La Governance conta

27 settembre 2010 lodovico pizzati

Quei comunisti della Banca Mondiale utilizzano sempre i soliti sondaggi pessimisti.

E' ormai una decina d'anni che la Banca Mondiale paragona la qualità dei governi di tutto il mondo nei suoi Worldwide Governance Indicators (WGI). Si tratta di un aggregato basato su centinaia di variabili prese da diversi sondaggi sulla governance.

Guardando ad un solo anno, per un solo paese, questi dati direbbero poco. Però, dato che la metodologia è la stessa, dal paragonare diversi paesi, o uno stesso paese nel corso del tempo, si può dedurre qualche lezione attendibile. Nel caso dell'Italia abbiamo conferma numerica del collasso che percepiamo.

Le categorie prese in considerazione dalla Banca Mondiale sono: voice and accountability, political stability, government effectiveness, regulatory quality, rule of law, e control of corruption.

Con delle mappe si può conprendere meglio dove viene collocato lo stato italiano per quel che riguarda Rule of Law e Government Effectiveness.

Per questi due indicatori lo stato italiano non appartiene all'Europa Occidentale (che è colorata da paesi verdi, al top 25% della classifica mondiale), ma con il suo color giallo (colore per i paesi poco meglio della media mondiale), il governo italiano si colloca nella media dei paesi dell'Europa dell'Est, oppure come un buon paese nordafricano come il Marocco o la Tunisia.

Ma queste sono solo fotografie della situazione nel 2009. Vediamo come vanno le cose nel corso degli anni.

Ecco, per quasi tutti gli indicatori catalogati dalla Banca Mondiale negli ultimi dieci anni, lo stato italiano è retrocesso da una decente posizione nel top 20% (percentile 80), a una mediocre posizione nel percentile 60, in mezzo ai governi sudamericani. Quando si dice Argentina, insomma, non e' che si sbaglia tanto ...

E' inutile sottolineare la correlazione di questo trend negativo di performance governativa, con l'anemica dinamica degli ultimi 10-15 anni del reddito pro capite italiano. Almeno in questo caso italico, sembra proprio che la governance conti eccome.

23 commenti (espandi tutti)

Mica solo comunisti. Disfattisti ed anti-italiani. E non hanno neppure ascoltato gl elogi dell'ex Ambasciotore USA Spogli che ha riconosciuto che sotto la guida dell'insigne statista silvio, l'Italia è divenuto un gigante della politica estera.

Interessante. Potrebbe essere ancora più interessante comparare l'evoluzione di tutti i paesi PIGS.

Grazie. Ci stavo lavorando anche io ma ogni tanto R gioca brutti scherzi.

questi tre sono gli indicatori dove l'Italia eccelle. Negli altri e' piu' un mix.

se ti accontenti del 2009 puoi farlo subito, selezionando oecd e quindi i paesi, ma un indicatore per volta: qui. L'italia non se la cava bene tra i pigs ma fa meglio di US e UK se si vede ad instabilità politica (?)...

una domanda a Lodovico: dei 6 indicatori hai scelto i 4 decrescenti ed escluso i due (lievemente) crescenti, perchè sono considerati meno importanti?

sull'argentina hai un poco esagerato, ma il trend generale è quello che è...

 

uno e' lievemente crescente (voice and accountability), l'altro e' lievemente decrescente. Mi sono concentrato dove c'e' un crollo.

Credo sia vero che negli ultimi 15 anni siamo stati governati complessivamente da dei cialtroni. Secondo me peraltro l'Italia e' stata costantemente governata complessivamente dai cialtroni, con poche eccezioni, a partire da quando esiste. Tuttavia mi sembra sospetto l'andamento della stabilita' dal 2001 al 2006: come mai la stabilita' peggiora pur in presenza di uno dei governi piu' duraturi dell'intera storia repubblicana?  Hai sottomano la definizione dell'indicatore?

E' vero, nel 2003 la political stability italiana crolla di ben dieci punti per poi rimanere pressapoco stabile.

http://info.worldbank.org/governance/wgi/pdf/pv.pdf

 

Scorrendo gli indicatori, mi viene il sospetto che abbiano pesato molto gli omicidi D'Antona (99) e Biagi (02), più quel poliziotto che ha incontrato la brigatista sul treno. Magari guardando le cose da fuori sembrava che fossimo immersi nel terrorismo rosso.

Curioso come la "nostra" percezione delle cose italiane sia generalmente che "non cambiano mai", mentre da fuori ci vedono come un paese sull'orlo della guerra civile.

In turco lo sto dicendo in Profondo Rosso che non dobbiamo votarli, non si può continuare a votare in base al meno peggio!!!

Adesso paragono i candidati di un partito italiano a dei candidati di un concorso di bellezza di una determinata regione, diversi commenti indicavano che i candidati del concorso di bellezza sono ZERO e che sono interamente da cambiare, addirittura  ci sono dei candidati di determinate regioni che sono anche peggio, oltre a essere zero sono anche sporchi e sicuramente puzzano.

Quindi se io applico questi criteri a dei modelli ci troveremo  tutti a votare per scegliere al meglio tra  i seguenti concorrenti antagonisti:

http://www.imdb.com/media/rm1539145984/tt0072431 

http://www.imdb.com/media/rm1522368768/tt0072431

in un mondo ormai globalizzato, ove dobbiamo costantemente gareggiare per sopravvivere con tutte le altre nazioni  come pensiamo di andare avanti mandando a concorrere il meno peggio dei due, cosa serve votare il meno peggio ?

La cosa peggiore è che andando a votare in massa queste due ciofeghe li legittimiamo a presentarsi anche nei prossimi concorsi, anche perchè  incredibilmente non teniamo neanche conto  dei risultati delle gare internazionali.

Tra un pò  infatti non ci faranno neanche più partecipare,  oltre al fatto che senza premi non avremo neanche  i soldi delle trasferte (con un bel default ti voglio vedere come vai avanti)

Qualcuno dice che abbiamo ste due ciofeghe perchè non c'è un quorum nel concorso e qualcuno vince sempre, e allora ? Nessuno ci impedisce di usare un quorum in base alla qualità e dare il voto tra i candidati che superano il nostro quorum.

Chi sta sotto non becca niente e vediamo visto che nessuno lo caga se si presenta ancora, chi vince con bassissime percentuali è già deleggitimato in quanto anche a lui (con i pochissimi voti ricevuti) gli abbiamo già detto che lo prenderanno tutti a pappine  e anche se va a gareggiare all'estero ci farà ancora più incazzare perchè abbiamo tutti capito che NON è SUFFICIENTEMENTE COMPETITIVO!!

La Governance conta

saul 27/9/2010 - 19:58

Anche il ranking, sempre della Banca Mondiale, del rapporto Doing Business e' impietoso: Italia 78 su 183 paesi e 26 sui 27 paesi OECD (davanti alla sola Grecia). Per l'enforcment contrattuale addirittura siamo 156.

Il dato riguardante enforcement of contracts meriterebbe di essere analizzato, come pure altri: intendo dire, allo scopo di capire quali osservazioni empiriche giustificano le classifiche proposte.

Suppongo, dopo un rapido sguardo al rapporto Doing Business, che si tenga conto in primo luogo della lunghezza delle procedure giudiziarie o d'insolvenza necessarie per ottenere la soddisfazione di crediti non pagati. Questo è un dato obiettivamente rilevabile, e per certo siamo messi male: in una causa avanti la Corte d'Appello di Milano, da me seguita, i giudici hanno oggi disposto un rinvio della trattazione al 17 settembre 2013, giorno in cui si preciseranno le conclusioni, salvo imprevisti, per poi redigere gli scritti difensivi ed attendere di sapere se la Corte ammetterà la richiesta di consulenza tecnica o deciderà il merito della causa senza fare tali indagini (preciso che la causa è iniziata nel 2007 e che il Tribunale di Milano l'ha decisa con sentenza depositata nei primi mesi del 2010; ovviamente, è un esempio tra tanti, non il peggiore).

Però possono venire in rilievo altri fattori: dagli abstracts degli studi citati sembra emergere qualche attenzione alla fairness delle decisioni delle corti ed alla corruzione (di chi?). Qui la valutazione è più delicata e controvertibile; qualche anno fa la Banca Mondiale pubblicò un rapporto nel quale si affermava la superiorità, in via generale, dei sistemi di common law su quelli di civil law quanto alla capacità di promuovere lo sviluppo: ne venne l'ira dei giuristi francesi, che si consideravano i primi della classe tra gli ordinamenti continentali, ma poi hanno capito che il loro codice era un po' troppo antico e si sono ingegnati a proporne riforme.

Il punto critico è proprio quello della fairness delle decisioni: da quale punto di vista si valuta? se da quello del creditore, allora si deve dire che il diritto italiano ha sicuramente fatto grandi passi indietro, nel senso che le procedure d'insolvenza più importanti sono indirizzate in primis al risanamento dell'impresa e si preoccupano della soddisfazione dei creditori solo se quell'obiettivo non è raggiungibile; inoltre, una serie di interventi legislativi di diritto sostanziale - spesso su impulso dell'UE - e la diffusione di correnti interpretative postmoderne hanno reso più problematica la soluzione delle controversie, attribuendo alle corti estesi poteri di manipolazione dei contratti (i progetti europei di armonizzazione del diritto dei contratti, peraltro, ne prefigurano l'ulteriore espansione). Se, per contro, si cerca la fairness dal punto di vista del debitore, allora proprio gli interventi legislativi e le innovazioni interpretative appena ricordati si sono preoccupati di proteggerla: ma il risultato compromette proprio lo enforcement dei contratti.

In turco lo sto dicendo in Profondo Rosso...

Sì, ma mi basterebbe che mi rispondessi almeno in italiano alla domanda: che gliene cale agli eletti se io e te e un altro 70-80% dei potenziali elettori ce ne andiamo al mare?

Abbiamo capito tutti cosa pensi e non serve che lo ripeti 2-3 volte al giorno girandoci intorno.

Io e altri ti abbiamo fatto una domanda precisa: senza un quorum sulle elezioni, qual è il meccanismo preciso a cui stai pensando?

Tu continui a ripetere che sarebbero "delegittimati". Qualunque cosa ciò voglia dire, ho la sensazione che lo siano, agli occhi di gran parte degli italiani, da decenni e nulla gli ha naturalmente impedito di esistere e governare, quindi cosa intendi, con precisione?

Ho fatto un esempio concreto che il candidato che ha perso al ballotaggio alle nostre elezioni provinciali prendendo meno del 13,5 % dei voti dei cittadini è stato delegettimato e quindi ELIMINATO.

Questo figuro (totalmente burattino di Cicu) sparisce e a i suoi patron è stato mandato un messaggio chiaro e ne dovranno tenere conto.

L'attuale presidente di provincia che ha vinto sa che alle prossime elezioni basterà un candidato antagonista un minimo valido per farlo sparire .... e l'ha capito benissimo il suo partito e gli eventuali alleati che hano difficoltà ad aggragarsi.

Infatti alle elezioni di Cagliari dell'anno prossimo sono tutti abbastanza cagati e sono coscienti che un candidato di merda porterà alla sconfitta, non solo immagina se finalmente anche alla più importante elezione comunale della sardegna i numeri fossero risicati per i principali partiti che botto sarebbe con un terzo incomodo che li fa schiattare.

I bassi numeri delegittimano ed eliminano, provare per credere.

Il problema principale è che nonostante ci sia la prova provata che andando in ogni caso a votare nulla cambia, ovvero che ci siamo praticamente suicidati, è così difficile pensare e riuscire a fare un qualcosa di diverso ? Siamo morti a prescindere

Uno dei maggiori problemi dell'Italia è che culturalmente facciamo fatica fare qualcosa di diverso nonostante abbiamo la consapevolezza che quello che facciamo tutti giorni non funziona o funziona male, è più forte di noi, troviamo sempre una scusa per non cambiare.

Se vogliamo cambiare l'Italia e vogliamo adeguarci alla globalizzazione dobbiamo abituarci ai cambiamenti anche in tanti nostri modi fare quotidiani.

Hai ragione è inutile che continui la tiritera e scusatemi se vi ho alloriati (ripetuto le stesse cose), ti racconto giusto per sdrammattizzare e farci due risate  una delle discussioni più animate che ho fatto con la mia ex moglie,  è stata incredibilme ma vero  quando ho comprato parecchi hanni fa l'automobile con il cambio automatico, un casino è successo che lei che strillava che era più difficile da usare .... e io le ho chiesto il perchè ..... perchè non l'aveva mai guidata!!

Io più di suggerirvi quando riandate a votare di stamparvi le facce di Igor e Frankestein e pensare se sono attinenti con i candidati non posso fare.

Cordialità

 

 

Quello che dici vale per i testa a testa. Tendenzialmente pero', quei pochi che ti votano saranno quelli che ti votano comunque per vari motivi: il tuo obiettivo sarebbe di aumentarli, eventualmente attingendo dagli assenti (che e' in genere piu' facile di convincere qualcuno a cambiar bandiera).

Gia' con un ballottaggio il discorso non e' piu' valido, perche' al secondo passaggio cambiano le distribuzioni: hai eliminato dei concorrenti, il tuo obiettivo primario e' giocartela con l'altro.

Figurarsi con le leggi elettorali nostrane, a partire dal porcellum e a scendere.

 

Qui le prove. (mmm il link funziona male e rimanda a un commento di Palma. Comunque contare dall'alto, è il decimo commento.).

Correva l'anno 2008 e già prevedeva il salto della quaglia del Sig. Calearo.

Si ringrazia anche l'ottimo Doktor Franz per il giudizio successivo.

Michele non è che per caso hai anche i numeri del superenalotto?

Un dato curioso: i grafici della Banca mondiale riguardanti rule of law e efficacia del governo sono il calo sino al 2007/2008, poi risalgono: sarà merito di SB, dopo il governo Prodi?

sicuramente, senza dubbio.

cattivo ... mettere la risposta nel titolo del commento e poi parlare d'altro nel testo. Non si fa.

Tanto al BS che je frega? Domani i suoi dipendenti gli rivotano la fiducia, e chi s'è visto s'è visto ...

Tanto al BS che je frega? Domani i suoi dipendenti gli rivotano la fiducia, e chi s'è visto s'è visto .

 La fiducia la votano, ma poi lo scudo per salvarsi il c... lo votano? E quale tipo di scudo? COstituzionale, breve, lungo, a pois? E cosa vogliono in cambio? E' questo il punto essenziale dell'attuale (?) congiuntura politica

 

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