Monetarista a chi?

15 luglio 2010 andrea moro

Un divertente articolo pubblicato oggi in un quotidiano comico italiano di colore albicocca definisce i nostri B&B (e, suppongo, per estensione, tutti noi di nFA) come economisti di scuola monetarista. La cosa mi ha incuriosito perché è da un pezzo che non sento la parola in ambiente accademico.

Certo, l'avevo imparata nei corsi di macro all'università italiana (1986-1991), e ogni tanto Axel la scrive nei suoi post per prenderci in giro, ma in ambiente accademico, dal 1993 ad oggi, io non l'ho sentita una volta se non parlando al passato. Non l'ho sentita durante il corso di PhD, non l'ho sentita a nessun seminario, a nessuna delle numerose conferenze cui ho partecipato. Proprio mai. Però ogni tanto si trova scritta nella stampa (italiana).

Colgo dunque l'occasione dell'umoristica menzione per rivelare un fatto abbastanza assodato nell'accademia mondiale: i monetaristi non esistono, e non si parla più in questi termini. Ah, Michele mi informa che, sino a qualche anno fa, alla Fed di St Louis c'erano dei "monetaristi"; sembra che, dopo che Bill Poole è andato in pensione, se ne siano perse le orme ... Ah, sembra anche che Steve Williamson e Randy Wright abbiano recentemente proclamato che vogliono ricreare i "neomonetaristi", ma non è chiaro se stiano scherzando o meno. Ciò che è palese anche ai ciechi è che né B&B né alcun altro di nFA c'entra nulla, anzi ...

E mi chiedo: ma chi le fa queste classificazioni? Nell'articolo troviamo, in ordine Neomarxisti, Sraffiani, Postkeynesiani, Sintesi Neoclassica, Monetaristi e Neoaustriaci. Quale sarebbe la logica? A che proposito il maggior quotidiano comico (oops, economico) italiano pubblica tabelline del genere? Stanno cercando di imitare Novella 2000?

Ovviamente, questa gente ha una confusione enorme su cosa sia la Scienza Economica. Scriviamo teorie, le testiamo empiricamente, ne traiamo le conclusioni di policy. Poi andiamo a conferenze e discutiamo delle ipotesi, della qualità dei dati e dei metodi che usiamo per testarle. Come si fa in ogni altra scienza insomma. E vi sorprenderò con un effetto speciale: chi fa questa scienza può trarre conclusioni di "destra" o di "sinistra" (whatever that means) sia con un modello RBC classico sia con uno neo-keynesiano quindi le classificazioni come le si vedono nei giornali fanno solo ridere chi conosce queste cose (chiariamo anche che anche quest'ultima dicotomia: RBC e neo-keynesian, ha poco senso visto che entrambi oramai usano gli stessi metodi e modelli e si differenziano per delle piccole, per quanto rilevanti, assunzioni sulla rigidità dei prezzi).

Ecco perché su nFA non facciamo politica come dice lei, caro Brancaccio (ebbene sì non ho ceduto alla tentazione, ho ascoltato l'"intervista"): cerchiamo (per quanto possibile, perché l'economia è difficile) di spiegare questi tre passaggi (ipotesi-test-implicazioni politiche) e di evidenziare gli errori più evidenti nelle analisi altrui. La politica la lasciamo ad altri.

P.S. Mi dicono B&B che una cosa ha fatto loro piacere: d'essere associati ad Aldo Montesano, uno dei pochi economisti italiani della sua generazione che hanno provato a fare ricerca economica seria e controcorrente. Altro che pensiero unico!

P.P.S. Sempre sulla stessa linea di voler classificare il prossimo, Brancaccio ha avuto la divertente idea di definire Michele e Alberto come "seguaci di Prescott". Ma quanto ignoranti bisogna essere per affermare certe cose? Per favore, leggere c.v. e papers prima di sparare a caso. Forse che basta essere colleghi di Prescott per diventarne seguaci? Alberto, per dirla tutta neanche fa macro, non potrebbe neanche se volesse essere seguace di Ed. Quanto a Michele, ci sono stato collega, assieme a Prescott, per alcuni anni, posso assicurare che litigavano spesso e volentieri. Di economia, non della qualità della birra.

 

67 commenti (espandi tutti)

l'autore dell'articolo, Riccardo Sorrentino, non è questo Riccardo Sorrentino, astrologo del calcio, verdad?

magari era meglio se lo scriveva quell'altro, entonces :)

Non si capisce bene quale preparazione abbia, se abbia compiuto studi universitari o seguito solo un corso professionale.

Monetarista a chi?

lugg 15/7/2010 - 10:46

Andrea, le categorie probabilmente le leggono sui loro libri dell'universita', che in Italia sono notoriamente tomi da conservare religiosamente per decenni e che contengono verita' immutabili: la mia compagna mi parla infinite volte delle teorie linguistiche che oltre confine non se le ricordavano nemmeno piu', non credo che per l'economia sia diverso.

Più che sui libri dell'università su qualche manuale, Sorrentino è un giornalista che scrive di economia ha studiato giornalismo non economia, come tanti dei collaboratori del Sole 24 Ore, a volte (spesso?) questo crea qualche problema (vedi questo divertente libro, forse un po' datato).

(vedi questo divertente libro, forse un po' datato)

Avevo sentito parlare di Beppe Scienza qualche tempo fa. Di cosa parla il libro?

Il libro è fondamentalmente una critica al risparmio gestito italiano (fondi d'investimento bancari) la parte interessante e divertente è quella che evidenzia tutta una serie di articoli della stampa specializzata italiana (Sole 24Ore in primis ma anche GenteMoney, Il Mondo , Corrieresoldi ecc). Beppe Scienza mostra come molti articoli "indipendenti" siano spudorati "marchettoni" per spingere la gente ad investire nei fondi. Fa anche vedere come spesso vengano manipolati i dati per indurre all'errore il potenziale investitore e, in alcuni casi, come questi dati siano errati non per malafede ma per mera ignoranza della matematica (Scienza è ricercatore presso il Dipartimento di Matematica a Torino).

Da wikipedia:

La sua critica si rivolge però anche al giornalismo economico italiano, cui Scienza muove l'accusa di incompetenza, ma soprattutto di un atteggiamento ossequioso nei confronti del risparmio gestito e della previdenza integrativa. Nei suoi libri ha citato al riguardo con nomi e cognomi oltre 100 giornalisti italiani, nonché in generale varie testate, fra cui in particolare il quotidiano Il Sole 24 Ore e il settimanale Il Mondo, senza aver ricevuto mai nessuna querela.

Stessa cosa: che se lo sia letto da solo anni fa o che l'abbia dovuto comprare per un esame, ogni tanto gli scaffali andrebbero svecchiati, a parte le solite rare eccezioni.

Come dire, mi sono laureato in ingegneria nel 1980 e progetto e costruisco ponti sempre allo stesso modo. Il PC lo uso solo a casa per leggere nfA :D

Non è la stessa cosa, e non lo dicevo a giustificazione di Sorrentino (anzi). Intendevo che, ad esempio, se parli del Risorgimento dopo che hai letto "La Storia d'Italia a Fumetti" invece che dopo esserti fatto 5 anni di Storia la probabilità di scrivere inesattezze, o teorie superate, cresce parecchio.

Ok, incomprensione superata :)

Sai com'e', ero partito dall'assunto che se fai un mestiere per anni prima o poi impari anche a farlo decentemente - evidentemente non vale per tutti, in particolare non per Sorrentino (che a quanto pare scrive per il Sole dal '92). :D

ero partito dall'assunto che se fai un mestiere per anni prima o poi impari anche a farlo decentemente

Da questa tua affermazione deduco che non segui il calcio e non hai mai sentito parlare di Kaladze :-D

Non seguo piu' il calcio da circa 15 anni. Kaladze e' forse di origine georgiane, visto il cognome? So che ha qualcosa a che vedere con l'argomento :D ma come ho proposto altrove su nfA il calcio e' un'altra delle storture corporativiste italiane.

Infatti credo che chiunque abbia dato anche un solo esame d'economia in Italia si porti con sé il ricordo della parabola dei Keynesiani (buoni) contro i monetaristi (cattivi), dove questi ultimi hanno vinto. Come è noto la spesa pubblica, dalla vittoria dei "Monetaristi" è scesa al 5% del gdp, mentre l'unica attività di policy-making consiste nel controllare la crescita di M2.

Tra l'altro oggi compare sul sito un altro articolo, collegato a quello citato sopra:

Cari colleghi, è il momento giusto per rileggere Keynes

Mi è piaciuto in particolare l'ultimo periodo: 

Eppure è certo che, quando la crisi torna a bussare alle porte, gli economisti che hanno studiato Keynes non si lasciano cogliere impreparati.

Adesso gli economisti lontani dal mainstream rischiano difficoltà in accademia. Eppure è certo che, quando la crisi torna a bussare alle porte, gli economisti che hanno studiato Keynes non si lasciano cogliere impreparati.

Con il rigo sopra è ancora più bella (il grassetto è loro non mio). Questi si sono letti tutto il post "C'è chi vince la coppa del mondo" commenti compresi !

Hanno difficolta in accademia, pur lavorandoci dentro e potendo scrivere quel che gli pare sul principale quotidiano economico ah non ci sono più i perseguitati di una volta.

Oramai siamo alle comiche. Ma sono comiche tristi e gravi.

Da un lato la direzione del Sole 24Ore deve aver chiaramente deciso che il proprio giornale diventi la tribuna dei professori universitari marxian-sraffiani italiani. L'evidenza è overwhelming.

Dall'altro questi continuano a pubblicare boiate che provano solo la loro tremenda ignoranza. Prendete solo questa citazione dall'articolo menzionato negli ultimi due commenti:

Sul piano della politica fiscale, gli eredi della tradizione keynesiana vengono criticati di volta in volta per avere ignorato "l'effetto di spiazzamento", che la crescita del debito pubblico genererebbe a danno degli investimenti privati, o per avere trascurato l'effetto Barro-Ricardo, secondo cui una maggiore spesa pubblica verrebbe automaticamente controbilanciata dall'aspettativa di un incremento della tassazione nel futuro e dunque da meno consumi correnti. E così via, anche sul piano della politica monetaria.

Entrambe le affermazioni provano che gli autori non sanno di cosa parlano.

1) L'effetto crowding out È un EFFETTO "KEYNESIANO"! Nel senso che si ottiene se e solo se valgono ipotesi che vengono da sempre associate ai modelli "keynesiani" e che vengono usate per derivare moltiplicatori della spesa maggiori di uno! Nello specifico, prezzi rigidi, mercati incompleti e restrizioni creditizie rilevanti, qualche forma di "biased expectations" o similia. Insomma, ESATTAMENTE il tipo di ipotesi che sono NECESSARIE per provare ad argomentare (in teoria, che poi l'applicabilità della teoria dipende dai dati) che la spesa pubblica aumenta il reddito generato più che proporzionalmente! Detto altrimenti: il crowding out è una conseguenza delle ipotesi che costoro devono fare per rendere almeno logica (logica, ripeto, non necessariamente empiricamente rilevante) la loro proposta politica! E non se ne rendono conto! Ma non capiscono che Franco Modigliani e Martin Feldstein erano/sono "keynesiani", nel loro linguaggio? Cosa succede, non li leggono solo perché sono politicamente "di destra" o semplicemente non li capiscono?

2) L'equivalenza ricardiana, poi, è stata usata proprio da loro (in passato esplicitamente, oggi implicitamente) per argomentare che aumentare il debito pubblico è irrilevante e che, per simmetria, ridurlo non serve a nulla. Questi sono gli stessi che, ai tempi dell'ultimo governo Prodi, hanno prodotto questo! Ma non solo si autocriticano, manifestano anche la loro povera conoscenza del dibattito teorico sull'equivalenza ricardiana (teorico, insisto, che la pratica è altra cosa). La ragione è banale: l'equivalenza ricardiana non dice NULLA sull'effetto a breve della spesa pubblica per se. L'equivalenza ricardiana dice semplicemente che, sotto certe ipotesi, finanziare una certa quantità G di spesa pubblica al tempo t(0) con debito o con tasse non cambia il tasso d'interesse al tempo t(0). Se l'attività economica al tempo t(0) dipende solo dal tasso d'interesse, la situazione reale non cambia, indipendentemente dalla scelta del mix tasse/debito. Per quanto riguarda gli effetti reali, però, basta assumere un effetto composizione fra K pubblico e K privato nella funzione di produzione aggregata ... A Roberto, ovviamente, piacciono i casi in cui questo effetto produce una riduzione dell'output quando aumenta la spesa pubblica, ma i "trucchi" teorici per ottenere l'effetto opposto son ben noti. Teorici, insisto e sottolineo, teorici. Ma di teoria e modelli e concezioni del mondo e della vita questi parlano, che i dati non sembrano proprio interessar loro.

E poi quel "così via" finale sulla politica monetaria. A quel punto mi son fermato ed ho smesso di leggere, son certo che vi saranno altre perle più sotto.

Una cosa imbarazzante, ripeto imbarazzante. Il Sole dovrebbe essere un quotidiano economico serio, non possono evitare di pubblicare boiate? Vi sono argomenti almeno logici per sostenere che occorre spendere di più, si usino quelli. Come diavolo si fa a discutere con gente che scrive cose incoerenti perché non sa di cosa parla?

Da un lato la direzione del Sole 24Ore deve aver chiaramente deciso che il proprio giornale diventi la tribuna dei professori universitari marxian-sraffiani italiani. L'evidenza è overwhelming.

A questo punto diventa interessante capire cosa ci sia dietro questa sponsorizzazione del Sole.

A questo punto diventa interessante capire cosa ci sia dietro questa sponsorizzazione del Sole.

Mah, a sentire le risposte che Gianfranco Fabi, direttore di Radio24, dà a molti ascoltatori, pare che ci creda. Non so se c'entri il solidarismo cattolico...

Riotta non viene dalla stessa parrocchia?

Dopodiché mi pare impossibile che la linea editoriale venga scelta in totale disaccordo con la proprietà. Cui prodest alto debito pubblico, alte tasse e salari bloccati per l'eternità? Forse a chi fornisce servizi in semimonopolio? A me no e anche per questo ho diradato molto i click sul Sole...

credo che per "tradizione keynesiana" intenda quella in cui il tasso di interesse non ci sta proprio, e quindi non ci sta manco l'effetto spiazzamento. La famigerata "keynesian cross".Tipo, le prime 5 pagine di un libro undergrad di macro. IS-LM è già troppo neoclassico :)

Che i prezzi non ci siano o siano completamente rigidi è la stessa cosa, no? Il tasso d'interesse è un prezzo. L'effetto di spiazzamento, a prezzi fissi, c'è sempre e comunque. Anzi, renditi conto che meno elastico è il tasso d'interesse più rigidi sono i risparmi disponibili.

In questo caso c'è comunque crowding out, almeno teoricamente. Assumi il moltiplicatore sia (1+m), m> 0. Sia G la spesa pubblica addizionale finanziata con debito a t(0) e sia Y il reddito nazionale a (0). Eliminiamo il caso in cui la spesa/debito addizionali non spiazzano immediatamente il consumo privato, che altrimenti son guai per i keynesiani d'ogni colore.

Allora a t(0) abbiamo o ben una crescita del deficit esterno di pari entità (G si finanzia con debito estero) o abbiamo una riduzione dell'investimento privato di pari entità.

Nel secondo caso la domanda interna totale rimane invariata, quindi non succede nulla al reddito del periodo seguente a meno che non si faccia l'ipotesi ulteriore che il moltiplicatore associato a I è minore di quello associato a G. Questa ipotesi si può fare ma richiede assunzioni "socialistoidi" che vanno ben al di là di qualsiasi forma di keynesismo io abbia mai studiato. Se stiamo dentro alla solita "k-cross" in questo caso son guai ed il crowding out è immediato, quindi quella strada è mortale per l'argomento che costoro cercano. Consideriamo il primo caso.

Nel primo caso c'è crescita della domanda interna al paese che fa G ma, siccome questo si finanzia con prestiti esteri e nel paese estero vale lo stesso modello, deve esserci caduta di domanda reale nel paese estero visto che ora i suoi cittadini prestano soldi a chi spende G. Fuor di metafora, se la Germania fa quello che questi suggeriscono e lo finanzia con debito, on impact o bene non cambia nulla o si finanzia con risparmio estero. Fra questo c'è risparmio degli europei o dei cinesi o di chi sia, quindi la domanda aggregata mondiale rimane invariata.

Ma veniamo al periodo seguente, t(1) in cui il magico multiplier ha funzionato.

Ora il reddito è cresciuto di (1+m)G. Però occorre ripagare il debito (se lo dobbiamo rifinanziare inizia una storia asintoticamente pericolosa, quindi facciamo conto che t(1) sia il momento in cui ripaghiamo il debito) ed anche gli interessi. Solo il caso di finanziamento dall'estero merita essere considerato, visto che quello con finanziamento tutto interno, come abbiamo visto, non genera alcun cambiamento nel reddito nazionale ma solo un cambiamento nella composizione della domanda aggregata interna. Spero questo sia ovvio, perché lo è.

Allora, dobbiamo (1+r)G ai nostri finanziatori ed abbiamo a disposizione (1+m)G che prima non avevamo. E qui, basta guardare le due formulette, casca il palco. Non solo perché, se la forma che G ha preso non è investimento ma consumo pubblico, non abbiamo costruito alcuna capacità produttiva nuova e siamo punto ed a capo. Non solo perché, scrivendo Y(t(1)) = Y(t(0) + (1+m)G, occorre che la propensione al risparmio sulla parte addizionale sia 100%, altrimenti dobbiamo togliere parte del risparmio che in Y(t(0)) finanziava investimento privato per ripagare il debito e gli interessi. Ma anche, e soprattutto, perché diventa una questione empirica: ci rimane qualcosa in tasca se e solo se m>r! In ognuno dei tre casi abbiamo crowding out, che è la vecchia osservazione di Modigliani e Feldstein semplificata per un blog.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il famoso moltiplicatore esiste ed ha senso SE E SOLO SE vi sono degli investimenti pubblici con un tasso di rendimento interno (m) che sia maggiore del costo delle risorse che in esso si investono (r). In altre parole, un investimento come un altro. Poiché è ragionevole aspettarsi che, controllando per il rischio, quel tasso r sul mercato mondiale dei capitali sia più o meno determinato dal tasso atteso dei rendimenti sugli investimenti (meno costi di transazione) il tutto funziona SE E SOLO SE esistono nel paese in questione unexploited opportunities for investment (public investment) con un tasso di rendimento maggiore di quello degli investimenti privati sul mercato mondiale.

Se così non è c'è una sola soluzione: tassare i cittadini del paese che ha speso G per ripagare debito ed interessi. Ma questo riduce la domanda aggregata e, sempre secondo lo stesso modello keynesiano, riduce Y a t(1), e così via. In questo caso abbiamo di nuovo un crowding out e quello che guadagnamo da una parte perdiamo dall'altra.

Altro non mi viene. Confermo, non capiscono nemmeno come funziona, teoricamente, il modello che (suppostamente) essi stanno usando per giustificare le loro pericolose proposte di politica economica.

La spiegazione è convincente, dietro alle formule c'è un ragionamento logico che mi sembra inattaccabile.

Aspettiamo i trolls, con fiducia.

Perfetto. Grazie. Avevo in mente l'effetto spiazzamento via domanda di moneta- tasso di interesse  e scoraggiamento degli investimenti privati, che succede se questi dipendono dal tasso di interesse (basic IS-LM), indipendentemente dal fatto che il debito debba poi essere ripagato.

Il tuo argomento sopra invece si basa sul fatto che il debito deve essere ripagato (osservazione self-evident), i soldi in t(1) devono venire da qualche parte, e questo crea comunque spiazzamento.

michele come ti ha gia' detto qualcuno la fai troppo complicata..e poi sbagli quando dici che quasti sbagliano o non hanno un modello in testa..il modello in testa lo hanno e lo conoscono anche bene: IS-LM duro e puro..

e siccome la mia generazione e' quella che in undergraduate e' stata proporio cresciuta a dosi massicce di IS-LM (non a caso il mitico brankaccio ha grosso modo la mia eta') ve lo ripropongo (in versione semplicata) ad uso dei piu' giovani e dei piu' vecchi

ecco il modello:

C=cY

Y=C+I+G

Partiamo dal fondo:

G: spesa pubblica..lo STRUMENTO!!

I: investimento: il PROBLEMA.. varia come un pazzo (vedi la current recession) e non ci puoi fare niente che e' determinatio da quelli spiriti animali degli imprenditori che investono quando trombano..

C: consumo.. gli STUPIDI..i consumatori sono delle macchinette che spendono una frazione c(i)  del reddito lordo and that's it.. c e' la frazione aggregata del reddito che viene consumata..siccome i consumatori poveri sono anche i piu' stupidi e consumano tutto piu' reddito dai agli stupidi piu' aumenta c

Y reddito: l'esercito industrale di riserva.. il reddito e' determinato dalla domanda aggregata.. piu' reddito piu' domanda..

soluzione del modello:

Y=(G+I)/(1-c)

spiegazione dela recessione corrente: quei bischeri degli imprenditori si sono spaventati per Lehman l'investimento e' collassato e di conseguenza il reddito e' collassato.. (parentesi quantitativa se c=0.6 e I/Y=0.2 un collasso dell'investimento del 10% causa un drop dell'output di circa il 5% vedi che anche i dati tornano..)

soluzioni per la recessione:

i) aumentare G cosi' si bilancia il drop di investimenti

ii) aumentare c.. come si fa? riduci la disuguaglianza tassando i furbi (che risparmiamo) e dando agli scemi che spendono tutto in caramelle e vestiti che cosi' c aumenta

ecco la lettera e' tutta qua.. peccato non solo IS LM sia poco soddisfacente dal punto di vista teorico ma anche sia stato massacrato da 30 anni di lavoro empirico e di esperienze di policy (anni 70, Giappone..)..

ma purtroppo ho l'impressione che negli ultimi 30 anni molti dei firmatari abbiano non solo scritto poco ma anche, (per citare DL), letto poco e fatta poca politica economica..

ciao a tutti

 

Fabri, mai cominciare un commento dicendo (per tre volte) che mi sbaglio senza essere certi che sia poi vero :-)

Anche perché, sarà la stanchezza post-Montreal, in questo caso ti sbagli tu ...

Quello che tu descrivi NON è IS-LM, ma la "croce keynesiana".

Se vuoi discutiamo di come si costruiscano le curve IS ed LM, ma basti ricordare che esse vivono nello spazio (Y, r) dove il secondo è il tasso d'interesse e che la LM è la curva di equilibrio del mercato della moneta (domanda di Liquidità = offerta di Moneta) ... tutte cose che nella kcross non ci sono.

Se tu avessi letto anche la domanda a cui rispondo, ed il commento precedente ed il geniale ed incoerente articoletto di due dei nostri eroi, forse capiresti perché, per capire se c'è o meno crowding out in un mondo keynesiano, il meno che si possa fare è quello che ho fatto. È duretta, spero tu sia d'accordo, parlare di crowding out in un mondo in cui non v'è debito, no?

Mi sa che la vostra generazione è stata così sfigata che vi annunciavano di spiegare il modello IS-LM e poi finivano per fare la brutale kcross. I nostri baroni, almeno, essendo un po' più istruiti dei portaborse loro che dieci anni dopo erano arrivati in cattedra, spiegavano entrambe.

Baci

m

P.S. Non è neanche vero che io abbia mai detto che "non hanno un modello in testa", certo che ce l'hanno e se leggi quel che scrivono scopri che NON è semplicemente la kcross che descrivi. Per quello Alberto ed io abbiamo dovuto ri-discutere il sottoconsumo. Infine, proprio perché sono precisino, dovresti spiegarmi perché mai "e poi sbagli quando dici che quasti sbagliano". Detto altrimenti: dov'è il mio sbaglio logico o empirico?

Michele non c'era intenzione di attacco..

sul modello hai perfettamente ragione (va meglio ora?) e' la Keynesian cross che e' un caso speciale di IS-LM (LM orizzontale) avevo iniziato scrivendo IS LM con r dentro ma poi mi sono accorto che per fare il punto bastava la K-cross.. comunqe errore mio..

sul crowding out pero' mantengo la mia idea che il sole si riferisce straight al dornbush fisher che descrive il crowding out come la diminuzione degli investimenti dovuta dal fatto che l'investimento e' funzione di r e che quando G, r va su (per stare sulla LM)

come giustamente dicevi tu piu' elastici sono i tassi di interesse (piu' verticale la LM) piu' sale il tasso di interesse in risposta ad una fiscal expansion piu' cala I e piu' grande il crowding out.. questo e' quel che diceva il geniale articolo del sole..

sul modello economico underlying la lettera non so, secondo me IS-LM e' una buona approssimazione up to the first order nel senso che razionalizza sia la call for G che quella di piu' redistribuzione..

per finire rispondo a carlo.. il modello IS-LM anche se c'e' sul libro di Blanchard non e' un modello di equilibrio ma un modello di perenne disequilibrio.. il mercato del lavoro non e' mai in equilibrio (nel senso domanda = offerta) perche' c'e' appunto un esercito industriale di riserva che e' sempre razionato e pronto a lavorare non appena la domanda si presenti.. quindi puo' piacere a chi non piace l'idea di equilibrio

buonanotte e mannaggia a voi e il vostro blog che cio' da lavora'...

 

 

 

 

 

Michele non c'era intenzione di attacco..

T'immagini, non l'ho pensato proprio! Ma vista la natura della discussione in corso (che costoro dicono boiate, che le dicono) mi son detto: magari un lettore a caso legge distrattamente e si fa la convinzione che anche noi si fa sbagli logici e si dicono boiate ... :-)

Per quanto riguarda il modello, che è la discussione che merita fare, la kcross è ovviamente ciò che krugman, delong e company continuano ad usare ciecamente. Questo è chiaro. Ma i firmatari italioti vogliono di più. Tanto per farti un'idea, costoro producono cose come questa, sulla quale si regge, molto chiaramente, la loro posizione ed i vari manifesti che vanno producendo. Leggila, trova mezz'ora. È ilare. Un giorno o l'altro la commento, tanto per ridere. Costui sono vent'anni che pubblica decine di papers scrivendo le stesse barzellette, letteralmente le stesse. Forbici, pecetta e comicità: loro chiamano queste cose "ricerca". Ma almeno una va letta, perché dà l'idea della confusione mentale ... ed anche dell'ignoranza (della quale troverai rare perle).

Un grazie a Michele ed a Fabrizio Perri per i chiarimenti su IS LM, croce keynesiana e spiazzamento necessari per il lettori del maggiore quotidiano economico italiano. Io la prima volta che ho sentito nominare gli IS LM è stato in occasione del corso di Istituzioni di economia politica del prof. Paolo Sylos Labini che usava  questo libro. Alle pagine 74-81 si trova il modello di Hicks (IS-LM) ed alle pagine 81-83 si trova lo spiazzamento. Per Economia II il prof. Spaventa utilizzò la seconda edizione del Dornbusch - Fischer - Macroeconomia, Il Mulino dove lo spiazzamento veniva illustrato nei termini ricordati da Perri nel secondo commento a Michele. Ma i nostri amici che studiano ed insegnano la giusta teoria, il pensiero keynesiano credo che lo abbiano studiato anche   qui e  qui, dove viene tradotto in inglese un lavoro della metà degli anni '60 del secolo scorso. E su questa interpretazione ha avuto da ridire anche Joan   Robinson qui la replica di P. A. Garegnani.

ps per coloro che hanno fretta e poca voglia di abbeverarsi alle fonti dirette un  ruscello dove si trova tutto cio' che non è contenuto nei manuali mainstream di macroeconomia

Ho letto il testo di Petri indicato da Boldrin e mi sembra interessante questo passaggio. vi chiedo se quanto detto da Petri sia vero:

"Confermando i risultati delle ricerche econometriche degli anni '50 e '60 (cf.

Junankar, 1972), nel 1993 sul prestigioso Journal of Economic Literature usciva una

rassegna della teoria dell'investimento aggregato (Chirinko, 1993) che concludeva

che l'evidenza empirica è che l'investimento dipende molto poco, se pure ne dipende,

dai 'prezzi relativi' (il gergo corrente in macroeconomia per indicare la distribuzione

del reddito e quindi anche il saggio d'interesse). Anche il premio Nobel Edmond

Malinvaud (1995) ha raggiunto conclusioni simili."

 

"Anche il premio Nobel Edmond Malinvaud"

Veramente Mailnvaud il premio Nobel non l'ha vinto (non ancora almeno). 

Si, nel 1995 l'ha vinto tale "Lucas".

Nonostante il ragionamento fili, non credo che ragionino in termini di "IS-LM vulgaris". O almeno così dichiarano.

L'IS-LM sta pure sul noto testo undergraduate di Blanchard, definito "liberista" dal prof. Brancaccio e dai suoi colleghi. Il quale propina agli studenti anche il suo scritto chiamato "Antiblanchard", come dispensa integrativa.

In generale, tutto l'impianto di Cambridge, MA (quello che siamo tutti abituati a chiamare "keynesiano") è ripudiato dalle scuole "eterodosse" post-keynesian. L'IS-LM "volgare" è considerato neoclassico, dato che tutto sommato è un modello che si sforza di ottenere un equilibrio walrasiano (orrore!). Se non sbaglio proprio Hicks, nel suo famoso paper, voleva proprio ricondurre la General Theory nell'ambito del general equilibrium (non vorrei dire cazzate, non mi occupo di filologia economica degli anni trenta e anzi qualunque paper precedente al 1970 mi sembra scritto in arabo).

Io purtroppo non ce l'ho fatta a leggerlo l'"Antiblanchard" (per fortuna ho studiato abbastanza lontano dal Sannio e non ho avuto l'opportunità di averlo come testo obbligatorio), pertanto per me i modelli con cui ragionano - e dai quali desumono quelle entusiasmanti misure di policy - rimangono abbastanza misteriosi. Se qualcuno ha tempo/voglia di dargli un'occhiata potremmo finalmente smettere di fare assunzioni e decidere finalmente se si tratta di ciarlatani fraudolenti o studiosi seri, sebbene inconsapevolmente in errore.

 

IS - LM

Marco Boleo 16/7/2010 - 12:19

Caro CarloDB nel caso volessi fare un investimento culturale sugli   IS_LM c'è questo libro dove ci sono tutte le possibili interpretazioni passando per Hicks, Modigliani, Patinkin, Tobin.... Lo stesso J.R. Hicks espresse delle riserve sul suo modello all'inizio degli anni '80 nel suo "IS-LM: an explanation" apparso sul journal of post-keynesian economics, 1980-81

Re: IS - LM

CarloDB 16/7/2010 - 12:28

Grazie, molto interessante.

Disastroso lo scivolone sull'equivalenza ricardiana. Che l'equivalenza non valga è un risultato che regge l'esatto opposto di quanto scritto nell'articolo.

Michele ha scritto:

Il Sole dovrebbe essere un quotidiano economico serio, non possono evitare di pubblicare boiate?

Pare di no, e non solo sul piano dell'analisi economica.

L'orrendo vizio è diffuso assai. Un mio studente, che probabilmente ci legge, ha appena notato questo:

L'11/7 federico rampini ("allievo del sociologo liberale francese Raymond Aron e di Mario Monti") si è svegliato e ha letto questo pezzo sul New York Times. Due giorni dopo, su repubblica, ne ha tradotto parte, passandola per sua. [Più propriamente, ha fatto il riassuntino. NdR]

Ma perché non li licenziano ed assumo dei ragazzi che facciano copia incolla?

P.S. Non so se vi rendete conto, ma comportamenti di questo tipo (generalizzati fra i giornalisti italiani, anche fra quelli "noti", appunto) vengono considerati normali, anzi furbi. Altrove verrebbero considerati "cheating". Una delle tante ragioni per cui fare la spia di chi copia è un dovere sociale.

L'hanno tolto; link vuoto

non sono esattamente un lettore neutrale/casuale su questo argomento ma questo dell'education per chi è rimasto indietro mi sembra un tema caldo, visto che obama aveva detto che una riforma per rendere i teachers più accountable era una delle sue priorità (mentre si è vista solo la prima fase di "race to the top").
Ho letto sul tema negli ultimi 2 mesi almeno un paio di pezzi del nytimes, un editoriale del wsj, un'inchiesta del newsweek. Riportare a questo modo che negli USA esiste TFA e che l'ammissione è molto competitiva sa molto di "nell'america di Obama c'è spazio anche per la solidarietà da parte dei meglioggiovani". Il dibattito in realtà, sia sui giornali di sinistra (c'era una copertina del newsweek che recitava "we have to fire bad teachers"), sia su quelli di destra, è su quanto siano effettivi i programmi come TFA, che al massimo "tamponano" le lacune dovute a una classe di insegnanti iper-sindacalizzata e apparentemente inamovibile.
Il fatto che mi ha lasciato basito è che il pezzo sia di rampini; io non condivido molto di quanto ha scritto rampini in passato, ma non dubitavo che fosse un giornalista "vero", pure con la reputazione di essere indipendente. Mi sbagliavo...

mah, non so, deve essere l'estate.

Ieri ho letto questo orribile articolo, sempre a firma di Rampini.   Anche senza voler fare i pignoli,  sfido chiunque a capire che cosa sostenga Verlinde nel suo paper leggendo il pezzo de "La Repubblica".   Io non ho capito nulla, tanto e' vero che, incuriosito, sono andato a recuperarmi il paper su Arxiv  (e non ho capito nulla neanche li' - game over  :).   Se questa e' divulgazione scientifica............

Insomma, rampini ha il vizio: scrive articoli per repubblica facendo brutti e confusi riassunti di quanto legge sul NYTimes. Vediamo se nei prossimi giorni scopre il New Yorker, l'Atlantic Monthly e magari la New Republic.

Un tempo frequentava molto l'Economist (ora troppo di destra per Repubblica), spesso con una settimana di ritardo Ma il problema non è Rampini - sono i lettori, che lo prendono sul serio, come se fosse un grande giornalista

sono i lettori, che lo prendono sul serio, come se fosse un grande giornalista

e che non conoscono e quindi non leggono in inglese. Se lo facessero per rampini la vita sarebbe più difficile, forse...

sono andato a recuperarmi il paper su Arxiv

il tuo link punta ad uno spazio temporaneo di arxiv.org.  Consiglio di usare piuttosto http://arxiv.org/abs/1001.0785.

A me l'articolo di Verlinde sembra una bufala, tuttavia l'ho scorso solo per 30s e sono 29 pagine.  arxiv.org e' una raccolta di preprint senza peer-review, insomma viene pubblicata ogni sottomissione senza filtri rigorosi.

Qui puoi trovare un analisi del paper di Verlinde:

http://motls.blogspot.com/2010/01/erik-verlinde-comments-about-entropic.html

da parte comunque di una persona abbastanza propensa all'overhyping. L'idea non è nuova ed era stata originariamente proposta da Jacobson in un paper del 1995:

http://arxiv.org/abs/gr-qc/9504004

Il fatto che la proposta di Verlinde abbia alzato più polvere è molto probabilmente dovuto a fattori "sociologici" tipici della divulgazione stringhesca. Tutto questo non toglie che l'articolo di Rampini sia ridicolo.

 

 

Qui puoi trovare un analisi del paper di Verlinde:

http://motls.blogspot.com/2010/01/erik-verlinde-comments-about-entropic.html

Grazie per i link, l'argomento e' interessante ma mi manca il tempo...  Sono speculazioni piu' matematiche che altro, non verificabili sperimentalmente mi sembra.  Comunque sono almeno per quel che posso capire logicamente e matematicamente coerenti.

Dai Alberto, magari non e' proprio una bufala. Verlinde in fondo non e' un fisico, e' uno stringhista. Ed un fisico che non puo' sperimentare (o far sperimentare ad altri) che fisico e'? E la dimostrazione sta  nel fatto che i suoi lavori piu' importanti sono quelli con Witten un altro 'fisico' che, tanto per intenderci, non ha vinto il Nobel ma la medaglia Fields (l'equivalente del Nobel per i matematici).

Diciamo che sono pronto a scommettere che sara' un lavoro matematicamente brillante, coerente, bellissimo. Ma non di fisica. (Non ho piu' voglia di leggere Verlinde ormai, ho altre cose per la testa!)

Tornando al punto, Rampini e' forse meglio di Zucconi, suo lidermaximo?

visto che nFA arriva anche a trattare anche esotici argomenti di fisica, segnalo che E.Verlinde presenta la sua teoria della gravita' a ICHEP 2010 oggi alle 14:00 (ICHEP e' la maggiore conferenza estiva annuale di fisica delle alte energie). Chi e' a Parigi puo' anche tentare di venire a vederlo...  Tra gli innumerevoli partecipanti ci sono anche io e non machero' di assistere alla presentazione. Ci sono domande? Come background quasi quasi mi leggo F.Rampini...

La presentazione si svolge nella sessione parallela dedicata alla fisica oltre la teoria quantistica dei campi.  La teoria quantistica dei campi ha avuto straordinario successo nel descrivere i dati sperimentali, le teorie oltre al Modello Standard purtroppo ancora non hanno ancora alcuna conferma sperimentale.

Gravity as an Emergent Force  

Content: Starting from first principles and general assumptions Newton's law of gravitation is shown to arise naturally and unavoidably in a theory in which space is emergent through a holographic scenario. Gravity is explained as an entropic force caused by changes in the information associated with the positions of material bodies. A relativistic generalization of the presented arguments directly leads to the Einstein equations. When space is emergent even Newton's law of inertia needs to be explained. The equivalence principle leads us to conclude that it is actually this law of inertia whose origin is entropic.
Id: 1201
Place: Room: Salle 252A
Starting date:
22-Jul-2010   14:00 (Europe/Paris)
Duration: 37'
Contribution type: Parallel Session Talk
Primary Authors: Prof. VERLINDE, Erik (ITP, University of Amsterdam)
Presenters: Prof. VERLINDE, Erik
 
Included in session: 12 - Beyond Quantum Field Theory Approaches (including String Theories)
Included in track: 12 - Beyond Quantum Field Theory Approaches (including String Theories)

i giornalisti de Il Sole 24 ore, sono quelli che suggerivano fino al giorno prima del botto che investimenti in Cirio o Parmalat erano sicurissimi, per poi andare al Tg1 a fare la parte di quelli che sapevano già tutto da un pezzo? Stiamo parlando proprio di quella gente li?

Leggete qui.

Un po mi fa ridere pensare che c'e' sempre un (post)keynesiano per ogni stagione, quando le cose vanno bene, bisogna spendere i soldi dei taxpayers per salvare industrie destinate al declino (con grande gioia degli industriali in declino), e quando vanno male bisogna spendere per tornare ai "bei tempi" di quanto vanno bene.

L'epilogo e' un capolavoro di letteratura fiabesca che compete con i fratelli Grimm!

Adesso gli economisti lontani dal mainstream rischiano difficoltà in accademia. Eppure è certo che, quando la crisi torna a bussare alle porte, gli economisti che hanno studiato Keynes non si lasciano cogliere impreparati.

 

Tu i commenti di Tiziano non li leggi eh? :-)

no no e che ho tenuto aperto il form del messaggio per mezz'ora e poi ho fatto invio (devo imparare a fare qualche refresh prima di inviare :) )

Scusate la domanda da profano, ma che vuol dire che i monetaristi non esistono più? Su Wikipedia dice che Alan Greenspan ha un orientamento monetarista e che la politica della BCE fosse basata su principi monetaristi e inoltre sul Sole viene spesso menzionato l'"orientamento monetarista" di Trichet piuttosto che di qualche altro organo.

Francamente pensavo fosse una cosa seria, il vosto articolo mi lascia veramente di stucco!

Quale cosa pensavi fosse seria?

Riccardo Sorrentino ha recentemente tenuto un seminario al corso di Scienze Politiche dell'Università di Pisa sul giornalismo economico, come si fa informazione economica e strumenti per l'analisi degli eventi economici. La mia relazione è in corso di scrittura: cosa non si fa per un credito.

Mancano solo i neo-post-fisiocratici all'elenco, e siamo a posto.

Battute a parte, il Sòla24Ore è decisamente peggiorato da quando Riotta ha avuto la poltrona di direttore. Prima era quantomeno utile come supporto tecnico: pubblicava i testi dei disegni di legge in discussione alle camere, e molti contributi sul fronte tributario e civilistico. Adesso la sezione generalista di chiacchiera political-salottiera ha preso il sopravvento, e sento già diversi colleghi che non vogliono (o hanno scelto di non) rinnovare il loro abbonamento.

Perchè qualcuno di buona volontà non mette giù una o più letterine e le spedisce al sole? Vogliamo vedere se la pubblicano?

Secondo me basta fare un pò  di copia e incolla dai commenti...

Sono al secondo anno di Economia all'UniBS e, grazie al corso di Politica Economica, ho avuto una buona distinzione fra le varie scuole del passato. Ebbene, vi avrei dato per monetaristi!

Infatti ci insegnano (non direttamente, ma insomma ci fanno capire, o comunque non lo negano) che monetaristi = liberisti!! Avevo avuto dei sospetti leggendo qualche vostro articolo che non era proprio così, però era solo un'ipotesi.

Wow, evviva la scuola Itagliana!

Curiosità l'equazione come prosegue? Intendo il termine "liberista" (che già mi sembra "spregiativo" rispetto a liberale) in che accezione ti sembra vi venga presentato?

PS

Parla pure liberamente della "scuola itagliana" ma, ocio ricordati che firmi con nome e cognome e poi agli esami ci devi andare tu :-)

Parla pure liberamente della "scuola itagliana" ma, ocio ricordati che firmi con nome e cognome e poi agli esami ci devi andare tu :-)

Io non firmo con nome e cognome proprio per un motivo del genere :D

Intendo il termine "liberista" (che già mi sembra "spregiativo" rispetto a liberale)

Ecco, questa attribuzione e' tipica della scuola "itagliana": i due termini sono simili, ma non si applicano negli stessi campi, eppure uno e' usato come spregiativo ('sto sporco liberista!) l'altro come una cosa bella e buona - purche' sia solo una parola, per carita', che ad applicarla davvero poi si spiace ai soliti santi in paradiso.

Scusa lo sfogo :)

Accetto e mi prendo pienamente il rischio di ciò che dico, preferisco mettere il mio nome e cognome piuttosto che un nick (anche se ovviamente ognuno è libero di fare come vuole, ci mancherebbe altro :))

No, devo dire la verità che il termine liberista non è visto necessariamente in maniera negativa: o meglio, per adesso i due corsi che ho affrontato che parlassero apertamente di liberismo non ne hanno dato un'accezione negativa. Quindi da questo punto di vista sono stato fortunato. Anzi, i due professori sono stati molto bravi nell'essere imparziali (obviously non lo dico perchè potrebbero venire a leggere questi commenti :D li apprezzo davvero tutti e due)

Accetto e mi prendo pienamente il rischio di ciò che dico, preferisco mettere il mio nome e cognome piuttosto che un nick

Questo e' materia di discussione molto accesa, non solo su nfA. Personalmente, le mie opinioni le ho sempre espresse liberamente - ma vorrei evitare le etichette che come dicevo sopra si applicano molto facilmente qui da noi. Soprattutto perche' una volta che non ti categorizzano, sei automaticamente "altro", tipo un certo figuro che chiama "comunisti" tutti esclusa forse la mamma buonanima...

Sarà che mi sto già immaginando un futuro fuori dall'Italia, queste cose non mi preoccupano. Se poi alla fine rimarrò e mi impiccheranno, eh va beh, for the sake of the truth :D

Guarda, io nei banchi non ci entro piu' da un pezzo - e non credo che mi impiccherebbero. Al massimo possono dirmi che per il mio ruolo in azienda devo tenere un atteggiamento neutro in pubblico.

Mi darebbe solo fastidio che potessero appiccicarmi quelle etichette italiche associando il mio nome ad alcuni commenti qui su nfA.

 

Io sono il cittadino sconsolato citato alla fine dell'articolo che cerca consiglio frequentando forum e siti economici: a me pareva  che il punto centrale dell'articolo non fosse definire se la classificazione attribuita ad un gruppo (monetarista nel caso) fosse giusta o sbagliata. dal risentimento generale direi che è sicuramente sbagliata. :-). mi sembrava fosse l'incomunicabilità e la mancata legittimazione reciproca delle principali scuole economiche. mi pare che i commenti confermino ampiamente la tesi di fondo dell'articolo. 

m

 

molti degli interventi si lamentano della superficialità "del più autorevole giornale economico del paese"

Forse si dimenticano del paese di cui stanno parlando.

In un paese di Pulcinella ( volevo usare un termine più volgare ) tutto ciò che la la vulgata considera il top è un top di Pulcinella , appunto.

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