L'unica area è quella di rigore!

28 febbraio 2008 redattori noiseFromAmeriKa
Recentemente il blog elettorale di Repubblica ha iniziato a fornire links al nostro sito, cosa che non ci dispiace per nulla. In un'occasione è loro sfuggita la definizione "blog di area centro destra". Questa connotazione è, semplicemente, sbagliata. Come chi ci legge da tempo sospettiamo ben sappia.

L'iniziativa di Repubblica è secondo noi meritoria (non solo perché ci fa un po' di pubblicità...), dato che fornisce spazio ad analisi e commenti che i media tradizionali tendono a ignorare.

Non crediamo di dover spiegare ai nostri lettori più affezionati che "blog di area centro destra" si adatta ad nFA come i cavoli a merenda. Ai lettori nuovi chiediamo di gironzolare un po' per il sito per rendersene conto di persona. Vedrete che noi cerchiamo di criticare con gli strumenti analitici e l'evidenza empirica di cui disponiamo
tutto quanto ci appaia bislacco o
dannoso, venga esso da uno schieramento o dall'altro (o da entrambi,
come purtroppo spesso accade). Più in generale poi, le categorie classiche di "destra" e "sinistra" ci sembrano superate, come abbiamo argomentato in queste nostre chat serali, qui e qui.

La cosa che ci preme soprattutto non è tanto apparire di destra, di sinistra, di sopra o di sotto, quanto cercare di affermare cose anche scomode, ma con rigore
ed onestà intellettuale. È in questo senso che la nostra unica area è quella di rigore.

17 commenti (espandi tutti)

Tutta colpa di michele che qui ha espresso il voto per cdl :D

A parte gli scherzi definire Nfa come un blog di sx/centro/dx è veramente patetico..

Ben scritto cari amici della redazione: l'unica area di nFA è e deve essere quella di rigore. Peccato che in Italia tranne in rarissime occasioni i governi si sono accontentati di "punizioni indirette". Sono sicuro che se al Governo ci fosse stata "la destra" nFA sarebbe passato inosservato ai giornalisti de La Repubblica. Essendoci stata al governo "la sinistra", nFA ha dovuto per forza passare al setaccio le politiche del centro sinistra. Ma una visita meno frettolosa avrebbe mostrato ai suddetti giornalisti che su nFA ce n'é per tutti. Senza sconti. In Italia la destra e la sinistra esistono solo quando si devono appiccicare delle etichette. Su nFa scrivono persone che partono dai dati di fatto e non da tesi preconcette. 

Mah, io pero' il giornalista di  Repubblica lo capisco. Io mi considero uomo di sinistra, sempre stato. Pero' quando scrivo di economia, le cose che dico in Italia suonano di destra. Bisogna un po' imparare a viverci con queste cose. Che poi io, come tutti noi, urli sia contro la destra che la sinista, e' cosa che i nostri lettori sanno, ma forse non e' immediatamente apparente senza aver letto tutto.

Nanetto personale: come studente del primo anno a Chicago, io spesso lamentavo le posizioni ideologiche di destra della faculty. Ne parlai  con un economista italiano che avevo appena conosciuto e che allora mi pareva un concentrato di intelligenza, sapienza, e successo (adesso  e' tutto ridimensionato .... che scrive su questo blog). Mi disse:

il problema drammatico non e' che sono di destra, e' che hanno ragione. 

 Col tempo ho capito.

L'Italia è un paese strano. Franco Modigliani considerato in Amerika non di destra, in Italia veniva presentato negli anni '70 ed '80 come un economista conservatore, visto che scriveva dei pericoli della contingenza unificata. Negli anni '90 quando era contro Berlusconi, pur affermando le stesse cose, è diventato simpatico a parti della "sinistra".

Se destra e sinistra sono concetti difficili da distinguere nel 21 secolo la politica italiana non aiuta:

abbiamo silvio che è di destra,è al centro della politica italiana e si richiama al socialismo di sinistra

abbiamo uolter che è di sinistra ma anche di destra

abbiamo mastella,casini,etc che erano di centro,poi di destra,poi alcuni al centro e altri a sinistra, poi a destra e ora al centro

 

Il problema rimane sempre la qualità dell'informazione. Ho appena assistito alla esilarante descrizione da apocalisse dell'economia americana da parte del corrispondente del tg1 (nonché ex direttore!??). Stupendo, sembrava che la media della crescita negli ultimi 10 anni fosse pari a zero, che la disoccupazione fosse al 9, che i redditi fossero falcidiati dalla crisi, insomma pareva fosse l'Italia... ma erano "solo" gli US.

Dove e' stata data la "tragedia"?

Tg1 in prima serata di oggi  (ma con toni simili anche alcuni giorni fa)

 http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=HAIOY

Caro Thomas da abruzzese spezzo una lancia in favore del mio corregionale Borrelli. Forse aveva letto questo articolo di Nouriel Roubini 

E non dimentichiamo che uno dei redattori è stato assessore al Comune di Assago per il PCI!

Certamente il giornalista di Repubblica che vi ha classificato "centrodestra" è vittima di una lettura affrettata. Ma anche a voi è capitato di classificare come "cattocomunista" un anticlericale liberista, sulla base di una lettura affrettata...

Noto che quell'affermazione

Il catto-comunismo imperante ora vuole che si diventi come dei seminaristi ... incluso nella nostra vita sessuale, presumo!
Evviva Liberazione.

ti è rimasta nel gozzo, e lo capisco. L'articolo di feroce (ma meritata, mi dispiace: continuo tuttora a pensare che nei contenuti tale fosse) critica non era mio, ma il commento di qui sopra lo era. Per l'irriverente tono dell'articolo, lascio la parola a stockli, che è grandicello.

Vengo invece alla mia infamante accusa di "catto-comunismo" rivolta ad un "anticlericale liberista". Mi dispiace: se l'epiteto ti offese mi dispiace, davvero. E faccio ammenda; con spiegazione però, perché completamente gratuito non era. Al tempo di AFT conoscevo l'esistenza solo in quanto matematico ed editorialista, nient'altro. Siccome scriveva (lo fai ancora? Parlagli di noi, digli che ci leggano: non è mai troppo tardi per rinsavire) su Liberazione, la seconda parte dell'epiteto non era molto ingiustificata - a me, per esempio, Liberazione non mi fa pubblicare editoriali di per certo. La prima parte, beh la prima parte forse era azzardata ma l'idea di paragonare (positivamente) università e monachesimo, suggerendo il secondo come modello su cui organizzare la prima, non fu mia ...

Ad ogni buon conto: mi rallegra, da buon anticlericale e liberista, aver scoperto in questi mesi che siamo almeno in due. Sull'università temo noi si abbia ancora opinioni distinte. Visto che in questo periodo sia il VW che il BS blaterano di come miracolare l'università italiana, che ne diresti di discuterne tu ed io (e terzi, e quarti ... se si aggiungono) in modo pubblico? Magari vediamo se, per una volta, è vero che "we [rational people, with common priors] cannot disagree forever".

E' proprio così. Mi è rimasta nel gozzo l'accusa di "cattocomunismo".  Ma più che altro, mi fa ridere. Vi inviterò tutti alla mostra sulla satira anticlericale che spero di contribuire ad organizzare a Torino nel febbraio 2009. Così imparerai che una costante della satira anticlericale è l'attribuzione ai preti di inusuali capacità di badare ai soldi. Per quanto riguarda la sostanza dell'articolo di AFT, mi basta la difesa che ne ha fatto Andrea Moro. E' vero Liberazione è comunista, ma le prediche devono essere rivolte agli infedeli, e, a ben leggere, in quell'articolo si auspicava la rimozione delle barriere legali e sociali che possono impedire ad un ragioniere di dimostrare di saper fare il proprio mestiere meglio di un laureato in economia aziendale della Bocconi Non è questo l'ideale liberista della "equal opportunity" che è alla base della meritocrazia? (proprio nel senso tanto esecrato da Michael Young che ha inventato questo termine nel 1961, per condannare il progressivo abbandono da parte del Labour Party del mito di una società egalitaria). Credo però che il problema della posizione monopsonista della società nei confronti di certe figure professionali (gli insegnanti specialmente) non sia stato spiegato con sufficiente chiarezza. Quando ricomincerà a funzionare la mia posta elettronica ti manderò un mio vecchio articolo sulla formazione degli insegnanti elementari dove è spiegato con più chiarezza.

Dunque, lavata l'onta del cattocomunismo di Sandro, ed in attesa della benvenuta mostra di satira anticlericale, parliamo di università e di mercati delle professioni.

Abolizione valore legale dei titoli di studio, e della laurea in particolare? Non ci piove proprio, almeno per quanto mi riguarda. Goditi questa antica discussione, a riprova che da queste parti le sberle a quei tempi fioccavano di gusto. Purtroppo, come l'esperienza insegna, non basta l'eliminazione del valore legale a rendere le professioni aperte e competitive finché a queste viene data la possibilità ed il diritto di auto-organizzarsi e di stabilire criteri che valgano erga omnes per l'esercizio della professione medesima. Dal sindacato delle insegnanti di high school alla Bar Association, anche qui è tutto un fiorire di monopoli professionali. Questo mi sembra un problema che esula dall'ambito universitario. Il ripetuto crearsi e ricrearsi di  "ghilde" che prevengono il libero accesso alle professioni è problema profondo nel quale si scontrano non due ma tre esigenze constrastanti. 

Da un lato la libertà di impresa ed il diritto di ognuno d'intraprendere un'attività economica a propria scelta, con tutti i rischi che questa comporta. Dall'altra la libertà di associazione di liberi individui, che se vogliono organizzarsi in un club emettendo certificati che dicono "X appartiene al club ma Y no" dovrebbero avere il diritto di farlo. Dall'altra ancora la necessità, perché i mercati funzionino decentemente, che i consumatori abbiano a disposizione meccanismi di informazione sulla qualità dei servizi forniti da questo o quel professionista: come faccio a sapere a priori che X sa fare il dentista e non mi massacrerà la bocca? Devo saperlo PRIMA che infili le sue mani in bocca mia, perché se lo scopro dopo il costo di riparare il danno potrebbe essere infinito. Non mi sembra una cosa facile da risolvere. Soprattutto, mi sembra un problema che rimane anche DOPO che abbiamo eliminato il valore legale dei titoli.

Ho scritto due volte una replica a questo commento. Tutte e due le volte le repliche sono sparite. Penso di aver fatto l'errore di cambiare il titolo, mettendo "antica discussione" al posto di L'unica area è quella di rigore. Deve essere proibito nelle repliche ai commenti. Ma ora sono stufo. Non replicherò per la terza volta. Mi basterà dire che sono d'accordo con il commento di Andrea Moro che ha dato origine alla antica discussione del 2006.

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