Letture per il fine settimana, 28-07-2017

28 luglio 2017 Massimo Famularo

Questa settimana: innovazione & disuguaglianza, pensioni, coni di ghiaccio, razza umana, neet.

  • Con frequenza sempre maggiore, molti individui si ritrovano "fuori mercato" a causa dell'innovazione. È possibile arginare in parte il problema intervenendo sulla formazione? Ne parla il nostro Michele a El Pais - l'articolo è in spagnolo, ma non crediamo che questo spaventi i nostri lettori (e poi c'è sempre Google Translate);
  • Una proposta bipartisan vuole abolire l’adeguamento del requisito dell’età pensionistica alla speranza di vita, previsto nel 2019. Secondo Brugiavini, Buia e Pasini, su lavoce.info, se si vuole garantire equità intergenerazionale, è meglio orientarsi su altri interventi, specialmente per le donne;
  • Un ingegnere indiano ha pensato ad un modo originale e pratico per ovviare alla scarsità d'acqua che si determina in primavera a causa del riscaldamento globale;
  • Si dice che Einstein, compilando la casella di un modulo dove veniva richiesto di indicare la propria razza, una volta abbia scritto "umana". In questo articolo Dalton Conley e Jason Fletcher illustrano come il concetto di razza non abbia alcun fondamento scientifico;
  • Tra tutti i 28 paesi europei l’Italia ha il record di NEET, l’acronimo con cui si indicano i giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano e non si trovano nel sistema scolastico (not in education, employment or training). 

Bonus podcast: The True Story of the Gender Pay Gap.

Bonus dalla carta stampata: Alberto Bisin su Repubblica, a proposito di flat tax.

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Buona lettura, e buon fine settimana

4 commenti (espandi tutti)

Ho una domanda: ma se spostiamo le tasse dai redditi ai consumi non stiamo di fatto togliendo progressività?

In fondo chi ha un reddito molto alto non avrà problemi a pagare tasse alte su consumi relativamente bassi in rispetto al reddito, invece chi ha un reddito basso si troverebbe a pagare tasse molto alte dato che i consumi sarebbero alti rispetto al suo basso reddito,

O sbaglio?

Ho una domanda: ma se spostiamo le tasse dai redditi ai consumi non stiamo di fatto togliendo progressività?

 non sono tre variabili indipendenti, i consumi sono la differenza fra il reddito e il risparmio. togliere progressività al complesso della tassazione favorisce  la generazione di reddito, ed è probabilmente preferibile alla sola riduzione  uniforme delle aliquote irpef. dipende in definitiva dagli obiettivi che ci si pone: ad es. la distribuzione degli 80 euro ha sicuramente aumentato la progressività della tassazione, anche in modo comico per gli scaglioni solo sfiorati dal bonus, però non pare avere avuto effetti sulla crescita, nemmeno  momentanei.

tutto questo è ovviamente un ragionare ozioso, visto le incredibili urgenze della finanza pubblica.

Se non ho capito male la risposta è sì.

Siccome la progressività non ha ragioni puramente economiche, ma anche politiche, se sì è per la progressività spostare semplicemente le tasse sui consumi non va bene. A meno che non si riesca a rendere progressive anche quelle.

spiace ridurre un argomento del genere a pochi slogan, ma una tassazione maggiormente progressiva potrebbe portare a un peggioramento delle condizioni di vita di chi sta peggio: più uguali ma coi poveri  più poveri di prima, non sembra un gran risultato.

a margine: si possono tassare progressivamente i consumi, basta rendere detraibili i risparmi dall'imponibile lordo.

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