Meno male che Scalfari c'è

21 dicembre 2010 giovanni federico

Ed ha capito tutto

Si fa un gran parlare, nella comunità degli affari e nelle forze politiche, della necessità di liberalizzare i mercati e di mantenere viva la libera concorrenza in tutte le sue forme; perciò fa una certa sensazione apprendere che, nonostante le apparenze, i liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari dotato di risorse pressoché illimitate e della potenza politica ed economica che ne deriva. Ma anche questo è un segreto di Pulcinella.

Eugenio Scalfari li ha scoperti e smascherati.

103 commenti (espandi tutti)

fortuna che c'è Scalfari, di fronte a logiche di tale chiarezza e basate su così tale evidenza è difficile non rimanere estasiato... ma la traduzione dell'articolo del NYT gliel'ha fatta Rampini oppure se l'è fatta da solo?

ogni volta che qualcuno scopre l'esistenza del lobbysmo a me viene in mente:

http://en.wikipedia.org/wiki/Homer_the_Great

 

del segretissimo comitato del mercoledì, si sa un po' troppo direi. nella versione orecchiata da rampini veniva mantenuta la cadenza mensile, adesso siamo a quella settimanale. non vorrei che le stesse imprecisioni ci fossero anche sul menù e sul tempo dedicato al sigaro.

fra i partecipanti, per tacere della finanza americana, si noti che ubs e credit suisse sono sostanzialmente fallite nella crisi subprime, e hanno avuto un ricambio completo di management. bella razza di congiurati che dispongono dell'universo, manco gli affari loro son stati capaci di curare. una cosa degna di homer, appunto.

 

 la Banca centrale europea, [...]  tra i vari compiti non scritti nel suo statuto ma non per questo inesistenti ha anche quello di limitare lo "spread" tra i vari membri dell'eurozona.

Really. Really? Reeaaaally???

 

Ragazzi, ma come si fa a commentare cose di questo tipo?

Secondo me, basta una risata ...... e mi sa che Giovanni ha voluto mettere tutti di buon umore: in fondo, è quasi Natale!

e mi sa che Giovanni ha voluto mettere tutti di buon umore: in fondo, è quasi Natale!

Carina questa interpretazione del natale come carnevale ...

Io non ho ancora capito perché quest'uomo continua a godere di spazi e autorevolezza che chiaramente non merita. Questo saggio logorroico e pedante che infligge ai lettori editoriali lunghissimi, considerazioni pallose, moraliste, noiose e sempre uguali. Moralismo a buon mercato da prete fallito, frasi sfatte e periodare confuso, involuto e assolutamente ingestibile per chi abbia giornate con impegni che non coincidano con la lettura di un giornale con una foliazione tumorale che cresce (si è pure replicato) e con inserti che fanno piangere alberi e foreste... a me sembra che Scalfari sia più argomento da sedute spiritiche che di giornalismo vero e proprio.

Che palle questi grandi vecchi che non hanno un cazzo da dire!

Imbarazzante che un giornale che vuole essere sempre col ditino alzato a dare lezioni di giornalismo e moralismo, dia poi spazio a uno bacucco che dice fesserie. Nel frattempo però il metodo Scalfari trova proseliti e discepoli, vedi Rampini copia/incolla. 

Repubblica ne prende soldi pubblici? E quanti a sinistra lo leggono convinti che sia il giornale degli intelligenti per definizione, di quelli che leggono Eco, Baricco, che si credono la guida morale del paese, che lavorano come insegnanti alle superiori o docenti all'università? E se Repubblica fosse l'equivalente di Libero e del Giornale, che pubblicano cose del tenore uguale e contrarie? 

sed, bat tru tu mi

:-(

Sembra Tremonti.

"In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull'occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli "spread" tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. L'esame dura un'ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa."

Neanche Tremonti si è mai spinto a tanto, e ce ne vuole...

Ecco, invece, un'interessante testimonianza di Travaglio su come Padoa Schioppa vedeva il giornalismo economico. Cito un capoverso:

Alla fine raccomandò: “Vi raccomando le pagine economiche. Più ancora che sulla politica, è sull’economia che potete fare la differenza: in genere le pagine economiche dei giornali italiani sono spazi pubblicitari per le banche e le grandi aziende, spesso ben pagati. Voi dovete raccontare quello che gli altri non possono o non vogliono raccontare, e vi garantisco che è una prateria sterminata”. Ci abbiamo provato. 

Io avevo letto lo Scalfari del complotto "Marchionne" (chissà se Scalfari si rilegge..) e lo avevo stigmatizzato, oramai è un vecchio rimbambito che suona come un disco rotto.

Mi dispiace solo che c'è gente che dice "lo ha detto Scalfari" come se fosse un'assoluta verità. A un certo punto si dovrebbe avere la decenza di mettersi da parte.

Purtroppo è vero. Molta gente crede a queste panzane, che non sono dette solo da Scalfari. Purtroppo i principi basilari dell'economia sono ampiamente ignorati anche da persone di alto livello intellettuale. Non a caso, molti politici non solo italiani, trovano comodo  scaricare le loro colpe, attribuendo i problemi dell'euro agli "speculatori". Scalfari fa solo ingenuamente un passo in più, chiamando gli "speculatori" con nome e cognome. 

QUindi, caro Franco, non mi sembra ci sia nulla da ridere, purtroppo

Credo che il problema sia più profondo della semplice conoscenza, o meno, dell'economia. Questa è la predisposizione naturale a vedere cospirazioni e complotti ogni qual volta i propri sogni e le proprie speranze non si realizzano.* A mio modo di vedere, questa predisposizione è il punto più basso dello sviluppo intellettuale umano.  

* prendete un'analisi delle elezioni di Scalfari e sarà la stessa solfa. Vince Prodi? "Gli italiani hanno finalmente raggiunto la maturità e hanno capito". Vince Silvio? "Il potere del marketing e delle ballerine ha vinto su tutto, gli italiani si sono fatti fregare". Ragiona come un bambino di 5 anni quando perde la partita all'oratorio.

Concordo. Credo anche che tale situazione - estremamente diffusa, peraltro - sia legata alla grave e storica carenza di cultura scientifica, che caratterizza le élites italiote più che altre: senza un approccio all'analisi che parta dai dati, e li organizzi in maniera logica e coerente sulla base di conoscenze specifiche, lo spazio per tromboneggiamenti e vaniloqui è ampio a dismisura.

@Giovanni, lo so, nulla c'è da ridere: potrebbe essere una reazione di tipo isterico, nell'impossibilità pratica di passare per le armi siffatti predicatori?

ll mio commento è:

        * * *

 

 

PS... dai ragazzi, andateci piano, in fin dei conti Scalfari è il motivo per cui ho cominciato a studiare economia.

 

PS... dai ragazzi, andateci piano, in fin dei conti Scalfari è il motivo per cui ho cominciato a studiare economia.

E' il noto principio per cui "dal letame nascono i fior" :-)

Scusate la cattiveria su Scalfari, ma sopporto poco lui, come tanti altri tromboni del giornalismo italiano (di destra come di sinistra), che sanno tutto, pontificano su tutto mentre, in realtà, ti rifilano quattro luoghi comuni da bar spacciandoli per verità, senza il minimo controli di numeri e dati (vattimianesimo?).

PS

Con l'aggravante che tendono, quasi tutti, a fare i moralisti (ipocriti of course)

 

Io, tempo fa, ho sentito tal Bechis, il noto editorialista che pontifica in televisione un giorno sì e l'altro anche, affermare che i test PISA vengono effettuati dall'università di Pisa.

io son d'accordo con Andrea e mi sento in obbligo di spezzare una lancia in favore del vecchio.

Ho iniziato a leggere quel giornale negli anni '80 e ricordo che era uno dei pochi che si batteva contro Craxi e la Milano da bere. Ricordo anche, distintamente, che, in quegli anni, avvertiva che la politica di bilancio dissennata di quel periodo avrebbe messo in grossi guai le future generazioni.

Non so se era l'unico, ma, sempre da quello che ricordo, il Corriere della Sera non mi pare fosse altrettanto grintoso...

adesso c'ha più di '80 anni e devono farlo scrivere perchè è il fondatore del giornale, la cui mentalità, peraltro, per i miei gusti, si è involuta... o forse sono io che mi sono evoluto a forza di leggere nFA :-)

Anche a me, lettore di Repubblica, l'articolo m'era suonato un pò stonato. Cioè, due fatti veri,
questo comitato del mercoledì esiste (e mi pare che Adam Smith abbia scritto che se metti a cena dieci mercanti di cavalli dopo mezz'ora stanno a trovare modi di fissare i prezzi... come dice la saggezza popolare, concilio di volpi, strage di galline) e della possibile spaccatura dell'eurozona si parla da tempo, MA non riesco a vedere il nesso che pone ES: che guadagni speculativi (cioè a breve termine e più o meno slegati da investimenti a lungo termine) sarebbe possibile fare se l'euro si spacca in due? 

Il problema non è se questi incontri ci sono o meno. Il problema è pensare che queste banche siano una sorta di spectre che controlla e decide tutto su tutto. Questo è demenziale ed è tipico dello Scalfari-pensiero.

Aggiungo, se questo tipo di incontri avviene tra governo, sindacati e confindustria, allora Scalfari va in estasi: si chiama concertazione, quindi è il livello superiore della democrazia. Se avvengono tra banche, invece siamo di fronte ad una super minaccia cosmica. Complimenti per la coerenza. Il lato paradossale, inoltre, è che questi incontri, ammesso e non concesso che abbiano gli effetti descritti, implicherebbero una riduzione del ruolo del libero mercato. Quindi Scalfari, se è coerente con quello che ha scritto il giorno prima, dovrebbe esaltarli.

Ma si sa, l'unica cosa esaltata è la sua mente.

se questo tipo di incontri avviene tra governo, sindacati e confindustria, allora Scalfari va in estasi: si chiama concertazione, quindi è il livello superiore della democrazia. Se avvengono tra banche, invece siamo di fronte ad una super minaccia cosmica.

Non per difendere Scalfari, ma un incontro annunciato pubblicamente tra governo, sindacati e confindustria e' del tutto lecito e normale, mentre un incontro periodico non noto pubblicamente tra tutti i maggiori banchieri e' si' lecito ma forte indizio di trust e collusione contro il mercato e pertanto meritevole di approfondita indagine anti-trust.

concordo.

se a voi sembra normale che invece di farsi concorrenza, questi s'incontrano periodicamente...

Qui siamo all'ABC. E' possibile, forse anche probabile, che, incontrandosi, tentino di ridurre la concorrenza - ma si tratterebbe delle concorrenza sui servizi bancari, incluse le transazioni di borsa. Chesso facciamo pagare il 2% di commissioni su un acquisto/vendita. Se così fosse,  l'antitrust dovrebbe punirli.

L'idea di Scalfari è diversa. Sostiene che le banche possano decidere l'andamento dei cambi (e degli altri mercati) e questa è pura follia. Al massimo possono speculare in proprio (rischiando l'osso del collo -vedi la Societe Generale o la barings, che ci sono fallite) o suggerire ai loro clienti degli scenari con i famosi report. Ma le decisioni sugli acquisti/vendite di valuta (o di titoli o di ogni altro asset) sono prese da centinaia di migliaia di managers di fondi e milioni di investitori in tutto  il mondo.

L'idea di Scalfari è diversa. Sostiene che le banche possano decidere l'andamento dei cambi (e degli altri mercati) e questa è pura follia. Al massimo possono speculare in proprio (rischiando l'osso del collo -vedi la Societe Generale o la barings, che ci sono fallite) o suggerire ai loro clienti degli scenari con i famosi report. Ma le decisioni sugli acquisti/vendite di valuta (o di titoli o di ogni altro asset) sono prese da centinaia di migliaia di managers di fondi e milioni di investitori in tutto  il mondo.

In generale sono d'accordo con quanto scrivi, ma con alcune precisazioni.

Non credo che anche le maggiori banche unite avrebbero sia la capacita' che il fegato di complottare contro l'euro, perche' gli Stati con cui avrebbero a che fare nel caso hanno pur sempre il monopolio delle leggi e della forza, e salvo forse per qualche aspetto USA e UK non mi sembrano troppo influenzati dai banchieri.

Tuttavia credo che le maggiori banche possano anche colludere per qualcosa di piu' che le commissioni, per esempio per influenzare il mercato dei "futures" anche solo per renderlo piu' opaco e piu' redditizio per se' stesse, come ha denunciato l'articolo originale del NY Times. Il mercato dei futures e dei derivati in genere e' credo molto meno liquido e meno frequentato di quello delle valute e delle azioni.

 

Tuttavia credo che le maggiori banche possano anche colludere per qualcosa di piu' che le commissioni, per esempio per influenzare il mercato dei "futures" anche solo per renderlo piu' opaco e piu' redditizio per se' stesse, come ha denunciato l'articolo originale del NY Times. Il mercato dei futures e dei derivati in genere e' credo molto meno liquido e meno frequentato di quello delle valute e delle azioni.

 

ma sempre servizi bancari sono. Al massimo aumentano i margini. Scalfari dice una cosa diversa

Purtroppo  queste credenze tribali sul funzionamento dell'economia sono molto diffuse,   e sono uno dei tanti ostacoli al buon funzionamento dell'economia di un paese:  a quando la proposta di proibire, o rinazionalizzare, l'attivita' bancaria?  senza banche non ci sarebbero crisi bancarie.  La SPECULAZIONE   e' un po' come l' araba fenice,  il GLOBAL WARMING o   LA CRISI.   La parola magica che risponde ai problemi, senza fornire nessun contenuto. 

Un commento su questo:

Tuttavia credo che le maggiori banche possano anche colludere per qualcosa di piu' che le commissioni, per esempio per influenzare il mercato dei "futures" anche solo per renderlo piu' opaco e piu' redditizio per se' stesse, come ha denunciato l'articolo originale del NY Times. Il mercato dei futures e dei derivati in genere e' credo molto meno liquido e meno frequentato di quello delle valute e delle azioni.

 

Personalmente (pur non essendo un esperto di finanza)  non capisco  l'idea (sempreverde) che le banche possano  ''influenzare''  il mercato dei derivati  traendone guadagni SISTEMATICI.  Sui mercati futures  l'offerta dei titoli e' in offerta netta nulla.  Per ogni parte ('banca') che scommette al rialzo  (comprando una Call option per esempio), cé'  una controparte che scommette al ribasso  (quella che vende la Call option), di solito un altra 'banca'.   Perche l' ipotesi della truffa funzioni sistematicamente (cioe' chi ci guadagna e' sempre lo stesso) e' necessario che una delle due parti sia tonta.  Quale?  la BPM che non va agli incontri segreti?  le vecchiette che inzeppano i materassi di CDO?    

La mia sensazione e'  che siccome dei mercati derivati se ne capisce meno (ancora meno che del resto), allora e' li che ci sentiamo autorizzati a sospettare avvengano le cose piu turpi. Come  cio'   sia possibile, non ci viene detto.   Qualche anno fa si diceva che gli scambi sui derivati fossero responsabili dell'aumento del  prezzo del  petrolio.  Ma  credere questo e' un po' come credere che le scommesse sulle elezioni determinino  il vincitore (nel calcio , piu corruttibile,   puo succedere...).   Sui mercati futures  il sottostante non viene scambiato quasi mai.  Guardate le curve degli Open Interest"  (per esempio sul  sito del CME group)  per vedere quanti dei contratti future   vengono chiusi prima della consegna del sottostante.....

 

 

 

 

 

 

 

condivido la gran parte delle tue doverose osservazioni, ci metto solo una puntualizzazione:

 Sui mercati futures  il sottostante non viene scambiato quasi mai.  Guardate le curve degli Open Interest"  (per esempio sul  sito del CME group)  per vedere quanti dei contratti future   vengono chiusi prima della consegna del sottostante.....

 la lettura dell'open interest perlomeno delle opzioni, che è il semplice conteggio dei contratti, divisi per call e put e per prezzo di esercizio, ha una robusta scuola di pensiero (ovviamente c'è anche l'opposta!) che vedrebbe i soli venditori di opzioni maneggiare il sottostante per coprire, cioè difendere almeno in parte, i premi già incassati...si potrebbe quindi dire che il mercato dei derivati influenzi il mercato sottostante, anche se non sempre e non in tutti mercati eccecc.

questa influenza è ricco materiale di studio, ma è cmq ben lontana da qualunque ipotesi cospiratoria/collusiva di controllo dei mercati da parte dei club del mercoledì. non si capirebbe come mai anche i congiurati abbiano realizzato perdite fantasmagoriche.

Un commento su questo:

Tuttavia credo che le maggiori banche possano anche colludere per qualcosa di piu' che le commissioni, per esempio per influenzare il mercato dei "futures" anche solo per renderlo piu' opaco e piu' redditizio per se' stesse, come ha denunciato l'articolo originale del NY Times. Il mercato dei futures e dei derivati in genere e' credo molto meno liquido e meno frequentato di quello delle valute e delle azioni.

Personalmente (pur non essendo un esperto di finanza)  non capisco  l'idea (sempreverde) che le banche possano  ''influenzare''  il mercato dei derivati  traendone guadagni SISTEMATICI.  Sui mercati futures  l'offerta dei titoli e' in offerta netta nulla.  Per ogni parte ('banca') che scommette al rialzo  (comprando una Call option per esempio), cé'  una controparte che scommette al ribasso  (quella che vende la Call option), di solito un altra 'banca'.   Perche l' ipotesi della truffa funzioni sistematicamente (cioe' chi ci guadagna e' sempre lo stesso) e' necessario che una delle due parti sia tonta.  Quale?  la BPM che non va agli incontri segreti?  le vecchiette che inzeppano i materassi di CDO?

Probabilmente hai ragione, pero' non vorrei che con questo discorso si trascurino i guadagni ottenuti con le commissioni (che possono essere tenute alte con accordo anti-competitivo).  Nell'articolo del NY Times viene sottolineato 1) che le banche che si incontrano periodicamente non solo dominano il mercato dei futures, ma lo gestiscono occultando le commissioni di vendita e acquisto ad acquirenti e venditori (con questo presumo occultando anche eventuali asimmetrie delle commissioni stesse, che potrebbero influenzare il mercato trattato) 2) chel'antitrust USA ha un'inchiesta aperta su tali pratiche 3) che banche note ed "established" sono ostacolate dall'entrare nel club di cui vorrebbero far parte ritenendo di pagare commissioni trippo elevate per i contratti di futures.

Inoltre si legge anche:

Indeed, the derivatives market today reminds some experts of the Nasdaq stock market in the 1990s. Back then, the Justice Department discovered that Nasdaq market makers were secretly colluding to protect their own profits. Following that scandal, reforms and electronic trading systems cut Nasdaq stock trading costs to 1/20th of their former level — an enormous savings for investors.

Da cui emerge che nel passato le banche hanno incassato commissioni 20 volte superiori a quelle che sarebbero state determinate dal mercato nella seconda piazza finanziaria USA, e che lo stesso potrebbe star accadendo oggi nel mercato dei futures.

Il mercato dei futures e dei derivati in genere e' credo molto meno liquido e meno frequentato di quello delle valute e delle azioni.

 

non proprio: a parte che la vulgata, anche tremontiana, sostiene cmq senza logica che i mercati dei derivati sono troppo ampi, mica troppo piccoli, sicuramente il club del mercoledì vorrebbe mantenere un certo controllo dell'intermediazione di lucrosi contratti OTC costruiti su misura e strutturalmente poco liquidi.

ma anche qui, non sempre basta dire OTC per evocare il demonio: i famosi CDS sembrano essere lo stesso liquidissimi, cioè ben poco manipolabili. lo sconcerto deriva dal fatto che sono gatti selvaggi, capaci di graffiare chiunque, anche i sedicenti masters of the universe.

Rischio? quale rischio? post lehamn il rischio per loro è sparito. Nel 2009 hanno fatto soldi con la pala, nel 2010 non conosco i dati ma immagino che sia uguale se non meglio.

Non credo alla spectre e cose simili, perchè è tutto palese.credo che, innanzitutto da un punto di vista culturale, questi oramai controllano de facto tutte le leve di potere politico che contano in USA e dintorni. Da dove vengono gli uomini del tesoro e i consiglieri dei presidenti sia GOP che dem? Un caso che poi generino norme come la deroga alle IAS 39 la repo 105 e dintorni?

Il giochino messo in piedi post Lehman per loro è win win: si riprende l'economia? le borse saliranno soldi con la pala, non si riprende? QE a gogo a risoldi con la pala.Rischio? sparito e senza rischio come si può parlare di mercato?

Il fatto stesso che esistano banche TBTF è una turbativa enorme al corretto funzionamento della vita economica e politica.ma forse è meglio parlare di come s'è rimbabito Scalfari.

Aggiungo l'ottimo post di Phastidio . Chissà come mai l'ue vuole escludere i nuovi requisiti di leva dettati da Basilea 3?

La realtà è che le TBTF influenzano enormemente il potere politico.

Due questioni:

1) che un governo democraticamente eletto debba modificare le proprie proposte politiche sotto i diktat di imprenditori e sindacati sarà anche lecito, forse è normale, ma che sia una forma superiore di democrazia è tutto da dimostrare. Voi forse non siete d'accordo con questa proposizione. Scalfari lo è.

2) sul fatto che questi incontri tra banchieri riducano (potenzialmente) la concorrenza non c'è dubbio. Ma Scalfari non può un giorno dirci che il libero mercato lasciato a se stesso è pericolo e poi, quando questo viene limitato dagli attori economici, scandalizzarsi come nell'articolo di cui sopra. O l'una o l'altra. O difendiamo il libero mercato o i suoi attori: magari con un minimo di coerenza temporale. Altrimenti sembra proprio che "questa sera si recita a soggetto". :)

 

aa

 

i diktat di imprenditori e sindacati

magari si riuniscono per confrontare le relative posizioni;io questo non lo chiamo "diktat"

quando questo viene limitato dagli attori economici,

che intenda che deve essere regolato da un ente indipendente ci potrebbe stare?

1) che un governo democraticamente eletto debba modificare le proprie proposte politiche sotto i diktat di imprenditori e sindacati sarà anche lecito, forse è normale, ma che sia una forma superiore di democrazia è tutto da dimostrare. Voi forse non siete d'accordo con questa proposizione. Scalfari lo è.

forse hai dimenticato una negazione...  In ogni caso, il governo ha la responsabilita' di decidere, e se lo vuole lo puo' fare anche sotto dettatura, purche' cio' sia almeno in certa misura visibile dagli elettori, che poi giudicano.  Alla fine il problema e' il livello di alfabetizzazione e intelligenza degli elettori, o magari anche dell'opposizione.  Mi spiace che stiamo andando fuori tema peraltro...

Io ho lasciato perdere Repubblica nei primi anni '80, quando ho letto di una partita di basket a cui avevo assistito.

Mi sono detto che, oltre al tono moralista e politically correct, se raccontano balle sulle partite di basket, figuriamoci sulle cose serie...

Non mi dire, Beppe ..... buttavano in politica anche il resoconto di una partita di basket?

Se fosse politica non ricordo. Ricordo invece che non era successo ciò che il loro "giornalista" scriveva e che la cosa mi aveva impressionato proprio per la sua futilità.

Il mio ragionamento era stato: se l'unica volta che ho modo di controllare cosa scrivi scopro che ti inventi le notizie, come posso pensare di fidarmi di te tutte le infinite volte in cui non posso verificare?

Mi secca sempre generalizzare e dire: così fan tutti i giornalisti ma, quando facevo il carabinere ausiliario, ho avuto sotto gli occhi quasi quotidianamente come certe notizie di piccola*** cronaca nera venivano riportate: è allucinate! Imprecisioni, stravolgimenti se non addirittura invenzioni.

Ho rivalutato molto l'opera di Pirandello e di Orwell in quel periodo :-)

PS

***Con "piccola" non intendo che i fatti non fossero gravi, ma che fossero avvenuti a "paria"; chè quando le stesse cose succedono a "persone di rango" l'accuratezza, la tutela e la "sensibilità" dei giornalisti cambiava e parecchio.

Io ho lasciato perdere Repubblica nei primi anni '80, quando ho letto di una partita di basket a cui avevo assistito.

Mi sono detto che, oltre al tono moralista e politically correct, se raccontano balle sulle partite di basket, figuriamoci sulle cose serie...

 

Quelle poche volte che sono stato testimone di fatti riportati sui giornali, sempre ho riscopntrato un livello pauroso di stravolgimento dei fatti, sono propenso a ritenere per la maggior parte dovuto a sciatteria, ignoranza e incompetenza dei giornalisti, ma combinate anche nei momenti opportuno anche con volonta' di fare propaganda e disinformazione.  Purtroppo lo stato dei mezzi di informazione in Italia e' disdicevole. Credo comunque che sia necessaria un'abilita' non comune per riportare i fatti in maniera accurata, si tratta pur sempre di capire realta' non familiari, ma in Italia non si tenta nemmeno.

Concordo, ahimè.

Quando ero più giovane, mi è capitato anche di scrivere ad alcuni quotidiani, in particolare quello che adesso si chiama Il Sole 24 Ore, per spiegare che i loro articoli in materia di banca e finanza contenevano errori concettuali, poi ho capito che era inutile.

In epoca più recente, richiesto da una banca importante di contestare le affermazioni contenute in un servizio televisivo, ho convinto i responsabili a non procedere perché avrebbero offerto al "giornalista" un'occasione per raddoppiare il danno.

Uno che nel 1942, dopo le Leggi Razziali, dopo che il regime aveva aggredito Francia, Grecia e quando ormai la guerra era persa faceva il caporedattore di Roma Fascista http://it.wikipedia.org/wiki/Scalfari o che nel 1987 alla fine del quadrienno del governo Craxi affermo' che "Il governo merita la lode" in materia economica mi sa che ne indovina davvero poche

 

AAhhh...dimenticavo! Vi ricordate "Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato" http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/alitalia-18/cavaliere-abolisce-mercato/cavaliere-abolisce-mercato.html e ve la ricordate la storia del "futuro svizzero" per l'italia con l'avvento di de Mita?

Questo è un gufo malefico, un imbattibile jettatore

Grazie Phileas, non male la segnalazione del 2008.

Però se ci mettiamo  tutti a dire cosa combinavamo a 18 anni mi sa che ce ne andiamo tutti a casa (tra l'altro nella voce wiki sembrano esserci incoerenze temporali)...

Uno che nel 1942, dopo le Leggi Razziali, dopo che il regime aveva aggredito Francia, Grecia e quando ormai la guerra era persa faceva il caporedattore di Roma Fascista

uno che è nato nel '24, nel '42 quanti anni aveva?

Abbastanza per poi ritirarsi a vita privata per sempre, per la vergogna della cazzata fatta, invece di spiegare agli altri cose che lui non ha capito e invece di portare jella a tutti i personaggi che ha sostenuto.

invece di spiegare agli altri cose che lui non ha capito e invece di portare jella a tutti i personaggi che ha sostenuto

 

... e anche di chi lo legge, tenendo conto delle copie che vende si capisce perchè siamo diventati un popolo di sfigati, io uso le copie vendute di repubblica come parametro di rinnovamento in Italia :).

 

Tra i vari epitaffi che Monicelli propose per la sua tomba c'era anche :

Non ha mai letto La Repubblica

Ma non è che ha cessato di dire bestialità nel 1942: ha continuato tutta una vita da quando negli anni '60 scriveva dalle pagine dell'Espresso che l'URSS avrebbe superto l'Occidente quanto a ricchezza e standard di vita, quando negli anni '80 previde la Svizzera in Italia grazie a De Mita, quando incenso' i risultati economici del governo Craxi, quando previde la vittoria di Veltroni alle ultime elezioni, adesso con questo articolo a dir poco ridicolo.

E' possibile passare una vita a dire simili sciocchezze continuando a percepire contributi pubblici milionari? Sono questi "intellettuali" a aver fatto degli italiani quello che sono ed averli resi irrecuperabili

Sono questi "intellettuali" a aver fatto degli italiani quello che sono ed averli resi irrecuperabili

Su Scalfari la pensiamo uguale, credo, ma non confondiamo causa ed effetto.

Nessuno è obbligato a comprare l'Espresso o La Repubblica, è una scelta. Quindi non è l'intellettuale Scalfari ad aver fatto gli italiani ma sono gli italiani ad esserselo scelto come "intellettuale" se i lettori de La Repubblica trovassero più interessante il "Messagero Marittimo" oggi avremmo altri intellettuali di riferimento.

Attento pero' che Repubblica ed Espresso si reggono su contributi pubblici milionari e quindi la loro sopravvivenza non dipende dalle scelte degli italiani. Anzi l'informazione cattiva come questa scaccia la buona perchè le risorse le sono sottratte

Tra l'altro questa è una efficace spiegazione del perchè Scalfari sia passato da fascista a azionista, a para-comunista, poi da craxiano a de mitiano e infine prodiano, un professionista non dell'informazione ma della caccia all'aiuto pubblico

Non diciamo cazzate.Incassano si un sacco di soldi pubblici (ed auspico quanto te che si smetta di sperperali in tal modo), ma sono prodotti editoriali di successo che potrebbero benissimo vivere senza.

Che vivono davvero di soldi pubblici sono quelli che Travaglio chiama "giornali clandestini", come un sacco di fogli di partito e quotidiani minori.

Se l'Espresso e Repubblica potessero vivere senza finanziamenti pubblici allora che bisogno c'è di finanziarli? In ogni caso il fatto che siano sottratte risorse alle libere scelte degli italiani riduce l'offerta di informazione.

I finanziamenti ai giornali non piacciono a nessuno, ma non sono stati quelli ha fare di Scalfari "un intellettuale di riferimento".

Esistono centinaia di riviste finanziate (anzi praticamente tutte) e non tutti i loro direttori sono "Scalfari" inutile fare l'elenco.

Sarà...da quel poco che si trova on-line i primi due percettori di contributi statali sono RCS e il Gruppo L'Espresso che rappresentano i prini 2 giornali italiani per tiratura e diffusione http://blog.menostato.it/2006/01/contributi_alle.html

Che RCS ed ESPRESSO siano i primi non mi stupisce essendo il contributo rapportato ai costi per l'acquisto della carte.Ma questo contributo se lo sono beccato tutti

L'articolo è del 2006 e i links non funzionano più:oggi tutti i giornali godono di tariffe postali agevolate e anche questo contributo è proporzionale agli abbonamenti.

Poiché ritengo che IL FATTO ti provochi conati di vomito ( anche se non riceve contributi ) devo ritenere che tu , per coerenza , non legga alcun giornale

 

Beh bisognerebbe dare prima una definizione di contributi pubblici, visto che anche Il Fatto usufruisce delle tariffe postali agevolate.

Ma le tariffe postali agevolate non sono state abolite?

Quindi questo non è stato convertito in legge?

EDIT: ho visto ora che il sito delle poste si riferisce ad un decreto successivo.

Quindi prima le hanno abolite poi le hanno rimesse...

Che tristezza...

Devi considerare che se un quotidiano dovesse pagare per le spedizioni agli abbonati le tariffe normali la spedizione costerebbe come il giornale stesso.

Si è vero leggo giornali molto raramente e mi domando chi con un po' di intelligenza possa leggere castronerie seriali come quelle di Scalfari a partire dal 1942

Il Fatto testimonia che è possibile avere successo editoriale senza contributi pubblici ed esempi come questo sarebbero all'ordine del giorno e molto piu' ampi senza i contributi pubblici a favore delle testate consolidate.

D'accordo, forse non son stato chiaro ma l'avevo scritto sopra.

Il punto è che avendo milioni di lettori potrabbero tranquillamente campare senza, magari con qualche taglio a stipendi ed effettivi ma nulla di drammatico.

Mentre per una marea di piccoli giornali come quello della famiglia Mastella i contributi sono il 90% del bilancio e senza chiudono domattina.

Ma non è che ha cessato di dire bestialità nel 1942: ha continuato tutta una vita da quando negli anni '60 scriveva dalle pagine dell'Espresso che l'URSS avrebbe superto l'Occidente quanto a ricchezza e standard di vita, quando negli anni '80 previde la Svizzera in Italia grazie a De Mita, quando incenso' i risultati economici del governo Craxi, quando previde la vittoria di Veltroni alle ultime elezioni, adesso con questo articolo a dir poco ridicolo.

Minchia!!!!!!!!!!!!! A leggerle tutte messe così di fila, le sparate di Scalfari sono da brivido! Molte nemmeno le conoscevo.

Che poi il problema di quelli che non tirano MAI i remi in barca è anche questo: si espongono a valutazioni della loro coerenza che sarebbe impossibile evadere indenni.

Ma su questo siamo tranquilli. Non c'è un, dico UN, editorialista dei grandi giornali, quelli che fanno opinione e scemenze, che non sia stato qualcos'altro, che non abbia sparato cazzate sesquipedali che farebbero imbarazzare i morti ecc ecc.

E se i metodi di reclutamento anche di questi fini editorialisti fosse quello dell'appartenenza e guerra per bande che vale in queste imprese politico-editoriali? 

Giovanni Federico non è ancora diventato intimo del governatore della Banca d’Italia, ma già ha la supponenza autoreferenziale di Repubblica. Giustamente qualche giorno fa avevate criticato la superficialità del loro corrispondente da New York, ma qui si fa peggio: non si entra nel merito e ci si limita a qualche battuta di disprezzo. E c’è di più, l’autore non si prende la briga di controllare l’articolo del NYT a cui Scalfari fa genericamente riferimento (ma non insegnate ai vostri studenti a controllare le fonti ?). Nel merito Scalfari scrive che:

1) i cosiddetti “liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari [di nove banche] dotato di risorse pressoché illimitate”;

2) che “l’obiettivo finale [di questo comitato d’affari] è quello di dividere l'Europa monetaria in due”.

Ha ragione, ha torto ? Non lo so. L’articolo è strano, conoscendo il personaggio può darsi che qualcuno, il Carli della situazione, gli abbia dato una dritta.

Se avete qualche cosa da dire rispondete a queste considerazioni.

Oppure a quelle del NYT, che in un articolo dell’11 dicembre, titolato “A Secretive Banking Elite Rules Trading in Derivatives” scrive che:

1) “on the third Wednesday of every month, the nine members of an elite Wall Street society gather in Midtown Manhattan”;

2) “in theory, this group exists to safeguard the integrity of the multitrillion-dollar market. In practice, it also defends the dominance of the big banks” ma che, in particolare, si interessa di derivati;

3) “the Department of Justice is looking into derivatives” e quello che questo gruppo sta facendo coi derivati.

Di nuovo, perché non commentate quest’articolo ?

Ma se questa è una domanda troppo difficile, passo a quella di riserva.

Secondo voi di che cosa discutono i rappresentanti di questo gruppo di banche ?

Vi do tre aiutini:

a) del colore delle mutandine delle loro segretarie;

b) di beneficenza;

c) dei risultati dell’Inter, in modo da essere pronti per parlarne con le fini menti di nFA

ho l'impressione che tu non abbia letto la discussione seguita alla segnalazione di giovanni federico. era forse perchè troppo faticoso? non importa, puoi farlo ora.

Io mi riferisco all'articolo di Giovanni Federico. Non ha senso scrivere articoli così.

Ho già risposto e ripeto la risposta

Qui siamo all'ABC. E' possibile, forse anche probabile, che, incontrandosi, tentino di ridurre la concorrenza - ma si tratterebbe delle concorrenza sui servizi bancari, incluse le transazioni di borsa. Chesso facciamo pagare il 2% di commissioni su un acquisto/vendita. Se così fosse,  l'antitrust dovrebbe punirli.

L'idea di Scalfari è diversa. Sostiene che le banche possano decidere l'andamento dei cambi (e degli altri mercati) e questa è pura follia. Al massimo possono speculare in proprio (rischiando l'osso del collo -vedi la Societe Generale o la barings, che ci sono fallite) o suggerire ai loro clienti degli scenari con i famosi report. Ma le decisioni sugli acquisti/vendite di valuta (o di titoli o di ogni altro asset) sono prese da centinaia di migliaia di managers di fondi e milioni di investitori in tutto  il mondo.

E questo vale anche per i mercati dei derivati

Se poi uno non capisce la differenza Buon Natale e felice Anno Nuovo

Giusto, sono d’accordo con te. E’ un problema di analisi testuale.

Quindi è grave se non capisci che scrivere che “i liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari” non è la stessa cosa che “le banche possono decidere l'andamento dei cambi (e degli altri mercati)”.

Proprio come non capire la differenza tra Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Proprio come non capire la differenza tra queste due frasi: “Il mondo è governato dalla Spectre” e “Le nove banche più importanti al mondo ciurlano nel manico”.

Osservo, inoltre, che continui a ignorare l’articolo del NYT, cosa sorprendente per chi dovrebbe essere abituato ad andare alle fonti. Caso mai per dimostrare il provincialismo di Repubblica.

Evidentemente è più comodo prendersela con Repubblica che col NYT.

In quanto alla tesi che le banche in questione possano solo tentare “di ridurre la concorrenza” o che “al massimo” possano giocare sui “servizi bancari”, rispondo parafrasando Totò:

“Ma fammi il piacere !”.

Un’ultima osservazione sui commenti su Repubblica. Il giornale non lo compro e lo detesto perché troppo vanitoso e autoreferenziale. Tuttavia, mi diventa sopportabile appena penso al Corriere.

Ovviamente non prendo in esame i giornali berlusconiani, che giornali non sono ma squallidi manganelli.

Non prendo nemmeno in esame i gioiellini delle città di provincia, le riviste, la televisione, ecc., ossia il 90% dei media italiani.

Certo, però, che riferiscono in modo impeccabile delle partite di basket e di calcio, soprattutto di quelle del Milan. Ma forse è per questo che piacciono a molti dei lettori del blog.

 

Oh, guarda, Babbo Natale ha portato un altro deficiente ciarlatano anonimo!

Ma com'è che a noi tocca sempre questa sfiga?

Secondo me è un complotto dei 9 nani dell'apocalisse ... quelli che si riuniscono da Gigietto, in via dei Cretinetti, tutti i primi martedì d'ogni mese. Uno è scappato ed è venuto qui, vestito da azteco, a farci ridere un po'. Allegria, ridiamo. Vedrete che si toglie di mezzo al più presto. Son sempre temporanei i pagliacci anonimi.

Bravo Michele, complimenti.

Gli insulti al posto di uno straccio di argomentazione.

Credo che Michele abbia ragione, che senso c'è, e perchè, rimanere anonimi??

Appunto. Visto che Lei non risponde agli argomenti  con "Ma mi faccia il piacere", si preclude un discorso civile

Ma sono insulti rivolti a qualcuno che tira il sasso e nasconde la mano, che attacca una persona e non i suoi argomenti, che usa sarcasmo anziché logica basata su fatti e dati. Qualcuno che si comporta, peraltro, come la grandissima maggioranza dei commentatori agli articoli dei giornali italioti - Repubblica compresa - ma solo come una piccola e fortunatamente transitoria minoranza in questo luogo. Qualcuno, infine, le cui parole rivelano un evidente bias e la diffusa abitudine a parlare in una logica di schieramento, che spinge a considerare un nemico l'interlocutore di diversa opinione.

Quindi qualcuno che potrebbe essere semplicemente ignorato, ma che non si può lamentare di venir sbertucciato.

Nel merito Scalfari scrive che:

1) i cosiddetti “liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari [di nove banche] dotato di risorse pressoché illimitate”;

2) che “l’obiettivo finale [di questo comitato d’affari] è quello di dividere l'Europa monetaria in due”.

Ha ragione, ha torto ? Non lo so. L’articolo è strano, conoscendo il personaggio può darsi che qualcuno, il Carli della situazione, gli abbia dato una dritta.

Analisi testuale? Bene, vediamo. Alla 1 si può dare risposta. I liberi mercati? Quali? Quello dei cambi? Dei derivati sulle materie prime? Quello dei broccoletti 2^ scelta? Forse non tutti, ma quelli più importanti, quali? Quello dei cambi, sembrerebbe, alla luce della 2 proposizione. Quindi non tutti ma uno politicamente decisivo. Quindi il plurale é di troppo, e troppo vasto e comprende anche cose alle quali all'esimio non passavano neppure per l'anticamera del cervello. E poi perchè liberi? A che serve l'aggettivo se l'idea che si vuole fornire è quella di mercati manipolati. Un mercato può essere manipolato, ci mancherebbe, ma perchè usare l'aggettivo? Serve forse a qualche scopo che il lettore dabbene deve cogliere per associare l'idea che quel mercato, no meglio tutti i mercati, sono guidati da un comitato d'affari? Una generalizzazione ampia e senza uno straccio di prova: per i broccoletti e per un altro migliaio di mercati mi sento di poterlo garantire. Tecnica di manipolazione talmente elementare da risultare risibile: e tuttavia mostra come sia facile farci cadere con tutte le scarpe molti sprovveduti.

Vedo con piacere che dagli insulti si passa a qualche argomentazione.

Franco Bocchini giustifica gli insulti perché secondo lui “tiro il sasso e nascondo la mano”.

Ma dovete mettervi d’accordo con voi stessi. Se l’uso di nickname, pur scoraggiato, è tollerato, non può poi essere considerato un’aggravante, che scatta appena c’è una voce fuori dal coro. Per altro, dovreste apprezzare che ho utilizzato un nickname evidente, se avessi aperto un account su Google a nome di Paolo Rossi non ve ne sareste nemmeno accorti.

Ma pare che gli insulti siano dovuti anche al fatto di attaccare persone, ignorare i fatti e seguire una logica di schieramento. Ma, a parte il fatto che nelle mie parole non c’è nessun attacco “personale”, a quali fatti ci sono nelle 84 parole dell’attacco a Scalfari ? E non c’è una logica di schieramento nelle faziose e grottesche ricostruzioni delle sue posizione passate ?

Prima del mio intervento nessuno aveva esplicitato chiaramente le osservazioni di Scalfari e, soprattutto, quelle del NYT, che voi avete ignorato (e continuate a ignorare) nonostante ogni studioso abbia il dovere di controllare le fonti, le sue e quelle “altrui”.

Ma lasciamo stare, in realtà, non me ne importa nulla né degli insulti, né di Scalfari. Prendo solo atto del livello di educazione di Michele, alla faccia della buona educazione e delle vostre stesse dichiarazioni programmatiche: “vorremmo fare il possibile per evitare personalismi, insulti, e baruffe chiozzote”.

Questo è un blog di economia e cultura. Parliamo, dunque, di cose serie. Nel suo intervento Ne’eleam, finalmente, entra nel merito e spiega che in un passo di un articolo di 1308 parole Scalfari usa un aggettivo e un plurale di troppo. Ottimo chiarimento. Scalfari è, dunque, colpevole di aver negato la cristallina trasparenza del mercato dei broccoli di seconda scelta. Tutto qui ? Incredibile ! Un giornale scrive che le nove banche più importanti al mondo puntano alla divisione dell’euro e questo è l’unico commento che viene fatto in un blog di docenti di economia. Mi sembra il classico esempio del personaggio che, di fronte al dito che indica la luna, vede il dito.

 

Un giornale scrive che le nove banche più importanti al mondo puntano alla divisione dell’euro

Per l'ultima volta. Il fatto che i CEO di nove importanti banche si riuniscano e parlino delle prospettive dell'euro non dimostra che i) siano d'accordo sulle prospettive  (è perfettamente possibile che Citigroup dia il 50% di possibilità di divisione e UBS il 5%) che ii) agiscano di  concerto su questo punto e iii) che la loro eventuale azione influenzi lo spread delle valute. Anzi iii) è da escludere, date le dimensioni dei mercati, molto superiori ai fondi a disposizione delle banche stesse. L'aumento degli  spreads deriva dalle valutazioni di milioni di  investitori - fra cui il  sottoscritto. Faccio outing. Dallo scoppio della crisi greca, quasi un anno fa, sono preoccupato della possibilità di una divisione dell'euro (Boldrin può testimoniare) ed ho anche spostato una (per ora piccola) parte dei miei investimenti verso lidi più sicuri per premunirmi. E ho intenzione di continuare, se la politica dei paesi europei non cambia.

  La visione di Scalfari tutto nasce da una visione complottista e provinciale, molto tipica delle élites politiche e giornalistiche itale

 

Bene, finalmente un contributo nel merito.

Ma perché queste cose non le hai scritte subito ?

 E non c’è una logica di schieramento nelle faziose e grottesche ricostruzioni delle sue posizione passate ?

Certo che no!!! Scalfari ha scritto così tante sciempiaggini lungo i suoi oltre 60 anni di documentabili pubblicazioni che è lecito pensare esattamente il contrario: solo chi è ideologicamente schierato che puo' ancora leggere quello che scrive. Anche se è piu' facile pensare che sia stato semplicemente ammaestrato dalla stassa ideologia di cui il suddetto è portatore che è poi proprio il flagello della società italiota

E' interessantissimo il dialogo che si è svolto fin qui. Per me utile a capire diverse cose. Il dato negativo dell'articoo di Scalfari è che da nessuna parte si accenna minimamente ad analisi che, come quelle qui proposte riportano le cose in un alveo di logica e razionalità. Querllo che rimane nel lettore medio italiota è che la Spectre è viva e lotta contro di noi paese buono e ben amministrato.

Non credo che Scalfari consideri il paese ben amministrato: forse la spectre bancaria cerca di impedire che l'Italia sian tale.

Non credo che Scalfari consideri il paese ben amministrato: forse la spectre bancaria cerca di impedire che l'Italia sian tale.

Scalfari sìcuramenre, ma la media dei cittadini, poco e male informata sulla crisi, attreibuisce molto della responsabilità alla psecuazione ed al babau di cui anche Scalfari parla.

ma Alessio Vinci non era un giornalista di scuola anglosassone?

si veda la PRESENTAZIONE

Sarà di scuola anglosassone ma per raggiungere le castronerie seriali di Scalfari gliene vuole ancora un bel po'

E' pero' la prova che che le idee guidano la storia e sino a quando l'informazione sarà dominata da questa gente l'Italia sarà quello che è

Secondo me, avete ragione entrambi.

quello che hai dimostra che hai risposto senza sapere di chi stavo parlando 

non ti sei degnato di vedere il primo minuto del video

Se Vinci dice "Berlusconi porta la luce" è ancora ben lontano da Scalfari che afferma nel 1959 che entro il 1972 l'URSS avrà superato l'Occidente quanto a PIL e standard di vita o che nel 1987 dice del governo Craxi "Merita la lode". E sono solo esempi

Non di meno se questa è la classe "intellettuale" della nazione non abbiamo speranza alcuna nel 1959 come nel 2010

Mi sembra il classico esempio del personaggio che, di fronte al dito che indica la luna, vede il dito.

Credo sia più interessante l'analisi del testo che l'affermazione dell'esistenza della spectre che vuole impadronirsi (?) dell'europa o di quello che di essa rimarrà. E meno che mai di una spectre che viene rivelata al nostro dal guido carli di turno. E perchè mai? e perchè ad un giornalista in pensione che ha il merito di alcune analisi (lontane) corrette e di parecchie cantonate più o meno recenti? Ora io capisco che uno possa essere alla ricerca di emozioni forti, però non è con questo che si fa ragionare il pubblico: meglio, non solo con questo.

Quanto al plurale e al singolare, ci riprovo. Quel testo non conta tanto per l'affermazione di cui sopra che tanto attira il lettore.  Conta di più, a sommesso avviso di chi scrive, per quello che lascia intendere. Lascia intendere che i liberi mercati sono manipolati: liberi qua sta in opposizione a regolati, che non subiscono quella drammatica sorte. Il mercato al quale fa riferimento è regolato anch'esso e manipolato da soggetti ben più potenti della spectre: mai sentito parlare delle banche centrali, piccolo suggerimento queste banche non sono quelle che hanno la loro sede in centro città. E il plurale serve a a far intendere che i mercati che si classificano come liberi hanno in comune un'unica sorte: quello di venire manipolati dai comitati d'affari. Ora che Scalfari abbia avuto a che fare in passato con parecchi comitati d'affari in italia lo spinge a scorgere questo modello, ripeto molto italiano, anche oltre le alpi. Con il piccolo particolare che forse conosce bene il belpaese, ma di quello che avviene all'estero non ha mai capito una beneamata mazza.

su RAI 3 si sta piangendo per il Sud che soffre di una povertà relativa maggiore del nord

Si considera in situazione di povertà relativa una famiglia , convenzionalmente di due persone , che ha una capacità di spesa inferiore alla spesa media pro capite nazionale.

La soglia su cui si misura è unica per le varie macroregioni : non tiene conto del diverso costo della vita per cui è assai probabile che una famiglia milanese sopra la soglia del 5% se la passi peggio di un catanese sotto del 5%.

Ma questo né la RAI , né i giornali , né tanto meno l'ISTAT lo fanno rilevare.


giusto per capire, stai dicendo che al nord c'è una povertà paragonabile a quella del sud?

no

sto solo dicendo che le percentuali di povertà relativa non sono paragonabili

prendiamo il 2009 per cui la soglia della povertà relativa era di 983,01 euro

una famiglia milanese di due persone , con capacità di spesa mensile di 1081,3 euro è considerata NON POVERA mentre una catanese con capacità di spesa di 884 ,7 euro è considerata POVERA.

Vivendo nell'hinterland milanese ed avendo vissuto a Catania mi sento di affermare che in termini di disponibilità di beni reali la famiglia milanese è più povera di quella catanese dell'esempio.

La sola extra spesa di riscaldamento riduce da 196,6 € a  71,6 € e con la differenza di costo dei trasporti , affitti , alimentari la differenza si inverte a vantaggio della famiglia "ufficialmente" più povera. 

Tutto qui

Se vuoi approfondire vedi studio ISTAT.

Sarà... ma il 12.8.2007 Eugenio Scalfari ha scritto l'editoriale dal titolo "l'ombra del 29 sui nostri risparmi". Dopo averlo letto (e anche in virtù di altre considerazioni, of course....)  ho spostato i tre eurini di investimenti che possiedo da un fondo azionario a uno di liquidità. Non l'avessi fatto mi sarei ritrovato con meno di un euro. Avessi aspettato voi economisti stavo ancora lì a sentirmi dire che sono fisiologiche correzioni del Mercato e che el lungo periodo si guadagna sempre o robe del genere. Buon Natale!:)  

"Amico economista, un consiglio per il mio fondo azionario?" " Ma chissenefrega?! Nel lungo periodo si guadagna sempre! E adesso: champagne per tutti!"

Prima o poi qualcuno dovrà presentarmi uno di questi "economisti". Tutti ne parlano, devono esistere (ed essere quelli che frequenta il ministro).

Nearco, pur felicitandomi per la buona salute dei tuoi investimenti, credo tu confonda due figure professionali distinte (tre con quella di Scalfari). Chiedi a questo di fare questo. Nell'agosto del 2007 su tutte le spiagge si parlava della crisi e del 1929. E non grazie a Scalfari. Una semplice ricerca nell'archivio dell'economist  può offrirti un'idea di quanto il dibattito su bolla immobiliare, economia americana, diffusione del rischio nei mercati finanziari fosse sì impreciso, ma ben vivace tra gli economisti da almeno un anno.

nb: Sulla prevedibilità dei crolli azionari, mi pare ci sia un commento recente di Sandro Brusco molto chiaro da qualche parte: frugare per credere!

 

Premesso che il post era volutamente un po' provocatorio....guarda...per lavoro mi smazzo ogni giorno rassegne stampa varie...quotidiani agenzie etc...ti assicuro che almeno sui media italiani quello si scalfari è stato il primo vero allarme senza sordina pubblicato su un quotidiano a larga diffusione. Forse qualcosina di simile aveva scritto deaglio. Lasciamo perdere le interviste agli economisti, lasciamo perdere. Diciamo....che scalfari almeno legge l'economist e un pochino lo conosce anche. Ha la sua età a volte è logorroico, barocco ed auto-incensante, nell'articolo in questione può aver peccato un po' quanto a semplificazione e banalizzazione....certo non è scritto come un report del "cifeconomist" di UBS/Citigroup  etc... nel complesso però non è certo uno sprovveduto ne un ignorante della materia....ha intervistato settimanalmente per anni guido carli, ha fondato l'unico quotidiano di successo degli ultimi 30 anni, scritto libri che hanno (almeno un po'...)smosso coscienze e scoperchiato pentole di m...e rimane piacente o nolente ancora uno dei commentatori di vicende economiche per il largo pubblico più lucidi sulle vicende economiche. E forse il problema è proprio questo.... 

 

 

rimane piacente o nolente ancora uno dei commentatori di vicende economiche per il largo pubblico più lucidi sulle vicende economiche.

Non mi sembra: è rimasto  ad una (confusa) teoria keynesiana degli anni Sessanta, che utilizza strumentalmente per i suoi (fantasiosi) progetti politici. Già è stato ricordato l'innamoramento per De Mita. Ora spinge per la patrimoniale. Secondo me, al fine di convincere Vendola ad appoggiare il progetto Bersani d'Alema di un riavvicinamento PD-sinistra, per poi accordarsi con Casini.

Avessi aspettato voi economisti stavo ancora lì a sentirmi dire che sono fisiologiche correzioni del Mercato e che el lungo periodo si guadagna sempre o robe del genere.

Lasciamo perdere le interviste agli economisti, lasciamo perdere.

Mi diresti cosa conosci di quello che fa un economista? Cosa dell'"economia" o della "teoria economica"? Cioè, su cosa ti basi per apostrofare così severamente gli "economisti"? O ce l'hai con qualcuno in particolare? Di chi si tratta?

Bada che non si tratta domande retoriche, sarei davvero interessato a una tua risposta. Grazie.

Sentito dire dai politici di ogni schieramento, per declinare responsabilità, Tremonti in testa?

Perché si sa, a furia di ripeterle, anche le stupidaggini acquistano adepti ..... :-)

Non sono un economista ma mi occupo di informazione economica. Ho fatto esami di economia all'Università (legge), l'ho studiacchiata al liceo e ora leggo di tutto sulla materia (per lavoro e un po' per interesse personale). Non lavoro direttamente con economisti quindi il mio "contatto" con loro è relativo a interviste, editoriali, dichiarazioni al limite report di quelli che si suppone siano esponenti tra i più autorevoli della professione. Il quadro non è esaltante, credimi. Ci saranno forzature giornalistiche, forzature nel fare domande a cui onestà intellettuale vorrebbe si rispondesse che è impossibile rispondere ma per non fare brutta figura non lo si fa....per carità, mille alibi ma ti assicuro che puoi trovare tutto e il contrario di tutto su qualsiasi argomento. L'effetto per chi "ascolta" non è dei migliori.

Ritengo inoltre che a volte l'atteggiamento sia un po' spocchioso e supponente. Soprattutto molti si pongono come se esistessero solo considerazioni di natura economica per valutare operati politici e analisi delle scelte e delle strategie (come fa ad es. scalfari). Purtroppo o per fortuna, dipende, non è così. Nella politica confluiscono innumerevoli spinte più o meno nobili ma è ipocrita e semplicistico non tenerne conto.  

 ma il 12.8.2007 ...ho spostato i tre eurini di investimenti che possiedo da un fondo azionario a uno di liquidità.

capperi, hai centrato un massimo, e che massimo! magari lo stesso scalfari ha previsto giusto ma non ha agito di conseguenza, chi lo sà...voglio dire che il merito, con annesso guadagno, è tuo. scalfari può dire di non sbagliarle poi tutte, facendo  il previsore.

Whow! E secondo lui i libici sono poco meno di 5 milioni ...

Ma perché non lo "ritirano"?

E' che per lui consultare il world factboook della CIA e' sbagliato perche' in ogni caso la CIA e- "evil".

 

Altra imperdibile perla del Nostro -dall'editoriale su Repubblica

 

LA CRISI economica attuale è più grave di quella che colpì l'America e l'Europa nel 1929 con le sue ricadute nel '31 e nel '37. Allora infatti il sistema monetario mondiale basato sull'oro restò in piedi, sia pure con alcune provvisorie correzioni.

 

PS per chi volesse informazioni, Eichengreen Globalizing capital Princeton (tradotto italiano da Dalai, credo) è una trattazione semplice

 

 

 

Inizia una nuova discussione

Login o registrati per inviare commenti