCSE esiste una la relazione positiva tra il livello di tassazione del valore aggiunto (la nostra IVA) e la dimensione dell'economia sommersa. Sull'asse orizzontale è riportata l'aliquota standard (ingnorando cioé le eventuali aliquote ridotte per particolari categorie di beni e servizi) dell'imposta sul valore aggiunto e sull'asse verticale la dimensione dell'economia sommersa, come stimata da Friedrich Schneider e Andreas Buehn (media dal 1996 al 2006).

Una classica interpretazione di questa correlazione positiva è la seguente: più la raccolta delle imposte è inefficiente (e quindi più grande è l'economia sommersa) più i governi fanno ricorso a tassazione indiretta. L'enforcement della tassazione diretta dei redditi, infatti, è più difficile dell'enforcement della tassazione indiretta: nascondere il proprio reddito è più facile che nascondere l'acquisto di un'auto o di un appartamento.
C'è però una seconda interpretazione, che rovescia il nesso di causalità: più si tassa il valore aggiunto mediante imposte indirette sulla produzione, come l'IVA, che si basano su un sistema credito/debito più è forte per le imprese l'incentivo a nascondere al fisco le proprie transazioni. Non sto parlando dell'incentivo (ovvio) per il consumatore finale ad acquistare senza fattura per non pagare l'IVA, ma di un incentivo per le imprese che si propaga lungo la catena produttiva.
L'idea è molto semplice ed è stata ben illustrata da Aureo De Paula José Scheinkman, sebbene in un modello più complicato e più interessante di come racconto io la storia in questo post. L'IVA, come tutti sanno, funziona essenzialmente così: ogni acquisto di beni e servizi viene tassato. Chi riscuote l'imposta (vendendo un prodotto) ha un debito verso il fisco pari all'imposta riscossa. Chi la paga (acquistando un prodotto) acquisisce un credito verso il fisco pari all'imposta pagata, che può far valere a fronte del proprio debito, se si tratta di un soggetto che ha un diritto di detrazione. Questo diritto non lo hanno né i consumatori finali -- cosicché alla fine l'IVA è un'imposta sul valore aggiunto a carico del consumatore -- né (e questo è il punto cruciale) le imprese che operano nell'economia sommersa.
Di conseguenza, le imprese sommerse hanno un incentivo ad acquistare beni intermedi da altre imprese sommerse. Infatti, se li acquistassero da un'impresa che emette fattura pagherebbero l'imposta senza acquisire alcun credito IVA. Questo incentivo è tanto più forte quanto maggiore è l'aliquota IVA (le imprese sommerse potrebbero anche acquistare da imprese regolari senza far emettere fattura, certo, e in pratica lo fanno, ma aumentare il volume di transazioni sommerse per un'impresa formale è più rischioso che per un'impresa che è già sommersa al 100%). Inoltre, c'è un ovvio effetto a catena: le imprese sommerse tenderanno a vendere a clienti anch'essi sommersi (quando questi clienti sono altre imprese), perciò l'aumento dell'attività sommersa in un punto della catena produttiva si propaga all'intera catena: anche variazioni apparentemente piccole come un 1% possono alla fine risultare grandi.
Dobbiamo quindi aspettarci che laddove si tassa il valore aggiunto con questo metodo credito/debito aumenti delle aliquote foraggino l'economia sommersa rafforzando la convenienza all'interazione tra imprese informali e che riduzioni delle aliquote abbiano l'effeto contrario. De Paula e Scheinkman mostrano che la seconta aspettativa è corretta: quando gli stati brasiliani di San Paolo e Rio Grande hanno ridotto le aliquote IVA per le piccole imprese (nel 1998 e nel 2005) si è assistito a un aumento del tasso di formalità delle imprese. Se è così, il recente aumento dell'IVA in Italia mostrarerà presto che anche la prima aspettativa è corretta e che il tasso di informalità delle imprese e la dimensione dell'economia sommersa aumenteranno.
