Lesa maestà

14 luglio 2009 marcello urbani

Rallegriamoci: la deriva anticlericale del TG3 è sotto controllo.

L' episodio in se è banale: Roberto Balducci durante la consueta cronaca papale del TG3 si è permesso una battuta forse un po' ingenerosa ma abbastanza innocente:

Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti... che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po' di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole

Questa battutina ha scatenato un putiferio:

il vicepresidente (*) della Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (Pd) scrive:

è singolare e inconsueto che una testata importante come il Tg3 scivoli in questa anacronistica, e volgare, deriva anticlericale. Un errore o un costume? Non mi pare, al riguardo, che un servizio del genere rientri tra i canoni che presiedono ad un corretto uso del servizio pubblico

il direttore Di Bella chiarisce:

La linea editoriale del Tg3 è stata sempre caratterizzata da grande attenzione e rispetto per il magistero della Chiesa e la figura del Pontefice. Mi sento di ribadire l’impegno del Tg3 a una rinnovata attenzione per le questioni vaticane e al massimo rispetto per la figura del Santo Padre, come d’altronde testimoniato dalla copertura impeccabile di tutte le sue ultime iniziative.

Questo è bastato a placare il portavoce vaticano Lombardi, ma non il prode vicepresidente (*) della Vigilanza Rai Giorgio Lainati (Pdl), che ribadisce il ruolo della destra nella difesa del vaticano:

c’è da rimanere attoniti di fronte alle sgangherate ironie del Tg3 sulle vacanze di Sua Santità Benedetto XVI

Personalmente trovo eccessiva ed incompatibile con un servizio pubblico l'attenzione che i TG riservano al papa, ed assolutamente ridicola l'accusa di anticlericalismo. Soprattutto mi mortifica lo zelo con cui politici e dirigenti pubblici difendono un terzo da una battutina innocente.

(*) Quanti vicepresidenti ha la commissione? Ho riportato i titoli come trovati sui giornali, ma nel sito del parlamento italiano Landolfi è citato solo come membro della commissione,Merlo  neppure quello, anche se wikipedia lo cita come vicepresidente nella scorsa legislatura.

110 commenti (espandi tutti)

Pur non vivendo lontano da Roma vorrei evitare di dover andare là per verificare se davvero sono quattro gatti.

Ora, se effettivamente ad ascoltare il Papa non ci sono le folle che ci mostrano i servizi televisivi questo ennesimo episodio ci dà un quadro ancora più triste dell'informazione in Italia.

 

A me invece è parsa proprio una cazzata fuori contesto. Ma forse sono io in errore. Nel paese dei papisilvio, dei beppegrilli e dei dipietri (vi risparmio tutto l'elenco) ci sta anche che un cronista del TG3 scriva prima e dica poi la prima battuta che gli capiti in mente. Non sia mai che lo mettono su Spinoza!

 

Anche a me in verità è sembrata una cazzata fuori contesto. Al punto che mi suona davvero strano pensarla come "la prima battuta che gli capiti in mente". Davvero strano... Una battuta così critica da parte di un tg rai nei confronti di un personaggio di primo piano è davvero atipica.

E non sono d'accordo con chi dica che questo è fare il mestiere di giornalista. Se è vero che a sentire il papa spesso c'è poca gente, fare il mestiere di giornalista è dirlo e documentarlo. Non insinuarlo con una battuta. Soprattutto se la battuta implicitamente ironizza anche su quelli che hanno "la pazienza o il coraggio" di far parte dei "quattro gatti". Mi pare poco corretto e poco professionale. (Come se poi l'influenza del papa e della chiesa sulla politica e società italiane dipendessero dal numero di persone radunate per l'angelus...).

E comunque, davvero strano.

(Intendiamoci... anche io penso che molto spesso la quantità e le modalità dell'"informazione" su papi - nel senso di plurale... non di vezzeggiativo! :-D - e cardinali in Italia siano spropositati e vergognosi e tutto quello che volete... ma che l'alternativa sia una cazzata come quella dei quattro gatti...)

Guarda, a prescindere dal fatto che la battuta fosse premeditata o meno, pure a me è parsa una cazzata, e dubito molto che fossero in quattro gatti a seguire l'Angelus.

Appunto perchè è una cazzata trovo allucinante la mobilitazione di direttori,vicepresidenti e portavoce vari.

Niente da fare, appena uno fa il suo mestiere lo riprendono. Poi ci meravigliamo di non avere giornalisti, o di averli alla pietro ostellino.

Personalmente trovo eccessiva ed incompatibile con un servizio pubblico l'attenzione che i TG riservano al papa...

Magari fosse solo il servizio pubblico. Sky Tg24, la domenica, sembra la tv Vaticana, con una finestra del menù interattivo che ripropone tutto il giorno l'Angelus (dopo averlo dato in diretta) e pop up "ULTIMA ORA!" con i "messaggi" del pontefice, anche i più banali (non me ne vogliano i credenti) tipo "Benedetto XVI: la fame nel mondo è una vergogna!".

Quello che non riesco a capire di SKY TG24 è : tutta questa deferenza è dovuta ad un "ritorno diretto" in termini di audience (quindi ritengo di avere un pubblico bigotto) o e una marchettona per motivi politici (che per altro mi sfuggono).Escluderei la sincera devozione religiosa in quanto Murdoch credo sia protestante.

Quello che non riesco a capire di SKY TG24 è : tutta questa deferenza è dovuta ad un "ritorno diretto" in termini di audience (quindi ritengo di avere un pubblico bigotto) o e una marchettona per motivi politici (che per altro mi sfuggono).Escluderei la sincera devozione religiosa in quanto Murdoch credo sia protestante.

Perchè non, più semplicemente, possibilità tecniche ed economiche di differenziare l'offerta? (Lo fai notare tu stesso: finestra del menu interattivo!)

Questa può essere una spiegazione solo parziale. L'enfasi che si da "all'evento" dell' Angelus, lo spazio dedicatogli durante la diretta ed il fatto che ogni viaggio o esternazione del papa (o di qualche cardinale) sia la prima o la seconda notizia non ha eguali nemmeno sul TG1.

E sicuramente non ne ha su CCN, Euronews, BBC o sull'orrido FoxNews.

Per quello mi ponevo la domanda.

ok, ma ti faccio notare che gli altri canali di news che citi non hanno un target specificamente italico. o meglio, evidentemente nessuno tra cnn, euronews, bbc punta a fare concorrenza a tutto campo all'informazione (e non solo) rai e mediaset. e se vuoi essere un supermercato di sucesso in italia è chiaro che un buon banco di prodotti dedicati al consumatore cattolico è irrinunciabile.

se poi ci sia anche altro, boh, che dire? sicuramente è possibile.

Ok, quindi la tua risposta alla mia domanda è che SKY ritiene di avere maggior audience perche c'è una forte componente cattolica (intendo "praticante")nel suo pubblico.Non facevo affermazioni ma cercavo opinioni per capire.

PS

Aiuto !!! Perchè il mio commento precedente è uscito tre volte ? Qualcuno sa come eliminare quelli in eccesso?

[non è consentito, ho provveduto io]

Mah, se ad ascoltare le ovvietà, le rimasticature, le sciocchezze, le banalità condite con le consuete e presuntuose pretese di possesso dell'unica possibile verità che giungono da Oltretevere, rimanessero solo due gatti ...... stapperei sedutastante una magnum di Dom Perignon ...... :-)

Purtoppo io non faccio testo, come si evince dalla subitanea ed immancabile levata di scudi. E come si è visto dalle ossequiose e politically correct reazioni suscitate in ogni settore del gotha italico da quella inutile elaborazione mediatica denominata enciclica, la quale mira soltanto a riaffermare il primato delle posizioni papaline, in virtù del convincimento che l'unica etica meritevole di attenzione sia quella che di là proviene.

stapperei sedutastante una magnum di Dom Perignon ...... :-)

E il prosecco no ? Miscredente !

Comunque non era tanto una battuta quella del giornalista del TG3, tieni presente che ogni domenica varie parrocchie, a turno, organizzano Pullmanns per Roma con visita a P.zza S. Pietro, poi tutti liberi in visita, poi i vari turisti da tutto il mondo (il papa è visto anche come un'attrazione turistica..), poi i fancazzisti, insomma in P.zza S. Pietro non ci sono mai più di quindicimila persone, tolti i turisti, gli "organizzati" e i perditempo rimangono veramente quattro gatti. E i "giornalisti", nota categoria salivante.

Franco il problema non è il "pastore tedesco" e i due gatti in vacanza (sai che zuffe -)), ma la cultura che rappresenta. Quella è dura a morire.

il problema non è il "pastore tedesco", ma la cultura che rappresenta. Quella è dura a morire.

Of course

Ed il rimanere dei più "allineati e coperti" ......

N.B. Il Prosecco merita - me ne sono beato anche l'altrieri -  ma sarei disposto a spendere per un costosissimo francese, in quell'improbabile caso ..... :-)

Lesa maestà

nicsal 14/7/2009 - 13:20

L'episodio mi ha fatto ridere di gusto. Il telegiornalista, secondo me, neppure ha capito bene in quale quiproquo stava tuffandosi con quelle parole. Ma rido per non piangere ... Non dimentichiamoci che, annualmente, appena pubblica la prima bozza di legge finanziaria, qui in italia tra i primi commenti organizzati arrivano quelli della CEI - Conferenza Episcopale Italiana. E ormai, per la pervicacia e la costanza mostrate nei decenni, questi commenti hanno assunto il rango di evento istituzionale. In quale altro Paese?

Lesa maestà

massimo 14/7/2009 - 13:43

 

Io penso che Roberto Balducci abbia sbagliato nel suo commento, soprattutto se ricordiamo episodi spassosi come questo:  http://www.repubblicanidemocratici.it/public/?p=30

E in via più generale, se si vuole capire l'elevata attenzione riservata non solo dalla stampa ma anche dal pubblico in generale alle posizioni della Chiesa cattolica basta confrontarla con i suoi "competitors". In altre parole una "inutile elaborazione mediatica denominata enciclica" è comunque infinitamente superiore ad un'uscita tipo "Beppe Grillo non si puo' candidare a segretario del PD perché si è iscritto nel comune di Arzachena che non è quello di residenza"...

L'episodio mi ha fatto ridere di gusto. Il telegiornalista, secondo me, neppure ha capito bene in quale quiproquo stava tuffandosi con quelle parole. Ma rido per non piangere ... Non dimentichiamoci che, annualmente, appena pubblica la prima bozza di legge finanziaria, qui in italia tra i primi commenti organizzati arrivano quelli della CEI - Conferenza Episcopale Italiana. E ormai, per la pervicacia e la costanza mostrate nei decenni, questi commenti hanno assunto il rango di evento istituzionale. In quale altro Paese?

Decisamente ridicolo ma il vaticanista è fortunato, perché alla domanda "in quale altro paese" ti rispondo che se avesse detto quelle cose su qualche grande Ayatollah, parlando su al jazeera, sarabbe già stato impalato, decapitato, frustato, lapidato, ... fai tu.

Francesco

 

La vicenda di cui il massimo protagonista è il pidino merlo, è una assoluta garanzia che tutta la manfrina della corsa per la segreteria del PD, le primarie e quant'altro, finiranno nel solito tragicomico modo. Essere più accaniti del portavoce vaticano è il massimo della sudditanza e dell'inconsapevolezza.

luigi zoppoli

 

Accanto a Merlo c'è Lainati del Pdl, anche se dal resoconto sembra giocare di rimessa. L' iniziativa è indiscutibilmente bipartisan.

Beh! Ma di lainaiti nessuna meraviglia. Fa parte del gruppo capace del feroce, ottuso bigottismo talebanomostrato nella vicenda Englaro. L'accoppiata bipartisan credo rappresenti la conferma della mia osservazione. E tutti gli aggettivi a cominciare da tragicomico.

luigi zoppoli

Posso dire la mia? Non sul branco di poveretti che starnazzano nella speranza che l'Italia assomigli un pelino di più all'Iran, ma sulle intenzioni di Roberto Balducci nel profferire l'incriminata frase.

A mio umile avviso egli voleva fare a Ratzinger un sottile - ex post, troppo sottile: non tenne in conto gli infimi QI della canea romana - complimento per la sua costanza nel ripetere a questo mondo, sordo e cattivo, le sue prediche sulla carità e le altre virtù teologali (da non confondersi con le meno celestiali "cardinali"). Le sagge parole del pastore tedesco, sottolinea Balducci, sono oramai ascoltate solo dai quattro gatti che ancora ne hanno la pazienza ed il coraggio (trattandosi di quattro "gatti" ... il coraggio è d'obbligo). Quest'ultime, pazienza e coraggio, sono idioletti ratzingeriani che indicano doti positive (non ancora virtù cardinali, ma ad esse affini). Doti che i quattro gatti che ascoltano le parole del papa evidentemente possiedono, ad avviso del Balducci. Insomma, era un complimento alla minoranza di coraggiosi e pazienti che ascoltano e testimoniano, sotto la calura estiva, il verbo del pastore.

Io la vedo così; chi conosce Balducci gliene chieda conferma.

Cariiiiiiiiiina! Quasi quasi mi hai convinto!

In ogni caso, l'unica interpretazione credibile della frase del Balducci (o comunque, l'unica alternativa alla sua voglia di cambiare lavoro o di fare un dispetto al suo capo!).

(E però, permettimi: sagge parole, per favore).

 

 

E però, permettimi: sagge parole, per favore

Urca! Ti permetto, ti permetto ... Anzi, ti ringrazio! E correggo!

Me lo diceva mia moglie che guardare il Tour, farmi la siesta E anche scrivere su nFA avrebbe prodotto niente dei tre! E, in effetti ...

Concordo, anzi mi stupivo di essere il solo ad avere interpretato la cosa in questo modo.

La cosa non migliora il panorama, anzi: il teatrino (l'ennesimo) diventa testimonianza anche di profonda ottusità, oltre che di tutto ciò che già era evidente.

Mi auguro per Balducci che sia così. Tornerebbe ad onore del suo acume e del suo senso dell'umorismo. In ogni caso, lei ha puntualmente parlato di somiglianza con l'Iran. Ci stanno lavorando. Intanto già circolano torme di mujaheddin. Rigorosamente analfabeti oltre che bigotti.

luigi zoppoli

diro' di piu': se avessero sale nella zucca e comprendessero quello che c'e' scritto nel vangelo dovrebbero prenderlo come un complimento, un grandissimo complimento, anche se l'intento fosse stato offensivo.

not a chance...

Dovrebbero prenderlo come un complimento perchè nell'Apocalisse, se non sbaglio, è scritto che il ritorno di Cristo in terra è annunciato da segni come la minorità del popolo di dio, accerchiato dai lupi o perchè nell'imminenza di quel ritorno scenderanno tenebre fino a toccarle? Ma questi non vogliono quello, vogliono i riflettori del potere, i decreti legge a uso e consumo loro...

Ma figurati se sulle questioni di fede, la Chiesa è così profetica...l'unico spazio dove riesce ancora a muoversi è quello dei pronunciamenti etici (prima di tutto sessuali e procreativi), dell'esortazioni socio-pedagogiche; ma sulle questioni di fede, che dovrebbero essere la loro prima ragione sociale, parlano veramente poco; sulla fede, tanto per dire, non sono nè caldi e nè freddi, preferiscono fare incontri politici, smanettare sui disegni legge; far trapelare la  loro contrarietà agli stessi come fossero un Napolitano qualunque...sembra proprio che il sale della loro fede abbia perso sapore, e figurarsi cosa ce ne facciamo di un sale insapore che critica la tecnica o il capitalismo o la libertà sessuale, scimmiottando altre nefaste ideologie. Mi rendo conto che uno non può vivere la sua fede con l'intensità drammatica di un S. Agostino, ma la Chiesa sembra davvero che aspetti il ritorno di Cristo così come si aspetta l'autobus: nel mentre che l'autobus NON arriva, parlano di politica, dei figli e del tempo...la loro fede dovrebbe smuovere le montagne, ma ora al massimo, l'unica cosa che riescono a smuovere sono giornalisti sgraditi.

Sui quattro gatti...in quattro si possono fare/dire cose interessanti...dall'album "Come un gatto", senza offesa per il prelati.

Rimosso. Evidententemente era proprio lesa.

r

Rimosso. Evidententemente era proprio lesa.

Ora i gatti sono solo tre.

Francesco

Ecce Ratzinger

Marcks 14/7/2009 - 20:06

Questa vicenda è preoccupante oltre che ridicola...adesso scopriamo che nella riserva indiana degli uomini rossi (il Tg 3), decimati non dall'Uomo Bianco, ma dal buon senso, prima fanno le battute o le considerazioni anche serie sulla fortezza d'animo dei pochi che ancora seguono gli assurdi precetti della Chiesa, poi nascondono la mano dietro il sasso e poi puniscono, dopo averlo rinnegato, il "franco" tiratore.

Visto che la Federazione Nazionale della Stampa non mi sembra sia insorta a difesa del collega del Tg 3 rimosso per la frase incriminata (che comunque avrà il diritto di dire che a Piazza S. Pietro ci sono pochi fedeli, o no?) auspichiamo che la Chiesa e i suoi uomini, così loquaci in questi giorni in tema di Carità, come dimostra l'ultima enciclica, intervengano a difendere il poveretto "vaticanista"...se non lo faranno, dimostrando poca Carità, avremo ancora di più la prova di cosa intendono per carità: un atto di benevolenza che concedono a capriccio a chi non li metta mai in discussione e si presenti sempre genufletto e servile.

Ps: chi sarà adesso, l'unico vaticanista accreditato? Quel tale Accattoli che parla per il Tg1 usando sempre queste espressioni serafiche e quella inconfondibile voce nasale? Ma le avete mai sentite, le sue corrispondenze da Piazza del Vaticano? E i montaggi della gente in Piazza? Come dice lui, ogni domenica, sotto il balcone vaticano "è un giubilo gioia" proprio con la con la "g" dolce però....quanto ci piace, a noi italiani, stare sotto i balconi a prendere ordini!

Dal corriere on line

Il giornalista fa chiarezza sulle ragioni della «battuta» sui «quattro gatti» del Papa: «La frase è un inciso retta da ’gli strapparono un sorriso’ (i gatti di montagna perfino quello malandato), almeno quanto i proverbiali (sottolineo proverbiali) quattro gatti, forse molti di più (con immagine del saluto e del sorriso e della piazza piena), che hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare».

Troppo difficile. Al di fuori della portata cognitiva di un vicepresidente della commissione di vigilanza.
Nemmeno se si mettono tutti insieme facendo contatto con le teste ed unendo le mani a catena.
FF

Troppo difficile. Al di fuori della portata cognitiva di un vicepresidente della commissione di vigilanza.
Nemmeno se si mettono tutti insieme facendo contatto con le teste ed unendo le mani a catena.

:-)

Io, che v'avevo detto? Non sono solo stronzi, sono pure scemi ed ignoranti. Vaya novedad!

P.S. Caro Ispirati: come vedi non c'è il regime, assolutamente no. Nessun regime, perbacco!

Re(1): Lesa maestà

pat 15/7/2009 - 09:33

Direi che in Italia non c'è alcuna differenza di colore tra i baciapile.

questo riguarda il PD e il testamento biologico tanto osteggiato dalla chiesa

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/testamento-bio/testamento-bio/testamento-bio.html

mia nonna diceva: padrun cumanda e caval el trota (il padrone comanda e il cavallo trotta)

che triste repubblica delle banane!

Infatti - lo ribadisco a Michele, in realtà .... - se ad un regime qualcuno punta, si tratta di stabilire da dove giunga il pericolo. A me pare, francamente, che le sponde della teocrazia siano molteplici e, quindi, non identificabili solo col Berlusca. Non che il "nostro eroe" sia estraneo - mi sembra ovvio che sia suo interesse ottenere il supporto di un tal "potere forte", allo scopo di garantirsi il comodo trono che s'addice alla sua augusta ed esuberante personcina - ma un eventuale argine rappresentato da un governo del PD ...... dai, su, che non ci crede nessuno ..... :-)

lo ribadisco a Michele, in realtà .... - se ad un regime qualcuno punta,  [...] ma un eventuale argine rappresentato da un governo del PD ...... dai, su, che non ci crede nessuno ..... :-)

Franco mio, quando mai, ma proprio quando mai ho dato io l'impressione di credere, sperare o anche solo considerare anche solo lontanamente e vagamente possibile che da quella banda ch'è il PD possa venire qualcosa di utile? Non dico un'argine alla deriva sanfedista (che son più papisti loro del papa di Roma) ma anche solo un ostacolo al peronismo incipiente? Suvvia! Quasi quasi m'offendo!

Il problema, quindi, non è se il PD possa essere l'alternativa, ma semplicemente come fermare lo tsunami che sta attuando il programma peronista. Qui è meglio chiarire: il progetto peronista di BS&Co prevede un certo utilizzo del papa di Roma, ma non si centra proprio su quello, anzi. Non confondiamo, quindi, le due cose: il clericalismo dello stato italiano e la sudditanza storica, in tutte le sue articolazioni, al potere d'oltre Tevere son cose antiche. I semi vennero piantati dal concordato fascista (la terra era fertile, visto che lo stato vaticano aveva giocato un ruolo chiave nella politica e nella società italiana per quasi un millennio e mezzo, al tempo!) e la pianta germoglia negli anni '40, per diventare rigogliosa con la prima repubblica. È un male grave, dubbio non v'è alcuno, ma è, come dire, una caratteristica di lungo periodo del regime romano. Un grande vantaggio del federalismo vero, non la truffa di Bossi e Calderoli, sarebbe anche quello di forzare una potatura dei rami di questo velenoso rampicante, e forse anche di qualche radice. Ma lasciamo stare i sogni e rimaniamo con i piedi per terra.

Il progetto peronista di B&Co è altra cosa, molto più recente e diversamente articolata. A voler fare la storia del "pensiero politico" (si fa per dire) italiano, tale progetto ha le sue radici nella P2 e nel programma piduista. Lo dico senza un particolare intento polemico o demonizzatore (nel programma della P2 vi erano, udite udite, molte cose condivisibili), ma perché mi sembra un fatto obiettivo. La cultura politica di BS è quella della P2, condita di populismo e cesarismo craxiani e dalla sbruffonaggine propria del self-made-man che ha fatto due soldi (ok, tre se conti anche quelli ottenuti a base di truffe) e pensa che questo lo qualifichi come il padrone del mondo e l'uomo del destino. Il resto lo fa la sua personalità chiaramente inferma (di nuovo, niente di dispregiativo: a me sembra palese che BS sia clinicamente infermo da un punto di vista psichiatrico e che, coma la sua ex signora lo consiglia, farebbe bene a curarsi). Ma è una cosa diversa dal clericalismo storico.

Da nessuno di essi, comunque, ci salverà il PD. Questo è certo.

 

Ebbene sì, confesso, sono colpevole e persino un poco subdolo ..... :-)

Il mio è stato un artifizio, ben conoscendo la tua opinione, per sollecitare un intervento volto a dissipare quelle speranze che taluni - anche qui, specie se nuovi del luogo, pare - sembrano coltivare.

La chiarezza che ne è scaturita è esattamente ciò che cercavo, dal momento che le posizioni di estrema nettezza, che assumi nei riguardi dell'uomo di Arcore (e ch'io sostanzialmente condivido, ma con alcuni distinguo: la mia insistenza nel ricordare che altri han fatto persino peggio mi rende sospetto, sebbene solo ad occhi schierati), ti certificano come particolarmente credibile presso chi, ingenuamente o colpevolmente, s'illude di risolvere i problemi abbattendo il "nemico dell'umanità", unica causa di tutti i mali ....

Resterebbe, poi, da ribadire che nulla di buono possa giungere da tipetti ignoranti ed illiberali quali Di Pietro od il nuovo messia-clown Grillo ma, davvero, sarebbe "troppa grazia, Sant'Antonio" ...... :-)

Resterebbe, poi, da ribadire che nulla di buono possa giungere da tipetti ignoranti ed illiberali quali Di Pietro od il nuovo messia-clown Grillo [...]

Provochi, ed io mi lascio provocare. Dev'essere l'estate ed il Tour che infila una tappa noiosa dietro l'altra ...

Mi sembra che la differenza tra Grillo e Di Pietro sia sostanziale, veramente sostanziale. Non vedo ragioni per fare d'ogni erba un fascio. Assieme a molti altri che gravitano in un'area che vorrei definire "PdL at large" anche tu ami identificarli, per comprensibili ragioni di bottega politica. Che l'operazione possa riuscire con chi si pasce di Rete 4 e canali affini, capisco. Che si provi a farla digerire al sottoscritto, mi sorprende ... comunque, attribuiamo anche questa all'estate, seppur veronese ... dev'esserci parecchia afa laggiù, no? :-)

Di Grillo abbiamo già detto varie volte. Abbiamo evitato di dire recentemente, anche se che l'uomo s'è dimostrato tanto patetico da scopiazzare le cose che qui vengono pubblicate senza nemmeno dare credito all'autore (anonimo perdippiù!). Un comportamento che si qualifica da solo e che lo rende perfettamente "italiano", perfettamente analogo al signore che lo ossessiona ... del plagio, ovviamente, non ce ne potrebbe fregar di meno ma la cosa irrita perché, purtroppo, squalifica le cose che Grillo tocca, il che è un gran male. Perché alcuni - sia chiaro: ALCUNI - dei temi che ha sollevato con le sue campagne sacrosanti erano. Non è che le affermazioni sacrosante smettano di esserlo perché finiscono in bocca ad un guitto che le manipola: occorre semplicemente evitare che il guitto segua manipolando, la qual cosa s'ottiene appropriandosi della parte corretta delle rivendicazioni che egli, strumentalmente, solleva. Ad ogni buon conto, gli episodi controversi e financo squallidi in cui è incappato il Grillo son tanti e tali che non ho, personalmente, alcun timore a concludere che si tratti d'un populista ciarlatano alla caccia di due soldi e di notorietà a buon mercato. Questa, ovviamente, è opinione di MB, non di nFA, che non ha opinioni in quanto tale.

Antonio di Pietro mi sembra tutto un altro paio di maniche. Il suo movimento politico mi sembra un'armata brancaleone, nel quale militano persone per bene, incompetenti, avventurieri, gente finita lì per caso, sapientoni immotivati, umili ed onesti professionisti, e via elencando. Difficile dare un giudizio omogeneo. Ma non mi sembra diverso da PdL, PD, Lega e via elencando. Anzi, la media degli IdV che ho conosciuto mi è risultata leggermente meno sgradevole della media del resto ... Lo stesso vale per le cose che dicono ("fatto", al momento, han fatto poco) e per le posizioni politiche che prendono, il 50% delle quali è condivisibile mentre l'altro 50% non lo è. Oltre all'essere "contro" il PdL e BS, in primis, ed "alleati-concorrenti" del PD, in secundis, cosa rimproveri loro, in termini politici, che non potresti ugualmente rimproverare a UDC, PdL, Lega, eccetera? Sarei curioso di saperlo ....

Questo per quanto riguarda le opinioni politiche. Veniamo ai pochi fatti. Al momento, su questo terreno, io non ho molto da rimproverare a Di Pietro: quali FATTI, Franco, dovrei rimproverargli? D'aver cercato di far finire BS in galera, il posto che più gli si adatta e dove meriterebbe d'essere alloggiato da un paio di decenni circa? Non vedo perché fargliene una colpa. Che in Italia ci sia oramai una totale accettazione del furto, dell'evasione fiscale, del fare affari frodando, rubacchiando, usando appoggi politici, corrompendo, eccetera, non lo nego. Che nel lontano 1994 un grido si sia sollevato dal sottobosco imprenditoriale italiano che diceva "Fermate Mani Pulite: abbiamo bisogno di fare affari e con MP in giro è tutto bloccato!" nemmeno lo nego: giravo nei giri giusti, al tempo, e quel grido l'ho sentito benissimo, assolutamente benissimo, credimi. Ma questi mi sembrano problemi altrui, non miei. Non mi sento proprio d'imputare al gruppo di Mani Pulite d'aver confuso l'Italia con un paese serio in cui le leggi vanno fatte rispettare, invece che con una repubblica delle banane.

Che la "destra" italiana abbia deciso che la questione morale non esiste è un problema della destra italiana (su cui conto di tornare con maggior serietà durante l'estate) ma non un problema mio. Meglio, è un problema mio perché ritengo che non ci possa essere una destra degna di quel nome, e men che meno una destra liberale, finché non facciamo della questione morale (sia nell'attività pubblica che in quella economica privata) una nostra, sottolineo "nostra", bandiera. Mi sembra, tra le altre, una delle cose buone che, timidamente, la Fondazione Fare Futuro prova a fare ... ma non mi dilungo ulteriormente su questo al momento.

Ho la vaga, non tanto vaga, impressione che molti amici "non di sinistra" (alcuni, credo, si risentirebbero se li definissi "di destra" per cui, pur non capendone le motivazioni, evito di farlo) rimproverino a Di Pietro essenzialmente e fondamentalmente una cosa: quanto fece, assieme ad altri, ai tempi di Mani Pulite. Per me, invece, quello è uno dei pochi meriti chiari di Antonio Di Pietro: il suo lavoro, quello di magistrato, sapeva farlo abbastanza bene, certo meglio della media. Il lavoro di politico, forse, non lo sa fare particolarmente bene. Ma neanche particolarmente male, se guardo alla concorrenza e misuro sulla base dei risultati. Mi sembra la salvezza d'Italia? Neanche per sogno. Ma, al momento, non vedo proprio alcuna ragione per demonizzarlo come sembri fare tu e tante altre persone dell'area "PdL at large". La demonizzazione mi sembra pura demagogia di parte politica, motivata dal semplice fatto che il signor DiP, quando faceva il magistrato, fece vedere i sorci verdi al signor BS. Peccato che, nei casi in questione, la ragione fosse dalla parte del magistrato DiP ed il torto da quella del signor BS. In cosa mi sbaglio? Detto altrimenti, COSA rende DiP cosi' tanto peggiore di BS, o di Bossi ed affini? Vorrei proprio mi venisse spiegato senza tanti giri di parole.

COSA rende DiP cosi' tanto peggiore di BS, o di Bossi ed affini?

Ah ha, Michele, allora vieni nell'afa mia .... :-)

Io non dico, infatti, che DiP sia peggiore di costoro, ma sostengo che nemmeno sia migliore. In altri termini, non vedo in un demagogo illiberale ed - incontrovertibilmente - ignorante dei fondamentali temi economici, una possibile alternativa. Tra l'altro, tutta la sua ossessione anti-berlusconiana mi pare serva solo a conquistarsi uno spazio elettorale: sarebbe ora, per chi vuol essere protagonista in questo Paese, di capire che BS non è il centro del mondo, atteggiamento che fa molto comodo solo al medesimo. Dov'è l'intelligenza politica?

La demonizzazione mi sembra pura demagogia di parte politica, motivata dal semplice fatto che il signor DiP, quando faceva il magistrato, fece vedere i sorci verdi al signor BS. Peccato che, nei casi in questione, la ragione fosse dalla parte del magistrato DiP ed il torto da quella del signor BS. In cosa mi sbaglio?

Sbagli nell'attribuirmi tale opinione, sebbene non vi sia dubbio che altri su questa visione concordino. Sbagli, per quanto mi riguarda, anche nel dire:

Ho la vaga, non tanto vaga, impressione che molti amici "non di sinistra" rimproverino a Di Pietro essenzialmente e fondamentalmente una cosa: quanto fece, assieme ad altri, ai tempi di Mani Pulite.

In realtà molti - me compreso - rimproverano a tutto il team di Mani Pulite quanto non fece. Non ho mai avuto certezze se fu per scelta - le probabilità non mi paiono trascurabili, peraltro, guardando anche ai personali percorsi di vita successivi - o per quella superiore capacità di fare quadrato che caratterizzava l'altra metà del cielo poltico, così ben impersonificata dal mitico e quasi "eroico" Primo Greganti. Quel lavoro, insomma, sarebbe stato molto più utile al Paese ed inattaccabile politicamente, se portato a termine. Ciò non toglie che per me - personalmente, s'intende - la vicenda non incida sul giudizio relativo al DiP politico.

un demagogo illiberale ed - incontrovertibilmente - ignorante dei fondamentali temi economici ...

WHOW, Franco: questa calza a pennello per BS! Una fra le (tante) descrizioni che si possa dare del medesimo. Comunque, mi rallegra sapere che, per te, BS e DiP pari sono ed egualmente esecrabili. È un passo avanti anche se ancora non mi dici COSA abbia fatto DiP che lo rende TANTO esecrabile QUANTO BS (se fosse necessario posso stenderti un elenco di circa 8 pagine contenenti alcune delle cose veramente dannose per il paese e per i TUOI interessi che ha fatto BS da, diciamo, il 1990 in avanti ...).

In QUESTO momento, BS sta facendo varie cose (dannose) mentre l'altro sta facendo solo opposizione. Quando era al governo l'ho menato allegramente (anche se grandi colpe non mi ricordo d'esser riuscito ad attribuirgli, fatta eccezione lo star con Prodi, Veltroni & Co ...). BS fa le cose (dannose) perché è Presidente del consiglio, appunto, e padrone assoluto del suo partito (e del partito alleato, ossia della Lega), ragione per cui sostenere che il [non]

capire che BS non è il centro del mondo [...]

sia una colpa di DiP è un po' ingeneroso ... Certo, BS non lo è. A me fa spesso pena, proprio come essere umano. MA per gli italiani che fanno politica lo è! Siccome DiP NON è un jet setter un po' arrogante ed intellettualoide come chi scrive, ma è solo uno che fa opposizione all'attuale governo italiano perché vuole andare lui a governare, CHI ALTRO dovrebbe attaccare? CHI? Ferrero? Veltroni? La Iervolino? Cacciari? Calderoli? Casini? Voglio dire, CHI ALTRO DOVREBBE CRITICARE se non il capo del governo che vuol sconfiggere? Secondo te, due anni fa Prodi era il centro del mondo? No, allora come sempre era solo un ente inutile al paese ed utile a se stesso. Ma BS, CHI criticava tutti i santi giorni? Sempre e solamente Prodi! Chissà perché ...

Infine, sarà l'afa ma non rispondi alle mie domande ... lo so, forse non dovrei farle così dirette, ma con gli amici son fatto così ... eppoi è estate e ci leggiamo solo tu ed io! Mi dici solo che quelli di Mani Pulite avrebbero dovuto mettere in galera anche un tot di PCI. Oh perbacco, ma certo! Ci provarono, se non ricordo male. A qualcuno fecero le penne. A meno gente che della DC e del PSI?  Ovvio! Francamente non trovo sorprendente che fosse più facile mettere in galera DC e PSI, no? Avevano avuto almeno 1000 occasioni in più per rubare, specialmente dalla metà degli anni '80 in poi, quanto il PCI contava come il due di bastoni quando la briscola è coppe, che è il periodo in cui MPulite scava ... suvvia. Comunque, son felice di sapere che tu NON ritieni fosse una colpa di DiP aver cercato di mandare BS in galera, perché anche tu condividi - vero? -che è la galera il posto dove dovrebbe essere.

Chiarito questo, e senza fretta che siamo in estate e non è il caso di prendersela a cuore, rimango curioso di sapere cosa sia che a TUOI occhi rende DiP così profondamente deprecabile. Per il momento abbiamo scoperto che è un demagogo ignorante come BS, ma nient'altro. Cos'altro ha FATTO?

Ciao, ora vado a preparare un po' di orate alla griglia e degli spaghettini con salsa di chipirones ... arriva la morosa del figlio, occorre trattarla bene ... :-)

Mi dici solo che quelli di Mani Pulite avrebbero dovuto mettere in galera anche un tot di PCI. Oh perbacco, ma certo! Ci provarono, se non ricordo male. A qualcuno fecero le penne. A meno gente che della DC e del PSI?  Ovvio! Francamente non trovo sorprendente che fosse più facile mettere in galera DC e PSI, no? Avevano avuto almeno 1000 occasioni in più per rubare, specialmente dalla metà degli anni '80 in poi, quanto il PCI contava come il due di bastoni quando la briscola è coppe, che è il periodo in cui MPulite scava ... suvvia.

Mani Pulite in Italia e' stata un sostanziale fallimento (come praticamente ogni attivita' statale), basta pensare a Pomicino e De Mita che ne sono usciti puliti al 100% e ora rappresentano tutti gli italiani, che devono ringraziare quegli elettori che hanno scritto il loro nome nel campo delle preferenze, ritenendo fossero i migliori rappresentanti del paese dei mandolini in Europa.

Mani pulite a Milano ha avuto buon successo (caso rarissimo in Italia) nel colpire socialisti soprattutto e democristiani, ma il PCI anche nel periodo che indichi prendeva secondo alcune testimonianze attendibili (e riportate come tali da DiP stesso nei suoi atti di accusa) 1/3 o 1/4 delle tangenti (mi ricordo qualcosa come 2 quote al PSI, 1 alla DC e 1 al PCI) e ne e' uscito mi risulta totalmente illeso. La Pollastrini, una delle pochissime a finire nelle inchieste, e' stata totalmente assolta e se non erro anche Cervetti dei miglioristi non e' stato condannato nemmeno ad un giorno di prigione.

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato). Nemmeno i bambini possono credere una tale boiata, tantomeno dopo che i DS hanno in cambio fatto eleggere l'ex procuratore aggiunto in Parlamento.

Mentre Borrelli, DiP & co. escludevano il PCI dalla responsabilita' nel sistema delle tangenti, che invece almeno a Milano si poteva quantificare a livelli vicini alla DC e circa 1/2 del PSI, hanno pensato bene di colpire chirurgicamente invece la Lega che a quel tempo non aveva preso nessuna tangente (al contrario del PCI che l'aveva fatti ritengo probabilmente a partire dal 1975, in aggiunta ai finanziamenti URSS) e che era colpevole solamente di aver incassato finanziamenti al partito senza dichiararli (prassi universale a quel tempo in Italia, e sia dal punto di vista penale che sostanziale di minore anche se non trascurabile gravita').  Credo esistano poche frasi piu' profondamente disoneste e false del "come sempre come tutti" pronunciato dal DiP contro la Lega (processo a Bossi per finanziamento illecito) e rilanciato da TV e quotidiani nazionali vari vicini alla sinistra o alla Fiat (altra grande responsabile del sistema delle tangenti, anche per via della Cogefar-Impresit, uscita totalmente illesa).

In conclusione, per quanto giudico io, DiP & Co. hanno fatto un lavoro buono e utile ma seriamente squalificato per essere stato chirurgicamente selettivo e di fatto schierato politicamente: hanno colpito solo alcuni partiti, hanno salvato il PCI e le grandi imprese colluse, e distorcendo i fatti hanno tirato dentro per i capelli l'ultimo arrivato, la Lega, la cui presenza in definitiva e' probabilmente l'unico motivo che ha impedito ai politici di insabbiare le inchieste milanesi come ripetutamente era avvenuto negli anni precedenti per episodi simili.

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato).

Al limite l'esclusione di cui ti parli l'avrà fatto il giudice che lo ha assolto, se c'è stato un processo...D'Ambrosio era solo un inquirente...

Mentre Borrelli, DiP & co. escludevano il PCI dalla responsabilita' nel sistema delle tangenti, che invece almeno a Milano si poteva quantificare a livelli vicini alla DC e circa 1/2 del PSI, hanno pensato bene di colpire chirurgicamente invece la Lega che a quel tempo non aveva preso nessuna tangente (al contrario del PCI che l'aveva fatti ritengo probabilmente a partire dal 1975, in aggiunta ai finanziamenti URSS)

Alberto, Bossi è stato condannato per una tangente, calcola tu a quale frazione corrisponde quell'atto rispetto all'ammontare complessivo della corruzione esistente in Italia allora, chiarisci che era esiguo, ma non negare che a) un atto contrario alla legge è stato commesso dalla Lega di allora; e b) che la modica quantità, sempre che non si parlasse di droga, non può limitare o annullare le responsabilità della Lega di allora...che, molto italicamente e assai poco padanamente, nel mentre che prendeva finanziamenti illeciti da un gruppo industriale che corrompeva a destra e a manca, incitava i suoi elettori con grida di battaglia come: "roma ladrona, la lega non perdona".

(prassi universale a quel tempo in Italia, e sia dal punto di vista penale che sostanziale di minore anche se non trascurabile gravita'). 

Ah, ecco. Adesso l'universalità di una pratica e la sua percepita minore gravità diventano una scusante per la stessa del resto è anche la linea di Craxi e del suo memorabile discorso alla camera...il finanziamento illecito ai partiti, il notorio meccanismo con il quale gli stessi suggono risorse e tangenti da imprenditori e cittadini ottenendo denaro con il quale comprano poi consenso, senza ovviamente dichiarare, come avverrebbe in altri stati, da chi prendono i soldi, ma dichiarando solo quelli presi dallo stato. Alberto, ma sei sicuro che qualcuno non entra nel tuo account di nfa sotto mentite spoglie e scriva, tuo malgrado, queste cose? Perchè io non ti riconosco.

In conclusione, per quanto giudico io, DiP & Co. hanno fatto un lavoro buono e utile ma seriamente squalificato per essere stato chirurgicamente selettivo e di fatto schierato politicamente: hanno colpito solo alcuni partiti, hanno salvato il PCI e le grandi imprese colluse, e distorcendo i fatti hanno tirato dentro per i capelli l'ultimo arrivato, la Lega, la cui presenza in definitiva e' probabilmente l'unico motivo che ha impedito ai politici di insabbiare le inchieste milanesi come ripetutamente era avvenuto negli anni precedenti per episodi simili.

Allora, delle due l'una: Di Pietro e Co o hanno fatto un lavoro serio e qualificato oppure hanno fatto politica con altri mezzi: tertium non datur. Come può essere serio o qualificato il lavoro di un magistrato che arresta o scagiona sulla base di motivi di appartenenza politica? Comunque capisco la tua incoerenza: del resto non puoi screditare veramente l'unico momento della storia italiana in cui le classi dirigenti sono state chiamate a rispondere, parzialmente certo, della loro condotta criminale. E poi, la Lega non è stata tirata per i capelli, ma ha ammesso il fatto del finanziamento illecito...capisco la delusione di vedere Bossi coinvolto in cose del genere, ma questi sono i fatti. Poi, se ci vogliamo mettere a riscrivere le sentenze sulla base di quello che noi percepiamo essere "veramente grave"; o sulla scorta di "quarti o quinti gradi di giudizio" fondati sulla lettura politica dei fatti, beh facciamo pure. Noto però per inciso che anche questo è lo sport nazionale: "mi becco una multa in divieto di sosta? Eh, ma le macchine sono tutte in divieto di sosta, perchè proprio a me?"...giusto x fare un esempio molto banale...italiani sono sempre gli altri!

 

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato).

Al limite l'esclusione di cui ti parli l'avrà fatto il giudice che lo ha assolto, se c'è stato un processo...D'Ambrosio era solo un inquirente...

Scusa Marco ma cio' che scrivi sono solo parole vuote senza senso: ti chiedo di documentarti adeguatamente per criticare in maniera utile e non pretestuosa.

Primo Greganti e' stato condannato e non assolto. I vertici PCI non sono nemmeno stati inquisiti: qui e' stato D'Ambrosio e in generale tutto il pool Mani Pulite a fare una scelta precisa, i giudici non hanno nemmeno giudicato perche' nessuno e' stato inquisito. Nota bene che sui giornali puoi trovare le interviste a D'Ambrosio in cui egli stesso afferma quanto ho scritto. Leggile.

Ci ha tentato Nordio a Treviso, che non fa parte della cosca rossa, ad inquisire i vertici nazionali PCI, ma non e' riuscito credo nemmeno a rinviarli a giudizio, probabilmente perche' il PCI prendeva effettivamente meno tangenti in Veneto, dove aveva poco potere.  Ma a Milano durante la prima Repubblica il PCI ha governato il comune col PSI, e il PSI derivava il suo potere proprio dalla possibilita' di rimanere al potere nel comune di Milano sia alleato col PCI sia con la DC. Il pool di Milano avrebbe potuto indagare i vertici sia locali che nazionali del PCI, le prove di tangenti c'erano, bastava usare il teorema "non potevano non sapere" che hanno usato per il PSI e specificamente per Craxi. Papalia ha usato teoremi simili per rinviare a giudizio e ottenere la condanna di Toni Negri.

Ripeto, Borrelli & Co in alcuni casi hanno usato il teorema "non poteva non sapere" indagando estensivamente fino a trovare indizi o prove sufficienti ad ottenere in alcuni casi condanne definitive, mentre in altri casi (PCI) hanno inquisito, ottenendo condanne, solo pochi funzionari di partito come Primo Greganti, escludendo anche dalle indagini i vertici politici (salvo esempi "devianti" dalla centralita' democratica del PCI, a Milano, come il migliorista Cervetti, peraltro in seguito assolto).

Alberto, Bossi è stato condannato per una tangente, calcola tu a quale frazione corrisponde quell'atto rispetto all'ammontare complessivo della corruzione esistente in Italia allora, chiarisci che era esiguo, ma non negare che a) un atto contrario alla legge è stato commesso dalla Lega di allora; e b) che la modica quantità, sempre che non si parlasse di droga, non può limitare o annullare le responsabilità della Lega di allora...che, molto italicamente e assai poco padanamente, nel mentre che prendeva finanziamenti illeciti da un gruppo industriale che corrompeva a destra e a manca, incitava i suoi elettori con grida di battaglia come: "roma ladrona, la lega non perdona".

Cosa vuol dire "condannato per una tangente" per te? E' un'espressione vaga, buona per il bar sport e per la disinformazione diffusa dal circo mediatico italiano.  Nelle sentenze di condanna non si usa certo quell'espressione, si usano piuttosto i numeri degli articoli del codice penale, nell'usuale stile borbonico- burocratese dello Stato italiano.  Se si desidera spiegare onestamente e non per disinformare cosa significhino quegli articoli si vede che appartengono a due categorie molto ben distinte, e non solo nell'ordinamento italiano, sia per le conseguenze penali quantificate come anni di galera e pene accessorie, sia nella loro gravita' sostanziale di comportamento delinquenziale.

  • finanziamento illecito a partiti politici, illecito solo in quanto non dichiarato secondo la normativa vigente
  • corruzione di e concussione da parte di amministratori pubblici, cioe' tangenti date su iniziative di "imprenditori" oppure anche frequentemente imposte con metodi simili a quelli della criminalita' organizzata dagli amministratori pubblici dell'arco costituzionale - consociativo su imprenditori assegnatari di commesse pubbliche.

Nota bene che Primo Greganti, nel link sopra, e' stato condannato per "corruzione" e non per "finanziamento illecito".  Nello stesso processo, La Malfa e' stato assolto dall'accusa di corruzione, mentre altrove invece e' stato condannato per "finanziamento illecito".

Personalmente non parlo di tangenti nel caso di finanziamento illecito, anche per resistere alla disinformazione iniziata proprio dal pool Mani Pulite, complice Di Pietro, nel parificare per gli elettori italiani i due illeciti, di qualita' e sostanza significativamente diversi, ripeto anche come conseguenze penali previste.  Il pool di Mani Pulite sia con espedienti retorici ("come sempre come tutti") sia con espedienti processuali (associazione di diversi imputati con responsabilita' significativamente diverse in unico procedimento penale) hanno scientemente cercato di accomunare la condana di esponenti DC e PSI per le tangenti EniMont, con condanne solo per finanzialmento illecito di esponenti di Lega e PRI, mentre i vertici PCI venivano salvanti anche dalle indagini.

Va sottolineato che la maxi-tangente Enimont origina da concussione di amministratori pubblici e vertici politici che controllavano l'Eni, che hanno inposto a Gardini la vendita di EniMont allo Stato. Per estrarre ancora piu' soldi e potere i politici si sono quindi accordati con Gardini perche' lo Stato, usando i soldi dei contribuenti, pagasse la quota EniMont di Gardini un prezzo molto superiore a quello corretto di mercato, ricevendo in cambio da Gardini 500 miliardi di lire di tangente. Questa e' la maxi-tangente EniMont. Craxi ha ammesso che il PSI ha ricevuto 93 miliardi di lire in quell'affare. Per confronto numerico, Bossi e La Malfa hanno ricevuto 0.2 miliardi di lire da Sama come finanziamento illecito, dopo che Gardini era stato estromesso: un fattore circa 450 meno di quanto ammesso da Craxi, e un fattore 2500 meno rispetto al totale della maxi-tangente presumibilmente incassata da DC e PSI.  Anche riscalando per la consistenza elettorale dei diversi attori, e' evidente chepe Bossi e La Malfa erano i ladri di polli finiti nella retata, mentre i vertici dei principali partiti dell'arco costituzionale erano per confronto i vertici della cupola mafiosa del sistema Italia del tempo.

Visto che viviamo in Italia dove abbondano criminale e disonesti, forse sarebbe il caso di distinguere tra i grandi criminali e i piccoli criminali, invece di cercare di intorbidare le acque e accomunarli tutti indistintamente. Oltretutti i grandi criminali che sono ai vertici dello Stato usano la tecnica consumata dei Borboni delle Due Sicilie di tollerare e anzi incentivare (per es. attraverso leggi e regolamenti di complicazione demenziale) criminalita' diffusa tra i sudditi, in modo da rendere tutti colpevoli e tutti complici, allo scopo ovviamente di intorbidare le acque su chi sono i maggiori reali delinquenti.

Alberto, stai calmo che non parlo a vanvera anzi.

Allora, siccome mi accusi di fare chiacchere da bar sport, vediamo chi è che le fa, le chiacchere.

  • L'appunto su D'Ambrosio era solo diretto a ricordarti che oltre la magistratura inquirente ci sono i giudici nei vari gradi di appello, giusto per dirti che “le toghe rosse” potevano essere tutto il pool e passi, ma non tutti i giudici che nei gradi successivi hanno confermato le condanne.

I vertici PCI non sono nemmeno stati inquisiti: qui e' stato D'Ambrosio e in generale tutto il pool Mani Pulite a fare una scelta precisa, i giudici non hanno nemmeno giudicato perche' nessuno e' stato inquisito.

  • Non è vero, ma manco per niente. Ti ricordo un po' di nomi dell'ex PC-PDS inquisiti dal pool. Allora i primi politici arrestati a Milano, FRA I PRIMI, vi sono: Epifanio li Calzi (assessore comunale ai lavori pubblici) e Sergio Soave (vicepresidente legacooperative lombarde- che entra a S. Vittore il 30 Aprile 1992). Finirono inoltre sotto inchiesta, o addirittura arrestati i seguenti esponenti pidiessini: onorevole Gianni Cervetti; segretaria regionale Barbara Pollastrini; segretario cittadino Roberto Capellini; e ancora Luigi Carnevale, Bruno Cremascoli; Massimo Ferlini, assessore; Roberto Camagni ex vicesindaco; i segretari amministrativi nazionali Stefanini Marcello e Renato Pollini; il membro della direzione nazionale Marco Fredda; il consigliere in quota PDS nelle FFSS Giulio Caporali; il deputato di area dalemiana Cesare de Piccoli; Renato Morandini...è sufficiente l'elenco? Basta a smentire i tuoi “fatti”? Alcuni di questi vennero condannati per le tangenti Enel e Metropolitana, altri assolti dal Tribunale (Ferlini e Pollastrini) o dalla Corte di Appello (Cervetti). Tutte toghe rosse in combutta con il pool? Ridicolo.

 

  •  Primo Greganti. Arrestato il 1° Marzo 1993, rilasciato il 31 Maggio dopo 90 giorni, ri-arrestato il 19 settembre dello stesso anno e scarcerato a ottobre: in tutto 4 mesi di carcerazione cautelare, una delle più lunghe dell'inchiesta. Volevano salvare il PCI-PDS? E perchè tenerlo dentro tutto quel tempo allora? Non ci vedi niente di strano? Giovanni Battista Zorzoli, all'Enel in quota PCI, è condannato nello stesso processo che condanna Greganti, almeno in primo grado.

 

  • Il PCI-PDS prendeva soldi dai russi? Verissimo. Ma non erano penalmente perseguibili, i finanziamenti dall'estero; e le prove saltarono fuori dopo la caduta del Muro di Berlino. Nel 1990 il parlamento italiano vota (penta-partito più PCI) un'amnistia per i finanziamenti illeciti ai partiti sino al 24 ottobre 1989, perchè stava entrando in vigore il nuovo Codice. Evidentemente oltre alle tangenti tutti prendevano anche fondi neri americani o russi. Perchè ricordarlo solo x la sinistra?

 

  • I comunisti tenuti fuori dalla corruzione accertata? Ma manco per niente. Nella sentenza di condanna per la vicenda delle mazzette per la costruzione della metropolitana di Milano, i giudici scrivono che “a livello di federazione l'intero partito venne coinvolto nel sistema degli appalti. Risulta pacifico che il PCI-PDS dal 1987 sino al febbraio 1992 ricevette, quale percentuale di tangenti, il 18,75%, tre miliardi di lire.” Il PCI-PDS protetto? ma da chi?
  • Nordio l'unico che ci prova a controllare i dirigenti PCI-PDS? E lo sai come ha fatto a provarci? Perchè i colleghi di Milano trasferivano gli atti riguardanti D'Alema o Occhetto o a Venezia o a Roma. Non è colpa dei vertici PCI-PDS se loro facevano trattare le questioni ai maggiorenti locali, che infatti venivano colpiti dalle inchieste Mani Pulite, mentre Craxi, come disse Larini, si faceva portare le mazzette sul tavolo o sul letto.
  • Tu tieni separate tangenti da finanziamenti illeciti. Non so se fai bene. Ho sbagliato a dire “Bossi fu condannato per una tangente”?...rimane il fatto che Bossi prendeva soldi da un'azienda che stava organizzando quella corruzione su vasta scala. Erano forse soldi che la Lega riceveva per non fare casino proprio sulle vicende in cui compariva come ladra di polli? Ma poi cosa cambia, rubare per il partito o rubare per se stessi? Tu sembri sostenere che la posizione di Bossi e di chi come lui prendeva soldi illecitamente per il partito sia un po' meno rognosa degli altri, ma non è così: chi prende soldi che non deve prendere sbaglia: dove li metta, o come chiama coloro con cui divide il malloppo, non mi interessa. Che i suoi degni compari siano ladri con la mascherina o funzionari di partito, che prendono illecitamente dei fondi per una causa che loro reputano buona, non fa differenza...ed è singolare che tu oscuri questi problemi invocando la diversa trattazione giuridica dei due reati, che sono distinti si, ma non meno gravi, anche se in questo modo Bossi non ne esce pulito. Rubare per il partito comporta un bel po' di cose: finanziamento illecito e falso in bilancio...oltre a determinare una distorsione della vita interna del partito, perchè chi dispone di quei fondi si compra le tessere, crea consenso nei colleggi che si blinda supportandosi con i fondi neri stessi. Tutto questo è poca roba, per giudicare di Bossi rispetto ai criminali di ben altra levatura che giravano allora? Non so, a me è sufficiente. Sulla modica quantità del finanziamento illecito a Bossi poi, mi astengo. Ma che ragionamento è? Se accumulo fondi neri alla chetichella, poco per volta sono meno reprensibile di chi fa i grandi colpi? E chi l'ha detto che un reato o la sua gravità si misuri dalla percentuale della truffa totale finita in mano al ladro? Quindi, una società con un patrimonio enorme potrebbe permettersi una franchigia di corruzione e fondi neri molto più grande di una piccolissima azienda, solo perchè il fatturato della prima è molto più grande? Ma andiamo...
  • Comunque mi interessa che un giurista spieghi la differenza esistente tra corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Perchè da un lato i finanziamenti illeciti andavano a soggetti che avevano, seppure in proporzione diversa, un potere amministrativo capace di incidere sulle attività delle aziende che pagavano, il che induce a pensare che lo scambio non fosse poi così volontario. Inoltre, quei soldi, versati come fondi neri dalle aziende erano nascosti. Perchè non li mettevano a bilancio? Cosa c'era da nascondere? Mica Bossi non poteva ricevere i soldi, poteva farlo pubblicamente ma non lo faceva, perchè? perchè lui e tutti gli altri li prendevano in nero? Se è tutto così modico e normale, perchè nn l'hanno fatto alla luce del sole?

 

Visto che viviamo in Italia dove abbondano criminale e disonesti, forse sarebbe il caso di distinguere tra i grandi criminali e i piccoli criminali, invece di cercare di intorbidare le acque e accomunarli tutti indistintamente.

  • Ah si? Peccato! Niente più critiche ai piccoli deliquenti, alla grande illegalità diffusa specie al Sud; niente critiche a quanti, nei piccoli e nei grandi comuni, non lavorano ma timbrano il cartellino. E niente più leggi contro le spadare perchè quei pescatori sono dei poveracci e cosa gli vuoi fare? E le bancarelle degli abusivi? Povera gente? I crimini più importanti sono altri, sempre altri. Siamo tutti poveri padri di famiglia, teniamo famiglia appunto o al massimo un partito...eh cosa vuole signora mia...coi tempi che tirano...

I vertici PCI non sono nemmeno stati inquisiti: qui e' stato D'Ambrosio e in generale tutto il pool Mani Pulite a fare una scelta precisa, i giudici non hanno nemmeno giudicato perche' nessuno e' stato inquisito.

  • Non è vero, ma manco per niente. Ti ricordo un po' di nomi dell'ex PC-PDS inquisiti dal pool.

Intendevo i vertici nazionali. Ho scritto anche io che a Milano hanno inquisito (e in seguito assolto) Cervetti e Pollastrini. Nota che per DC, PSI, PRI, Lega e molti altri i vertici nazionali sono stati inquisiti.  Non sono stati inquisiti invece dal pool di Milano i vertici nazionali del PCI come anche gli azionisti i proprietari della Cogefar-Impresit, che io sappia.

Primo Greganti. Arrestato il 1° Marzo 1993, rilasciato il 31 Maggio dopo 90 giorni, ri-arrestato il 19 settembre dello stesso anno e scarcerato a ottobre: in tutto 4 mesi di carcerazione cautelare, una delle più lunghe dell'inchiesta. Volevano salvare il PCI-PDS? E perchè tenerlo dentro tutto quel tempo allora? Non ci vedi niente di strano? Giovanni Battista Zorzoli, all'Enel in quota PCI, è condannato nello stesso processo che condanna Greganti, almeno in primo grado.

Per quanto so Primo Greganti e' venuto fuori parecchio dopo l'apice di Mani Pulite, e dietro precisa confessione di un inquisito in altri procedimenti.  Non perseguirlo in presenza di testimonianza verbalizzata puntuale e personale darebbe stato un reato bello e buono. L'accanimento su PG e' conseguenza dovuta della sua condotta omertosa tipica dell'organizzazione cui apparteneva e forse ancor oggi appartiene.

Il PCI-PDS prendeva soldi dai russi? Verissimo. Ma non erano penalmente perseguibili, i finanziamenti dall'estero; e le prove saltarono fuori dopo la caduta del Muro di Berlino.

Era reato di finanziamento illecito, quantomeno. Come fai ad affermare che non erano penalmente perseguibili? Quando? Se si voleva, si poteva metter su un procedimento per eversione dell'ordinamento dello Stato e alto tradimento. In Italia e' semplicissimo, la creativita' non manca e la tradizione di usare le leggi contro i nemici e interpretarle per gli amici e' consolidata. Ma il Parlamento e' riuscito a condonare tutti i reati antecedenti il 1989 (salvando anche De Mita). E' stato un miracolo che non siano riusciti a condonare anche tutte le malefatte di Craxi dopo il 1989.

I comunisti tenuti fuori dalla corruzione accertata? Ma manco per niente. Nella sentenza di condanna per la vicenda delle mazzette per la costruzione della metropolitana di Milano, i giudici scrivono che “a livello di federazione l'intero partito venne coinvolto nel sistema degli appalti. Risulta pacifico che il PCI-PDS dal 1987 sino al febbraio 1992 ricevette, quale percentuale di tangenti, il 18,75%, tre miliardi di lire.” Il PCI-PDS protetto? ma da chi?

Il PCI prende il 18.75% della tangentopoli milanese e i vertici nazionali non sono stati nemmeno indagati dal pool mani pulite di Milano.

rimane il fatto che Bossi prendeva soldi da un'azienda che stava organizzando quella corruzione su vasta scala.

Per la precisione, Bossi ha fatto l'avvoltoio dopo aver avuto sentore che tutti attingevano a piene mani dalla Ferruzzi. Il finanziamento di Sama e' ben posteriore alla concussione ai danni di Gardini che da' origine alla maxi-tangente. I Ferruzzi erano ormai il bancomat dei partiti, e Craxi ha ammesso di aver preso 465 volte piu' della Lega. E se non erro gia' nel 1992 la Lega era il primo partito a Milano, col 18.5%.

Se accumulo fondi neri alla chetichella, poco per volta sono meno reprensibile di chi fa i grandi colpi?

Fai i conti sul totale integrato nel tempo delle tangenti e la proporzione incassata dalla Lega si riduce ancora di piu'. La Lega ha preso pochissimi soldi, moltissime meno volte, e su un periodo di tempo molto inferiore.

E chi l'ha detto che un reato o la sua gravità si misuri dalla percentuale della truffa totale finita in mano al ladro? Quindi, una società con un patrimonio enorme potrebbe permettersi una franchigia di corruzione e fondi neri molto più grande di una piccolissima azienda, solo perchè il fatturato della prima è molto più grande? Ma andiamo...

A me questi sembrano solo giochi di parole. Quello che conta e' la frazione del danno prodotto sul totale (< 1/2500) e il tipo di crimine.  Per me finanziamento illecito e' molto meno grave di concussione e corruzione.  Libero di pensarla diversamente, mi limito ad aggiungere che anche secondo il codice penale, e non solo in Italia, c'e' una notevole differenza tra i due reati.

 

Noto con un certo divertimento – ora che ho ritrovato il tempo per scrivere – come al mio spunto abbia fatto seguito una bella polemica, con tanto di schieramenti ….... quindi, Marco, mi collego al tuo ultimo intervento, invitandoti a non lasciarti troppo influenzare dalle tue personali simpatie, che sono, ovviamente, perfettamente legittime, ma non ti devono indurre a trascurare il particolare fondamentale per dare un senso al quesito: l'accusa di partigianeria al team di Mani Pulite è fondata?

Si tratta, come bene ha ricordato Alberto Lusiani, del coinvolgimento nell'inchiesta dei vertici politici nazionali, una scelta compiuta nei confronti di DC e PSI e persino della Lega – colpevole, certamente, di un finanziamento illecito di minore entità, ma non della scientifica spartizione della res publica – ed invece evitata nei confronti del PCI, che pure della banda faceva parte a pieno titolo.

Qui sta la prova e dovresti accettarla. Tutto il resto son disquisizioni “varie ed eventuali”.

Tra l'altro, Marco, non si può certo dire che lorsignori – i sedicenti “migliori” - fossero da ritenersi alieni dall'abitudine concussoria “strutturata” - come ben sanno tutti coloro che hanno avuto rapporti d'affari con le organizzazioni collegate - e che, quindi, fosse ragionevole ritenere estranei i massimi vertici del Bottegone.

A questo proposito, ti (vi) racconto una piccola storia, non proprio fresca di giornata, perché risale alla fine degli anni sessanta. In quel periodo, mio padre rilevò quella che è ancora la mia azienda, attiva nella produzione di contenitori per l'ortofrutta, in particolare alveoli per le pesche e, soprattutto, vaschette per le fragole. Quel mercato era in mano alle cooperative, che facevano riferimento a tre aree poltiche ben definite: c'erano le cooperative “bianche” (vicine alla DC), quelle “rosse” (collaterali al PCI) e quelle “verdi” (di derivazione PRI, poche e concentrate in Romagna). I rapporti con tali strutture presentavano, sostanzialmente, le medesime caratteristiche e modalità, eccetto che per un particolare che non riuscirei, francamente, a definire irrilevante: i responsabili delle seconde imponevano – del tutto apertamente - il pagamento di una tangente per finanziare il partito, pena l'esclusione da ogni possibilità di accordo commerciale. Il sistema era praticato scientificamente, il che significa che non poteva essere opera di taluni funzionari locali, particolarmente disonesti, senza che nessuno sapesse alcunché a Roma. Questo fu uno dei motivi – non l'unico, ma nemmeno secondario per un uomo che aveva in gran conto la legalità, e mi ha trasmesso tale impostazione culturale – che spinsero mio padre ad abbandonare quel mercato ed a rivolgere l'attenzione ad altri settori.

Storie come questa sono tutt'altro che infrequenti e, come puoi capire, la collocazione storica – son passati più di quarant'anni da allora e la faccenda era già ben rodata ….. - chiarisce perfettamente il modo d'agire dei nostri eroi. Sono anche note ad una vasta platea di operatori economici: sarebbe davvero curioso che nessuna notizia in merito facesse parte del patrimonio di conoscenze acquisite dagli inquirenti milanesi, nel corso delle indagini, non credi?

 

quindi, Marco, mi collego al tuo ultimo intervento, invitandoti a non lasciarti troppo influenzare dalle tue personali simpatie, che sono, ovviamente, perfettamente legittime, ma non ti devono indurre a trascurare il particolare fondamentale per dare un senso al quesito: l'accusa di partigianeria al team di Mani Pulite è fondata?

Io accolgo il tuo invito e mi sforzo di essere, nei limiti, imparziale...mi pare però, che con tutto il rispetto non sia io a girare le cose in maniera tale da essere/apparire parziale agli occhi altrui.

Di aneddotti te ne potrei raccontare tanti, anzi guarda io conosco bene sopratutto quelli della parte politica che voto, che è quella che mi fa incazzare di più proprio perchè la voto...

Il punto fondamentale per me, come ho già scritto, è che due azioni sbagliate non ne fanno una giusta: se purtroppo, quale che sia la ragione, una parte politica è riuscita, come tu dici, a esimersi dalle sue responsabilità, cosa che io non giudico vera perchè il PCI-PDS ebbe delle condanne, questo non può indurci a screditare un'opera di pulizia parziale magari negli esiti, ma comunque necessaria. E se anche una certa inchiesta è parziale negli esiti pratici, non è detto che quella parzialità sia un riflesso diretto della parzialità, che voi presumete e insinuate ma non dimostrate, del giudice. Se Axel fosse ancora tra noi (nel blog intendo, eh :-) ) magari potrebbe dirci qualcuna delle sue parole chiare e ultime su come e perchè certe inchieste non facciano quel redde rationem totale che voi vi aspettereste.

Aggiungo però, senza retorica, e con tutto il rispetto per te e Alberto che davvero non vi capisco. Vi lamentate che l'azione di Mani Pulite non è stata così radicale come avrebbe dovuto, e passi; lamentate esiti giudiziari che non comprendete alla luce degli studi o delle esperienze di vita perchè "rubavano tutti", e passi pure questo; poi però tanto ardore per la giustizia lascia il passo a questi filtraggi di moscerino con contemporaneo ingoio di cammello: la mazzetta per Bossi, in nero e condannata in via definitiva? Solo finanziamento illecito! La Lega coinvolta in tangentopoli? Solo un espediente per screditarla come forza di rinnovamento! Insomma, da quello che capisco fate leva sulla parzialità dell'esito di tangentopoli (che dite: ha risparmiato la sinistra), non tanto per richiedere una puntuale applicazione della legge anche a quella, ma per esonerare la vostra parte politica dalle responsabilità accertate, alcune volte confessate (come nel caso della Lega). Se così nn fosse, non usereste quelle parzialità per esonerare chi è comununque risultato colpevole. E per fare questo, cioè per utilizzare la supposta parzialità di tangentopoli, dovete imbarcarvi in pseudo-spiegazioni che in altri ambiti vi farebbero sorridere amaramente: complotti e cose del genere.

Cioè, cari miei, tutti i vostri discorsi su tangentopoli e sugli esoneri o minimizzazioni che richiedete proprio per quella parte politica che dite di preferire, mi paiono molto una giustificazione del tipo: "così facevan tutti"...una roba molto borbonica, giusto per utilizzare un termine che sembra angustiare il nostro Alberto, che vedi questi borbonici dappertutto :-) .

L'idea che avete tu e Alberto di giustizia, come ho detto, è molto strana. Siccome non si può erogare una giustizia totale che coinvolga tutti, allora anche quella poca che si è fatta, di giustizia, non è vera giustizia: ma complotto, parzialità dei giudici e così via. Ammetto che certe parabole politiche di magistrati del pool non possono certo rasserenarvi, ma anzi vi insospettiscono: condivido il fastidio x questi atteggiamenti dei giudici, ma non al punto da ricavarne un sospetto per l'intero loro operato.

PS: Siccome i fatti sono fatti, e ormai è tardi continuo con qualche cosuccia che nn si sa mai che serva a qualcosa. D'Ambrosio, qui evocato come il giudice di sinistra per antonomasia, non è poi così schedabile come pensa qualcuno. Negli anni '70 D'Ambrosio assolve Pino Rauti dall'accusa di essere il mandante della strage di Piazza Fontana: alcuni ricordano,sui muri di Milano, le scritte che lo definivano fascista ? Fu di nuovo "fascita" quando assolse Calabresi, che la sinistra riteneva invece l'assassino di Pinelli.

Marcello Maddalena, procuratore aggiunto a Torino. Scrive sulla Voce di Montanelli. Prima ancora sul Giornale, un anticomunista convinto. Nel '95 la Procura di Torino fa arrestare Dell'Utri? Ovvio, è una toga rossa.

Cordova, procuratore di Palmi. Mette, tra anni '80 e '90 sotto inchiesta Francesco Macrì, DC? Una toga rossa, o rosa, almeno. Procuratore di Napoli nel 93. Indaga su Bassolino e collusione fra coop rosse e camorra? È di destra, e infatti Violante...

Alessandro Rossato da gip e poi da gup tenta l'arresto di Previti nel 98, salvato dal no delle camere che negano l'autorizzazione? È una toga rossa, ovvio...anche se è iscritto a Unicost, corrente moderata.

Ti dico di più. Ricordi Paolo Ielo? Quando conclude, in primo grado, le indagini per le tangenti ferroviarie contro la sinistra milanese, nel 1998 D'Alema e Berlusconi sono chiusi tutto il giorno in bicamerale...e alcuni arrivano a dire che quelle inchieste saltano fuori perchè certa sinistra, vuole ostacolare l'altra sinistra che ragiona di riforme con Berlusconi...

Cioè se mi metto a scartabellare libri e giornali ne trovo abbastanza per non fidarmi di queste accuse incrociate di politicizzazione, specie se arrivano da politici, che come dici tu stesso lo sanno tutti che rubano da sempre. Ma allora, caro Franco, se lo sai anche tu che è così, che questi rubano e basta, di cosa ti stupisci se qualcuno dopo tutto lo beccano?

a mazzetta per Bossi, in nero e condannata in via definitiva? Solo finanziamento illecito! La Lega coinvolta in tangentopoli? Solo un espediente per screditarla come forza di rinnovamento! Insomma, da quello che capisco fate leva sulla parzialità dell'esito di tangentopoli (che dite: ha risparmiato la sinistra), non tanto per richiedere una puntuale applicazione della legge anche a quella, ma per esonerare la vostra parte politica dalle responsabilità accertate, alcune volte confessate

La condanna di Bossi e' per finanziamento illecito. Non capisco perche' non si possa precisarlo. Piuttosto, e' dal punto di vista retorico falso e tendenzioso affermare "condananto per tangenti" accomunandolo senza distinzione a chi e' stato condannato per reati significativamente diversi (corruzione e concussione).

(come nel caso della Lega). Se così nn fosse, non usereste quelle parzialità per esonerare chi è comununque risultato colpevole.

Nessun esonero, i fatti appaiono assodati: Sama ha dato materialmente i 0.2 miliardi di lire a Patelli e Bossi aveva sollecitato il finanziamento e ne era a conoscenza.  Dove avrei chiesto di esonerare Bossi?  Potresti citare?

Ti ripeto i fatti che critico:

  • assenza di indagini e rinvii a giudizio sui vertici nazionali del PCI. In un singolo caso specifico ci sono le prove della tangente a P.Greganti, 1 miliardo di lire, e si considera plausibile che non l'abbia consegnata al partito a Roma ma l'abbia usata per acquisti immobiliari personali.
  • l'uso di espedienti retorici ("come sempre come tutti") per accomunare la Lega alla realta' di Tangentopoli, fatta sostanzialmente di corruzione e concussione ad opera di amministratori pubblici al potere e di tangenti in cambio di appalti pubblici "arrangiati" e sovra-pagati
  • l'uso di espedienti processuali per accomunare Bossi e La Malfa, colpevoli solo di finanziamento illecito, ad un processo che originava da concussione dei politici DC e PSI al potere ai danni di Ferruzzi, concussione risoltasi in un accordo in base al quale i politici pagavano con soldi pubblici Enimont almeno 500 miliardi di lire oltre il suo valore, e in cambio Gardini avrebbe finanziato in nero i partiti con la maxi-tangente Enimont di 500 miliardi.

Se hai qualche critica a questi tre punti scrivi pure.

Cioè, cari miei, tutti i vostri discorsi su tangentopoli e sugli esoneri o minimizzazioni che richiedete proprio per quella parte politica che dite di preferire, mi paiono molto una giustificazione del tipo: "così facevan tutti"...una roba molto borbonica, giusto per utilizzare un termine che sembra angustiare il nostro Alberto, che vedi questi borbonici dappertutto :-) .

Nessun esonero e nessuna minimizzazione.  I fatti vanno ricondotti alla loro realta', la realta' viene descritta appropriatamente scrivendo che

  • Bossi e' stato condannato per finanziamento illecito
  • il sistema delle tangenti, la dazione ambientale riguarda nella sostanza ben altra materia penale (corruzione e concussione, peculato, riciclaggio) e in questo, a Milano, DC, PCI e PSI erano immersi fino al collo, mentre la Lega ne era totalmente estranea
  • nell'ambito dei finanziamenti erogati dal gruppo Ferruzzi negli anni precedenti al 1993, la Lega ha percepito 0.2 milirardi di lire su un totale stimato di 500 miliardi, 2500 volte superiore

Quasi tutti facevano anche finanziamento illecito, questo e' un altro fatto. Non si chiede che Bossi venga esonerato ma piuttosto che almeno vengano inquisiti i vertici nazionali PCI.

D'Ambrosio, qui evocato come il giudice di sinistra per antonomasia, non è poi così schedabile come pensa qualcuno. Negli anni '70 D'Ambrosio assolve Pino Rauti dall'accusa di essere il mandante della strage di Piazza Fontana: alcuni ricordano,sui muri di Milano, le scritte che lo definivano fascista ? Fu di nuovo "fascita" quando assolse Calabresi, che la sinistra riteneva invece l'assassino di Pinelli.

Il Corriere della Sera lo so ribatte molto su questi fatti per accreditare l'idea che il parlamentare della versione recente del PCI fosse tutt'altro che un uomo di partito. Dei fatti degli anni '70 so molto poco. Non mi stupirebbe che un militante PCI un minimo intelligente avesse assolto P.Rauti con perfetta razionalita' per evitare il rischio di farne un martire con una condanna manifestamente senza prove o con un'assoluzione in processo.  Potrei sapere a che titolo D'Ambrosio ha "assolto" P.Rauti? Non l'ha rinviato a giudizio, o agiva come giudice nel processo?

Per quanto riguarda Calabresi, non ho conoscenza sufficiente dei fatti.  Sei sicuro che il PCI era allineato sulle posizioni di Lotta Continua riguardo "Calabresi assassino" oppure magari aveva una posizione diversa perfettamente coerente con l'operato di D'Ambrosio?

Marcello Maddalena, procuratore aggiunto a Torino. Scrive sulla Voce di Montanelli. Prima ancora sul Giornale, un anticomunista convinto. Nel '95 la Procura di Torino fa arrestare Dell'Utri? Ovvio, è una toga rossa.

Mai detto nulla del genere.  E non conosco quella situazione.

Cordova, procuratore di Palmi. Mette, tra anni '80 e '90 sotto inchiesta Francesco Macrì, DC? Una toga rossa, o rosa, almeno. Procuratore di Napoli nel 93. Indaga su Bassolino e collusione fra coop rosse e camorra? È di destra, e infatti Violante...

Marco, studiati per bene tutta la storia di Cordova, che e' un esempio allucitante della disonesta' intellettuale della sinistra italiana e di Magistratura Democratica.

Cordova era procuratore a Palmi e (giustamente) aveva messo sotto processo i socialisti per le loro malefatte in Calabria nei primi anni '90.  Per questo merito, interpretato strettamente in forma di osservanza politica, Cordova era il campione di MD e del PCI per la procura nazionale antimafia.  Il PSI (che ai tempi era un partito ladro e corrotto come il PCI, solo leggermente di piu') sosteneva per lo stesso ruolo Falcone, che era un magistrato onesto, corretto e competemnte, e probabilmente (mia stima personale) conosceva, combatteva e aveva a che fare con la Mafia significativamente piu' di Cordova.

MD e il PCI sono riusciti a fermare Falcone ma non a promuovere Cordova.  In seguito Cordova e' stato promosso capo della Procura di Napoli.  Essendo un magistrato onesto, corretto e competente, ha indagato e inguaiato seriamente chi era al potere a Napoli in quel momento, e cioe' la giunta comunale rossa di Bassolino.  A quel punto tutto il supporto di MD e del PCI o della sua incarnazione del tempo per Cordova e' svanito. Cordova se ricordo bene si e' perfino dimesso dall'associazione nazionale magistrati ed e' stato espulso dal CSM dalla Procura di Napoli, scommetto per dirottarlo in qualche realta' locale non amministrata dalla cosca rossa.

Non conosco la posizione di Di Pietro sul caso e mi piacerebbe conoscerla, ma non ricordo abbia parlato di fallimento della democrazia in Italia riguardo la rimozione di Cordova da Napoli mentre indagava sulle malefatte della giunta comunale di sinistra al potere.

Alessandro Rossato da gip e poi da gup tenta l'arresto di Previti nel 98, salvato dal no delle camere che negano l'autorizzazione? È una toga rossa, ovvio...anche se è iscritto a Unicost, corrente moderata.

Qui e anche altrove sopra stai attribuendomi fatti che non solo non ho detto ne' accennato, ma sui quali avrei semmai opinioni opposte a quelle che scrivi. Quello che affermo su DiP e Mani Pulite a Milano te l'ho riassunto sopra, se vuoi discutere sul merito prendi un'affermazione e rispondi a quella, non allargare il discorso a cose che non ho detto e giudizi che non ho dato, non mi sembra serio ne' produttivo.

Nessun esonero, i fatti appaiono assodati: Sama ha dato materialmente i 0.2 miliardi di lire a Patelli e Bossi aveva sollecitato il finanziamento e ne era a conoscenza.  Dove avrei chiesto di esonerare Bossi?  Potresti citare?

Alberto, lo dici eccome...voce fuggita al seno, più richiamar non vale:

Per confronto numerico, Bossi e La Malfa hanno ricevuto 0.2 miliardi di lire da Sama come finanziamento illecito [...]: un fattore circa 450 meno di quanto ammesso da Craxi, e un fattore 2500 meno rispetto al totale della maxi-tangente presumibilmente incassata da DC e PSI.  Anche riscalando per la consistenza elettorale dei diversi attori, e' evidente chepe Bossi e La Malfa erano i ladri di polli finiti nella retata, mentre i vertici dei principali partiti dell'arco costituzionale erano per confronto i vertici della cupola mafiosa del sistema Italia del tempo.

Visto che viviamo in Italia dove abbondano criminale e disonesti, forse sarebbe il caso di distinguere tra i grandi criminali e i piccoli criminali, invece di cercare di intorbidare le acque e accomunarli tutti indistintamente.

Ai tuoi fatti:

  • assenza di indagini e rinvii a giudizio sui vertici nazionali del PCI. In un singolo caso specifico ci sono le prove della tangente a P.Greganti, 1 miliardo di lire, e si considera plausibile che non l'abbia consegnata al partito a Roma ma l'abbia usata per acquisti immobiliari personali
  • l'uso di espedienti retorici ("come sempre come tutti") per accomunare la Lega alla realta' di Tangentopoli, fatta sostanzialmente di corruzione e concussione ad opera di amministratori pubblici al potere e di tangenti in cambio di appalti pubblici "arrangiati" e sovra-pagati
  • l'uso di espedienti processuali per accomunare Bossi e La Malfa, colpevoli solo di finanziamento illecito, ad un processo che originava da concussione dei politici DC e PSI al potere ai danni di Ferruzzi, concussione risoltasi in un accordo in base al quale i politici pagavano con soldi pubblici Enimont almeno 500 miliardi di lire oltre il suo valore, e in cambio Gardini avrebbe finanziato in nero i partiti con la maxi-tangente Enimont di 500 miliardi.

ho già risposto. Ho citato esponenti di primo piano del PCI-PDS coinvolti nell'inchiesta. Sugli espedienti retorici, francamente, non so cosa dirti: in una requisitoria la retorica ci sta, fa parte del gioco delle parti per dare forza alle proprie argomentazioni. Non ti sembra di essere un tantinello esigente quando chiedi che non si usi, da parte del PM, nessun tipo di retorica? Sugli altri espedienti, o quelli che tu chiami in causa, che avrebbero evitato lo stralcio della posizione di Bossi...penso che siano da addebitarsi alla procedura del processo, cioè al fatto di risparmiare tempo per non mettere in piedi un altro dibattimento...io capisco che umanamente avere il leader della Lega, duro e puro per sua stessa ammissione, processato insieme ai vertici del potere di allora sia stato uno shock, ma è così e basta, fattene una ragione.

 

Non mi stupirebbe che un militante PCI un minimo intelligente avesse assolto P.Rauti con perfetta razionalita' per evitare il rischio di farne un martire con una condanna manifestamente senza prove o con un'assoluzione in processo. 

Con queste premesse, si può affermare tutto e il contrario di tutto...ormai assoluzioni e condanne per te non sono che parte di un progetto politico, francamente un'esagerazione, dal mio punto di vista. Tra l'altro, ripeto, tutto il tuo castello sta in piedi assumendo una politicizzazione in senso favorevole al PCI-PDS non solo del pool vero e proprio, ma anche dei giudici che hanno scritto le condanne, mandato assolti e così via.

I giudici o magistrati che ho richiamato sono l'esempio, secondo me, di come l'accusa di politicizzazione salti fuori ogni qualvolta i giudici smettono di acchiappare i ladri di polli, quelli veri, e cominciano a indagare sui politici...non a caso ho fatto l'esempio di Cordova, e dell'atteggiamento della sinistra nei suoi riguardi: il mio obbiettivo era quello di rubricare le tue critiche alla parzialità di Mani Pulite ad un atteggiamento più generale che, con fini ovviamente diversi dai tuoi, è tipico indistintamente della classe politica, che appunto delegittima i giudici che mettono il naso dove non dovrebbero. Poi, ovviamente la delegittimazione dei giudici per mezzo dell'accusa di politicizzazione, ha fatto proseliti inquietanti...perchè a forza di ripeterle, certe cose diventano "vere".

 

Nessun esonero, i fatti appaiono assodati: Sama ha dato materialmente i 0.2 miliardi di lire a Patelli e Bossi aveva sollecitato il finanziamento e ne era a conoscenza.  Dove avrei chiesto di esonerare Bossi?  Potresti citare?

Alberto, lo dici eccome...voce fuggita al seno, più richiamar non vale:

Per confronto numerico, Bossi e La Malfa hanno ricevuto 0.2 miliardi di lire da Sama come finanziamento illecito [...]: un fattore circa 450 meno di quanto ammesso da Craxi, e un fattore 2500 meno rispetto al totale della maxi-tangente presumibilmente incassata da DC e PSI.  Anche riscalando per la consistenza elettorale dei diversi attori, e' evidente chepe Bossi e La Malfa erano i ladri di polli finiti nella retata, mentre i vertici dei principali partiti dell'arco costituzionale erano per confronto i vertici della cupola mafiosa del sistema Italia del tempo.

Visto che viviamo in Italia dove abbondano criminale e disonesti, forse sarebbe il caso di distinguere tra i grandi criminali e i piccoli criminali, invece di cercare di intorbidare le acque e accomunarli tutti indistintamente.

E' evidente che io ho chiesto solo di "distinguere" e "non accomunare" la posizione di Bossi (finanzialemto illecito) con quella dei vertici nazionali DC e PSI (concussione, corruzione, peculato, riciclaggio). Non ho chiesto nessun esonero. Anzi ho affermato semmai che il pool avrebbe dovuto contestare concussione, corruzione, peculato e riciclaggio anche ai vertici nazionali PCI. Aggiungo che per i fondi dall'URSS si sarebbe potuto contestare anche eversione delle istituzioni democratiche e alto tradimento, reati che probabilmente non hanno prescrizione. E lo stesso dalla DC, sia pure meno grave perche' da Paese formalmente alleato, per gli eventuali fondi esteri USA.

Nel 1989 venne varata una amnistia che comprendeva i reati di corruzione. Quindi PCI, DC e PSI e tutti gli altri possono ripartire da zero.  I fatti di mani pulite riguardano il periodo successivo. Quindi le questioni dei Soviet che pagano i viaggi ai burocrati del PCI e i finanziamenti americani alla DC (c'era anche il PSDI tra i destinatari di soldi americani per creare confusione a sinistra) non valgono nella questione MP.

Premesso che: bisogna stare al governo per meritare le mazzette e i cattivi sono equamente distribuiti tra la popolazione, ma col tempo si concentrano dove vi e' qualcosa da rosicchiare. Inoltre, ammettiamo che la corruzione tra i funzionari del PDS e le coop rosse fosse stata molto diffusa a quei tempi. Allora mi sarei aspettato di vedere un tizio  della parte avversa (DC o PSI) e informato dei fatti andare da un giudice accondiscendente e spifferare. Siccome questo non e' successo, o comunque non nelle stesse proporzioni, si deve trarre almeno una delle ipotetiche conclusioni che a partire dal 1989 c'erano: a) meno fatti riguardanti il PDS da spifferare rispetto a DC+PSI, b) molti meno giudici "sensibili" non rossi rispetto ai giudici "sensibili" rossi (c'e' sempre una quota bipartisan che non farebbe mai nulla), c) molti meno tizi informati e potenziali spie nelle tangenti rosse rispetto a DC+PSI, d) funzionari del PDS diabolici rispetto a quelli di DC e PSI.

 

 

No, Marco, dai .... non posso davvero credere che tu ritenga sia la stessa cosa indagare i vertici politici nazionali e non farlo .........

Se parti da questo presupposto (ch'è come dire che il capo di una banda è stato ritenuto responsabile, mentre quello della banda rivale nemmeno sapeva quel che combinavano i suoi scherani), è molto difficile discutere, ed io temo che tale rifiuto di guardare in faccia la realtà ti sia indispensabile per non far crollare il mito: è questo il punto fondamentale, Marco, questo!

Ti ostini, invece, a rimproverarmi una inesistente richiesta di esonero per una parte politica di mia appartenenza, peraltro solo supposta (io, al contrario di te, mai sono stato iscritto ad un partito, ed il mio voto segue logiche puramente tattiche, nell'impossibilità di aderire a qualunque schieramento), quando ho semplicemente fatto notare la differenza tra il trattamento riservato alla Lega (doveroso) e quello riservato al PCI (scandaloso), inversamente proporzionale alle cifre in gioco e, soprattutto, all'effettiva partecipazione al malaffare globale.

E non ho mai parlato di complotti - Marco, controlla, please .... - dichiarato che la pulizia non fosse necessaria, ma solo che la parzialità di quell'inchiesta portò a sprecare un'occasione storica, forse - come mi pare possano indicare le successive scelte personali di quegli inquirenti - per aver permesso alle simpatie politiche d'influenzarla, anche con il risultato - non secondario - di minarne la credibilità agli occhi di molte persone, non solo schierate con BS & soci.

Quindi, ti prego, se vuoi contestare le mie affermazioni, attieniti ad esse e non attribuirmi posizioni che non ho espresso: è un espediente dialettico inaccettabile, a maggior ragione nell'ambito di una discussione amichevole .... :-)

Ok, ok...certo che è amichevole! Anche per me lo è...la questione è incasinata, stiamo parlando di ricostruzioni storiche ormai...abbiamo scavato con la vanga la terra dei fatti che conoscevamo (ognuno quello che conosceva per parte sua) e siamo arrivati alla roccia delle convizioni personali: sia la mia che la vostra, di vanga, sbattono sulle "rocce" delle convinzioni altrui...almeno su una cosa però siamo d'accordo: che la pulizia andava fatta; poteva essere fatta meglio o più in profondità ma era (ed è) necessaria; su questo siete d'accordo, son certo.

PS: ah quasi dimenticavo, con tutte queste belle parole di fratellanza universale : ovviamente io penso di avere ragione lo stesso ;-)

Capisco, sul punto dirimente preferisci non rispondere (ed io sono una carogna, indeed ...). Pazienza, me ne farò una ragione .... :-)

Capisco, sul punto dirimente preferisci non rispondere

Per uno stesso punto, come sai, passano infinite interpretazioni :-)...e poi ho provato a risponderti...

(ed io sono una carogna, indeed ...)

No, dai, non fare così...

Se parti da questo presupposto [...] mentre quello della banda rivale nemmeno sapeva quel che combinavano i suoi scherani), è molto difficile discutere, ed io temo che tale rifiuto di guardare in faccia la realtà ti sia indispensabile per non far crollare il mito: è questo il punto fondamentale, Marco, questo!

Sono contento di saperti così innamorato della giustizia...comunque se la cosa ti fa così incazz.... anche per fatti così distanti nel tempo, riguardanti partiti defunti, immagino quanto ti facciano saltare i nervi i casi più recenti di manovali condannati e di capi puliti puliti: Massimo Maria Berruti, Previti, Mills...

Certo, se il PCI o i per me detestabilissimi capibaracca del PCI si fossero salvati a mezzo di amicizia politica con i magistrati (ma prima bisogna dimostrarlo, almeno in uno stato diritto) sarei infuriato.

beh la divisione della torta a milano ed in tutta la lombardia è una cosa risaputa e che nessuno nega, seppur ci siano stati esemplari casi di resistenza al sistema (che di solito si pagavano con l'emarginazione politica). io dico che bisognava fare di più: al di là di ogni considerazione politica quelle poche mosche bianche dovevano andare direttamente alla magistratura e fare saltare il tavolo da gioco, non limitarsi semplicemente a non giocare stando a guardare.

esiste un vecchio numero di diario del 98 con in copertina una bella mela rossa morsicata ed il titolo "Tangenti rosse". Li si riporta cosa scrissero i giudici in merito alla sistema di tangenti e cioè che tutto il partito, almeno dal 1987, era direttamente coinvolto nella spartizione. Partito che allora vedeva a milano una maggioranza migliorista filo-craxiana. A parte questo c'era poi il sistema coperativo che riusciva a mascherare in vari modi tangenti che altrimenti sarebbero state alla luce del sole, esattamente come quelle del psi per fare un esempio. La tesi di Barbacetto è questa: il psi e in parte la dc sono caduti rovinosamente perchè i soldi arrivavano direttamente "nell'anticamera di craxi" o a Citaristi che però "faceva da scudo ai segretari politici del partito". Il partito comunista arrivò in ritardo dopo essersi limitato per anni alle transazioni coop-partito. Per quanto riguarda il pci i magistrati arrivarono fino a botteghe oscure ed infatti perquisirono l'edificio e mandarono inviti a comparire a D'Alema e Occhetto, indagarono Folena, arrestarono Burlando. Secondo Barbacetto fu la diversità del sistema illecito di finanziamento del pci a fare arenare le indagini.

Le cose non dovrebbero essere molto cambiate. Si sa che nelle regioni rosse politica, economia e massoneria sono un'unica cosa e spesso hanno anche un unico nome: una volta pci, poi pds, ds ed oggi PD.
Un esempio lampante? Bologna e la sua università che non aspetta altro che divenire fondazione per utilizzare a piacimento il proprio gigantesco patrimonio immobiliare.

Chissà invece gli amici della compagnia delle opere che combinano di bello.
Dimenticavo: nei sogni degli ubriaconi si aggirano vecchie cariatidi reduci da mani pulite che, usciti in qualche modo o dal carcere o dalle indagini, si sono ancorati al Pirellone come le cozze agli scogli e pretendono percentuali su progetti e appalti. Ovviamente per conto di nessuno. Ma questi sono sogni.

esiste un vecchio numero di diario del 98 con in copertina una bella mela rossa morsicata ed il titolo "Tangenti rosse". Li si riporta cosa scrissero i giudici in merito alla sistema di tangenti e cioè che tutto il partito, almeno dal 1987, era direttamente coinvolto nella spartizione.

Concordo e sottolineo che c'era piena consapevolezza anzi direzione dei vertici nazionali: gli indizi se non le prove sono evidenti.

Partito che allora vedeva a milano una maggioranza migliorista filo-craxiana. A parte questo c'era poi il sistema coperativo che riusciva a mascherare in vari modi tangenti che altrimenti sarebbero state alla luce del sole, esattamente come quelle del psi per fare un esempio.

E' vero che a Milano c'erano i miglioristi filo-craxiani, ma non e' assolutamente possibile ricondurre la partecipazione del PCI al sistema delle tangenti alla corrente migliorista di Milano.

La tangente di Panzavolta a Greganti non ha nulla a che fare con i miglioristi di Milano:

  • si tratta di una tangente di 1.245 miliardi di lire identica a quella data ai vertici nazionali di DC e PSI
  • Greganti era un funzionario PCI torinese alle dirette dipendenze dei vertici nazionali PCI-PDS e con attivita' prevalente a Roma
  • la tangente aveva a che fare con un appalto nazionale di 3000 miliardi dell'Enel, non con spesa pubblica milanese. 887 milioni dell'appalto riguardavano un impianto elettrico in Sardegna
  • Panzavolta addirittura seppure conoscesse Greganti come funzionario comunista si assicura tramite Gardini che Greganti sia realmente referente dei vertici nazionali, perche' sono i vertici nazionali PCI che controllano i gruppi parlamentari a Roma e il membro in quota PCI nel CdA Enel
  • il segretario nazionale M.Stefanini proprio mentre Greganti incassava una rata di 621 milioni della tangente di Panzavolta scriveva alla Editori Riuniti (casa editrice del PCI) che il partito si stava attivando per trovare i 600 milioni necessari a coprire i debiti

La tesi di Barbacetto è questa: il psi e in parte la dc sono caduti rovinosamente perchè i soldi arrivavano direttamente "nell'anticamera di craxi" o a Citaristi che però "faceva da scudo ai segretari politici del partito". Il partito comunista arrivò in ritardo dopo essersi limitato per anni alle transazioni coop-partito. Per quanto riguarda il pci i magistrati arrivarono fino a botteghe oscure ed infatti perquisirono l'edificio e mandarono inviti a comparire a D'Alema e Occhetto, indagarono Folena, arrestarono Burlando. Secondo Barbacetto fu la diversità del sistema illecito di finanziamento del pci a fare arenare le indagini.

Questa ricostruzione non e' completa e accurata per quanto riguarda il coinvolgimento dei vertici nazionali del PCI e per quelle tangenti come quella di Panzavolta versate al partito nazionale.  Si tratta della ricostruzione di «Mani Pulite» di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, edito da Editori Riuniti, il testo che usualmente Mieli impiega per replicare a quanti criticano certi aspetti dell'operato di Mani Pulite a Milano.  Il testo e' stato scritto come una difesa dell'operato di Mani Pulite dagli attacchi di ambiente berlusconiano.  Per quanto sia corretto difendere l'operato di MP nei confronti di DC e PSI non e' assolutamente possibile condonare le acrobazie che il pool di Milano ha compiuto per chiedere l'archiviazione dei vertici PCI per la tangente di Panzavolta, pur in presenza di indizi schiaccianti.

Le cose non dovrebbero essere molto cambiate. Si sa che nelle regioni rosse politica, economia e massoneria sono un'unica cosa e spesso hanno anche un unico nome: una volta pci, poi pds, ds ed oggi PD.

Mi fa piacere di non essere io ad esporre questa ricostruzione del potere della sinistra nelle regioni rosse, che ho sentito piu' volte esprimere da persone che dalla nascita vivono e sperimentano il sistema di potere rosso.

Io ho detto Bologna ma avrei potuto dire Modena o Siena, per fare un esempio.
Il problema è che, a mio avviso, non è praticamente possibile punire certe pratiche.
Prego guardare la sezione "Incarichi attuali" della pagina di Wikipedia  su Fabio Roversi Monaco.
Pare che quando si va contro i massoni, di destra o di sinistra che siano purchè ben radicati nella politica (e quindi nell'economia), la cosa si fa davvero difficile ed il muro quasi insuperabile. Spesso su quel muro ci mettono pure delle simpatiche targhette.

Re(8): Lesa maestà

lugg 16/7/2009 - 12:32

Tanto per smentire che non vi legga nessuno :)

DiP politicamente ha sicuramente uno scope limitato - credo piu' che altro per calcolo, sapendo che puo' contare su una base di persone che ce l'hanno con BS che gli permetteranno di restare in sella, e che potra' contare sulle innumerevoli BS che il personaggio ha fatto, fa e continuera' a fare.

Questa sua limitatezza di obiettivi puo' essere, per me, una garanzia: sai per certo dove andra' a parare, basta guardare cosa fa la parte avversa. Oltretutto sai anche che non e' sufficientemente forte per governare - perche' in tal caso, questa garanzia non basterebbe piu': se fosse forte a sufficienza, non ci sarebbe bisogno di dover combattere dei "cattivi" ma di costruire per tutti.

Probabilmente, ma sia chiaro che questa e' una mia illazione, il fatto che MP abbia colpito poco il PC dell'epoca e' anche una questione di opportunita'. Non dubito affatto che (parte del)la magistratura sia tuttora politicizzata, il problema e' che va deciso se nel sistema Italia sia accettabile scendere a compromessi per portare un risultato parziale o non accettarli e non avere risultati. In un mondo ideale, anche io direi che vanno colpiti tutti senza esclusione, ma se l'alternativa e' lasciare 4 ladri su 4 in azione, personalmente preferisco colpirne 3. Poi ovviamente sulle opinioni si puo' discutere.

 

In un mondo ideale, anche io direi che vanno colpiti tutti senza esclusione, ma se l'alternativa e' lasciare 4 ladri su 4 in azione, personalmente preferisco colpirne 3. Poi ovviamente sulle opinioni si puo' discutere.

Sono d'accordo, ma purtroppo estendendo il conteggio a tutta Italia hanno colpito 1/1000 non 3/4 (vedi De Mita e Pomicino o non perseguiti o interamente assolti) e in aggiunta sono anche riusciti ad associare mediaticamente a quell' 1/1000 anche 2 o 3 ladri di polli che passavano li' quasi per caso e pero' dirigevano partiti che evidentemente dovevano essere danneggiati.

Non sapevo che Pomicino fosse stato assolto, ricontrolla.

Su questo thread non mi far rimangiare quello che ho scritto altrove: che pensi con la tua testa e non con l'appartenenza politica, stai difendendo l'indifendibile.

Sulle tangenti PCI-PDS e sulla mancata (?) colpevolezza dei suoi vertici ricordo un elemento basilare dello stato di diritto: i reati sono personali.

Ovvero il team di Mani pulite ha trovato ben più di una tangente entrata a Botteghe Oscure per il tramite del compagno G, ma lo stesso non ha mai detto a chi le ha date. Come disse Di Pietro: apro un fascicolo per PCI-PDS e ci scrivo: nato a ? il ? Così è stato anche per altre tangenti date anche alla Lega, ma di cui non si è saputo materialmente a chi siano state date. Fascicolo chiuso.

Molte assoluzioni, poi, non sono state tali, ma prescrizioni, da non confondere con le assoluzioni.

Non sapevo che Pomicino fosse stato assolto, ricontrolla.

Probabilmente wikipedia ha ragione, e io non ho riportato esattamente quanto affermato recentemente sul Corriere della Sera del 13 luglio 2009

40 volte imputato in piena Tangentopoli (ma mai condannato per corruzione)

che forse e' vero forse no ma lascia comunque aperta la possibilita' che sia stato condannato per reati diversi da corruzione.  In ogni caso non mi sembra che si possa negare che Mani Pulite non ha prodotto condanne penali sufficienti ad estromettere Pomicino dalla politica attiva, ne' a sconsigliere le pattuglie delle sue clientele a scrivere il suo nome nella casella delle preferenze delle recenti elezioni europee.

 

Che non abbiano fatto abbastanza in senso assoluto, sinceramente non mi sento di rimproverarlo a MP: si fa quel che si puo' (e che si vuole, ma qui per favore non flammeggiamo).  In caso contrario, all'estremo, dovrei rimproverare Axel Bisignano perche' ogni tanto viene su nfA a spiegare le cose a dei profani come me, a "perdere tempo" (*) invece di concorrere a velocizzare e rendere efficiente il sistema giuridico italiano.

Riguardo al discorso ladri di polli: sinceramente, io sono un po' manicheo. Se hai rubato, ti punisco perche' ti piglio non per i volumi che tratti. L'importante e' che la pena fosse commisurata al reato. Per il resto, non credo che Bossi & co avessero l'obbligo morale di comportarsi come quelli che critica(va)no, solo piu' in piccolo perche' erano alle prime esperienze politiche e non erano abbastanza furbi da non lasciare tracce.

Spezzo una lancia comunque: essere in politica, anche locale, significa dover essere paranoici, altrimenti anche da un invito a cena puo' nascere una occasione di indagine. Posso salvare le intenzioni, ma se devi giocare con le regole di altri devi occuparti prima di tutto di essere inattaccabile da chi queste regole le padroneggia.

(*) vi prego di considerarlo per quello che e', ovvero solo un esempio: al buon Axel va sempre il mio ringraziamento per le informazioni che fornisce, stavolta sono pure esplicito :)

Riguardo al discorso ladri di polli: sinceramente, io sono un po' manicheo.

E' una posizione degnissima, ma dal punto di vista rei risultati pratici personalmente ritengo sia una posizione idealista e inconcludente, un difetto abbastanza italiano, cui sarebbe preferibile un po' di pragmatismo empirico. Ci sono diverse testimonianze e citazioni su questo in C.Duggan, la forza del destino, commentato in passato su nFA. C.Duggan rileva ripetutamente l'attitudine (eccessivamente) idealista / fideista degli italiani, spesso anche con citazioni di italiani stessi.

Scusami, pero' se la legge e' uguale per tutti posso applicare delle attenuanti o delle aggravanti, ma sempre di reato si tratta. Non mi pare una posizione fideistica: l'importante e' che ti punisca in maniera proporzionata al reato.

Si sarebbero dovute ignorare le 100 lire di Bossi perche' Pomicino ne ha rubato 1 milione? Secondo me, no.

Si sarebbe dovuto punire prima Pomicino? Secondo me, si' - piu' reati, piu' voluminosi.

Pero' Pomicino ha in fascicolo 1000 reati, Bossi ne ha 1. La punizione arrivera' solo a chiusura del fascicolo. Secondo te a chi arrivera' prima la punizione?

nota: non sto dicendo che sia stato questo il corso delle cose, ne' che sia giusto in assoluto. Contesto pero' che la mia sia una posizione fideistica.

 

 

 

 

Scusami, pero' se la legge e' uguale per tutti posso applicare delle attenuanti o delle aggravanti, ma sempre di reato si tratta. Non mi pare una posizione fideistica: l'importante e' che ti punisca in maniera proporzionata al reato.

Non avevo letto tutto quello che avevi scritto e mi ero fermato al "manicheo". Ti ho replicato peggio di quanto meritavi. Sono ovviamente d'accordo che ogni reato vada punito proporzionalmente alla sua gravita'.

Si sarebbero dovute ignorare le 100 lire di Bossi perche' Pomicino ne ha rubato 1 milione? Secondo me, no.

Assolutamente no.

Non stavo pero' confrontando Bossi con Pomicino, ma Bossi e i vertici nazionali PCI. Bossi ha preso, senza concussione/ corruzione ma solo come finanziamento illecito 1/2500 del malloppo EniMont. Il PCI a Milano si puo' stimare che prendesse il 25% delle tangenti. Bossi avra' fatto 1 o 2 reati di quel genere. I vertici del PCI possono essere ritenuti responsabili di migliaia di reati di quel genere, specie a partire dalla fase consociativa. Il pool di Milano ha deciso di non inquisire i vertici PCI, invece Bossi oltre ad inquisirlo, ottenendone la condanna, ha cercato con retorica ed espedienti processuali di associarlo quanto piu' possibile ai concussori della maxi-tangente EniMont.

Quindi ci sono due comportamenti poco corretti: 1) non sono stati perseguiti i dirigenti nazionali PCI pur in presenza di un numero molto superiore di notizie di reato 2) la corretta sanzione a Bossi e' stata sfruttata per assimilarlo a chi ha commesso reati qualitativamente molto piu' gravi a termine di codice penale, oltre che quantitativamente molto piu' ingenti.

Pero' Pomicino ha in fascicolo 1000 reati, Bossi ne ha 1. La punizione arrivera' solo a chiusura del fascicolo. Secondo te a chi arrivera' prima la punizione?

Ovviamente a Bossi, in Italia.  In Italia a Pomicino non arrivera' mai, anzi gli elettori lo votano come loro degno rappresentante al parlamento europeo.

Non stavo pero' confrontando Bossi con Pomicino, ma Bossi e i vertici nazionali PCI

Ne sono conscio, ma il mio era un esempio: non mi andava di usare nomi come Pippo e Pluto :)

2) la corretta sanzione a Bossi e' stata sfruttata per assimilarlo a chi ha commesso reati qualitativamente molto piu' gravi a termine di codice penale, oltre che quantitativamente molto piu' ingenti.

Guarda, concorderei con te se non fosse per un motivo: non ci si puo' presentare come castigatore dei costumi e poi usarli come fanno quelli che si vuole castigare. Come ho detto prima, spezzo una lancia perche' in questo tipo di arena basta una cena e sei automaticamente etichettato - ma come sopra: se si vuole entrare in un gioco dove le regole le fanno altri, so deve fare di tutto per non essere attaccabile.

Ovviamente a Bossi, in Italia.  In Italia a Pomicino non arrivera' mai, anzi gli elettori lo votano come loro degno rappresentante al parlamento europeo.

Se ti puo' consolare, io non l'ho ne' votato ne' sono felice di averlo ancora come rappresentante - perche' di fatto per 1 milionesimo lui si arroga il diritto di rappresentarmi. Ma non posso oppormi.


Alberto, a questo punto anche io mi associo alla domanda che ti fa Marco Esposito: quale teoria (estiva? :-) sostieni? Non la capisco proprio, dev'essere alquanto arzigogolata ...

Potresti spiegarla? Al momento sembra essere quella standard di BS, secondo cui Mani Pulite ed il resto fu un complotto comunista o filo tale, che si risolse in un fuoco di paglia (non finì in processo nessuno perché non c'erano prove, non c'erano prove perché non c'erano i reati - questo l'argomento tipo) e che, sempre per favorire il PCI, cercò persino di colpire l'innocente Lega, allora ai suoi albori. È questa la teoria?

Per quanto riguarda poi l'ultimo commento, storico-politico, davvero non ti seguo. L'idealismo in tutto questo, poi, cosa c'entra? L'idealismo italiano, poi, in politica mi è sempre sembrato una cosa secondarissima, anzi terziarissima, nella storia dell'Italia unita: paese di opportunisti voltagabbana, trasformisti, amorali, eccetera ... dove tu veda, nella storia italiana, eccessi di "idealismo" lo sai solo tu. A meno che, ovviamente, al termine tu non dia un significato particolare, nel qual caso chiedo quale. Infine, dove diavolo Duggan argomenta tal cosa? Il libro l'ho letto con attenzione, e proprio non mi sembra che egli sostenga tale tesi. Ovviamente questo non rende la tesi meno/più vera, semplicemente non mi sembra la tesi di Duggan. A meno che tu non confonda "idealismo" con "velleitarismo" e ti voglia riferire ai movimenti politici repubblican-nazionalisti del secolo XIX ...

Alberto, a questo punto anche io mi associo alla domanda che ti fa Marco Esposito: quale teoria (estiva? :-) sostieni?

Al momento sembra essere quella standard di BS, secondo cui Mani Pulite ed il resto fu un complotto comunista o filo tale, che si risolse in un fuoco di paglia (non finì in processo nessuno perché non c'erano prove, non c'erano prove perché non c'erano i reati - questo l'argomento tipo) e che, sempre per favorire il PCI, cercò persino di colpire l'innocente Lega, allora ai suoi albori. È questa la teoria?

Questo intervento mi era sfuggito.  Ritengo di aver gia' spiegato abbastanza della mia posizione generale, commento solo la posizione berlusconiana.  Una parte della propaganda dell'area berlusconiana contro Mani Pulite di Milano e' corretta, quella che sottolinea le differenze di trattamento dei vertici nazionali del PCI rispetto a PSI e DC, nonostante anche il PCI rubasse. Una parte della propaganda berlusconiana, quella che riconduce tutto ad un complotto di Magistratura Democratica, non e' corretta.

Per quanto riguarda poi l'ultimo commento, storico-politico, davvero non ti seguo. L'idealismo in tutto questo, poi, cosa c'entra? L'idealismo italiano, poi, in politica mi è sempre sembrato una cosa secondarissima, anzi terziarissima, nella storia dell'Italia unita: paese di opportunisti voltagabbana, trasformisti, amorali, eccetera ... dove tu veda, nella storia italiana, eccessi di "idealismo" lo sai solo tu.

A meno che, ovviamente, al termine tu non dia un significato particolare, nel qual caso chiedo quale. Infine, dove diavolo Duggan argomenta tal cosa? Il libro l'ho letto con attenzione, e proprio non mi sembra che egli sostenga tale tesi. Ovviamente questo non rende la tesi meno/più vera, semplicemente non mi sembra la tesi di Duggan. A meno che tu non confonda "idealismo" con "velleitarismo" e ti voglia riferire ai movimenti politici repubblican-nazionalisti del secolo XIX ...

Con idealismo inconcludente intendo anche il velleitarismo pre-unitario e in generale la subordinazione dei fatti e della realta' a fantasiose astrazioni ideali.  Ma quando avro' il testo di Duggan sotto mano, e il tempo necessario, cerco di riportare qualche citazione.

Riprendo stasera la nostra discussione, dopo un giovedì full-immersion in Confindustria ed un venerdì dedicato strettamente al lavoro (bisogna pur occuparsene, di quando in quando, invece che passare il tempo su blogs sovversivi …), esprimendo la speranza che la tua cena sia stata soddisfacente quanto pareva invitante: non sia mai che un'orata bruciacchiata possa mettere in pericolo la vita affettiva del pargolo …. :-)

Dunque, stiamo ragionando su due piani simili, ma leggermente diversi. Tu dici – correttamente, sebbene in modo troppo generalista, cioé senza distinguo e confronti – che l'azione del governo BS lede anche i miei interessi e mi chiedi di definire quali cose DiP abbia fatto, sulle quali rimproverargli altrettanto. A mio avviso, però, il problema non sta qui. Ovviamente più si detengono posizioni di potere e più si producono decisioni e relative conseguenze. Oggi DiP sta all'opposizione, ma anche quando era al governo - un esecutivo per lo più auto-immobilizzatosi nel perpetuo disaccordo, ma deleterio per il sistema produttivo con i pochi provvedimenti di un qualche peso, caratterizzati dalla dominante ideologia anti-industriale – la sua presenza pare aver lasciato ben labile traccia: evidentemente aveva forza contrattuale assai modesta, oppure concordava in merito alle linee d'intervento generali. In ogni caso, il fatto è che l'azione di un ipotetico governo DiP non potrebbe non essere determinata dalle convinzioni del medesimo: esse discendono dalla cultura illiberale che lo caratterizza – gli esempi son molteplici ed evidenti, mi parrebbe di offendere la tua intelligenza dubitando del tuo accordo in merito ….. :-) - e, perciò, io ritengo che il trebbiatore molisano non possa rappresentare una soluzione ad alcunché né una pur minima speranza di cambiamento nella direzione che noi, qui, auspichiamo.

Al fine di rafforzare quanto ho argomentato, tu prova a pensare – un esempio tra i tanti possibili - all'egregio signor Marco Ferrando. Non mi pare che – non avendone avuta la possibilità – la sua azione politica abbia inciso profondamente, ledendo interessi non solo miei ma di chiunque altro. Secondo l'impostazione dibattimentale che hai proposto, non essendovi provvedimenti concreti da rimproverargli, al governo egli farebbe certamente meglio di BS: possiamo cullarci nella speranza che il Paese, sotto la sua guida illuminata ed innovativa, conosca una nuova primavera …... :-)

 

Tra l'altro, tutta la sua ossessione anti-berlusconiana [...]

Posso assicurare che in Europa BS non se lo fila nessuno - anzi da' parecchio fastidio. Quindi l'"ossessione" è parecchio ampia... sarà mica che gli "ossessi" stanno dall'altra parte?

RR

in Europa BS non se lo fila nessuno

Ah Renzì, però la "Europa" 'ndo sta, secondo te? È solo quella zona attorno a Brussel? Roma e Milano, 'ndo sono? In Africa?

la "Europa" 'ndo sta, secondo te? È solo quella zona attorno a Brussel?

Sta al di là di Chiasso.

RR

Sta al di là di Chiasso

Il che ci porta in Svizzera, che non appartiene all'UE. Detto questo, i tg svizzeri, non solo quello di lingua italiana, altroché se parlano di SB. Guardare per credere.

A proposito di quanto il "pool" mani pulite non fece, bisogna ricordare che le aree protette furono molte: prima di tutto la stampa amica, e cioè i proprietari di Repubblica, del Corriere e del Giornale (sì, anche del Giornale di Montanelli fino alla discesa in campo del proprietario e alle dimissioni del garante Indro Montanelli), poi la chiesa cattolica e specialmente la curia milanese (tutte le curie vescovili sono amministrate in modo legalmente incerto, come emerse dalle indagini della procura di Lagonegro sulla curia di Napoli, e quelle maggiori gestiscono una forte e complessa attività commerciale, che sembra non dover seguire le regole fiscali ordinarie), poi il partito comunista, ed infine l'IRI (ma non l'ENI). D'altra parte nessuno può iniziare una guerra di quel genere senza assicurarsi qualche alleato o almeno qualche dichiarazione di neutralità. Mi sembra che Imposimato abbia scritto un libro sulle "omissioni" o sulle zone di rispetto dell'operazione "mani pulite". Vedo se lo trovo. Ricordavo male: il libro è "Corruzione ad Alta Velocità" gli autori F. Imposimato, G. Pisauro, S. Provvisionato, con prefazione di Emanuele Macaluso. L'argomento principale è un altro, ma delle aree di protezione, o meglio delle indagini selettive del pool mani pulite si parla nel capitolo introduttivo e nelle "riflessioni finali" dove è descritta la "protezione" accordata alla FIAT.

A proposito di quanto il "pool" mani pulite non fece ...

Ma che logica è questa? Scusa, Sandro, se approfitto del tuo commento, ma ancora una volta parlo a nuora perché suocera intenda. Che ragionamento è questo? Il mitico "pool" MP (ma poi, ricordatevi, le inchieste non vi furono solo a MI, ma anche a NA, a Roma, a VE ... in mezza Italia: e non era sempre lo stesso pool di magistrati a farle!) nemmeno si dedicò a curare la lebbra, a sconfiggere la malaria ed a riportare cristo in terra! So what?

Quale concezione assurda e medievale del mondo, e della giustizia in un paese civile, vi fa pensare che un magistrato inquirente debba occuparsi di tutti i crimini che attorno gli accadono, altrimenti è di parte e i crimini che effettivamente perseguita tali non sono? Quale logica, quale principio del funzionamento della giustizia implica tali affermazioni?

Avete evidenza di reati commessi da parti che i giudici ora ed allora non perseguirono? Denunciate pubblicamente, via i mezzi di comunicazioni e con denunce specifiche alla magistratura competente. Fine. Questo è il VOSTRO dovere di cittadini.

Non sostenere che i ladri e criminali perseguiti dal giudice X tali non sono, o sono solo un "pochino", perché a voi sembra che altri ladri e criminali il giudice X non abbia perseguito!

È un ragionamento, questo, inconcepibile in ogni altro paese io conosca. Solo in Italia la guerra eterna fra guelfi e ghibellini può portare a conclusioni tali. Grazie Sandro per averla evidenziata, lo dico senza ironia. Davvero, parlo alla nuora perché la suocera intenda.

Questa concezione della giustizia come strumento della guerra per bande, e la continua e perdurante affiliazione a bande che tutti si sentono in dovere di manifestare, dovete smetterla (nel senso in cui si "smettono" gli abiti vecchi e logori) una volta per tutte.

Lesa maestà

gianni 17/7/2009 - 10:27

per un comunista non esiste personale, ma il partito.

Solo un cattolico /italiano trattiene per sè la mancia.

MP è stata certamente un inziativa portata avanti con un fine anche di vittoria/legittimazione politica

( i sani siamo noi, noi votiamo per ...).

Ps. di prosecco sano ormai se ne trova meno delle dita di una mano, parola di trevigiano.

Saluti. Gianni Z.

 

 

 E' vero: il pool Mani Pulite fece il possibile, nei limiti delle notizie di reato ricevute e delle sue competenze territoriali. E' probabile che indagando a FIrenze o Bologna si sarebbero trovati altri reati di corruzione, probabilmente commessi da esponenti del PCI. Ma in questo caso la colpa sarebbe di altri magistrati. Il clima politico però contribuì molto al successo e poi al fallimento della rivoluzione giudiziaria. Per una serie di ragioni, gli italiani o almeno una parte forse maggioritaria di loro erano stufi della loro classe politica e quindi videro per un breve periodo i magistrati come i liberatori, dando loro un ruolo sproporzionato. Poi il sistema crollò e gli italiani provarono un breve interludio di governo "serio". Risultato si affrettarono a votare una persona che li illudese di nuovo che tutto poteva continuare come prima. E continuano a illudersi.

  Nel lungo  ha giocato un ruolo non trascurabile il caso Sofri. Io devo dire non ho mai capito il fascino del personaggio, che ha conquistato anche persone insospettabili (mia moglie ha visto D'Alema andare in pellegrinaggio a Pisa quando fu liberato). Comunque il fascino è tale da aver convinto moltissimi a sinistra a fare una campagna contro la magistratura, abilmente rilanciata dai media di SB.  

E' vero: il pool Mani Pulite fece il possibile, nei limiti delle notizie di reato ricevute e delle sue competenze territoriali. E' probabile che indagando a FIrenze o Bologna si sarebbero trovati altri reati di corruzione, probabilmente commessi da esponenti del PCI. Ma in questo caso la colpa sarebbe di altri magistrati.

Non sono d'accordo con questo riassunto, ho gia' spiegato perche' ma lo ripeto.

Innanzitutto sottolineo che nei precedenti interventi ho criticato l'operato specifico del pool o dell'insieme di magistrati inquirenti diretti da Borrelli a Milano. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa criticare l'insufficiente azione della magistratura italiana nel suo complesso, e indicare le cortine fumogene alzate al Sud quasi senza alcun risultato concreto (vedi Pomicino) oppure l'inazione combinata con l'inconcludenza delle procure delle regioni rosse contro il sistema di potere PCI che era li' particolarmente maggioritario e monolitico.

Io critico specificamente Di Pietro e Mani Pulite a Milano.

Nel comune di Milano hanno governato negli anni precedenti Mani Pulite le giunte rosse PCI-PSI, poi seguite da giunte DC-PSI. A Milano era pienamente realizzato il sistema consociativo DC-PSI-PCI della "dazione ambientale" e della spartizione delle tangenti, regolata se ricordo bene dalla regola: 2 quote al PSI (che poteva allearsi con entrambi per il potere), 1 quota alla DC e 1 quota al PCI. Ho visto anche citato un 18.75% del totale delle tangenti versato al PCI nella ricostruzione delle tangenti per la metropolitana milanese, che non e' molto distante dal 25% della regola base.

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.  Allo stesso tempo, sempre con espedienti vari, il pool Mani Pulite di Milano, coadiuvato dai giurnali della Fiat e di De Benedetti ha cercato di accomunare i vertici della Lega a quelli di DC e PSI, anche se i vertici della Lega erano totalmente estranei al sistema delle tangenti, sistema che include i reati di corruzione e concussione di amministratori pubblici, ed e' qualitativamente diverso dal finanziamento illecito, sia in Italia sia nell'ordinamento degli altri Paesi OCSE.

E' possibile che grazie alla struttura ideologica ed omertosa dei militanti e dei quadri PCI i vertici PCI si sarebbero potuti salvare da una condanna definitiva.  Ma il pool Mani Pulite doveva inquisirli, invece di "decidere" ad esempio che Primo Greganti aveva usato le tangenti incassate per acquistarsi appartamenti privati, piuttosto che consegnarle a Botteghe Oscure. E doveva portare i vertici PCI a processo, anche solo sulla base di indizi e di teoremi del genere "non potevano non sapere". Ricordo che per una condanna in tribunale sono sufficienti "indizi gravi, precisi e concordanti".

E' anche plausibile che Mani Pulite non avrebbe potuto operare con successo se non alleandosi con parte dei criminali (come il PCI, la Fiat, eccetera) ed omettendo di indagare su una parte dei crimini.  Ma anche in questo caso non posso condonare al pool Mani Pulite e a Di Pietro gli espedienti usati per accomunare i vertici della Lega ai vertici DC e PSI. E in realta' Mani Pulite non sarebbe mai stato possibile se la Lega non fosse diventata il primo partito a Milano, solo questo ha dato la scossa e l'opportunita' per colpire sia pure molto molto parzialmente il sistema consociativo delle tangenti che era alla base dello Stato italiano del tempo.

Alberto, hai ragione al 3.000%, ma non si riuscirà mai a far digerire l'evidenza a chi preferisce girarsi dall'altra parte (e cercar vincere il campionato intergalattico di arrampicata sugli specchi), talvolta facendo sfoggio dell'italico benaltrismo e talaltra cambiando discorso.

Com'è noto, non v'è peggior sordo di chi non vuol sentire ...... :-)

Alberto, hai ragione al 3.000%, ma non si riuscirà mai a far digerire l'evidenza a chi preferisce girarsi dall'altra parte (e cercar vincere il campionato intergalattico di arrampicata sugli specchi), talvolta facendo sfoggio dell'italico benaltrismo e talaltra cambiando discorso.

Com'è noto, non v'è peggior sordo di chi non vuol sentire ...... :-)

Franco, con il dovuto rispetto, trovo questo commento un po' ingeneroso, nonostante lo smiley finale. Dove starebbe l'arrampicarsi sugli specchi, di grazia? A me pare, pensa un po', che sia tutto l'opposto. Tanto per fare un esempio, scrive Alberto L

Io critico specificamente Di Pietro e Mani Pulite a Milano. Nel comune di Milano hanno governato negli anni precedenti Mani Pulite le giunte rosse PCI-PSI, poi seguite da giunte DC-PSI.

Ho appena controllato i nomi dei sindaci milanesi, cercando attraverso di essi di risalire alle coalizioni politiche che li sostenevano, e non vedo tante giunte rosse. Anzi, l'unico sindaco PCI (indagato, infatti) mi sembra Borghini, che è poi finito (sarà un caso, di certo ...) in Forza Italia ... Per il resto vedo un PSI craxiano che fa il bello ed il cattivo tempo, alleandosi di volta in volta con la DC e le solite frattaglie (più spesso) o con il PCI (ed altre frattaglie, fra cui i Verdi ad un certo punto). Volendo fare polemica, ma davvero non ne ho voglia, si potrebbe ricordare che il PCI milanese con cui Craxi si alleava era tutto "migliorista", ossia seguace di Giorgio Napolitano, ossia molto filo-socialista ed in continua lotta con il centro "berlinguerian-comunista". Infatti, era tanto filo socialista che in gran parte lì finì ... ma non importa, questi sono dettagli polemici. Il fatto è che i fatti che AL riporta come noti tali non appaiono dai dati a disposizione. Potresti, Alberto L, spiegarmi su cosa si basa questa tua inferenza? Idem per affermazioni come questa

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.

QUALI espedienti vari? Se leggo questa affermazione correttamente tu stai affermando che i giudici milanesi intenzionalmente non perseguirono il PCI! Dov'è l'evidenza? Borelli era forse un militante o simpatizzante del PCI?

Aggiungo: erano TUTTI comunisti i giudici italiani nel 1992-'94? Perché, vedi, nemmeno quelli di Napoli, di Roma, di Venezia e tanti altri posti perseguirono i dirigenti nazionali del PCI?

Più in generale, se vi sono argomenti specifici, tipo prove o cose del genere, metteteli. Le persone che Franco qualifica come "sorde" perché "non vogliono sentire" mi sembrano continuino a proporre fatti e dati. Dall'altro lato (aneddoto paterno a parte, sul quale vedi sotto) vedo ben pochi fatti e ben poche date. Restiamo quindi ai fatti e, soprattutto, cerchiamo di chiarire QUALE tema si discuta.

Vediamo, quindi, di provare a fare le cose per benino e vedere CHI, qui, è sordo perché non vuol sentire.

Se leggo attentamente sia tu che Alberto (Lusiani) continuate a ripetere la vecchia tesi craxiana: lo sanno tutti che rubavano (rubano) tutti e che in Lombardia si spartivano la torta equamente e che il PCI era organico al sistema delle tangenti. Quindi se il pool milanese ha messo in galera solo gente del PSI, della DC (e del PSDI, eccetera) questo è dovuto al fatto che funzionava sotto controllo del PCI o che era perlomeno simpatizzante del PCI.

Mi sbaglio o è questa la tesi? Per favore confermate.

In subordine, assunto che quella sia la tesi, essa implica QUALCOSA DI SPECIFICO, rispetto alla colpevolezza ed alla natura deliquenziale del PSI, specialmente nel periodo della gestione Craxi, della DC e, in maniera minore, di alcuni dirigenti/correnti del PLI e del PSDI? Alternativamente, implica questa tesi qualcosa di specifico rispetto alla colpevolezza di altre persone/organizzazioni indagate dal Tribunale di Milano? Esistono fatti e/o argomenti logici a sostenere questa (putativa) implicazione? O non v'è implicazione alcuna?

In subordine ulteriore: ritieni o ritenete che sia possibile, storicamente e fattualmente, affermare che l'utilizzo del potere politico per fini di arricchimento personale e/o di partito sia un fenomeno che ha caratterizzato, dagli anni '70 in poi, in maniera sostanzialmente equivalente la DC, il PSI ed il PCI? Come sopra: vi sono fatti o argomenti logici che suggeriscono l'equivalenza?

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Per quanto riguarda l'aneddoto: Il problema NON è se il PCI era fatto di santi o di ladri. Nè se le cooperative rosse finanziassero o meno il partito: certo che lo facevano ed era tutto abbastanza esplicito. Da quanto ne so hanno sempre riportato i fondi in arrivo dalle coop nei loro bilanci - mentre non riportavano quelli in arrivo dall'URSS, per cui sono stati indagati con un nulla di fatto, ovviamente: sarebbe come indagare la vecchia DC per i finanziamenti americani ... giusto, ma purtroppo tempo perso - per questo la "tangente" in questione veniva esplicitamente richiesta (credo la chiamassero "contributo" ...).

Che il sistema delle amministrazioni locali del PCI, in combinazione con le coop rosse, abbia per decenni funzionato da cinghia di finanziamento "esplicito" del PCI stesso, non ho dubbio alcuno. Si dà il caso, però, che la cosa fosse MORALMENTE E POLITICAMENTE ripugnante quanto formalmente (fatti salvi alcuni casi, ovviamente) legale. Il finanziarsi del PCI via coop rosse stava ai grandi furti craxiani (stile Enimont) come l'elusione fiscale legale (anche se spesso immorale) sta all'evasione fiscale totale.

Occorre quindi saper separare i fatti dalle proprie ideologie. Il comunismo e la strategia politica del PCI non diventano migliori o meno ripugnanti solo perché Berlinguer e Natta non si arricchivano personalmente o, non governando, non usavano l'intervento statale nell'economia italiana per arricchire il loro partito ed i loro vassalli. Il giudizio politico sul PCI si può tranquillamente dare senza creare un'inutile, quanto storicamente falsa, cortina fumogena secondo cui erano tutti ugualmente ladri. Non lo erano, sulla base di quanto sappiamo. Alcuni erano più ladri degli altri, mentre altri erano più illibertari degli alcuni. Il manicheismo secondo cui, SICCOME sono politicamente nemici miei ALLORA devono essere per lo meno tanto ladri quanto quelli per cui simpatizzavo (o che erano amici loro, o quello che volete voi) non serve a molto.

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V'è infine la favola della purezza leghista ... dunque, avete mai sentito parlare della banca della Lega? E di perché la Lega difese Antonio Fazio sino all'ultimo? Volete che ve la racconti? Volete che vi racconti chi erano i personaggi messi ad amministrare quell'imbarazzante truffa a danno dei propri militanti? Volete che mi metta anche io a fare supposizioni su come fu, poi, che a volare furono solo gli straccetti e che i leader politici coinvolti andarono tutti esenti di qualsiasi colpa? No, perché se davvero siete curiosi qualche aneddoto da raccontare ce l'avrei anche io ...

V'è infine la favola della purezza leghista ... dunque, avete mai sentito parlare della banca della Lega? E di perché la Lega difese Antonio Fazio sino all'ultimo? Volete che ve la racconti? Volete che vi racconti chi erano i personaggi messi ad amministrare quell'imbarazzante truffa a danno dei propri militanti? Volete che mi metta anche io a fare supposizioni su come fu, poi, che a volare furono solo gli straccetti e che i leader politici coinvolti andarono tutti esenti di qualsiasi colpa? No, perché se davvero siete curiosi qualche aneddoto da raccontare ce l'avrei anche io ...

 

Potresti veramente?

Vivo in brianza dove sono tanti quelli convinti della purezza e della diversità della Lega rispetto al resto del carrozzone che mi farebbe veramente piacere saperne di più.

Non che speri di aprire gli occhi ai leghisti (in questo caso sì che "non c'è peggior sordo..") ma considero un mio dovere provarci.

 

Se leggo attentamente sia tu che Alberto (Lusiani) continuate a ripetere la vecchia tesi craxiana: lo sanno tutti che rubavano (rubano) tutti e che in Lombardia si spartivano la torta equamente e che il PCI era organico al sistema delle tangenti. Quindi se il pool milanese ha messo in galera solo gente del PSI, della DC (e del PSDI, eccetera) questo è dovuto al fatto che funzionava sotto controllo del PCI o che era perlomeno simpatizzante del PCI.

La tesi craxiana mirava, in realtà, all'equivalenza “colpevoli tutti” = “colpevole nessuno”, che non corrisponde al mio pensiero. Il fatto che le indagini abbiano coivolto il PCI, ma non raggiunto i vertici politici in egual misura rispetto a DC e PSI, potrebbe significare sia una miglior organizzazione “tangentifera” di quel partito, che una reale mancanza di volontà degli inquirenti a procedere sino in fondo (sospetto corroborato dalle successive scelte di vita di taluni protagonisti), nemmeno escludendo anche una decisione motivata dalla supposta necessità di non avere tutto il mondo politico (ed economico, come si è detto) contro. Tutto ciò, come fai correttamente notare, non cambia il fatto che costoro – quelli successivamente condannati – ladri eran di certo ed andavano perseguiti: affermo semplicemente che la mancata punizione dell'altra banda di malfattori ha reso monca l'opera di Mani Pulite e – perché QUESTO era l'oggetto della discussione – che ciò è esattamente il rimprovero che viene fatto a DiP & soci nel loro lavoro di magistrati, a prescindere dalle motivazioni, di cui nemmeno m'importa molto e che sono, ovviamente, difficili da stabilire.

Per quanto riguarda l'aneddoto che ho narrato, sta solo a significare che nessuno si debba proclamare “moralmente superiore”, giacché comportamenti censurabili stanno – da sempre – ovunque, ed anche che simili atteggiamenti non parrebbero indicare estraneità al gioco dell'arraffa-affaffa ….....

Infine, la purezza leghista: dove l'avrei sostenuta? Io mi limito a sottolineare che il coinvolgimento dei vertici politici (ch'è ciò che conta dal punto di vista della pubblica opinione) della Lega in seguito alle colpe (che pure ci sono) non pare seguire le medesime modalità utilizzate per il PCI. Non saprei dire con assoluta certezza se ciò sia voluto, né quale ne sia il motivo ma - ancora una volta – non trovo particolarmente importante rispondere al quesito: rimane evidente che così è, e la cosa non può essere considerata accettabile.

i fatti che AL riporta come noti tali non appaiono dai dati a disposizione. Potresti, Alberto L, spiegarmi su cosa si basa questa tua inferenza? Idem per affermazioni come questa

Il pool di Mani Pulite con espedienti vari ha tenuto fuori perfino dalle indagini i vertici nazionali PCI, perseguendo invece unicamente i vertici nazionali PSI e DC. Ma ripeto esisteva evidenza schiacciante di un partecipazione consociativa a pieno titolo del PCI di Milano alla spartizione del sistema delle tangenti.

QUALI espedienti vari? Se leggo questa affermazione correttamente tu stai affermando che i giudici milanesi intenzionalmente non perseguirono il PCI! Dov'è l'evidenza? Borelli era forse un militante o simpatizzante del PCI?

Michele, inizio a rispondere partendo dal caso che mi sembra piu' evidente, l'archiviazione chiesta per tre volte dal pool Mani Pulite a favore del segretario amministrativo nazionale PCI-PDS M.Stefanini in relazione alla tangente di 1,245 miliardi di lire pagata a P.Greganti per il PCI da L.Panzavolta, secondo la confessione di quest'ultimo.

Esiste una precisa testimonianza che Primo Greganti ha incassato una tangente di 1,245 miliardi di lire da Lorenzo Panzavolta, per ottenere un appalto di 3000 miliardi per la desolforazione delle centrali Enel a favore della Calcestruzzi di Ravenna, del Gruppo Ferruzzi, diretta da LP.  PG ha versato la tangente nel conto anonimo svizzero Gabbietta. Racconta Marco Travaglio su MicroMega che LP testimonia che prima di dare la tangente si e' assicurato tramite Gardini che PG rappresentasse veramente i vertici nazionali PCI, perche' erano indispensabili ad assicurare la collaborazione del PCI in Parlamento e del rappresentante PCI nel CdA Enel. Nello stesso periodo dell'incasso della tangente di LP, PG ha usato il conto Gabbietta per incassare 1,050 miliardi di lire della Eumit una societa' mista, gestita in condominio dal Pci e dal partito comunista di Berlino Est e per bonificarli in seguito alla tesoreria nazionale del PCI, che li impiego' per sanare i debiti della Ecolibri, gia' presieduta da Paola Occhetto.

Primo Greganti e' un ex operaio Fiat, militante PCI e in seguito funzionario di partito PCI e PDS. Tutto il quadro concorda nell'indicare la diretta responsabilita' dei vertici nazionali sia amministrativi sia politici del PCI.

Esaminiamo ora cosa fa il pool.  Noto a titolo personale che un'inchiesta sul PCI si presenza da subito come particolarmente rognosa sia per il rifiuto di collaborazione da parte di PG, che fara' il massimo consentito di carcerazione cautelare, sia per la nota ed evidente natura ideologica ed omertosa di militanti e quadri comunisti. Quale sara' il PM responsabile di questo procedimento? L'ultimo arrivato, Tiziana Parenti, di origini toscane e in passato iscritta al PCI. Tra parentesi, di conflitto di interessi non si parla nemmeno, e' ovviamente un principio che si applica ai nemici e si interpreta per gli amici. La stessa TP afferma che "Mi venne affidata l' inchiesta Greganti non perche' fossi la piu' brava fra i 50 sostituti, ma perche' ero comunista e quindi avrei dovuto avere un occhio di riguardo".

Ciononostante TP ritiene che vadano rinviati a giudizio i vertici nazionali PCI. Ma questo non succedera'. Nell'ultima settimana prima della conclusione delle indagini, G. D'Ambrosio di fatto si sostituisce a TP nell'inchiesta e scopre che PG ha contratto un mutuo, con una banca che guarda caso e' il Monte dei Paschi di Siena (controllato dal PCI), per acquistare un appartamento di lusso di 1.5 miliardi di lire per uso familiare. Per pagare questo appartamento, PG ha attinto dal conto Gabbietta, prelevando una somma piu' o meno corrispondente alla tangente di LP.

Questa scoperta alleggerisce drasticamente le responsabilita' di PG, che diventa solo un millantatore, mentre prima era inquisito piu' o meno di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione politica. La scoperta azzera anche tutte le responsabilita' del PCI, per questa singola tangente. A questo punto risulta veramente sorprendente il fatto che PG aveva "resistito" per mesi in carcerazione preventiva rifiutandosi pervicacemente di ammettere la verita' che non solo quasi annullava le sue responsabilita' ma azzerava anche quelle del PCI. Anzi aveva affermato "Non sono un millantatore, lo dimostrero'".

A questo punto il pool di Mani Pulite di MIlano, capitanato da F.S.Borrelli, si impone su T.Parenti, titolare del procedimento e vota all'unanimita' di chiedere l' archiviazione per la tangente ammessa da L.Panzavolta. TP si astiene nella votazione. Il pool decide che solo FSB rappresentera' la linea della Procura di Milano su quel procedimento.

La richiesta di archiviazione, difesa oralmente dal PM Di Pietro in persona, viene respinta dal GIP Italo Ghitti il 21 ottobre 1993, elencando 12 richieste di approfondimento delle indagini. A febbraio 1994 il pool Mani Pulite di Milano ritiene di aver approfondito tutto il dovuto e presenta una  seconda richiesta di archiviazione. Il GIP IG respinge anche questa seconda richiesta di archiviazione. A maggio 1995 il segretario amministrativo del PCI M.Stefanini e' ormai morto, e il pool Mani Pulite presenta per la terza volta richiesta di archiviazione, a cura di P.Ielo.  Questa volta il GIP Ghitti accetta.

Vediamo quali erano le motivazioni con cui I.Ghitti si era opposto all'archiviazione dell'inchiesta sui vertici nazionali PCI.

"Gabbietta servi' a Stefanini" MANI PULITE Il gip di Milano spiega le sue motivazioni
Ghitti: quel conto, tramite Greganti, fu gestito dal tesoriere pci pds

"Dall' insieme degli elementi raccolti dal pm, ma che non paiono valutati in alcun modo nella richiesta d' archiviazione... risulta che il conto Gabbietta servi' alla tesoreria, e in particolare al tesoriere, del Pci Pds per operazioni finanziarie dirette a procurare denaro alla struttura del partito". E sottolinea che il conto fu "aperto e gestito" nell' interesse di Stefanini, che "tramite Greganti" l' ha utilizzato. Su Gabbietta passo' il miliardo e 50 milioni partito da Berlino Est e consegnato da Greganti all' ufficio di Stefanini. Con quei quattrini il tesoriere sano' i debiti della Ecolibri, una societa' del Pci gia' presieduta da Paola Occhetto. Dopo una lunghissima analisi, Ghitti costruisce un sillogismo: se i soldi della Germania, attraverso Gabbietta, vanno a Botteghe Oscure, anche gli altri versamenti su questo conto potrebbero avere la stessa destinazione. Ma a incuriosire il gip c' e' soprattutto una lettera, su carta intestata "Partito comunista italiano Direzione", spedita da Stefanini ad alcuni azionisti della Editori Riuniti. Il tema e' sempre lo stesso: il passivo della Ecolibri. Scrive il tesoriere: "Rimane che Ecolibri e' un nostro problema. Infatti ci stiamo attivando in questi giorni per favorire l' acquisizione di risorse, circa 600 milioni, agli Editori Riuniti per l' acquisto del magazzino Ecolibri". In quel periodo c' e' in ballo la tangente versata a Greganti da Lorenzo Panzavolta, manager della Ferruzzi. Cosa ha raccontato Panzavolta? Di avere pagato, per i lavori delle centrali Enel, anche il Partito comunista: due rate da 621 milioni. E Ghitti, cosi' , commenta: "L' espresso riferimento alla somma di 600 milioni circa e le testuali parole "ci stiamo attivando in questi giorni per favorire l' acquisizione di risorse" rappresentano indizio sufficiente per ritenere che Greganti, operando con Panzavolta, compisse una attivita' di cui non solo Stefanini era consapevole, ma per la quale Greganti aveva ricevuto una specifica "legittimazione a operare" da parte dello stesso Stefanini".  [...] Ghitti insiste. Avanza dubbi anche sulla casa di via Tirso, a Roma, che secondo la Procura Greganti avrebbe comprato per se', con i milioni di Panzavolta: "Forse e' sfuggita all' ufficio del pm una serie di documenti e di circostanze su un altro appartamento, quello di via Varese 20 a Roma, che portano ancora a Greganti". Cosa e' successo in via Varese? La notte del 21 settembre, due giorni dopo il secondo arresto di Greganti, un' inquilina del palazzo chiama i carabinieri: due sconosciuti stanno cercando di forzare la porta di casa del compagno G. I carabinieri trovano la serratura manomessa. E scoprono due cose: "Greganti non abita piu' li' da circa un anno e mezzo. L' appartamento e' "effettivamente" in uso al Pds". Ghitti studia tutte le carte che riguardano via Tirso e via Varese. Quindi ammonisce: "Bisogna tener conto di un peculiare schema operativo: l' intestazione fiduciaria". Traduzione: se via Varese in realta' era del Pds, cosa esclude che anche la casa di via Tirso lo sia? Tanto piu' che "costante appare il ricorso, da parte del Pci Pds, ad intestazioni fiduciarie, a singoli militanti, di immobili o quote di societa'".

Vediamo poi cosa racconta Tiziana Parenti, archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/29

La Parenti: mi invitarono a chiedere l' archiviazione per Greganti

MILANO - "Trovo semplicemente scandaloso che Gerardo D' Ambrosio affermi le cose che io dicevo 6 anni fa e per le quali mi sono beccata un' infinita' di querele dai miei cari colleghi. Proprio quel D' Ambrosio che mi invito' a chiedere l' archiviazione delle indagini su Primo Greganti dicendomi: i comunisti sono gli unici che ci difendono". Tiziana Parenti, ex magistrato del pool di Mani Pulite, ora parlamentare dello Sdi, non nasconde la sua soddisfazione nell' assistere alla sua implicita riabilitazione: si dimise alla fine del ' 93 dopo aver sofferto per "due anni di profonda incivilta' giuridica". Ma - chiarisce - ora non c' e' niente di personale: e' solo una questione di principi". Principi che - lei afferma - D' Ambrosio le chiese di violare... "Mi venne affidata l' inchiesta Greganti non perche' fossi la piu' brava fra i 50 sostituti, ma perche' ero comunista e quindi avrei dovuto avere un occhio di riguardo. Era una questione di "opportunita' "! In pratica mi chiese di fare una cosa disonesta deontologicamente, proponendo l' archiviazione. Fatelo voi, dissi a lui e a Borrelli, ma lasciate fuori me". Ma lei indago' anche sul senatore Marcello Stefanini, "tesoriere" del Partito comunista "E non ando' meglio. Mi fu detto che mi divertivo a perseguitare i comunisti. [...]

Ritengo non ci possano essere dubbi, in base all'insieme di indizi e testimonianze esposti, sul fatto che 1) il PCI ha incassato tramite P.Greganti la tangente di Panzavolta 2) i vertici nazionali ne erano al corrente. Riguardo l'azione del pool Mani Pulite di Milano, ritengo che in questa occasione il pool abbia usato dei veri e propri espedienti per impedire al titolare dell'inchiesta di completare la richiesta di rinvio a giudizio e per costruire delle motivazioni, respinte due volte dal GIP, a favore dell'archiviazione del procedimento penale a carico del segretario amministrativo nazionale del PCI-PDS.

Singolare no? Alberto, tu trovi grave la condotta di D'Ambrosio, che salva il PCI-Pds e poi infatti è candidato con gli eredi di quel partito. E tutti ti diamo ragione, ché non sta bene infatti dare immagini di poca terzietà o neutralità...vale oggi con De Magistris e vale sempre con giudici impegnati in inchieste delicate. Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia... Riporto, per intero, il testo che cita anche Alberto. Il pezzo di Micromega dove si parla della vicenda Greganti. Anche qui Alberto, ti sei scordato di scrivere che Travaglio arriva a conclusioni che sono giusto opposte a quelle tue, in merito a come il Pool abbia gestito la questione Greganti, seppure lo stesso Travaglio rimarchi più volte la partecipazione del PCI-Pds al sistema tangentizio...senza però avallare l'idea che l'inchiesta abbia fatto ricorso a espedienti e così via. Il pezzo è molto lungo, ma ne vale la pena...  

Nel decimo anniversario dell'arresto di Primo Greganti, una variopinta compagnia di giornalisti, politici ed ex magistrati ha "riaperto" il caso delle tangenti rosse.

A dar fuoco alle polveri, una lettera del ministro per i rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi, quello che nel 1992 scriveva lettere aperte a Di Pietro invitandolo a "fare pulizia nella Dc", e che oggi si spende senza risparmio di energie per la missione opposta: cercare di dimostrare che il pool di Milano "salvò il Pci-Pds" e distrusse gli altri partiti. Giovanardi, che ha anche scritto un libro pieno di falsità e inesattezze su queste vicende, scrive a Mieli che ci fu un "intervento salvifico a favore del Pci-Pds" da parte del procuratore aggiunto Gerardo D'Ambrosio: "un unicum" nella storia di Mani Pulite.

D'Ambrosio avrebbe fatto un favore al Pci-Pds, nel 1993, andando a verificare se fosse vero che il compagno G aveva usato un contributo versato dal gruppo Ferruzzi per acquistare una casa e non per foraggiare il suo partito, e scoprendo che la circostanza era vera.

D'Ambrosio scrive al Corriere per ristabilire la verità: e cioè che la sua fu una normale indagine per verificare la veridicità o meno delle dichiarazioni di Greganti, e che gli toccò farla personalmente perché il pm titolare dell'inchiesta, Tiziana Parenti, se ne era "dimenticata". La Parenti risponde con una lettera piena di ambiguità e di insinuazioni. Mieli propende apertamente per la versione Parenti, parla di "intervento provvidenziale" di D'Ambrosio e continua ad alimentare l'idea che il caso sia aperto, misterioso, bisognoso di approfondimenti. "Una vicenda storica ancora tutta da scrivere", magari affidandola a un "nuovo De Felice". Un giallo, insomma, che secondo Panorama sortì un solo risultato: "scagionare il Pds". "Se in quel 1993", sintetizza Giovanardi, "si fossero indagati contemporaneamente i vertici amministrativi di Dc, Psi e Pci-Pds, la storia della politica sarebbe cambiata".

Il fatto è che in quel periodo furono effettivamente indagati i vertici amministrativi di tutti e tre i grandi partiti: Balzamo per il Psi, Citaristi per la Dc, Pollini e Stefanini per il Pci-Pds. L'avviso di garanzia a Stefanini, all'epoca deputato e membro della direzione di Botteghe Oscure, fu firmato da D'Ambrosio, Gherardo Colombo e Tiziana Parenti. Ma per quella vicenda Stefanini fu poi, come vedremo, archiviato perché nessuno lo chiamava in causa per la tangente della Calcestruzzi (gruppo Ferruzzi) e perché nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito.
Greganti, arrestato due volte su richiesta di Di Pietro e del resto del pool e tenuto in carcere per quasi 5 mesi, fu poi processato e condannato in via definitiva a 3 anni per corruzione. Il Pci-Pds non fu affatto scagionato, tanto che il pm Paolo Ielo (subentrato alla Parenti quando questa si fece eleggere in Parlamento per Forza Italia, nel 1994) nella requisitoria del processo Enel accusa Greganti di avere ricevuto un miliardo e 246 milioni dalla Calcestruzzi "per la direzione centrale del Pds".

Tesi poi confermata puntualmente dalla sentenza del Tribunale di Milano (la vedremo fra poco), resa definitiva dopo i passaggi in Appello e in Cassazione. Già, perché l'aspetto più curioso e stravagante dell'improvviso revival del caso Greganti è questo: che sulla vicenda esiste una sentenza definitiva, una delle tante emesse a Milano, quella sulle tangenti Enel, la quale afferma esplicitamente che il Pci-Pds - attraverso i suoi rappresentanti - incassava mazzette esattamente come gli altri partiti. E, oltre a Greganti, condanna Giovanni Battista Zorzoli, membro del Cda Enel in quota Pci-Pds, a 4 anni e 6 mesi per corruzione.

In soldoni: Greganti chiese e incassò quel miliardo e rotti per conto del Pci-Pds nella partita dell'Enel: in cambio di appalti alle cooperative rosse e del voto favorevole del consigliere Zorzoli alle delibere del Cda dell'ente energetico pubblico. Il fatto è che poi quei soldi li tenne per sé: in parte (circa 700 milioni) li usò per acquistare un appartamento in via Tirso a Roma, dove trasferì in blocco la sua numerosa famiglia, in parte (500 milioni, della seconda tangente Panzavolta, più interessi) li tenne parcheggiati in Svizzera sul conto estero numerato. Prendeva i soldi per il partito, ma quella volta - a differenza di altre - se li tenne. Resta semmai da capire perché il Pci-Pds abbia continuato a mantenere rapporti, anche d'affari, con il compagno G. Ma queste sono questioni politiche, non giudiziarie. Il caso Greganti, con buona pace di Mieli, Giovanardi & C., è chiuso. Sepolto sotto una grandinata di pesanti condanne per corruzione. In attesa del nuovo De Felice, si potrebbe partire dalla sentenza definitiva. Il compagno G

Primo Greganti viene arrestato per la prima volta il primo marzo 1993.
Ordine di custodia firmato dal gip Italo Ghitti su richiesta di Antonio Di Pietro. Il pool Mani pulite lo accusa di corruzione, per aver ricevuto in Svizzera 621 milioni dal gruppo Ferruzzi, fra il 1990 e il 1992, per appalti Enel.
Denaro che rappresentava la prima delle due quote riservate al Pci-Pds delle tangenti concordate con il sistema dei partiti (l'1,6 per cento sul valore delle commesse). A parlarne ai magistrati milanesi è Lorenzo Panzavolta, amministratore della Calcestruzzi di Ravenna, cioè l'uomo che provvide materialmente ai versamenti estero su estero. Si accerterà successivamente che vi furono tre
versamenti, per la precisione: 621 milioni depositati il 21 novembre 1990 sul conto "Gabbietta" intestato a Greganti presso la Banca di Lugano; 525 milioni nel settembre 1992 sul conto 294469 presso la Banca del Gottardo di Zurigo, sempre nella disponibilità di Greganti; 100 milioni consegnati brevi manu nello stesso 1992 al "compagno G". Greganti, dopo una lunga carriera nella tesoreria del Pci torinese, è da qualche anno un funzionario - prima ufficiale, poi ufficioso - dell'amministrazione di Botteghe Oscure.
Racconta Panzavolta detto "Panzer", plenipotenziario di Raul Gardini per il settore dell'edilizia, che per gli appalti di desolforazione delle centrali elettriche in tutta Italia (lavori per un totale oltre 3 mila miliardi), la sua impresa concordò con Dc, Psi e Pci-Pds una quota di 1 miliardo e 242 milioni
per ciascun partito.

Furono Valerio Bitetto, potentissimo consigliere di amministrazione socialista dell'Enel, e il tesoriere nazionale del Garofano Vincenzo Balzamo a comunicargli che bisognava pagare anche Botteghe Oscure. Poi si presentò da lui Greganti a battere cassa.

Panzavolta, che pure sapeva chi fosse Greganti ("era conosciuto da tutti lì in giro, a Ravenna, come esponente del Partito comunista e aveva rapporti con la cooperativa Cmc"), chiese a Gardini di verificare che fosse proprio lui l'emissario del Pci-Pds per gli appalti Enel. Gardini verificò: "Mi disse che avrebbe fatto un controllo e mi confermò che Greganti era l'interlocutore giusto e che potevo andare avanti". Il compagno G, a scanso di equivoci, si presentò a Panzer "con un biglietto da visita della Direzione centrale del Partito comunista, faceva parte della direzione finanziaria, poi lui si era offerto di fare dei servigi, se avevamo bisogno. E credo che l'abbiamo anche usato in qualche caso.
Ci ha chiesto anche di andare in Russia, che lui rappresentava il Partito comunista. no, in Cina, in Cina". Greganti aveva accompagnato in Cina, nell'estate del 1991, Giorgio Cerboni, direttore della Fermar (la società Ferruzzi che costruiva navi). Ma la missione si rivelò infruttuosa e non portò a nulla". Nessun contratto, nessuna mediazione per Greganti, solo una gita a Pechino senza conseguenza alcuna.

Eppure Greganti, quando viene interrogato da Tiziana Parenti (aggregata al pool per far fronte alla mole di lavoro che aumenta di giorno in giorno sulle spalle di Di Pietro, Colombo e Davigo), nega di avere mai incassato tangenti per l'Enel e attribuisce quei 621 milioni di lire, di cui allora si era a conoscenza, proprio a una serie di fantomatici affari in Cina da lui procacciati alla Calcestruzzi, dei quali peraltro non porta alcuna documentazione ("I progetti - spiega - si interruppero a causa del mio arresto"). E soprattutto nega di aver versato una lira nelle casse di Botteghe Oscure ("Ho lasciato la direzione finanziaria del partito fra il 1989 e il '90 e da allora lavoro in proprio nel settore del marketing internazionale"). Il pool non gli crede, tant'è che lo tiene in carcere per tutti e tre i mesi previsti dalla legge, per evitare che inquini le prove. E lo farà presto riarrestare per altri due mesi in relazione a un'altra vicenda. Le indagini successive all'informazione di garanzia a Stefanini accerteranno che Greganti aveva ricevuto anche la seconda tangente di 625 milioni e si appuntano su entrambi i versanti della sua ricostruzione: la causale dei versamenti e la destinazione delle somme.
Che Greganti riceva 621 milioni da Panzavolta proprio mentre questi versa la stessa cifra alla Dc e al Psi non può essere una coincidenza. Anche perché Panzer dice di aver pagato la stessa mazzetta a tutti e tre i partiti, a titolo di tangente per i contratti di desolforazione. E poi non si capisce perché la Calcestruzzi avrebbe dovuto pagare in nero, estero su estero, una normale e regolare intermediazione a Greganti. E ancora: il primo versamento segue di pochi mesi l'aggiudicazione degli appalti per la desolforazione della centrale di Brindisi Sud. E non è vero che in quel periodo Greganti non lavorasse più per il Pci-Pds, visto che negli stessi mesi della pratica Calcestruzzi, prestò i suoi conti svizzeri per altre due operazioni finanziarie del partito: 1 miliardo incassato per la vendita delle quote del Pci nella società italo-tedescorientale Eumit; 200 milioni di tangente dalla Fiat per l'appalto torinese del depuratore Po-Sangone. Tutti elementi che faranno scrivere ai giudici del tribunale di Milano: "Le somme in questione non sono state incassate da Greganti per prestazioni personali, bensì vanno collegate a un'intermediazione fiduciaria posta in essere da quest'ultimo a vantaggio del Pci in relazione all'aggiudicazione da parte del gruppo Ferruzzi dei contratti Enel".

D'Ambrosio indaga, Parenti un po' meno Ma che fine fecero quei 1200 e rotti milioni? E davvero l'intervento di D'Ambrosio, come scrive Mieli, fu "unico" e "provvidenziale" per "salvare il Pds"? Ripercorriamo gli eventi dell'estate-autunno del ' 93 con l'aiuto proprio dell'allora procuratore aggiunto e poi capo di Milano, da qualche mese in pensione, che su quei fati ha recentemente testimoniato sotto giuramento al tribunale di Roma, nel processo per calunnia a carico del maresciallo Paolo Simonetti, braccio destro della Parenti (l'uomo che raccontò agli ispettori di Biondi di fantomatici favoritismi del pool, e di D'Ambrosio in testa, a Botteghe Oscure. Favoritismi poi rivelatisi inesistenti, nella relazione finale degli ispettori, che magnificarono l'operato del pool). "Il Codice", premette D'Ambrosio, "impone di cercare le prove anche a favore dell'indagato. Ma non per fargli un piacere: per corroborare la solidità dell'inchiesta. Se l'indagato mi dice una cosa e io non vado a verificarla, se ha ragione su quel punto rischio di fare una figuraccia al processo e di perderlo, il processo" (tanto poco "unica" è quell'attività che basta ricordare le rogatorie avviate da Ilda Boccassini e Gherardo Colombo nelle Bahamas per verificare la destinazione dei famosi 21 miliardi versati da Nino Rovelli a Cesare Previti nel 1994, dopo la conclusione della causa Imi-Sir. Previti sosteneva di aver pagato dei professionisti all'estero per conto di Rovelli. Il pool è andato a vedere, ha scoperto due bonifici da Previti a due tizi denominati Fripier e Lepicier, salvo poi scoprire che i due tizi non esistono: si tratta sempre di Previti, sotto falso nome).
Che accadde dunque nel 1993? Perché il coordinatore del pool indagò personalmente proprio su Greganti?
"Per colmare una lacuna nelle indagini della Parenti, la cui animosità nei confronti del Pds rischiava di esporci a una brutta nasata in parlamento, in sede di autorizzazione a procedere, o davanti al gip in udienza preliminare. Così, in qualità di capo-pool, anche operativo,diedi una controllata al fascicolo. Per capire quei giorni, occorre ricordare l'antefatto. Io andavo sempre in ferie a luglio.
Cosa che feci anche quell'anno, per la mia salute non proprio di ferro. Al mio rientro, a fine mese, la Parenti viene da me e mi comunica di aveva intenzione di richiedere l' autorizzazione a procedere per l'onorevole Stefanini. Io cado dalle nuvole:non mi risultava nemmeno che Stefanini fosse iscritto nel registro degli indagati, anche perché ogni iscrizione veniva concordata all'interno del pool. Per una ragione molto semplice: allora la legge e una circolare parlamentare stabilivano che, all'atto dell'iscrizione di un deputato o di un senatore, bisognava inviargli subito un avviso di garanzia: da quel momento i pm avevano 30 giorni di tempo per trovare gli elementi a suo carico e formalizzare le conclusioni: richiesta di autorizzazione a procedere o richiesta di archiviazione. Vista la parsimonia, diciamo così, con cui il parlamento concedeva l'autorizzazione, si era deciso di iscrivere solo i parlamentari sui quali gravassero indizi consistenti. Nei casi dubbi non si procedeva nemmeno all'iscrizione, per evitare inutili ping-pong col parlamento. Ora, fino alla mia partenza per le ferie, non mi risultava alcun elemento che portasse da Greganti a Stefanini. Nemmeno quello logico, visto che Greganti era uomo del vecchio segretario, Renato Pollini, più che di quello nuovo, Stefanini, che tra l'altro, essendo stata abolita con il Pds la carica di segretario, era tesoriere e membro del direttivo del partito. Chiesi dunque alla Parenti se fossero emerse importanti novità nel frattempo. Lei disse di no, che dall'esame dei conti correnti non c'era alcuna prova del passaggio di quei soldi da Greganti a Stefanini.
Però aggiunse di esserne convinta ugualmente, visto che una parte i 621 milioni di tangente corrisposti da Panzavolta erano approdata sul conto "Gabbietta", usato da Greganti per far rientrare il famoso miliardo incassato per conto del Pci che, dopo il crollo del muro di Berlino, aveva venduto le sue quote nella società italo-tedescorientale Eumit. Ergo, aggiunse, quel conto e quello "Sartiame" e "Sorgente" oggetto della prima rogatoria in Svizzera sono del Pds. Feci sommessamente notare che quelli potevano essere conti di transito per spostare i soldi, e che senza la prova della destinazione finale non potevamo arrischiare una mossa così azzardata, senza un solo elemento, una sola chiamata di correo che ci parlasse di Stefanini. Suggerii di aspettare, di comportarci come con tutti gli altri parlamentari: facciamo altre indagini, poi se avremo elementi procederemo. La Parenti sembrò convincersi, senonchè qualche giorno dopo [24 luglio '93] annunciò di aver iscritto Stefanini sul registro. Era un bel guaio, perché bisognava "avvisarlo" subito e trovare qualcosa a suo carico entro 30 giorni, se volevamo chiedere l'autorizzazione a procedere. Altrimenti archiviare, precludendoci la possibilità di indagare ancora con più calma. Di fronte al fatto compiuto, decisi di firmare anch'io l'avviso e chiesi a Gherardo Colombo di fare altrettanto. Lei, quasi subito, partì per le ferie lasciandoci una bozza di richiesta di autorizzazione a procedere, piuttosto scarna, praticamente priva di elementi. Se l'avessimo spedita così in parlamento, ci avrebbero riso in faccia. Mandai la bozza agli altri del pool, ed il 6 settembre ci riunimmo con Borrelli al suo rientro dalle ferie. Non si sapeva nemmeno se la seconda tranche della tangente di Panzavolta, sicuramente versata a Dc e Psi, fosse stata corrisposta anche al Pds, e chi l'avesse incassata. Ci mettemmo dunque a indagare
come pazzi. Di Pietro e il giovane Paolo Ielo ed io stesso, per un mese intero ci dedicammo praticamente solo a quello.
Chiamai la Parenti e le chiesi se avesse fatto le indagini patrimoniali su Greganti. Rispose di sì. Me le mandò: ma riguardavano invece le indagini bancarie, quelle sui conti correnti che il Greganti aveva presso il Monte dei Paschi di Siena. Ripresi quindi anche i verbali d'interrogatorio di Greganti e in uno scoprii che aveva dichiarato di aver acquistato un appartamento per sé, contraendo un mutuo di 450 milioni: segno che l'aveva pagato almeno il doppio, visto che nessuna banca concede mutui per oltre la metà del valore dell'immobile. Feci dunque una ricerca tramite l'anagrafe tributaria con cui era collegato il mio computer (è agli atti del processo, con il mio codice di accesso, il mio codice fiscale, la data e l'ora della ricerca: doveva essere il 22 o il 23 settembre). Emerse che effettivamente Greganti aveva acquistato un appartamento a Roma con contratto registrato nel novembre 1991 e,una quindicina di giorni prima, aveva prelevato 329 milioni dalla provvista Panzavolta (i 621 milioni versati prima sul conto Gabbietta e poi da questo passati sul conto Sorgente). A quel punto mandai a Roma i due sottufficiali della guardia di finanza che lavoravano con me, a interrogare i venditori dell'alloggio: la famiglia Ferrari, padre e due figli, che gestivano un piccolo albergo. Volevo sapere tramite quale banca Greganti li aveva pagati e acquisire il fascicolo del mutuo, con il compromesso di vendita, la polizza di assicurazione e la stima della banca sul valore dell'appartamento. Per appurare se la cifra di 500 Milioni indicata nel contratto registrato fosse quella effettivamente pagata. I Ferrari indicarono 750 milioni, ma i conti non tornavano. I due sottufficiali comunque accertarono che il mutuo era stato stipulato presso la Mps Finanziaria Spa di Siena. Per l'
acquisizione del relativo fascicolo delegai i finanzieri che lavoravano con la Parenti. Fu così che saltò fuori una fotocopia del compromesso per 1 miliardo e mezzo di lire, con una polizza assicurativa di pari importo e una relazione di stima per 1 miliardo e 200 milioni. Fra l'altro, il contratto risultava stipulato presso la sede romana dell'Edilnord [gruppo Fininvest], a cui Greganti e Ferrari versarono la rituale percentuale per la mediazione (l'1,5 per cento per ciascuno, 45 milioni in tutto), mella stessa data di altro prelievo contanti di 360 milioni sempre dal conto Sorgente. Ora finalmente tutti i conti tornavano.
Interrogai Ferrari padre, che ammise di aver venduto a Greganti per 1 miliardo e mezzo. Ricordo il giorno decisivo in cui Di Pietro e la Parenti stavano interrogando Greganti a San Vittore. Io mandai loro il verbale di Ferrari che avevoin appena finito di sentire. E Greganti fu costretto ad ammettere la bugia, spiegando di non aver voluto inguaiare i vecchi proprietari. A quel punto non c'era dubbio che Greganti i soldi della tangente li aveva in parte utilizzati per comprarsi quella casa, mentre non avevamo elementi per affermare che una sola lira di quel miliardo e rotti fosse finita nelle casse del Pds. Anche perchè Panzavolta disse a Di Pietro che la seconda tranche era stata versata su un altro conto cifrato indicato da Greganti, e lì la trovammo praticamente intonsa, anzi moltiplicata dagli interessi (800 milioni o giù di lì). La Parenti però non si rassegnava all'idea di aver sbagliato.
Insisteva nel dire che il compromesso era falso. Fece perquisire la casa e l'albergo dei Ferrari alla ricerca del compromesso e lo trovò naturalmente firmato dal solo Greganti.. Ma lì i suoi uomini trovarono anche un appunto che il Ferrari aveva preso sotto gli occhi dei miei finanzieri, per riepilogare le rate dei versamenti del prezzo di 750.000.000 che aveva indicato nella deposizione resa ai finanzieri da me inviati, appunto sul quale era segnato il mio nome, visto che gli avevano riferito che l'avrei di nuovo interrogato. Bene, l' ufficiale della Parenti cominciò a raccontare in giro di avermi incastrato, di aver trovato la prova che mi avevano pagato. Aveva scambiato quelle cifre per versamenti fatti a me. Una ignobile montatura che fu subito smascherata dai miei finanzieri, e poi dagli ispettori del ministro Biondi). La conclusione era a quel punto obbligata: allo stato degli atti nessuna richiesta di autorizzazione al parlamento per Stefanini, almeno per quel capitolo d'indagine [il tesoriere del Pds era indagato anche per altre vicende], ma richiesta di archiviazione al gip. Su Stefanini non avevamo veramente nulla.
Anzi, avevamo elementi che inguaiavano Greganti ma scagionavano il nuovo tesoriere Pds. La fine della storia è appena più nota. Il 18 settembre viene arrestato Marco Fredda, responsabile del patrimonio immobiliare del Pds, e l'indomani viene riarrestato Greganti, per un'altra strana vicenda immobiliare, che maschera una tangente rossa del gruppo Itinera di Marcellino Gavio. Intanto Davigo fa perquisire dai carabinieri la sede di Botteghe Oscure. Pochi giorni dopo, il segretario Achille Occhetto avverte: "Se mi arriva un avviso di garanzia, sarebbe un colpo di Stato e i nostri scenderebbero nelle piazze". Il vicesegretario Massimo D'Alema, invece, definisce abitualmente il pool "il soviet di Milano". Il 4 ottobre'93, in una riunione plenaria del pool, presenti Borrelli, D'Ambrosio, Di Pietro, Colombo, Davigo, Ielo, Ramondini e Parenti, decide all'unanimità di chiedere l'archiviazione per Stefanini. La Parenti non fiata, nessun dissenso. Ma, appena uscita dall'ufficio, ricomincia ad attaccare i colleghi accusandoli di non voler andare a fondo sulle tangenti rosse. Per un eccesso di scrupolo, il 19 ottobre, il gip Italo Ghitti nega l'archiviazione e dispone un supplemento di indagini su Stefanini. Al termine delle quali, nella primavera '94, la sua erede Clementina Forleo (Ghitti nel frattempo è passato al Csm) archivia l'inchiesta nei confronti di Stefanini, nel frattempo morto d'infarto. E non con la formula ambigua della "morte del reo" (usata da altri giudici per chiudere altre indagini a suo carico, ben più serie e fondate, come quelle della procura di Torino su Eumit e come quella del pm milanese Ielo), ma con quella netta della "assoluta mancanza di indizi". Anche la Parenti, ormai, è lontana: in dicembre ha lasciato il pool, in gennaio s'è candidata in Forza Italia, in marzo è ascesa alla Camera dei deputati con la promessa di fare il ministro della Giustizia, salvo poi diventare presidente della commissione parlamentare Antimafia. La sua inchiesta passa a Paolo Ielo. Il quale, con una certa fatica, rimette insieme i cocci, approfondisce vari spunti d'indagine e alla fine ottiene il rinvio a giudizio di decine d'imputati per le tangenti Enel: imprenditori, politici e amministratori di Psi, Dc, Pri e Pds. Compresi i compagni Greganti e Zorzoli. Il Pci-Pds rubava come gli altri

Perché Calcestruzzi doveva pagare anche il Pci-Pds, che in parlamento stava all'opposizione? La sentenza del tribunale di Milano chiarisce anche questo. L'azienda era interessata all'appalto per desolforare le centrali di Brindisi Nord e Sud, di Vado Ligure e del Sulcis: una commessa da 870 miliardi. E se l'aggiudicò in una associazione temporanea di imprese formata al 60% dal consorzio Eurialo (Ansaldo e Cifa Progetti-Calcestruzzi) e per il 40% dalla De Bartolomeis Spa. Ma perché tutto filasse liscio, bisognava anzitutto evitare che nel Cda dell'Enel qualcuno si mettesse di traverso. Ad esempio il rappresentante dell'opposizione: Giovanni Battista Zorzoli, docente al Politecnico di Milano, fino al 1990 responsabile del Pci-Pds per le questioni energetiche, dal 1986 al '92 consigliere di amministrazione in quota Botteghe Oscure. Altre grane potevano arrivare dall'iter parlamentare della legge, che doveva autorizzare la costruzione degli impianti di desolforazione senza passare per i singoli comuni.

"E allora - ricorda Panzavolta - mi avvertirono dall'Enel: 'Guardi, se lei ha qualche contatto col Partito comunista, sarebbe bene che avvertisse 'sta gente che i loro parlamentari andassero in sala, non tanto per votare questo decreto, quanto per fare numero, perché [.] se non c'è il numero legale, non ha validità la seduta. Noi abbiamo già chi vota, la maggioranza che dà il voto, però abbiamo bisogno di avere il numero dei presenti'. Io avvertii ovviamente Greganti. [.] Siccome era un venerdì che veniva votata e in genere i parlamentari il venerdì tornano alle loro sedi, allora Greganti si adoperò, andò, mi disse 'Sì, sì, mi interesso subito'. E difatti la legge venne poi approvata, perché il numero c'era. E Greganti venne da me e disse: 'Vede che io conto, vede che riesco a ottenere queste cose'.".

Dunque anche il Pci-Pds chiedeva mazzette come gli altri: "Il sistema", scrivono i giudici, "è il medesimo riscontrato allorché si sono esaminati i versamenti ad altri partiti politici. Greganti è il fiduciario del Pci pronto a mettere a disposizione i propri conti personali per esigenze lecite e illecite del partito. [.] E' lui che tiene i contatti con Panzavolta con riguardo ai versamenti in denaro in argomento, sicuro corrispettivo degli accordi corruttivi in parola. [.] Ciò che viene offerto [all'imprenditore] in cambio della tangente è la certezza della vittoria. [.] Panzavolta effettua l' illecito finanziamento al Pci nella convinzione che anche il consigliere [di amministrazione] designato dal Pci avrebbe posto in essere tutti quegli atti rientranti nel suo ambito di operatività per rendere effettiva tale garanzia. [.] Non si poteva correre il rischio di incorrere in intoppi in seno al Consiglio, per questo era bene allargare l'area di protezione anche al rappresentante del maggior partito di opposizione. Di tale rapporto illecito Greganti era sicuramente a conoscenza".

E non solo Greganti. C'era anche Zorzoli: "Il processo", scrive il tribunale di Milano, "ha dimostrato che Zorzoli occupava il ruolo di consigliere nella piena consapevolezza di essere parte di un sistema secondo il quale la gestione della cosa pubblica doveva essere finalizzata alla soddisfazione degli interessi del Partito che rappresentava". Come? Garantendo non solo le mazzette a Botteghe Oscure, ma anche una quota fissa di appalti e subappalti (nelle opere di desolforazione, ma anche di denitrificazione delle centrali Enel) per le cooperative e le imprese amiche: nella fattispecie, la Ctip e la Elettrogeneral (un'impresa che la Lega delle cooperative rilevò dall'Ansaldo, presieduta prima da un ex funzionario del Pci, Giovanni Battista Podestà, poi dallo stesso Zorzoli). "Per poter realizzare questo salto qualitativo delle cooperative amiche del Pci", spiegano i giudici, "occorreva la sicurezza delle assegnazioni, possibile solo attraverso una politica consiliare che soddisfaceva gli interessi di tutti, che il processo ha provato essere il reperimento i finanziamento alternativi da parte del mondo imprenditoriale. Zorzoli ha pertanto consapevolmente contribuito alla realizzazione delle corruzioni in argomento. [.] Il suo compito non era quello di percepire somme di denaro, bensì di favorire le cooperative. In cambio di tale utilità era disposto ad approvare contratti che attribuivano a trattativa privata a imprese amiche del sistema dei partiti appalti di notevole valore economico. Ancora una volta ci si trova di fronte a una consapevole gestione "privata" della cosa pubblica".

Sia Greganti sia Zorzoli verranno definitivamente condannati per corruzione e finanziamento illecito al Pci-Pds, il primo patteggiando 3 anni in Appello, il secondo vedendosi confermata la pena di 4 anni e mezzo in Cassazione e finendo per questo in carcere.
Questo ha stabilito la sentenza. Definitiva. Se poi questa non bastasse, ci sarebbe anche la relazione degli ispettori del ministro Alfredo Biondi (primo governo Berlusconi): "Mani Pulite rimarrà una pietra miliare nella storia giudiziaria del nostro Paese", scrivono. E quanto alle tangenti rosse, osservano
che non ci fu alcun trattamento privilegiato per il Pci-Pds, anzi "l'atteggiamento di diffidenza della dottoressa Parenti verso i colleghi del pool può forse avere nuociuto allo svolgimento delle indagini di cui si discute, e comunque ha certamente contribuito a portare l'opinione pubblica a valutazioni errate in ordine a tali indagini".


Singolare no? Alberto, tu trovi grave la condotta di D'Ambrosio, che salva il PCI-Pds e poi infatti è candidato con gli eredi di quel partito. E tutti ti diamo ragione, ché non sta bene infatti dare immagini di poca terzietà o neutralità...vale oggi con De Magistris e vale sempre con giudici impegnati in inchieste delicate. Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia...

Caro Marco mi sembra che tu piuttosto che esporre fatti preferisci attaccare personalmente me e attribuirmi opinioni che non ho espresso.

Dove avrei fatto intendere che la "colpa" insopportabile di D'Ambrosio fosse la sua elezione come parlamentare DS? La colpa che non condono a D'Ambrosio e' - come ho ripetuto piu' volte - di concerto col Pool di Milano - l'estromissione di T.Parenti dall'inchiesta sui vertici PCI per la tangente Enel di Panzavolta, e l'acrobatica richiesta di archiviazione per i vertici PCI, respinta due volte da Ghitti prima di essere accettata la terza, quando ormai il segretario nazionale PCI M.Stefanini era deceduto.

Il caso della militanza politica di T.Parenti e' molto molto diverso dal caso di D'Ambrosio che puo' ben essere ritenuto militante organico del PCI da sempre e fino alla morte.  Di origini toscane, TP si iscrive al PCI ed ha chiaramente di idee politiche di sinistra. Con Forza Italia passa poco tempo, viene sostanzialmente "sfruttata" la sua divergenza e la sua posizione critica sul pool di Milano.  Viene eletta in Parlamento con FI ma abbastanza presto abbandona Forza Italia e va nello SDI che ha sempre fatto parte della coalizione di sinistra (per quanto arriva la mia memoria).

Tu giudica come vuoi, io giudico che D'Ambrosio e' stato sempre e si e' comportato sempre come un devoto militante PCI, mentre T.Parenti apparteneneva sicuramente all'area politica della sinistra ma non subordinava la sua attivita' di inquirente a questa appartenenza politica.  TP si e' apparentata con Forza Italia solo per breve tempo e specificamente come reazione al linciaggio cui e' stata sottoposta per aver cercato di inquisire i vertici nazionali PCI in relazione alla tangente di Panzavolta. Scommetto che se venisse intervistata ora non darebbe un giudizio positivo su Berlusconi.  D'Ambrosio invece prevedo difendera' il PCI fino alla morte.

Travaglio arriva a conclusioni che sono giusto opposte a quelle tue, in merito a come il Pool abbia gestito la questione Greganti, seppure lo stesso Travaglio rimarchi più volte la partecipazione del PCI-Pds al sistema tangentizio...senza però avallare l'idea che l'inchiesta abbia fatto ricorso a espedienti e così via.

M.Travaglio e' migliore di tanti altri, ma quel libro come altri suoi lavori sono stati scritti esplicitamente in difesa di Mani Pulite, editi da Editori Riuniti (casa editrice del PCI) per contrastare la propaganda Berlusconiana contro MP.  Io capisco benissimo che tra i due mali MT abbia scelto di schierarsi e difendere per quello che riteneva minore, ma e' facile indicare dove Travaglio omette e dissimula le acrobazie e gli espedienti del pool di Milano. Uso il tuo stesso testo.

Il fatto è che in quel periodo furono effettivamente indagati i vertici amministrativi di tutti e tre i grandi partiti: Balzamo per il Psi, Citaristi per la Dc, Pollini e Stefanini per il Pci-Pds. L'avviso di garanzia a Stefanini, all'epoca deputato e membro della direzione di Botteghe Oscure, fu firmato da D'Ambrosio, Gherardo Colombo e Tiziana Parenti.

[...]

Greganti, arrestato due volte su richiesta di Di Pietro e del resto del pool e tenuto in carcere per quasi 5 mesi, fu poi processato e condannato in via definitiva a 3 anni per corruzione.
Il Pci-Pds non fu affatto scagionato, tanto che il pm Paolo Ielo (subentrato alla Parenti quando questa si fece eleggere in Parlamento per Forza Italia, nel 1994) nella requisitoria del processo Enel accusa Greganti di avere ricevuto un miliardo e 246 milioni dalla Calcestruzzi "per la direzione centrale del Pds".
Tesi poi confermata puntualmente dalla sentenza del Tribunale di Milano (la vedremo fra poco), resa definitiva dopo i passaggi in Appello e in Cassazione
. Già, perché l'aspetto più curioso e stravagante dell'improvviso revival del caso Greganti è questo: che sulla vicenda esiste una sentenza definitiva, una delle tante emesse a Milano, quella sulle tangenti Enel, la quale afferma esplicitamente che il Pci-Pds - attraverso i suoi rappresentanti - incassava mazzette esattamente come gli altri partiti. E, oltre a Greganti, condanna Giovanni Battista Zorzoli, membro del Cda Enel in quota Pci-Pds, a 4 anni e 6 mesi per corruzione.

Questo riassunto di Marco Travaglio e' evidentemente reticente. M.Travaglio omette le tre richieste di archiviazione per il segretario amministrativo nazionale PCI presentate dal Pool di Milano al GIP Ghitti. M. Travaglio omette anche di riassumere gli espedienti, respinti due volte da Ghitti, con i quali il pool di Milano ha giustificato le tre richieste di archiviazione per M.Stefanini.

Riassumo come sono andati i fatti

  • Panzavolta confessa le tangenti Enel ai vertici nazionali di DC, PSI e PCI
  • il Pool non poteva non indagare, per cui era obbligato ad inviare avvisi di garanzia a tutti e tre i segretari nazionali.
  • (omesso da Travaglio) D'Ambrosio entra a forza nell'inchiesta sui vertici PCI, affidata a T.Parenti, e trova le "prove" a discarico dei vertici nazionali PCI, che io giudico ridicole e implausibili
  • (omesso da Travaglio) il pool di Milano con votazione unanime ma con astensione di TP decide di chiedere l'archiviazione dei vertici PCI per la tangente Panzavolta (ottobre 1993)
  • (omesso da Travaglio) il GIP Ghitti respinge e chiede di approfondire 12 punti di indagine, con estese motivazioni
  • (omesso da Travaglio) il Pool chiede nuovamente l'archiviazione nel febbraio 1994
  • (omesso da Travaglio) il GIP Ghitti respinge per la seconda volta la richiesta di archiviazione
  • (omesso da Travaglio) nel maggio 1995, ormai deceduto M.Stefanini, il Pool di Milano chiede per la terza volta l'archiviazione ormai postuma di M.Stefanini, e I.Ghitti accetta
  • liquidata per bene ogni remota possibilita' di coinvolgimento dei vertici nazionali PCI, il Pool porta in giudizio il membro in quota PCI nel CdA Enel e ottiene condanna definitiva per corruzione a 4.5 anni

E' utile anche tornare su questa frase di Travaglio:

... nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito.

Questa e' sostanzialmente disinformazione per quanto mi riguarda.  La magistratura non dimostra che un reato non sia avvenuto.  La magistratura non funziona cosi'.  La magistratura cerca prove di reato, e se non trova evidenza sufficiente archivia e non condanna.  In questo caso specifico esistevano indizi per me schiaccianti che Greganti ha incassato e speso la tangente Panzavolta per conto dei vertici PCI (anche Ghitti ritiene questa ipotesi del tutto probabile nelle sue motivazioni scritte) tuttavia il Pool ha cercato e trovato prove a discarico (il mutuo del Monte dei Paschi) e ha provvisto una ricostruzione dei fatti per me assolutamente implausibile e ridicola secondo la quale il funzionario PCI Greganti avrebbe incassato la tangente sul conto svizzero Gabbietta per acquisti personali mentre negli stessi mesi usava il conto Gabbietta per alimentare la tesoreria nazionale PCI con altri finanziamenti, e mentre agiva da prestanome del PCI nazionale come proprietario immobiliare a Roma.

La mazzetta di Panzavolta si mescola agli altri soldi trattati da Greganti per conto dei vertici nazionali PCI nel conto svizzero Gabbietta, come appurato nelle indagini e come ricorda Italo Ghitti nel respingere la richiesta di archiviazione del Pool.  Solo con una vera acrobazia mentale il Pool di Milano puo' pensare di separare le rate pagate da Panzavolta dagli altri soldi passati per il conto Gabbietta e concludere che solo ed esclusivamente quei soldi sarebbero stati spesi da Greganti per un appartamento di lusso a Roma per uso personale.  Riguardo l'appartamento di Greganti a Roma e' noto e puntualizzato da Ghitti che Greganti in almeno in un altro caso documentato agiva come semplice prestanome del PCI-PDS come proprietario di immobili a Roma. E il PCI comunemente usava militanti-prestanome per intestare proprieta' immobiliari, sottolinea Ghitti. La realta' che emerge oltre ogni dubbio e' che Greganti ha incassato e speso la tangente di Panzavolta per conto dei vertici nazionali PCI, come loro fiduciario e prestanome.

In soldoni: Greganti chiese e incassò quel miliardo e rotti per conto del Pci-Pds nella partita dell'Enel: in cambio di appalti alle cooperative rosse e del voto favorevole del consigliere Zorzoli alle delibere del Cda dell'ente energetico pubblico. Il fatto è che poi quei soldi li tenne per sé: in parte (circa 700 milioni) li usò per acquistare un appartamento in via Tirso a Roma, dove trasferì in blocco la sua numerosa famiglia, in parte (500 milioni, della seconda tangente Panzavolta, più interessi) li tenne parcheggiati in Svizzera sul conto estero numerato. Prendeva i soldi per il partito, ma quella volta - a differenza di altre - se li tenne. Resta semmai da capire perché il Pci-Pds abbia continuato a mantenere rapporti, anche d'affari, con il compagno G. Ma queste sono questioni politiche, non giudiziarie.

E questa ricostruzione dei fatti - mi spiace - e' assolutamente ridicola e implausibile. La considero solo un acrobatico espediente del Pool di Milano, ribadito nel testo di Barbacetto/Gomez/Travaglio edito da Editori Riuniti, per assolvere i dirigenti nazionali PCI per la tangente Enel di Panzavolta.

Alberto,

lo sai benissimo che non ti sto attaccando personalmente, a meno che criticare quanto scrivi sia un attacco personale, cosa che io, rispettando te, e chi ci ospita, non farei mai. Le mie osservazioni su quanto scrivi sono o sottolineature di tue incoerenze, o almeno: di quelle che io vedo come tali, o il tentativo di portare elementi nuovi. Mai, e dico mai, ho usato argomenti il cui nucleo fosse che certe affermazioni non erano giuste/plausibili/ragionevoli solo perchè eri tu a farle. E quando anche ho criticato quello che dicevi, non lo facevo in subordine alla precisazione che quanto criticavo era inevitabilmente collegato ad aspetti della tua persona...quindi mi dispiace veramente che tu prenda le mie cose come attacchi personali, ma non era certo mio intenzione apparire come mi hai descritto.

Detto questo. Tu scrivi, in tuo commento:

Dove avrei fatto intendere che la "colpa" insopportabile di D'Ambrosio fosse la sua elezione come parlamentare DS?

Lo hai detto qui:

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato). Nemmeno i bambini possono credere una tale boiata, tantomeno dopo che i DS hanno in cambio fatto eleggere l'ex procuratore aggiunto in Parlamento.

lasciando intendere, cioè insinuando, che vi sia un collegamento tra quanto omesso da D'Ambrosio e la sua carriera da parlamentare. Non puoi dire quello che dici e poi ritrattare. Per te vi è un nesso tra carriera politica di D'Ambrosio, le sue personali convinzioni ideologiche e gli atti d'ufficio che lui avrebbe compiuto o omesso in relazione alle sue funzioni di magistrato. E la candidatura sarebbe una evidenza, a quanto dici, a supporto della tua tesi....lo stesso però sembri non ammetterlo per Parenti.

Ti faccio notare che Parenti ha un percorso uguale e contrario a quello di D'Ambrosio, benchè tu voglia accettare le ricostruzioni di Parenti mentre, per le medesime ragioni di parzialità ideologica, rifiuti quelle di D'Ambrosio?

In risposta entri sul personale di quelle persone, e mi spieghi a quanto ammonta l'intensità ideologica dell'attaccamento di D'Ambrosio alle sue idee, in comparazione all'atteggiamento meno intenso di Parenti. Il tuo argomento alla mia critica che anche PArenti non si è fatta problemi a politicizzarsi è che...D'Ambrosio lo avrebbe fatto in misura maggiore!

 

Citi poi Travaglio: "nemmeno una lira di quella mazzetta risultò pervenuta nelle casse del partito"...

Questa e' sostanzialmente disinformazione per quanto mi riguarda.  La magistratura non dimostra che un reato non sia avvenuto. a magistratura non funziona cosi'.  La magistratura cerca prove di reato, e se non trova evidenza sufficiente archivia e non condanna.  In questo caso specifico esistevano indizi per me schiaccianti...

A parte gli indizi schiaccianti di cui tu parli e che a tuo giudizio andavano valutati meglio...Ti seguo per quello che dici: ma quando la magistratura cerca prove non le trova e archivia, quello che sospettava si può dire che non si avvenuto? Ma cosa intendi tu per innocenza rispetto ad un certo fatto? Se Greganti non è stato dimostrato come il collettore di quelle tangenti specifiche per il PCI-PDS (non sto escludendo che Greganti e il PCI non avessero le mani in pasta, sto parlando del caso specifico) possiamo dirlo che su quell'aspetto vale quanto stabilito in tribunale, o dobbiamo introdurre un nuovo grado di giudizio, il tuo?

Il problema in quello che dici è che vuoi fare non una riflessione storica sul fenomeno mani pulite, in generale...ma vuoi proprio entrare nel merito delle vicende processuali definite con sentenze passate in giudicato per ribaltarne gli esiti...Bossi è meno colpevole di quanto appaia; Molti se la sono sfangata per amicizie politiche;

Sorvolo sulla cosa "Editori Riuniti casa editrice del PCI" quindi non affidabile... argomento ad hominem...

lo sai benissimo che non ti sto attaccando personalmente, a meno che criticare quanto scrivi sia un attacco personale

Mi pare che sostieni che dimentico di proposito alcuni fatti essenziali come l'elezione di T.Parenti in Forza Italia.  Per me non si tratta di un episodio che inquina l'operato di T.Parenti e lo spiego sotto.

Anche Tiziana Parenti, dopo aver detto urbi et orbi che bisognava essere duri con il PCI-PDS, si candida con Forza Italia! Strano, ti sei dimenticato di scriverlo, Alberto. Eppure per i tuoi standard, quelli enunciati all'inizio di questa discussione, sembrava che il comportamento di D'Ambrosio, con candidatura finale nelle fila del PD, fosse una cosa insopportabile...a parti rovesciate la Parenti fa lo stesso, anzi, lo fa prima, già nel '94...ma la cosa, in questo caso, non ti disturba, anzi, la citi e la linki che è una meraviglia...

Non mi pare di aver dato un'importanza eccessiva all'elezione di D'Ambrosio come parlamentare DS.  Non l'ho nemmeno elencata nella ricostruzione che ho fatto in replica a Michele Boldrin riguardo la tangente Enel di Panzavolta. Certo l'ho menzionata con sdegno ricordando gli acrobatici espedienti con cui D'Ambrosio e il Pool di Milano hanno deciso di archiviare le imputazioni dei vertici nazionali PCI, ma non ci sono tornato sopra perche' non considero quell'elezione come determinante.  Molto piu' determinanti sono le motivazioni di Ghitti nel respingere due volte le richieste di proscioglimento del Pool.

ma quando la magistratura cerca prove non le trova e archivia, quello che sospettava si può dire che non si avvenuto?

Secondo me no. Non a caso, ma in base ad una riflessione specifica, il diritto USA non contempla il concetto di "assoluzione", "innocente" ma solamente il concetto meno impegnativo di "non colpevole" (not guilty).  In Italia, anche per fare disinformazione, si abusa dei termini "assoluzione", "dichiarato innocente", la magistratura ha "dimostrato che nessun reato e' stato commesso".  La magistratura non funziona cosi'.  La magistratura persegue reati e puo' solo arrivare ad un giudizio che conferma o non conferma gli addebiti penali portati in giudizio.  Quando la magistratura assolve, decide solamente che non esistono indizi o prove sufficienti per una condanna, per quanto mi riguarda.

E' vero che le sentenze italiane arrivano ad affermare "il fatto non e' stato commesso" ma a mio parere nel caso della tangente di Panzavolta, che si mescola con le altre entrate della tesoreria nazionale PCI nel conto svizzero Gabbietta non e' semplicemente plausibile affermare che proprio i soldi di Panzavolta non sono entrati nelle casse o nella disponibilita' sotto prestanome della tesoreria nazionale del PCI.

Nota bene che per i soldi della Eumit, transitati per il conto Gabbietta e incassati dal PCI nazionale, il pool ha assolto il PCI dalle accuse piu' importanti perche' la vendita Eumit alla DDR e' stata considerata non truffaldina (cioe' non copertura per finanziamenti illeciti dall'estero) ma reale. Non so quali conseguenze ci siano state per un partito che si avvaleva di un conto anonimo svizzero gestito da un suo funzionario per conto dei vertici nazionali, di concreto per quanto ne so nulla.  Il Pool ha deciso che alcuni soldi transitati in quel conto erano "puliti" (es. Eumit) mentre altri erano "sporchi" (Panzavolta).  Quelli puliti sono andati alle casse nazionali del PCI senza conseguenze penali per i vertici.  Quelli sporchi secondo il Pool li ha usati il funzionario PCI Greganti per suoi acquisti personali, fra l'altro molto molto dubbi come acquisti personali visto che e' stato appurato che Greganti agiva da prestanome del PCI per acquisti e possesso di immobili a Roma.

Lo hai detto qui:

L'ineffabile D'Ambrosio ha avuto il coraggio di escludere da ogni responsabilita' i vertici del PCI per la tangente di 1 miliardo di lire documentata da precise testimonianze e consegnata a P.Greganti, sostenendo che era plausibile che P.Greganti l'avesse chiesta a nome del PCI e solo con millantato credito e l'avesse poi utilizzata per comperare 1 o 2 appartamenti (che effettivamente aveva acquistato). Nemmeno i bambini possono credere una tale boiata, tantomeno dopo che i DS hanno in cambio fatto eleggere l'ex procuratore aggiunto in Parlamento.

lasciando intendere, cioè insinuando, che vi sia un collegamento tra quanto omesso da D'Ambrosio e la sua carriera da parlamentare.

Chiarisco subito quale e' la mia opinione su questo punto. Ritengo D'Ambrosio un vero e proprio militante PCI sempre in linea col partito nell'esercizio del suo lavoro di magistrato, per quanto fosse possibile senza violazioni palesi e indifendibili dei suoi doveri nel contesto dove lavorava. Ritengo che D'Ambrosio e Borrelli, e i loro sottoposti, abbiano lavorato alacremente per escludere i vertici nazionali PCI da ogni addebito penale, e per quanto possibile da ogni conseguenza mediatica, in relazione alla tangente Enel pagata da L.Panzavolta. A tempo debito, come si fa con i militanti piu' fedeli, il partito lo ha ringraziato facendolo eleggere parlamentare.  Ma D'Ambrosio non ha certo operato per ottenere questa ricompensa da pensionato, piuttosto ritengo si sia comportato di fatto da militante PCI per pura convinzione ideologica.  Non vedo invece subordinazione alla politica nell'attivita' di T.Parenti come magistrato. TP era iscritta al PCI e ha mostrato costantemente aderenza allo schieramento di sinistra nella politica italiana, ma non si e' lasciata condizionare da questo e ha lavorato per perseguire i vertici nazionali PCI evidentemente colpevoli di corruzione in relazione alla tangente Enel di Panzavolta. La sua breve esperienza in Forza Italia si spiega - secondo me - con la situazione di contrasto e linciaggio morale cui e' stata sottoposta per aver tentato di incriminare i vertici nazionali PCI. Il GIP Ghitti, che e' stato perfino processato (ma assolto) dal CSM perche' accusato di essere troppo condiscendente nell'accogliere le richieste del Pool di Milano, ha per due volte difeso e apprezzato la linea di indagine di T.Parenti sui vertici PCI, rifiutandosi di accogliere la richiesta di archiviazione sottoscritta all'unanimita' da tutto il Pool di Milano, indicando per me molto chiaramente quanto fosse pretestuosa l'archiviazione decisa all'unanimita' dal Pool di Milano per i vertici nazionali PCI.

scusate ma per ricollegarci a vecchie discussioni mi sorge spontanea una domanda: tutti questi militanti pci nella magistratura erano anche iscritti a MD? c'è stata storicamente una corrispondenza esatta tra i comunisti pci e MD? riformulo: all'epoca nella magistratura MD e PCI erano sigle teoricamente interscambiabili? badate che non è una domanda retorica.

scusate ma per ricollegarci a vecchie discussioni mi sorge spontanea una domanda: tutti questi militanti pci nella magistratura erano anche iscritti a MD? c'è stata storicamente una corrispondenza esatta tra i comunisti pci e MD? riformulo: all'epoca nella magistratura MD e PCI erano sigle teoricamente interscambiabili? badate che non è una domanda retorica.

Ritengo che MD fosse equivalente al PCI al tempo di Mani Pulite. Oggi e' probabilmente equivalente alla componente DS del PD. Cercando in rete credo che quanto segue possa descrivere le relazioni tra pool Mani Pulite di Milano e Magistratura Democratica.  Preciso che riguardo a F.S.Borrelli ho trovato una sola indicazione che quindi potrebbe non essere corretta. Preciso e ripeto che le informazioni che seguono vengono unicamentre da una breve ricerca in rete.  Chiunque abbia informazioni piu' precise e attendibli e' benvenuto.

  • Francesco Saverio Borrelli - in passato membro di Magistratura Democratica
  • Gerardo D'Ambrosio - iscritto a Magistratura Democratica
  • Gherardo Colombo - iscritto a Magistratura Democratica
  • Ilda Boccassini - iscritta in passato a Magistratura Democratica

Per Marco Boninu aggiungo di annotare che oltre a "dimenticare" l'elezione in Parlamento di Tiziana Parenti con Forza Italia ho anche "dimenticato", fino a questa sollecitazione, di sottolineare che il Pool di Milano era diretto e pervaso da magistrati militanti di (o comunque almeno su web indicati come appartenenti all'area di) Magistratura Democratica. Non sono infatti queste appartenenze la base principale delle mie convinzioni.

 my name is Boninu, Marco Boninu... :-)

VIsto che il sistema lo consente, ho corretto, e mi scuso perche' so che storpiare i cognomi da' fastidio e va fatto quanto possibile per evitarlo.

forse MD è oggi come Arci. Una volta organica al PCI adesso è un'associazione genericamente di sinistra con una propria posizione autonoma. Mi sorprenderei davvero che MD risponda in qualche modo ai DS così come la CGIL fa in qualche modo ed in parte riferimento al PD ma ha una sua larghissima autonomia. Che poi la maggioranza degli iscritti MD sia anche filo DS mi sembra logico visto che, nella sinistra, è quell'area ad essere maggioritaria. Questo così, ad occhio e croce.

La due domande che seguono vogliono solo chiarire dei fatti:

- sto invecchiando, ma quando nacque MD (più o meno alla fine degli anni '60) io ero ancora piccolino ma la mia residua memoria mi dice che era un'organizzazione di magistrati NON PCI, ma sinistra "extraparlamentare" o giù di lì, come veniva definita al tempo. Non mi ricordo MD legata al PCI, che al tempo pubblicava Democrazia e Diritto e che non mi ricordo avere simpatie per MD. Mi sbaglio? Qualcuno ha dati più precisi? Forse all'inizio-inizio vi era dentro gente che poi e' entrata nel PCI, ma credo che mai MD sia stata una cosa collaterale al PCI, anzi ...

- Borrelli: dov'è l'evidenza che fosse tra i fondatori, o anche fra i soci, di MD? Anche qui la mia memoria dice che così non era.

Grazie.

anche fosse stato così il pci non rappresentava politicamente più di 3 persone su 10 in generale e egemonizzava i grupppi con un alto capitale culturale? perchè la magistratura avrebbe dovuto sfuggire a questa regola?

Che Borrelli abbia fatto parte di MD io l'ho appreso da un articolo di Travaglio, in cui il giornalista torinese citava il fatto che l'ex PG usci' da MD tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 in polemica con i "rivoluzionari". Tra l'altro ricordo un'intervista su Repubblica (ma non sono buono a consultare l'archivio di Rep) in cui proprio FSB citava la circostanza del suo abbandono di MD.

Sulla collocazione politica di MD, e' vero che nascono come extraparlamentari, ma ricordo un'intervista a Saverio Vertone in cui fa risalire la prima spaccatura in MD ai tempi del terrorismo, con gli "extraparlamentari" da un lato e i "giustizialisti" dall'altro, che da un punto di vista politico trovarono sponda nel PCI.

So che non sono un granché come riferimenti, ma giusto per dare un'idea.

Sulla collocazione politica di MD, e' vero che nascono come extraparlamentari, ma ricordo un'intervista a Saverio Vertone in cui fa risalire la prima spaccatura in MD ai tempi del terrorismo, con gli "extraparlamentari" da un lato e i "giustizialisti" dall'altro, che da un punto di vista politico trovarono sponda nel PCI.

Quindi F.S.Borrelli puo' essere ritenuto aderente, fino a data non finora chiarita, a quella parte di MD che aveva fatto le stesse scelte del PCI e che personalmente ritengo fosse sostanzialmente organica e schierata col PCI. Per quanto posso giudicare io, lo stesso si puo' ripetere anche per D'Ambrosio, Colombo e Bocassini.

Questo giudizio (che non è un fatto, il fatto è che Borrelli all'inizio degli anni '60 ha contribuito a fondare MD, uscendone successivamente, peraltro se uno se ne va è perchè non è d'accordo) affibbiato a una persona su una sua appartenenza politica in un dato tempo e luogo mi fa pensare. In Italiano, se ti interessa, si chiama pregiudizio.

Per la proprietà transitiva Bondi, Ferrara, Cicchitto, Maroni sarebbero dei pericolosi comunisti traditori doppiogiochisti. Fini, La Russa, Gasparri, Alemanno dei fascisti travestiti. Di Pietro (uomo di destra) un venduto al Centrosinistra. Potrei continuare.. ma mi fermo qua.

Se si vuol dimostrare una tesi occorrono ben altre basi, se proprio vuoi prendi le sentenze di archiviazione nei confronti di Occhetto, D'alema, e Stefanini. Trova dov'è l'errore, dici dove avrebbero dovuto indagare i PM (nessuna affermazione generica del tipo "di più", non significa niente) e esponilo.

Altrimenti sei generico e basato solo su pregiudizi.

Giusto per dirne una, io a 18 anni sono stato iscritto al Collettivo Punto Rosso di Napoli e ho partecipato alla fondazione della Lega Socialista Rivoluzionaria. Poi invece di fare il rivoluzionario ho fatto l'imprenditore, invece di preparare molotov preparo fibra di carbonio e altre misture chimiche. Con gli operai ho un rapporto diverso: invece di farne un'avanguardia rivoluzionaria ne pago il salario e ne pretendo i risultati. Dire che quello che una persona era 30 anni prima continua nel presente significa negare la possibilità che le persone cambino, e vivere di pregiudizi. Ma continuo a non vedere i fatti, se non che le tangenti date al PCI-PDS (perchè il PCI-PDS le ha avute, questo Mani pulite lo ha accertato) non sono riuscite ad avere il nome e cognome del destinatario, ovvero di chi poi materialmente le ha maneggiate, che probabilmente era il tesoriere, ma la cui morte ha estinto il reato.

Mi dispiace solo che tempo e risorse intellettive siano sprecate per dimostrare un pregiudizio, che tale rimane.

Scusa Marco ma non vorrei dilungarmi a replicare al tuo messaggio che francamente mi sembra solo un gioco di parole.  Per favore rimaniamo nel merito di quello che ho scritto senza inferenze indebite.  Io personalmente ritengo che Borrelli come aderente a MD fosse schierato col PCI e sono liberissimo di avere questa opinione.

Rileggiti per favore il messaggio in replica a Michele Boldrin dove documento punto per punto perche' ritengo che il pool Mani Pulite di Milano abbia agito in maniera iniqua e tendenziosa chiedendo tre volte l'archiviazione per il vertice amministrativo nazionale PCI per le sue responsabilita' nella tangente Enel pagata da Panzavolta: non scrivo nemmeno una parola sull'appartenenza a MD di Borrelli, di cui fra l'altro non ero nemmeno cosciente quando ho replicato.

Cari tutti, e lo dico a me stesso anzitutto, forse abbiamo stancato anche perché giriamo oramai in tondo ripetendo cose che, da circa 15 anni a questa parte, gli italiani informati sanno perfettamente.

Non mi sembra che si siano adotti fatti nuovi, né da parte mia (almeno finché mi mantengo reticente su Galimberti&Co, cosa che credo d'aver intenzione di fare visto che i) non è molto interessante e, ii), perché scatenerebbe ulteriori polemiche estive ... :-)) né da parte di Marco, né da parte di Alberto, né di Franco, né di quanti altri hanno contribuito.

Le differenze sembrano tutte di valutazione politica e - in questo credo proprio di non essere troppo di parte nell'affermarlo - sembrano riflettere le simpatie partitico-politiche attuali. Siccome a me fanno notoriamente abbastanza schifo tutti (però, ammetto, continuo a non capire il grande disprezzo che gli amici di "destra" mostrano nei confronti di Di Pietro ... questa era la domanda originale mia e mi accontento di non aver ricevuto risposta ...) provo a riassumere ciò che a me pare incontrovertibile e condiviso, omettendo tutto ciò che condiviso non è.

Riassumendo:

- Quelli finiti in galera erano ladri, alla grande. Altri ladri alla grande, purtroppo, non finirono in galera. Il "sistema" che generava quei furti e quelle commistioni non è stato distrutto, tutt'altro. Sopravvive, con opportune modificazioni, nella cosidetta seconda repubblica. Sopravvive perché sopravvive, anzi si è accresciuto, il ruolo dello stato nell'economia ed il pervasivo intrufolarsi della politica in tutto quanto la società civile ed economica fa o prova fare. Poiché, in Italia, quasi tutto dipende da protezioni/autorizzazioni del potere politico, coloro i quali tale potere politico controllano (dai consiglieri di quartiere al presidente del consiglio) ne traggono vantaggio estraendone grandi rendite in maniera a volte legale (basta farsi le leggi ad hoc, dopo tutto) a volte illegale (spesso non si è potenti abbastanza per farsi le leggi ad hoc, quindi ci si arrangia altrimenti).

- Non si sostiene che il pool MP di Milano (e gli altri magistrati che all'inizio anni '90 indagarono politici ai quattro angoli d'Italia) fosse controllato dal PCI. Quanto fece servì al PCI? Ex ante sembrava certamente di sì, ex post non è ovvio visto come sono finiti ed il pochissimo che hanno governato dal 1995 in poi! Da un punto di vista strettamente storico, la fase Mani Pulite pose fine al sistema di potere DC-PSI, che aveva Craxi al centro, ma al tempo stesso forzò il processo di disgregazione del PCI, processo che la caduta dell'URSS aveva iniziato, il quale, in mancanza dei suoi avversari "classici" contro cui aveva imparato a lottare, si vide costretto a re-inventarsi, con gli effetti deleteri (per se stesso, sia chiaro) che abbiamo tutti di fronte e che si chiamano PD, D'Alema, Veltroni, Fassino e cianfrusaglia post-comunista varia.

- Alcuni fra i giudici di MI, D'Ambrosio in particolare, avevano chiari orientamenti di sinistra, altri l'opposto (prima di scendere in politica Di Pietro aveva manifestato simpatie chiaramente di destra, Borelli era il classico liberale-istituzionale milanese e via elencando). Non vi è alcuna ragione obiettiva per vederci una trama tesa a colpire innocenti: credo che questo non lo sostenga nessuno. Chi finì in galera era quasi sempre, se non sempre, colpevole. L'unica "colpa", di nuovo, che possiamo fare a Mani Pulite è di aver messo troppa poca gente in galera, di non essere riuscita ad espandersi nazionalmente ed arrivare a Roma, d'aver lasciato completamente quasi esente il PCI (Greganti a parte, vi furono piccole cose in Veneto e nel Sud, ma poca cosa), insomma di non aver fatto il miracolo di mettere in galera tutti i politici ladri d'Italia facendo saltare la commistione che tutti criticano ed in cui, però, (quasi) tutti sguazzano ... Credo che una certa "rabbia" con MP venga da questo: si crearono molte illusioni (son certo che molti che dibattono qui facevano parte del "popolo dei fax" 16 anni fa!) e quasi nessuna venne realmente realizzata.

- Vi è, quindi, un'opinione condivisa secondo cui "MP fu un fallimento", sul piano storico. Meno condivisa, anzi non condivisa per niente, è la valutazione di perché fu un fallimento ... Ma, per dare un giudizio obiettivo su questo "fallimento" occorrerebbe saper valutare il ruolo storico che la scesa in campo di BS e di Forza Italia (e l'immediata vittoria alle elezioni del 1994, assieme ad una Lega che sbandò mostruosamente tre mesi dopo aver costituito il gruppo parlamentare più numeroso) ebbero su quel processo. Ed anche, aggiungo, il ruolo che la creazione della "gioiosa macchina di guerra" di Occhetto&Co ebbe su una fetta sostanziale della società italiana che, credo di poter dire, "prese alquanta paura" e decise che, forse, il giochetto MP era durato abbastanza e si stava rivelando pericoloso. Ma queste sono valutazioni mie, devo dire. Non se siamo in grado di darlo quel giudizio, ma se vogliamo tentarci occorre farlo in maniera più articolata di come stiamo facendo, che ne dite?

- Ricordiamoci tutti che non vi fu solo il pool di MI, molto venne fatto anche a NA ed in parte a Roma. Quindi non tutto si può spiegare con la composizione del particolare pool milanese su cui questo dibattito si è incentrato.

- Non vi è dubbio che la faccenda Greganti-PCI rimanga oscura e che, molto probabilmente, il PCI lì prese dei soldi direttamente, ossia soldi che finirono nelle casse centrali del partito. Non vi è dubbio che il pool di MI decise di lasciar stare quella pista e che la decisione fu alquanto controversa allora tanto quanto lo rimane ora. I fatti sono quelli che la combinazione degli ultimi commenti di Alberto L e Marco B riporta. Se essi permettano un giudizio inequivocabile o meno, lasciamolo decidere ai lettori. Mi sembra chiaro che la mia opinione sia di un certo tipo mentre quella di altri è diversa.

- Alberto L ritiene anche che l'inchiesta sul finanziamento della Lega fosse motivata politicamente. L'inchiesta vi fu, vi fu il processo ed il tutto finì essenzialmente in una bolla di sapone per ragioni in parte simili a quelle del PCI (militanti disposti ad immolarsi), in parte per il mutato clima politico (decidere di inquisire la Lega trasformò la medesima da grande supporter a grande nemico di Mani Pulite ... insomma, fu un boomerang niente male per della gente così tatticamente e politicamente abile come quelli del pool di MI!), in parte perché non è che vi fosse poi così tanta carne al fuoco. I soldini, per la Lega, arrivarono dopo e da altre fonti :-) Ok, Ok, scratch the last one!

Ovviamente questo non è un invito perentorio a darci un taglio. È il mio sommario di ciò che mi sembra assodato e condiviso, mentre il resto mi sembra attribuibile solo a simpatie personali. Se c'è voglia di dibattere ancora, comunque, adelante. Bandwidth is cheap, and nFA is quite open!

P.S. Errata corrige: una cosa ho appreso dall'ultimo commento di Alberto L, che non mi risultava: ossia che Borrelli fosse anche lui iscritto a MD. Evidentemente avevo fonti erronee (tutte verbali, ma di cui mi fidavo). Alberto, da dove viene questa informazione?

giriamo oramai in tondo ripetendo cose che, da circa 15 anni a questa parte, gli italiani informati sanno perfettamente.

Michele, ancora non sono d'accordo.  Gli italiani informati (una piccola minoranza) al massimo prevalentemente conoscono, approssimativamente, la versione di Corriere, Repubblica, Barbacetto-Gomez-Travaglio: tutte versioni che non documentano il comportamento iniquo del pool mani pulite di Milano sia riguardo al trattamento di favore riservato ai vertici PCI rispetto a quello DC e PSI, sia riguardo il trattamento di favore accordato alle grandi imprese private, specie quelle proprietarie di giornali, sia riguardo il trattamento iniquo e tendenzioso specie come conseguenze mediatiche riservato ai vertici della Lega.

Le differenze sembrano tutte di valutazione politica e - in questo credo proprio di non essere troppo di parte nell'affermarlo - sembrano riflettere le simpatie partitico-politiche attuali.

Questo e' inevitabile ma quando si arriva ai fatti documentati su stampa e documenti della magistratura i margini di arbitrarieta' diminuiscono.

Il "sistema" che generava quei furti e quelle commistioni non è stato distrutto, tutt'altro. Sopravvive, con opportune modificazioni, nella cosidetta seconda repubblica. Sopravvive perché sopravvive, anzi si è accresciuto, il ruolo dello stato nell'economia ed il pervasivo intrufolarsi della politica in tutto quanto la società civile ed economica fa o prova fare.

Secondo la mia valutazione, l'invasione statale nell'economia e' diminuita rispetto agli anni della Prima Repubblica con la cessione delle banche e di Telecom, e la molto parziale privatizzazione di Eni ed Enel, tuttavia c'e' una deriva recente che effettivamente sta invertendo la rotta incrementando l'invasione statale.

Borelli era il classico liberale-istituzionale milanese e via elencando

Borrelli e' rampollo di una famiglia napoletana di magistrati e personalmente lo considero estremamente vicino al PCI, piu' o meno come persone dell'area del partito di azione confluiti nell'area PCI come Ciampi. Se poi e' vero che Borrelli ha militato in Magistratura Democratica, non vedo come non si possa considerarlo organico all'area PCI.

- Non vi è dubbio che la faccenda Greganti-PCI rimanga oscura e che, molto probabilmente,

Francamente almeno la storia della tangente Enel di L.Panzavolta e' per me assolutamente chiara.

- Alberto L ritiene anche che l'inchiesta sul finanziamento della Lega fosse motivata politicamente. L'inchiesta vi fu, vi fu il processo ed il tutto finì essenzialmente in una bolla di sapone per ragioni in parte simili a quelle del PCI (militanti disposti ad immolarsi), in parte per il mutato clima politico (decidere di inquisire la Lega trasformò la medesima da grande supporter a grande nemico di Mani Pulite

Michele, non sono d'accordo con questo riassunto della mia posizione e cerco di chiarire.

Il pool non ha indagato sui finanziamenti illeciti alla Lega per motivazione politica. Dopo il suicidio Gardini, il gruppo Ferruzzi diretto da Sama ha deciso di collaborare senza limiti con Mani Pulite di Milano (anche per evitare la galera, quantomeno cautelare) e Sama ha confessato credo sostanzialmente in misura esaustiva tutte le malefatte dal 1989 in poi, inclusi i 0.2 miliardi di finanziamento non dichiarato alla Lega e inclusi i 0.2 miliardi di finanziamento non dichiarato al PRI di La Malfa.

Il pool di Milano ha fatto il suo dovere, portando in giudizio Bossi e La Malfa assieme a molti altri, e ottenendone la condanna. Non capisco perche' scrivi "il processo ed il tutto finì essenzialmente in una bolla di sapone".  Non e' assolutamente vero, ovviamente invece Bossi fu condannato anche se il tesoriere Patelli ha sempre negato ogni suo coinvolgimento nella ricezione materiale e uso della tangente.  Ma gli indizi erano sufficienti (Bossi dominava la Lega, Bossi aveva parlato con Sama) e Bossi fu condannato con sentenza definitiva per finanziamento illecito.

Se il Pool avesse usato gli stessi metodi usati con Bossi e la magistratura avesse usato lo stesso trattamento, i vertici amministrativi (Stefanini) e nazionali (Occhetto) del PCI avrebbero dovuto essere condannati per la tangente Enel di Panzavolta.  Questo e' quello che contesto al Pool Mani Pulite di Milano.

Inoltre come gia' spiegato contesto al pool Mani Pulite di Milano gli espedienti processuali e mediatici usati per accostare quanto piu' possibile Bossi alla maxi-tangente Enimont, a cui la Lega era totalmenbte estranea, e che invece aveva origine da una vera e propria concussione ai danni di Gardini dei vertici politici DC e PSI (forse anche PCI ma non conosco evidenza per questo), concussione secuita da associazione a delinquere con Gardini stesso per far super-pagare la quota Ferruzzi di Enimont dallo Stato e spartire gli oltre 500 miliardi di sovra-pagamento tra partiti politici (sono sicuro la maggior parte) e Gardini stesso per la Ferruzzi.

Vengono fatte diverse assunzioni di presunzione di colpevolezza su Borrelli & Co. che sono eccessive e degne di una polizia militare cilena. Pare che il PCI sia una specie di SPECTRE (che pero' non ha saputo approfittare?) e che MD il braccio operativo (organico al PCI?). Insomma, MD era ed e' una associazione a deliquere, i cui componenti andrebbero arrestati e spediti in Sardegna insieme ad altri sovversivi comunisti (come nei piani di Gladio, peraltro). Tutto cio' sulla base di considerazioni e opinioni vaghe, che probabilisticamente sono poco significative. Insomma, lo standard legale che viene utilizzato e proposto per condannare tutto il pool di mani pulite (che erano 8 piu' la Titti)  e' molto basso. Tutti i membri del pool comunisti? Ma quando si sono visti due comunisti d'accordo su qualcosa? Quanto e' probabile uno scenario simile?

Tralascio qui lo specifico caso di Titti, Greganti e Panzavolta (quest'ultimo che se non ricordo male era associato criminalmente anche a un certo  Salamone che poi era il fratello di quel magistrato che si era messo di buzzo buono contro Di Pietro).

Ma prendiamo lo standard legale che vorresti applicare ai vertici del PCI. Bene, facciamolo....e approvo.....ma poi andrebbe applicato pari pari anche a quelli della DC+PSI+etc. che invece hanno goduto di standard legali di prova piu' occidentali. Credo oltre il ragionevole dubbio che le proporzioni di inquisiti e condannati tra i vari partiti non sarebbero cambiate di molto.

 

Vengono fatte diverse assunzioni di presunzione di colpevolezza su Borrelli & Co. che sono eccessive e degne di una polizia militare cilena.

Non ho condannato Borrelli ed essere organico al PCI non e' un reato (salvo forse in qualche Paese fasciocomunista...). Per favore non facciamo escalation verbali.

Ma quando si sono visti due comunisti d'accordo su qualcosa?

con questa mi hai convinto :)

 

Ma quando si sono visti due comunisti d'accordo su qualcosa?

con questa mi hai convinto :)

Immagino sia ironico: i pochi con cui ho avuto a che fare eran pronti a difendere la linea ufficiale del partito alla virgola, incuranti di quanto potesse apparire ridicola o illogica.Poi magari si scannavan tra loro, ma non in pubblico :)

Comunque la teoria del complotto mi sembra assurda.

"libertà di discussione, unità d'azione". questo è Lenin

OT, o forse no

MarkP 23/7/2009 - 11:46

Domanda su di un tema molto scomodo e mai abbastanza preso in considerazione (a mio avviso): si cita (a torto o ragione, poco importa) lo strabismo di alcuni magistrati sui vertici del PCI, a danno della splendida accoppiata DC-PSI; mi chiedo: come mai non vengono toccate le gerarchie vaticane nella controversa stagione di mani pulite? Che ruolo hanno avuto lo IOR, Marcinkus, il vescovo De Bonis? Sono istituzioni e personaggi legati a doppio filo con Andreotti, Ciancimino padre e vertici della DC. Come mai nessuno indaga in quella direzione? (domanda retorica, mi scuso!)

Anyway, buone vacanze

Marco

Lesa maestà

palma 6/4/2010 - 16:46

Vorrei si notasse come il fenomeno, alas sottolineato dal sottoscritto, della bizzarra tendenza del Sig. ratzinger a saltar il fosso ogni volta faccia comodo. 

Da un lato e' pastore universale etc. Appena si scorge una magagna, egli nota con ardore ed orgoglio che e' il papa-re di uno stato indipendente, con tanto di pennacchi e francobolli.

 

Avrei piacere che qualche (o se?) cristiano onesto mi spiegasse il passaggio da un ruolo all'altro.

maesta'...

palma 7/4/2010 - 13:54

Spiace dover parlare di tal escremento, ma...

Dunque il sig. Amorth, medaglia al valor militare e presidente (emerito) dell'ordine degli esorcisti (no, esorciccio con Franchi e Ingrassia, proprio gli esorcisti, color che fan fuggire il principe delle tenebre) ci comunica che i preti pedofili non sono iindemoniati (sospiro di sollievo in Norvegia dove vi fu una precipitoso salire dei prezzi di rosari sul mercato) ma solo "influenzati dal demonio" (mah, a scuola mi avevan detto che i cristiani non sono manicheisti e quindi i demoni non ci sono...) [Nota mia: non sto sfottendo: le dichiarazioni sono disponibili in Inglese, su CC e in Italiano a lastampa.it]

 

Sia come sia, lascia di sale il fatto, bizzarrissimo, che l'organizzazione religiosa si preoccupa di

1. reputazione

2. avvocati

3. come non andare in tribunale

4. come ridurre le penali da pagare in danni (sono apparentemente gia' 2,1 miliardi di US % pagati in punitive damages)

5. di sconfessare i varii dementi (indemoniati) che nei media dicono che hanno un po' passato il segno (viz. le orazioni di tal "Cantalamessa"  -che vince il premio "Fassina" dato dal sottoscritto per la competizione "nomen-omen" del 2010)

 

Mai, ma proprio mai, una voce di conforto alle madri di figli turbati, se non stuprati da "lor signori"?

 

Che ne pensano, per davvero, i cristiani?

Non so se questo sia il luogo più adatto, ma volevo segnalare questo video, che contiene nelle note anche una descrizione del' accaduto.

 

Una decina di anni fa, per tutt' altri motivi e in tutt' altro contesto, seppur non meno assurdo, mi son trovato in una simile situazione, con forze dell' ordine che sfruttano il loro potere in modo arbitrario infischiandosene della legge e di ogni tentativo di dialogo. Vedendo queste scene mi è tornata addosso la stessa sensazione di assurdità ed impotenza di fronte ad una volontà altrui che annulla la propria libertà. Parafrasando la frase di un famoso film verrebbe da dire che l' inferno è dove la ragione non ti serve a niente.

 

Grazie. Usato.

Oramai siamo allo stato di polizia confessionale.

E questi poliziotti, con nessun rispetto per il cittadino e le sue liberta', esattamente come me li ricordavo 40 anni fa.

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