Letture per il fine settimana 13-9-2014

13 settembre 2014 sandro brusco

Questa settimana: Perotti sulle manovre ''taglio le tasse ora, la spesa dopo''; Pietro Ichino sulla riforma delle pensioni, un anno fa; finanziamento degli enti locali e prigione per debiti negli USA; Vandana Shiva sul New Yorker.

Buona lettura e buon fine settimana.

  • Un paio di settimane fa, commentando la proposta di Giavazzi e Tabellini di ridurre di 5 punti di PIL immediatamente la pressione fiscale per poi in un arco temporale più esteso ridurre la spesa pubblica di pari ammontare ho fatto la seguente osservazione: ''Trattandosi di Giavazzi e Tabellini sono certo che hanno pensato con attenzione al ''commitment problem'', cioè all'incentivo che i governi avrebbero, una volta ottenuto il finanziamento monetario del deficit, a rinnegare la promessa di tagliare la spesa. Non ne parlano però nell'articolo. A me questo pare il problema centrale. Forse a loro no, ma mi piacerebbe sapere perché.''   Sono contento di vedere che Roberto Perotti fa osservazioni analoghe, assai meglio argomentate e motivate di quanto abbia saputo fare io. Perotti è pessimista: il commitment problema semplicemente non si può risolvere, quindi la la manovra proposta da Giavazzi e Tabellini non è credibile.
  • Più di un anno fa, Pietro Ichino spiegava con una lettera sul Corriere come intervenire sulle cosidette pensioni d'oro. Formulò pure una proposta di legge. Tante cose sono cambiate da allora. La Germania ha vinto la coppa del mondo, costringendo quindi tutta l'Europa all'austerità e tutto il mondo a girare con i calzini e i sandali. È pure cambiato il governo, a cui è giunto un ambizioso giovane fiorentino in luogo di un ambizioso giovane pisano. Ma una cosa non è cambiata: le pensioni d'oro. Ricordarlo a chi dice ''ma le riforme strutturali sono già in corso''.
  • Anche se con ritardo, volevo segnalare questo post di Alex Tabarrok su Marginal Revolution. Serve a dare un po' di background sul tipo di tensioni che si innestano in città come Ferguson (a proposito, incredibile come il news cycle al riguardo si sia già esaurito). Le multe per violazioni molto minori sono un modo comune per finanziare gli enti locali, ma quello che sembra essere speciale in posti come Ferguson è la violenza con cui si risponde a ritardi nei pagamenti.
  • Questo è il lungo pezzo su Vandana Shiva pubblicato sul New Yorker. Interessante e chiarificatore.

11 commenti (espandi tutti)

If you miss court, a warrant will likely be issued for your arrest. ... According to local judge Frank Vatterott, 37% of the courts responding to his survey unconstitutionally closed the courts to non-defendants. Defendants are then faced with the choice of leaving their kids on the parking lot or going into court. As Antonio Morgan described after being denied entry to the court with his children, the decision to leave his kids with a friend resulted in a charge of child endangerment.

Scoprire poi, da un altro articolo dello stesso autore che ...most outrageously, in some states public defender, pre-trial jail and other court fees can be assessed on individuals even when they are not convicted of any crime confesso che mi fa rabbrividire. 

Se l'obiettivo della municipalità di Ferguson è fare cassa, allora non c'è interesse a mettere i trasgressori sotto chiave, in quanto in questo caso a) non pagano; b) bisogna far fronte ai costi della prigione, che in genere sono ben più elevati di una multa per eccesso di velocità e c) è più probabile che i tragressori si impoveriscano e vadano a pesare sulle spese di assistenza degli enti locali. In altre parole la strategia sarebbe controproducente.

E poi l'articolo dice che "The majority (67%) of residents are African-American" vale a dire una maggioranza dei due terzi. Se non gradiscono la politica di questa amministrazione, non hanno che eleggerne un'altra.

In ogni caso scambierei volentieri le norme della città di Ferguson non le norme fiscali italiane, confuse, vessatorie e infestate da inversione dell'onere della prova. In Italia si infliggono sanzioni pretestuose, ma si concede la riduzione ad un sesto per chi paga senza fare storie; di conseguenza molti pagano anche se hanno ragione pur di non affrontare un lungo, costoso e sempre incerto percorso giudiziario, anche considerando che anche il contribuente vittorioso deve sempre pagare le spese dell'avvocato, in quanto l'amministrazione, anche soccombente, non le rimborsa.

Renzi dixit: "Cottarelli voleva tagliare le pensioni sopra i 2mila euro e ho detto no: sarebbe profondamente sbagliato .. Sarebbe un grave errore suscitare il panico tra i pensionati per recuperare 100 milioni"

io in diretta avevo capito che il Sig. Cottarelli avesse proposto di passare al contributivo tutte le pensioni oltre la quota eccedente i 2 mila Euro mensili, se così fosse, ritengo che il Sig. Renzi abbia sbagliato a non seguire un tale suggerimento.

Se si affronta il problema del "taglio" della spesa pubblica sul lato delle inefficenze e della corruzione penso che gradualmente si puo' ambire a diverse decine di miliardi (leggo spesso quella di 60 miliardi per la sola corruzione, citata spesso dalla Corte dei Conti ma non ne conosco la fonte) e poi c'è il costo della burocrazia (stima 30-35  miliardi per aziende e cittadini di maggiore onere per adempimenti burocratici) ci saranno ovviemente molte resistenze, tanto muro di gomma da parte dei beneficiari di quelle posizioni di rendita e dei loro referenti politici.
Mission impossible? Pare di si'.

Invece la strada dovrebbe essere quella della ridefinizione del perimetro dello Stato, spostando servizi che ora sono offerti (male) dallo Stato verso i privati. Un esempio, che per le mie stime vale da solo 50-60 miliardi è la riforma del sistema di gestione dei rimborsi del costo sanitario, da beveridge a bismark, come anni fa ho proposto qui su NfA. A questo si accompagna di fatto meno burocrazia (le assicurazioni sanitarie svizzere presentano mediamente un costo amministrativo che è la metà rispetto ai grandi carrozzoni pubblici) e meno corruzione. Inoltre la necessità per gli operatori sanitari di emettere fattura per ottenere il rimborso dall'assicurazione sanitaria implica la riduzione del sommerso legato oggi a quelle figure professionali in Italia. Inoltre ritengo che spostare servizi dal pubblico (dove ora sono conteggiati nel PIL al costo dei fattori) verso il Privato (che tipicamente cerca di produrre utili) implicherà anche un aumento del PIL.  Lo stesso dicasi per il settore previdenziale, se riuscissimo a diminuire l'ambito dell'INPS a favore della previdenza privata a capitalizzazione (fondi pensione). Queste riforme possono liberare miliardi (anche centinaia) che oggi sono "spesa pubblica" e che domani saranno nell'ambito del privato.

Per fare determinate riforme bisogna prima creare le premesse. In Italia la qualità e trasparenza di fondi e assicurazioni (e l'eventuale possibilità di appellarsi per inadempienze) non sono quelle svizzere e l'utente sarebbe penalizzato.

Ok

Francesco Forti 14/9/2014 - 17:37

Creiamole, queste premesse. È questo il constraint italiano?
È solo un problema di premesse?

È anche e soprattutto un problema di premesse. Vogliamo ricordare la vicenda della privatizzazione degli acquedotti? Da un lato i deliri anti "liberisti" della sinistra, dall'altra noi convinti della bontà del principio. Poi arriva Marco Esposito e ci spiega come la privatizzazione fosse tutt'altro da come la intendevamo noi ma il solito regalo agli amici degli amici. Una buona idea era stata "usata" da politici pessimi e, fosse passata, non avremmo avuto un servizio migliore, non avremmo avuto un risparmio, non avremmo avuto una way-back. Non sto mica dicendo di non fare riforme perché tanto i politici sono pessimi, sto dicendo che prima delle riforme per il problema economico bisogna riformare il sistema giuridico ed istituzionale.

Francesco, siamo d'accordo che sarebbe possibile diminuire la spesa e tagliare le tasse, contemporaneamente o posteriormente. Se si fa questo si è automaticamente credibili. Il fatto che non si riesca a farlo indica esattamente quanto in realtà sia difficile tagliare la spesa.

La proposta Giavazzi-Tabellini mira a un problema congiunturale, più che di lungo periodo. Essenzialmente dicono: va bene ridurre di 5 punti di PIL sia le tasse sia la spesa, ma dato che in questo momento l'economia è debole e beneficerebbe da un boost alla domanda aggregata, tagliamo immediatamente le tasse e poi riduciamo gradualmente la spesa. Che andrebbe anche bene, se potessimo essere sicuri che poi la spesa viene ridotta. Il punto di Perotti, sul quale concordo, è che non esiste alcun modo per assicurarsi che questo accada e tutto quello che sappiamo ci conduce a pensare che non accadrà.

... ed io aggiungo che, come ampiamente mi avete spiegato in questi anni, se la riduzione di spesa non è percepita come definitiva e stabile, difficilmente i benefici ipotizzati si rifletteranno in comportamenti razionali dei consumatori.

Per questo considero che la "credibilità" di cui parli non puo' essere lasciata solo alla casta politica di turno. In un sistema di piu' ampie libertà DD sono i cittadini ad avere il pallino in mano, anche se i governanti hanno idee diverse.

La vera speding review la fanno i cittadini, se hanno validi strumenti referendari a disposizione, al di fuori quindi di quell'aborto chiamato "referendum abrogativo".

Con la DD vera (iniziativa vincolante) i citadini potrebbero proporre le riduzioni di spesa (ed altri gli incrementi) e poi ognuno imparerebbe dai propri errori.  Non una vola ogni 5 anni ma 2 o 4 volte all'anno.

(in Svizzera)

in Italia i cittadini amano la spesa pubblica e ne vorrebbero sempre di più.

ne affogherebbero.

Imparerebbero dai propri errori e non potrebbero piu' dare la colpa ad "altri".

Potrebbe andare peggio di oggi?

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