Economisti: che Style!

29 febbraio 2008 fausto panunzi
Non avrei mai creduto che gli economisti potessero diventare trendy

L'inserto Style del Corriere della Sera non è il mio tipo di lettura, lo ammetto. Di solito appena prendo il giornale fuori dalla porta il venerdì lo metto tra i giornali vecchi. E così ho fatto anche stamattina, prima di andare in palestra. Ma per fortuna c'è mia moglie che è più attenta di me. Tornato, vedo sul tavolo una rivista patinata con una foto di qualcuno che mi sembra di conoscere. E' Daron Acemoglu. Giro pagina e vedo Luigi Zingales. E poi Susan Athey, Sendhil Mullainathan e Philip Lane. Con Eric Maskin in copertina che ci spiega di vivere nella casa di Einstein, preparare piatti orientali e produrre idee per essere felici. Altro che "scienza triste"! Gli economisti sono diventati trendy.

55 commenti (espandi tutti)

ho notato! Zingales tra l'altro nella foto è un figurino! Con la camcia (?) orientaleggiante!

E il quadro dietro!

Per caso avete visto anche questo?

L'Espresso
28 febbraio 2008
Geronzi deve dimettersi
La regola sulla impresentabilità dei politici condannati va applicata anche ai banchieri
Luigi Zingales

"io chiedo formalmente al presidente della Confindustria Montezemolo, che tanto ha fatto per migliorare l'immagine del nostro Paese, di prendere pubblicamente posizione contro il permanere di un condannato per bancarotta alla presidenza di una delle principali banche di questo Paese. Chiedo inoltre a tutti quelli che operano nel mondo della finanza e dell'impresa, e che soffrono per il danno di immagine che questa situazione comporta, di prendere posizione pubblicamente nei commenti qui sotto"

Finora ho letto solo 5 commenti anonimi. Sarà che in Italia ci hanno abituati ad appelli di altro genere (e ne aveva parlato persino l'Economist):

Il Sole 24 Ore
17 aprile 1997
LETTERA DI 45 IMPRENDITORI
Dai "big" dell'economia solidarieta' a Romiti

Alcuni esponenti del mondo industriale e finanziario, tra i quali Enrico Cuccia, hanno inviato a Cesare Romiti un attestato di solidarieta' che conferma le dichiarazioni di Confindustria e di molti imprenditori a proposito della sentenza del Tribunale di Torino che ha gia' fatto e fara' discutere anche giuristi e politici. Ieri solidarieta' e' stata espressa anche da 5mila dirigenti e quadri riuniti al Lingotto.
Le decisioni del Tribunale di Torino fanno prevedere un seguito certamente non breve all'iter giudiziario gia' da quattro anni in corso a carico di taluni tra i massimi esponenti del maggior gruppo
industriale privato del nostro Paese. Queste decisioni ripropongono per l'ennesima volta il problema dei rapporti tra imprenditoria e politica, rapporti che sono tanto piu' inevitabili quanto maggiori sono le dimensioni delle imprese coinvolte, e debbono essere esposti costantemente a scrutinio per accertarne l'assoluta asetticita'. In pari tempo non si possono perdere di vista le mutate dimensioni delle maggiori aziende e la complessita' crescente delle strutture gestionali per cui in altri Paesi - cominciando dagli Stati Uniti - vale il principio di escludere dal perimetro delle responsabilita' operative i fatti che abbiano una rilevanza assolutamente marginale rispetto alle dimensioni dei conti delle imprese, quasi a ripetere il vecchio adagio: "de minimis non curat praetor".

[ndr.: questo presunto "principio" delle soglie, detto anche della "modica quantità", rispolverato in Italia nel 2002, in occasione delle modifiche alla legge sul falso in bilancio, é stato però smentito dalla SEC ]

La magistratura italiana ritiene opportuno di seguire criteri rigoristici, anche se essi possono portare a riflessi negativi, essi si' sproporzionati all'importanza dei fatti sulla vita delle imprese e sulla serenita' della loro conduzione. I sottoscritti, che sanno l'impegno personale, la dirittura morale e l'ortodossia di comportamento che hanno sempre caratterizzato l'attivita' di Cesare Romiti, vogliono in questa
occasione esprimergli tutta la loro stima e la loro piena solidarieta', convinti che le sue doti personali e di carattere gli consentiranno di portare avanti il proprio lavoro, dando a questo episodio il peso che esso effettivamente merita.
Piero Antinori, Tito Bastianello, Ugo Beretta, Antoine Bernheim, Roberto Bertazzoni, Enrico Bondi, Silvano Boroli, Mario Carraro, Giancarlo Cerutti, Francesco Cingano, Paolo Clerici, Giuseppe Codrino, Gaetano Cortesi, Umberto Cravetto, Enrico Cuccia, Antonio D'Amico, Diego Della Valle, Ennio Doris, Alberto Folonari, Peppino Fumagalli, Roberto Gavazzi, Giuseppe Gazzoni, Gianfranco Gutty, Luigi Lucchini, Achille Maramotti, Vincenzo Maranghi, Filippo Marazzi, Alfio Marchini, Vittorio Merloni, Majani Mezzadri, Romano Minozzi, Leonardo Mondadori, Letizia Moratti, Giannola Nonino, Umberto Nordio, Sergio Orlandi, Alberto Pecci, Sergio Pininfarina, Antonio Ratti, Marida Recchi, Walter Ricchetti, Andrea Riffeser Monti, Lucio Rondelli, Gianmario Rossignolo, Gianfranco Zoppas.

Il Sole 24 Ore
17 aprile 1997
Altre lettere di imprenditori
Il Pm replica: "Applicato il diritto"
Caso Romiti, messaggi di solidarieta'

ROMA - Ha suscitato molti commenti la lettera pubblicata ieri dal Sole-24 Ore, nella quale alcuni fra i massimi esponenti del mondo industriale e finanziario italiano hanno espresso la loro solidarieta' al presidente della Fiat, Cesare Romiti, condannato a un anno e mezzo di carcere dal Tribunale di Torino con le accuse di falso in bilancio, finanziamento illecito ai partiti e frode fiscale. Al documento, firmato fra gli altri da Enrico Cuccia e dai tre ex presidenti di Confindustria Luigi Lucchini, Vittorio Merloni e Sergio Pininfarina (ai quali va aggiunto il nome di Aldo Braghetti Peretti, omesso ieri per errore) ha replicato in un'intervista a un'emittente privata radiofonica milanese il Pm di Torino Marcello Maddalena. "Noi abbiamo applicato la legge - ha sostenuto il magistrato -, abbiamo dato una nostra interpretazione e il giudice ci ha dato ragione. Se trovano che questo non va bene, cambino la legge. Noi non possiamo fare altro che applicarla". A Romiti era giunta anche la solidarieta' dei cinquemila dirigenti della Fiat, che hanno organizzato mercoledi' pomeriggio un'assemblea straordinaria al Lingotto. Secondo Innocenzo Cipolletta, direttore generale di Confindustria, questa manifestazione "testimonia l'attaccamento nei confronti di una persona che e' riuscita a portare avanti la piu' grande azienda italiana: e' un atto di stima dovuto e importante". Al Sole-24 Ore sono arrivate ieri altre testimonianze di adesione alla lettera degli imprenditori. Questi i nomi dei firmatari: Carlo Alecci, Giuseppina Arduino, Rocco Basile, Gianfranco Bellezza, Alberto Beretta, Sergio Cassano, Giancarlo Cavalli, Walter Ceresa, Francesco Cimminelli, Paolo Ferro, Carlo Alberto Jura, L. Lauciello, Mario Magnetto, Pietro Marocco, Severino Mennella, Davide de Bernardo, Giuseppe Minardi, Paolo Molinar, Gerolamo Orecchia, Giovanni Ozello, Domenico Pavia, Pietro Passone, Alessandro Pellion di Persano, Damiano Russo, Roberto Stola, Luigi Tessera, Giorgio Vuillermoz.

Ma Francesco Cimminelli è il nostro (del Toro) ex-presidente? Quello cha ha fatto fallire il Toro tre anni fa? Quello che voleva vendere i nostri trofei? Spero sia un omonimo (ma non lo credo).

Romiti? Cesare Romiti? Non ha la sua ditta qualcosa a che fare con il problema dell'immondizia della Campania? O mi sbaglio?

Dicci, dicci, dicci sandroft, che io almeno questa non la conosceva. Il nostro grande imprenditore, super manager, capitalista doc, in quale altro pastrocchio sussidiatosenonpeggio sta facendo i soldi ora?

Non leggete i giornali italiani? Il grande pastrocchio dell'immondizia parte da un enorme appalto per la costruzione degli inceneritori moderni (detti pudicamente termovalorizzatori) vinto dalla ditta della famiglia Romiti sulla base di ribassi che non tenevano conto delle obiettive condizioni su cui bisognava lavorare (mi sembra in termini di raccolta differenziata). Ma ci sarà pur qualcuno in grado di soddisfare meglio la vostra curiosità.

Sono IMPRESSIONATO! Questo non è un blog di sderenati, ma un centro studi! Ho posto la richiesta alle 23:04 di una domenica sera, e meno di 40 minuti dopo la documentazione era on line!

Interessante questo capitalismo di stato italiano. Come apprendiamo dalle notizie che Wikipedia ci offre sul padre

Dopo l'uscita dalla Fiat fonda la società finanziaria Gemina che controlla Rcs, di cui è presidente dal 1998 al 2004 e la società di costruzioni e ingegneria Impregilo, ne manterrà il controllo sino all'anno 2005 e la presidenza sino al 2006. [...] Nel 2007 avviene l'uscita della famiglia Romiti dall'azionariato di Impregilo.

Solite storielle d'imprenditoria di stato, inefficienza e corruzione sostenute dalle tasse degli altri.

Intanto, il PD candida Massimo Calearo al parlamento, e nessuno si preoccupa che questa scelta possa generare, in un prossimo futuro, rilevanti conflitti d'interesse viste le attività imprenditoriali in cui il soggetto in questione è impegnato. Vediamo se, almeno, si dimette da Federmeccanica. Dopo il figlio del finanziere di fiducia di D'Alema, ora va in lista il presidente di un sindacato di imprenditori. È il nuovo che avanza.

Non so se avete una vaga idea del vespaio che sta suscitando la candidatura di Calearo all'interno del sistema delle piccole imprese di Confindustria, sebbene nessuno che non sia vissuto su Marte negli ultimi anni si possa stupire.

I commenti sono, a dir poco, roventi e sferzanti gli apprezzamenti per il personaggio: il più tenero approva la decisione perché ..... così non sarà mai vicepresidente della Marcegaglia e si dovrà dimettere da Federmeccanica ...

beh, meglio per noi aspiranti tali. :)

Talmente trendy che mettono capolista una laureata in scienze politiche, spacciandola per "giovane economista"...

www.theye.it

Della dott.ssa Madia abbiamo già abbondantemente parlato in altri post. In effetti lei sta facendo un PhD in Economia. Ma il punto resta. Spesso si vedono in televisione improbabili personaggi definiti come "economisti". Mi ricordo che alcuni anni fa Gianni Mura su Repubblica si lamentava del fatto che ormai tutti si autodefinissero giornalisti. E diceva: "Avanti, c'è posto per tutti. Ma almeno non spingete". Credo che gli economisti possano fare propria l'esortazione di Gianni Mura.

No, effettivamente non è un problema di titolo. La mia voleva essere una provocazione.

Molti professori ed economisti di rispetto hanno avuto curriculum universitari diversi, per poi passare all'economia, molto meglio di chi l'ha studiata in un corso universitario di 4 anni in cui si fa tutto e niente.

Il problema è di scelta, si parla di meritocrazia, ma qui mi pare si continua con la cooptazione.


Vedete questi ragazzi che bella iniziativa (una lettera-blog) hanno fatto in merito: http://youth4pd.ilcannocchiale.it/

 

 

In un mondo perfetto, sottoscriverei in pieno il documento che proponi. L'idea di fondo è condivisibile; inoltre, capisco bene quanto possa essere importante il ricevere stimoli e gratificazioni "serie" quando ci si impegna in un progetto politico "di base".

Nel nostro mondo, ben lontano da soluzioni di first best, il tutto mi sembra assai più problematico.

In sunto, e credo di averlo già scritto, nell'Italia di oggi vedo POCHISSIMI mezzi di selezione che possano sostituirsi ad una trasparente cooptazione, col corollario della responsabilità personale e politica delle proprie scelte (anche questo un ideale a cui tendere, per ora). Non ci si può fidare dell'industria, non ci si può fidare dell'accademia. Men che meno ci si può fidare di iniziative di "lotta ed organizzazione del consenso", i cui risultati sono spesso a dir poco assai opachi e non misurabili, e che molto raramente raggiungono dimensioni rilevanti, proiettandosi così sulla scena nazionale (parlo di cose un po' più concrete di qualche pagina di blog e 2 titoli di giornale). Se questo deve essere, secondo te, il modo per scegliere i PARLAMENTARI ITALIANI siamo freschi.

Insomma:

1) le elezioni NON sono e NON debbono essere un concorso per titoli ed esami, né l'occasione per distribuire contentini.

2) l'unico mezzo serio di selezione della classe politica passa per la formazione di strutture di partito solide e trasparenti e con buone antenne nella società, nei comuni. Questo permetterebbe anche di cooptare (sì, cooptare) i promotori di iniziative valide, per metterli alla prova nelle prime tappe del cursus honorum politico. Chiedere di più è correr troppo...

La Sig.ra Madia, con o senza PhD ha un compito centrale nella strategia del partito democratico. Essendo essa un'impiegata della RAI deve difendere gli interessi della mafia di Petroni e Petruccioli.

Se si fregia o fregiera' del titolo di economista indica il prestigio della professione, sarei stupefatto se un economista liberale dovesse anche suggerire che "economista" sia un termine DOC, come notaio secondo l'ordine dei notai, medico secondo l'ordine die medici, e architetto secondo l'ordine degli architetti.

Non sto a scrivere cosa pensa il sottoscritto su alcuni figuri che si aggirano sulla stampa fregiantesi del titolo di filosofo (di buono ci sta che i filosofi hanno la passione di affermare che, con poco sforzo, si puo' capire tutto quel che ci sta da capire della filosofia da profani. Il sottoscritto e' del parere opposto.)

Ovviamente no, palma. Infatti faccio mia l'esortazione di Gianni Mura e dico che c'è posto per tutti.

Non concordo affatto. Naturalmente sono contrario agli ordini professionali, siano essi per avvocati o per economisti. Pero' noto che nessuno definirebbe "economista" la signorina in Amerika, ma nemmeno in Francia, ne' in Inghilterra. E quindi mi lamento del mio paese e considero questa evidenza della mancanza di rispetto per il merito. Il fatto che avvenga con gli economisti (e i filosofi, apprendo) frequentemente mi par dovuto al fatto che noi non abbiamo un ordine professionale. Se uno studente di legge si definisse magistrato sulla stampa, i giornali sarebbero inondati dalle lettere e i tribunali dalle denunce.

Come sempre, liberismo e' bello se vale per tutti, se tu sei l'unico p... che fa l'anima bella.... 

se uno studente di legge si dichiara "magistrato" dice il falso. e in base al contesto in cui lo ha dichiarato, potrebbe essere perfino condonnato.

non è grave, invece, che uno studente di economia si definisca economista. è il bello della professione di economista. non ci sono tanti (troppi) aspetti burocratici esterni. molti possono esserlo. ma poi c'è differenza tra l'economista Bisin e l'economista Madia. diciamo che gli economisti rappresentano un gruppo sociale più meritocratico dei magistrati e degli avvocati. mi piacerebbe che restasse così.

sulla candidatura Madia provo invece lo sdegno più assoluto. sentire VW che si vanta della sua scelta innovativa di una giovane sconosciuta economista scelta per merito mi fa venire il voltastomaco. VW ha scelto chi pareva a lui. si dice: ha tutto il diritto di scegliere una persona per sostenere la propria linea politica. peccato che quella linea politica non si è confrontata con niente. era del tipo: prendere o lasciare. e lo era perché indipendentemente da Letta e Bindi, anche quelle che hanno incoronato VW erano primarie "a la Putin"!

smetterò di essere disgustato solo il giorno in cui la linea politica di VW vincerà in un contesto davvero aperto e concorrenziale.

Consiglio una buona scorta di pillole anti-disgusto allora ...

Concordo con il disgusto. Mi faro' mandare le "happy pills" da Michele. Pero' sulla questione della auto-definizione, dire che

se uno studente di legge si dichiara "magistrato" dice il falso. e in
base al contesto in cui lo ha dichiarato, potrebbe essere perfino
condonnato.

e' vero perche' la professione di magistrato (come quella di avvocato, di notaio, di medico, etc) e' regolamentata per legge.

Ribadisco, Madia dicendosi economista fa la stessa cosa di uno studente di legge che si dice magistrato. Uno dei due casi e' regolamentato per legge, l'altro no. Nessuno dei due dovrebbe esserlo (beh, magari per il magistrato, si; diciamo avvocato che e' un esempio migliore). Entrambi i casi dovrebbero essere coperti di risate dalla stampa e dal pubblico. Se non succede, nel caso di Madia, e' perche' le professioni non codificate per legge sono ipso facto considerate non professioni. Per questo, sostengo: o tutte o nessuna. E naturalmente sto con "nessuna" (o quasi, in alcuni casi una certificazione puo' essere utile, ma la discussione ci porterebbe lontano, e non e' questo il caso degli avvocati ne' degli economisti).

A me darebbe fastidio vivere in un paese in cui la mia professione e' irrilevante perche' e' una delle poche in cui vige l'auto-definizione.

Poi ci sarebbe da entrare ancora piu' nel profondo della cultura del paese. Perche' che io sappia nemmeno i calciatori hanno un ordine, ma io che gioco (dovrei giocare) la domenica sera con gli amici, non potrei definirmi tale in Italia senza generare ilarita' generale. Magari un'altra volta provo a pensarci sul serio su queste cose.

Il tuo ultimo esempio è calzante. Se tu fossi al bar e ti chidessero: scusa che fai nella vita, e tu risponseddi calciatore, beh la domanda susseguente sarebbe naturale: e in che squadra giochi? Se ai più risultasse sconosciuta (tipo Casorezzo così faccio un pò di pubblicità al paesino che vide i miei natali) allora è naturale pure aspettarsi una domanda del tipo: in c* di serie gioca?

Fuor di metafora, applicatela al "caso" Madia, (che a quanto capisco è pure panchinara fissa) e tirate un pò voi i conti, io sinceramente non mi sento sminuito (sempre metaforicamente) se una squadra di brocchi non vince la Champions da molto tempo :) (e qui rischio il linciaggio)

 

non mi convince molto questo argomento. quanto da me sostenuto non implica la tua conclusione:

A me darebbe fastidio vivere in un paese in cui la mia professione e' irrilevante perche' e' una delle poche in cui vige l'auto-definizione.

secondo me gli economisti bravi non sono inascoltati in Italia perché non costituiscono un ordine definibile. ma solo perché quelli bravi dicono cose scomode. quelli meno bravi, invece, magari finiscono in Parlamento.

Entrambi i casi dovrebbero essere coperti di risate dalla stampa e dal pubblico. Se non succede, nel caso di Madia, e' perche' le professioni non codificate per legge sono ipso facto considerate non professioni

again: qual'è il vantaggio di essere considerati una "professione"? per me se uno è bravo è bravo. se uno va a Ballarò e argomenta le sue tesi come fate tu e Michele nei vostri post, io lo considero bravo anche se non è nemmeno laureato. che mi frega? i titoli contano relativamente. altrimenti c'è il rischio che i titoli divengano uno strumento di conservazione sociale come lo erano quelli nobiliari.

ripeto, sono abbastanza contento che la categoria degli economisti sia una delle poche in cui si usa distinguere tra economisti di prestigio e non di prestigio. in altre basta essere un avvocato, un professore universitario, un notaio, etcetera... mi piace questo flavor di meritocrazia: è vero, meritocrazia non riconosciuta istituzionalmente. ma non perché manca la casta: solo perché scomoda.

Secondo impegno: «Ritrovare il tempo delle idee e dell’amore, di
ascoltare gli altri e noi stessi». Un «elogio della lentezza» perché,
dice Madia, «solo nella lentezza escono le idee vincenti»

 

La citazione e' della sovramenzionata M. Madia. Come ella stessa dice manca di idee, deve pensarci e ci deve pensare lentamente. Quindi non infierite. Ci sta pensando.

Tale Sig. ra Madia Marianna tiene a comunicare come lei "cattolica praticante' (che deve essere un titolo come "praticante nello studio dell' Avv. Dr. Pr. Succhiobenelanellodelpontefice") si occupi della famiglia naturale (cosa e'?) in una acuta disanima, qui sotto riprodotta.

Naturalmente mi informa pure che lei ha il diritto, pena il "fallimento della politica", di decidere come io possa o debba morire.

Che dire? Purtroppo il ventre della madre di questa cricca clericofascista e' sempre pieno.

 

26 marzo 2008 L'intervista integrale alla capolista del Pd in Lazio<em> Il no all’aborto e all’eutanasia e il sì alla famiglia naturale di Marianna Madia<em> “L’aborto è il fallimento della politica, un fallimento etico, economico, sociale e culturale”<em>

Marianna
Madia, capolista nel Lazio per il Partito democratico alle prossime
elezioni, bella e bionda ventisettenne indossata da Walter Veltroni
come fiore all’occhiello dei volti nuovi che svecchieranno la politica
italiana, parla al Foglio di famiglia, aborto ed eutanasia con la
sicurezza (e anche un po’ il coraggio) di chi crede in quello che dice.
Dopo gli sfottò (anche di questo giornale) per la sua prima uscita
pubblica (“porterò la mia inesperienza in Parlamento) e dopo essersi
presentata due giorni fa alla stampa come “candidata della generazione
Erasmus”, approfondisce oggi uno dei temi principali della sua campagna
elettorale, il sostegno alla famiglia, partendo dalla radice: “L’aborto
è il fallimento della politica – dice –, un fallimento etico,
economico, sociale e culturale”. Madia è per la libera scelta della
donna, “ma sono certa che se si offrisse loro il giusto sostegno, le
donne sceglierebbero tutte per la vita”. Dice che ogni vita umana che
non nasce è un fallimento, per questo la politica deve fare in modo che
la scelta per la vita sia sempre possibile. “L’essere umano va tutelato
prima di tutto”, dice. Ma come creare questa nuova concezione
culturale? “Serve una convergenza di ideali, solo in un dibattito
aperto si può arrivare a condividere questa concezione per cui la vita
è vita dall’inizio alla fine”. Non si sente di sottoscrivere la
moratoria, “ma non perché non condivida le analisi di Giuliano Ferrara,
anzi: mi pare che quello che dice su questo tema vada proprio verso
quella ‘riumanizzazione della vita disumanizzata’ che ritengo
necessaria oggi. La richiesta di moratoria però non mi sembra
l’approccio giusto per affrontare un problema che comunque sento
anch’io come decisivo oggi”. Fino alla morte naturale… “Io sono
cattolica praticante, e credo che la vita la dà e la toglie Dio, noi
non abbiamo diritto di farlo. Certo è che anche per esperienza
personale mi sono resa conto di quanto sia sottile la linea di
demarcazione tra le cure a un malato terminale e l’accanimento
terapeutico nei suoi confronti. Quindi dico no all’eutanasia ma penso
che l’oltrepassamento di quella linea sottile vada giudicato – in certi
casi – da un’équipe di medici; comunque non dal diretto interessato o
dai suoi parenti”. Dunque un no all’aborto e all’eutanasia come
presupposto di un’idea di famiglia che per Marianna Madia deve essere
“lo strumento che ci proietta verso il futuro”. La capolista laziale
del Pd dice che “molte logiche di sviluppo della nostra società sono al
capolinea, vanno ridefinite”. Bisogna capire quali strumenti possano
garantire una “crescita qualitativa” duratura. “Un paese che non fa
figli non ha futuro. La famiglia è il presupposto per questa crescita”.
In effetti il tasso di natalità in Italia è tra i più bassi del mondo.
“Ecco perché la politica deve permettere di fare e crescere una
famiglia, meglio se numerosa. Le politiche sulla casa e di lotta al
precariato devono essere pensate in quest’ottica”. Sì, ma di quale
famiglia si sta parlando? “Personalmente quando parlo di famiglia, e
della sua relativa tutela, mi riferisco a quella che sta nella
costituzione”. Sì o no ai pacs, allora? “La libertà personale va
rispettata sempre, per cui se due persone decidono di assumere
pubblicamente diritti e doveri reciproci devono essere tutelate dalla
legge. Ma certo è che se si parla di famiglia io penso a un uomo e una
donna che si sposano e fanno dei figli. Scegliendo per la vita”. La
politica deve aiutarli. Innanzitutto con strumenti economici e sociali:
“Tra le nostre proposte c’è quella del ‘bonus bebè’ di 2.500 euro per
ogni figlio che nasce”. Dice che è necessario che ci sia sussidiarietà
tra i vari livelli di governo: “Non per forza deve essere lo stato a
intervenire: a Roma ad esempio grazie al comune il terzogenito di una
famiglia non paga la retta dell’asilo nido”. Occorre poi, prosegue
Marianna Madia, “facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia: una
donna deve poter lavorare non perché deve fare carriera, ma soprattutto
per potere mantenere il figlio e far crescere la famiglia. Per questo
serve maggiore flessibilità nel lavoro e meno precariato”. Parla poi di
strumenti culturali, di una “cultura della vita” che sia per davvero
“tutela della vita in tutte le sue fasi e condizioni”. Dal concepimento
alla morte naturale? “Sì, penso che l’operazione culturale debba
partire dalla tutela fin dal concepimento. Solo così nessuna donna, pur
potendolo fare, sceglierà di non abortire”. Per Madia “occorre
riumanizzare la vita disumanizzata”, e per farlo, dice, bisogna mettere
“l’individuo al centro”.

di Piero Vietti

anedotto

palma 3/3/2008 - 23:45

Quello che a giudizio di molti fu il migliore architetto in Italia nel 20mo secolo (Carlo Scarpa) fu processato per essersi detto architetto. Non fece mai esami di ammissione all'ordine degli architetti.

La sua difesa, alla corte, fu che Palladio non era iscritto. 

madie & como'

lorenzo 3/3/2008 - 23:48

La mia opinione è che, a parte il titolo (per radio24 è addirittura ricercatrice), il problema di Marianna - che secondo me legge nFA ed ha anche commentato un post - siano le agghiaccianti opinioni che ha espresso tra radio, rete (sito del PD) e interviste al Corriere!

Nella frenetica battaglia di chi è più dotato di stile, per il momento vincono i politici.

Consiglio a tutti la visione delle immagini di Sarubbi, candidato democratico, su excite.it

Non vi è dubbio alcuno che VW, che mente sapendo di mentolo, abbia una sopraffina visione estetica e, nell'atroce dilemma di quanti voti prenderà tra le monache di clausura di Camaldoli, abbia inserito il più bel cattolico in circolazione nella sua lista.

Donna

palma 4/3/2008 - 00:01

nel caso che vi sia sfuggito, consiglio la lettura della lista delle persone candidate dal partito democratico ( trentino alto adige). Ordine di lista per la camera dei deputati. Il numero 8 e' una donna. Essendo io amante degli animali, vorrei almeno in Lucania che venga candidata una giraffa, evidentemente il nome non e' interessante: VW chiamera' al telefono qualcuna delle sue collaboratrici.

Il documento e' impressionante e pubblicato da repubblica.it, in pdf

ma lo vedete anche da qui

 

 

http://www.corriere.it/politica/08_marzo_03/lista_camera_e12b92de-e969-11dc-9255-0003ba99c667.shtml

 

 

 

Palma, se ti accontenti in Sicilia al Senato candidano tal Garaffa. Non è proprio una giraffa, ma insomma ci siamo quasi...

Una curiosità. Se guardate le liste dei candidati al Senato pubblicate da Repubblica, vedrete lo scarabocchio a fianco dei primi 8 nomi nella regione Sicilia. Questi sono quelli che verranno eletti, i conti sono gli stessi che ho fatto io sulla base dei dati 2006. Sullo stesso punto, guardate il Piemonte. Ci sono solo 8 nomi, in una regione in cui ci sono 22 senatori e il premio di maggioranza è 13. Con i voti del 2006 il PD prenderebbe 7 senatori, quindi hanno voluto star un po' larghi. Ma la verità è che non si aspettano grossi cambiamenti e in particolare si aspettano di perdere il Piemonte, come successe nel 2006.

Una domanda a chi è più addentro di me: il Cusumano che appare in decima posizione in Sicilia, e quindi destinato alla non rielezione a meno di stravolgimenti, è lo stesso che si è beccato gli sputi in Parlamento per aver osato tradire Mastella? E, a proposito, avete visto che ha combinato oggi l'irato sputatore nonché fedelissimo mastelliano? Direi che a questo punto dovrebbe provare a sputare controvento...

Palma e Sandro, so che non vi lasciate portare facilmente dalle iperboli moraliste a cui invece mi lascio andare io, preferite l'ironia. Ma, a fronte di questa documentazione oggettiva di come funziona, su cosa vive e di cosa è fatto il "nuovo PD" di VW, non sarebbe il caso di far riflettere tanta illusa gioventù che va perdendo il proprio tempo dietro a questo pagliaccio, i suoi bravi e le sue groupies (per non usare altri termini)?

Non so dove abbiano trovato i giornali questa evidenza, non ho tempo per leggerli in questi giorni, ma dovrebbe far riflettere tutti quelli che pensano che il PD non sia l'antica DC, che VW ci stia "provando", che questo sia un nuovo modo di far politica, che VW voglia che i cittadini si riappropino della cosa pubblica e della sua gestione, e via sciorinando cretinate o illusioni (non vedo più la differenza). Gattopardo? Questo è un'intero zoo di camaleonti!

Non sarebbe il caso di evidenziare il tutto? Mi sembra la notizia dell'anno, almeno sul piano politico. Lasciarla marcire in due ciniche battute, tre con la mia, mi sembra uno spreco. I molti lettori che pensano il PD sia il nuovo che avanza dovrebbero, a fronte di questa evidenza, farci un pensierino. Come dovrebbero farci un pensierino, per esempio, le amiche di PariMerito: (lo dico con tristezza, non con ironia) visto dove finiscono, nelle mani dei funzionari di partito come VW, le richieste di emancipazione e parità?

Mi chiedo - solo perché amo la retorica moralistica, ovviamente - ma gli italiani di buona volontà si sveglieranno mai? Si renderanno mai conto della gigantesca presa per i fondelli a cui si sottopongono? Arriveranno mai a dire: ora basta, davvero basta!? Gente strana ... 

Un nome a caso (giuro, volevo controllare se era figlio o nipote del più vecchio e noto Vezio Crisafulli; non ho capito, ma credo di no) Vladimiro Crisafulli.

Perché il PD è il nuovo che avanza, gente integerrima, che con la mafia nulla a che fare, nulla di nulla.

P.S. Si', Sandro, il Cusumano in posizione sicura in Sicilia è Nuccio Cusumano, il transfuga sputato. Ce lo conferma il Corriere. Fra uomini d'onore i debiti si pagano e VW è un uomo d'onore.

No Michele, il buon Nuccio non è in posizione sicura, e la cosa mi stupisce un po'. La Sicilia ha 26 seggi, il premio di maggioranza è 15. Ho già spiegato in un altro commento che a mio avviso ci sono ben pochi dubbi che il premio di maggioranza andrà al PdL, a maggior ragione ora che si sono alleati con Lombardo. I restanti 11 seggi andranno 8-9 al PD e 2-3 all'UDC se l'UDC passa la soglia dell'8%, andranno tutti al PD altrimenti. Il PD è chiaramente convinto che prenderà 8 seggi, da qui lo scarabocchio sui primi 8 nomi a fianco della lista. Cusumano verrà eletto solo se l'UDC prende meno dell'8%. Quindi, Nuccio è stato pagato con monopoly money, al punto che mi chiedo se non sia candidato da qualche altra parte (Camera? Regione?) in posizione più sicura. Ma forse ci sta. Il voto di Cusumano alla fine non è servito a nulla, logico che venga ripagato con una candidatura che non serve a nulla.

Per inciso, il nome di Cusumano non l'ho trovato perché mi sono studiato attentamente tutti i nomi dei candidati PD: sapevo dove andare a cercare. Quando Cusumano si è dichiarato a favore del governo era scontato che lo facesse solo in cambio di qualcosa, quindi mi sono mentalmente appuntato il nome. Il caimano è più creativo quando offre ricompense, abbiamo visto sia donnine sia assegni in bianco. Il PD è old-fashioned (almeno finora), si limita a offrire candidature. Quindi il posto logico in cui guardare per vedere la ricompensa erano le liste elettorali, e siccome Cusumano è siciliano ci ho messo un secondo a trovarlo.

Visto che siamo in vena di predizioni ciniche, tenete d'occhio il PdL è in particolare le liste Senato di Sicilia e Campania. Volete scommettere che salta fuori il nome di Tommaso Barbato, lo sputatore folle? Per adesso godetevi questa chicca da una sua intervista al Corriere.

Corriere: È vero che sta trattando con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo?

Barbato: Piano. Io ho una dignità: non sto trattando, sto ragionando.

Già, lui non tratta, ragiona. Impareggiabile, assolutamente impareggiabile. 

Ed eccolo che arriva. Si chiude la presentazione delle liste e chi ti appare? Lo sputatore folle,  candidato per l'MpA in Campania. Vedi dove si arriva ragionando...

 

Crisafulli fa parte del consiglio di amministrazione di una università celeberrima: L'Università Kore di Enna, anche nota con la sigla UKE, è un'università pubblica non statale istituita con decreto ministeriale 284/2004 con la denominazione di Libera università non statale degli studi della Sicilia centrale Kore con sede in Enna. Ha sede nella Cittadella Universitaria di Enna Bassa, inaugurata nel 1998.

Vi posso solo invitare a usare i clicks e vedere che livello di conquista accademica, di risultato scientifico ha luogo in Enna Bassa. Confesso di non aver mai saputo che Enna dividasi in bassa e alta.

E' affatto evidente che le affermazioni di Boldrin ed altri sono affermazioni dettate da spirito di destra, contro gli interessi profondi del paese.

Veltroni ha gia' garantito che si schiera per la difesa di indagati, rinviati a giudizio, contro le pretese di una magistratura che insiste nell'applicare le leggi. Giustamente ha sottolineato che si occupera' della castrazione chimica dei pedofili e non delle organizzazioni criminali che sostengono la sua organizzazione. Come ripete da tempo: "si puo' fare."

 

Le promesse in merito sono consistenti con la difesa di A. Bassolino, rinviato a giudizio. Simile in spirito la promessa di evitare di avere un guardasigilli che si occupi dell'applicazione della legge.

Tale promessa venne fatta da tale Bettini, celebre per le sue "comparsate" su www.dagospia.com. La promessa è che, semmai "fusse che fusse" il partito democratico vincesse, non verrà mai fatto ministro Antonio di Pietro, che ha tutti i difetti, non usa il congiuntivo, va a caccia, ed è brutto. Come se non bastasse ha anche fatto il magistrato e propone di non ammettere in parlamento indagati, giudicati, sentenziati e così via. Gli anglosassoni hanno un modo di dire "just in case". A Venezia si usava "fatalità..." fatalità Crisafulli venga eletto non vorremmo davvero che arruffapopolo, maleducati e cialtroni come chi scrive du Nfa (vedasi le acute disanime del professor Magris) e peggio, di magistrati, tendano a metter in dubbio la volontà del popolo????

Tale Bettini, autore di un libro decisivo, -- non a caso titolato "A chiare lettere", edito da Ponte Sisto, che trovate presentato da filosofi, giornalisti, e senatori nel seguente link

A chiare lettere. Un carteggio con Pietro Ingrao e altri scritti<em> Milano, 4 febbraio 2008 - 17:58 » playlist, Invia a un amico, Stampa Presentazione del libro di Goffredo Bettini (Edizioni Ponte Sisto). Interventi<em>

  • Maria Latella<em>

  • Paolo Mieli<em>

  • Mario Tronti<em>

  • Pierluigi Bersani<em>

  • Goffredo Bettini<em>

Allora dev'essere Vladimiro detto Mirello Crisafulli, detto anche "CAPPEDDAZZO". Insomma questo qui (le notizie sono estratte da "I complici - Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" (Fazi Editore) di Peter Gomez e Lirio Abbate).

Hanno anche lanciato una petizione perché non venisse candidato: si é visto con quanto successo.

Invece non candidano Lumia: che vergogna! Vedi:

"Ma è l'esclusione di Giuseppe Lumia a fare più rumore. Il vicepresidente della commissione Antimafia non ha ottenuto la deroga. Adesso incassa la solidarietà piena della Confindustria siciliana, dei movimenti siciliani anticriminalità. Ma le sue considerazioni sono comunque amarissime. Come il liquore servito al Botteghino. "Legalità e sviluppo non sono presenti nelle liste siciliane del Pd - osserva Lumia - basta leggerle. Io vedo il nome di Crisafulli, per esempio. Insomma, la lotta alla mafia non è una priorità del Pd e il rinnovamento in Sicilia non esiste". Lumia spiega che la Sicilia è stata trattata come terra di conquista dai paracadutati di Roma, è convinto che da oggi "gli imprenditori che fanno la battaglia contro il pizzo sono più soli". A questo punto, il leader antimafia ha tutte le caratteristiche per passare con Antonio Di Pietro. Lui non lo esclude e risponde: "Vediamo"". 

<em>Concorso in abuso d'ufficio
Rinviato a giudizio Crisafulli (Pd)<em>
<em>Il senatore avrebbe chiesto e ottenuto la pavimentazione, a spese della Provincia di Enna, di una strada comunale che porta alla sua villa<em>


Vladimiro Crisafulli, senatore del Partito democratico, è stato rinviato a giudizio per concorso in abuso d'ufficio. Secondo l'accusa, Crisafulli avrebbe chiesto e ottenuto la pavimentazione, a spese della Provincia di Enna, di una strada comunale, a Enna Bassa, che porta alla sua villa. Insieme a Crisafulli sono stati rinviati a giudizio, un funzionario della Provincia, Mario Scinardi, il caposquadra Marcello Catalfo e il titolare della ditta che realizzò i lavori, Carmelo Sultano di Gela.
Il reato di concorso in abuso d'ufficio viene contestato anche ai due dipendenti della Provincia e al titolare della ditta. L'inchiesta s' stata condotta dal pm Marcello Cozzolino.

Per diversi mesi, i carabinieri del reparto operativo hanno tenuto sotto controllo la zona dove vive Crisafulli, che sarebbe stato ripreso da una fotocamera mentre dall'esterno del balcone di casa propria avrebbe osservato l'andamento dei lavori. Il rinvio a giudizio del senatore del Pd Crisafulli è stato disposto dal gup David Salvucci. Il processo si aprirà il primo dicembre di fronte al tribunale collegiale presieduto da Elisabetta Mazza.

 

Efficacemente Pierluigi Ciocca ha scritto: "Si può essere economisti in molti modi. Nel gran libro dell'economia c'è di tutto: gli astratti e i concreti, gli statici ed i dinamici, i generalisti e gli specialisti, i giganti ed i ripetitori, le idee nuove e gli algoritmi nuovi con cui vengono riproposte le idee vecchie". Vorrei chiedere agli economisti ed agli aspiranti tali che scrivono e che partecipano ai dibattiti su nFA cosa secondo loro deve essere contenuto nel gran libro dell'economia. Insomma cosa deve esserci nella scatola degli attrezzi di un buon economista. Di sicuro non il modello superfisso.      

Forse arrivo per ultimo e non dico nulla di nuovo, ma tutto quello che c'è da sapere sull'economista Madia (e i suoi santi in paradiso) lo dice lei stessa candidamente in un'intervista:

http://www.corriere.it/politica/08_marzo_01/madia_roncone_c3a5a88c-e769-11dc-9342-0003ba99c667.shtml 

A proposito: quella che lei presenta come una battuta (quando scrisse nel curriculum "tesi di laurea con lode prevista per la data X") in realtà non fa ridere, ma in compenso è una buona illustrazione di come funziona l'università italiana, dalla discussione della tesi al concorso per l'ordinariato: tutti i giudizi di merito sono concordati già prima che vengano espressi.

This is, and I am not kidding, a pretty smart remark.

Credo che, se ha ragione il lorenzo, forse valga la pena inviare un messaggio alla fanciulla. After Duke, per stasera è tardi abbastanza.

L'ultima frase di Artemio è una vera esagerazione. Io non ho MAI visto nulla di concordato prima nè nelle tesi di laurea nè nei pochi concorsi in cui sono stato commissario. E non credo di essere l'unico, anzi. 

Non sono un'esperto, ma per la mia esperienza personale la realtà non è molto diversa, almeno fino alla laurea.

Tanto per me che per i miei compagni di corso, la regola era che il voto fosse uguale alla media in centesimi approssimata per eccesso più il voto della tesi, che era pressochè predeterminato dal tipo di tesi (es: tesina da 6 mesi 4 punti, da un anno 6, sperimentale 8, ecc.).

Una tesi mal realizzata spesso non raggiunge il risultato standard, una eccezionale magari strappa un paio di punti in più, ma sono eventi rari, e di regola la valutazione la fa solo il docente che l'ha commissionata (solo una parte ha un controrelatore, e spesso viene coinvolto pochi giorni prima dell' esame).Sinceramente non vedo nulla di così tremendo nel sistema, ma quasi un'anno prima di laurearmi sapevo che voto avrei preso.

Sul voto posso anche essere d'accordo. Se hai tutti e solo 30, credo che il 110 non te lo tolga nessuno. Ma la lode? Se non erro, per ottenere la lode TUTTI i commissari di laurea devono essere d'accordo....quindi la sicurezza in quel caso è un po' difficile da ottenere, a meno che non te l'abbia "garantita" il relatore.

Forse ho esagerato con la cattiveria, ma solo per quel che riguarda gli studenti che hanno la media dei voti alta/altissima. E in ogni caso, la lode non te la potrebbero garantire, in teoria. Comunque, mi sono trovato spesso in commissione di laurea (a fare, come si dice, il convitato di pietra: non posso ancora dare le tesi, ma posso essere sfruttato come tappabuchi), e ne ho viste tante... Diciamo che la laurea è il momento in cui puoi venire per la prima volta a contatto con il clima, il sistema e la mentalità dell'accademia italiana. Non è una certezza, ma può capitare (sospetto che nelle facoltà scientifiche le cose vadano un po' meglio che in quelle umanistiche).

Caro Artemio ho un amico che frequenta il dottorato a Lucca e mi ha riferito che la Marianna è da mesi che è sparita dalla circolazione. Ultime sue notizie. Ieri è scesa in campo in sua difesa l'autrice della "Lunga vita di Marianna Ucria": "io difendo tutte le Marianne scelte da Walter"; vedo che gli sponsor in campo aumentano:

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=HD821

Lei da parte sua oggi si lamenta "di essere stata crocifissa":

http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=HDNIT

  

Certo, la Madia l'abbiamo crocifissa, non lo nego, ma non perché è una "figlia di". Questa sua qualità l'avrà sicuramente avvantaggiata per la carriera politica, ma non è di per sé un segno di ignominia. Del resto, anche gli Stati Uniti sono governati da un "figlio di" da otto anni, e probabilmente saranno governati (Dio non voglia) da una "moglie di" nel prossimo quadriennio.

No, il problema vero è che, semplicemente, non è una buona candidata, che tuttavia viene spacciata per buona in virtù di certe qualità... Peccato che queste qualità sono fasulle: non è vero che non viene dal mondo dello spettacolo (lavora con Minoli a RaiTre), non è vero che è una "figlia del popolo", fuori dalla casta (è fidanzata con il figlio del Presidente della Repubblica, ed è nipote dell'avvocato di Mastella, lavora con Letta), non è vero che è una economista, e non è vero che è "giovane". Quest'ultimo punto è importante: non basta essere giovani per essere giovani, bisogna anche ragionare da giovani ed essere provvisti di quella genialità che solo in giovane età può manifestarsi. La Madia, invece, non trascinerà mai le folle dei giovani (perché non è abbastanza estremista e troppo palesemente pariolina), e non ammalierà le generazioni più anziane perché di contenuti geniali e innovativi non ne ha nessuno, o almeno fino ad adesso non si è visto niente.

In compenso, non riesce a fare un comizio da sola perché non sa parlare, e se parla lo fa solo in presenza degli adulti  (Veltroni, Cerami, ecc) che, a loro volta, la guardano con quella faccia un po' così, come dire: "dai, di' tutto a papà, che a casa lo sapevi".

La sua vantata "inesperienza politica", quindi, non è una qualità positiva, ma è un modo per dire che non ci capisce niente. Già la storia della candidatura è eloquente: Veltroni la convoca per dirle che la candida, e lei cade dalle nuvole. Grave! una persona che non pensa di poter fare politica non dovrebbe essere candidata! 

Si badi che i giovani servono eccome in politica, si pensi solo alla miracolosa vittoria di Vendola in Puglia, dovuta praticamente al lavoro di spin-off di due geniali trentenni di Rifonda. Ma devono essere dei giovani che sanno fare qualcosa.

In compenso, la Madia all'età di 32 sarà pronta per la pensione da onorevole (non mi ricordo come funziona esattamente il meccanismo, ma certo fare il parlamentare non fa schifo a nessuno). 

Mi viene da concludere: almeno è carina, ma non voglio essere sessista. 

Due precisazioni: la Madia è ex fidanzata del diletto figliolo del nuestro Presidiente; per maturare la pensione basta mezza legislatura più un giorno.

Non capisco quale sia stato il lavoro di spin-off di Vendola. Da cosa era uscito Vendola? Non mi ricordo proprio. O forse volevi dire che i trentenni di Rifondazione erano i suoi spin-doctor?

La seconda che hai detto :-)

Comunque, sta di fatto che la campagna elettorale di Vendola era inaspettatamente furba, "giovane" ed efficace.

Ma in realtà, giudico da quello che si legge sui giornali, e non so se faccio bene...  Io in Puglia non c'ero.

Tra parentesi, non mi sembra che si parli di un miracolo economico pugliese, quindi alla campagna elettorale da me lodata non è seguita un'amministrazione altrettanto lodevole. 

Mentre il celebrato blog di destra (questo) si accanisce sul nulla ben vestito della Sig.ra Madia, la n'drangheta detta "RAI" si e' impaurita e pensa che potrebbe persino vincere Berlusconi.

Come sempre la saggia a lungimirante cupola dell'roganizzazione di Petroni e Petruccioli ha piazzato due figli di dipendenti, un complice, una dipendente (ho perso il conto cercandoli) in prima fila nelle file della sinistra che ama lo stato, lo statalismo, il servizio del pubblico (genitivo soggettivo: il pubblico deve servire pagando lo stipendio di individui dal profilo morale e intellettuale di Baudo, Chiambretti, Minoli, e Sacca'.)

Il panico produsse la novita': accertata la presenza di fascisti puri e duri per il mantenimento dell'URAR, si garantisce anche la presenza di giornaliste nelle liste, nel caso vi siano dubbi che l'orgia del potere di Petroni e Petruccioli sia al tramonto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ad evitare le tradizionali accuse di "oscurita" dell'espressione. risulta che la Sig.ra De Feo sia pagata dalla RAI, come la Sig.ra Madia, mentre sia il Sig. Veltroni che la Sig.ra Melandri sono prole dell'azienda.  Il Sig. Gentiloni trama da tempo per evitare che 16,000 (circa) persone pagate dalla RAI vengano a soffrire i patimenti che Michele Boldrin descrive nell'orrore economico.  

segnalo un'analisi del brain drain di ricercatori israeliani verso gli usa, da cui credo si potrebbe trarre qualche ispirazione per analizzare il caso italiano. Una prima parte è discussa qui. I documenti originali sono linkati in fondo alla pagina.

PATTEGGIAMENTO. Questa mattina il gup di Bologna, Bruno Perla, ha accolto l'intesa di patteggiamento per una pena di un anno, 7 mesi e 10 giorni depositata dai legali dell'ex sindaco con l'assenso del pm Morena Plazzi. Con questa condanna, essendo inferiore ai 3 anni, Delbono non rischia la sanzione dell'interdizione dai pubblici uffici, che invece lo avrebbe obbligato a lasciare l'incarico di professore che tuttora ricopre all'università di Bologna. 

 

 

 

La notizia qui riportata, per una volta, non si riferisce all'ossessione bolscevica dei magistrati italiani, ma ad un fatto sia accertato in sede investigativa, sia ammesso dalla persona accusata. 

Visto che tanto can can si ode su morale e vita pubblica, vorrei solo rimarcar sia pur sommessamente che mentre sul piano penale, il dispositivo della sentenza non obbliga alle dimissioni dalla professione universitaria, al sottoscritto pare che l'universita' (di Bologna nel caso) ben si comporterebbe ad espellere l'economista di cui sopra per evidente indegnita'.

Delle sue scelte private si potra' discutere, assentire e dissentire. Mi sembra poco probo per un'istituzione aver a stipendio un criminale condannato e non proprio per reati di opinione (meglio non evocare Antonii varii, da Gramsci a Negri, i reati non sono reati politici nemmeno da lontano, sono i reati di chi approfitta delle tasse per farsi affari suoi, che sono - senza dubbio--  AFFARI suoi e che quindi se li paghi.

Attendo una voce dall'Emilia che mi dica che il senato accademico lo butto' fuori.

Siamo sicuri che, se l'università lo espelle, un tribunale non lo reintegra? Non sarebbe il primo esempio di vischiosità del nostro sistema!

Ma non scherzare, quel vostro "collega" (si', sono un bastardo) e' coautore con Zamagni del libro  plagiato nel 1997 e come ricompensa ce lo hanno inflitto come sindaco. La reazione al suo patteggiamento e' stata questa. La cosa piu' bella e' che da dicembre gira per le sedi del partito un dossier che e' finito anche in Procura su presunti pasticci fatti dall'ultimo oratore e dal suo braccio destro. E te vuoi che buttino fuori Del Bono dall'Universita', solo perche' lo impone il codice etico, col rettore che e' il piu' fedele alla linea? Ma dai! Ma dove vivi, in Africa?

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