Le fonti di disinformazione sull'evasione fiscale

3 marzo 2011 alberto lusiani

Chi diffonde disinformazione sull'evasione fiscale? In questo caso la disinformazione viene da Equitalia, la struttura dello Stato italiano che ha il compito di riscuotere i crediti del Fisco.

Il 2 marzo 2011 i mezzi di informazione italiani (esempio, Corriere della Sera) diffondono una notizia di agenzia sull'attività di riscossione dei crediti del Fisco, secondo cui:

[Equitalia ha riscosso nel 2010] 8,9 miliardi tra imposte, tasse e contributi, non pagati dai contribuenti, ma dovuti ai vari enti creditori. Tra le regioni, i maggiori importi riscossi arrivano dalla Lombardia, con quasi 1,9 miliardi di euro. A seguire il Lazio, dove il recupero delle somme ammonta a oltre 1,2 miliardi, la Campania (869 milioni) e la Toscana (722 milioni). Tra le citta', a Milano sono stati recuperati circa 1,1 miliardi di euro, a Roma quasi un miliardo. Seguono Napoli con 473 milioni e Torino con 389.

La notizia "puzza" di cattiva informazione: elencare dei valori assoluti per entità geografiche molto diverse per numero di abitanti e reddito, e farne una classifica, corrisponde a informazione poco utile, scadente e spesso fuorviante. C'e' "puzza" anche di disinformazione perché come è peraltro abituale nel circo mediatico italiano compaiono in cima alla classifica di evasione fiscale proprio esattamente quelle aree geografiche, come la Lombardia, che ogni studio attendibile mostra essere fra le meno fiscalmente disoneste.

Chi è all'origine della disinformazione, i giornali, le agenzie di stampa, o le fonti stesse delle notizie?  Una facile ricerca su web mostra che all'origine della cattiva informazione c'e' Equitalia, una struttura pubblica, che dovrebbe essere al servizio dei cittadini. Nel comunicato di Equitalia, oltre alla sintesi diffusa dalle agenzie, c'è però anche una tabella che riporta per ogni regione (eccetto, per motivi misteriosi, la Sicilia) le somme effettivamente riscosse dai debitori del Fisco trovati da parte di Equitalia nel 2009 e nel 2010.  Usando i dati Eurostat sui PIL regionali ho calcolato quale frazione del PIL è stata riscossa da Equitalia in ogni regione, e ho ordinato le regioni con questo parametro.  Il risultato è una classifica non viziata dal numero di abitanti e/o dal maggiore reddito regionale, che approssimativamente conferma le stime conosciute sull'entità di evasione fiscale nelle diverse regioni italiane.

Dati su (cito il comunicato Equitalia) "recupero evasione da riscossione"

regione

riscossioni 2010
(migliaia di Euro)

riscossioni 2009
(migliaia di Euro)

abitanti 2009
(milioni)
PIL 2009
milioni di Euro

riscossioni 2010
diviso PIL regionale 2009
(%)

Campania 868937 743704 5.87 94524 0.92
Calabria 289270 248357 2.03 32616 0.89
Basilicata 93438 85805 0.60 10977 0.85
Sardegna 250157 196737 1.66 30425 0.82
Puglia 543985 455487 4.14 67357 0.81
Molise 46873 37474 0.33 6176 0.76
Lazio 1246698 1111994 5.60 167242 0.75
Toscana 722253 659214 3.71 102080 0.71
Abruzzo 190108 185445 1.34 27780 0.68
Umbria 132946 116092 0.89 21071 0.63
Liguria 256430 221250 1.63 42510 0.60
Lombardia 1881567 1604670 9.74 320003 0.59
Piemonte 628939 563145 4.44 123023 0.51
Friuli-V.G. 173363 146071 1.24 35126 0.49
Emilia-Romagna 655344 564058 4.31 134531 0.49
Marche 194296 172673 1.57 40317 0.48
Valle d'Aosta 16362 15675 0.13 3679 0.44
Veneto 582368 497693 4.87 144550 0.40
Trentino-A.A. 102685 109347 1.02 31732 0.32

precisata la funzione di Equitalia, rifinita la terminologia

125 commenti (espandi tutti)

S' è davvero una lacuna grave ed insopportabile che ogni questione rlativa ai dati venga trattata e comunicata si spera in buona fede con tanta superficialità e colpevole sciatteria. Ma altrettanta sciatteria e superficialità la denotano anche coloro che, preposti ale decisioni, i dati dovrebbero possererli e padroneggiarli.

Non ho tempo per cercare ma credo che esistano almeno altri due post su nfa pressoche identici; cioè dati interpretati erroneamente riguardo l'evasione fiscale a livello regionale.

Dubito fortemente che questi errori di "interpretazione siano casuali o figli di un involontario wishful thinking.

Tutti gli studi seri disponibili sono concordi nel sostenere che la propensione all'evasione fiscale aumenta al diminuire del reddito disponibile.

La quota di reddito evasa da parte dei lavoratori indipendenti, è preaticamente costante al variare dei decili.

Per i lavoratori dipendenti è altissima nei primi due decili e quasi s'annulla successivamente. Inutile dire che nel mezzoggiorno c'è una rappresentanza importante dei primi due decili.

Ancora. Tutti gli studi disponibili, indicano che in settori quali agricoltura e costruzioni, l'evasione è maggiormente diffusa.

Il rapporto tra numero d'irregolari in un settore (es. agricoltura) e il numero d'irregolari totali, è grosso modo analogo in ogni regione d'Italia (tranne per l'industria). Questo fatto sommato allo sbilanciamento dell'economia meridionale verso agricoltura e costruzioni, spiega parte della maggior evasione al sud.

Tutto questo per dire che l'info diffusa da equitalia è carente, ma la tabella riportata nel post è tautologica.Al diminuire del PIL disponibile aumenta la quota d'evasione. Fatto noto.

Tutti gli studi seri disponibili sono concordi nel sostenere che la propensione all'evasione fiscale aumenta al diminuire del reddito disponibile.

Ne potresti citare qualcuno di questi studi?

I dati che ho appena esposto smentiscono questa tesi se intesa come universale ed esattamente valida: ad esempio, il Veneto ha un reddito pro-capite inferiore all'Emilia Romagna e alla Lombardia ma evaderebbe meno(*), in rapporto al suo PIL.

(*) evaderebbe di meno in base ai dati esposti SE l'attivita' di accertamento e di riscossione e' stata applicata con eguale intensità in tutta Italia, ovviamente.

scusa alberto leggo solo ora.

purtroppo non mi occupo di queste cose per professione, quindi leggo ma non metto da parte gli articoli e studi.

Si tratta di articoli letti in passato su lavoce, ilsole24ore e altre pubblicazioni.

Se ritrovo gli autori senz'altro li posterò.

"Tutti gli studi seri disponibili sono concordi nel sostenere che la propensione all'evasione fiscale aumenta al diminuire del reddito disponibile."

A me risulta il contrario. La stragrande maggioranza della letteratura sull'evasione fiscale ritiene che l'avversione al rischio si riduca col reddito. Ciò implica, a parità di altre condizioni, un incremento dei redditi evasi all'aumentare dei redditi ante imposte. La ragione, intuitivamente, è che chi è povero ha più da perdere se viene beccato ed è costretto a pagare una sanzione sull'evaso, e quindi deciderà di rischiare meno del ricco. Vedi ad es. Sandmo (2004). Al contrario aumenta la percentuale di reddito evaso al ridursi del PIL, ma questo avviene nei confronti tra paesi, non necessariamente tra regioni interne ad un medesimo paese.

Credo che gli studi di cui parli siano quelli dell'ISTAT, dove appunto si dice che il settore agricolo evade di più. Ma attenzione, l'ISTAT misura il sommerso attraverso una specifica metodologia, che tende a sottostimare l'evasione dei redditi che non sono direttamente collegabili al lavoro o ad altri costi tracciabili (materie prime, utenze, fitti di immobili), come appunto accade per lavoratori autonomi che si avvalgono prevalentemente del proprio lavoro personale.

Aggiungici che l'Italia ha un sistema fiscale progressivo e più guadagni, più paghi in % di tasse e più ti conviene evadere, mentre più sei povero e più il fisco ti applica tasse basse ed esenzioni varie.

Una sola parola:nero; che è tra l'altro il maggior responsabile dell'evasione dei primi due decili del lavoro dipendente.

Io penso che dovrebbe esserci distinzione tra dipendenti e liberti professionisti ed imprenditori, mi spiego.

Per un dipendente a tempo pieno il nero equivale (quasi sempre) a lavorare di più, non si scappa, oltre l'orario di lavoro normale, nello stesso posto, in altri posti, per i cavoli suoi. Io credo che siano i dipendenti con stipendi bassi quelli più propensi a fare altro per aumentare il reddito, se già prendono uno stipendio alto che voglia possono avere di lavorare ancora?

Mentre per gli altri il nero potrebbe manifestarsi non dichiarando una parte degli introiti quindi il mio discorso di cui sopra non vale più.

Questa mia osservazione si basa su dati "empirici" nel senso che nessuna persona che conosco con un buon impiego in banca si metterebbe mai ad arrotondare durante il tempo libero.

Ragionamento corretto ma le grandezze vanno comparate meglio. Mi spiego: se sei un dipendente con reddito basso e vuoi arrotondare, a me capita :-(, quello che ti porti a casa a fine mese in genere sono 100/200€ al massimo, a fine anno fanno al massimo 1500/2000€, poca cosa.

Mentre il libero professionista quei 2.000€ probabilmente la evade in un mese (o anche una settimana).

Se ho in testa che al nord si evade di più (perchè ci sono più imprese, perchè sono insofferenti a Roma ladrona, perchè al sud va beh che tutto è illegale, ma son poveracci cosa possono evadere se non producono nulla e via sciorinando luoghi comuni) tendo a ricercare le evidenze che rafforzano le mie credenze e rigettare quelle che le contraddicono. 

Fornire dati in valore assoluto poi è modo estremamente efficace per catturare l'attenzione: se affermo che la GdF (tanto per dire) ha accertato 12Bn di evasione sembra un numerone di cui farsi belli. L'Italiano medio non si chiede se è tanto o poco in relazione alle stime più attendibili del sommerso oppure, figuriamoci se poi va controllare quanto realmente viene incassato dallo stato (non tiro fuori cifre a memoria,ma ricordo che è sempre molto, ma molto meno).

Equitalia, potrebbe avere la scusante di voler fare marketing (che ovviamente non giustifica le esternazioni fuorvianti), gli organi di informazione non hanno nessuna scusante.

se non ricordo male la Sicilia ha un suo ente specifico per la riscossione (ehm...) delle imposte; probabilmente è per quello che non appare nei dati Equitalia.

stai parlando del fratello della pizza...

Interessante l'osservazione sulla forma con cui sono esposti i dati, anche se abbastanza banale per i lettori di nFA. Però vorrei anche capire meglio la sostanza.Da quanto mi risulta Equitalia ha solo compiti di recupero crediti per conto delle amministrazioni pubbliche e non di recupero dell'evasione fiscale, cosa che si evince anche dal loro sito:

http://www.equitaliaonline.it/equitalia/opencms/gruppo/chisiamo/

Equitalia è la società per azioni, a totale capitale pubblico (51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps), incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi. Il suo fine è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all'efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente.

Sinceramente il comunicato stampa parla di recupero dell'evasione fiscale ma, sia per le attività svolte da Equitalia, sia leggendo bene il comunicato, sembrerebbe che quei numeri riguardino solo un incremento dei crediti recuperati da parte di Equitalia.

Dal comunicato stampa non mi è chiaro come siano state calcolate queste cifre ma il dubbio che mi viene è che siano cifre di crediti recuperati overall, non che siano invece reali recuperi di evasione fiscale.

Concordo, Equitalia si occupa di riscossioni in genere.

Se poi vogliamo completare la tabella parlando di evasione credo sia necessario anche vedere il numero di controlli annui che un'azienda subisce in regioni piccole come la Basilicata...come qualcuno diceva

Ottimo lavoro.

Un solo appunto: sarebbe utile nella tabella riportare anche il PIL (2010?)

Così al volo non riesco a trovarli, ma da qualche parte ci sono i dati sulle stime del sommerso. Sarebbe interessante plottare il recuperato/PIL ed il sommerso stimato su PIL per capire quanto manca ad un livello dignitoso di civiltà fiscale.

Concordo pienamente sull'osservazione di ALG: quali sono le azioni che hanno portato al recupero di quelle somme? C'entrano le attività della GdF o si tratta di mero recupero crediti?

sarebbe utile nella tabella riportare anche il PIL (2010?)

Ho aggiunto i PIL regionali e il numero di abitanti.  Il PIL e' il PIL regionale 2007 (l'ultimo delle tabelle Eurostat) riscalato per la variazione del PIL nazionale dal 2007 al 2009, sempre Eurostat.

Anche gli abitanti sono riscalati dal 2007 al 2009, questo e' un po' meno corretto del PIL perche' negli ultimi anni aumentano solo gli abitanti delle Regioni del centro-nord, quelli di sud e isole sono stazionari.

la notizia - come la leggo io - non lascia proprio nulla all'immaginazione: il fisco ha recuperato 2 miliardi di euro tra milano e roma.

le cifre sono state date in valore assoluto - sempre per come ho letto io questa notizia - perché si informava sugli importi recuperati dal fisco, non dell'abilità di evadere non uniformemente distribuita sul territorio, che quello si sa.

dai dati della CdC sembrerebbe che a fronte di una evasione scoperta X ne nasca una 2X

Più che di evasione scoperta , recuperata bisognerebbe parlare di variazione dell'evasione.

dai dati della CdC sembrerebbe che a fronte di una evasione scoperta X ne nasca una 2X

A me questa sembra una stupidaggine, ma se hai dati e ragionamenti comprensibili per sostenerla sono interessato a conoscerli.

Continuo a ritenere i dati forniti sull'evasione fiscale dei numeri sparati quasi a caso, anche perchè molte volte il confine fra evasione e delinquenza è talmente labile (l'evasione IVA tramite triangolazioni con stati membri UE è sicuramente evasione fiscale, ma è anche un reato. L'evasione regionalmente attribuita è ove ha sede la società/individuo, ma la merce potrebbe essere transitata attraverso depositi siti in regioni diverse, così, giusto per esempio.) che è impalpabile.

Da notare che Equitalia, su cui taccio sui metodi al limite del mafioso, parla di somme "recuperate", cioè, al di là dell'evasione, di quanto è riuscita materialmente a incassare, che non significa assolutamente niente, da qualsiasi punto di vista.

Per parlare seriamente di evasione fiscale dovremmo disporre dei seguenti dati:

n° di visite della GDF in un anno su società operanti nella regione, diviso numero di società.

n° di visite della GDF in un anno su professionisti operanti nella regione, diviso numero di professionisti.

Media di accertato per visita.

Media di recuperato sull'accertato (è arcinoto che per la GdF è facile contestare somme XZY, le Commissioni Tributarie regolarmente accettano i ricorsi, in quanto molte volte semplicemente l'accertato è campato in aria).

Con questi numeri sono diposto a parlare di evasione fiscale, di oppressione fiscale, di rapporti del PIL per abitante, etc., etc. Senza ritengo i dati di Equitalia semplicemente un esercizio pubblicitario pessimo, chissà perchè poi il Tesoro non fornisce i dati di chi, costretto dalla mafia/Equitalia a pagare poi vince il ricorso e si mette nella lista di attesa ventennale di restituzione del maltolto.

 

Equitalia, su cui taccio sui metodi al limite del mafioso

In realtà, l'attività del concessionario del servizio di riscossione è arci-dettagliatamente regolata dalla legge. Pertanto, i metodi al limite del mafioso dovrebbero essere attribuiti al legislatore.

In effetti, il concessionario dispone di mezzi incredibilmente efficaci, che i creditori privati si sognano, ma è la legge...

 

 

 

volete mettere che di questo passo arriveremo a rimettere in discussione gli studi di settore?

Il bello è che sarebbe una liberazione per il paese: calcolare l'imposta sulla realta degli incassi ed elevare sanzioni solo sulla realta delle infrazioni constatate, non presunte, in base ad un marchingegno che ti va a calcolare con un algoritma della madonna (poverina incolpevole) cosa ti sei SICURAMENTE messo in tasca ai danni dello stato.

 

A proposito: su questo argomento la CEE ha già dato indicazioni all'Italia di smetterla con questo sistema da perfetti tirani.

Equitalia si occupa della riscossione, vale a dire di incassare in maniera coattiva quello che l'Agenzia delle Entrate ha accertato.

Annunci che gabellano l'incassato come recupero dell'evasione avrebbero senso solo se posti in relazione con gli accertamenti fatti dall'Agenzia e confermati dalle Commissioni Tributarie; altrimenti si tratta di vanterie inutili.

 

Beh ma se si tratta di recupero crediti che "cavolo" di notizia è?

Tra l'altro, come giustamente osservi, sarebbe interessante sapere quanta evazione è stata accertata ma non recuperata.

Equitalia si occupa della riscossione, vale a dire di incassare in maniera coattiva quello che l'Agenzia delle Entrate ha accertato.

Annunci che gabellano l'incassato come recupero dell'evasione avrebbero senso solo se posti in relazione con gli accertamenti fatti dall'Agenzia e confermati dalle Commissioni Tributarie; altrimenti si tratta di vanterie inutili.

Nel comunicato stampa di Equitalia si chiarisce in maniera non ambigua che le riscossioni documentate si riferiscono a debiti dovuti ad evasione fiscale accertata. Usando un italiano approssimativo e zoppicante, la tabella dei dati e' intitolata "recupero evasione da riscossione".  Ho aggiunto questi dettagli aggiornando l'articolo.

Nel comunicato stampa di Equitalia si chiarisce in maniera non ambigua che le riscossioni documentate si riferiscono a debiti dovuti ad evasione fiscale accertata. Usando un italiano approssimativo e zoppicante, la tabella dei dati e' intitolata "recupero evasione da riscossione".  Ho aggiunto questi dettagli aggiornando l'articolo.

In realtà non sono convintissimo di questa interpretazione. Infatti nel PDF del lancio Equitalia scrive (corsivo mio):

I dati sulla riscossione indicano un incremento complessivo del 15% rispetto al 2009 (+ 27% sul 2008) per un valore che, al 31 dicembre 2010, si attesta a 8,9 miliardi tra imposte, tasse e contributi, non pagati dai contribuenti, ma dovuti ai vari
enti creditori.

La mia interpretazione di questa frase è che in questi valori ci stiano anche cifre dichiarate ma di cui poi non si è corrisposto il dovuto per vari motivi (e.g: immagino una società i cui creditori non pagano, i guadagni vengono dichiarati ma questa potrebbe non essere in grado di pagare le tasse relative per mancanza di liquidità).

Non metto in dubbio che questo recupero sia un'attività utile per i bilanci dello stato ma, per fare buona informazione, sarebbe utile distinguere le cifre dichiarate ma non versate dalle cifre propriamente evase.

Giusto per chiarire il mio punto, molte società durante gli anni 2009 e 2010 si sono trovate nella situazione di sofferenza che ho descritto (soprattutto nelle regioni più industrializzate come la Lombardia), non sarebbe dunque improbabile affermare che si è recuperato una cifra maggiore solo perché la base da recuperare era maggiore, senza che per questo si sia intaccata in alcun modo l'evasione fiscale vera e propria, cioè somme non dichiarate.

Forse interpreto male io la frase ma non nego che il comunicato stampa mi lasci questo dubbio.

una tabella che riporta per ogni regione (eccetto, per motivi misteriosi, la Sicilia)

...semplicemente la riscossione è affidata ad un soggetto diverso: Serit Sicilia Spa. ( http://www.mpserit.it/ ).

 

 

 

Appunto, il fatto che il soggetto non sia l'agenzia operativa che dipende dagli due enti Nazionali INPS e Agenzia delle Entrate, suona come un'anomalia. Attenzione, non sto a dire che i colleghi Sicilliani non fanno il loro dovere...

non e' un'anomalia, e' parte dell'autonomia di cui gode la sicilia.  le regioni a statuto speciale ricevono dallo stato una percentuale variabile delle imposte sul reddito riscosse sul territorio.  per la sicilia questa percentuale e' 100% e in piu' le e' concesso di provvedere direttamente alla riscossione (per le altre invece raccoglie il governo centrale e poi ri-trasferisce al territorio di origine).

...in pratica, lo stato federale tanto desiderato al nord è già applicato al sud... Grandioso!

Molte società a controllo pubblico che si occupano di Igiene Urbana affidano ad Equitalia la riscossione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale). Il fenomeno è andato aumentando negli ultimi anni e non escludo che questo possa giustificare l'aumento delle entrate di Equitalia. Come sicuramente sono aumentate le multe, che stanno diventando una fonte importante di entrata per molti Comuni.

Equiparare l'incasso da parte di Equitalia della TIA del sig. Rossi, che magari ha dimenticato di pagare la bolletta, o della multa per divieto di sosta,  alla stregua di un recupero di evasione fiscale, mi sembra francamente eccessivo.

Il problema è più linguistico che di natura legale: dal momento in cui il semplice fatto di poter essere chiamato a pagare una multa per imposta non pagata, il fatto di averla dimenticata o non voluta pagare non può essere contemplato dalla statistica ufficiale.

Sarebbe un invito a nozze per gli smemo di ultima ora. E proprio per questo fatto che l'azione di riscossione del fisco non è considerato un atto dovuto: urta non poco non potersi diffendere dall'accusa infamante di essere un evasore. Eppure è proprio cosi: essere un evasore non viene relativisato ne dall'importo, ne dallla motivazione, ne dalle attenuanti eventuali. dal primo centesimo...si parte!

Confermo. Peraltro recentemente la Regione Siciliana e l'Agenzia delle Entrate hanno acquisito el quote di MPS Serit in Riscossione Sicilia spa, società che riscuote le tasse in Sicilia. L'attuale assetto prevede Regione 60% e Agenzia 40%. In precedenza, MPS Serit era concessionario esclusivo dal 1997 al 2005, mentre dal 2005 si era creato (ma non ho conferma) il nuovo soggetto Riscossione Sicilia spa.

 

comunque la confusione sulla riscossione della tasse in Sicilia regna sovrana negli uffici della Lega nord

 

PS: voleva essere una risposta al post di GZ del 4/3/2011 alle 11.35. Perdonate l'errore

a dire il vero è un commento ad uno studio SVIMEZ riportato da molti altri giornali

è un commento ad uno studio SVIMEZ riportato da molti altri giornali

Ho letto lo studio SVIMEZ indicato. Si tratta di:

Italia unita nell’evasione fiscale
  Basta accuse al Mezzogiorno
       di F. Moro e F. Pica

che si presenta nel titolo piu' come un pamphlet che come uno studio.  Il lavoro appare essere una risposta SVIMEZ a recenti notizie di stampa, come Agenzia delle Entrate: "Evasione fiscale tre volte superiore al Sud e nelle Isole".

Le stime contenute nel documento SVIMEZ (evasione circa uguale al 20% in tutte le regioni) sono in netto disaccordo con quelle dei lavori sul tema che ritengo personalmente piu attendibili:

  • studio commissionato dalle Finanze a un gruppo composto da esperti della Sogei, della Banca d' Italia, del Secit, dell' Inps e dell' Istat, riassunto anche con dati numerici da Repubblica Affari & Finanza del 2 giugno 1997
  • studio sull'evasione IRAP 1998-2002 dell'Agenzia delle Entrate
  • studio dell'ISTAT sul lavoro nero del 2006
  • studio basato sul confronto consumi / redditi fatto dal Sole 24 Ore nel 2007

L.Ricolfi ha verificato che le stime di evasione regionale sono correlate oltre il 90% per gli ultimi 3 studi, il primo studio e' correlato in misura simile agli altri tre come si puo' verificare nel mio articolo del 2007, Padoa Schioppa e l'evasione fiscale.

Le stime di evasione fiscale SVIMEZ sono ottenute come segue usando i seguenti dati:

  • totale dei redditi dichiarati IRPEF, dato certo pubblicato dallo Stato
  • totale del reddito disponibile lordo alle famiglie, dato stimato ISTAT
  • "Prestazioni sociali" che "comprende pensioni e assegni sia di natura previdenziale che assistenziale", dato certo pubblicato dallo Stato

Gli autori hanno fatto il rapporto [reddito dichiarato] diviso ( [reddito disponibile] meno [prestazioni sociali] ), tale rapporto risulta vicino all'80% per tutte le regioni italiane, che gli autori interpretano come stima di un'evasione pari al 20% circa:

[...] in base a questi dati la quota di reddito evasa sarebbe pari al 18% nel Mezzogiorno e al 19% nel Centro-Nord.

La giustificazione per sottrarre le prestazioni sociali dal reddito disponibile e' la seguente:

Non tutto il reddito prodotto è in realtà assoggettato a tassazione, perché esente o al di sotto di determinati ammontari [...] Per tener conto di questa circostanza abbiamo detratto dal reddito disponibile la voce "Prestazioni sociali" che comprende pensioni e assegni sia di natura previdenziale che assistenziale

Non sono riuscito a trovare il documento ISTAT dove viene stimato il "reddito disponibile lordo". Poi noto che con "reddito disponibile" si intende solitamente il reddito disponibile al netto delle tasse, non al lordo. Il reddito disponibile lordo dovrebbe essere qualcosa di simile al reddito totale lordo, per come viene usato.

Pur non potendo controllare nei dettagli la procedura, non mi sembra che possa essere giustificato sottrarre dal reddito disponibile le "prestazioni sociali", perche' in Italia lo standard e' che anche questi redditi vanno dichiarati: sicuramente le pensioni ad esempio vanno dichiarate.

C'e' poi un altro punto importante: c'e' una differenza importante tra redditi statali, incluse le pensioni, che sono tassati senza evasione fiscale, e redditi privati.  Nel Sud Italia la frazione dei redditi di provenienza statale e' circa doppia che al Nord.  Il confronto piu' onesto circa la propensione ad evadere dovrebbe essere misurata sui soli redditi privati, e su questi redditi le stime attendibili che conosco confermano il fatto che - in rapporto al reddito - il tasso di evasione fiscale del Sud Italia e' circa tre volte quello del Nord.

Riguardo alla conclusione dello studio SVIMEZ

In sostanza si può figurare una evasione per sopravvivenza al Sud ed una evasione per accumulazione di ricchezza al Nord.

si basa unicamente su

Le informazioni
della Guardia di Finanza, che non riguardano tutti i contribuenti ma solo quelli
sottoposti a controllo fiscale, indicano che nel Mezzogiorno l’evasione è riferibile ad un
numero di contribuenti relativamente elevato che tuttavia evade per importi unitari
modesti, mentre nel Centro-Nord al limitato, sempre in senso relativo, numero di
evasori corrisponde una massa imponibile non dichiarata rilevante.

Essendo in Italia i controlli della GdF effettuati con criteri e intensita' molto diverse nelle diverse regioni, come ammesso anche da alti dirigenti dello Stato ("diversa [...] capacità, e volontà, di contrastare l'evasione fiscale", vedi link sopra), non si tratta di dati utilizzabili per ricavare le conclusioni riportate, secondo me.

Io non sponsorizzavo lo studio SVIMEZ che non ho letto e ti ringrazio per il lucido riassunto.

Rispondevo a un post che attribuiva a Repubblica le conclusioni dello SVIMEZ che in effetti erano solo riportate.

si può figurare un´evasione per sopravvivenza al Sud ed una evasione per accumulazione di ricchezza al Nord

Che dire, sarà contento Alberto Lusiani. Mi viene solo un dubbio, ma le imprese in cui investe la camorra vanno sotto "sopravvivenza" o "accumulazione di ricchezza"? Toccherà chiederlo allo Svimez...

articolo di Fabio Fiorillo e Mauro Gallegati. Titolo : Contribuenti ed Evasori: Chi Dove Quando

Chiosa finale

L’analisi mostra che l’evasione per tipologia di lavoratori è un fenomeno complesso. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, potrebbe essere appropriato l’argomento secondo cui l’evasione e il sommerso sono fenomeni ascrivibili a necessità di sopravvivenza delle imprese e, di conseguenza, dei lavoratori. Tuttavia, tali motivazioni spiegano solo in parte il fenomeno: specialmente per quanto riguarda il lavoro autonomo, l’evasione sembra essere comune per i percettori di reddito medio alto.
In conclusione, chi può evita i doveri fiscali, ma con scelte differenti. Al Sud, il sommerso, da lavoro nero, è un fenomeno legato al basso reddito. Altrove no.

 

Volevo segnalare ad Alberto Luisiani, un articolo (dico uno perchè è più o meno sempre lo stesso, come spesso accade nella stampa italiana) che impazza su tutti giornali di questi giorni:

Si dice che l'evasione IRPEF è superiore al Nord rispetto al sud. Il fatto è che non riesco a trovare il documento originale (ma linkare le fonti sugli articoli online pare troppo?...visto che il web è fatto per questo...).

Se qualcuno ne sa qualcosa lo ringrazio in anticipo.

Volevo segnalare ad Alberto Luisiani, un articolo (dico uno perchè è più o meno sempre lo stesso, come spesso accade nella stampa italiana) che impazza su tutti giornali di questi giorni:

Si dice che l'evasione IRPEF è superiore al Nord rispetto al sud.

Ho letto l'articolo ma e' incommentabile per l'assenza di riferimenti e dettagli.  Mancano anche sufficienti indicazioni su che cosa descriverebbero esattamente i numeri riportati. L'articolo sembra essere il tipico prodotto del circo mediatico italiano, a meta' tra la propaganda e la disinformaizione.

Riguardo i dati esistenti sull'evasione fiscale, ritengo abbia fatto un buon lavoro Luca Ricolfi ne "il sacco del nord", i dati esistenti sono per diversi aspetti consistenti tra loro e le conclusioni di Ricolfi sono coerenti con quanto ho scritto io sul tema fin dal mio primo articolo su nFA. Non credo ci sia molto di nuovo da scoprire.

Avvenire dà più dettagli su questo 'Rapporto', ma non indica alcuna fonte....

Più o meno le stesse informazioni sul sole24ore; credo che il rapporto non sia ancora stato pubblicato.

vorrei segnalare che, a distanza di più di tre mesi da questo articolo, Equitalia è salita alla ribalta prima grazie ad un massiccio attacco mediatico, seguito poi da un inserimento nelle agende politiche (postelettorali...) ed infine con i decreti approvati ieri alla Camera. Perchè riparlare di Equitalia? Perchè, se di disinformazione si vuole parlare, bisogna parlarne in senso diametralmente opposto a quello di partenza. Sul mondo della rscossione pubblica - non da oggi - ho notato una pressochè totale ignoranza. Facciamo un test. Alzi la mano chi sa cosa c'era prima di Equitalia. Tutte giu? Allora un'altra domanda. Perchè nessuno sa cosa c'era prima? Semplice: il sistema precedente portava a casa quasi niente, non rompeva le scatole a nessuno, chi pagava pagava. Inoltre ho letto tra i commenti anche delle teorie piuttosto fantasiose:

Molte società a controllo pubblico che si occupano di Igiene Urbana affidano ad Equitalia la riscossione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale). Il fenomeno è andato aumentando negli ultimi anni e non escludo che questo possa giustificare l'aumento delle entrate di Equitalia. Come sicuramente sono aumentate le multe, che stanno diventando una fonte importante di entrata per molti Comuni.

Equiparare l'incasso da parte di Equitalia della TIA del sig. Rossi, che magari ha dimenticato di pagare la bolletta, o della multa per divieto di sosta,  alla stregua di un recupero di evasione fiscale, mi sembra francamente eccessivo

Una doverosa premessa. Un conto è combattere l'evasione fiscale, concetto assai più ampio, un conto è riscuotere quanto è stato accertato dagli uffici finanziari.

Premesso questo, è' vero semmai il contrario. Le esattorie - che hanno gestito la riscossione sino al 1990 con un sistema autenticamente feudale, basti pensare agli esattori privati: per tutti, i Salvo in Sicilia - riscuotevano circa il 90% delle entrate comunali ed il 3-4% delle entrate erariali. Ma il business, come ben sapevano le banche, non consisteva nel recupero coattivo, ma nei versamenti volontari delle ritenute fiscali (allora obbligati a passare attraverso quel canale).

Dal 1990 al 2005 si è passati ad un regime di  concessione dell'attività di riscossione alle banche, le quali non avevano alcun interesse ad essere particolarmente ...incisive.

Poi è arrivata la riforma Tremonti, il quale, a mio avviso, se ha fatto una cosa giusta l'ha fatta proprio togliendo l'osso alle banche e dando l'avvio ad una società pubblica iniziando a fare assomigliare questa attività ad un qualcosa di razionale e simile a quanto esistente nei paesi civili. Razionale ed efficiente. Un po' troppo efficiente per questo paese delle banane dove le tasse le devono sempre pagare gli altri. L'incremento del riscosso - erariale e previdenziale, non solo degli enti locali che in molti casi hanno costituito società ad hoc per la riscossione -  è aumentato di anno in anno, grazie anche a collaborazioni con Procure e GdF, un tempo impensabili. Troppa attività.

Certo, nessuno pretende che venga adottato lo slogan a suo tempo adottato da Padoa Schioppa, però attenzione: seguire gli umori di una certa parte dell'elettorato con norme come quelle in corso di approvazione, delegittimare una delle poche strutture pubbliche che funzionano, è assai rischioso per l'intero paese, soprattutto in questo momento.

Ho appena letto questi numeri sul Corriere che sembrerebbero in netto contrasto con quello che si legge sia in questo articolo di alberto, che in quello di Michele qui, che in quest'altro di alberto qui.

Da questo grafico del Corriere sembra che gli italiani fiscalmente virtuosi abitino nelle regioni del sud... tra l'altro il dato pro-capite non dovrebbe essere viziato dal diverso numero di abitanti con le aree del nord.

Non credo che la differenza di PIL procapite tra nord e sud sia tale da giustificare i numeri del Corriere! How is it possible?

Ho appena letto questi numeri sul Corriere che sembrerebbero in netto contrasto con quello che si legge sia in questo articolo di alberto, che in quello di Michele qui, che in quest'altro di alberto qui.

Da questo grafico del Corriere sembra che gli italiani fiscalmente virtuosi abitino nelle regioni del sud... tra l'altro il dato pro-capite non dovrebbe essere viziato dal diverso numero di abitanti con le aree del nord.

Non credo che la differenza di PIL procapite tra nord e sud sia tale da giustificare i numeri del Corriere! How is it possible?

I numeri del mio articolo vengono da studi pubblicati, uno studio sull'evasione 1993 fatto dallo Stato italiano e pubblicato su Repubblica nel 1997, uno studio sull'evasione IRAP 1998-2002 dell'Agenzia delle Entrate, riassunto anche da lavoce.info e pubblicato. L.Ricolfi in "Il Sacco del Nord" utilizza gli stessi studi e un terzo, che non ho trovato in rete, del Sole 24 Ore, che confronta redditi dichiarati coi consumi.  Tutti questi studi sono molto correlati nel descrivere il livello di evasione fiscale per Regione, e corrispondono ai dati che ho pubblicato, e a quelli pubblicati ne "Il sacco del Nord". E sono tutti studi pubblicati, che ognuno puo' controllare, anche se quello del Sole24Ore con piu' difficolta' degli altri due.

Periodicamente il circo politico-mediatico italiano (ad esempio Corriere della Sera, Repubblica, perfino Padoa Schioppa, organizzazioni barzelletta come contribuenti.it) pubblicano dati in contrasto assoluto coi dati degli studi un minimo seri che conosco.

Ogni volta che ho controllato fonti, coerenza interna, e onesta' delle notizie difformi da quelle che ho pubblicato ho riscontrato una mistura di intenzionale disonesta', incompetenza, oscurita' di esposizione, errori banali, artifizi retorici per ribaltare la realta'.

Spesso per esempio si citano i dati degli accertamenti fiscali, trascurando che sono molto piu' efficienti nel Nord rispetto al Sud Italia, esattamente come tutto il resto delle attivita' statali italiane, dalla sanita' ai tribunali.  Solo un italiano disonesto e/o ignorante puo' trascurare queste banalita'.

Spesso, in questo Corriere e Repubblica sono maestri, si danno numeri assoluti, trascurando che si riferiscono a numeri di abitanti molto diversi, per cui ad esempio si confronta l'evasione totale della Lombardia con 10M di abitanti con quella della Basilicata con 0.8M di abitanti.

Alcune volte si sparano a casaccio cifre presumibilmente inventate giustificandole con sondaggi eseguiti tra i cittadini (contribuenti.it).

Questo grafico che citi del Corriere della Sera sembra un po' piu' serio degli usuali imbrogli, tuttavia non provvede informazioni sufficienti a controllare, almeno in poco tempo, le affermazioni riportate.  Sospetto che si tratti della usuale disinformazione all'italiana, questa volta originata dagli studi di un commissione di derivazione politica. Ma se potro' consultare il fantomatico studio citato potrei essere piu' preciso.

Ecco il documento, tavola 3.7 a pagina 89. Nella tabella sottostante danno una spiegazione che conferma quanto detto da Lusiani:

 

A livello territoriale va tuttavia osservato che questo risultato è in contraddizione con altre stime dell’evasione e con le stime ufficiali dell’economia sommersa, secondo le quali questa dovrebbe essere in media più diffusa nel Mezzogiorno. È però plausibile che, da un lato, i dati utilizzati colgano solo in parte i casi di evasione totale, la cui diffusione si ritiene essere particolarmente accentuata nel Sud; dall’altro, i risultati possono riflettere la maggiore incidenza nel Sud di lavoratori dipendenti impiegati nel settore pubblico e di pensionati.

 

Ogni volta che ho controllato fonti, coerenza interna, e onesta' delle notizie difformi da quelle che ho pubblicato ho riscontrato una mistura di intenzionale disonesta', incompetenza, oscurita' di esposizione, errori banali, artifizi retorici per ribaltare la realta'.

Voglio sperare che non sia il caso dello studio in questione, trattandosi di un lavoro a cui ha in qualche modo collaborato l'ISTAT. La premessa è di Giovannini...

Certo che è sconsolante: ma è possibile che in Italia persino la scienza si contraddice in questo modo indecente? In uno scenario del genere, in cui per altro spesso i giornali pubblicano numeri a casaccio senza controllare troppo l'autorevolezza della fonte (né citarla), è davvero difficile esercitare un minimo di controllo sui governanti.

Ad un'occhiata ultra superficiale la tabella in questione si riferisce solo all'IRE ( Alberto o qualcuno che ne capisce potrebbe dirlo meglio).

Da cui probabilmente altre componenti di scostamento.

Direi che è scorretto assumerla come rappresentativa dell'evasione fiscale.

 

 

Voglio sperare che non sia il caso dello studio in questione, trattandosi di un lavoro a cui ha in qualche modo collaborato l'ISTAT. La premessa è di Giovannini...

L'Italia e' marcia fino ai massimi vertici, inutile farsi illusioni, non si puo' dare nulla per scontato. Ringrazio Agori per il link al documento Istat e per aver riportato il brano in cui ammettono la discrepanza con gli studi precedenti e ne danno sia pure parziale spiegazione. Approfondendo, ammesso che almeno i dati di partenza non siano falsificati, e' probabile che si possano riconciliare anche i dati di questo studio con i dati degli studi precedenti. Per quanto mi riguarda tuttavia le conclusioni di questo studio Istat sono platealmente sbagliate. Un banale elemento di serieta' / onesta' nel valutare l'evasione fiscale e' quello di dividere i redditi privati da quelli statali (stipendi statali, pensioni, assistenza) perche' sui secondi l'evasione e' pressoche' zero. Inoltre i redditi statali sono 2-3 volte piu' elevati come percentuale del reddito totale nelle Regioni meridionali. L'evasione che va confrontata e' quella sui redditi privati, questo studio Istat non lo fa, mescola tutto, e gia' questo singolo elemento denota carenza di serieta' ed onesta', come e' comune in Italia, specie in questa materia.

L'evasione che va confrontata e' quella sui redditi privati, questo studio Istat non lo fa

Certo, ma anche qui si è spesso confrontata l'evasione/abitante ancor prima di fare distinzione tra reddito statale e reddito privato. 

Ad esempio, nell'articolo sul Fatto che linkavo sopra, Michele Boldrin diceva

l’evasione per abitante è maggiore in quasi tutte le province del Sud e delle Isole che nelle ricche province del Nord.

e non faceva ancora la distinzione alla quale tu ti riferisci, tra reddito statale e reddito privato (che affronta in un paragrafo successivo).

Questo nuovo studio invece dice l'esatto opposto e cioè che mescolando redditi statali e privati l'evasione/abitante al nord è più che doppia rispetto al sud.

Quindi non capisco come si possano conciliare le due affermazioni: una delle due è per forza falsa.

Ad esempio, nell'articolo sul Fatto che linkavo sopra, Michele Boldrin diceva

l’evasione per abitante è maggiore in quasi tutte le province del Sud e delle Isole che nelle ricche province del Nord.

e non faceva ancora la distinzione alla quale tu ti riferisci, tra reddito statale e reddito privato (che affronta in un paragrafo successivo).

Non ripeto per l'ennesima volta le stime di evasione per abitante Nord, Centro, Sud gia' fatte in altri commenti, che puoi fare da solo con i dati degli articoli pubblicati.

Anche includendo i redditi statali, l'evasione stimata per abitante e' maggiore nel Sud rispetto al Nord (anche se non di molto) in base ai dati pubblicati.  L'evasione/reddito nel Sud e' dell'ordine di oltre il doppio del Nord anche includendo i redditi statali. Nei soli redditi privati, il rapporto Sud/Nord e' dell'ordine di 3. Quindi Michele e' corretto, in base alle stime pubblicate.  Lo studio Istat piu' recente fatto per l'audizione nel Parlamento dei cialtroni e' probabilmente addomesticato in vario modo, sia nella presentazione che nella metodologia e nei dati.

Tu forse non immagini quanto importante sia per molti avvalorare la falsa tesi che l'evasione fiscale da recuperare sia concentrata nel Nord Italia. Gran parte del baraccone Italia si basa su menate come questa. Ormai la situazione e' cosi degenerata, e il peso delle tasse a norma di legge e' cosi' elevato che sta diventando irrilevante l'evasione, ora bisogna iniziare a calcolare le tasse effettivamente versate in rapporto al PIL. Studiando onestamente questo rapporto si puo' vedere come lo Stato italiano sta strangolando la sua parte produttiva, a beneficio delle sue varie Caste di ladri e cialtroni, con qualche mancia alle vaste clientele di contorno.

Proprio mentre si discute ricevo questo:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2011/12/11/pop_evasione.shtml

la fonte è questa:

http://www.ciuonline.it/documenti/documenti/14.06.2011%20Rapporto%20fina...

per comodità (il rapporto è lungo oltre 150pg) si veda la tabella 3.7 di pg 93.

Io non me ne intendo, ma c'è modo di scoprire come conciliare gli opposti?

Io non me ne intendo, ma c'è modo di scoprire come conciliare gli opposti?

La stessa fonte e' presente nel precedente commento di Agori, in cui trovi anche una parziale spiegazione di come gli opposti si conciliano.

Come indica la tabella 3.7 pag 93 dello studio (sicuramente fatto da farlocchi che vogliono dimostrare che il nord è cattivo o che il sud è buono, non è chiaro..), e considerando solo i redditi "non statali", che si possono identificare in tutte le tabelle del Ministero dell'Economia e delle Finanze, alle voci: "imprenditori", "professionisti" "agricoltori", distinti da "dipendenti" e "pensionati" (quest'ultima, purtroppo comprensiva anche degli ex-autonomi) nella loro distribuzione nelle classi di reddito, risulta evidente che, non foss'altro che per il numero di "imprenditori" e "professionisti" il nord non può che avere il primato sia dell'evasione (conteso con il centro ma che esprime molti meno contribuenti del nord, in questione) che del reddito procapite,

Lo Stato sta sicuramente strangolando quella minoranza di imprenditori e professionisti che non nascondono al fisco la maggior parte dei loro introiti; purtroppo lo fa perchè persino allo strangolatoredellaparteproduttiva non sfugge che la vergogna di denunciare meno del salario corrisposto ai propri dipendenti, forse, forse è troppo anche per la RI e le sue innumerevoli caste di ladri e cialtroni.

lle voci: "imprenditori", "professionisti" "agricoltori", distinti da "dipendenti" e "pensionati" (quest'ultima, purtroppo comprensiva anche degli ex-autonomi) nella loro distribuzione nelle classi di reddito, risulta evidente che, non foss'altro che per il numero di "imprenditori" e "professionisti" il nord non può che avere il primato sia dell'evasione (conteso con il centro ma che esprime molti meno contribuenti del nord, in questione) che del reddito procapite,

Scusa, vorrei capire una cosa, lo fai apposta oppure proprio non sei capace di riflettere un attimo sulle cifre, fare due conti, due divisioni, e presentare i dati in forma quantitativa e obiettiva?

Stai dicendo piu' o meno che siccome nel Nord c'e' un numero maggiore di imprenditori allora l'evasione e' maggiore. Proseguendo in questa retorica molto italiana dovrei concludere che siccome in Molise e in Basilicata c'e' poca gente "evadono poco" anche se evadono il 100% dei loro bassi redditi, e quindi non dobbiamo perseguirli? Non so se capisci che e' questo il discorso che il circo mediatico italiano cerca di far passare, col tuo aiuto in questo caso.

Insomma, sei capace di fare due semplici conti? Parti da qualunque insieme di dati un minimo attendibili e calcola:

  • evasione stimata per impreditore (o per abitante) in euro, a nord, centro e sud
  • evasione stimata / pil pro-capite a nord, centro, sud

Su questi dati si puo' ragionare, sulla tua retorica immaginifica no.

Scrive Lusiani a Calzolari:

 lo fai apposta oppure proprio non sei capace di riflettere un attimo sulle cifre, fare due conti, due divisioni

 Non so se capisci che e' questo il discorso che il circo mediatico italiano cerca di far passare, col tuo aiuto in questo caso.

Insomma, sei capace di fare due semplici conti?Su questi dati si puo' ragionare, sulla tua retorica immaginifica no.

Mi permetto di intromettermi nella risposta perchè NON conosco entrambi e in mezzo c'è un mio commento.... ma perchè tanto livore?

Ad ogni modo nella frase:

Stai dicendo piu' o meno che siccome nel Nord c'e' un numero maggiore di imprenditori allora l'evasione e' maggiore. Proseguendo in questa retorica molto italiana dovrei concludere che siccome in Molise e in Basilicata c'e' poca gente "evadono poco" anche se evadono il 100% dei loro bassi redditi, e quindi non dobbiamo perseguirli?

probabilmente si riferifa a pochi imprenditori, quindi poca evasione...se non, non regge il paragone...

Nel suo post successivo a replica del mio commento scrive:

Io non me ne intendo, ma c'è modo di scoprire come conciliare gli opposti?

La stessa fonte e' presente nel precedente commento di Agori, in cui trovi anche una parziale spiegazione di come gli opposti si conciliano.

ma nel post di commento a Agori la spiegazione per come le capisco io è che in base ai dati (suppongo non Istat) Michele (Boldrin?) ha ragione e l'Istat torto perchè " Lo studio Istat per l'audizione nel Parlamento dei cialtroni e' probabilmente addomesticato in vario modo, sia nella presentazione che nella metodologia e nei dati" e che conviene a tutti che la rappresentazione dei fatti sia distorta.... Io parto dal presupposto che tutti siano onesti quando raccontano la propria storia che i dati"sotto tortura" confessano qualsiasi cosa, ma questa conciliazione degli opposti continuo a non vederla. Comunque grazie per la risposta....

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrive Lusiani a Calzolari:

 lo fai apposta oppure proprio non sei capace di riflettere un attimo sulle cifre, fare due conti, due divisioni

 Non so se capisci che e' questo il discorso che il circo mediatico italiano cerca di far passare, col tuo aiuto in questo caso.

Insomma, sei capace di fare due semplici conti?Su questi dati si puo' ragionare, sulla tua retorica immaginifica no.

Mi permetto di intromettermi nella risposta perchè NON conosco entrambi e in mezzo c'è un mio commento.... ma perchè tanto livore?

Mi scuso per tanto livore ma:

  • e' la 3a o 4a volta che chiedo a R.Calzolari di esporre dati quantitativi e obiettivi invece che retorica immaginifica
  • ho gia' segnalato a R.Calzolari tutti i dati da me esposti, numerici e quantitativi, per fare una discussione onesta e obiettiva
  • in questo commento specifico R.Calzolari parte da un documento che contiene altri dati, e lo riassume/distorce con la sua usuale retorica immaginifica

A questo punto gli ho chiesto se lo fa apposta oppure se e' capace di impostare una discussione basata su dati quantitativi e obiettivi.

Raccolgo la riflessione di MALPASSOTU sull'inutile livore che sembra distinguere la discussione fra il sottoscritto e Lusiani: dove mi fosse scappata, chiedo venia, niente di intenzionale e/o di personale.

Può darsi che tutto ciò che non viene scritto nella forma assoluta di cifre/percentuali con relative fonti e modalità di elaborazione rischi di diventare una "retorica immaginifica", può darsi.

Il Gruppo di lavoro sull’”Economia Sommersa e il Flussi Finanziari” istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze presieduto dal Prof. Enrico Giovannini Presidente dell’Istituto nazionale di statistica, è anche possibile che sia un gruppo di retori incapaci di fare i due semplici conti di cui sopra ma, personalmente, non ho trovato contestazioni pubbliche nè al loro lavoro nè a quello che il Corriere della Sera riprende (insieme al Sole24ore almeno per la terza volta negli ultimi sei mesi) e che mostra con i disegnini la distribuzione di quelle attività non - sospettate - di evasione, ma che per le dichiarazioni ufficiali rilasciate dagli stessi, risultano essere palesemente contro ogni logica, razionalità, casistica, (civiltà..) e disposizione di chiunque voglia farsi un'idea dell'evasione nazionale.

Quelle figurine/attività, si vorra convenire, sono sicuramente più numerose nel centro e, specialmente, nel ricco nord, punto. Nessuno dice che al sud non evadono, anzi, ho provato a richiamare molte volte il fatto che è vergognoso che riescano ad evadere in una situazione di maggiore invivibilità, maggiore inefficienza, minori risorse (private) e maggiori risorse pubbliche.

Che il lavoro illegale al sud sia "la regola" in molti settori e non l'eccezione con cui, al nord, magari si corrispondono fuori busta, ecc.

Ma tutto ciò con il fatto che dei 130 miliardi annui di imposte non versate (stima a parere di molti per difetto), non si possa che avere una distribuzione maggiormente a carico di quelle aree dove le attività "non da lavoro dipendente" (non "private") sono maggiori: maggiori imprenditori, artigiani, commercianti, ecc.), cioè il nord e parte del centro Italia - tutto ciò - non c'entra e non sposta nulla anzi, semmai aggrava l'impatto sociale del fenomeno, come provavo a scrivere, per le evidenti ricadute sui dipendenti di quei soggetti che, prima o poi, quando si finirà di approfittare di un indebito vantaggio competitivo, rimarranno in strada.

Ma tutto ciò con il fatto che dei 130 miliardi annui di imposte non versate (stima a parere di molti per difetto), non si possa che avere una distribuzione maggiormente a carico di quelle aree dove le attività "non da lavoro dipendente" (non "private") sono maggiori: maggiori imprenditori, artigiani, commercianti, ecc.), cioè il nord e parte del centro Italia -

ma non ti ho gia' fatto i conti piu' di una volta che in base alle stime pubblicate in ben tre lavori

  • l'evasione per abitante in euro e' maggiore nel Sud
  • l'evasione / reddito e' maggiore nel Sud
  • l'evasione totale nel Sud supera il Nord-Est, il Nord-Ovest e il Centro
  • l'evasione della Campania (5.7M abitanti) in Euro supera quella della Lombardia (9M)

a che pro' continuare con la retorica che "la distribuzione e' maggiormente a carico di quelle aree ... cioe' il nord"??? Non mi stupisce che l'Italia vada a picco.

 

  • l'evasione per abitante in euro e' maggiore nel Sud
  • l'evasione / reddito e' maggiore nel Sud
  • l'evasione totale nel Sud supera il Nord-Est, il Nord-Ovest e il Centro
  • l'evasione della Campania (5.7M abitanti) in Euro supera quella della Lombardia (9M)

Per favore, invece di pensare al contributo che darei all'affondamento dell'Italia, sii così gentile da spendere dieci righe per spiegare perchè le aree con minore presenza di abitanti con attività palesemente al di sotto del dichiarabile (nella stragrande maggioranza, in tutta la RI, il reddito dichiarato da quegli abitanti è inferiore a quello dei loro dipendenti e, obiettivamente lontanissimo dalle cifre che ne dovrebbero giustificare il rischio, l'impegno, ecc.) non dovrebbero essere anche quelle che, pur evadendo e tanto, non possono raggiungere le vette di NON DICHIARATO e quindi di non imponibile per il fisco del nostro magico e produttivo Nord.

La percentuale di abitanti del sud con attività autonome, imprenditoriali, commerciali sono inferiori a quelle del centro e del nord, punto. Se hai dati diversi, spiegali, per favore, e già che ci sei mandali anche all'Ag. delle Entrate e al Corriere della Sera.

in base alle stime pubblicate in ben tre lavori

Se uno dei tre è roba scritta dal Sig. Ricolfi che citavi sopra, io personalmente non la riterrei una prova particolarmente degna di evidenza, soprattutto se basata sulla ormai celeberrima ""contabilità" "liberale"" (e tutti gli i doppi apici sono voluti).

Su quella strada ("è così, e per dimostrarlo mi invento una contabilità che mi da ragione") non credo si vada da nessuna parte (lo potrebbero fare tutti per dimostrare qualsiasi cosa).

Io sono abbastanza convinto, soltanto su basi aneddotiche, che dal Liri in giù (e specialmente fuori dai grandi centri metropolitani) ci sia molta più evasione da sopravvivenza, e che quelli che ne sono "colpevoli", spesso sono eversori al 100%. Magari per 500 Euro al mese. E magari in altri paesi Europei, con altri sistemi legislativi, non sarebbero né eversori, né evasori, e probabilmente lo Stato gli pagherebbe pure un sussidio per integrarne i "guadagni" (cosa che nel Regno Unito capita a chi lavora per guadagnare meno di £16 mila lordi annui e ha un patrimonio inferiore ad un tot, se non ricordo male intorno a £20-21 milla).

Questo non implica che molte delle cose che fai notare non siano pure abbastanza corrette, come ad esempio la classe politica che basa i propri privilegi sul proprio potere di mediazione tra alcune vacche che risiedono nella parte più sviluppata del paese e alcuni lattanti dell'area meno sviluppata del paese, ma non è detto che questo trade off non veda dei vincitori anche tra le vacche, o meglio dove vivono gran parte delle vacche, o dei vinti tra i lattanti, o meglio dove vivono gran parte dei lattanti.

Se infatti quel potere di mediazione sparisse in virtù di una maggiore equità del sistema (i.e. sussidio di disoccupazione a tutti da 500 Euro al mese, 0 tributi o contributi o cuneo fiscale fino a 700 Euro al mese), non è detto che le aree più sviluppate del paese non si troverebbero a pagare un peso anche maggiore rispetto all'attuale, per dirla tutta, io ritengo che tali ammortizzatori sociali non esistano nella RI specificamente perché sono invendibili all'elettorato a nord del Rubicone, che alla fine preferisce contrattare, magari starnazzando, un tangentone con i mediatori (tutti i governi Berlusconi mi pare evidente ne sono stati una dimostrazione) che introdurre ammortizzatori sociali veri ed equi (leggi accessibili a tutti).

Se uno dei tre è roba scritta dal Sig. Ricolfi che citavi sopra, io personalmente non la riterrei una prova particolarmente degna di evidenza, soprattutto se basata sulla ormai celeberrima ""contabilità" "liberale"" (e tutti gli i doppi apici sono voluti).

Nessuno dei tre studi e' stato fatto da L.Ricolfi. Anche se lo fosse, non mi sembra che le tue critiche siano serie.

Nessuno dei tre studi e' stato fatto da L.Ricolfi.

Ho letto il thread en passant, mi sembrava di averlo visto citato, facevo notare che se era uno dei tre, non mi sembrava fosse particolarmente credibile.

Anche se lo fosse, non mi sembra che le tue critiche siano serie.

Quelle a Ricolfi sì, invece se ti riferisci alle mie convinzioni aneddotiche, posso capire ed anche accettare l'obiezione, ma se mi concedi di ragionare spannometricamente, quant'è la differenza negli inattivi tra le aree più sviluppate e meno sviluppate del paese? Il 10%-20% della popolazione residente? E questi in più perché non muoiono di fame o emigrano? Magari perché lavorano in nero (o sono emigrati senza renderlo noto). Quanto costa farli emergere? Defiscalizzare fino a 700 Euro in tutto il paese? Quanto costerebbe? Chi pagherebbe? Quanto costerebbe un sussidio di disoccupazione da 500 Euro al mese accessibile a tutti, come l'Ayuda spagnola o la Jobseeking allowance britannica? Quanto costerebbe? Chi pagherebbe? Sono soluzioni praticabili nella RI? Quale elettorato vi si opporrebbe?

Nessuno dei tre studi e' stato fatto da L.Ricolfi.

Ho letto il thread en passant, mi sembrava di averlo visto citato, facevo notare che se era uno dei tre, non mi sembrava fosse particolarmente credibile.

L.Ricolfi ha usato, corretttamente, tutti e tre gli studi un minimo seri esistenti.

se mi concedi di ragionare spannometricamente, quant'è la differenza negli inattivi tra le aree più sviluppate e meno sviluppate del paese? Il 10%-20% della popolazione residente? E questi in più perché non muoiono di fame o emigrano? Magari perché lavorano in nero (o sono emigrati senza renderlo noto). Quanto costa farli emergere? Defiscalizzare fino a 700 Euro in tutto il paese? Quanto costerebbe? Chi pagherebbe? Quanto costerebbe un sussidio di disoccupazione da 500 Euro al mese accessibile a tutti, come l'Ayuda spagnola o la Jobseeking allowance britannica? Quanto costerebbe? Chi pagherebbe? Sono soluzioni praticabili nella RI? Quale elettorato vi si opporrebbe?

A me sembra che manchi un disegno preciso nelle norme italiane, quantomeno un disegno ragionato. Il fatto che i poveracci che guadagnano oltre credo 9000 euro all'anno vengono tassati in vario modo mi sembra sia dovuto alla rapacita' dei cialtroni del Parlamento, che vogliono spremere il piu' possibile dai sudditi con ogni mezzo, e poi da considerazioni pseudo logiche tipicamente italiane come "quello dichiara poco sicuramente perche' e' evasore, e allora io lo tasso anche se dichiara redditi appena sufficienti ad una vita dignitosa.

Quello che osservi aneddoticamente sull'evasione meridionale ha fondamenti nella realta' ma andrebbe quantificato con stime. Nel Sud Italia ci sono molti redditi bassi ma anche molti redditi alti, la disparita' di reddito e' molto piu' elevata rispetto alla media OCSE. Se andiamo con la logica degli affabulatori allora si dovrebbe concludere che ad evadere sono sicuramente i ricchi meridionali "perche' sono ricchi".  Di nuovo, bisognerebbe approfondire quantitativamente.

Infine ti faccio osservare che la tassazione dei redditi minimi in atto in Italia ha effetti molto piu' gravi nel Nord Italia per diversi motivi: il lavoro nero e' piu' represso, il costo della vita e' superiore. Si tratta di un numero minore di persone ma quelle persone, nel Nord, se la passano molto peggio.

Tu forse non immagini quanto importante sia per molti avvalorare la falsa tesi che l'evasione fiscale da recuperare sia concentrata nel Nord Italia.

L'accusa che fai è molto grave: se fosse vero che istituti scientifici producono su commissione politica rapporti falsati appositamente per ingannare il paese e inasprire il carico fiscale su una parte di esso, sarebbe da denunciare alla magistratura (oltre che da rivolta armata).

Eviterei di dare adito ad altre teorie dei complotti, dato che ormai è diventato lo sport nazionale. Ci sarà senz'altro una spiegazione più ragionevole.

Sarebbe comunque utile che qualcuno scovasse l'errore metodologico e spiegasse perché questo studio arriva a conclusioni sbagliate, tanto per limitare i danni della disinformazione messa in circolo.

Tu forse non immagini quanto importante sia per molti avvalorare la falsa tesi che l'evasione fiscale da recuperare sia concentrata nel Nord Italia.

L'accusa che fai è molto grave: se fosse vero che istituti scientifici producono su commissione politica rapporti falsati appositamente per ingannare il paese e inasprire il carico fiscale su una parte di esso, sarebbe da denunciare alla magistratura (oltre che da rivolta armata).

Il fatto che un presidente del Consiglio italiano sia colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa per un buon numero di anni e' grave nondimeno per quanto mi risulta confermata con sentenza giudiziaria definitiva. Non vedo nessuno che abbia preso le armi, siamo in Italia e abituati a tutto.

Qui nel Belpaese c'e' un'atteggiamento diffuso di adesione ideologica che rifiuta e/o addomestica il confronto con dati obiettivi, che appartiene intrinsecamente sia alla subcultura rossa che a quella bianca. Sostanzialmente l'onesta' e la reputazione di onesta' sono merce rara in Italia, poco valutati, molto piu' valutata e' la fedelta' a qualche capobastone o almeno al partito e all'ideologia, e con questi principi sono reclutati anche gran parte di chi fa le analisi statistiche, oltre che i giornalisti.  Alcuni, specie in Bankitalia sotto Mario Draghi, sono onesti e fanno studi seri, molti altri magari iniziano anche a lavorare onestamente ma poi addomesticano dati e conclusioni mettendosi al servizio di ideologie bacate e di chi paga loro lo stipendio e di chi ha fatto loro avere il posto.

Nel caso dell'evasione fiscale, c'e' una convergenza di molti interessi a disinformare facendo credere che l'evasione fiscale da recuperare sia nel Nord Italia. Su questa tesi convergono sia i post comunisti per i quali il Nord e' ricco e deve essere tassato il piu' possibile per aiutare il Sud povero (con questo garantendo anche i lussi della Casta intermediatrice), i cattolici specie di sinistra sono equivalenti, i signori delle tessere meridionali vanno a braccetto con i precedenti, i post-fascisti (numericamente piu' presenti nel Sud) uguale. I dirigenti dello Stato aderiscono anche loro entusiasti alla stessa tesi, sia per origine geografica sia perche' confidano di alimentare i propri appannaggi tassando piu' il Nord piuttosto che facendo pagare chi facilmente sa usare la lupara. Insomma c'e' tutta l'Italia catto-fascio-comunista dietro questa opera di disinformazione.

La magistratura ha le sue cause arretrate cui pensare e non mi risulta che in nessun Paese civile si occupi di valutare l'attendibilita' dei risultati statistici.

Rimarrei al sodo e tralascerei le valutazioni politiche. 

Una persona che analizza un fenomeno con metodo scientifico non può dire "questo studio non mi piace perché è stato ordito da un complotto di savi di sion che falsificano i risultati". Se no sembra che ti scegli i numeri che ti piaciono e li prendi per buoni, mentre quelli che non ti piaciono li cestini di default.

Una persona che analizza un fenomeno con metodo scientifico non può dire "questo studio non mi piace perché è stato ordito da un complotto di savi di sion che falsificano i risultati". Se no sembra che ti scegli i numeri che ti piaciono e li prendi per buoni, mentre quelli che non ti piaciono li cestini di default.

Non ho detto quanto scrivi e considero tutti i dati, dando piu' valore a quelli peer-reviewed, internamente coerenti, espressi in termini quantitativi e verificabili.

I dati che hai indicato li ho molto velocemente esaminati e una parziale spiegazione / ammissione delle discrepanze coi valori noti lo trovi nel documento citato stesso, come scritto nel commento di Agori. Ma mi pare che questa sia pure non completa ed esaustiva spiegazione non ti entri nell'orecchio.

Quindi ci sarebbero i dati peer-rewiewed (from who?), internamente coerenti ed espressi in termini quentitativi e verificabili, ma mi chiedo: da chi, se sono tutti una manica di bischeri catto-comu-fascista ovviamente terroni nel midollo e bravi ad usare la lupara, micca la calcolatrice).

Lusiani, non appartengo a nessuna lobby con l'obiettivo di distrarre e confondere la realtà fiscale, sociale, economica della RI; puoi fartene una ragione e discutere oppure continare ad urlare al complotto e alle verità incontestabili alle quali saresti giunto "solo" tu.

Il sud evade e tantissimo, punto.

Il nord è più ricco del sud e anche più popolato di imprenditori e cittadini la cui attività è incontestabilmente (lo dicono le loro dichiarazioni non la retorica del sottoscritto) fuori da ogni coerenza possibile dal punto di vista viscale: è una specie rarissima quella di un cittadino italiano con attività imprenditoriale, commerciale, da libero professionista, denunciante cifre ragionevolmente appropriate a quelle attività e, questi pochi, valorosi ed eroici, lavoratori autonomi, sono anch'essi più presenti al nord, è ovvio.

Ma la stragrande maggiornaza degli altri (coloro che sottragono al fisco una percentuale enorme del fatturato e, di conseguenza, di imposte da versare), sono più presenti al nord e al centro? SI

Esistono e evadono anche al sud? SI.

Cosa c'è di non chiaro in queste affermazioni e dove non sarebbero vere, cortesemente?

C'è uno studio dell'Istat che contraddice i risultati degli studi sull'argomento, come l'Istat stesso ammette. Sei capace di entrare nel merito di questo studio invece di fermarti alle sue conclusioni e ripetere che questo e quelli per te pari sono?

Lusiani ha spiegato i motivi di queste discrepanze. Se le sue osservazioni secondo te non hanno pregio e vanno rigettate motivalo invece di continuare a friggere l'aria.

Scusa, ma a me spieghi cosa dice l'ISTAT?

Tasso di evasione dalla tab. 3.7 (dal rapporto finale del gruppo di lavoro ): Mezzogiorno:7,9 - centro 17,4 e nord: 14,8.

Si spiega che l'economia sommersa dovrebbe essere mediamente più diffusa al sud; in realtà altri studi presentati alle commissioni parlamentari spiegano che le cose sono più complesse e il valore economico e fiscale del "nigeriano" che raccoglie pomodori in Puglia da clandestino non è paragonabile, per esempio, al sommerso nell'edilizia del centro nord (realizzato con un mix di immigrati dall'est e dal sud...)

Il rapporto spiega che i dati colgono solo in parte i casi di evasione totale (particolarmente accentuata al sud) ma riflettono anche la maggiore incidenza nel sud del lavoro dipendente e dei pensionati.

Con quello che sostiene Lusiani, chè infatti continua ad accusare di complotto i fantomatici catto-comu-fasci-terroni, non c'entra nulla e semmai conferma quelo che provo a spiegare da un  pò

  •  il maggior numero di attività ad "alto tasso di evasione" si spalma nel nord e in parte nel centro; il sud ne ha la sua quota ma anche considerando i casi di "invisibili", perchè evasori totali per il fisco, non è realistico supporre che possano sottrarre quote di fatturato comparabili con quelle del nord (ovviamente risulterebbero da altri dati: ricchezza posseduta, export, consumi, ecc);
  • il numero di soggetti che, nel centro nord, viene coinvolto direttamente (datori di lavoro, professionisti, commercianti) o indirettamente (i loro dipendenti) nelle attività ad altissima "evasività" non è neanche lontanamente paragonabile con quello del sud (isole comprese)

ho argomentato almeno tre, quattro volte, con i dati INPS, quanti fanno quelle attività o sono alle loro dipendenze; i dati del rapporto in questione non li smentiscono certo e quelli pubblicati dal Corriere della Sera, dal Servizo Politiche fiscali e previdenziali della UIL su dati Ministero dell'Economia e della Finanza, ecc. mostrano questa evidenza.

Non mi passa dal cervello di difendere una presunta "non evasione" del sud, tutt'altro, ma è proprio Lusiani che "spiega" che è invece il nord accusato ingiustamente di evadere tanto (e più del sud) e tutto a causa dei dati farlocchi e strumentali di chi complotta. Ma per piacere!

Ma mi pare che questa sia pure non completa ed esaustiva spiegazione non ti entri nell'orecchio.

Ho capito perfettamente e non ho dubbi che tu abbia ragione sulla questione di fondo che si evada di più al sud che al nord. Trovo tuttavia piuttosto debole l'argomentazione con la quale "liquidi" così frettolosamente quest'ultimo studio, che comunque ha in qualche modo il cappello autorevole dell'istat.

Al posto tuo sarei sceso un po' più nel tecnico (ma capisco che il tempo è quello che è) e mi sarei risparmiato le tesi complottiste demoplutogiudoterroniche. Più che altro perché se si analizza un problema così sensibile in ottica risolutiva, è fondamentale che almeno i numeri siano inequivocabili e non strumentalizzabili dalle opposte tifoserie (che già hanno la tendenza a tifare molto e a ragionare poco).

mi sarei risparmiato le tesi complottiste demoplutogiudoterroniche.

Visto che ti si e' rotto il disco sul "demoplutogiudoterroniche", e sembra quasi che tu intenda usare la tecnica in voga in Italia di ripetere qualche stupidaggine all'infinito per spacciarla per vera, vorrei ricordarti che ho usato una descrizione abbastanza diversa per descrivere il misto di faziosita', ignoranza e disonesta' alla base della disinformazione in materia di evasione fiscale. Si tratta di un movimento scoordinato di utili idioti non certo di un complotto organizzato. La maggior parte degli attori non capisce quasi nulla, ma crede di agire o per il proprio interesse o per la propria ideologia, e in ogni caso e' obnubilata da ideologie bacate e retrograde ad addomesticare i fatti empirici ai propri comodi e desideri. Ma senza organizzazione complottistica.

"..e poi da considerazioni pseudo logiche tipicamente italiane come "quello dichiara poco sicuramente perche' e' evasore, e allora io lo tasso anche se dichiara redditi appena sufficienti ad una vita dignitosa.

Quello che osservi aneddoticamente sull'evasione meridionale ha fondamenti nella realta' ma andrebbe quantificato con stime. Nel Sud Italia ci sono molti redditi bassi ma anche molti redditi alti, la disparita' di reddito e' molto piu' elevata rispetto alla media OCSE. Se andiamo con la logica degli affabulatori allora si dovrebbe concludere che ad evadere sono sicuramente i ricchi meridionali "perche' sono ricchi".  Di nuovo, bisognerebbe approfondire quantitativamente.

Infine ti faccio osservare che la tassazione dei redditi minimi in atto in Italia ha effetti molto piu' gravi nel Nord Italia per diversi motivi: il lavoro nero e' piu' represso, il costo della vita e' superiore. Si tratta di un numero minore di persone ma quelle persone, nel Nord, se la passano molto peggio.

Ecco, queste mi paiono le "stupidaggini all'infinito per spacciarl(e) per vere".

A chi ti riferisci con "La tassazione sui redditi minimi in Italia": ad attività autonome o a chi percepisce da un sostituto di imposta (DL) un salario "fuori contratto" o, attraverso, agenzia interinale, una paga minima per lavori a chiamata? Di cosa stai parlando quando parli di redditi dei "ricchi meridionali"? Chè stà a dì?

Non c'è affabulazione nel definire un cittadino che dice di svolgere attività autonoma e denuncia meno dei suoi dipendenti, NON C'E' DISINFORMAZIONE FISCALE c'è solo una massa di privilegiati e furfanti che campano (certamente, lavorando e dando anche lavoro ad altri) sottraendo al fisco (a tutti noi) i loro guadagni. La quota di redditi minimi (esenti da tasse) e appena superiori, CHE APPARTENGONO A QUEI SOGGETTI SONO LA VERGOGNA DI QUESTO PAESE IN TUTTO IL MONDO, insieme ai privilegi delle varie caste ma che almeno, fino a prova contraria, manteniamo in piedi con regolari elezioni e atti di volontà esplicita, non perchè una manica di furfanti approfitta delle regole e del sistema fiscale più indecente (e caro) del globo.

Caro R. tengo a precisare che la mia risposta a Bernasconi non e' focalizzata sul tuo caso. Bernasconi mi ha messo in un cattivo stato col suo disco rotto del complotto pluto-giudaico, e quindi ho un po' abusato come terminologia.

Nel tuo caso ho gia' scritto quale e' il tuo problema: l'incapacita' di analizzare, valutare, esporre dati quantitativi per descrivere quello che fumosamente percepisci.  Quello che scrivi contiene molta aria fritta ma ha anche un fondo di collegamento con la realta'.  Per cogliere il fondo di collegamento con la realta' dovresti rimuovere l'aria fritta e quantificare di cosa parli, con tutti i confronti quantitativi omogenei del caso tra nord e sud e tra italia e paesi civili. In particolare i confronti che fai tra nord e sud vanno fatti con criteri quantitativi, non come invettiva retorica.

 

Carissimo A. grazie per il contributo - alla mia capacità di analisi di realtà - che ritieni di dover mettere a disposizione, vista la cronica insofferenza del quale soffrirei verso numeri, dati e quantità omogenee.

Leggo NfA molto volentieri e con lo scopo di acquisire informazioni e, spesso, approcci alle varie materie, che trovo intelligenti e stimolanti oltre che, evidentemente, fuori dalle mie disponibilità cognitive.

Ma quanto sopra, con la "disputa" fra le tue e le mie affermazioni sull'evasione fiscale in Italia, sui soggetti che la esercitano e i fenomeni/problemi a cui rinvia tutto ciò, NON C'ENTRA NULLA.

Puoi ritenere le mie affermazioni sbagliate (ma non le hai ancora confutate una sola volta), puoi pensare (e lo scrivi spesso) che c'è un complotto che approfitta dell'ignoranza in materia della maggioranza della popolazione e rispetto alla quale tu ritieni che:

  • in Italia si pagano troppe tasse e, specialmente, tasse "sbagliate";
  • un sacco di italiani sarebbero vessati (al nord) e la quantità di evasione è comunque in linea con il resto della UE (punto più, punto meno...) se non ne approfittassero troppo al sud;

mentre io ritengo la RI il peggior esempio possibile - fra Paesi comparabili (OCSE?) -  sulla quota di ricchezza sottratta al controllo del fisco e con pesanti conseguenze commerciali (che molti Paesi ci stanno rinfacciando pesantemente) e sociali. La crisi stà riducendo lo spazio di agibilità a questo sistema straccione e disorganizzato e sono convinto che ci avviamo verso pesanti conseguenze sociali ed economiche anche e specialmente per questo enorme pasticcio consolidato in cinquant'anni e al quale si aggiunge, drammaticamente, lo stato pietoso del funzionamento delle nostre Istituzioni e l'attenzione/capacità del nostro gruppo dirigente pubblico.

Puoi degnarti di ragionare, pacatamente, con tutto ciò o continuare a fingere di non avere capito..

 vedi tu :-) 

Puoi ritenere le mie affermazioni sbagliate (ma non le hai ancora confutate una sola volta),

Io ritengo di averle confutate 3-4 volte, per quel che valgono, cioe' nella loro consistenza di invettive retoriche senza alcuna quantificazione. Tu puoi avere opinioni diverse. Ma non aspettarti altre confutazioni finche' non esponi i tuoi pensieri in maniera obiettiva e quantitativa.

puoi pensare (e lo scrivi spesso) che c'è un complotto che approfitta dell'ignoranza in materia della maggioranza della popolazione e rispetto alla quale tu ritieni che:

Non sai leggere, non ho mai scritto che c'e' un complotto, anzi ho appena scritto che non c'e' organizzazione, ma solo masse scoordinate di italiani prima di tutto ignoranti, e poi disonesti per interesse personale e/o ideologicizzati, e in ogni caso traviati da cultura e ideologia che rifiuta il confronto con i dati empirici.

mentre io ritengo la RI il peggior esempio possibile - fra Paesi comparabili (OCSE?) -  sulla quota di ricchezza sottratta al controllo del fisco e con pesanti conseguenze commerciali (che molti Paesi ci stanno rinfacciando pesantemente) e sociali. La crisi stà riducendo lo spazio di agibilità a questo sistema straccione e disorganizzato e sono convinto che ci avviamo verso pesanti conseguenze sociali ed economiche anche e specialmente per questo enorme pasticcio consolidato in cinquant'anni e al quale si aggiunge, drammaticamente, lo stato pietoso del funzionamento delle nostre Istituzioni e l'attenzione/capacità del nostro gruppo dirigente pubblico.

Puoi degnarti di ragionare, pacatamente, con tutto ciò o continuare a fingere di non avere capito..

Io ritengo di aver sempre capito e fin troppe volte risposto alle tue invettive.

Anche se l'Italia del Nord e' economicamente e politicamente scadente, non avrebbe alcun problema a sopravvivere in Europa, sia pure con indice di sviluppo umano un po' inferiore a Francia e Germania, anche mantenendo per sempre evasione fiscale esattamente identica a quella di oggi. Probabilmente potrebbe anche evadere un po' di piu'.

Cio' che affonda lo Stato italiano e' la parte romana-meridionale, in particolare quella meridionale con evasione fiscale al 60-80% delle attivita' private e molte altre magagne.

Post-scriptum: nota bene che l'Italia meridionale da sola potrebbe essere uno Stato arretrato ma dignitoso, e convergente alla media UE, come Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda. Ma nel demenziale contesto dello Stato italiano, fondato sul "iper-tassa a Nord per pagare voti a Sud", il Sud Italia e' diventato la macro-area piu' povera di tutta l'Europa occidentale, affondando nel contempo anche il Nord.

  • in Italia si pagano troppe tasse e, specialmente, tasse "sbagliate";
  • un sacco di italiani sarebbero vessati (al nord) e la quantità di evasione è comunque in linea con il resto della UE (punto più, punto meno...) se non ne approfittassero troppo al sud;

Per quanto riguarda le affermazioni che elenchi sopra, lasciando stare il punto non facile da dirimere se l'evasione fiscale nel Nord Italia sia superiore o inferiore a quella media europea, ti faccio presente che sia A.Bisin recentemente su Repubblica, sia M.Boldrin sul FQ hanno ribadito che 1) in Italia ci sono troppe tasse e vanno ridotte 2) l'evasione fiscale e' un problema primariamente meridionale (e in ogni caso non e' certo riducendo quella che si risolvono i problemi italiani). Quindi renditi conto che sei tu a dover difendere la tua immaginifica posizione secondo cui l'evasione fiscale nel Nord Italia sarebbe il maggior problema italiano. Prova a mettere un commento sul FQ o su Repubblica (se R. lo permette). Se il commento merita, immagino avrai le risposte che cerchi.

Tralascio il "giochino" sulla forma delle mie espressioni che non sarebbe idonea a ricevere confutazione da signoriavostra ma che, ovviamente, consente a te di esprimere giudizi (come fai in continuazione) sull'inattendibilità delle invettive altrui, fottendotene completamente di argomentare dove e perchè le suddette invettive sarebbero inattendibili visto manca il tuo bollino bleu o quello di Bisin o Boldrin e chè l'ISTAT e gli altri sono una manica di coglioni, ovviamente.

Brevemente:

1) in Italia ci sono troppe tasse e vanno ridotte

Assolutamente d'accordo e l'ho già scritto molte volte, quindi a chè prò lo dovremmo ri-considerare?

2) l'evasione fiscale e' un problema primariamente meridionale (e in ogni caso non e' certo riducendo quella che si risolvono i problemi italiani).

E' una bufala galattica per come è scritta: "primariamente" de chè? e chi lo avrebbe determinato quantitativamente e qualitativamente: NON l'Ag. delle Entrate, NON l'ISTAT, NON tutti i gruppi di lavoro parlamentari che operano ufficialmente sui dati del fisco nazionale, non l'INAIL e non l'INPS i cui archivi dicono altro. Ma è verissimo anche per me quello che ti ho già scritto sui meridionali, sulle istituzioni pubbliche italiane e sul devastante quadro che definisce quelle Regioni, chi vi abita e lavoro e i loro gruppi dirigenti.

Carissimo, non ho nessuna "immaginifica posizione secondo cui l'evasione fiscale nel Nord Italia sarebbe il maggior problema italiano", mi limito a ricordarti che siamo lo zimbello d'Europa per le cifre ufficiali sull'ammontare della quota di PIL "fantasma", di ricchezza posseduta (e molto meglio distribuita di tanti altri Paesi) ma che è altrettanto "fantasma" per il catasto, quello si, vergognosamente inutile a fotografare gli immobili del centro e del sud ma che, con l'abolizione del segreto bancario, almeno monetariamente.. diverrà un po' meno opaca nelle sue attribuzioni reali.

Questo, dicono tutti (pubblicamente e mai contestati, nè qui nè a Bruxelles), e il Nord d'Italia ha solo il "piccolo primato" di essere rappresentato da tanta brava gente che lavora e che è tartassata dalle tasse ma che, in proporzioni vergognose, aggira anche i propri doveri fiscali. Quando ne parlo con mio fratello che vive in Canada o con mio figlio che vive a Monaco e gli mostro la distribuzione per classi di reddito degli imprenditori, dei professionisti, dei commercianti italiani, si vergognano insieme a me e mi spiegano che i loro nuovi concittadini non riescono a spiegarsi come sia possibile che succeda...

Cio' che affonda lo Stato italiano e' la parte romana-meridionale, in particolare quella meridionale con evasione fiscale al 60-80% delle attivita' private e molte altre magagne

Puoi fare "l'intellettuale leghista" finchè vuoi ma non serve: quei cittadini e quelle istiuzioni meridionali sono realmente messe così ma non assolvono e spostano nulla di quello che fanno gli altri al NORD e come ho provato a spiegarti, al nord e in parte al centro, quelle attività autonome hanno anche un carico indiretto molto elevato: CENTINAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI ALLE LORO DIPENDENZE e quando non avranno più il vantaggio economico che gli deriva dall'evasione, li licenzieranno e buonanotte..

 

 

"Quando ne parlo con mio fratello che vive in Canada o con mio figlio che vive a Monaco e gli mostro la distribuzione per classi di reddito degli imprenditori, dei professionisti, dei commercianti italiani..."

 questi dati sono reperibili in rete? puoi inidcarmi qualche link?

grazie

Pietà...:-)

  1. sito Agenzia delle Entrate e qualche migliaio di report
  2. sito ISTAT e relativi report

  3.  

     

     

    Rapporto finale del gruppo di lavoro "Economia non osservata e flussi finanziari" giugno 2011

  4. Gruppo di lavoro MEF sull'evasione e il sommerso e relativi rapport

  5. esistono numerose pubblicazioni di uffici studi sindacali CGIL, CISL e UIL che elaborano ricerche e studi del Ministeo Economia e Finanza, dell'INAIl e dell'INPS

  6. tutti i giornali nazionali pubblicano ogni anno i risultati delle dichiarazioni fiscali dell'anno  (o due) precedenti

ma lasciamo perdere, secondo Lusiani sono tutti una manica di coglioni incompetenti, ovviamente terroni, che vogliono solo dimostrare che il nord è disonesto e il sud poverino non ce la fa... quindi.

  1. esistono numerose pubblicazioni di uffici studi sindacali CGIL, CISL e UIL che elaborano ricerche e studi del Ministeo Economia e Finanza, dell'INAIl e dell'INPS

Ma.... ad esempio la UIL qui afferma a pag 5 :

Secondo la nuova banca dati messa a punto dall’Agenzia delle Entrate – Dbgeo - per meglio
orientare il sistema dei controlli, il Tax gap, cioè il rapporto fra imposta versata e imposta dovuta
sulla base del reddito presunto (ricavabile dai dati Istat), è pari al 38.41%, con scostamenti
significativi a livello territoriale.6
Ad esempio, secondo il DataBase Geomarket, in alcune province (vedi Caserta, Salerno, Cosenza,
Reggio Calabria e Messina) ogni 100 euro di imposta versata se ne evadono 66. Ad un gradino
leggermente inferiore, con un tasso d’evasione del 64.4%, l’area che comprende tutte le province
del Sud (incluse Nuoro, Oristano e Ogliastra in Sardegna), ad eccezione di Bari, Napoli, Catania e
Palermo dove il Tax gap è mediamente inferiore (38.19%).
Nelle province del nord est e dell’Emilia Romagna e le province di Cuneo e Firenze il tasso
d’evasione è del 20.31%.
Sempre secondo Dbgeo, Milano, Roma, Torino, Genova, Lecco, Cremona, Brescia, si attestano al
10.93%.

Esatto!!!!

Immagino avrai letto anche le altre paginette del report UIL, quelle della distribuzione per  classi di reddito e attività (pagina 4) che io mi sono permesso di incrociare con dati INPS sul numero di artigiani (datori di lavoro) e relativi dipendenti e da cui, puoi immaginare, come si spalmano diversamente sulla penisola, o forse credi che il sud abbia un numero paragonabile di quei datori di lavoro.

Ultima annotazione: il tasso di evasione di Milano e di Reggio Calabria sarebbero paragonabili? Ovvero pensi che il valore del 10,93% (MEDIO quindi calcolato sulla somma di tutto il versato rispetto al dovuto - dati ISTAT - e che mette insieme, ovviamente, dipendenti e autonomi) e quello del 66% di RC, possano corrispondere a cifre di imposte sottratte al fisco in cui Reggio Calabria sottrae veramente sei volte quello che sottraggono i milanesi? Con una frazione delle attività autonome e di dipendenti milanesi..?

Scusa perchè devo immaginare come si spalmano le cose?

Abbiamo un' evasione dell'imponibile del 10% a Milano (in linea se non addirittura sotto la media Europea) e un evasione del 66% a Reggio Calabria. Questo è il fatto.

In termini assoluti il 10% di Milano è un ammontare molto piu alto del 66% di Reggio Calabria?

Sì, certo che lo so e lo sa anche la GDF che infatti fa più controlli al Nord che non al Sud.

Questo non cambia che Milano paga quello che deve pagare e la sua evasione sia in linea con il resto d'Europa mentre Reggio Calabria evade in maniera sproporzionata.

Non voglio buttare la croce addosso a Reggio Calabria ma se l'Italia fosse un paese federale, e ogni regione dovesse finanziarsi con quello che raccoglie di tasse, l'evasione di Milano non sarebbe un problema quella di Reggio sì.

 

In termini assoluti il 10% di Milano è un ammontare molto piu alto del 66% di Reggio Calabria?

Sì, certo che lo so e lo sa anche la GDF che infatti fa più controlli al Nord che non al Sud.

Scusa, no. Non e' cosi'. Un bambino delle elementari potrebbe fare il calcolo.

Il PIL pro-capite di Reggio Calabria e' ~40% di quello di Milano. 66% / 10% * 40% = 264%. L'evasione media per cittadino di RC corrisponde in termini assoluti, in Euro, a 2.64 volte l'evasione media per cittadino di MI, secondo le stime.

L'unica colpa rimanente del cittadino di MI e' che a MI ci sono piu' abitanti. Secondo il demenziale ragionamento all'italiana se sono pochi si devono lasciare evadere, ma se sono tanti no.  Poi si sceglie l'insieme a Nord perche' sia piu' numeroso di quello a Sud... E il circo continua.

L'incapacita' di fare questi ragionamenti quantitativi spiega perche' l'Italia va a picco.

Scusa la matematica non sarà il mio forte ma alle mie elementari insegnavano anche l'italiano.

Tu parli di un milanese e di un calabrese. Io invece ho scritto:

In termini assoluti il 10% di Milano è un ammontare molto piu alto del 66% di Reggio Calabria?

La risposta rimane sì, dato che RC ha abitanti 566.977 mentre MI ben 3.156.694***.

Il fatto che il Pil pro capite dei cittadini milanesi sia più alto va a rafforzare la cosa.

Ovviamente questo non smentisce, anzi conferma che l'unica colpa dei milanesi è di esseri in tanti.

E ti pare poco diranno a Roma ...:-)

 

***

Corregimi se sbaglio: fatto 100€ l'ipotetico imponibile milanese pro capite, il calabrese sarà circa 40€. Da cui:

(100x3.156.694).10%=31.566.940

(40x566.977).66%=14.968.192,8

è il doppio!


In termini assoluti il 10% di Milano è un ammontare molto piu alto del 66% di Reggio Calabria?

La risposta rimane sì, dato che RC ha abitanti 566.977 mentre MI ben 3.156.694***.

Ma controllare 3M di Milanesi (in realta' il comune ha 1.5M di abitanti credo) non richiede piu' risorse che controllare 0.5M dell'area di RC?  Non sarebbe piu' corretto fare il conto per abitante? Mah, misteri italiani.

Nessun mistero da parte mia Alberto. Stavo semplicemente rispondendo alla domanda di Calzolari. Non stavo dicendo nè che fosse logico, nè che lo auspicassi.

Lui ha chiesto se la cosa fosse vera...beh vera lo è, ma da questo non consegue quello che lui crede.

Però non capisco perchè tu mi stia contestando quando sto dicendo (nello specifico) esattamente quello che dici tu.

PS

ho preso i dati sugli abitanti da un sito di statistiche sui comuni italiani ma anche a me sembrava di ricordare che gli abitanti di Milano fossero molti meno (con tutte le conseguenze del caso sul ragionamento di Calzolari)

Noto che R.Calzolari non si smentisce. A RC evadono 6 volte tanto Milano in rapporto al reddito, ma sono di meno, quindi il Nord evade di piu'. Senza numeri ovviamente. Mi stupisco che l'Italia non abbia fatto default da decenni. E' un miracolo che vada avanti, in effetti. Ma scusa, hai mai provato a fare il conto su tutto il Nord confrontato con tutto il Sud? Il nord ha per caso 6 volte piu' abitanti del Sud, come ne ha la prov. di MI in confronto con quella di RC?

Lusiani, che io non smentisca il giudizio che hai di me è affare tuo (e quantomeno sprecato..), sto solo provando ad attirare la tua attenzione su qualche puttanata che si rischia di dire, formalizzando all'estremo certe analisi: il problema non è se matematicamente è o no corretto che "tutti mangino un mezzo pollo" o che il cittadino del sud evada 6 volte tanto Milano in rapporto al reddito, il PROBLEMA VERO, quello che cerco di spiegarti (dal punto di vista sociale, oltre che economico, è che l'impatto dell'evasione nelle attività autonome dei (relativi) cittadini del NORD è enormemente più GRANDE del corrispettivo nel sud, proprio perchè (e non ne ha colpa nessuno, ovviamente) le quntità di cittadini in questione sono IMPARAGONABILI.

Vedo che hanno provato anche altri a spiegarlo (meglio di me, sul piano "tecnico") e, come dice MARCODIVICE: "A Milano, secondo fonti del Corriere, la metà dei cittadini (415 mila su un milone di contribuenti) ha denunciato nel 2009 meno di 10 mila euro l'anno mentre quelli sopra i 150 mila euro sono solo l'1,34%. Manco un bambino di 2 anni può crederci e peccato che la famiglia media milanese spenda 3 mila euro al mese"

E questo NON SIGNIFICA quello che continui ad inventarti: io non sto difendendo i meridionali o accusando i settentrionali CHE OLTRE AD ESSERE RIDICOLO è IDIOTA, nè sto negando la condizione di sub-organizzazione sociale ed istituzionale nella quale vivono e operano tanti cittadini meridionali, ecc. ecc. e che contiene nelle sue pieghe una evasione enorme e, sul piano sociale, MOLTO PIU' GRAVE  E DIFFUSA/DISTRIBUITA di quella del nord. Rimane "solo" l problema che la fetta di imponibile (da lavoro autonomo in tutte le sue forme) sottratta al fisco è maggiore al NORD, che ti piaccia o no ammetterlo, riconoscerlo o solo, comprenderlo e si trascina, purtroppo, un enorme problema socio-produttivo-economico (perdona il trenino) per i lavoratori dipendenti - di quelle attività - che si reggono sull'evasione e che, prima o poi, rimarranno in strada in attesa di nuove forme di produzione meno micragnose e basate sull'evasione.

come dice MARCODIVICE: "A Milano, secondo fonti del Corriere, la metà dei cittadini (415 mila su un milone di contribuenti) ha denunciato nel 2009 meno di 10 mila euro l'anno mentre quelli sopra i 150 mila euro sono solo l'1,34%. Manco un bambino di 2 anni può crederci e peccato che la famiglia media milanese spenda 3 mila euro al mese"

Questi sono aneddoti enfatizzati retoricamente.  MDV citi gli stessi dati per il Sud, per Francia e Germania, e poi i dati di consuntivo, e si ritorna alle stime ben conosciute che ho sempre documentato. La stima di evasione fiscale della Lombardia, per quanto mi risulta, e' inferiore a Francia e Germania, la stima di evasione fiscale del Sud Italia invece e' molto maggiore.  Stesso discorso per le tasse effettivamente riscosse. In Lombardia, nonostante l'evasione fiscale, le tasse riscosse diviso il PIL locale sono superiori a Francia e Germania, nel Sud Italia inferiori. Per chi analizza i dati empirici invece che seguire ideologie bacate e fantasie retoriche assortite varie questi sono i fatti.

Rimane "solo" l problema che la fetta di imponibile (da lavoro autonomo in tutte le sue forme) sottratta al fisco è maggiore al NORD,

No.

se mai è il corriere che dovrebbe fornire quei dati. ho solo riportato una notizia curiosa, che sicuramente si baserà su dati saranno poco accurati comme d'hab.

Non ho alcuna intenzione d'intervenire nel dibattito in corso, perchè è l'ennesima riproposizione del solito schema al quale ho partecipato anch'io in passato un paio di volte e come già detto è ad ogni evidenza inutile.

dal mio personalissimo e opinabile punto di vista è anche stucchevole vista la situazione in cui versiamo, situazione alla quale, forse, non saremmo giunti se in passato ci fossimo comportati come comunità e non come coacervo mal riuscito d'interessi particolari. Nord -sud, corporazioni, familismo, evasione e chi più ne ha più ne metta stanno lì a dimostrarlo.

 

 

cari Calzolari, Lusiani e Ruggeri,  vi state accartocciando su un equivoco. I dati di geomarket che citate fanno riferimento a quelli che possono evadere (ad esempio, esclude i dipendenti), e quindi ogni calcolo che fate deve tener conto di questo fattore, e non della popolazione, pil etc. La descrizione di quei dati più chiara disponibile su internet è sul Corriere di aprile scorso

Un altro fattore che nel vs dibattito non chiarite è la differenza tra entità di evasione e intensità dell'evasione. è stranoto che per entità ed entità l'Italia si distingue tra i paesi occidentali. All'interno dei suoi confini, l'entità dell'evasione (cioè il totale sottratto a prescindere dall'incidenza) è più al sud, anche se andando a guardare provincia per provincia ci si accorge che la situazione è meno netta. Se l'amministrazione volesse massimizzare il gettito date le risorse, per motivi di efficienza dovrebbe concentrarsi su quelle province dove l'entità dell'evasione è più elevata, e quindi più al sud che al nord. L'intensità dell'evasione è invece un fenomeno tutto meridionale, e in quel caso per equità si dovrebbe agire dove l'intensità è maggiore. Ma quello dell'intensità è un fenomeno correlato al reddito, più è basso e maggiore è l'intensità.

Detto questo, rimane il fatto che l'Italia tutta, anche regione per regione, brilla per entità e intensità di evasione rispetto a Francia e Germania. I dati abbondano, e li ometto per mia pigrizia.

 

Detto questo, rimane il fatto che l'Italia tutta, anche regione per regione, brilla per entità e intensità di evasione rispetto a Francia e Germania. I dati abbondano, e li ometto per mia pigrizia.

Beh, quando hai l'opportunita' sono interessato ad avere informazioni su qualunque studio serio che quantifichi le differenze tra Italia (preferibulmente per Regione) e Francia e Germania.

Francesco, scusa, ma personalmente non credo di accartocciarmi su nulla:

So benissimo che i dati Geomarket di cui al dbase dell'Agenzia delle Entrate stima l'evasione, come differenza fra l'imposta versata e quella dovuta sulla base delle "presunzioni ISTAT" sulla ricchezza dei soggetti che devono fare dichiarazione fiscale diretta (e non sono lavoratori dipendenti) e che, su questa base il TAX GAP del 38,41% media nazionale si abbassa al nord e si alza al sud.

Ma come dicono (loro stessi) "Dove il tenore di vita è basso e minore è la presenza dello Stato la compliance fiscale, cioè l'attitudine a pagare le tasse, è inferiore. Questo spiega anche perché nelle aree ad alta evasione fanno eccezione le grandi città con una struttura produttiva più solida, tipo Napoli o Palermo, che presentano dati migliori di Tax gap rispetto al territorio circostante.
Un'altra considerazione che gli specialisti dell'Agenzia ci tengono a fare è che una cosa è il tasso di evasione presunta e una cosa diversa sono i valori assoluti dell'evasione. Questi ultimi, infatti, si concentrano nelle zone più ricche del Paese. E quindi anche se qui il tasso di infedeltà fiscale è basso, le somme che non vengono versate nelle casse dell'erario sono molto elevate, mentre nelle zone povere, anche se l'evasione è alta, si può recuperare meno"

Quindi, rispetto al ragionamento che cerco di fare con Lusiani (e che credo proprio, semplicemente, finga di non capire), quella stima, sul tasso di evasione "degli autonomi" produce valori enormi al nord e "meno enormi" al sud, molto banalmente per la quantità di ricchezza a cui si legano e che, al nord, accompagna i milioni di euro evasi di IVA - legati alla "scomparsa" di milioni di euro di fatturazioni - a loro volta riportati (indecentemente ma formalmente in modo corretto) nelle dichiarazioni fiscali per cui, come dicevo prima: CENTINAIA DI MIGLIAIA DI MICROIMPRENDITORI ITALIANI SI COLLOCANO IN FASCE DI REDDITO CHE, IN PAESI CIVILI, NON SAREBBERO NEPPURE PRESE IN CONSIDERAZIONE, QUANDO HANNO UN IMMEDIATO PARALLELO-RISCONTRO CON LE RETRIBUZIONI CORRISPOSTE DAI MEDESIMI AI LORO DIPENDENTI.

Siccome, ribadisco, e Lusiani potrebbe fare almeno la fatica di scrivere che non corrisponde alla realta, che: la distribuzione per aree nord-centro-sud delle attività dei suddetti microimprenditori, professionisti, commercianti è indiscutibilmente molto alta al nord, media e medio-bassa al centro e bassa al sud. I dati in questione sono dati INPS, riguardano nello specifico l'artigianato ma basta darsi da fare e si rintracciano quelli del commercio e anche quelli dell'industria (aziende non artigiane) e riproducono la stessa realtà, conosciuta da tutti e mai contestata: il lavoratore autonomo e il piccolo imprenditore e il commerciante, nel nostro Paese dichiarano (con pochissime eccezioni) una frazione del giro di affari che in realtà realizzano. Questo elemento, per quello che mi riguarda e al di là di qualunque considerazione morale, etica, sociale, ha delle preoccupanti ripercussioni sul lavoro di centinaia di migliaia di persone (solo l'artigianato con dipendenti ne muove 1.400.000) - lavoratori dipendentie se si dovesse ridurre lo spazio di evasione che rende conveniente l'attività di quelle micro aziende, SALTA UNO DEI BLOCCHI PORTANTI DELL'ITALICA ECONOMIA DEL PICCOLO&BELLO, ecc. ecc.

Quindi nessuna pippa contro il nord o a favore del sud o retorico-ideologica (ma de chè???), semplici riflessioni, legate al sistema italiano (che si sta sgretolando) e nel quale, purtroppo c'è spazio per tutti i problemi e difetti possibili e immaginabili da Aosta a Pantelleria, moltolegati alla questione "fiscale".

Grazie per la precisazione, ma mi limitavo ad osservare come quei dati portassero a conclusioni opposte rispetto a quelle che ci voleva vedere Calzolari.

Per il resto sono convinto (ometto tutto l'aneddotica per carità di patria) di quanto tu dici qui:

All'interno dei suoi confini, l'entità dell'evasione (cioè il totale sottratto a prescindere dall'incidenza) è più al sud, anche se andando a guardare provincia per provincia ci si accorge che la situazione è meno netta. Se l'amministrazione volesse massimizzare il gettito date le risorse, per motivi di efficienza dovrebbe concentrarsi su quelle province dove l'entità dell'evasione è più elevata, e quindi più al sud che al nord. L'intensità dell'evasione è invece un fenomeno tutto meridionale, e in quel caso per equità si dovrebbe agire dove l'intensità è maggiore

Sulla chiosa finale sarei curioso di avere più dati se li hai.

Credo che alcune regioni del Nord non abbiano valori molto dissimili, se non da Germania e Francia, dal resto d'europa.

PS

In particolare se hai dati sull'evasione in Spagna. Non mi sembra sia considerata un grave problema da loro, eppure conosco piccoli impreditori nostrani (settore ristorazione) che ne parlano come il paese di bengodi.

Lusiani e Ruggeri:
La ripartizione territoriale nord-sud nasconde e non fa capire. Ne avevamo già discusso, comunque riprendiamo stime dell’evasione condotte con metodologie standard e confrontabili tra paesi (vedi tab. 3 pag. 9 di uno studio commissionato dalla Commissione europea) per l’Iva che è l’imposta chiave e non è influenzata pesantemente dal settore pubblico. Nel 2006 gli italiani hanno evaso IVA per il 22% ca, i francesi per il 7% e i tedeschi per il 10%. I dati sono coerenti con le stime di contabilità nazionale sull’economia sommersa. Ora usando i dati sull'evasione IRAP per il 2002 con ripartizioni per grandi aree (v. tabella 3; anno 2002) la media nazionale di evasione IRAP è del 27,3%; per il Nord Ovest del 17,6%; per il Nord Est del 20,4%; e per il Sud+Isole del 57,2,4%. Facciamo una proporzione per sud e isole: Sud+Isole di evasione irap (57,2%) sta alla media italiana (27,3%) come sud+isole di evasione irap (?%) sta alla media italiana di evasione iva (22%), che dà una stima arrangiata di evasione del 46,1%.

Ripetendo per tutte le altre ripartizioni territoriali avremmo:

  • media nazionale 22%
  • Nord Ovest 14,2%
  • Nord Est 16,4%
  • Sud+Isole 46,1%


Il più virtuoso è il Nord Ovest che evade "solo" il 14% contro il 7% in Francia e il 10% in Germania, e di quasi tutti gli altri paesi occidentali. Se si ripetesse il calcolo per provincia, solo tre in Italia avrebbero una evasione inferiore a quella media tedesca: Bologna, Milano e L’Aquila. Tutte le altre stanno sopra, e di parecchio.

 

Qui una  death by powerpoint di un insider che fa il confronto evasione Italia contro il resto del mondo nel settore manifatturiero, costruzioni e commercio, magari ti convince. I suoi dati e conclusioni sembrano coerenti con quanto detto sopra.

 

Calzolari:

vediamo se un esempio breve aiuta. Il supermercato del nord ha una intensità minore di evasione ma una entità maggiore del negozio di generi alimentari del sud? Certo, ma ci sono più negozietti. A parte il manifatturiero (che conta sempre meno sul Pil) e l’agricoltura che non conta nulla, il grosso del Pil viene dai servizi. I barbieri, dentisti, idraulici, ristoranti etc sono in proporzione simile tra nord e sud, ma i dentisti del sud, stando alle statistiche, guadagnano un po’ di meno ma evadono una quota un po’ più elevata. Alla fine potresti avere che al sud i barbieri complessivamente evadono di più dei barbieri del nord.

 

 

Il più virtuoso è il Nord Ovest che evade "solo" il 14% contro il 7% in Francia e il 10% in Germania, e di quasi tutti gli altri paesi occidentali. Se si ripetesse il calcolo per provincia, solo tre in Italia avrebbero una evasione inferiore a quella media tedesca: Bologna, Milano e L’Aquila. Tutte le altre stanno sopra, e di parecchio.

OK queste sono stime sensate, vanno prese in considerazione.  Tuttavia ci sono anche le stime di Schneider e altri, che rispetto a quanto riportato nel documento UE (che se trovo il tempo approfondiro') sono fatte con lo stesso metodo in molti Stati diversi e sono omnicomprensive della parte sommersa dell'economia, inclusa quella illegale per la quale pero' le stime che conosco sono al piu' il 4%, e l'economia informale non solitamente soggetta a tasse nondimeno non registrata nelle statistiche ufficiali.

Secondo me con le stime di Schneider e ripartendo l'evasione fiscale secondo le stime regionali italiani conosciute (indagine statale dei redditi 1993, indagine ISTAT sull'evasione IRAP 1998-2002, studio sui redditi dichiarati e sui consumi del Sole 24 Ore) risulta che la Lombardia evade meno di Francia e Germania (gia' a te risulta che la prov. di Milano evade IVA meno di questi due Paesi, quindi si tratta di stime per me realistiche) e il resto del Nord evade piu' o meno come Francia e Germania.

Aggiungo che quando si considera l'evasione fiscale andrebbe anche considerata la rapacita' fiscale dello Stato e il peso delle tasse in rapporto al PIL. Il peso delle tasse teoriche che si dovrebbero pagare in Lombardia e nel Nord Italia e' molto, molto superiore a Francia e Germania. L'italia riscuote tasse (quindi non contando l'evasione) con intensita' al terzo posto in Europa, e siccome il Sud evade il 60-80% delle attivita' private, la pressione fiscale teorica sul Nord Italia e' ai vertici mondiali, in ogni caso significativamente piu' di Francia e Germania.  Dato il peso eccessivo delle richieste dello Stato italiano comincia a diventare opportuno confrontare le tasse effettivamente riscosse in rapporto al PIL tra vari Paesi, piuttosto che la perc. dell'economia sommersa. Insomma parte della responsabilita' dell'evasione fiscale in Italia e' diretta responsabilita' dello Stato, che impone aliquote e peso fiscale eccessivo.  Nonostante questo, con le mie stime, che se ho tempo pubbichero' in un articolo se gli editor di nFA hanno interesse, il Nord Italia evade meno di Francia e Germania.

  • Nord Ovest 14,2%
  • Nord Est 16,4%

che, come dicevo, non sono molto sono dissimili dal livello europeo. Ad esempio qui (un grafico a caso, mi scuso, per questioni di tempo) 17% UK, 14 % Austria, 11% Belgio.

scusa Ruggeri, ma che è tanto per scrivere? Citi lo stesso documento che ho utilizzato sull'evasione iva. Il confronto è stato fatto per Francia e Germania perchè come dice Lusiani sono confrontabili per dimensione e sviluppo economico con l'Italia. Per gli altri paesi si possono fare tutti i confronti che si vuole, che tanto uno che serve lo scopo retorico si trova sempre. In ogni caso, tutti sanno (almeno quelli in-the-know) che UK in materia di evasione iva è un outlier, la spiegazione sta nel fatto che molte truffe iva a livello europeo si concentrano in UK perchè lì è facile costituire società per emettere fatture di comodo e chiudere dopo aver incassato i rimborsi iva sulle esportazioni.

Lovecchio caro, ho già scritto scusandomi di aver preso il primo grafico trovato.

L'ho postato perchè ricordo che, in altre discussioni, ne erano stati postati di più precisi ma con risultati non dissimili (almeno per l'europa centrale), relativi all'evasione dell'imponibile.

Il confronto è stato fatto per Francia e Germania perchè come dice Lusiani sono confrontabili per dimensione e sviluppo economico con l'Italia

E Lombardia e Piemonte lo sono rispetto Austria o Belgio. Sbaglio?

Altrimenti to be fair bisognerebbe confrontare l'evasione bavarese con quella Lombarda e l'evasione della Turingia con quella calabra

Per gli altri paesi si possono fare tutti i confronti che si vuole, che tanto uno che serve lo scopo retorico si trova sempre

Cioè valgono solo i dati di Germania e Francia ? Allora di cosa discutiamo?

Io non sto cercando nessuno "scopo retorico" ma di capire se quello che la mia esperienza mi suggerisce è supportato anche dai numeri.

PS non capisco nemmeno perchè siate tutti così acidi sull'argomento, se si dimostra che i polentoni/terroni pagano di più/meno di tasse si vince forse qualcosa?

Lovecchio

vediamo se alcuni dati aiutano anche te ...:

  TOTALE GENERALE ARTIGIANI
LOMBARDIA % su abitanti EMILIA R % su abitanti CAMPANIA % su abitanti SICILIA % su abitanti
AZIENDE          82.935            43.431          20.022       24.363  
DIPENDENTI        301.080 3,02%        167.112 3,76%        53.540 0,92%     71.452 1,42%

 

 sono certo che, nonostante la mia pessima grafica da copiaincolla, la vostra (tua, di Lusiani, ecc.)competenza matematico-statistica e, ovviamente, fiscale, non mancheranno di supportarvi nella lettura e forse nel cogliere la castronerie dette sulla distribuzione e i relativi pesi.

Come vedi la realtà è un pò diversa da come la immagini tu (e anche quello dello studio - vecchiotto... - sull'IRAP) e rinvia a problematiche sul peso, nell'economia nazionale, delle micro imprese artigiane DEL NORD, sull'evasione a loro carico e sulle conseguenze per molta, molta gente che lavora, se il giochetto (lavoro, produco, fatturo il 30-50% e il resto nel mucchio) dovesse rompersi.

Quando parlate di tassi di evasione del 10% a Milano, stimati e comparati con la giungla palermitana e arrivate, frettolosamente a liquidare le obiezioni  credo ci sia la possibilità che non abbiate ancora capito il problema di cui parlo. Non ha importanza, non lo ha per il "manifatturiero" artigiano (altro che servizi... delirate...) che regge - NEL NORD ITALIA - una quota di economia reale, appoggiata sull'evasione, che vi sfugge o, semplicemente, non conoscete.

P.S. Se vuoi posso provare a spiegarvi perchè, oltre a non essere paragonabili le micro del sud con il nord e parte del centro (Marche e poca Toscana) come quantità non lo sono, assolutamente, come giro d'affari, export, evaso. ecc.

  LOMBARDIA EMILIA R CAMPANIA SICILIA
ODONTOTECNICI
AZIENDE               968           383              123       147
DIPENDENTI            2.015        1.095              235       374
PARRUCCHIERI
AZIENDE            7.462        3.824            2.110    2.084
DIPENDENTI          15.332        7.754            3.714    3.974
CARROZZERIE/RIPARAZIONI
AZIENDE            1.730           838              430       611
DIPENDENTI            5.450        2.923              864    1.513

via linkiesta

 

"A Milano, secondo fonti del Corriere, la metà dei cittadini (415 mila su un milone di contribuenti) ha denunciato nel 2009 meno di 10 mila euro l'anno mentre quelli sopra i 150 mila euro sono solo l'1,34%. Manco un bambino di 2 anni può crederci e peccato che la famiglia media milanese spenda 3 mila euro al mese. Nell'esplosione di cricche e caste di cui è ora composto il Paese, si celebra così anche il funerale della cosidetta società civile (di cui peraltro in molti da tempo ne dubitavano l'esistenza)?"

 

Questa  è la n volta che un thread sull'evasione fiscale sfocia nella stucchevole polemica nord sud.

Stucchevole perchè non porta a nulla, perchè per quanti studi e articoli si citino e postino, non si cambierà idea, anzi dogma di base, e perchè un continente intero ha bisogno d'iniziare a pensare come insieme di entità indissolubilmente legate tra loro, per cui se affonda uno affondano tutti, figurarsi un paese mal messo come il nostro.

 

Pistolotto finito, buona continuazione.

Perfettamente d'accordo sull'evidenza generale e sull'inutilità di "partigianerie territoriali" in merito.

La questione riguarda tutti, piccoli imprenditori e varie "autonomie lavorative" da un lato, lasciate a sè stesse e spesso massacrate di imposte-tasse-bla-blà (pur di non intaccare il vero problema) e il comune cittadino che truffa l'assicurazione a Napoli come AD AOSTA, e mille altri esempi di incapacità di  "pensare come insieme di entità indissolubilmente legate tra loro". e condannate a finire nel buco insieme al resto.. 

un continente intero ha bisogno d'iniziare a pensare come insieme di entità indissolubilmente legate tra loro, per cui se affonda uno affondano tutti, figurarsi un paese mal messo come il nostro.

Scusa ma ti sembra possibile oggi? Le polemiche saranno pure stucchevoli ma si riferiscono a entità che sono considerate dalle altre una palla al piede. Lo sono o no? Potranno o no cessare di esserlo?

quadretto esplicativo via Wpost

 

eh ma senza sud staremmo meglio. ok, per referenze domandare Grecia.

Scusa Marco, io posso essere d'accordo che certe polemiche Nord-Sud possano essere stucchevoli o magari essere degenerate, ma tu stai proponendo un:

"chi ha avut ha avut ha avut" solo che invece di "scordammoce o' passat" concludi con "continuam accussi che te fott, pensa a salute"

Se effettivamente ci sono disparità nella raccolta fiscale, queste vanno sistemate perchè fanno danno al paese. Questo è valido sempre, a prescindere dalle crisi, anzi in tempi di crisi diventa più importante risolverle...non meno

PS

Campani di nfA perdonatemi la grafia!!

dove avrei scritto che le distorsioni fiscali non vanno eliminate?

dal mio personale punto di vista tutti i trasferimenti al sud in quanto tale, andrebbero semplicemente cancellati con un tratto di penna. Questo sarebbe il più grande aiuto che si possa dare al mezzogiorno, perchè seduta stante "ammazzerebbe" tutti i ras e capetti che campano di questo e quindi non hanno alcun interesse affinchè il sud si sviluppi.

Il giochino via WP serve a mostrare quanto oramai siamo connessi e quanto sia illusorio pensare di salvarsi lasciando affondare qualcun'altro, che è il concetto di base di queste diatribe.

Quando si discuteva della tremontata della banca del sud, una delle obiezioni era che il sud non aveva un problema di raccolta, ma di impieghi che vanno in grande parte verso il nord. che effetti avrebbe una ipotetica UCG di un sud separato dall'Italia che fallisse? appunto Grecia.

Ammetto che avevo frainteso il senso dei tuoi interventi.

quanto sia illusorio pensare di salvarsi lasciando affondare qualcun'altro, che è il concetto di base di queste diatribe

Non il mio, solo ci tengo a puntualizzare chè mi secca come ultimamente (penso per dare addosso alla Lega) si dipinga tutta la situazione come se il Nord avesse o addirittura fosse causa dei problemi: l'evasione è maggiore al Nord, la criminalità organizzata è al Nord, i rifiuti di Napoli sono colpa delle industrie del Nord. Non che i problemi indicati non ci siano ma l'enfasi e la distorsione con la quale sono presentati mi irritano.

PS per inciso aneddoticamente ho visto anche il contrario in passato: problemi presenti anche al Nord enfatizzati come se esistessero solo al Sud, evidentemente la Lega andava più forte ai tempi :-)

 

 

tutti i trasferimenti al sud in quanto tale, andrebbero semplicemente cancellati con un tratto di penna. Questo sarebbe il più grande aiuto che si possa dare al mezzogiorno,

Be' ti pare poco? Neppure un nordista non del tutto delirante (io per esempio) arriverebbe a tanto.

Quindi, magari, i trasferimenti andrebbero rimodellati e ridotti piuttosto che cancellati.

Tuttavia, temo che la polemica da stucchevole diventerebbe incandescente e che il Sud affonderà comunque, insieme con il Nord.

evidentemente sono più leghista dei leghisti :)

Palermo

A Palermo qualsiasi dato sarà influenzato dal fatto che metà della città si rifiuta di pagare la TARSU.

Tra gli altri il 30% dei commercialisti:

http://palermo-24h.com/guida/category/palermo/il-comune-scopre-i-commercialisti-evasori-su-1-500-studi-570-non-pagavano-la-tarsu/

E possibilmente il 100% degli avvocati:

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/09/10/news/tarsu_gli_avvocati_nel_mirino_l_ordine_insorge_non_pagate-21462779/

La ragione di questo sciopero fiscale è comunque abbastanza visiva:

La ragione di fondo è comunque sempre quella, l'utilizzo da parte della politica della gestione rifiuti per mediare privilegi in cambio di voti, a spese prima dei servizi e delle controprestazione dovute, e poi ovviamente dei contribuenti di altre zone (parliamo di cifre a 8 zeri più volte inviate da Roma), i quali però se il sistema fosse più equo, probabilmente pagherebbero anche di più, almeno inizialmente (da cui il via libera agli assegni da parte della seconda B della ditta B&B).

La cosa tristissima è che a poche decine di chilometri da Palermo ci sono città pulite come paesini svizzeri (Erice) o quasi (Trapani), che magari hanno pure i bilanci a posto (a Trapani hanno oltre 30 milioni di Euro di attivo in bilancio).

Non volevo entrare nei casi specifici. Mi limitavo a riportare i dati. Non ho niente nemmeno con Reggio che ho citato sopra.

Questo, dicono tutti (pubblicamente e mai contestati, nè qui nè a Bruxelles)

Dicono al bar, oppure scrivono, studiano, analizzano? Potrei vedere cosa scriverebbero, analizzerebbero, studierebbero in Europa sull'evasione fiscale italiana? Io ho messo per le mie note in un sito web pubblicamente disponibile.

 

Scusa Alberto ma ci fai o ci sei?

Io ti capisco se la limiti alla polemica pre-giudiziale; non mi piace, lo trovo stupido, ma lo capisco.

Ma se vuoi far passare tutti gli altri per coglioni che, oltretutto, sono inconsapevoli di leggere giornali corrotti, report ministeriali scritti da incompetenti, e in balia della grassa ignoranza su cui Ministeri, Istituzioni, Centri di Ricerca, campano allegramente, beh... forse è troppo, chè dici?

Non c'è nessuno che scrive, pubblicamente, che il nord non evade, che il sud è l'unico che lo fa, che l'evasione italiana è "poco più" di quella degli altri Paesi europei, NESSUNO scrive queste cose pubblicamente. Neanche al bar, ti assicuro, a meno di non cercare la solidarietà del barista (inteso come proprietario del bar) insieme a quello che ha appena trufato l'assicurazione con l'amico carrozziere...

1) in Italia ci sono troppe tasse e vanno ridotte

Giusto un appunto: nella RI non ci sono troppe tasse, anzi, forse nella RI ce ne sono troppo poche, di tasse. Nella RI, ci sono invece tante, troppe imposte, una marea di imposte, e come non bastasse, ce ne sono altre nascoste dentro i contributi, e non mi meraviglierei se ce ne fossero altre nascoste dentro alle tasse stesse.

La tassa non è un male assoluto, anzi, specialmente quando richiesta a livello più vicino possibile a chi deve goderne le controprestazioni, è certamente il tipo di tributo preferibile. L'imposta invece è uno strumento che degenera molto facilmente, e spesso è anche molto difficile da far comprendere e digerire.

La forma mentis della classe politica e dirigente italiana è tale, che perfino a livello locale, quando gli tocca imporre tributi, impongono imposte (ICI, IMU, ILOR, IRAP, IPT e via impostando), non tasse.

Sono molto d'accordo (e mi scuso per l'imprecisione) rimane il particolare che, spostandoci verso tassazioni indirette, legate ai consumi e alle attività (detraibili) ecc, verrà a modificarsi parecchio tutta l'architettura dei nostri consumi (e della attuale qualità della vita..).

La brutta catena che fa lavorare un esercente sottraendo allegramente imponibile, come chi lo rifornisce e spesso chi cena nel suo ristorante, di fatto consente però di mantenere in circolazione del denaro (in nero, in "neretto", ecc.) con cui migliaia di cittadini milanesi, romani e palermitani vanno in pizzeria e ristorante molto più spesso dei londinesi, parigini o madrileni; comperano filetto e vino buono in proporzioni che la classe media e bassa londinese (ecc. ) si sogna.

A Londra ti vai ad ubriacare al venerdì e sabato (non tutti..) sera; al pub, il mercoledì sera se la sognano la doppia fila in strada di via Merulana a Roma e tutto ciò, piano piano si livellerà...

1) in Italia ci sono troppe tasse e vanno ridotte

Giusto un appunto: nella RI non ci sono troppe tasse, anzi, forse nella RI ce ne sono troppo poche, di tasse.

Stai usando una definizione inconsueta di "troppe tasse".  Io uso la def. consueta che significa "pressione fiscale eccessiva". In termini di tasse riscosse siamo terzi in Europa e forse nel mondo.

Lusiani raconta della strumentalizzazione mediatica (contro il Nord?) dell'evasione fiscale e dell'uso disinvolto di numeri e percentuali che, almeno a me,  non è chiaro cosa dovrebbe coprire (forse la stupidità/ignoranza dei giornalisti) o distorcere.

Rispetto all'evasione per aree territoriali, che il ricco nord evada (con qualunque tipo di conteggio) più del centro e del sud a me pare evidente e figlio di considerazioni come:

  • l'enorme differenziale di attività (numero imprenditori, ricchezza prodotta, numero dipendenti, ecc.) commerciali, produttive, di servizio fra le aree in questione;
  • la concentrazione al sud (e in parte al centro) di attività agricole in cui il primato sull'evasione (in realtà sul lavoro illegale-sommerso) si ribalta per la fortissima presenza di immigrazione clandestina nei campi e di italiane/i nei piccoli laboratori artigiani (che comunque sono una frazione di quelli che operano al nord e al centro con manodopera legale - pagata in nero solo in piccola misura - e il cui fatturato invece "sfugge" all'erario in misura ovviamente maggiore che al sud)

Il vero, drammatico problema che brucia sotto quelle che diventeranno ceneri delle migliaia di aziendine micro (da 1 a 5 dipendenti) artigiane e di commercio è quello dell'indotto:

  • mentre al sud, (drammaticamente) il lavoro in nero prevale e la sua emersione sarà il risultato di nuove politiche contrattuali, imprenditoriali e sociali che, visti gli "sprechi-welfare" attuali, dovrebbero avere comunque margini di attuazione nei prossimi quindici anni (sempre ammesso che si riesca a rinnovare politica e isitituzioni relative);
  • al nord e in parte del centro, fra la trasparenza bancaria e l'incrocio di banche dati su consumi, immobili e patrimoni, quelle micro aziende che oggi reggono al 50% (qualcuno dice 70%..) perchè eliminano una corrispondente quota di fatturato dalla dichiarazione fiscale, non potranno più farlo, punto.

Ci sono 6-700.000 lavoratori (al netto degli artigiani e familiari coinvolti) che, semplicemente, rimarranno in strada quando i loro datori di lavoro dovessero risalire di due, tre scaglioni IRPEF per essere minimamente in regola con quel giro di affari che invece oggi gli consente di pagare stipendi superiori ai loro profitti e comperare quattro, cinque appartamenti, ecc..

Lusiani, giustamente, mi chiede le fonti delle mie riflessioni e sostiene che il Sud è molto meno vessato dal fisco di quanto non tocchi in sorte ai lavoratori autonomi e agli imprenditori del nord. Ha perfettamente ragione ma non sposta di un millimetro la realtà del fenomeno e la sua ovvia concentrazione dove si produce la ricchezza di questo Paese.

Al sud, con un costo (e una qualità) della vita inferiore, oltre alle migliaia di altri difetti e storture, gli unici che obiettivamente "stanno meglio" sono l'enorme quota di dipendenti pubblici e quelli che fra un pizzo e l'altro, si ritagliano attività e connessioni con il mondo della PA. Sono sicuramente meno "vittime" di come spesso vengono rappresentati... esattamente come tanti siur Brambilla qualche centinaia di km a nord.

Quindi tutta la discussione mi sembra francamente inutile.

Non si confrontano pere con francobolli.

Onta al corriere che chiappa una tabella qualunque di un documento e la fa diventare una verita' di sintesi.

 

Cosa c'è di inutile nell'elencare le attività le cui dichiarazioni sono palesemente lontane da qualunque razionale, coerente, verità fiscale e mostrare lo spazio che occupano nel totale delle dichiarazioni.

Quali pere e quali francobolli, cortesemente?

O si vuole sostenere che siccome le dichiarazioni in questione sono formalmente corrette, la sottrazione del fatturato dovrebbe essere impedita ma non lo è, quindi tutto va bene signoralamarchesa.

Senza contare che "noi" si paga già un'enormità di tasse...

Vuol dire che desumere un trend generale da una singola imposta non e' fattibile.

IRE sono i redditi delle persone fisiche.

Se si vuole parlare di trend generali bisognerebbe assiemare almeno le altre macro imposte.

In questo senso l'articolo di AL è più completo.

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