Onorevole Bersani, ... sono ancora io

4 febbraio 2011 alberto bisin

Avevo scritto una lettera aperta a Bersani l'8 marzo 2010. Siamo a febbraio 2011 e ne scrivo un'altra. Cioé riscrivo essenzialmente la stessa. E qui parte la tristezza... che siamo sempre lì.

Gentile Segretario,

ho pensato di scriverle una lettera aperta per esprimere il mio scoramento davanti alla (mancanza di) attività del suo partito. Ma mi sono ricordato di averle scritto una lettera aperta in questo blog l'anno scorso, l'ho riguardata, e ho realizzato che quello che voglio scriverle è proprio quello che le scrivevo allora.

Il fatto che nulla sia cambiato mi rattrista ancora di più, come può immaginare. Non perché lei non abbia letto la lettera (o l'abbia considerata irrilevante) - non sono nato ieri e so che le lettere aperte non sono che un esercizio retorico, ad uso soprattutto dello scrivente. Ma perché quello che dicevo è cosa ovvia che un politico esperto come lei avrebbe dovuto capire senza bisogno di leggere alcuna lettera. E invece no, siamo qui daccapo; anzi peggio. Mi risparmio lavoro e scrivo questa lettera come un commento a quella dell'anno scorso.

Dicevo l'anno scorso:

non ci siamo mai conosciuti di persona, ma ci siamo parlati: l'anno scorso, lei era negli studi di Matrix da Mentana e io in collegamento dal tetto di un grattacielo a New York.  [...]

In realtà adesso ci siamo conosciuti di persona. Lei è venuto a New York ed io ero presente ad un party in suo onore a Brooklyn, in un bellissimo appartamento con un terrazzo meraviglioso. C'era troppa gente in fila per parlarle e quindi io non l'ho fatto (ammetto che sono troppo snob per stare in fila).  Ma sul terrazzo lei ha cortesemente offerto a me e ad un amico comune un meraviglioso toscano. Chissà magari ora della prossima lettera ci saremo conosciuti.

Dicevo l'anno scorso:

Fui un po' scoraggiato, ricordo, perché si parlava di economia, di crisi, e di Stati Uniti e lei prese una posizione francamente poco originale, di quelle che "troppo mercato fa male, l'avevamo detto noi" e, credo, di quelle che  "meno male che adesso c'è Obama". [...]

Fui scoraggiato anche questa volta. Non direttamente da lei ma da Stefano Fassina, suo esperto economico che l'aveva accompagnata nel viaggio Amerikano e con cui ho avuto modo di chiaccherare sul terrazzo, presentati da comuni amici. Fui scoraggiato perché capii subito, da come Fassina ricordava i vari corsi di economia in Bocconi (che avevo preso anche io qualche anno prima), che la sua idea di cosa sia l'economia come disciplina era vecchia di cinquant'anni almeno (tutta storia e niente analisi). La disciplina gli era passata sopra la testa e non se ne era nemmeno accorto.  Fui scoraggiato anche perché mi raccontò alcuni dettagli del vostro viaggio a Washington nella speranza di parlare con Nancy Pelosi e trasparì chiaramente una certa superficialità, una notevole mancanza di comprensione della politica amerikana, e una totale mancanza di preparazione del viaggio stesso (non solo Fassina, ma nessuno del suo gruppo sembrava sapere quale fosse il ruolo delle organizzazioni satelliti al Partito Democratico che avevate visitato).

Dicevo l'anno scorso:

Ma non è per questo che le scrivo, Segretario, ovviamente. Le scrivo perché da allora sono sempre più scoraggiato dal comportamento del suo partito [...] Il mio  scoraggiamento è dovuto essenzialmente al  fatto che non esistete. Non esistete più:  né superficialmente né profondamente. Nulla.

Nulla da argomentare, siamo allo stesso punto.

Dicevo l'anno scorso:

Non esistete sui media. Semplicemente non vi si sente più: si sente Di Pietro, si sente Santoro, si sente Travaglio, ma voi proprio non vi si sente più.

Non esistete in campagna elettorale. Il paese è in ginocchio. Il PdL sta affrontando un momento drammatico, travolto da un polverone giudiziario di grosse dimensioni [...]

Il polverone è diverso, ma la situazione la stessa: il paese è sempre in ginocchio, non si è mai rialzato, la campagna elettorale è partita, ma ...

Dicevo l'anno scorso:

E voi?  Non dico che non ci sia stato il segnale, dico che non l'ho visto (e l'ho cercato, le assicuro). La prego, segretario, batta un colpo. Dica qualcosa, c'è ancora tempo. Dica per esempio che in Campania il comitato di potere di Bassolino è stato sconfitto, che tutta la sua gente sta disperatamente cercando lavoro.

Sto ancora aspettando qualcosa su Bassolino. Nel contempo c'è stata la questione Mirafiori. Ma voi non c'eravate e se c'eravate eravate confusi.  Se volessi riassumere come la posizione del PD è giunta alle mie orecchie (tese, che erano tesissime, le assicuro) direi:

non diamo indicazioni di voto, ma se le dessimo diremmo No, però speriamo che vinca il Si.

Ma il mio scoramento è dovuto soprattutto al fatto che ...

Dicevo l'anno scorso:

Non esistete col cervello. Qual è la vostra analisi degli ultimi 15 anni di politica in Italia? Io non l'ho sentita, o quantomeno non ho sentito nulla di coerente. Mi permetto di suggerirle io un'analisi, chiedendole di smentirla, di argomentare che ho torto. L'analisi è molto semplice, persino (volutamente) semplicistica: il centro sinistra in Italia ha sviluppato la reputazione di essere il partito delle tasse (la reputazione è peraltro ben riposta). La destra, di conseguenza, riesce ad ottenere il voto di coloro che pagano troppe tasse e di coloro che non le pagano per niente (cioé di tutti i cittadini per cui le tasse hanno un posto rilevante tra le motivazioni di voto), senza fare assolutamente nulla, semplicemente dichiarando che faranno di tutto per abbassarle.  Lei dirà che voi le tasse le volete solo far pagare agli evasori. E lo dirà con quel tono poco originale, un po' triste addirittura, che aveva usato da Mentana. Come se fosse ovvio. E lo è ovvio, se non fosse che  se gli evasori pagassero le tasse, e quelli che le pagano adesso continuassero a pagarle, il paese sarebbe enormemente  più asfissiato di quanto già non sia. Le parlo anche da economista, mi permetta.

E qui, col cervello invece stiamo peggio. Non appena si è parlato di elezioni, il PD ha aperto la discussione sulla patrimoniale. Ok, è vero che Fassina ha preso posizione contro, ma di questo si parla, nel PD.  Veltroni e Ichino contro Fassina. E lei in mezzo che media, se ho capito bene la Sua posizione. Se non l'ho capita, mi creda, non è colpa mia, che sto sempre con le orecchie tesissime, appunto.

Torniamo alla patrimoniale. Segretario,  lei si rende conto che con questa discussione ha perso le elezioni, prima ancora che si decida se/quando ci saranno le elezioni? E ha perso le elezioni contro un puttaniere e una banda di briganti. La questione è certamente tattica: adesso, adesso dovete parlare della patrimoniale? Mi scusi, lo so che Veltroni, se potesse, lei lo manderebbe volentieri in Africa, dove (aveva dichiarato che) voleva andare di suo ... Ma, delle due l'una, o Veltroni ce l'ha con lei e con il partito ed è disposto al suicidio di massa per rovinarvi (lei e il partito) o c'ha la ghiaia nel cervello - quella che non trattiene i "pensieri" che colano, come direbbero Aldo, Giovanni, e Giacomo.

Ma la questione è molto più grave. Non è tanto che il suo partito contiene dei sabotatori o dei minus habens. È che appare chiaramente che siete tutti d'accordo, intellettualmente. E non potete non esserlo. Certo, quelli tra voi che sono capaci di allacciarsi le scarpe da soli capiscono che parlare della patrimoniale ora sia un suicidio tattico. Ma la vostra cultura economica vi porta dritto lì: pensate che sia un suicidio tattico, invece è una aberrazione strategica. E torniamo alla terrazza di Brooklyn: il Fassina con cui ho parlato, quello de l'economia è storia, l'economia è distribuzione del reddito, non può che essere a favore della patrimoniale, nella sostanza. Lo è perché non ha gli strumenti analitici per comprendere quali sono i trade-off, le implicazioni della politica fiscale, in astratto e in pratica in Italia.

Mi creda, segretario, la sua politica economica non è una scelta di campo, come non dubito i suoi consiglieri la rappresentino. Non è una scelta di nulla, mi spiace dirlo,

è crassa ignoranza; null'altro che crassa ignoranza.

Mi spiace davvero dirlo, mi creda. Non me la prendo con il PD perché lo disprezzo, ma al contrario...

Dicevo l'anno scorso:

[il Suo partito] non posso dire che sia anche il mio, perché non sono iscritto, però, pur con tanti dubbi e strizzamenti di stomaco, ho sempre votato per la parte sinistra di quello che oggi è il PD).

Citavo Berlusconi l'anno scorso:

«La sinistra [...] ormai si è ammanettata a Di Pietro  [...]  vuole fare dell'Italia uno Stato di polizia dominato dall'oppressione tributaria [...]».

Non ho cercato sue dichiarazioni tra un bunga-bunga e l'altro, ma credo siamo d'accordo che qualcosa del genere Berlusconi la deve aver detta anche ieri, l'altro ieri, e il giorno prima. E ha ragione. Non solo tatticamente, ha proprio ragione. Ha ragione nella sostanza (a parte l'iperbole dello stato di polizia, ovviamente) perché la sostanza della vostra politica consiste nel ripetere con toni apparentemente moderati, e con due giornidi ritardo, quello che dichiara urlante qualche esponente dell'IdV due giorni prima.

Gentile Segretario, mi spiace davvero ma non è possibile concludere altrimenti: una parte del PD ha una visione di politica economica suicida e il PD tutto ha una visione di politica economica ignorante.

Dicevo l'anno scorso:

Come non essere scoraggiati? Batta un colpo per favore. O si faccia da parte. Non come persona, come partito. Abbia il coraggio di dichiarare fallimento. Qualcosa, dal fallimento, nascerà.

Ribadisco quest'anno; se possibile con ancora maggiore enfasi.

Cordiali saluti,

Alberto Bisin

73 commenti (espandi tutti)

Quanta passione delusa nel post. I risultati però dicono che il PD talora volontariamente talora, ed è peggio, involontariamente sono i garanti dell'eternità di silvio e della sua banda. Oscillano tra il vendolismo ed il nulla blaterando su alleanze che avrebbero senso se PRIMA si facessero venire qualche idea per costruire uno straccio di programma. Vanno a carrettino con chiunque, non solo con Di Pietro tanto a sancire l'assenza di iniziativa. Circola D'Alema che continua con la mania del CLN che dimostratamente è un fallimento logico prima ancora che fattuale.

Per quanto mi riguarda alle prossime elezioni non andrò a votare.

Alberto, cosa hai contro la storia economica? Guarda che siamo simpatici e sappiamo un sacco di mametti interessanti :-)

Più seriamente il problema non è che Bersani non lo capisca o che Fassina sia ignorante  (ambedue le affermazioni possono essere vere, of course). Il problema è che

i) la maggioranza dei potenziali elettori PD non lo capiscono

ii) ogni politica di contenimento della spesa pubblica colpirebbe proporzionalemnte più i potenziali votanti del PD di quelli della Lega (ed anche del PDL)

iii) ci sono molti partiti (Vendola, Di Pietro) disposti ad accogliere i votanti del PD delusi

Risultato: con la politica da te sostenuta il PD rischia di perdere parecchi punti percentuali e Bersani non vuole passare alla storia come il segretario che ha portato il PD sotto il 20%

i) la maggioranza dei potenziali elettori PD non lo capiscono

ii) ogni politica di contenimento della spesa pubblica colpirebbe proporzionalemnte più i potenziali votanti del PD di quelli della Lega (ed anche del PDL)

iii) ci sono molti partiti (Vendola, Di Pietro) disposti ad accogliere i votanti del PD delusi

Risultato: con la politica da te sostenuta il PD rischia di perdere parecchi punti percentuali e Bersani non vuole passare alla storia come il segretario che ha portato il PD sotto il 20%

Va anche aggiunto che l'insieme di credenze e abbagli caratteristici dei politici del PD si saldano anche alla perfezione con gli interessi materiali di una classe di politici che, talvolta anche per generazioni, agisce e trae ricchezza esclusivamente all'interno dello Stato e specie all'interno del settore politico e amministrativo dello Stato italiano ed e' in buona misura specie ai vertici avulsa ed estranea dalla societa' e dal mondo del lavoro privato.

Tutte queste motivazioni razionali esistono ma esiste anche la costanza di fondo della mentalita' e dell'ideologia comunista e catto-comunista del PD (ora molto post- ma l'eredita' rimane e si sente). In Italia l'azione politica si basa piu' sulle idee e sulla mentalita' che sull'analisi razionale dei fatti empirici, che gran parte dei politici non sono capaci di fare e anzi disprezzano a favore dell'idealismo, per loro incapacita' e limitazioni culturali, incapacita' e limitazioni peraltro diffuse anche negli elettori.

Sì, concordo.Lo stato di dilemma continuo del PD mi mette addosso un'ansia...

Però mi sembra una logica che soffre dello stesso limite del "ragionamento" economico del PD: statico. Guarda alla base di oggi come se fosse l'unico bacino di voti cui può attingere. da un piano di riduzione delle tasse e della spesa tante persone avrebbero da guadagnare, o no? In fondo per essere soddisfatti di SB, su questo fronte, bisogna avere le lumache nel cervello...

Confermo e ne porto la prova. Dichiarazioni durante le primarie per il segretario: "voto Bersani perchè voglio continuare a chiamarvi compagni", vent'anni dopo la caduta del muro!!!!! Della serie: mi hanno tirato fuori dal freezer poche ore fa. Oppure: "voto Bersani per la classe operaia", idem come sopra, son vent'anni che la classe operaia non si considera più classe operaia. Altra dichiarazione ma in altro contesto detto da una miltante cattolica che più cattolica non si può, con frase lamentosa: "nel PD non si fanno più discorsi di sinistra", la frase è stata seguita da un mio strabuzzamento di occhi conoscendo bene il soggetto ed immediatamente mi son chiesto: quali sono secondo lei i discorsi di sinistra????

Iniziativa durante l'unico incontro di sessione a cui sono andato: sondaggio cartaceo da distribuire nei negozi. Nell'era di internet e dei centri commerciali??????????? (cercasi rabdomante, possibilmente con bastone ad ipsilon, per scovare negozi)

Sono iscritto al PD, ricevo la news letter, i comunicati ecc. ecc. ed ogni volta mi sembra di sentir odore di muffa. Mah!

E allora, per carità di patria, Bisin e soci, fateci un documentino stringato, un manualetto di proposte economiche attuabili e comprensibili, che iscritti ed elettori attuali/potenziali del PD e/o opposizione in genere possano fare proprie e magari proporre/imporre alle dirigenze. Vi prego, non mi rispondete come sempre che ne avete già parlato in altri post. Fate una cosina utile agli ignoranti volenterosi come me, non seppellitela nei post ma linkatela in modo visibile sul sito, che sia scaricabile, leggibile, meditabile e proponibile, e per prima mi impegno a segnalarla e a diffonderla. Ci conto?

il "manualetto" lo puoi trovare se clicchi su "abarth" (la loro era una battuta) nella word cloud.

Soprattutto quello che ci vorrebbe è una analisi di come sarebbe possibile ridurre la spesa pubblica e mettere in ordine il bilancio ordinario senza tagliare significativamente i servizi. 

Esatto... proprio questo tipo di analisi mi piacerebbe leggere da chi se ne intende. Ora clicco su abarth.

Abarth è stato scritto agli albori ed è un po', come dire, radicale ...

Se aspettate qualche mese e controllate in libreria nella sezione Editrice il Mulino, magari arriva una sorpresa.

Per quanto riguarda però la richiesta specifica di Marino, ossia

come sarebbe possibile ridurre la spesa pubblica e mettere in ordine il bilancio ordinario senza tagliare significativamente i servizi.

la risposta è semplice e brutale.

1) Alcuni vanno privatizzati evitando monopoli. Elenco, incompleto ma non tanto: ferrovie, poste, radio-televisione, aeroporti, trasporto marittimo, distribuzione acqua e dozzine di altri "servizi locali". Si può fare tranquillamente imparando dalle esperienze dei molti paesi avanzati dove è stato fatto ed ha funzionato. Certo che, per le ferrovie ad esempio, l'esempio è il Giappone, non l'Inghilterra, eccetera.

2) Altri vanno privatizzati nella gestione, per creare concorrenza, creando però aziende non for profit (e.g. fondazioni o certe forme di cooperazione) che ricevono finanziamenti pubblici sulla base di parametri 'oggettivì (i.e. numero di usuari). Questo vale per il sistema educativo, dall'asilo all'università (come fare questo l'abbiamo spiegato svariate volte) e per il sistema sanitario (che va spezzato in una parte pubblica che offre i servizi minimali ed una privatistica-non for profit regolata da un'agenzia pubblica, eccetera).

3) Ciò che rimane (ossia l'apparato centrale dello stato, quello delle regioni ed il welfare puro e duro, a dire pensioni e sussidi di disoccupazione) va, fondamentalmente fatto lavorare. Un federalismo vero (l'abbiamo spiegato tante volte che mi dà la nausea ripetermi!) è step essenziale, ma non basta. Qui meglio togliere di mezzo un'ambiguità: il dipendente ministeriale/regionale/provinciale/comunale italiano medio lavora molto meno e produce molto meno del suo analogo francese o tedesco. Punto. Brunetta è un chiacchierone, anzi un ciarlatano per dirla tutta, che parla a vanvera e non capisce una minchia. In particolare, non ha proprio idea di come si organizzi il settore pubblico per farlo lavorare, garantire qualità, eccetera. E si vede dalle demenziali proposte che ha avanzato e da quanto ha fatto (molto presto pubblicheremo un serio report dall'interno della PA sulla questione ... nFA non parla mai a vanvera ...) durante questi quasi tre anni. Ma si può fare, certo che si può fare, basta volerlo fare e saperlo fare. Saperlo conta tanto quanto volerlo. Infine, per il sistema di pensioni occorrono tagli e riforme. Mi dispiace, non ci sono né santi né madonne. La nostra spesa pensionistica sul PIL deve scendere, nel giro di 20 anni, dal quasi 15% attuale ad un 9% circa. Non c'è rimedio, così è una autentica follia.

Ecco fatto, ti ho scritto il programma di governo di una coalizione di gente seria che volesse salvare l'Italia. Non ci vuole molto, come vedi. I dettagli ce li abbiamo tutti in saccoccia :-)

NOn ci vuole molto??? Ci vuole che gli italiani te lo votino, un programma così. Quante probabilità credete che ci siano? Specialmente dopo 15 anni di spregiudicato marketing politico con promesse di strabilianti miracoli a costo zero?

Il problema è la classe dirigente che non c'è, e la decomposizione sociale in progressivo peggioramento. Senza una fattibilità politica anche le migliori delle idee non si incarneranno mai nel mondo reale.

(Per me, sono- quasi- d'accordo su tutto, eccetto che sulla privatizzazione della scuola dell'obbligo che deve essere un servizio pubblico essenziale, come la sanità di base)

Caro Alberto, leggo con amarezza parole che vado ripetendo da anni ormai, una sinistra che sembra più destra della destra stessa e dal mio canto una destra che a volerla definir tale potrebbe sembrare più un consorzio di interessati socialisti piuttosto che degli originali conservatori (e io lo ammetto, amo ricordarmi di destra, quella smarrita).

Tralasciando le quisquile di cui sopra, ti sorprenderà quanto sia vero dire che, come al solito, il buon Bersani si sia preparato e annodato il cappio intorno al collo da solo da tempo: io sono uno di quelli che assieme ad altre diverse migliaia, il signore di cui sopra voleva mandare a casa solo per sanare il suo (e di EDS) "problema ACI" alla faccia della tutela del popolo e del posto di lavoro.

Vien da se che tutte quelle persone, di cui la moltitudine in piazza (e di sinistra), hanno girato a piedi pari il voto al Cavaliere, per quanto odiato. Cosa questa che suppongo faranno finquanto "la sinistra" continuerà con tale accanimento a sostenere che il loro posto e le loro famiglie debbano finire in mezzo a una strada senza alcuna tutela - si fa cenno sempre e solo a i 3000 dipendenti ACI pubblici, ma la società stessa è composta da numerose SPA che lavorano per lo Stato e che sfamano un numero di persone di almeno dieci volte tanto.

Quindi con queste premesse, chi pensi vincerà senza troppa fatica promettendo solo di "non fare" ciò che gli altri farebbero?

Buona riflessione, da oggi un tuo lettore,

Valerio

E’ triste condividere pressoché in tutto lo scoramento per corrispondenza. E però resto convinto che nel grande partito del «alla prossima non voto» c’è ancora chi è in attesa di una proposta politica complessiva degna di questo nome.

In questo senso, sarebbe ora che il Pd finalmente scelga, prendendosene la responsabilità. Cioè, senza qui voler entrare nel merito specifico: ma possibile che i Democratici, durante la recente vertenza Fiat, non siano stati in grado di prendere una posizione univoca? (Arrivando sul referendum alcuni a dire «un po’ no e un po’ si, io voterei no però se fossi un operaio voterei sì»: bravi, bel coraggio). E, soprattutto, possibile che in questi anni il Pd non sia stato in grado di elaborare una vera prospettiva sociale e politica - possibilmente rivolta al presente e al futuro, e non al passato - su un tema così importante come “il lavoro”? Altrimenti a che cosa serve un partito?

http://notiziedanessundove.blogspot.com

 

da un piano di riduzione delle tasse e della spesa tante persone avrebbero da guadagnare

il problema ha due facce: da una parte, visti i buchi di bilancio, il disastro per i comuni dell'abolizione dell'ICI, la demagogia anti tasse sparsa a piene mani, l'elettore medio del PD se sente parlare di riduzione delle tasse sente puzza di bruciato, e la riduzione della spesa fa scattare per riflesso condizionato la paura del taglio dei servizi. Lo dico perché è sempre stata la mia reazione irriflessa (sottolineo irriflessa: con questo livello di spesa dovremmo avere servizi svedesi e infrastrutture franco-tedesche). Poi c'è la concreta paura che i tagli colpiscano più i servizi che gli sprechi, per dire, che ci vada di mezzo l'insegnante di sostegno, la biblioteca comunale o l'orario dell'anagrafe piuttosto che la consulenza "per migliorare l'immagine del sindaco negli eventi pubblici con supercazzola con scappellamento a destra come se fosse antani" al cugino della sorella dell'amante del sindaco.

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8372&ID_sezione=&sezione=

 

WALTER VELTRONI

Maria Schneider era bellissima. Di una bellezza assai rara. Era sfrontata, con il suo corpo rassicurante. Era angelica, con quello sguardo da adolescente impertinente. La sua sensualità era moderna, un impasto di solitudine e nevrosi. Era, esteticamente, figlia del ‘68 e della rivoluzione femminista. Era una ragazza del suo tempo. Un tempo giovane, per la vecchia Europa. Ci pensavo guardando in queste ore le immagini delle rivolte nel Nord Africa. In piazza sono tutti giovani, segno di società dinamiche. Ma, in piazza, sono tutti uomini. Indice di comunità che negano diritti fondamentali e protagonismo alle donne.
(E non è nemmeno vero, NdMarino_bib)
In Ultimo tango a Parigi la Schneider era un personaggio vitale e malinconico. Nelle sue ultime fotografie era rimasta, mi pare, una grande malinconia. Quel film, che l’ha resa famosa, rimane nella coscienza di tutti come un passaggio, narrativo e di costume, nella storia del cinema del dopoguerra. 

(La battutaccia sulla similitudine tra la scena famosa e la strategia del PD è troppo facile)

Oh madonna, è veramente un poveretto con ancora le frustrazioni di quando aveva 20 anni!

Oh che tristezza fa il VW!

Ma vi rendete conto, PiDioti, che dirigenti avete?

Ma come fate a prendere sul serio dei segaioli di tal fatta e dimensione?

Ma mandateli tutti a cagare sulle ortiche!

Ma mandateli tutti a cagare sulle ortiche!

La mente umana è buffissima, ma questo mi ha fatto improvvisamente stare benissimo perché mi ha ricordato l'infanzia. La ragione è che era una delle imprecazioni preferite della mia nonna materna (va a cagar su le ortighe). L'altra era, inesplicabilmente, va a cagar in Contarina. Chissà perché ce l'aveva con quelli di Contarina.

Sarà stata da Cavarzere, tua nonna ...

P.S. Hai mai provato a cagare sulle ortiche, magari pensando fossero delle strane felci?

:-)

che esista anche un vezzo di non sparare sui (propri) elettori?comune a tutti,ovvio.da cui il qui lo dico e qui lo nego sempre che poi debba farlo davvero o forse si.che sia forse,dico forse,che esista un qualche ambiente cultural-social political statal che non adora altre "pseudo" politiche?che esista anche largo fochetti da cui ichino e gallino e poi giannini e poi altri scrivono cosette molto diverse da quelle che leggo chiaramente qui?

"Dica per esempio che in Campania il comitato di potere di Bassolino è stato sconfitto, che tutta la sua gente sta disperatamente cercando lavoro."

Sto ancora aspettando qualcosa su Bassolino.

Su questo fronte la situazione è perfino peggio del non fare niente. Alle recenti primarie del PD a Napoli hanno gareggiato 3 personaggi espressi dal partito: Cozzolino, poi risultato vincitore, è diretta emanazione di Bassolino ed è stato suo assessore all'agricoltura ed alle attività produttive (!); Oddati è stato parte della giunta comunale della Iervolino, che è sempre di quel gruppo politico là; Ranieri è un comunista vecchia scuola appoggiato da Napolitano e parte integrante del sistema vecchia Repubblica.

Diego , piano a sputare sulla Prima Repubblica!

Se andiamo avanti così , io stesso che mi entusiasmai per il suo pseudo affossamento , temo che fra breve dovrò riabilitarla.

Ma peggio sto ad aver sentito il niet che  Cozzolino ha ostentato al tenero Bersani al suggerimento rivoltogli (appunto) di fare un passo indietro. Mi tocca rimpiangere il centralismo democratico.

E' una presa di posizione simile a quella di qualche mese fa di Michele Boldrin nei confronti della Lega.

L'economista dice al politico di essere inconsistente sul piano economico. L'economista -in questo- è mosso da un certo impeto e vuole cogliere obiettivi politici. Ma se l'economista vuole cogliere obiettivi politici questa non è forse la strada giusta.

Suggerirei ad Alberto di porre una questione al politico in forma politica ed attenderne la risposta.

Per esempio: ridurre o no le imposte?

 

 

se devo ridurle i miei,si, le riduco se non mi alieno troppi nemici,se invece le riduco ai fans degli altri non faccio nulla.credo che molti politici direbbero questo.

la teoria (a mio avviso anche quella seria di 50 o 100 anni fa) dice semplicemente che i politici massimizzazno sia il loro stesso potere che le prebende al potere medesimo associato. Se facessero cosa diversa, in qualsiasi direzione (o volnedo troppo potere irritando i loro consorti o volendone troppo poco e facendo una figura da  C V

 

vedasi

« Ego Caelestinus Papa Quintus motus ex legittimis causis, idest causa humilitatis, et melioris vitae, et coscientiae illesae, debilitate corporis, defectu scientiae, et malignitate Plebis, infirmitate personae, et ut praeteritae consolationis possim reparare quietem; sponte, ac libere cedo Papatui, et expresse renuncio loco, et Dignitati, oneri, et honori, et do plenam, et liberam ex nunc sacro caetui Cardinalium facultatem eligendi, et providendi duntaxat Canonice universali Ecclesiae de Pastore. »

in  Bolla pontificia, Napoli, 13 dicembre 1294

 

Ergo, esattamente che senso ha chiedere ai politici di ridurre la spesa pubblica? essi vogliono utilizzare la spesa pubblica ai propri fini. 

Il vantaggio reale di un sistema di responsabilita' democratica e' appunto quello che la dirigenza politica deve rispondere.

quindi l'unica opzione razionale e' non votare mai nessuna cosa che sia meno che convincente al 100%. Tutto il resto son ciance dei grandi strateghi, che appunto mirano alla prosecuzione della propria carriera con estensione del proprio dominio di influenza. 


 

Immagino che quelli che hanno votato Cozzolino alle primarie lo trovassero convincente al 100%.

Io che mi guadagno da vivere vendendo i miei prodotti in giro per il mondo ho un interesse del 100% a venire in ufficio e fare in modo che la mia impresa funzioni. L'interesse a partecipare ai riti della politica c'è, ma è sicuramente minore di quello di chi sa che percepisce lo stipendio unicamente perché Bassolino/Cozzolino è in grado di mettere le mani su un flusso di soldi che gira a quelli come lui.

L'ignoranza c'è, ma c'è pure l'istinto di conservazione.

Mantengo i miei dubbi (sulla persuasione, ma manco di elementi di conoscenza precisa: ogni volta che ascoltai un politico, egli/ella disse nulla)

se cosi' fosse dunque ha nessun senso discutere con chi vota Bazzolino: ha nulla di utile da dire e nessun motivo per ascoltare me

ha nessun senso discutere con chi vota Bazzolino: ha nulla di utile da dire e nessun motivo per ascoltare me

Esattamente ciò che intendevo sottolineare.

Ma, sbaglio o conseguenza di questo è che ha nessun senso discutere con Bersani/Bassolino (Berzolino?) sulla bella politica economica?

Palma, cosa ha in mente Celestino V quando si dice mosso da malignitate Plebis. E perche' maiuscolo? Sara' il latino arrugginito ma fatico a capire

Alberto, e' la dichiarazione con cui Celestino da Morrone fece "per viltade il gran rifiuto" per dirla con Dante, rinunciando alla nomina a Papa (e Dante ce l'aveva con lui perche' rifiutando di schierarsi non aveva preso parte alla lotta tra bene e male, o tra papato e impero, o tra rosso e nero, etc.).

malignitate Plebis perche' AFAIK non era benvoluto: era un eremita e sempre pronto a predire sciagure, tanto che il suo nome fini' nel conclave perche' andava dicendo che grandi iatture sarebbero venute alla chiesta se non avesse scelto presto il suo pastore (tra pestilenze, guerre e disaccordi si aspettava il papa da piu' di un anno).

che non fosse benvoluto, daccordo. 

ma che se la prendesse con la Plebe non mi pare coerente con l'immagine che si ha di lui

Era un eremita, mi sa che due persone erano troppe per lui, specie se parlavano. Se poi magari qualcuno era aragonese (lui fu praticamente protetto dagli angioini) magari una occhiataccia era troppo.

Che una delle cause per cui rinuncia e' che non ha l-approvazione, il supporto del Popolo.

Pierluigi "Gargamella" Bersani potrebbe rispondere COSI', e non sbaglierebbe una virgola.

scusate se vi tedio con un link, ma è la migliore sintesi della linea politica dell'italiche sinistre che abbia mai letto.

e buon pro vi faccia

Sulla pochezza dei vari Veltroni, Franceschini, e ora Bersani, pare ci sia unanime accordo, almeno su NFA. Non credo ci si debba aspettare nulla di buono da questi soggetti.

Cio' che a me preoccupa e' che l'unica sfida alla leadership venga da un esterno, Vendola, che si colloca all'estrema sinistra.

Tra gli ammnistratori locali delle regioni rosse o rossicce (E-R, Toscana, Umbria, Marche) ci sono moderati in quota PD che a vario titolo si sono distinti per i risultati ottenuti. Un nome tra tutti e' quello di Renzi. Eppure, nessuno tra questi pare farsi avanti e porre la candidatura a ruoli di rilevanza nazionale. Cosa dedurne? 

Una possible deduzione e' che costoro siano convinti che non sono espressione della maggioranza degli elettori PD, e sicuramente non di quella degli elettori non-PDL.

Un'altra e' che vedano le elezioni e l'inevitabile sconfitta troppo vicine, e non ritengano sia opportuno salire sul carro dei vinti.

Cos'altro?

Una possible deduzione e' che costoro siano convinti che non sono espressione della maggioranza degli elettori PD,

Non basta. Anche se hai a favore la maggioranza degli elettori PD, è rischiosissimo farsi eleggere contro l'apparato. Questa è stata l'esperienza di Soru in Sardegna, dove le lotte intestine al partito hanno portato alle sue dimissioni. E' abbastanza chiaro che dentro il PD quando si fa guerra per bande non ci si preoccupa troppo del rischio di perdere le elezioni (come è poi puntualmente e logicamente accaduto in Sardegna). Se poi guardiamo al centrosinistra at large la considerazione vale con ancora più forza.

Immaginati quindi che Renzi sia convinto di vincere le primarie, e sia pure convinto di vincere le elezioni se diventa il candidato premier. Vale la pena di candidarsi? No, se dopo le elezioni dalemiani e veltroniani ti faranno vedere i sorci verdi, saboteranno tutto quello che farai e ti costringeranno alle dimissioni con ignominia dopo un paio d'anni. Prodi si è ritirato a vita privata, ma è un vecchietto. Renzi che farebbe dopo una simile bruciatura? Meglio aspettare un giro.

Vendola non e' soggetto agli stessi rischi che paventi per Renzi?

Vendola ha fatto come le piccole aziende in grandi mercati: si e' ritagliato una nicchia e la alimenta. Rischierebbe dentro il PD, ma fuori ha abbastanza seguito da poter far cassa (= seggi) senza tenersi dalemiani e veltroniani appresso.

Vendola o va adesso o rischia di non avere mai più una simile opportunità. Sistema elettorale, crisi del PD, crisi del berlusconismo, terrore nel Sud per il federalismo, tutto sembra inventato apposta per dare una chance a uno che normalmente non l'avrebbe.

Per Renzi e gli altri nelle seconde file del PD le cose sono diverse. Tra 5 anni non è così impossibile che la situazione sia migliorata e che si possano candidare con minori opposizione dell'apparato.

Tatticamente non fa una piega.

Ma mi pare un ragionamento da mezza sega, un vero leader l' establishment lo affronta.

Blair ha iniziato con mezzo partito contro, Cameron pure, ma se li son tirati dietro comunque.E di sicuro BS non si è preoccupato delle paturnie di ex socialisti, ex dc, msi,whatever che ha imbarcato: si può argomentare che questo gli è costato lo sgambetto della lega, ma 20 anni dopo è ancora li.

Marcello, quello che dici avrebbe senso se avessero l'obiettivo di vincere.

Se l'obiettivo e' raggranellare voti per tenersi le poltrone e giocar di sponda, come diceva qualcuno poco sopra, avere un vero leader e' negativo.

Domani mi impegno a contattare i vertici del mio partito a spingerli per rispondere a questa lettera. So che molto probabilmente l'invito cadrà nel vuoto, ma penso che ne valga veramente la pena tentarci. E' inutile girarci attorno: il PD al momento è l'unico movimento che può creare qualcosa di buono. A parte gli estremi (Vendola incluso) non vedo un partito che abbia un minimo di principio di mobilità come il Partito Democratico. Come vedete ho scritto principio, non mobilità vera e propria, ma fidatevi di me che la vivo dall'interno: le cose stanno cambiando. Vedo giovani che stanno spingendo affinchè le cose cambino, molti di loro sono pure a livello dirigenziale medio-alto (e non sto parlando di Civati o Renzi, intendiamoci). Forse mi sbaglierò, ma voglio tenermi ottimista anche perchè, come ho già detto prima e non sto a dimostrarlo (basta fare un piccolo ragionamento), se il PD cadesse, cadrebbe anche tutto il resto.

Marco, se hai i canali giusti manda loro anche l'articolo "COME SI DIVENTA SUPER RICCHI!" magari avessero ancora l'idea della patrimoniale.

Grazie Marco. Invidio il tuo ottimismo ma un po' anche lo capisco.

Analisi perfetta - e come va dicendo da tempo il prof. Cacciari "Bersani è una brava persona, ma non un leader, potrebbe essere un buon segretario regionale in tempi normali, certamente non nazionale in questi momenti". Il PD deve cercare e trovare il suo "Bossi" una figura fuori dagli schemi.

Dal mio punto di vista il problema del PD non sono solo le mezze seghe (VW e D'alema in primis) che si credono dei grandi politici, ma anche le mezze idee che ha.

A distanza di 150 anni e passa da Karl Marx e dalle encicliche papali di riferimento (De Rerum Novarum) per i cattolici non si sono ancora evoluti nelle idee, secondo me confondono l'eguaglianza sociale (che è una uguaglianza di diritti e di opportunità, che il merito poi vaglierà) con l'eguaglianza economica (tipo padrone e operaio stesso compenso, oppure "anche i ricchi piangano", salvo confondersi su chi sono i ricchi, come Sandro Brusco ha argomentato).

L'altro errore è che esista il primato della politica, e della regolazione dello Stato in tutti i campi, soprattutto quello economico, frutto della confusione sulle eguaglianze. Quando butteranno nel cesso i dirigenti attuali, forse potrebbero anche schiarirsi le idee, perchè allo stato attuale sono confusi gli uni e gli altri. La loro fortuna è che esiste BS, quindi un "nemico" con cui giustificare la loro esistenza. E BS ha contro di sè questi dirigenti che ne giustificano l'esistenza.

La loro fortuna è che esiste BS, quindi un "nemico" con cui giustificare la loro esistenza. E BS ha contro di sè questi dirigenti che ne giustificano l'esistenza.

E' tutto qui in questa tua frase. Quanti "oppositori" non sapranno che fare quando il "nemico" (loro unica ragione d'essere) sparirà ?

Rimane per me (esterno alla politica) inspiegabile come il PD non riesca a cambiare i suoi vertici. Perchè non ci riescano nel partito-azienda PDL è facilmente comprensibile, perchè non ci riescano nel PD che ha una base politicamente più preparata è per me un mistero.

 

Ma la questione è molto più grave. Non è tanto che il suo partito contiene dei sabotatori o dei minus habens. È che appare chiaramente che siete tutti d'accordo, intellettualmente. E non potete non esserlo. Certo, quelli tra voi che sono capaci di allacciarsi le scarpe da soli capiscono che parlare della patrimoniale ora sia un suicidio tattico. Ma la vostra cultura economica vi porta dritto lì: pensate che sia un suicidio tattico, invece è una aberrazione strategica.

 

Io letteralmente AMO questo sito (e difatti ho comprato anche il vostro libro), ma veramente non capisco come mai continuiate a pensare al PD o all' IdV come i vostri interlocutori naturali.

Ok, sono i partiti di opposizione, e sono contro Berlusconi, ma mi sembra che culturalmente sono quanto di più lontano possa esistere dalla cultura economica che sostenete. Lo sono, e credo di non sbagliare in questo, perché il loro elettorato ha la loro stessa cultura. Un elettorato che quando sente parlare di mercato e di liberalizzazioni inorridisce.

L'elettorato di destra, quello a cui Berlusconi ha mentito più volte e allegramente, non l'ha forse eletto proprio per le promesse di liberismo poi disattese?

E' questo che non capisco. ;)

Buon we,

Matteo

 

 

 

ma veramente non capisco come mai continuiate a pensare al PD o all' IdV come i vostri interlocutori naturali.

Infatti, collettivamente non lo facciamo proprio.

Alberto parlerà per lui, ma io la mia distanza dal PD e (dopo una brevissima tentazione di dargli una mano) dall'IdV l'ho dichiarata tutta e la ribadisco qui.

Parlo per me stesso ma mi son permesso di dar consigli (mai ascoltati, ovviamente) sia alla Lega che a Fini (ancor prima che creasse questo pastrocchio che ha appena creato), IdV ed anche PD nella persona di Bersani. A quest'ultimo ho consigliato, in particolare, di mandare a casa il suo intero team economico perché gli avrebbe fatto danno ... era Settembre del 2010 :-)

Insomma, davvero non abbiamo alcun gruppo politico di riferimento. La mia impressione è che, per gravitazione spontanea, si tenda a "parlare" ai partiti d'opposizione perché il comportamento governativo sembra non lasciare alcuna speranza.

Devo dire, però, che così in basso come questo governo BS, ed il suo presidente del consiglio in particolare, l'Italia non era mai arrivata, assolutamente mai. Ha rappresentato un obiettivo salto qualitativo verso il basso e l'impressione che ho in questo momento è che, qua partiti, la coppia PdL-Lega sia molto più "nemica" del progresso di quanto lo siano gli altri. È una gara, ovviamente, al ribasso per cui queste classifiche lasciano il tempo che trovano. Ma tant'è. La situazione italiana è così folle, che uno appena prende posizione sbaglia ...

Ovviamente io parlo per me. Quando vogliamo parlare come sito ci firmiamo Redattori. Il fatto che io e Michele siamo d'accordo su 8/9 di tutto - e' un po' che non si litiga di Israele, Michele :) - ma che forse abbiamo riferimenti politici diversi e' significativo. Significa che a questo punto il livello e' tale che i riferimenti sono, per cosi' dire strategici. E comunque essenzialmente irrilevanti: il paese ha bisogno di una frustata di liberismo e nessuno a sinistra ne' a destra ha la cultura atta a darla questa frustrata. Se vogliamo, rozzamente, la sinistra perche' e' culturalmente comunista (cioe' statalista e populista) e la destra e' culturalmente fascista (cioe' statalista e populista) in Italia. Dato questo, il riferimento politico e' determinato da un convincimento strategico su dove sia piu' probabile vedere rinnovamento (su questo forse io e Michele la pensiamo in modo marginalmente diverso, non so), su chi sia piu' dannoso al momento, e su quali libri abbiamo letto da piccoli (gli stessi io e michele, credo).

è un po' che non si litiga di Israele, Michele :)

Per forza: siccome sei intellettualmente onesto oltre che intelligente, anche tu hai implicitamente riconosciuto che i fatti stanno confermando le mie previsioni :-)

Sul resto sottoscrivo.

Infatti, nel caso specifico di Alberto ed io credo che (sinteticamente) la differenza nei riferimenti strategici sia la seguente:

1) Entrambi pensiamo che le elites politiche, sia a destra che a sinistra, siano davero totalmente irrecuperabili e l'unica speranza sia trovare una maniera per spazzarne almeno una di loro (in equilibrio, se si riesce a spazzarne una nel modo giusto, l'altra dovrà essere pure spazzata via per ragioni di optimal response). Sono entrambe casta statalista e populista.

2) Credo Alberto pensi che il "popolo" della sinistra sia potenzialmente più aperto e disponibile al tipo di politiche che noi si ritiene necessarie. Io penso che questo sia invece vero per il "popolo" della destra. Popolo qui sta per "base elettorale strategicamente collocata a sx/dx". Ovviamente stiamo entrambi parlando di infinitesimi.

3) Infine, e parlo strettamente per me, devo ammettere che oggi come oggi un "take over" dall'esterno dello spazio politico a sinistra e' probabilmente meno difficile che un take over di quello a destra. Quest'ultimo e' solidamente occupato dal partito-azienda di BS e dalla sua controllata per la gestione del popolo delle valli e della provincia, chiamata Lega.

Forse anche perche' 2) e 3) si elidono a vicenza, il mio pessimismo e' totale. E credo si noti ...

Non abbiamo nessun interlocutore naturale, al più qualche scelta tattica o simpatia personale, e a parte l' Inter (scusa Giulio) ciascuno ha le sue.

Al momento credo di poter dire che siamo tutti tanto schifati da Berlusconi & c. da tifare contro, e le alternative son quelle.

Ho poi grossi dubbi sul peso del voto liberista nel successo di BS: se li liscia per bene perchè sono l' unica componente presentabile della destra italiana (che per il resto puzza di fascismo, craxismo, incenso o xenofobia), ma contano come il due di briscola.

L'elettorato di destra lo vota per tifo, paura delle alternative o simpatia per fascismo & c.

E allora la domanda la pongo, in altri termini e con il massimo rispetto al professor Bisin:

Perchè un economista che ha studiato a Chicago, che è un animatore di NfA, che ha scritto "officina Abarth" etc. ha:

sempre votato per la parte sinistra di quello che oggi è il PD

che cosa ha in comune con loro? che percorso pensa di farci insieme? verso dove?

Grazie per il rispetto, Massimo. Io ho votato PCI da piccolo perche' ci credevo. Sono andato a Chicago non a cercare il liberismo, anzi; ma a cercare la teoria economica solida. Poi ho sempre votato Ulivo, PD o come diavolo si chiamassero perche' non ho mai creduto all'offerta liberale di Berlusconi (non direi che mi sono sbagliato). Ho pensato una sola volta di votare PDL o come diavolo si chiamassero perche' convinto che la "arroganza" fiscale di Visco fosse piu' dannosa per il paese che non Tremonti (non mi sono sbagliato, credo; l'ultimo governo Prodi e' stato uno dei peggiori del dopoguerra, a mio avviso). Ma ho poi deciso di non farlo perche' ho creduto che la questione giudiziaria di Berlusconi avrebbe seriamente danneggiato, fatto implodere, le istituzioni del paese (anche su questo non mi sono sbagliato, credo) e mi pareva  che  questo fosse peggio che Visco (su questo potrei essermi sbagliato, non so).

Alla fine, comunque, la questione e' un'altra, molto banale: io una chiaccherata con Bersani o con Veltroni la potrei fare volentieri, con Bondi o con La Russa no (con Berlusconi si', ma questo e' un altro discorso). Come dicevo sopra, e' questione di libri, film, "shared experiences", amici comuni, .... chiamatela inerzia, e' semplicemente che da li' vengo e non trovo nessuna ragione per spostarmi che di la' puzza come di qua. 

Se posso aggiungere una cosa alle considerazioni di Marcello, che condivido completamente: in buona misura non siamo noi che scegliamo gli interlocutori, sono loro che scelgono noi. Noi diciamo quello che pensiamo. Se una qualche forza politica, o parte di forza politica, lo trova interessante e vuole discutere con noi, siamo sempre qui. Di sicuro non cambiamo quello che diciamo per far piacere all'uno o all'altro o anche solo per rendere più facile il dialogo con l'uno o con l'altro.

Il dato di fatto però è che raramente o mai, almeno dalle elezioni del 2008, intercettiamo commenti o anche solo attacchi ragionati (ossia, non banali insulti) dalla parte destra dello schieramento politico. Pazienza per la discussione sul libro relativo a Tremonti, dove evidentemente si sono inalberati e hanno decretato il silenzio contro i disturbatori (ma anche lì: cancellare la partecipazione di un ministro al festival dell'economia di Trento dopo aver appreso che ci siamo pure noi? Reeeeally? Ma di che avete paura?). Ma, tanto per dire, nella famosa trasmissione di Ballarò a cui è andato Michele il commento più acuto dell'ingegner Castelli è stato di far dell'ironia sull'orecchino di Michele, mentre quello di Lupi è stato di insultare gli spagnoli per aver ''le pezze al culo''. Voglia di dialogare assolutamente zero. Tanto per dire, qua siamo tutti federalisti convinti e sicuramente siamo a favore di una decentralizzazione molto più radicale di quella contenuta nella ridicola riforma che (non) sta passando adesso. Ma non siamo mai, mai riusciti a dialogare con i dirigenti leghisti su questo. E, assicuro, ci abbiam provato.

Il centrosinistra è sicuramente pieno di cattive idee, ma è più eterogeneo e qualcuno che ha voglia di discutere e ragionare in modo non pregiudiziale ogni tanto si trova. Quindi, almeno per adesso, si finisce per parlare di più con loro. E' possibile che se dovesse tornare al governo il centrosinistra questi si chiudano più a riccio e si comportino come fa il centrodestra adesso. E se il centrodestra smette di essere governato in modo leninista da Berlusconi e Bossi (ossia se questi due individui finalmente spariscono dalla scena politica) magari qualcuno con cui discutere si troverà anche tra loro. Vedremo. Per adesso, questo è quello che passa il convento.

Grazie a tutti per le gentili risposte.

La mia era soltanto una, credo legittima, curiosità. :)

 

 

azzardero'  un rischioso e teso paragone, Veltroni e' cretino e legge Paperon de paperoni per scoprire il capitalismo, ma la compagine governativa ora comprende santanche'  (che ha fatto il militare a Cuneo) e storace-vestito-d'orbace. quasi penso, e il dio degli eserciti non avra' pieta' degli ignavi, che non votare sia una scelta dettata dall'ufficio d'igiene.

purtroppo contiene anche Antonio Martino che "ha avuto la fortuna di conoscere Friedman di persona"

sa Sig. Lanfranconi, mai credetti alle buone compagnie. Io mi accompagno a figuri loschissimi, manco nei misteri della jungla nera compaiono

e sono anche bugiardi

Formigoni :

"Sono favorevole al nucleare in Italia ma, per quanto riguarda la Lombardia, confermo che siamo in autosufficienza energetica e non vedo neanche siti che mi paiono adeguati per delle centrali"

Nel 2009 ( ultimo dato disponibile ) energia elettrica prodotta : 44,2 GWh , richiesta 65,3 GWh , DEFICIT : 21,1 GWh pari al meno 32,3% rispettoalla richiesta e quasi il 50,0% rispetto alla prodotta , il 47% del deficit nazionale.Ed è in deficit almeno dal 1973.

Siccome parla di autosufficienza energetica crede forse di avere pozzi di petrolio , giacimenti di gas o miniere di carbone?

Se i siti si decidessero in base al deficit alla Lombardia toccherebbero 3 centrali.
Lo dice TERNA 

Diciamo che vorrebbero essere bugiardi...

L'autosufficienza energetica è un concetto più vasto di quella elettrica, perchè comprende anche i carburanti per autotrazone, i combustibili ad uso industriale e quelli per il riscaldamento domestico.

 

Formigoni non si è ancora ripreso dalla caduta di Saddam Hussein:

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1004201936&chId=30

 

Orrore! Dire le bugie è contrario all'ottavo comandamento del Signore!

Due ave maria, quattro pater noster e Formigoni è a posto.

http://beta.partitodemocratico.it/doc/202905/il-fallimento-di-una-generazione.htm

Tanto di cappello a Nicola Rossi. Da notare il fatto che al contrario dalle moltitudini di cialtroni che affollano il circo mediatico italiano 1) conosce la storia anche in termini sostanziali, quantitativi 2) cita dati obiettivi ed e' capace di fare ragionamenti razionali. Questo e' il genere di politici che dovrebbero essere votati, al posto dei molti pagliacci che affollano il Parlamento.

non so se c'è grande ignoranza o se ancora sono indietro quelli del PD e non solo loro.

vi prego però una buona volta,al di là della critica, di esprimere e dettagliare bene le vs proposte di politica economica e non per risolvere i problemi del paese, e che possano essere parte di un manifesto politico tipo.....Lingotto?.

Sono veramente attese come atto di responsabilità e ci si aspetta semplicità e chiarezza di comunicazione.

Così potremo poi misurarci con esse e diffonderle.

Grazie

 

Ovazione. da diffondere  come il mio papà faceva con l'Unità la domenica.

PREMETTO CHE QUANTO SEGUE LO IVIATO A DIVERSI ENTI, PERSONAGGI POLITICI E FUNZIONARI,MA NESSUNO SI E DEGNATO DI RISPONDERE.

Sono amministratore unico di una piccola società edile, da oltre tre anni il
lavoro e stato molto poco e sono stato costretto a fare dei prezzi bassi di
conseguenza anziche avere dei guadagni o accumulato dei debiti.

Di cui €  18.000,00 INPS- € 2.300,00 - CASSA EDILE- 2.000,00 INAI

Sono senza lavoro da dicembre quinti nella più assoluta possibilità di pagare,
o avuto la richiesta di 4 preventivi i quali li o presentati ma se qualcuno mi
viene aggettato non potrei eseguirlo perchè non mi viene rilasciato il DURC.

Pertanto le chiedo come pagare questi debiti se non mi viene rilasciato il

 DURC INDISPENSABILE PER POTERE LAVORARE?
Io non mi sento un evasore perchè se sono arrivato
a questo e perchè o denunciato in tutta regolarità il lavoro ed i dipendenti
Quello che chiedo se c'è una alternativa o se posso rivolgermi a qualcuno che
possa dirmi come devo comportarmi.

Ringraziando per l'attenzione  porgo distinti saluti.

 

 BARBERA GIUSEPPE 

                                                                                                                       
Via Quarto  17 - 27029  Vigevano

Tel-fax 038122695 Cel 3286614724

E-mail  ediliziadiprestigio@libero.it

 

 

c'e' qualcuno, magari Bisin o altri che si degna di spiegarci come facciamo a formare un governo con dinosauri di questa portata? Ho letto l'articolo di oggi su La Stampa e credo che ci sia poco ma proprio poco da star allegri

per favore che qualcuno piu' bravo di me faccia sintesi, analisi, insomma discutiamo. grazie

ma do lo stesso i miei due centesimi rapidamente.

due possibili sbocchi: elezioni,probabili,oppure un gruppo consistente del PDL abbandona Silvio ai suoi problemi e sostiene un governo con PD e Monti, poco probabile. 

Elezioni

Andrea Grenti 8/3/2013 - 21:39

Se si va alle elezioni, Grillo vince. E questo Bersani lo sa.

Grillo può perdere le elezioni se si verificano alcune condizioni: i) riescono a mettere insieme un governo tecnico che fa quelle 2-3 riforme demagogiche contro la casta ii) SB si ritira (o è costretto a ritirarsi dai giudici) ed il PDL mette chiunque altro iii) dopo le  elezioni tedesche, la Merkel accetta un allentamento del fiscal compact e la crisi si attenua; iv) il PD mette Renzi; v) non viene fuori nessun altro scandalo a carico del PD. 

Grillo

floris 8/3/2013 - 22:35

Aspettiamo a dire che Grillo vincerà se ci saranno elezioni ravvicinate.
C' è da vedere effetto notizia sui resort in Costarica e sopratutto quante cavolate spareranno i nuovi parlamentari ( alla presentazione avevano un paio di minuti l' uno ma li hanno sfruttati benissimo in questo senso ).
Non impossibile che Grillo si sgonfi ( sotto al 20% ) già al prossimo turno, e cresca ulteriormente astensione.

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