I candidati e le liste pulite, ma non troppo

21 febbraio 2008 sabino patruno

Sono iniziate le manovre per la formazione delle liste elettorali e la tendenza è di avere liste pulite, ma non troppo.

Come già ampiamente noto (e spiegato anche su NfA) le prossime elezioni, così come le precedenti, si svolgeranno con liste bloccate e decise dai partiti.

Per gli elettori si tratterà di "prendere o lasciare", senza avere la possibilità di scelta data dal meccanismo delle preferenze, che anche se in passato aveva generato abusi e distorisioni, almeno consentiva una sia pur minima selezione dei deputati.

Il Parlamento uscente, eletto col medesimo sistema, ha visto toccare probabilmente uno dei punti più bassi della storia repubblicana per quanto riguarda la qualità del ceto politico ed una lunga lista di inquisiti, condannati, vecchi boiardi, cocainomani puttanieri, amiche e amici degli amici ha affollato le aule e i corridoi di Senato e Camera dei Deputati.

I vari Grillo, Stella, Travaglio ed anche questo sito hanno abondantemente denunciato tale situazione e quindi è inutile ripetersi.

Poichè i politici sono relativamente abili a fiutare gli umori popolari, chi più chi meno si sono resi conto che le cose non possono più andare avanti in questa maniera ed è iniziata la corsa alla presentazione di facce nuove e pulite, anche se è bene tenere a mente che sempre di cooptati si tratta.

Con buon tempismo, WV ha fatto il bel gesto di cedere il posto di capolista a tre giovani, SB quando può manda avanti la ragazza immagine, Fini punta sulla Meloni e così via, ma comunque per una valutazione complessiva aspettiamo la presentazione delle liste.

Stando così le cose, diventa interessante valutare come si stanno muovendo i vari partiti e schieramenti per quanto riguarda la presenza in lista di condannati ed inquisiti, presenza che, per comune sentire, rappresentava la più macroscopica bruttura del parlamento uscente.

Ancora una volta il più lesto è stato Veltroni, che ha affermato che il PD non cadiderà condannati per "reati gravi".

Ora, cosa siano i reati gravi non è ben chiaro, ma credo che per un politico debba essere considerato grave qualsiasi reato di natura finanziaria o contro la pubblica amministrazione, sia pure punito con pena lieve, e non solo, ca va sans dire, reati di sangue e contro il patrimonio.

Insomma dovrebbero restar fuori solo i reati colposi e bagatellari, per i quali non mi sentirei di dare la croce addosso all'eventuale candidato, così come lascerei fuori i reati di opinione.

In attesa che il PD chiarisca, anche il PdL, dopo iniziali mal di pancia, ha fatto la sua mossa.

Berlusconi (o meglio il suo alter ego Bondi) ha annunciato che anche il Centro-destra rifiuterà il posto in lista non solo ai condannati, ma (wow) anche agli inquisiti, il che sarebbe un gran bel passo avanti verso una migliore politica.

SB ha però subito posto una eccezione, dato che dal divieto sono escluse le "vittime di processi politici".

Sebbene il termine processo politico a me faccia venire in mente i tribunali speciali, l'inquisizione e Beria, è ovvio che SB fa riferimento alla sua vicenda personale ed alla persecuzione giudiziaria che lui ritiene di aver subito.

Secondo la dottrina Berlusconi (ricavabile da un quindicennio di cronache giudiziarie) "si definisce processo politico qualsiasi indagine inziata contro Berlusconi e contro i suoi collaboratori"

Avendo questo termine di paragone, la novità del PdL perde molta della sua efficacia e diviene talmente vaga che chiude le liste solo a coloro che sono stati inquisiti e condannati dopo essere stati arrestati in flagranza di reato, con le banconote numerate in mano o con la droga nel portabagagli.

Per tutti gli altri scatta l'ipotesi persecutoria e quindi l'elezione e l'immunità parlamentare.

Detto in altri termini, prepariamoci a rivedere in Parlamento l'onorevole Dell'Utri e gente simile.

Casini, invece, molto coerentemente, fa appello alla Costituzione ed ha già detto che non avrà problemi a candidare anche condannati con sentenza non definitiva, perchè in Italia esiste la presunzione di innocenza sino all'ultimo grado di giudizio.

Sacrosanta la Costituzione, ma in realtà la scelta di Casini è dettata dalla necessità di avere Cuffaro in lista.

La gran parte delle speranze dell'UDC di entrare in Parlamento e di avere ancora un futuro politico, risiedono in un buon risultato al Sud ed in Sicilia in particolare, ergo, il buon Pier non può permettersi di perdere i voti di Cuffaro che quindi sarà in lista e probabilmente eletto.

Non so che intenzioni abbia l'UDC con Mele, ma il poveretto è stato preso proprio con le mani (metaforicamente) ancora sporche di farina, quindi mi sa che, almeno lui, non sarà della partita.

65 commenti (espandi tutti)

La scelta di Veltroni della capolista a Roma è una presa in giro. Perlomeno per come è stata presentata.
Da http://nullo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1798882 leggo che:
Marianna
Madia lavora alla Presidenza del Consiglio: apparentemente alla segreteria
tecnica dell’Osservatorio per la piccola e media impresa, con
un contratto di consulenza – quelli che si usano per le assunzioni
politiche; in realta’ mi dicono che la Dr.ssa Madia lavori alla
segreteria di Enrico Letta – cui e’ legata anche attraverso l'Arel, l’Agenzia Ricerche E Legislazione,
fondata da Nino Andreatta, che adesso e’, appunto, nell'orbita di Letta
– ed e’ proprio grazie a questa non meglio precisata collaborazione con
l’Arel che i media potranno presentarla come "giovane economista". Sul web potrete anche scoprire che Marianna Madia collabora con Minoli a Rai Educational, conducendo, all’una di notte, una trasmissione su questioni ecologiche ed energetiche, eCubo.

Perchè continuano ad usare a sproposito il termine economista?

Enrico Letta di economia non ne sa nulla. Questa di economia sicuramente ne sa di meno. Se volevano un economista nel PD potevano candidare Pier Carlo Padoan o Claudio De Vincenti.

Candidando persone che non sono né carne né pesce attribuendo capacità inesistenti, la gente si sente presa in giro e continua a preferire le calze della Brambilla!

a quanto pare non sono l'unico ad aver avuto questa reazione :-)

Anch'io ho messo un commento al post sulle liste cerniere. La candidata era apparentemente la fidanzata del figlio di Napolitano e la figlia di un amico di Veltroni. Altro che liste rosa. Sto quasi per scrivere "ridateci De Mita", ma mi trattengo.

Caro Alberto sono sicuro che la tua richiesta anche se trattenuta verrà esaudita da un partito dello schieramento di centro

Caro Andrea, vai pure al sito http://dagospia.excite.it/articolo_index_38255.html e guarda chi è Marianna Madia.

C'è anche il suo programma: "La salvaguardia del pianeta, un elogio della lentezza per
ritrovare il tempo delle idee e dell’amore’ e infine ’il ruolo delle
donne e la difesa delle conquiste per le quali ringrazio le generazioni
passate, si deve fare un passo avanti e riflettere su quello che
rischiamo di perdere’.

Un nuovo Quintino Sella! 

La Madia

Marco Boleo 22/2/2008 - 18:18

 

Caro John mai come in questo caso il cognome è onomatopeico. Nella Madia le generazioni contadine che ci hanno preceduto conservavano il pane. Una predestinata. In proposito da buon economista dovrebbe conoscere l'overlapping generations model. Un volontario per appurare ciò. A me è venuto in mente Alberto Bisin visto che Michele è molto impegnato.

 

Beh, e' carina. E poi l'overlapping generations model non lo si nega a nessuno. Io glielo spiego volentieri.

Se questo è l'effetto della parità e di tutto il resto di cui si parlava qui, rivoglio Marisa Nicchi in parlamento, infatti chiedo sia la capolista per il Lazio 1 (che, includendo Roma, è ovviamente la circoscrizione elettorale che conta ...). Mi rendo conto sia vecchiotta e non abbia avuto come professore di diritto il figlio del principe di Napoli, ma almeno sa cosa dice. Per esempio, son certo che Marisa mai si sognerebbe di offrirci candidamente la sua straordinaria inesperienza ...

Madia ha voluto ringraziare pubblicamente le tre
figure alle quali attribuisce il merito della sua candidatura: Enrico
Letta per averla accolta nel centro studi Arel ’dove ho respirato molta
cultura’; il giornalista televisivo Giovanni Minoli ’maestro di vita’ e
lo stesso Walter Veltroni ’per aver accolto la dote che vi posso offrire, la mia straordinaria inesperienza’. 

La Mariana Madia invece suggerisco di candidarla al Grande Fratello. Dati i vantaggi comparati, mi sembra l'allocazione giusta dei talenti. Anche perche' cosi' magari riesce a parlare pubblicamente del quarto uomo (simpatico, no? Tutti uomini ...) al quale si dovrebbe attribuire la sua candidatura.

Niente da dire, BS ha trovato il suo allievo perfetto. Vera sfiga per lui che l'allievo stia con gli altri, altrimenti la continuità sarebbe garantita. Ma, forse, è garantita lo stesso dagli atti di VW e della sua nuova corte; VW, il "nuovo" Tancredi Falconeri d'Italia. 

E' una studentessa di dottorato in Economia del IMT di Lucca:

http://www.imtlucca.it/whos_at_imt/personal_page.php?n=Maria+Anna+Madia&...

 

qua trovate anche un suo intervento all'inaugurazione dell'anno accademico dell'IMT Lucca:

http://www.radioradicale.it/scheda/198061 

Caro Antonio,

grazie per l'utile indicazione. Ho approfittato - solo per sapere come la pensa la persona per la quale sarò
costretto
a votare (grazie alla legge elettorale) - per leggere il suo conference paper e ho trovato scritte cose che mi hanno lasciato un pò attonito.

The aim of this study was to test in which way
flexible labour arrangements influence - by affecting the long-term
relationship between firm and worker - the firm capacity to innovate. (...) we
distinguish two different kinds of flexibility: internal and external. Internal
flexibility does not necessarily yield wage cost saving and, on the contrary,
could even lead to a significant increase. From this perspective, part-time
work can be used to accommodate working hour preferences and enhance loyalty,
as well as for training or educational breaks
. External flexibility aims
instead at the quantitative adaptation of labour to the requirements of the
firms by easy hiring or dismissal, as well as by means of temporary
contracts, leading to higher turnover of the personnel land to (possibly)
low-trust labour relations
.

We believe that the new labour arrangements (...)
could have strongly influenced he capacity of the Italian firms to innovate
. Such
reforms were asymmetric and introduced a two-tier system, since the use of
fixed-term contracts left the legislation applying to the stock of workers
largely untouched and changed regulations only for a subset of workers. These
flexible arrangements could have simply induced change in the composition of
the workforce, the entry ofow skilled workers and/or workers with low
educational attainments.

(...) Results on internal flexibility are clear and
indicate that higher percentage of part-time workers are associated with a
better capacity to innovate. This effect is stronger for firms in high-tech
sectors. On the other hand, results on external flexibility are rather mixed. Especially
for firms in high-tech sectors, a higher turnover negatively affects both the
probability of introducing product or process innovation and the percentage of new products in total sales. However, there are labour
arrangements (as workers coming from man power agencies and with temporary contracts)
that positively affect the degree of firm innovativeness, even though only for
firms in low-tech sectors.
Instead, for firms in high-tech sectors, a
higher degree of external flexibility negatively affects firm capacity to
innovate. In any case, these results suggest that there is an optimum of
flexibility, beyond which firm labour flexibility can negatively affect the
capacity of a firm to innovative and, hence, to survive and develop.

D'accordo che il PD non si presenta con la Sinistra Arcobaleno, ma questo peccato di gioventù è del Luglio 2007. La Madia sarebbe ottima per un Governo a guida Montezemolo più che Veltroni.

La flessibilità del lavoro è un argomento di riforme strutturali importante. Ma, almeno in campagna elettorale, con una capolista così, meglio che VW non parli più di lotta al precariato...

Grazie per il link, Rabbi, ho dato un occhio al CV. Considerazioni sparse:

1) Non si può dire sia malissimo, dai. Stiamo parlando di un seggio al Parlamento, non della presidenza del CdM o del NBER (tanto per dirne uno ;). Fossero tutti laureati con lode e poliglotti i nostri rappresentanti...

2) Che sia "amica degli amici" è "brutto" ma non "bruttissimo", secondo me. Lascia un po' l'amaro in bocca, ma non mi pare che demolisca il senso della mossa di Veltroni. Per dirla tutta, poi, sarei rimasto più sorpreso se i capolista fossero stati completamente estranei al giro dei soliti noti...

3) Astraiamo un attimo dal caso concreto, dalla realtà italiana di oggi. Io resto convinto che i partiti debbano svolgere un ruolo forte di incubatori di idee e selezionatori della gran parte della classe politica. Nei partiti, così come in moltissime organizzazioni, si va avanti per cooptazione: un meccanismo delicato e facilmente distorcibile, ma di per sé abbastanza efficiente.

4) essere un economista, avere un phd, ed essere un incompetente, secondo me, sono tre caratteristiche distinte, sebbene non mutualmente esclusive...

concordo in pieno su tutta la linea

E poi ha l'indirizzo email "programmatico": m.madia@governo.it

Perdonami Luigi, ma io non la penso così.

Penso che far parte di un Parlamento debba essere il massimo per ogni cittadino. I nostri rappresentanti dovrebbero essere tutti laureati e poliglotti, ancora prima di non essere stati rinviati  giudizio.

Caro Luigi, nella mia esperienza lavorativa ho assistito a scene VERAMENTE indecorose all'estero a causa di nostri politici. E non che all'estero i governanti siano migliori dei nostri, ma almeno gli elettori evidentemente sanno scegliere le caratteristiche di base...

La scelta di un leader (e VW lo è) deve essere il più possibile prospettica. La cooptazione è innegabilmente e realmente un meccanismo valida. La condizione necessaria è, però, che il coach sia LUI una persona efficiente. Altrimenti, più di una spirale virtuosa, parte una spirale viziosa. Questa scelta come capolista la vedo come un fallimento di VW. Fosse stata semplicemente nella lista sarebbe stato meglio.

Esistono infinite scelte di forti "personalità" under 40 (anche se il limite di età penso sia un "tagliarsi ... da soli") nelle Università italiane, nei centri di ricerca (non solo economici), in Italia e all'estero. Allora mi domando: che tipo di capacità propositiva avrà questa persona? Che tipo di capacità decisionale avrà questa persona? Quando la Madia si troverà di fronte a Bettini, dovrà sedersi ed imparare.

Hai ragione sul fatto che si può avere un PhD ed essere un'incompetente. Il problema è che, intanto, sarà stata la mia capolista. 

 

L'inglese mi sembra un po' incerto. Non aveva a disposizione un "editor"?

Sandro, molto probabilmente ce l'aveva e quello che leggi è quanto l'editor è riuscito a scrivere. È tradotto dall'italiano, pari pari.

Questa intera vicenda ha aspetti ridicoli, ma purtroppo sulla base di un caso solo si rischia (anzi, temo lo abbiamo già fatto) di trasformare il tutto in un attacco personale. Nulla di sbagliato (il personale è politico, quando si fa politica) ma non molto utile. Credo che appena si renderanno pubbliche le liste del PD potremmo fare una riflessione sul nuovo di VW che avanza. Scopriremo, temo, che al peggio non vi è mai limite e che la capacità della casta di prendere per il naso gli italiani ha la cardinalità dell'insieme dei numeri naturali. 

Per carita', quanti di noi da graduate students (e anche adesso) scrivevano in inglese perfetto, e potevano permettersi addirittura un editor. Let's cut her some slack here, please.

Credo si parli di "editor" del software, tipo quello di Word. Io da grad stud non ce l'avevo, ma solo perché LaTex a quei tempi era ancora primitivo. Sono con Andrea su questo. Ci saranno altre ragioni per criticare questa Madia, ma l'inglese imperfetto non credo debba figurare tra le prominenti.

Non volevo infierire. E' lecito non sapere bene l'inglese. Ma sono convinto che il centro di "eccellenza per decreto" di Lucca ha i soldi per pagare un "editor" in carne ossa anche per gli studenti del dottorato. Non c'entra, ma non sapevo che Latex fosse usato anche dagli economisti.

Eh, i matematici ed i fisici ... sempre che si sorprendono con il fatto che gli economisti hanno il Kolmogorov-Fomin come pre-requisito per le classi del primo anno di PhD! :-)

Una volta, quando c'è tempo, ve ne racconto una di carina su questo tema: ha Buz Brock come eroe degli economisti, e gente con premi nobel in fisica come (meritate) "vittime" ...  Ha a che fare con la conoscenza di positive compact operators ...

La mia impressione è che più divengono profondi gli argomenti di matematica nell'economia più questa scienza si avvicina alla teologia. Esempi: la teoria del valore (teorema di Perron Frobenius), la teoria generale dell'equilibrio (teorema del punto fisso di Kakutani). Figuriamoci poi a che cosa potrà condurre l'esempio di Vitali di insieme non misurabile (è per questo che ci vuole Kolmogoroff and Fomin?). Ora mi aspetto davvero di essere coperto di insulti! 

Nessun insulto. Parli solo come un matematico che non ha mai studiato economia, tutto lì. Un po' come io quando parlo di fisica delle particelle e mi chiedo che senso abbia studiare i muoni ed i gluoni ...

P.S. Per curiosità: in cosa consiste l'esempio di Vitali, a cui ti riferisci? E chi è, Vitali? 

Non so se vale la pena di continuare questa conversazione nel contesto della discussione sulle liste pulite. L'esempio di Vitali è quello di un insieme di numeri reali, non misurabile secondo Lebesgue. Si trova al Capitolo V, §1, alla fine della sezione 3, del Kolmogorov and Fomin, alle pagine 259-60 dell'edizione italiana della MIUR. E' una costruzione di raffinata eleganza matematica, che richiede in modo essenziale l'uso dell'assioma della scelta non numerabile. Questo significa che non si puo' costruire questo insieme con le tecniche comuni dell'analisi matematica. Per questo l'ho scelto come esempio di qualcosa di profondo ma di scarso valore applicativo (se non forse alla teologia). Giuseppe Vitali è un matematico dei primi decenni del secolo scorso che ha dato contributi molto importanti alla moderna (nata nel 1902 con la tesi di Lebesgue) teoria della misura. La sua vita è un esempio del cattivo funzionamento dei concorsi universitari, perché non riuscendo a vincere una cattedra universitaria fu costretto a passare all'insegnamento secondario, dove rimase molti anni occupandosi di riforma della scuola, ma non di matematica. Vinse tardivamente, e pochi anni prima di una morte prematura, la cattedra a Modena, quando la sua fama all'estero e specialmente in Francia costrinse i matematici italiani a ricordarsi di lui. Tra questi matematici italiani c'erano dei veri giganti come Vito Volterra e Giuseppe Peano. Perché questi grandi maestri non abbiano fatto far carriera a Vitali è un mistero che nessuno storico della matematica ha seriamente affrontato (forse per rispetto a tutti i maestri, compreso Vitali). Infine non mi convince l'idea che è solo la mia ignoranza a non farmi capire ad esempio, la teoria sraffiana del valore, come applicazione del teorema di Perron Frobenius. Purtroppo qualcosa mi è stato spiegato da un collega di economia "scatenato" (Garagnani? o un nome simile?): l'autovettore associato all'autovalore di moltiplicità uno la cui esistenza è assicurata dal teorema di Perron Frobenius rappresenterebbe un "paniere di beni" sui quali è speso il salario dei lavoratori. Bah!

Non e' la tua ignoranza a non farti capire Sraffa. Ma sono le tue pessime (passate, adesso sei qui con noi :) ) frequentazioni di economia a farti confondere la teoria del valore con la teoria del valore sraffiana.

Lasciamo stare Garegnani che, da quanto mi comunichi, quando parla con te almeno (:-)) sembra non aver nemeno capito le teorie di quello che considera il suo maestro ... Quando prendiamo un caffé te la spiego io in due minuti, la teoria economica di Sraffa. Anzi, quando ne ho sei di minuti magari faccio un ex-Kathedra sul tema, visto che (lasciando a parte inutili modestie) credo proprio di conoscerlo e la cosa rispunta. Eppoi ha a che fare con il modello superfisso, di cui costituisce il fondamento teorico base.

Per quanto riguarda il "caso Vitali", c'è stata una confusione, forse colpa mia. I tuoi primi due esempi facevano riferimento a cose fatte da economisti, per cui ho pensato che qualcuno avesse costruito qualche modello di qualcosa che aveva un insieme di equilibri che era un insieme non misurabile. Non avendo mai sentito parlare di tale risultato, e non conoscendo nessun Vitali che facesse l'economista, ho chiesto quello che ho chiesto. La tua, ho scoperto poi, era solo una congettura: chissà cosa combinerà qualche economista "scatenato" con gli insiemi di Vitali!

Full disclosure (che oramai, seguendo l'esempio di Alberto Bisin, imitiamo il NYTimes): l'altra ragione per cui ho pensato che questo fosse il tuo ironico suggerimento è che io stesso sono "colpevole" (agli occhi di sandroft) di un crimine quasi simile. In uno dei miei momenti molto teorici [Journal of Economic Theory, 96 (2001), pp. 97-132] mi sono divertito a mostrare che l'insieme degli equilibri dinamici di una classe di economie con esternalità può avere, a certe condizioni, le proprietà di un insieme di Cantor ... capirai quindi che il sospetto non era del tutto ingiustificato, via introspection!

Ora, lo so che al prossimo giro mi chiederai: ma perché perdete tempo a provare queste stramberie? La risposta, come direbbe di nuovo l'amico Alberto Bisin, è complessa. In parte servono, anche se molto meno di quanto diamo a credere. In parte sono una perdita di tempo ed un rifugio per chi l'economia non la capisce né l'apprezza. In parte, appunto, sono un test di selezione del personale che poi, come nel caso mio, finisce ad occuparsi di produttività del lavoro italiano, misurata ignorando allegramente sia Perron che Frobenius.

Solo una precisazione: il fatto che quella di guardare se gli equilibri possano essere insiemi di Cantor sia una colpa, non lo e' solo agli occhi di sandroft ma, mi sento di speculare, agli occhi di tutti noi. :)

Senza aver guardato il tuo lavoro scommetto che si utilizza direttamente o indirettamente il fatto che l'insieme di Cantor è la frontiera di un albero (diadico, con radice). Questo conferma che l'insieme di Cantor "esiste in natura" mentre non esiste in natura, come dimostrato da Solovay negli anni settanta l'insieme di Vitali. Certo anche il vettore corrispondente all'autovalore di moltiplicità uno del teorema di Perron Frobenius esiste in natura. Il teorema è addirittura alla base dell'algoritmo utilizzato da google. Quello che non mi convince è che questo vettore sia un ragionevole paniere di merci per il salario degli operai. Potremmo comunque suggerirlo a qualche sedicente associazione di consumatori, per utilizzarlo nella batracoponticomachia sul tasso di inflazione.

Questo sito è troppo ricco e non riesco a seguire tutto. Intanto chiudo con questo intermezzo matematico. Mi era sfuggita la polemica Boschi-Zichichi. Comunque, ad identificare Zichichi come "consulente" ci siete arrivati da soli. Come mandanti non sono da trascurare gli ambienti sindacali CISL del CNR che hanno espresso Pistella e che godono di altissime protezioni (Marini). 

Credo che Garegnani Pierangelo di matematica non ne conosca molta. Almeno secondo quanto riferitomi da un suo aspirante allievo che divenne ex per via di un litigio con un suo assistente su una dimostrazione. Nel suo scritto del (1970) sulla Review of Economic Studies: Heterogeneus capital... le dimostrazioni le ha fatte quasi tutte Giancarlo Gandolfo e di questo ne sono testimonianza i suoi ringraziamenti contenuti nell'articolo e nella nota matematica che è stata pubblicata solo in italiano in due raccolte di saggi curate da Lunghini e da Sylos Labini. Poi il sodalizio si è rotto e per un periodo Garegnani si è ritrovato senza matematico di fiducia. Il ritardo con cui ha risposto a "The neoricardians" di Hahn sul Cambridge Journal of Economics del 1982 credo che ne sia la prova. Poi ha incontrato Michele Tucci 

http://dep.eco.uniroma1.it/~tucci/Tucci(2000-2003).pdf

che gli ha preparato questa nota matematica per il suo "Savings, investment and capital in a system of general intertemporal equilibrium" dove i neoricardiani ritengono che il loro maestro abbia confutato le tesi di Hahn. Brancaccio e Realfonzo nel loro 

 http://www.dases.unisannio.it/docenti/brancaccio_materiali/Quaderni_DASES_7.pdf

(p.13) ne parlano come una critica definitiva al tentativo di Hahn di aggirare la critica di Garegnani (1970) attraverso l'utilizzo di un modello intertemporale. In proposito da parte mia ricordo solo le perplessità espresse da Schefold in un convegno del 1998 quando venne presentato al pubblico per la prima volta. A Michele ed a Sandroft, matematici sopraffini, l'ultima parola sulla tenuta della critica. E' importante appurare cio' perchè la sinistra arcobaleno ci basa i propri ragionamenti economici.

Ma De Vincenti non sarà candidato? In un articolo del Corriere di ieri di diceva che il prezzo che Visco aveva imposto a Veltroni per rinunciare alla sua (di Visco) candidatura era di mettere in lista Stefano Fassina (suo collaboratore a Nens) e Claudio De Vincenti .

Mi fa piacere per Claudio De Vincenti. Neanche lo sapevo.

Ma la mia era una questione di principio. Questa Madia non è un'economista e non va presentata come tale. Abbiamo già Tremonti che è un commercialista e si spaccia (in Europa) come grande economista, interprete delle idee della "nuova economia dell'offerta".

Inoltre leggo sull'Unità.it Enrico Letta sta per candidare un'altra dell'Arel ed un'altra della sua segreteria tecnica, tale Alessia Mosca. Non so chi sia ma sicuramente sarà un'altra economista.

 

Re(2): Alessia Mosca

Ja 22/2/2008 - 22:43

Inoltre leggo sull'Unità.it Enrico Letta sta per candidare un'altra
dell'Arel ed un'altra della sua segreteria tecnica, tale Alessia Mosca.
Non so chi sia ma sicuramente sarà un'altra economista.

 Eccola qui . Niente commenti da osteria, please. Comunque si, e' economista, come la Madia... se tra gli economisti ci mettiamo anche i laureati in scienze politiche (e, aggiungo io, in lettere e filosofia, e giurisprudenza, ma non c'entra niente tutto sommato il first degree: Engle e' laureato in fisica e Kahneman in psicologia)

Ti ringrazio.

Più che commenti da osteria (non ha molto per farli), è da commenti da bar dello sport!

"Occorre abbandonare la politica basata sull'individualismo"...grazie così nell'ammucchiata non si comprende più chi sa fare cosa.

 

Forse e' per quello che prudentemente, come si legge sotto il video, "Adding comments has been disabled for this video" :-)

ho letto su repubblica che veltroni candida come capolista in lazio una giovane economista di 27 anni, non conoscendola ho entusiasticamente cercato qualche info su di lei e ho purtroppo trovato questo http://nullo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1798882, potrebbe essere tutto falso, se qualcuno ha ulteriori informazioni può condividerle?

> Non so che intenzioni abbia l'UDC con Mele

Mele non sarà ricandidato, lo ha annunciato Cesa un paio di giorni fa.

 

 

Caro Sabino condivido la tua indignazione. Però se i partiti mettono in lista persone con una fedina penale non pulita si vede che pensano di avere il loro tornaconto e sicuramente lo avranno. Ti pongo una domanda: è meglio avere in Parlamento un politico con una fedina penale sporca o uno con la fedina pulita eletto coi voti di quello che l'ha sporca e che non si è potuto presentare. La gente che ha ricevuto favori machiavellicamente continuerà a votare ed a far votare chi lo ha aiutato o uno della sua cordata.  Alle elezioni della mia regione un politico inelegibile ha portato in Consiglio regionale un suo parente stretto coi voti del suo serbatoio elettorale. Poi in ogni lista compaiono persone espressione della società civile, specchietti per le allodole e quant'altro compresa la finta economista.  

Ti pongo una domanda: è meglio avere in Parlamento un politico con una fedina penale sporca o uno con la fedina pulita eletto coi voti di quello che l'ha sporca

Intanto non dimentichiamoci della legge elettorale vigente.

Poichè l'elettore non ha possibilità di scelta,  il problema non è di vedere eletti dei prestanome che raccolgono i voti convogliati dai malavitosi (come è spesso avvenuto vigente il sistema delle preferenza).

Oggi, infatti, per i partiti si tratta di scegliere i nomi coi quali riempire i contenitori (le liste) da proporre alla approvazione dei cittadini.

Il sistema attuale, paradossalmente, se ben usato, può persino essere un ottimo strumento di moralizzazione della vita politica, nel senso che - essendo svincolati dalla lotta per le preferenze, in cui fatalmente c'è il rischio di vedere eletti personaggi inquinati o semplicemente populisti - i partiti potrebbero proporre liste composte da persone competenti e pulite.

L'evidenza empirica, purtroppo, ci ha dimostrato che i partiti hanno preferito utilizzare le liste bloccate per far eleggere personaggi mediocri ed altrimenti impresentabili.

Poichè l'indignazione è montata ed ha superato i limiti del semplice mugugno (vedi il Vaffa day)ora cercano di correre ai ripari e c'è la corsa a "far fuori" i condannati, con tutti i numerosi distinguo segnalati nell'articolo.

 

Sono d'accordo con quello che scrivi. Nel porti la domanda ho preso a riferimento le elezioni regionali. 

La Madia sara anche amica di Veltroni e a sinistra ci sono tante candidature che potrebbero essere migliorate. Veltroni, pero', fa il suo mestiere. Cerca di far apparire il PD come nuovo. Forse la MAdia non è il massimo, pero', almeno Veltroni ha ci sta provando. 

Berlusca in questo non se la sta cavando bene per niente. Ricandiderà dell'Utri e compagnia nonstante le condanne "per processi politici". 

Un caso a parte, comunque, è quello dei riciclati: qui vorrei sottoporvi il caso di Giancarlo Pagliarini. 

Il 27 ottobre su NFA apparve un articolo che pubblicizzava una iniziativa politica di Pagliarini e Capezzone (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/725)

Nell'articolo si diceva che Giancarlo Pagliarini si era  finalmente stancato di Bossi e compagnia, e che si era messo in proprio a cercare di spiegare alla gente che il liberalismo e il federalismo sono buoni e fanno bene.

Beh guardate dove sta adesso Pagliarini. Sicuramente la lotta per il liberalismo e il federalismo troverà nuovo impulso nel nuovo partito del Paglia. :-))

http://www.storace.it/2008/01/18/la-destra-storace-pagliarini-dimostra-che-uniamo-litalia/

saluti

Marco

Forse la MAdia non è il massimo, pero', almeno Veltroni ha ci sta provando.

Con una candidata fantoccio figlia della casta?

Mi spieghi in cosa è diversa dalla Brambilla?

 

Effettivamente Pagliarini è caduto veramente in basso. Mah..

Ma il link proposto da marco ci fornisce ulteriori e interessanti informazioni: la Destra candiderà anche il figlio di Falcao! 

Non ho mai sopportato i pavidi. Mai. Dei pavidi ho supremo disprezzo.

Cosa definisce un pavido? Tante cose. Per esempio: accusare altri usando il di loro nome e cognome senza rivelare il proprio nome e cognome. Accusarli di cose false (su questo mi prendo una licenza di tarda notte: domani faccio il post sul Paglia e su cosa sta facendo) senza saperle provare. Fare affermazioni a vanvera, senza avere il coraggio di riconoscere che a vanvera erano (scegliete a caso, o quasi). Fare propaganda supina, oppure della serie "sì però anche ...", quando sarebbe solo il caso di stare assolutamente zitti. Zitti, e magari vergognarsi se avanza tempo e dignità per farlo.

E' veramente difficile vedere uno spiraglio di luce in questa situazione. Sinistra e destra (per modo di dire) giocano al "ribasso". Ogni legislatura chi è al governo fa porcate a piu non posso, l'altro sbraita vince le elezioni e puntualmente fa peggio (perchè appunto ha visto che la gente sopporta). Seguendo questo trend SB nella prossima legislatura farà miracoli, come già il suo programma per la giustizia spiega in modo chiaro.

Veltroni sta facendo una finta rivoluzione (che avrà effetto sui delusi/pecore del centrosinistra) candidando delle finte facce nuove che ,oltre a non aver nessuna competenza (operai,finte/i economisti,amichette varie), conteranno come il due di coppe quando la briscola è bastoni.

Per quando riguarda il pdl ,il suo elettorato oltre a essere ignorante quanto quello del PD  è -a volte- consapevole e felice della politica attuale (e quindi giustamente vede in SB il salvatore della patria).

Dopo aver visto la Madia a SKYTG24 ho capito che, ponendola come capolista, VW ce la vuole imporre. A Roma continuerà a comandare lui (ed è giusto così). Ma avrei preferito anche De Mita come capolista....

A livello di volti nuovi, SKY ha fatto una cattiveria a VW proponendo insieme la Madia con Veronesi.... Una segretaria con un luminare.Il confronto è IMPROPONIBILE. Sai le risate di BS.

Quella con una legge elettorale diversa avrebbe avuto solo i voti dei suoi amici.

Che tristezza. 

Questa candidatura fa il paio con quella di Colaninno figlio, candidato appunto perché figlio. Io avrei capito se si fosse trattato di un imprenditore di successo, ma il segnale che colgo è come sempre quello del (im)mutatis mutandis. Si dà là idea che i titoli in Italia si trasmettano da padre in figlio (come in effetti è) nel rispetto della pratica feudale. Manca solo il figlio del notaio, del farmacista e perché no del taxista, per riassumemre la palude che l'Italia è divenuta.

Con l' eccezione che tutti sanno di chi è figlio.

A proposito di Colaninno jr, mi è capitato di sentirlo parlare in pubblico alla presentazione di un libro di TPS, è stato agghiacciante: non solo ha parlato per oltre 20' del fatto che nè lui nè (soprattutto) Montezemolo sarebbero entrati in politica, ma ha usato un DCese stretto in perfetto stile Forlani. A 37 anni!

Ha parlato a solo beneficio dei giornalisti tra gli sguardi stupiti di metà dei presenti, che si eran persi i chiacchiericci dei giorni prima o si chiedevano che c'entrasse col tema del giorno.Mi sono trattenuto a stento dall'alzarmi in piedi per dirgli di andare a fare la conferenza stampa in un'altra sala.

Due giorni fa era al Tg1 e pure lì ha dato esempio di essere il vero erede di De Mita e dei suoi "raggionamendi": bisogna cercare di riconciliare l' idea di uomo, di impresa ed economia - così si è espresso il nostro - lo vedrei bene come tesi di PHD , sebbene sia un pò vasto come tema. Al tg1 erano coì esterefatti che dopo 5 secondi di intervento non hanno più osato porgli altre domande, se no chissà amagari ci spiegava anche le soluzioni al non facile problema. Ora, con siffatte dori, ecco perché si sono sbarazzati dell vecchio irpino, ha segnato il passo, largo ai giovani.

Sai da che pulpito viene la predica. Forse sperano che in dieci anni ci si sia dimenticati dei precedenti:

Massimo Fini da "Il Borghese" del 19 novembre 1997:

"Sabato 8 novembre Vittorio Feltri pubblicava sul suo Giornale la più gigantesca
smentita che la storia del giornalismo italiano ricordi: occupava la «spalla»
di prima e due intere pagine all'interno. Vi si dava atto che le accuse di
tipo penale che Il Giornale rivolge a Di Pietro da circa due anni erano tutte
infondate. Una cosa penosa e dai risvolti grotteschi. L'articolo portante,
firmato da Andrea Pasqualetto, era intitolato «Dissolto il grande mistero:
non c'è il tesoro di Di Pietro». Ma chi aveva mai parlato di «tesoro di Di
Pietro»? Nessuno, tranne Andrea Pasqualetto e Il Giornale. I quali hanno
«dissolto» un mistero che loro stessi avevano creato. Un vero scoop. Ma,
a parte ciò, con quella smentita Feltri si rimangiava due anni di linea politica
del Giornale, perché erano due anni che non passava giorno che il quotidiano
dei Berlusconi non pubblicasse pagine e pagine di accuse penali ad Antonio
Di Pietro. È come se Feltri avesse detto ai suoi lettori: per due anni non
vi abbiamo raccontato altro che balle. L'8 novembre è stato l'8 settembre
del Giornale". 

Corriere della Sera
9 novembre 1997

Il direttore: dovevo farlo, c'erano 35 querele
" Una pietra sul passato ma ognuno resta delle sue opinioni "

Corriere della Sera
12 novembre 1997
Dinoia: il dietrofront del Giornale non e' stato una mia furbata

 

fuori tema

luigi pisano 23/2/2008 - 13:04

segnalo interessante articolo dell'Espresso sulla nascita di una nuova testata non profit dedicata al giornalismo di inchiesta, in USA:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Lo-scoop-ora-si-fa-non-profit/1993848

Caro Luigi, chi controlla il controllore?

Al sito http://www.newyorker.com/archive/2004/10/18/041018fa_fact3 si parla di Herb e Marion Sandler ai tempi della Golden West Financial Corporation e delle riunioni con hard-core partisans, come George Soros.

In particolare al sito http://www.americanthinker.com/blog/2007/10/how_to_advance_the_left_taxf..., si parla, tra gli sponsor di ProPublica, di dice Atlantic Foundation e MacArthur Foundation, finanziatori di cause democratiche.

1) non tifo per nessuno (nel caso specifico, almeno. Non conosco i soggetti in questione!). Segnalo cose che mi sembrano interessanti, per un motivo o per un altro.

2) L'iniziativa, in particolare, mi sembra molto interessante. Mi piace l'idea di una testata curata da seri professionisti, che si prefigga di fare giornalismo di inchiesta, e che abbia intenzione di diffondere gratuitamente i suoi contenuti anche sul web.

3) Da un giudice ("controllore") mi aspetto imparzialità. Da un giornalista, onestà intellettuale. Ovvero: non dire le bugie e dichiarare eventuali bias ideologici. Nel caso specifico, vedremo come nascerà questa nuova creatura (ammesso che ci interessi :). Inutile far processi alle intenzioni fin d'ora!

4) Diamo per scontata l'onestà intellettuale di cui sopra, almeno per un momento. Se il giornale nascesse con una forta impronta left-wing, dove sarebbe lo scandalo? Ai Repubblicani l'onere di inventarsi un controaltare, a quel punto.

Non uso lo stesso tono perché sono una persona
educata.

Non vedo il motivo per il quale si debba essere così
aggressivi nei modi di replicare.

Anzi, rispondendo, ho anche dato importanza al post.

Qui non si sono espressi giudizi sulle conoscenze di nessuno e su nessuna iniziativa.

Personalmente conosco il giornalismo investigativo americano,
conosco gli strumenti del lobbying e quando inizio un discorso lo faccio perché
so di cosa parlo.

Lascio ad altri considerazioni generiche e banali, basate su
mondi inesistenti.

?? nessuna aggressività da parte mia, difficile che possa scaldarmi su un discorso che tanto poco personalmente mi tocca. Ho semplicemente controbattuto alle tue affermazioni, con uno "stile" asciutto e organizzando il discorso a punti, per comodità mia. Lo faccio spesso, quando scrivo di fretta.

Mi spiace che le mie parole siano state fraintese. Resto stupito della tua reazione, però. Nel commento che condanni non vedo parole fuori posto, nulla che possa far parlare di grande aggressività o maleducazione. E' l'espressione "processo alle intenzioni" che ti ha infastidito?

Ho colto il tuo discorso in quanto l’ho ritenuto importante soprattutto in termini di post-campagna elettorale.Spesso “pacchetti completi” vengono pre-confezionati dal giornalismo investigativo come “tecniche di disinformazione” (politica o finanziaria) o per preparare “bombe” da usare nel momento più adatto a danno di personaggi politici o meno. E molto spesso l’uso di queste “bombe” è cross-border. Anche in Italia ne abbiamo avuti. Molti argomenti, ad esempio, citati da Bonini e D’Avanzo nel loro libro “Il mercato della paura” sono frutto di giornalismo investigativo americano d’assalto. E la creazione di ProPublica è un momento importante per la lobby “democratica”, non solo statunitense.Tra noi, probabilmente, solo un modo diverso di comunicare. L’importante è chiarirsi. Ho molto apprezzato la tua risposta. Ti ringrazio.

Ulterioni considerazioni a quanto già anticipato da Sabino e dai commentatori che mi hanno preceduto: Nel teatrino della politica italiana continua ad essere rappresentato il gioco del legame parentale. Con le quote rosa nelle liste elettorali rafforzano le loro posizioni le mogli, le sorelle, le figlie, le vedove, le orfane e quant'altro. Quando il mio corregionale Ennio Flaiano descriveva gli italiani come un popolo "di santi, poeti, navigatori, nipoti e cognati" ancora le generazioni non si erano ben intrecciate. Dagli ultimi rumors tratti dalla stampa quotidiana si apprende che la sig.ra Anna Serafini in Fassino sarà ricandidata per il terzo mandato; saranno inoltre candidate la sig.ra Anna Maria Carloni in Bassolino, la Sig.ra Anna Lanzillotta in Bassanini, la sig.ra Anna Chimenti in Sorgi (l'ex direttore di TG1 e Stampa), la Sig.ra Milly Moratti che fa l'ambientalista coi soldi del marito petroliere. Questo per quanto riguarda le mogli; passando alle vedove abbiamo: Callipari, Fortugno, D'Antona. Per i figli: Matteo Colaninno, "l'economista" Marianna Madia (pure orfana ed ex fidanzata), Livia Zaccagnini figlia di Benigno, (forse in Abruzzo) Marco Alessandrini figlio del giudice massacrato da Prima Linea. In quota "fratelli": abbiamo Maria Falcone, Luigina Di Liegro... Alla prossima puntata

Dagospia sulla Madia:

4 – DONNE ECONOMISTE NON FANNO ECONOMIA DI VELENI VERSUS LA MARIANNA DI WALTER
Sempre a proposito di donne va segnalato il crescente malessere nei confronti della bionda Marianna di 27 anni che WalterEgo Veltroni ha imposto come capolista nel Lazio.
La comunità degli economisti è semplicemente indignata per la scelta di questa giovinotta piacente che con innocenza ha dichiarato: “porterò tutta la mia straordinaria inesperienza”. Dietro le quinte del Partito Democratico il sangue di Linda Belinda Lanzillotta, Rosy Bindi e Giovanna Melandri è salito al cervello, ma è sul fronte degli studiosi che la giovane economista (senza laurea e protetta caldamente da Gianni Minoli) ha creato reazioni quasi isteriche.

Un esempio si è avuto ieri sera a “Ballarò” quando Chiara Saraceno, un’autorità in materia di famiglia e welfare, ha lanciato nei confronti della Marianna un missile pieno di cianuro. La signora ha un curriculum da paura e oltre ad insegnare a Berlino, è considerata in Europa una grande esperta di economia sociale. Non è carina come la Marianna, ma dalla sua bocca è uscita una lapide di cui VeltronJohn dovrà tener conto: “ho sentito da una candidata – ha detto la Saraceno senza fare nomi – cose che mi hanno fatto semplicemente rabbrividire”.

My two cents. Incuriosito dal can-can mediatico, ho controllato fatti e, soprattutto, CV.

Una cosa mi ha colpito più di altre: esistono oggi delle persone che, apparentemente, possono fare in simultanea tutte le cose seguenti:

- Studenti di PhD in economia che passano esami e scrivono una tesi in tre capitoli (ne mancano ancora tre, ma fa niente).

- Componenti della segreteria tecnica di un sottosegretario alla presidenza del consiglio

- Lavoro editoriale e di ricerca presso un centro privato, nel quale ci si occupa di una rivista che esce mensilmente.

- Lavoro di ricerca presso altro centro studi privato, dove si fa ricerca su un tema ulteriore.

Durante parte dell'intervallo di tempo in questione si riesce anche a lavorare per un programma televisivo curando inchieste con frequenza settimanale. Inoltre, il programma di PhD ha sede in una città che, a meno di usare l'elicottero, dista varie ore di macchina dall'altra città in cui si svolgono tutte le altre attività.

Io, alla medesima età, riuscivo a malapena a fare lo studente di PhD, e non trovavo nemmeno il tempo per andare al cinema con mia moglie ...

E noi, tapini, pensavamo che in parlamento non ci vanno più le elites. Altro che elites, sono dotati di poteri sovrumani! Credo che i futuri parlamentari volino pure, spingendo le braccia in avanti, parallele, nella loro bella tutina gialla e blù. Okkio alla kryptonite, specialmente quella verde ...

l'avevo persa ma e' una perla di quelle che solo il nostro paese in campagna elettorale riesce ad offrire...:)

Fuori tema

cumino 29/2/2008 - 01:15

Fuori tema, ma oggi mi è caduto l'occhio su questo: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4215&ID_sezione=&sezione=

raramente ho visto tante sciocchezze riunite in un solo articolo.

interessante link sullo status delle candidature nella circoscrizione estero, che saranno rese note fra una settimana.

http://tinyurl.com/29a9nz

Volevo sottoporre alla vostra attenzione questo passaggio:
"Il 20 febbraio un gruppo di ricercatori, professori e dottorandi in nord America ha lanciato un appello, veicolato solo in rete, per la candidatura di Stefano Albertini, professore di NYU e Direttore della Casa Italiana Zerilli Marimo"
Qui su NFA qualcuno ne sa qualcosa?

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