Bear Sterns sì ed Alitalia no?

21 marzo 2008 michele boldrin
Francesco Giavazzi ha pubblicato ieri un articolo che dice cose vere e ragionevoli, però nel mezzo dice cose che proprio non capisco. Chiedo quindi chiarimenti, e poi chiedo anche: perché due pesi e due misure?

La parte che mi lascia interdetto dell'articolo di FG comincia qui

L’asimmetria informativa è un caso tipico
di fallimento del mercato, che richiede l’intervento delle autorità.
Non perché la banca centrale o il governo siano meglio in grado di
riconoscere i mutui buoni da quelli «marci», ma perché solo le autorità
tengono conto di quanto costerebbe alla società il fallimento di una
grande banca. E per evitarlo sono disposte a correre rischi che un
privato non ha interesse ad assumersi.

Quanto costerebbe alla società (ossia, a i non azionisti, ai non dirigenti, ai non dipendenti) il fallimento di una banca d'investimenti? A mio avviso, quasi nulla o nulla. Dov'è l'evidenza che invece costerebbe tanto? Se una banca d'investimenti fallisce, perché il resto della società dovrebbe rimetterci mentre se fallisce una compagnia aerea, o un produttore di generi alimentari, no?

Aggiungerei, come questione di dottrina: l'asimmetria informativa è senz'altro uno dei casi in cui il mercato fallisce ma non vi è NULLA di solido che provi che le autorità debbano intervenire. Questo è un punto che Joe Stiglitz non ha mai capito, per quanto gliel'abbiano spiegato in centinaia. Però la maggioranza degli altri l'ha capito: se c'è un'assimetria informativa dovuta al fatto che il soggetto X tiene celata la struttura del suo portafoglio, cosa rende Ben Bernanke capace di superare tale segretezza? Ha forse la vista da Superman? Da dove viene la superiorità informativa della Fed? Meglio detto: non vi è nulla di solido, né in teoria né nell'esperienza pratica, che provi che le autorità statali possiedano quelle informazioni non asimmetriche che giustificherebbero un loro intervento. Le autorità statali, teoria ed esperienza insegnano, sanno tanto quanto (e spesso molto meno) degli agenti privati.

Non voglio mettermi a discutere in pubblico le informazioni che FG rivela avere, nel medesimo articolo, sulla composizione del portafoglio di Bear Sterns; le accetto come dati di fatto:

Nel bilancio di Bear Stearns c'erano 33 miliardi di mutui, ma solo 2 miliardi di mutui subprime.

Chiedo solo: se FG può affermare che il portafoglio di Bear Stern non era alla fine così rischioso, com'è possibile che tutte le banche del mondo che hanno rifiutato liquidità a Bear Stern non lo sapessero? Bear Sterns stava offrendo tassi d'interesse mostruosi per avere liquidità, com'è possibile che a fronte di così poco rischio (e così ampiamente noto) nessuno si sia fatto avanti? È questa l'asimmetria informativa?

L'articolo prosegue dicendo

Questo spiega perché la Fed domenica sera ha assicurato l’intero
magazzino mutui di Bear Stearns.

A dire il vero, questo non spiega nulla, o spiega l'opposto. Se la Fed sapeva che Bear Stern era solida, bastava lo dicesse pubblicamente: non credo lo sapesse, perché non ha poteri di supervisione sulle banche d'investimento e Bear Sterns non è il tipo di banca che si comporta in maniera amichevole con la Fed (gira da anni la storia di come si comportò Bear Sterns al tempo di LTCM ... ora gira la storia della vendetta, ma lasciamo stare). In ogni caso, se per caso la Fed sapeva, bastava cercasse di farlo capire alle altre banche.

Non vi è nulla di teoricamente solido che provi che la banca centrale deve attivarsi per far sì che un'altra banca si compri la fallimentaria a prezzi da svendita. Dove sta il ragionamento che rende questa cosa ragionevole? JPMorgan è disposto a pagare 2 dollari per azione di Bear Sterns ed a concedere lauti bonus e compensazioni ai dipendenti di Bear Sterns, dopo essersi assunto tutti i rischi che stanno dal lato dei passivi. Questo vuol dire che JP Morgan sa qualcosa che gli altri non sanno? Ma, allora, se sa qualcosa che gli altri non sanno, perché ha bisogno della Fed? Potrebbe far tutto da solo o in compagnia, per esempio, di Banco Santander: 30 miliardi non sono una cifra così enorme da raccogliere per JP Morgan e Santander assieme. Che ruolo svolge in tutto questo la Fed? E l'asimmetria informativa, dove sta visto che anche JP Morgan sa qualcosa che anche la Fed sa?

Sospetto che il "modello teorico" che FG ha in mente sia quello che gli accademici chiamano "Diamond&Dibvig", ma D&D qui proprio non c'entra: D&D al più spiega perché abbiamo FDIC. Non spiega, né giustifica, quanto è successo il week scorso tra Washington e Wall Street (well, ok, Park Avenue).

Si tratta di capitalismo responsabile,
non della fine del capitalismo come qualcuno vorrebbe interpretarla. Se
la Fed ha compiuto un errore è aver atteso troppo a lungo, in questo
ripetendo l’errore compiuto in settembre dalla Banca d’Inghilterra.

Non si tratta della fine del capitalismo, su questo concordo. Il capitalismo non muore mai, cambia solo di pelle e s'adatta all'evolversi dei rapporti di forza; ha sopravissuto in Messico con Salinas, in Francia con Chirac, ed in Italia con BS e Prodi, quindi il capitalismo proprio non si preoccupa. Si tratta invece di un pessimo esempio di capitalismo di stato: per ragioni completamente ingiustificate (e, sospetto io, ingiustificabili) la Fed si è esibita in un esercizio di salvataggio che in altri paesi ed altre industrie tutti (quelli a cui piace il capitalismo competitivo e di mercato) condannano. Così facendo ha, perdippiù, favorito un gruppo bancario rispetto ad altri, infilandosi in un nido di vespe niente male. La motivazione? Che se falliva Bear Sterns sarebbe crollato il sistema finanziario USA sulla base del panico. L'evidenza a supporto di tale affermazione: zip!

Sulla questione specifica (il panico, il crollo, e tutte le paure di questi giorni) ci ritorno con pazienza nel fine settimana. Qui vorrei solo porre una domanda al mio amico e maestro Francesco Giavazzi. Se non erro Alitalia è indebitata sino al collo, e lo è con le banche italiane. Se Alitalia fallisce - ci viene spiegato da Fini, BS e compagnia - crolla il sistema italiano dei trasporti ed il paese perde un'impresa d'importanza strategica. A fronte di tutti questi rischi noi tutti (FG compreso) siamo dell'opinione che o ben Air France se la compra alle condizioni che vuole o Alitalia può anche fallire. In particolare, nessuno di noi si sogna di suggerire a Mario Draghi d'inventarsi una qualche special facility per dare una mano ad Alitalia o per, come vorrebbe l'uomo BS, facilitare il prestito ponte che Banca Intesa dovrebbe fare ad Alitalia affinché i suoi figli (dell'uomo BS, non di Mario Draghi) finiscano per comprarsi Alitalia. Tutto questo mi pare legittimo. Ma allora, perché Bear Sterns sì ed Alitalia no?

76 commenti (espandi tutti)

Grazie del Link. La risposta che da' Volcker alla domanda di Boldrin (perche intervenire) e': "the problem was not the loss of Bear Stearns as such, it is the concern about the interconnections it has with the other firms, transactions in derivatives in particular..."

Potrebbe aver ragione, ma non sono in grado di valutarlo.

Attendo con ansia il vostro articolo su un eventuale system risk  programmato (l'articolo, intendo ...) per settimana prossima. Sto cercando di capire se la finanza, intesa come mero impiego di capitale speculativo, abbia, diciamo cosi, buttato all'aria il normale rapporto tra capitale monetario, credito e accumulazione.

Thus spoke PK:

http://www.nytimes.com/2008/03/21/opinion/21krugman.html?_r=1&oref=slogin

Thus spoke PK:

http://www.nytimes.com/2008/03/21/opinion/21krugman.html?_r=1&oref=slogin

Per una volta sono abbastanza d'accordo col PK contemporaneo, ma quando scrive:

For example, in the old system, savers had federally insured deposits
in tightly regulated savings banks, and banks used that money to make
home loans. Over time, however, this was partly replaced by a system in
which savers put their money in funds that bought asset-backed
commercial paper from special investment vehicles that bought
collateralized debt obligations created from securitized mortgages —
with nary a regulator in sight.

...viene spontaneo chiedersi perche' non fece piu' rumore nel 1999 quando fu firmata l'abrogazione del Glass-Steagall Act, togliendo un ostacolo all'investimento di risparmi privati (e assicurati da FDIC) nel futuro "shadow banking system". Avrebbe potuto trovare orecchie attente: all'epoca il sottosegretario al Tesoro era il suo amico Larry Summers, che da pochi mesi era succeduto al suo altro amico Bob Rubin, dimissionario dal Tesoro per un lavoro direttivo (e lucrativo) a Citigroup: la prima beneficiaria di questa iniziativa... Ho cercato invano riferimenti a "Glass-Steagall" sul suo vecchio archivio al MIT (che contiene i suoi articoli fino all'anno 2000) e su quello nuovo a Princeton, ma nisba.

Mannaggia la miseria, Enzo, can't we agree for more than seven minutes? Il nostro è un destino! Bene, visto che per una volta siamo finiti a baci in bocca su cosa causa cosa in questioni demografiche, è salutare che noi si dissenta immediatamente su qualcos'altro. È toccato alle strane cose che PK scrive, quindi discutiamo di quest'ultima perla d'ambiguità krugmaniane.

Sia chiaro, io concordo con te che l'errore fu l'abrogazione del Glass-Steagall senza contemporaneamente arrivare ad una ridefinizione di che diavolo fanno le banche d'investimento, chi le regola (se qualcuno deve) e cosa possono fare o non fare (e come devono fare mark to market, come devono calcolare e riportare i profitti, ma lasciamo stare). Siamo d'accordo, fu una follia. Follia moltiplicata per 100 negli allegri ultimi anni di Greenspan, quando in base alla teoria pseudo-keynesiana secondo cui la deflazione è il grande pericolo, si regalò credito a tassi negativi a chiunque lo volesse, senza alcun criterio, senza alcuna restrizione, senza alcuna logica. Tanto c'era 9/11 a giustificare le peggior cose.

Detto questo, che in realtà PK non dice, tu mi sembri suggerire che PK dice cose sensate nell'articolo. Ebbene, non le dice. PK, come molti di coloro che sembrano sempre trovare perfettamente logico e socialmente utile tutto ciò che viene utile agli amministratori (nemmeno gli azionisti) delle grandi banche, vuole farci credere che il suo ex-collega Ben Bernanke è il redentore dell'umanità. Vuole farci credere che BB sta evitando a tutti noi un'altrimenti inevitabile caduta nel baratro degli anni '30. Balle, sonore balle, gigantesche balle! PK scrive

In fact, however, we were partying like it was 1929 — and now it’s 1930.

The
financial crisis currently under way is basically an updated version of
the wave of bank runs that swept the nation three generations ago.
People aren’t pulling cash out of banks to put it in their mattresses —
but they’re doing the modern equivalent, pulling their money out of the
shadow banking system and putting it into Treasury bills. And the
result, now as then, is a vicious circle of financial contraction.

Dove sono i bank runs? Nessun deposito bancario è a rischio. Non solo perché c'è FDIC - pensateci: c'è FDIC, ed abbiamo creato FDIC perché nel caso le banche commerciali falliscano i risparmiatori che vi hanno depositato denaro in conti correnti non perdano i loro depositi. Questo vuol dire che, VISTO che FDIC esiste ed abbiamo pagato per essa tutti questi anni, forse si potrebbe usarla! Invece no, vogliamo evitare che qualsiasi banca fallisca! Ma allora, mi dite voi a cosa cavolo serve FDIC? Se nessuna banca può fallire in nessun caso, perché diavolo spendiamo soldi per FDIC? - dicevo: nessun deposito bancario è a rischio perché, letteralmente, non stiamo osservando alcun sintomo di corsa ai depositi. Non metto i numeri, ma se qualcuno li chiede li metterò! Non c'è nessuna corsa ai depositi. Nessuno sta ritirando i propri conti correnti, conti di risparmio, niente. Nessuno lo riporta perché non sta succedendo! PK MENTE! NOBODY IS PULLING CASH OUT OF BANKS! Di cosa parla? Di invenzioni sue: diffonde paura attraverso il New York Times per convincere la gente che le politiche plutocratico-socialiste della Fed siano giustificate. Ma per farlo deve raccontare BUGIE e diffondere il PANICO. Ecco, lo dico francamente: la mia impressione e' che da un anno a questa parte la stampa economica del mondo lavori per diffondere panico. Non tutti lo fanno, ma un buon 80% dei commentatori partecipa a quest'opera di rimbecillimento generalizzato. Ora io chiedo: qui prodest?

Alcune, ripeto ALCUNE, banche d'investimento e banche commerciali stanno facendo perdite sostanziali perché han fatto investimenti del menga. Altre stanno facendo profitti più piccoli del previsto (e.g. Lehman e Goldman, come abbiamo appreso martedì). A fronte di queste perdite l'altra metà del settore bancario sta facendo soldi, magari meno del "previsto" (leggi: sperato) ma sta facendo soldi. Le banche europee non mi sembrano in grandi pericoli, almeno in media. Idem per le giapponesi. Idem per molte americane, da Wachovia a Wells Fargo, da US Bank a, infatti, JPMorgan-Chase. Per non parlare di Bank of America, la più grande, che mi sembra in ottima salute, o delle banche europee che hanno perso rispetto ai loro massimi storici, ma stanno perfettamente bene: i miei soldi in BBVA valgono ancora più del doppio di 4 anni fa! Di che diavolo straparla PK? Le banche commerciali americane stanno bene, visto che siamo in recessione! Mica è sempre domenica, a volte è venerdì e bisogna mangiare di magro, so what? Perché diavolo PK invoca il 1930-32, che nulla ha a che fare con quanto succede ora?

Bene, ve lo dico io perché lo fa: difende la professione, o meglio il mito della medesima; difende gli amici suoi, i suoi ex-studenti, i suoi ex-colleghi. Straparla dei fighetti di Wall Street e dintorni a cui è andata per una volta buca, dei kings of the universe che, non avendo capito che the opposite of insurance is a lottery and lotteries are dangerous, ora sono in brache di tela. Neanche tutti lo sono: solo i più stupidi, o i più sfortunati. Non fa differenza se siano stati stupidi o sfortunati: il mondo, ed il capitalismo, possono continuare anche senza di loro. Hanno giocato con il fuoco senza
capir assolutamente nulla di quanto facevano ed ora occorre far finta che il mondo finisce se finiscono disoccupati e con al più un paio di milioni di dollari di risparmi!? Una volta o l'altra
bisognerà pure smontare il mito di questi investment bankers che i giornali descrivono come se fossero dei geni! Ma quali geni? Essi sono i nostri studenti falliti, gli ex compagni di
classe che non han preso tenure, i colleghi appena tenured che non
riuscivano a scrivere un altro paper decente ma avevano fame di denaro,
quelli che non capivano i teoremi del punto fisso ma avevano imparato a
memoria Ito calculus, e via dicendo! Quali geni e masters of the universe? Questi in media non sanno quello che fanno, per questo occorre regolarli ...

Bottom line: PK mente sapendo di mentolo. Purtroppo è in ampia compagnia: anche gli editorialisti, come gli economisti monetari, vanno laddove c'è il denaro ed i denaro sta nelle banche. Questo e' perfettamente comprensibile, ma smettiamola almeno di prenderci in giro.

Altri, almeno quando vanno all'estero, mentono molto meno. Guardate cosa dice, per esempio, John Thain, presidente e CEO di Merrill Lynch in un intervista a El Pais che raccomando leggere interamente:

Pregunta. ¿Cuáles son los principales errores que la banca
tradicional y los bancos de inversión han cometido en esta crisis,
después del boom hipotecario del pasado verano?

Respuesta.
El problema actual es el resultado de una burbuja de liquidez. Hubo
demasiado dinero disponible durante demasiado tiempo y a un coste
demasiado bajo, y eso permitió que se originara un endeudamiento cada
vez más grande en condiciones muy laxas. Eso permitió, por ejemplo, que
los fondos de private equity [capital riesgo] operaran con
niveles de deuda extraordinariamente elevados. Cuando esa burbuja de
liquidez estalló, provocó los problemas que estamos viendo ahora, lo
que ha llevado a una pérdida de confianza en el conjunto del sistema
financiero. En este momento, estamos sufriendo las consecuencias de
esta burbuja.

Perfetto, questo è quello che (non sono l'unico, ma non siamo molti) sostengo da tempo. Banale fatto oggi apparentemente acquisito, e che tutti continuano a scordarsi nel discutere sul come affrontare questa crisi. Non ero così pazzo se il capo di Merril Lynch, un anno dopo, ripete la stessa mia solfa! Però ora tutti amano parlare di qualcos'altro, evitando di confrontarsi con le CAUSE originali della crisi finanziaria! Non ho mai capito come si possa curare una malattia ignorandone o scordandosene le cause, ma in questa follia dei subprime mortgages sembra questa sia diventata la regola! Mi permetto di continuare a chiedere:

Se il grande disastro viene da interessi troppo bassi e da una bolla di liquidità, come è possibile che per curarlo occorra alluvionare il mercato con liquidità a buon mercato una volta di più?

Non basta: ora girano idee geniali come questa.

Cosa dire? Non so che dire, mi sento come uno di quei socialisti "hilferdinghiani" (si dirà?) secondo cui esiste una cricca di banchieri grassi, sozzi, ladri e maledetti che controllano il mondo. Non gradisco per nulla questa condizione, ma cos'altro posso pensare a fronte di un articolo del più prestigioso (e "liberale") quotidiano economico del mondo che descrive in toni positivi l'ipotesi che le banche centrali delle grandi potenze economiche mondiali si facciano carico delle possibili perdite delle banche d'investimento private?

In realta', il mio era un post piu' di critica a PK che di apprezzamento. La cosa che giudicavo sensata e' che "This banking crisis of the 1930s showed that unregulated, unsupervised
financial markets can all too easily suffer catastrophic failure". FDIC serve a evitare i bank runs da parte di risparmiatori individuali, ma al momento il rischio piu' grosso e' il suo equivalente in campo interbancario (il "bankers' mistrust"), come si e' visto dallo spread tra LIBOR e tassi praticati dalle banche centrali e i livelli a cui sono arrivati i CDS (e non solo in America: Gran Bretagna, Irlanda e soprattutto Islanda non stanno messe meglio). Purtroppo in quest'ultimo decennio la regulation e' stata molto debole, perche' le banche d'investimento hanno continuato a essere regolate dalla SEC (che si preoccupa di altri aspetti, distinti dalla stabilita' del sistema finanziario) e non dalla FED. Al tempo stesso, i due sistemi bancari sono stati sempre piu' interconnessi per quel che riguarda i flussi di denaro, e questa e' appunto l'essenza dello "shadow banking system" e della sua pericolosita' attuale.

Il che e' tutto vero, ma PK evita accuratamente di spiegarci perche' l'amministrazione Clinton non penso' a mettere in piedi un framework regolatorio piu' omogeneo e stringente prima di incoraggiare la fusione tra Travelers e Citicorp nel 1998, e poi sanzionarne la santita' un anno dopo con l'abrogazione del G-S A. Che sia questo uno dei casi di grande esperienza governativa di cui Hillary non fa che parlare?

1) Bank runs: penso che PK si riferisca alle difficoltà di  hedge funds e simili (non ho dati per sapere se mente):

We are, in effect, suffering from a giant bank run, albeit on financial institutions that aren’t called banks — and aren’t regulated like banks.

preso da: http://krugman.blogs.nytimes.com/2008/03/18/shouting-fire-in-a-crowded-theater/

2) Liquidità e cause della crisi: una parziale "risposta" qui. Sempre che io abbia capito lo spagnolo a sufficienza... 

3) Nel tuo commento più sotto, tu scrivi:

Non vedo nemmeno, però, forti ragioni per scagliarsi contro l'intervento pubblico, che potrebbe oltretutto essere inevitabile e costosissimo qualora la situazione degenerasse ulteriormente. La discussione su questo punto deve essere condotta sul piano dell'analisi della situazione corrente e delle sue probabili evoluzioni, anche senza la guida di una solida modellistica economica.

Questo approccio mi sembra alquanto rischioso. Anzi, direi proprio che questo approccio mi sembra arbitrario e dannoso del bene pubblico. Ammonta a dire: fidatevi del manovratore, egli sa. Siccome c'è sempre il rischio che la situazione peggiori, qualsiasi cosa il manovratore faccia sostenendo che lo fa per il bene della patria è giustificato. Inoltre, il manovratore non ha l'obbligo di giustificare in modo coerente le sue scelte. Egli ha "naso", esperienza "pratica", "capisce il mercato", e cose del genere. Che non abbia uno straccio d'argomento logico a sostegno di quanto fa è irrilevante. L'argomento piacerebbe di sicuro all'uomo BS, ma non piace a me per ragioni di principio anche se riconosco che si tratta di argomento perfettamente logico: BS e BB capiscono il funzionamento del sistema economico meglio di me, e mi vogliono bene. Se avete voglia di fidarvi, fidatevi voi: a me sembra abdicare al controllo pubblico sugli atti della Fed e dei suoi amici banchieri.

Non ci sono giustificazioni, non c'è nessuno che "si fida". Penso solo che in caso di crisi, quando le decisioni vanno prese in fretta, il manovratore abbia il DOVERE di agire, mettendoci la faccia e pagandone in seguito le conseguenze. Non c'è strada migliore. Questo NON implica accettazione passiva, NON tappare la bocca a critiche e suggerimenti, ma vuole togliere giustificazioni ad un atteggiamento immobilista ("fermi tutti! non abbiamo una teoria-guida! non abbiamo analisi empiriche generalizzabili! che nessuno si muova!") che mi sembrava vicino allo spirito del tuo post. Poi magari mi sbaglio, eh...

Il mio guru è ritornato! :P

Comunque: misure per allargare il credito (anche a banche di investimento) e dare respiro in questa fase del mercato secondo me sono ragionevoli. Garantire l'intero passivo di una banca di investimento e architettarne l'acquisto da parte di JpMorgan a 2 dollari per azioni è una roba che, secondo me, avrebbe fatto storcere il naso persino in italia.

Come ho gia sostenuto qui credo che la mossa della FED avrebbe un senso SE E SOLO SE  finita questa crisi si cambia qualcosa nelle regolamentazioni (un bel regolamento che dice : chi è trasparente nei bilanci ,chi adotta sistemi di incentivi validi sarà supportata dalla fed  da linee di credito, chi non lo fa no. Questo non è un regalo ma semplicemente un premio per chi rende trasparente, e quindi efficiente, il mercato.).

Michele tu dici che non vi è evidenza empirica che se una grande banca d'affari fallisce vi sia qualche problema. Be vi è qualche evidenza in senso opposto ? Lo chiedo perchè non so se magari in passato(negli ultimi 30 anni diciamo) è mai crollata una banca di queste dimensioni.

Alitalia è un carrozzone inutile ,il suo fallimento porterà qualche centinaia di posti di lavoro in meno  e basta. BS (non silvio,intendo Bear Sterns) è una banca con chissà quanti miliardi in posizioni aperte con altre banche & società finanziarie. Un fallimento da un giorno all'altro forse (nessuno può saperlo con certezza) qualche problemino qua e la potrebbe crearlo. Ora che la scelta del farla fallire sia la scelta corretta dal punto di vista degli incentivi per il futuro non è in dubbio. Bisognerebbe valutare l'impatto di un fallimento del genere.

Poi anch'io reputo penosa la scelta di JP morgan di dare incentivi ai manager di BS che hanno portato a questa situazione(almeno però le loro azioni non valgono una ceppa)

Michele tu dici che non vi è evidenza empirica che se una grande banca
d'affari fallisce vi sia qualche problema. Be vi è qualche evidenza in
senso opposto ? Lo chiedo perchè non so se magari in passato(negli
ultimi 30 anni diciamo) è mai crollata una banca di queste dimensioni.

Alitalia è un carrozzone inutile ,il suo fallimento porterà qualche
centinaia di posti di lavoro in meno  e basta. BS (non silvio,intendo
Bear Sterns) è una banca con chissà quanti miliardi in posizioni aperte
con altre banche & società finanziarie. Un fallimento da un giorno
all'altro forse (nessuno può saperlo con certezza) qualche problemino
qua e la potrebbe crearlo. Ora che la scelta del farla fallire sia la
scelta corretta dal punto di vista degli incentivi per il futuro non è
in dubbio. Bisognerebbe valutare l'impatto di un fallimento del genere.

Con Bear Stearns non e' successo niente di nuovo (ed Enzo ha gia' citato il Glass-Steagall Act). Non so se esistano evidenze recenti (post-Great Depression, per dire) a supporto del contrario (visto che dipende da quanto si giudica "grande" una banca, in genere i pesci piccoli e medi falliscono senza problemi),  e l'unico litmus test che abbiamo e' Continental Illinois , che a un certo punto era tra la quinta e la settima banca degli USA a seconda della misura che si prende per il ranking. Banca che nel 1984 fu, ovviamente, salvata con soldi pubblici e reciproca soddisfazione dal presidente degli stati uniti e dal chairman della Fed piu' Keynesiani di sempre, nella cruda realta' dei fatti e nel vero senso della parola: Ronald Reagan e Paul Volcker.

Proprio perche' giudicata "Too big to fail".

Chiedevo appunto una "prova" recente perchè dagli anni 80 ad oggi l'uso di derivati è aumentato esponenzialmente no ? Se BS ha per esempio una gran quantità di swap sui tassi con controparte Pippo Brothers e BS fallisce, magari si trova in difficoltà anche Pippo ..

Se una banca d'investimenti fallisce, perché il resto della società
dovrebbe rimetterci mentre se fallisce una compagnia aerea, o un
produttore di generi alimentari, no?

Be', un po' speciali le banche lo sono, dato il loro ruolo nella determinazione della massa monetaria. Anche Milton Friedman, che favoriva la deregulation in tutto il resto del sistema economico, non era affatto favorevole al free banking e criticava la nonchalance "austriaca" di Andrew Mellon in materia di intervento governativo durante una seria crisi finanziaria. E' vero che la cosa e' piu' critica per le banche commerciali che per quelle d'investimento, ma dall'abrogazione del Glass-Stegall Act nel 1999 non c'e' piu' una distinzione cosi' netta.

Infatti l'idea in se di prestare soldi anche alla banche di investimento non credo sia criticata (a quel punto però anche loro devono essere soggette a regolamentazione); il punto è che la FED abbia deciso di garantire, come dice Giavazzi, "l'intero magazzino" e di mandare avanti JpMorgan per papparsela in saldo: perché invece non lasciare che si facesse uno spezzatino del "magazzino", che dovrebbe essere di qualità e quindi appetibile non solo per JpMorgan, magari accompagnadolo in modo avveduto per contenere il panico?

Mi lascia perplesso il fatto che in un articolo di oltre 1000 parole che tratta questioni di policy i riferimenti alla situazione contingente siano limitati a due-righe-due. La richiesta di spiegazioni teoriche (i.e., modelli) ed "evidenza empirica" (e qui penso a dataset immensi, non certo a 2 case studies) è sacrosanta, ma non può essere usata per bloccare l'intervento dell'autorità pubblica nel bel mezzo di una crisi finanziaria.

Personalmente, non ho opinioni forti sulla questione. Innanzitutto, non la capisco fino in fondo. Poi, sono infastidito dall'arroganza di certi investitori istituzionali, che si affannano a richiedere l'intervento pubblico dopo essersi comportati in maniera superficiale o riprovevole (ultimo caso in ordine cronologico, questo articolo di Mohamed el Erian, che scopro essere tornato a PIMCO per motivazioni che mi piacerebbe sapere... scelta personale o calcio nel culo??).

Non vedo nemmeno, però, forti ragioni per scagliarsi contro l'intervento pubblico, che potrebbe oltretutto essere inevitabile e costosissimo qualora la situazione degenerasse ulteriormente. La discussione su questo punto deve essere condotta sul piano dell'analisi della situazione corrente e delle sue probabili evoluzioni, anche senza la guida di una solida modellistica economica.

Discutere sui dettagli dell'operazione (perché finanziare un'acquisizione da parte di un concorrente come JP Morgan??) è un'altra cosa ancora...

 

PS: Pettegolezzi! Pettegolezzi! Quali sono le storie "di Bear Sterns ai tempi di LTCM" e "della vendetta"?? Fatele arrivare anche in Italia, please...:)

Quando LTCM stava per fallire (sep 1998), ci fu una riunione alla Federal Reserve Bank of New York di 16 investment banks per chiedere ad esse di participare ad un consorzio che riprendesse le posizioni di LTCM (come infatti avvenne). La Bear Stearns (nella persona del suo capo Jimmy Cayne) fu l'unica che rifiutò di contribuire capitali al consorzio. Sia David Komansky della Merrill Lynch che Bill McDonough della Fed (i due organizzatori del consorzio) furono molto infastiditi. La leggenda dice che informarono i loro successori di vendicarsi colla Bear Stearns in futuro.

Il 10 marzo 2008 la Bear Stearns nega essere in difficolta ("Bear Stearns today denied market rumors regarding the firm’s liquidity.
The company stated that there is absolutely no truth to the rumors of
liquidity problems that circulated today in the market"). Altre banche e la Fed non commentano. La manovra non funziona, gli investitori ritirano i loro soldi e la Bear si trova in difficolta e ottiene un prestito dalla Fed/JPMorgan la mattina del 14 marzo.  Per i mercati e' uno shock. Durante il week-end viene ceduta alla JPM per una cifra irrisoria di circa $2 per azione.

Il 18 marzo 2008 si sparse la voce che la Lehman potrebbe fallire come aveva precedentemente fallito la Bear Stearns. La Fed prese contatto con i responsabili delle altre investment banks e li prego di dare una mano alla Lehman, infatti il giorno stesso vari di essi fecero dichiarazioni (riportate subito dalle agenzia di stampa) secondo cui la Lehman era solida e loro non erano minimamente preoccupati.

Il pettegolezzo è: perche la Fed non fece lo stesso con la Bear Stearns? Avrebbero forse potuto impedire il crollo della Bear se avesse agito prima. Forse a loro va bene che Jimmy Cayne abbia perso circa un milliardo di dollari quando il valore della azioni BSC e' stato quasi azzerato...

Questi sono i pettegolezzi di Wall Street.

 

Re: Pettegolezzi

21/3/2008 - 19:05

Hai un sito per questi pettegolezzi ?

E' pieno di bars e clubs attorno a Wall Street ...

E' pieno di bars e clubs attorno a Wall Street ...

Comunque, qui ce n'e' un riassunto, fatto da qualcuno che deve avere investito un po' di tempo in quei bars e clubs...

L'articolo prosegue dicendo

Questo spiega perché la Fed domenica sera ha assicurato l'intero magazzino mutui di Bear Stearns.

A dire il vero, questo non spiega nulla, o spiega l'opposto. Se la Fed sapeva che Bear Stern era solida, bastava lo dicesse pubblicamente: non credo lo sapesse, perché non ha poteri di supervisione sulle banche d'investimento e Bear Sterns non è il tipo di banca che si comporta in maniera amichevole con la Fed (gira da anni la storia di come si comportò Bear Sterns al tempo di LTCM ... ora gira la storia della vendetta, ma lasciamo stare). In ogni caso, se per caso la Fed sapeva, bastava cercasse di farlo capire alle altre banche.

Nell'articolo di FG c'è anche scritto:

Aveva urgentemente bisogno di liquidità ma nessuno era disposto ad acquistare i suoi mutui, neppure quelli a basso rischio, neppure a prezzi di svendita. Come al mercato, quando si diffonde la voce che nelle cassette di un venditore di arance c'è qualche frutto marcio: nell'incertezza nessuno più si avvicina a quel banco, anche se la maggior parte dei frutti è buona e il banco è disposto a fare uno sconto.

Puoi essere più preciso? Perché questa non è una risposta per te? Grazie.

Partiamo dal fondo. Alitalia no perchè è già stata salvata diverse volte. Errare è umano, perseverare è...politico. In realtà Alitalia no perchè l'UE sta col fucile puntato dopo che tutti i salvataggi precedenti erano sempre "l'ultima volta". Comunque, stiamo a vedere.

Per quanto riguarda BSC e i suoi simili mi sembra che l'informazione che le banche centrali sono sempre pronte ad intervenire è stata interiorizzata dal sistema (bancario) che a qs punto tiene per le ..... le banche centrali. L'opinione diffusa è: se falliscono le banche crolla tutto. A dire il vero pochi vogliono veramente andare a vedere quello che potrebbe succedere, ma questo basta. E' la famosa "Greenspan put" che adesso è diventata "Bernanke put". Quest'ultimo "cuor di leone" poi è stato ancora più veloce ad abbassare i tassi del suo predecessore. Naturalmente le banche centrali ci mettono del loro, visto che dopo aver fissato le regole di patrimonializzazione del sistema bancario hanno chiuso tutte e due gli occhi di fronte a tutti gli arbitraggi regolamentari possibili. E qui, come ha osservato Tabellini, la c.d. difesa degli interessi nazionali ad opera di ciascuna banca centrale, ha avuto un certo peso.

Soluzioni ? Ignote. Però se si voleva "sperimentare" una bancarotta con effetto deterrente, BSC poteva essere buona cavia (non potendo innescare direttamente una corsa ai depositi come Northern Rock).

 

In effetti c'era qualcosa di quell'articolo che non avevo afferrato e ancora non capisco. FG dice: e' come al mercato, si sparge la voce che il venditore ha la frutta cattiva e nessuno la vuole comprare. A questo punto che si fa? Si prende tutta la frutta, la si da' al banchettaro vicino e le cose cambiano??

Bah. A volte mi chiedo come sarebbe il mondo senza finanza. 

Non so se sia giusto utilizzare misure diverse per istituti finanziari. Ma, posto che l'intervento pubblico sia considerato necessario, perche' in Inghilterra si e' nazionalizzato Northern Rock mentre negli USA l'ipotesi di nazionalizzare Bear Sterns e' stata scartata subito? Se e' vero che il mercato ha ricompensato JPMorgan con una umento del valore del mercato del 20%, non sarebbe stato meglio che i vantaggi di un simile affare andassero a tutta la societa' e non agli azionisti di JPMorgan?

Posto che entrambe sono state crisi di liquidita' e fiducia dovute al fatto che si finanziavano nel wholesale market, la differenza e' stata piu' che altro di metodo.

Northern Rock e' stata nazionalizzata malvolentieri - a parte i liberaldemocratici che l'hanno chiesta sin da settembre - dopo che cinque mesi di trattative non sono riuscite a trovare un acquirente privato disposto a pagare indietro con celerita' i soldi pubblici che le erano stati prestati.

In Bear Stearns di fatto hanno nazionalizzato direttamente le perdite - il prestito e la successiva offerta di acquisto di BS da parte di JPM erano vincolati ai trenta miliardi di finanziamento della fed - e mantenuto l'impresa privata.

Io non riesco ad antropoformizzare i mercati, specialmente quelli finanziari. Questo per dire che della teoria molto diffusa, e riportata qui da Filippo, secondo cui

[...] misure per allargare il credito (anche a banche di investimento) e dare
respiro in questa fase del mercato secondo me sono ragionevoli.

non so che dire. Non capisco cosa voglia dire "dare respiro" ad un portafoglio d'investimenti.

È mai crollata una banca di queste dimensioni? No, che io sappia nel secondo dopoguerra non è mai successo. Non saprei cosa inferire da questo fatto. In particolare, non so su cosa si basi l'asserzione continuamente ripetuta da banchieri e bancari che SE una banca d'affari di queste dimensioni va in liquidazione succede l'iradiddio. La loro asserzione si basa su zero fatti, come la mia.

Sulla questione specifica, e nonostante le sperticate lodi di saggezza che bancari e banchieri riversano su Bernanke - tanto, son mica loro i soldi che Bernanke rischia ... anzi, loro stanno solo ricevendo il segnale che anche in futuro possono prendere quanti rischi vogliono alla ricerca di rendimenti elevati, tanto il downrisk è assicurato dalle nostre tasse - io rimango dubbioso per tre fatti. Fatto 1: 30 Miliardi sono meno d'un millesimo della media delle stime della dimensione del portafoglio di derivati in essere. Basta meno di un millesimo del mercato per far crollare il mercato? Allora siamo sempre nei guai. Fatto 2: JPMorgan paga qualcosa per prendersi BSC, quindi non deve considerarla tecnicamente in bancarotta. Fatto 3: il titolo NYSE:JPM ha avuto la seguente evoluzione dal 14 Marzo in poi

Date Open High Low Close Volume

 

20-Mar-08 42.91 46.45 42.85 45.97 71,674,200
19-Mar-08 43.26 44.89 42.44 42.47 70,593,300
18-Mar-08 42.19 42.88 41.25 42.71 76,994,300
17-Mar-08 37.00 41.09 37.00 40.31 125,296,300
14-Mar-08 38.80 38.80 36.01 36.54 77,776,000

Da questi numeri è facile inferire che qualcuno ci ha guadagnato alla grande. Lunedì, primo giorno utile di trading, il numero di azioni di JPM che son passate di mano è stato doppio del solito. Quindi in parecchi si sono accorti che era un buon affare, ossia il "mercato" ha capito che era un buon affare ... se era un buon affare, com'è che c'è voluta la Fed per finanziarlo?

Bè, un po' speciali le banche lo sono, dato il loro ruolo nella determinazione della massa monetaria.

Certo, ma occorre fare attenzione a COME tale massa (base?) monetaria si determina. Anzitutto, BSC con il sistema dei pagamenti non aveva nulla a che fare. Nè è fonte di nuovo credito, chiaramente: stava cercando di riceverlo, e non lo riceveva. Nella peggiore delle situazioni BSC lasciata a se stessa faceva "volatilizzare" un nominale di 30 miliardi di titoli che detenevano e che qualcuno aveva finanziato. Chiunque li avesse finanziati doveva, a quel punto, aver marked down il valore di quei titoli nel proprio portafoglio di una qualche grossa percentuale; detto altrimenti: da settimane o forse mesi una parte sostanziale di quei 30 miliardi era data per persa e non poteva essere usata come collaterale in nessuna transazione che generasse "credito". Questo era l'ammontare NON di credito o di base monetaria ma di "usable securities" che sarebbe sparito. Non di più di una decina di miliardi, a farla grande. Notare che la relazione fra l'ammontare di credito outstanding e base monetaria non è di uno a uno, esiste il famoso moltiplicatore. Se non sbaglio la base monetaria in essere al 12 Marzo 2008 ammontava a 824 miliardi di dollari. Il totale del credito in essere, anche solo dalle banche commerciali USA è dell'ordine di 1300 miliardi di dollari. Se guardiamo a quelle che vengono definite "Total Financial Sector: Liabilities: Credit Market Instruments" arrivamo a 16000 miliardi di dollari. Queste le liabilities, gli assets sono circa 36000 miliardi di dollari (good to know the financial sector still has positive capital, no?). Insomma, ogni banca è importante, per carità. Ma le dimensioni contano. Il paragone con il 1929-32 che molti avanzano mi sembra completamente fuori luogo.

Mi lascia perplesso il fatto che in un articolo di oltre 1000 parole
che tratta questioni di policy i riferimenti alla situazione
contingente siano limitati a due-righe-due. La richiesta di spiegazioni
teoriche (i.e., modelli) ed "evidenza empirica" (e qui penso a dataset
immensi, non certo a 2 case studies) è sacrosanta, ma non può essere
usata per bloccare l'intervento dell'autorità pubblica nel bel mezzo di
una crisi finanziaria.

Potrei rispondere che i riferimenti alla situazione contingente erano tanti quanti quelli presenti nell'articolo criticato, o nelle decine di simili articoli che vedo apparire in questi giorni. Ma non è questo il punto: non ho messo numeri perché non volevo annoiare. Qui ne ho messi ... se qualcuno ha degli altri numeri che contraddicano i miei, benissimo. Ne ho qualche altro da parte, ma non voglio tediare troppo. Non solo: l'argomento teorico "informazione asimmetrica" non è di mia scelta, ma viene scelto da chi difende la sostanza di questi interventi sulla base di affermazioni teoriche. Io faccio solo osservare che, da un lato, la situazione contingente NON corrisponde a quanto assunto nell'argomento teorico adottato e che, dall'altro, l'argomento teorico adottato conduce a conclusioni di policy ben differenti!

Non vedo nemmeno, però, forti ragioni per scagliarsi contro
l'intervento pubblico, che potrebbe oltretutto essere inevitabile e
costosissimo qualora la situazione degenerasse ulteriormente. La
discussione su questo punto deve essere condotta sul
piano dell'analisi della situazione corrente e delle sue probabili
evoluzioni, anche senza la guida di una solida modellistica economica.

Questo approccio mi sembra alquanto rischioso. Anzi, direi proprio che questo approccio mi sembra arbitrario e dannoso del bene pubblico. Ammonta a dire: fidatevi del manovratore, egli sa. Siccome c'è sempre il rischio che la situazione peggiori, qualsiasi cosa il manovratore faccia sostenendo che lo fa per il bene della patria è giustificato. Inoltre, il manovratore non ha l'obbligo di giustificare in modo coerente le sue scelte. Egli ha "naso", esperienza "pratica", "capisce il mercato", e cose del genere. Che non abbia uno straccio d'argomento logico a sostegno di quanto fa è irrilevante. L'argomento piacerebbe di sicuro all'uomo BS, ma non piace a me per ragioni di principio anche se riconosco che si tratta di argomento perfettamente logico: BS e BB capiscono il funzionamento del sistema economico meglio di me, e mi vogliono bene. Se avete voglia di fidarvi, fidatevi voi: a me sembra abdicare al controllo pubblico sugli atti della Fed e dei suoi amici banchieri.

Nell'articolo di FG c'è anche scritto:

Aveva urgentemente bisogno di liquidità ma nessuno
era disposto ad acquistare i suoi mutui, neppure quelli a basso
rischio, neppure a prezzi di svendita. Come al mercato, quando si
diffonde la voce che nelle cassette di un venditore di arance c'è
qualche frutto marcio: nell'incertezza nessuno più si avvicina a quel
banco, anche se la maggior parte dei frutti è buona e il banco è
disposto a fare uno sconto.

Puoi essere più preciso? Perché questa non è una risposta per te? Grazie.

Pensavo di averlo dato il perché scrivendo:

A dire il vero, questo non spiega nulla, o spiega l'opposto. Se la Fed
sapeva che Bear Stern era solida, bastava lo dicesse pubblicamente: non
credo lo sapesse [...] In ogni caso, se per caso la Fed sapeva,
bastava cercasse di farlo capire alle altre banche.

Sopra sono andato in maggior dettaglio. SE il mercato pensa non valga la pena prestare soldi ad una banca e la Fed ha "superior information", la Fed dovrebbe diffonderla tale informazione, per rassicurare il mercato. Sappiamo ora che la settimana precedente la Fed aveva fatto arrivare, in silenzio, del credito per circa 13 miliardi a BSC. Apparentemente il mercato non credeva alla Fed, poi all'improvviso ha creduto a JPM quando questo s'è comprato BSC a prezzi stracciati ... Insomma, da quando in quà abbiamo deciso che le banche centrali sono nel business di second guess i mercati finanziari e di decidere cos'è un buon e cos'è un cattivo investimento? Da dove vengono questi poteri divinatori?

Gilestro e Ja hanno ben sintetizzato i miei dubbi:

(1) perché mai dare tutta la frutta (marcia e buona) al fruttivendolo che sta al lato risolve il problema?

(2) perché mai privatizzare i guadagni e statalizzare le perdite sarebbe capitalismo responsabile?

Lo so che quest'ultimo è il metodo FIAT degli anni d'oro, ma sostenere che corrisponda al "capitalismo responsabile" mi sembra fuori luogo. Specialmente se altrove si argomenta che occorre liberalizzare e redistribuire dai ricchi ai poveri ... A Francesco io voglio un mondo di bene, ma un pochino lo voglio anche alla coerenza logica.

 

 

Non solo nel fallimento di entrambe le compagnie non c'è niente di male, ma è il solo ed unico metodo per il capitalismo di rinnovarsi, qualcuno farà lo stesso lavoro meglio ed a un minor costo. Ma ormai il capitalismo serio è morente, la FED ha aiutato JP a fare un buon affare economico con i soldi dei contribuenti, BS con alitalia sta cercando di fare un affare politico con i soldi dei contribuenti. La sostanza non cambia: con i soldi dei taxpayers si fanno affari privati, l'esatto opposto del capitalismo.

Naturalmente, sono d'accordo con chi dice che le banche che hanno bilanci problematici falliscano, ci mancherebbe. La questione ora pero', mi si dice, e' che la gente e' terrorizzata, non capisce nulla, e mortgage backed assets sono fortemente sottovalutati. Naturalmente questo e' giudizio che dipende da modelli di valutazione. Mi si dice che questo e' quello che i modelli della FED dicono a chi li fa girare. (Me lo dice uno che li fa girare - ovviamente non Giorgio ne' Andrea - il secondo non e' piu' li' e al primo non fanno toccare i modelli veri che lui si occuca di social economics e labor). Cosa si fa in questi casi? Beh, chi ha soldi compra chi ha in bilancio mortgage backed assets (vedi JP Morgan e Bear Sterns). Mi si dice anche che nessuno compra UBS perche' gli svizzeri (il governo intendo) sparerebbe (non sono sicuro di cosa voglia dire). Comunque, in tutto questo, se UBS vale 26 e il modello degli svizzeri dice che in realta' se valuti bene i suoi mortgage backed assets il valore e' 40, allora accettare mortgage backed assets da UBS come collateral per liquidita' (al prezzo del modello, naturalmente, questo e' cruciale ed e' anche il problema perche' nessuno lo sa qual'e' il prezzo del modello) non mi par follia, anzi. Che ci sia panico e' fuor di dubbio. Che mortgage backed assets siano sottovalutate e' plausibile. Che sia la FED a dover  entrare con misure tipo quelle su collateral che dicevo e' dubitabile (a meno che non abbiano loro i migliori modelli, il che dubito molto), ma non credo faccia male (questo e' vero se e solo se l'ipotesi che mortgage backed assets siano sottovalutate e' solida; altrimenti e' solo sabbia nell'oasi). 

L'altra questione che mi pongo e': supponiamo che io ci creda che mortgage backed assets sono sottovalutate, dov'e' che si comprano? Le si fa comprare solo a JP Morgan? Non vale, io mica ne ho in portafoglio, sono stato bravo, com'e' che adesso passo allo sportello? Fatemi vedere il modello e poi datemi il sito web dove posso comprare queste case al prezzo di carta straccia. Senno' non vale. Questo mi pare un problema fondamentale, la segretezza e la divisione dei profitti fra amici banchieri.

L'altra questione che mi pongo e': supponiamo che io ci creda che
mortgage backed assets sono sottovalutate, dov'e' che si comprano? Le
si fa comprare solo a JP Morgan? Non vale, io mica ne ho in
portafoglio, sono stato bravo, com'e' che adesso passo allo sportello?
Fatemi vedere il modello e poi datemi il sito web dove posso comprare
queste case al prezzo di carta straccia.

Be', compra azioni di JP Morgan, no? :-) Oppure qualche real estate ETF, o se ti senti avventuroso real estate index futures (per esempio tramite IB).

grazie enzo. lo sapevo che prima o poi nfa sarebbe servita a farmi diventare ricco :-) ma jp morgan mi par tardi. adesso ci guardo, ma io non voglio comprare real estate, ma mortgage baked securities. potrei  comprare le banche che le hanno in portafoglio, suppongo. ma le securities di per se' dove le vendono? quelle che Bernanke si sta incamerando come collateral.

ma le securities di per se' dove le vendono? quelle che Bernanke si sta incamerando come collateral.

Le securities temo che vengano in tagli da mercato all'ingrosso, e soprattutto essendo bond sono trattate OTC che e' una cosa che non mi e' mai piaciuta, ma se accetti di pagare un TER dello 0.25%(guadagnando in diversificazione) puoi comprare l'ETF MBB che nel paniere ha appunto MBS. Pero' in un anno di vita non sembra essere diventato particolarmente a buon mercato:

 

--- EDIT, una nottata dopo (buona Pasqua, a proposito): Ah, ecco perche' non e' a buon mercato: contiene solo MBS che sono pass-through securities di Ginnie Mae, Fannie Mae o Freddie Mac, il che rende il default risk molto basso (zero nel caso di Ginnie Mae). Back to the square one...  

Sembra fosse tutto più semplice: bastava comprare BSC in un qualche momento della settimana scorsa. Oggi vale il triplo per il mercato, ed il quintuplo (della cifra a cui se la voleva comprare) per JPM. Notare che titolo di JPM non e' sceso, anzi ha continuato a salire, quindi evidentemente molti assumono che l'affare si fara' e che BSC vale ancor di piu' dei $10 ad azione che JPM ora promette di pagare ... niente male per una banca che stava portando i libri in tribunale.

Adesso attendo qualcuno che mi spieghi che proprio per questo la Fed ha aiutato JPM a comprarsela, ossia perché era veramente un buon affare (per JPM) ...

P.S. I buoni esempi fanno scuola. Da Calculated Risk:

From San Francisco Business Times: Wells Fargo CEO says he's open to conducting a Fed-assisted acquisition

Wells Fargo CEO John Stumpf said the financial crisis is presenting the bank with more acquisition opportunities.

"I
would not be averse to a Fed-assisted transaction," Stumpf said in a
recent interview with the San Francisco Business Times. "Fixer-uppers
don't bother us."

The article mentions National City Bank as a possible acquisition.

 

Non vedo cosa ci sia di strano... ANCHE IO mi renderei disponibile per una FED-assisted acquisition di una banca regionale... Magari assieme ad Alberto, per dividere eventuali spese...;)

Sai l'invidia del parentado, quando diventi banchiere in Ohio...;)

 

PS: Michele, se hai attaccato immagini in fondo al commento, io non riesco a vederle...

Dai, dai, grande idea. Io scoppio di liquidita' che non so dove mettere. E Bernanke ogni giorno me ne infila un po' in portafoglio senza parere. Pero' niente banche dell'Ohio; io voglio UBS. :)

Too late, bisognava comprarle venerdi 14 Marzo. E chi era nel giro buono, per certo le avra' comprate. 

Ma infatti che una banca centrale "dia respiro" concendendo credito temporaneo a chi ha solidi valori nell'attivo, ma che per la situazione di "follia" del mercato interbancario attuale rischia di ritrovarsi insolvente senza che le perdite abbiano minimamente intaccato il capitale netto, come già detto, per me è ok. Però bisogna accordarsi sul quanto, anche perché altrimenti si rischia il paradosso di Northern Rock, con attivo da Oscar, ma nel passivo tanti miliardi della Banca di Inghilterra da restituire a un tasso con penalità, di cui nessuno ha intenzione di farsi carico. E anche sul quando e sul perché: un conto è metterci una pezza in un imprevisto; un conto è quando diventa evidente che alcune banche hanno matchato male le attività e le passività, e sembrerebbero maturi i tempi per vedere un po' di sangue (intendo che ci sia un po' di sano "m&a"), ma la FED vuole in qualche modo evitarlo o pilotarlo.

Mi si dice che questo è quello che i modelli della FED dicono a chi li
fa girare. (Me lo dice uno che li fa girare [...])

Scherzi vero? Non solo la Fed non ha l'informazione necessaria per fare questo - non avendo alcun potere sulle banche d'investimento non ha idea di cos'abbiano in portafoglio: per calcolare cosa vale una MBS occorre conoscenza  piuttosto dettagliata dei mutui che ci sono dietro - ma anche se ce l'avesse (se davvero qualcuno alla Fed fa questo, sono curioso di vedere i risultati) il tutto avrebbe un'implicazione molto forte. Ossia: alla Fed hanno il modello "giusto" mentre tutte le migliaia di altri che fanno questo for a living da decenni ce l'hanno "sbagliato"!

Tu capisci, va bene "behavioral", ma dev'esserci un limite alle ipotesi di fantasia. Un signore alla Fed di NY e BB sono gli unici con il modello giusto, i nervi saldi e la mente lucida mentre migliaia di professionisti sono nel panico, hanno la mente offuscata ed il modello sbagliato? Miliardi di miliardi lasciati sul selciato da gente impazzita? Dai, Alberto! Comunque, son d'accordo con te che questa è L'UNICA ipotesi che giustifica l'intervento del week end scorso, l'unica. Ed è un'ipotesi assurda, come cercavo di far capire nell'articolo discutendo d'informazione asimmetrica: è la stessa cosa. A meno che non si risolva il tutto dicendo che BB ed i suoi collaboratori sono Giove, Apollo, Minerva e Mercurio ...

P.S. Well, ok, anche Jamie Dimon sembra avere la mente lucida ed il modello giusto. Per il momento fa un totale di tre persone ... sospettoso, no?

No, Michele, non esagerare. La Fed, pur non sapendo chi ha cosa in portafoglio,  puo' calcolare i tassi di default impliciti nelle valutazioni di mortgage backed assets, per categoria (sapendo bene che la categorizzazione e' cosa dubbia). Su questa base, puo' giudicare che essi siano, per alcune categorie, "irragionevoli". Il fatto che BS l'altro giorno o UBS in questi giorni siano grandi affari e' conseguenza di questo. Non bisogna essere behavioral per accettare qualcosa di simile. Le banche di investimento i modelli li hanno, e in gran parte infatti stanno facendo affari. La Fed fa lo stesso, cvon diversi obiettivi, ma fa esattamente lo stesso come attore sul mercato.  Se JPMorgan compra, per far soldi, la Fed incamera mortgage backed assets come collateral per stabilizzare il mercato (che tanti investitori, gente come me, non hanno  informazioni su dove mortgage backed assets siano e quanto realmente valgano; e che tanti, non io, decidano quindi di uscire, e' cosa anche naturale; la FED sta cercando di evitarlo, e questo e' il suo lavoro).

Che farebbe invece meglio a far circolare informazione bene e meglio, invece che ad agire sul mercato facendo favori agli amici e proteggendo i banchieri con la scusa del rischio sistemico, su questo sono con te. Pero', secondo me, dopo aver iniettato liquidita' incontinentemente  adesso stanno agendo con piu' accortezza. Solo questo; la tua furia distruttrice non ti permette di vederlo.  

Lascerei stare la furia distruttrice che obnubila la mente, mi sembra caratterizzare di più i titani di Wall Street che il sottoscritto. La conclusione, alla fine, è la stessa

Se JPMorgan compra, per far soldi, la Fed incamera mortgage backed
assets come collateral per stabilizzare il mercato (che tanti
investitori, gente come me, non hanno informazioni su dove mortgage
backed assets siano e quanto realmente valgano; e che tanti, non io,
decidano quindi di uscire, è cosa anche naturale; la FED sta cercando
di evitarlo, e questo è il suo lavoro).

Alcuni agenti hanno informazioni superiori, fra questi la Fed. Essi sono una minoranza ed agiscono per "stabilizzare i mercati" perché essi sanno quello che fanno. Per anni è stato vero l'opposto: quando c'è stata l'inversione dei ruoli?

dopo aver iniettato liquidità incontinentemente adesso stanno agendo con più accortezza.

Non mi sembra il FFr sia cambiato, l'iniezione di liquidità è quindi tanta quanta; appena la borsa fa un altro salto in giù tagliano di nuovo e senz'altro il mese prossimo. Il 27 marzo aprono TSLF & PDCF con le quali la Fed entrerà ufficialmente nel business di valutare MBS. Spero abbiano i modelli pronti ed i supercomputers accesi. Nelle 9 Fed regionali che conosco proprio non saprebbero da dove cominciare. Le altre, inclusa NY, le frequento poco: spero che al Board o a NY vi sia un "well kept secret" nei sotterranei e, soprattutto, vi siano dei ricercatori la cui esistenza mi è ignota.

La mia ipotesi: chiederanno a bancari che vogliono continuare a far trucchetti ed a banchieri che non intendono farsi regolare dalla Fed, di dire a che prezzo vogliono che i miei soldi statalizzino le loro perdite.

Se persino Becker&Posner, che più amici del giaguaro non si può, sono arrivati alla medesima conclusione, mi sento sempre meno obnubilato.


 

Eh gia' Becker e Posner sono diventati interventisti. Io dico solo che sia la Fed che JPMorgan sapevano che BS era sottovalutata. E hanno agito di conseguenza. Che poi la FED abbia fatto regalo a JPM e che abbia anche inserito precedentemente inutile e dannosa liquidita' nel mercato (e che lo fara' in futuro) siamo d'accordo. Ma il messaggio che mortgage back security sono sottovalutate lo stanno mandando. Per ora con successo. Poi chissa', magari non e' vero. Il punto e' che non e' cambiata la Fed ma il mercato e' andato in undershooting e molti, tra cui la Fed, lo sanno e operano di conseguenza. Questo secondo me e' bene, se e' vero che siamo in undershoorting. Il resto sono capriole argomentative.

PS Le mie informazioni che tanto ti danno fastidio non vengono dalla NY Fed. Perche' valga il vero. 

Continui a ripetere lo stesso argomento, senza spiegare sulla base di quali miracolose informazioni Bernanke&Paulson sarebbero in grado di compiere queste stime, divergenti da quelle di tutti gli operatori del mercato. Ora sappiamo che nemmeno alla Fed di NY possiedono tali informazioni. Bene: forse al Board ...? Se le hanno, perché non le rendono pubbliche? Sia la teoria che le promesse del professor Bernanke dicono che così dovrebbero fare. Perché girano solo fra pochi intimi?

Ripeto - perché, forse a causa della mente obnubilata, continuo a non vedere le capriole di cui vengo accusato - il tuo argomento si riduce al seguente: SE lo stato ha informazioni superiori a quelle del mercato e ritiene che il mercato sbagli ALLORA lo stato fa bene ad intervenire con qualsiasi mezzo a disposizione, anche facendo guadagnare soldi ad una parte e perdere soldi ad un'altra parte. Appunto, SE ... ALLORA ...

Quando lo stato interviene lo fa forzando pesantemente la mano ai privati, come questo articolo ci racconta, ed anche questo viene ritenuto un bene perché v'è una causa superiore. Quando lo stato abusa del proprio potere vi è da sempre una causa superiore, questo l'abbiamo appreso ...

P.S. Non mi sembra che Becker&Posner siano diventati molto interventisti, ma forse ho letto di fretta.

Continui a ripetere lo stesso argomento, senza spiegare sulla base di
quali miracolose informazioni Bernanke&Paulson sarebbero in grado
di compiere queste stime, divergenti da quelle di tutti gli operatori
del mercato. Ora sappiamo che nemmeno alla Fed di NY possiedono tali
informazioni. Bene: forse al Board ...? Se le hanno, perché non le
rendono pubbliche? Sia la teoria che le promesse del professor Bernanke
dicono che così dovrebbero fare. Perché girano solo fra pochi intimi?

Concordo che queste informazioni dovrebbero essere pubbliche. E credo che nella loro strana norma di comportamento, l'azione che hanno fatto con JPM sia stata la comunicazione di queste informazioni al mercato. Dovrai ammettere che il mercato, almeno riguardo a JPM e Bear Sterns ha reagito esattamente come gli venisse gentilmente offerta questa informazione. Per ora, poi chissa'. 

Ripeto - perché, forse a causa della mente obnubilata, continuo a non
vedere le capriole di cui vengo accusato - il tuo argomento si riduce
al seguente: SE lo stato ha informazioni superiori a quelle del mercato
e ritiene che il mercato sbagli ALLORA lo stato fa bene ad intervenire
con qualsiasi mezzo a disposizione, anche facendo guadagnare soldi ad
una parte e perdere soldi ad un'altra parte. Appunto, SE ... ALLORA ...

Sai, anche chiamare queste cose informazioni e' esagerato, naturalmente. Si sono convinti che siamo arivati sotto il fondo dell'appropriato discounting di Mortgage Backed Assets. Mi par naturale che chiunque abbia questa convinzione agisca sul mercato, incluso la FED anche se non con l'obiettivo di far soldi. 

Quando lo stato interviene lo fa forzando pesantemente la mano ai privati, come questo articolo
ci racconta, ed anche questo viene ritenuto un bene perché v'è una
causa superiore. Quando lo stato abusa del proprio potere vi è da
sempre una causa superiore, questo l'abbiamo appreso ...

 Concordo.

P.S. Non mi sembra che Becker&Posner siano diventati molto interventisti, ma forse ho letto di fretta.

 Devi essere si' di fretta. Certo che non sono interventisti. Ma sei tu ad averli usati come tali, dicendo "se anche loro"  stanno dalla parte mia.....  Se Krugman stesse dalla parte tua hai l'argomento che la parte opposta deve essere insoistenibile. Con Becker e Posner hai solo l'argomento che due persone intelligenti ma biased a favore del non interventismo stanno dalla parte tua.

Devi essere sì di fretta. Certo che non sono interventisti. Ma sei tu
ad averli usati come tali, dicendo "se anche loro"  stanno dalla parte
mia.....  Se Krugman stesse dalla parte tua hai l'argomento che la
parte opposta deve essere insoistenibile. Con Becker e Posner hai solo
l'argomento che due persone intelligenti ma biased a favore del non
interventismo stanno dalla parte tua.

Ok, ok. Ero di fretta non nel leggere ma nello scrivere. L'espressione "amici del giaguaro"
si riferiva al fatto che B&P quasi mai dicono male di qualsiasi
cosa convenga a corporate America (il "giaguaro"). Insomma dicevo, se
anche due che di solito pensano che "what's good for corporations is
good for America", in questo caso pensano che ... eccetera.

Concordo, se l'avesse detto PK ci sarebbe stato molto di più da sorprendersi. Infatti, personalmente mi sarei sorpreso così tanto da riesaminare criticamente la mia posizione per vedere dove avevo sbagliato!

Continui a ripetere lo stesso argomento, senza spiegare sulla base di
quali miracolose informazioni Bernanke&Paulson sarebbero in grado
di compiere queste stime, divergenti da quelle di tutti gli operatori
del mercato. Ora sappiamo che nemmeno alla Fed di NY possiedono tali
informazioni. Bene: forse al Board ...? Se le hanno, perché non le
rendono pubbliche? Sia la teoria che le promesse del professor Bernanke
dicono che così dovrebbero fare. Perché girano solo fra pochi intimi?

A proposito dei modelli supersofisticati della FED, mi ha fatto piegare in due dalle risate un botta-e-risposta pubblicato qualche giorno fa sul FT. Alan Greenspan scrive questo articolo in cui sostiene che la crisi è dovuta all'inaffidabilità dei modelli di forecast del rischio:

"The essential problem is that our models – both risk models and econometric models – as complex as they have become, are still too simple to capture the full array of governing variables that drive global economic reality. (...) The most credible explanation of why risk management based on state-of-the-art statistical models can perform so poorly is that the underlying data used to estimate a model’s structure are drawn generally from both periods of euphoria and periods of fear, that is, from regimes with importantly different dynamics."

Gli risponde per le rime nei commenti P. De Grauwe:

"So the reason why we have this financial crisis is that we can’t
forecast the future. What a deep insight. We have never been able to
forecast the future, but this did not necessarily lead to a financial
crisis. (...) Religion quite often stands in the way of rational analysis. Greenspan,
who was at the helm of the most important monetary institution in the
world, failed to take his responsibility to supervise the financial
markets blinded as he, and his colleagues, were by a belief that
markets and bankers know better than governments."

Quindi... come non aderire al monito di Boldrin quando dubita di ipotetiche stime perfette, scese dall'alto dei cieli e perciò infallibili, eppure non condivise con i comuni mortali (ergo, con gli investitori)?

Non capisco. Il succo del commento di De Grauwe mi sembra essere: "nessuno può pretendere di avere i "numeri giusti"; non per questo le autorità monetarie devono rinunciare al proprio ruolo, cercando di analizzare la situazione al meglio delle proprie capacità, ed intervenendo secondo coscienza". Ovvero, il contrario di quando tu sostieni!

Greenspan, who was at the helm of the most important monetary institution in the world, failed to take his responsibility to supervise the financial markets blinded as he, and his colleagues, were by a belief that markets and bankers know better than governments.

Non capisco. Il succo del commento di De Grauwe mi sembra essere:
"nessuno può pretendere di avere i "numeri giusti"; non per questo le
autorità monetarie devono rinunciare al proprio ruolo, cercando di
analizzare la situazione al meglio delle proprie capacità, ed
intervenendo secondo coscienza". Ovvero, il contrario di quando tu
sostieni!

Io ho interpretato la risposta in un'accezione leggermente diversa, del tipo: dato che nessun modello previsionale potrà mai essere perfetto, non è accettabile per Greenspan giustificare a posteriori la scelta dei tassi bassi/negativi da lui adottata durante il suo mandato, affermando che i modelli usati all'epoca avevano cannato le previsioni. Le informazioni utilizzate dalla FED sono le stesse che ha il mercato (più o meno), e se il mercato mostra evidenti segni di squilibrio, è velleitario pensare di convincere qualcuno oggi, con la storia che le previsioni FED seguivano un qualche modello diverso, poi rivelatosi sballato relativamente alle previsioni di rischio, rispetto a tutti gli altri investitori, che invece agivano correttamente sulla base delle informazioni disponibili e sulla scorta dei loro modelli previsionali interni.

Sempre De Grauwe nel suo commento (che non copio&incollo tutto, è un po' lungo) parla poi di auspicabile attività di regolamentazione (attività che è slegata da elementi previsionali, le regole dovrebbero essere insensitive to contingencies), non di azione diretta sul genere di questa storiaccia della Bear Sterns. Mentre cosa ha fatto la FED all'epoca? "Financiers were increasing their exposure to liquidity risk and made
fantastic profits doing so, in the knowledge that the Fed was insuring
them freely against such a risk".
Quindi non proprio un ruolo di laissez-faire, quello di una FED che ammortizza tutto e tutti, o mi sbaglio?

Allora: o ha ragione Greenspan, i modelli utilizzati non sono buoni e quindi è meglio che sia il mercato a valutare ed agire (come mi pare dica Boldrin qui nell'articolo), oppure ha senso il commento di De Grauwe, e quindi al meglio delle sue possibilità, la FED dovrebbe agire "secondo coscienza" ma in maniera regolamentativa, non interventista o, peggio, totalmente menefreghista ("tanto poi i mercati si aggiustano da sé") ma contemporaneamente influendo come garante di ultima istanza.

La Fed, pur non sapendo chi ha cosa in portafoglio,  puo' calcolare i tassi di default impliciti nelle valutazioni di mortgage backed assets, per categoria (sapendo bene che la categorizzazione e' cosa dubbia).

Si potrebbe fare un ulteriore sforzo e cercare di stabilire qual'è livello dei prezzi degli immobili compatibile con i prezzi di mercato dei titoli MBS e le possibili conseguenze sull'economia americana di un tale scenario. Magari alla FED lo hanno fatto e si sono spaventati.

Dal blog di Becker e Posner:

What if anything should governments do to help out in this present financial crisis, mindful of the many kinds of moral hazard that are lurking, but also mindful that the financial structure is delicately balanced? Despite the moral hazard risks, interventionist policies might be justified not because some borrowers or lenders were taken advantage of, but if these interventions would help the economy recover more quickly, and insure that the recession is neither prolonged nor deep. Still it is difficult to see the merits in the Fed's efforts to help the sale of Bears Stearns to JPMorgan Chase by guaranteeing many billions of mortgage and other assets of the company.

...e buona Pasqua a tutti! :o)

Bear Sterns sì ed Alitalia no perchè, anche se non viene detto esplicitamente nell'articolo, c'è una differenza sostanziale:

- per Bear Sterns è chiaro chi è intervenuto. E' tutto quì: la Fed, intervenendo, si è assunta pienamente la responsabilità ed è chiaro che il fallimento dell'intervento avrebbe un solo responsabile;

- per Alitalia no: di tutti gli innumerevoli interventi effettuati negli ultimi decenni per tenere in vita quella che si è dimostrata una voragine senza fondo non si è mai capito chi è il responsabile, o meglio tutti i responsabili che si sono via via succeduti hanno scaricato sui predecessori le proprie responsabilità.

 

Capisco lo spirito provocatorio di Michele ma i due casi mi sembrano nemmeno lontanamente paragonabili. La crisi Alitalia mi pare l'epilogo naturale di una gestione espressa da un azionista pubblico che non aveva e non ha la redditività tra i suoi obiettivi prioritari. Il mercato con questa crisi non c'entra nulla, anzi, le compagnie aeree si sono riprese alla grande dalla crisi post 9/11 e un concorrente a caso (Air France) macina utili.

Il caso di Bear Stearns è parecchio più complesso. Michele ha ragione a dire "dove sono i bank runs?", ma nel 2008 non servono bank runs per innescare una crisi di liquidità. Il sistema finanziario è pieno di soggetti che non si finanziano tramite depositi: Fondi Comuni, conduit, le stesse banche d'investimento, varie ed eventuali. Questi soggetti i bank runs li hanno visti eccome, e la liquidazione delle attività nelle quali investivano ha tolto liquidità ad interi segmenti di mercato, come quello degli ABS/MBS o quello dei covered bonds. Quei soldi sono finiti in titoli di stato (l'ultima volta che ci ho guardato lo swap spread in EU su 2ys era in area 100bps, un anno fa non superavamo 20bps), liquidità, depositi, magari pure sotto i materassi. Qualcuno potrebbe obiettarmi che i soldi sono solo passati di mano, è che se davvero a questi livelli gli illiquids sono così interessanti dovrebbero materializzarsi i compratori; vero solo in parte, perché questa liquidità è in transito quindi meglio investirla in asset liquidi (il bid-offer spread su un MBS AAA europeo al momento è in area 2 figure se va bene, ma ho visto tranquillamente quotare in 4). Insomma, dal mio punto di vista i mercati sono in una fase di irrazionalità, e si applica alla perfezione l'adagio di Keynes secondo il quale "market can stay irrational longer than you can stay solvent". Non è che le banche non prestassero soldi a Bear Stearns sapendo che navigava nel guano, altrimenti non si capisce perché sei mesi fa glieli prestassero a Libor + 20 sul tre mesi. Si saranno mica svegliati tutto d'un tratto? Semplicemente l'accesso alla liquidità per i soggetti come BS è nettamente scesa, e gli asset a bilancio non possono essere prontamente smobilizzati per ovviare alla situazione. Indubbiamente BS ha una colpa, quella di aver trascurato il liquidity risk; ma d'altro canto la Fed esiste esattamente per fare da prestatore di ultima istanza per le banche. Aggiungo che in EU la ECB già accetta una marea di MBS con rating AAA come collateral per le operazioni di mercato aperto, cosa che invece (se non ho capito male) la Fed fa solo ancora in via residuale. 

Se poi si vuole discutere la funzione di lender of last resort delle BC in un contesto di insured depos si puo' pure fare; si dica chiaramente cosa si intende per systemic risk e qual è il framework teorico che ne sta alla base. E i dogmi teniamoli per ambiti piu' importanti...

La vicenda Alitalia-BS ha del folle. Leggo i giornali e nessun commentatore sembra farlo notare. Visto da lontano, il comportamento dell'uomo BS sembra una comica inventata di sana pianta dai media. Costui continua imperterrito a straparlare senza che nessuno dichiari che le sue sono affermazioni da asylum. In un paese normale l'avrebbero già rinchiuso, dichiarando che uno così non può fare neanche l'amministratore condominiale, altro che presidente del consiglio. Gli italiani, invece, assistono divertiti ad un'imbarazzante farsa, l'ennesima frode politico-economico-mediatica dell'uomo BS. Si può essere più provinciali e creduloni? Stento a crederci.

Mi chiedo: è possibile che non esista un singolo uomo d'affari italiano, il direttore di un giornale indipendente (togliete questo: scordavo che mancano quest'ultimi), un banchiere, un ex-comissario UE ... capace di dichiarare pubblicamente che il BS è solo un poveretto affetto da delirio di onnipotenza? Un qualche imprenditore, banchiere, buon borghese lombardo-veneto che abbia il coraggio di dire che tutto questo nulla ha a che fare con la difesa degli interessi del Nord, dell'economia italiana, dei consumatori italiani? Che è pura, semplice, menzognosa ed indecente campagna elettorale degna d'una repubblica bananera?

Cosa me ne frega se affermare questo fa un favore alla sinistra e danneggia la destra? Quanto sta accadendo attorno ad Alitalia è l'ultima pagliacciata di un fenomeno da baraccone, una vergogna nazionale a cui va messo un tappo ermetico. L'uomo BS non ha niente da dire, sta perdendo la campagna elettorale in modo ridicolo di fronte ad un avversario astuto ma privo di sostanza. Ma lui ne ha ancora di meno, di sostanza, e si rifugia in operazioni vegognose ed in barzellette da avanspettacolo. Peggio di così è veramente difficile.

Volete proprio votare contro VW perché voi siete "di destra" e non potete fare altrimenti? Votate La Destra di Storace!! Sarà fascista, anzi lo è di sicuro e non lo nasconde, ma fa meno pena dell'uomo BS. Eppoi di sicuro non vince, così avete la "coscienza" tranquilla senza avere né un fascista né un peronista straparlante al potere. Altrimenti astenetevi, che sembra l'unica cosa ragionevole da fare a questo punto - sì, sto cambiando dichiarazione di voto: per quanto mi turi il naso il puzzo entra dagli occhi!

Ma denunciamo la pagliacciata, che la denuncia è l'unica libertà che ci rimane, oltre a quella di pensare con la nostra testa.

P.S. Di cosa si occupano invece le prime pagine dei grandi quotidiani italiani? Della crisi dell'export della mozzarella di bufala. In un articolo (bello perché rivelatore) in cui cerca - senza riuscirci, ma cercare cerca e lo sforzo va riconosciuto - di guardare in faccia la folle realtà di un paese allo sbando, l'editorialista, confuso ma sinceramente incazzato, prova ad elencare le eccellenze italiane da contrapporre alla mozzarella alla diossina. Eccole

Abbiamo la Ferrari, la nazionale di calcio campione mondiale, abbiamo
un patrimonio culturale e artistico unico e senza rivali, abbiamo la
moda e una tradizione di eleganza invidiate da tutti [...]

Giuro, non ho omesso nulla.

Condivido e m'associo al senso di smarrimento. Però se non si trova nessuno è perchè Berlusconi si muove di concerto con i leghisti lombardi (i veneti sembrano fregarsene, anzi ...), Formigoni e, tutto sommato, chiunque sia un politico, per via del riflesso che li spinge comunque a non volere aziende indipendenti. Le altre figure menzionate e supposte indipendenti, non intervengono perchè, in verità, indipendenti non sono. Poi, l'idea che la causa d'ogni male sia il liberismo sfrenato e lo straniero invasore è ormai diventata patrimonio nevrotico comune, quindi diventa difficile e penoso far ragionare. Ho avuto solo un leggero fremito all'accenno al 'piuttosto Storace'. Non perchè siano fascisti (il fascismo è irripetibile e poi il vero fascista vota Fini), ma perchè così si va da pagliacciata in pagliacciata (li avete mai sentiti parlare di ... qualunque argomento?)

Un' ultima cosa, per provocare. Non voterò, piuttosto m'impicco, ma il PD è meglio degli altri (nel meridione il discorso si complica un poco, ma mettiamocelo). Per far che? Nulla, mi riferisco solo ad un vago ma maggior senso della civiltà e della cultura della media dei suoi elettori e forse anche eletti. Se siano più liberali degli altri ... forse. Anzi: certo che no.

In un articolo
(bello perché rivelatore) in cui cerca - senza riuscirci, ma cercare
cerca e lo sforzo va riconosciuto - di guardare in faccia la folle
realtà di un paese allo sbando, l'editorialista, confuso ma
sinceramente incazzato, prova ad elencare le eccellenze italiane da
contrapporre alla mozzarella alla diossina. Eccole

Abbiamo la Ferrari, la nazionale di calcio campione mondiale, abbiamo
un patrimonio culturale e artistico unico e senza rivali, abbiamo la
moda e una tradizione di eleganza invidiate da tutti [...]

Mi ricorda il discorso di Hugh Grant, primo ministro in "Love, actually" ("We may be a small country but we're a great one, too. The country of
Shakespeare, Churchill, the Beatles, Sean Connery, Harry Potter. David
Beckham's right foot. David Beckham's left foot, come to that
").

Solo che quella era una commedia.

Mi ricorda il discorso di Hugh Grant, primo ministro in "Love, actually" ("We may be a small country but we're a great one, too. The country of Shakespeare, Churchill, the Beatles, Sean Connery, Harry Potter. David Beckham's right foot. David Beckham's left foot, come to that").

 Be', lasciando per un po' da parte la farsa sull'Alitalia, è però vero che ogni paese ha le sue icone metafisiche, nel senso che ci sono idee, cose e sentimenti che si associano ad una nazione o ad un popolo e che vanno oltre la realtà e risiedono in un universo dove le leggi della logica non funzionano più.

Sono insomma i pre-giudizi (direi le idee se solo avessi studiato meglio Platone al liceo) che ci fanno identificare istitntivamente un paese e fanno sì che che l'Italia sia l'Italia, la Francia la Francia, gli USA gli USA e così via

E quindi l'Inghilterra è effettivamente Shakespeare, i Beatles ed Harry Potter, così come l'Italia è Dante, la Ferrari e le tette della Loren.

A differenza del turismo, non sono sicuro che il settore alimentare possa rappresentare una fonte di ricchezza per il paese nel lungo periodo. Se e' vero che molti prodotti made in Italy (prosciutto, mozzarella, pasta, ...) si trovano su tutti gli scaffali d'Europa, mi ho sorpreso constatare che in Amerkia (dove vivo da due settimane) molti di questi alimenti sono prodotti da aziende amerikane. Tra l'altro, dato che i prodotti hanno nomi italiani (eg. prosciutto e non ham) ed anche il nome delle aziene sembra italiano (saranno forse immigrati?), non e' stato facile capire che non si trattava di prodotti importati dall'Italia ma di cibi made in USA. Ho cosi' scoperto che il prosciutto crudo di St Luis non e' affatto male mentre le mozzarelle della California sono peggio delle mozzarelle di bufala con diossina!

Una domanda: ma e' legale vendere un prodotto con nomi italiani, utilizzando magari il tricolore o scrivendo frasi tipo "the taste of Italy since 1900" sulla confezione, inducendo il consumatore (cioe' me stesso) in errore? Ho visto per fino il formaggio "parmigianino" made in Argentina. Ma li' era facile capire che si trattava di una imitazione. 

In generale chi produce qualcosa lo chiama come accidenti gli pare.

Ci sono un sacco di legislazioni a tutela di vari marchi, ma di solito chi le emette ha una sovranità limitata: l'italia può forse imporre la protezione del prosciutto di parma in sede EU, non certo in USA/Cina/Russia/... , paesi che han tutto da perdere nel proteggere i nostri produttori dalla concorrenza dei loro.

Ricorda che la tutela del consumatore è uno specchietto per le allodole, la vera posta in gioco è la protezione dei produttori.Tanto alla fine i consumatori si proteggon da se: tu il prosciutto di S.Luis lo ricompri anche se il marchio è taroccato, ma le mozzarelle californiane non ti fregano più.Mentre l'americano che gradisce le stesse mozzarelle alla fine non viene danneggiato se non nella sua cultura gastronomica.

NB: non dico che i marchi collettivi non siano utili ai consumatori, solo che non sono pensati per quello.

Grazie per la precisazione. Pensavo che i marchi collettivi fossero riconosciuti non solo in EU ma anche in USA. 

Concordo che il problema e' piu' importante per i produttori che per i consumatori. E a questo punto mi chiedo se non sia giusto dare ai marchi collettivi le stessa protezione che si chiede per brevetti e diritti d'autore. Alla fine non ti sto impedendo ti produrre quello schifose mozzarelle, ti chiedo solo di chiamarli con un altro nome (per il bene di consumatori inesperti come me e per il bene della galbani!!!).

      

Oh Carmine, ma allora lo fai apposta?

Concordo che il problema è più importante per i produttori che per i
consumatori. E a questo punto mi chiedo se non sia giusto dare ai
marchi collettivi le stessa protezione che si chiede per brevetti e
diritti d'autore. Alla fine non ti sto impedendo ti produrre quello
schifose mozzarelle, ti chiedo solo di chiamarli con un altro nome (per
il bene di consumatori inesperti come me e per il bene della
galbani!!!).

Ma che dici? Sulle mozzarelle californiane mica c'è scritto che sono fatte con il latte campano alla diossina - oops, neanche su quelle campane c'era scritto che erano alla diossina ... ! Le chiamano mozzarelle, so what? Tali sono: i materiali son quelli, la procedura è quella e la forma è quella. C'è definizione di mozzarella e definizione di mozzarella ... Quelle della California fanno schifo? Le provi una volta e non le compri più. Anche gli hamburger italiani fanno schifo, però nessuno protesta perché così vengono chiamati; per non parlare delle bistecche o dei filetti italiani che, fuor di Toscana, fan pena in confronto agli spagnoli o agli argentini: cosa proponi di fare? Autorizzare solo spagnoli ed argentini a produrre e commercializzare il filete ed il chuleton? Il prosciutto di St Louis (assumo fosse quello di Volpi, un signore che venne da Mantova più di 60 anni fa e che ci ha gentilmente aperto il negozio, anche se aveva già chiuso, giusto oggi pomeriggio per permetterci di fare la spesa) invece ti piace? Bene, come noti c'è scritto che lo fanno a St. Louis e non a San Daniele. Però prosciutto pure quello è.

Come fai a scrivere cose di questo genere:

ma è legale vendere un prodotto con nomi italiani, utilizzando magari
il tricolore o scrivendo frasi tipo "the taste of Italy since 1900"
sulla confezione, inducendo il consumatore (cioé me stesso) in errore?

? Sull'ettichetta c'è la verità, se tu non fai attenzione che colpa ne ha Volpi? Basta guardare e c'è scritto dov'è prodotto e da chi.

Cosa vuoi fare? Dare solo a chi risiede in Italia il monopolio sull'uso del tricolore? Ed i messicani, che hanno il medesimo tricolore come bandiera? O forse vuoi creare una commissione dell'ONU che autorizzi mondialmente chi ha il diritto di chiamare "risotto" il proprio risotto, e chi non perché non lo cucinano come piace a te? Da quando in qua il bene della Galbani è diventato il bene mio?

Già i marchi, nel senso di "trade marks", sono (ab)usati in maniera così estensiva ed arbitraria da essere diventati strumenti di monopolio (e.g. chiunque faccia abbigliamento sportivo usando una, due o anche quattro barrette viene perseguitato legalmente da Adidas ...) ma i "marchi collettivi" sono solo uno strumento monopolistico-protezionista utile solo a produttori timorosi della concorrenza. O, come nel caso delle mozzarelle alla diossina, produttori delinquenti che pascolano le bufale fra i rifiuti e poi con il latte ci fanno la mozzarella a denominazione d'origine incontrollata.

 

Già i marchi, nel senso di "trade marks", sono (ab)usati in maniera
così estensiva ed arbitraria da essere diventati strumenti di monopolio
(e.g. chiunque faccia abbigliamento sportivo usando una, due o anche
quattro barrette viene perseguitato legalmente da Adidas ...)

E a proposito di questo: se i trade mark veramente rappresentano una garanzia per il consumatore, perche' mai sono considerati un bene intangibile che puo' essere venduto dal detentore corrente a chi ne paga il valore di mercato? Non dovrebbe essere questa considerata una frode? 

O, come nel caso delle mozzarelle alla diossina, produttori delinquenti
che pascolano le bufale fra i rifiuti e poi con il latte ci fanno la
mozzarella a denominazione d'origine incontrollata.

In effetti, dovrebbero essere i produttori della "mozzarella" americana a far causa a chi vende merce con lo stesso nome inquinata dalle discariche abusive della camorra... 

O, come nel caso delle mozzarelle alla diossina, produttori delinquenti
che pascolano le bufale fra i rifiuti e poi con il latte ci fanno la
mozzarella a denominazione d'origine incontrollata.

Visto l'andazzo in Campania non saprei quanto delinquenti e quanto vittime.Non sono esperto in materia, ma mi pare che la diossina venga soprattutto dai roghi di materie plastiche: probabilmente i pastori di quelle bufale sono i primi ad esserne intossicati.Non che questo li giustifichi per la vendita di prodotti contaminati, solo ho dei dubbi sul dolo.

@enzo

non esageriamo, se han deciso di apparentarsi col prodotto italiano è giusto che se ne assumano onori ed oneri.Se non gli sta bene possono sempre sostituire il tricolore con stelle e strisce e scriverci roba tipo: "100% American Mozzarella - your pizza has never been so healthy!".

Michele, condivido molte delle tue idee su diritti d'autori e brevetti ma credo che per i marchi la cosa sia differente.  E' giusto che nessuno produca scarpe utilzzando le tre barretti dell'Adidas o magliette utilizzando il coccodrillo della Lacoste. E mi sembra ugualmente giusto che il nome grana venga utilizzato solo da chi produce formaggi di una certa zona, ultizzando certi ingredienti e procedure. Non dico che gli argentini non possano produrre il loro formaggio tipo grana, ma chiamalo diversamente. 

Capisco che e' difficile definire un limite. Se tre barrette e' chiara contraffazione del marchio Adidas, non e' facile stabilire se quattro lo siano. Probabilmente non lo e'. E concordo che i produttori hanno tutto l'interesse a creare barriere artificiali all'entrata. Pero' mi sembra di poter dire che se un prodotto non e' made in Italy non dovrebbe avere la bandiera italiana. Quando vado al supermercato Esselunga e compro il brie, so gia' che si tratta di un formaggio francese con certe caratteristiche. Non e' che mi posso permettere il lusso ogni volta di guardare le etichette e vedere se per caso non e' prodotto in Vietnam! Ho copito pero' che qui in USA e' necessario prestare un po' piu' di attenzione.

Mi piacerebbe comunque capire meglio la tua posizione. Consideriamo l'esempio del vino (non sono un esperto e molte delle cose che scrivo nascono solo da quello che ho osservato). Fino a vent'anni fa il mercato del vino era dominato dai produttori europei, Italia e Francia. Barolo, chianti, valpollicella da una parte e Bordeaux e cote de rhone dall'altra. Negli ultima anni si sono affacciati nuovi produttori: la Spagna con il Rioja e il Ribera, la California con i vini della Napa Valley, .... Non mi sembra che nessuno dei nuovi giocatori abbia utilizzato i marchi di altri. Ognuno ha cercato di produrre un vino di qualita', immagino utilizzando uve piu' o meno simili, procedimenti piu' o meno simili. La stessa cosa per gli spumanti. Il cava spagnolo e' entrato nel mercato inglese senza dover scrivere champagne sulle etichette e senza utilizzare la bandiera francese. I produttori di spumante italiano possono fare lo stesso.

P.S. Effettivamente si tratta del signor Volpi.  Non trovo invece un buon prosciutto cotto!!!

 

Qualche piccola precisazione sui vini:  salvo qualche rara eccezione, prendono  il loro nome da una località d'origine o di elezione. Come negli esempi che hai citato: Barolo, Chianti, Valpolicella per l'Italia, Bordeaux e Champagne per la Francia. Chiunque puoi piantare gli stessi vitigni (nebbiolo, sangiovese, cabernet, ecc) altrove, ma il vino prodotto avrà un nome diverso oppure il nome del vitigno stesso.  I francesi poi hanno costretto gli italiani a togliere l'indicazione del "metodo champenois" dalle bottiglie di spumante italiano. Lo stesso discorso vale per alcuni prodotti alimentari come i formaggi (gorgonzola, parmigiano-reggiano), ma in modo meno generalizzato. Se qualcuno vuole vendere una soppressa veneta la deve produrre in Veneto, altrimenti la chiama salame.

Se ho capito bene, la legislazione europea impedisce di utilizzare nomi come mozzarella o feta a qualsiasi produttore che non sia italiano o greco. Questa protezione pero' non esiste in USA dove chiunque puo' produrre mozzarelle e feta. Allo stesso modo in US potrebbero produrre un vino bianco frizzante e chiamarlo spumante o cava. Nessun americano pero' puo' produrre champagne perche' si da il caso che, a differenza degli esempi citati sopra, si tratta del nome di una regione francese. Quindi, se ho capito bene, nessun americano avrebbe potuto produrre (utilizzare il nome) mozzarelle se si fossero chiamate italia o campania. Mi sbaglio?

Certo che ti sbagli, Amadeus descriveva le leggi per la tutela dei marchi regionali, ma chiaramente nessuno le impone fuori dalla zona di influenza dei diretti interessati (produttori tradizionali e relativi governi).

Ne sia prova lo Champagne dell' Idaho (ok, il film ha 40 anni...).

In Cina nessuno ti proibirà mai di chiamare Chianti un vino (o un formaggio, o un candelabro...), al più non potrai poi esportarlo in EU con quell' etichetta.

Tra l'altro proprio in Italia mi è capitato di bere (obbligato) un "Chianti dei colli piacentini" (sic).

Finalmente!

Sarà partigiano e un po' fuori obiettivo (imho i problemi principali sono il tentativo di appropriazione e l'accanimento terapeutico su Alitalia, altro che l'alterazione delle quotazioni di borsa) ma molto meglio questo del silenzio bipartisan. 

Bestiale il Cioni, lui sì che lavora per favorire il turismo di lusso a Firenze ...

Secondo me è l'unico leghista con il cervello: fa finta d'essere comunista per mettere in pratica le politiche che Bossi predica ma non pratica. La signora "non vedente" - neanche in Italia si dice più "cieca"? Perché "cieco" ora è una brutta parola? - cade e "zac" il mendicante diventa un pericolo pubblico! Bestiale, niente da dire. 

Allons enfants

palma 2/4/2008 - 19:29

Volevo solo segnalarvi che tra gli starnazzi delle oche del Campidoglio (Maroni) che hanno salvato la patria (collocata a Malpensa, presso Varese) M.J.C. Spinetta ha rotto le trattative da parte del "polo AF-KLM" di acquisto dell'Alitalia.

Con tutti i miei auguri alla patria per essersi tolta dall'impaccio.

Bonne journee a toutes et tous.

 

13:14    ++ ALITALIA: AIR FRANCE LASCIA TAVOLO TRATTATIVE ++

14:35 *ALITALIA BOARD TO MEET TOMORROW TO TAKE `NECESSARY DECISIONS'
14:34 *ALITALIA SAYS DEADLINE FOR AIR FRANCE BID HAS EXPIRED :AF FP
14:34 *ALITALIA SAYS TALKS WITH AIR FRANCE BROKE OFF :AF FP, AZA IM
14:32 *ALITALIA'S PRATO RESIGNS AS CHAIRMAN :AF FP, AZA IM

14:42 *AIR FRANCE SAYS ALITALIA UNION'S PROPOSAL `INCOMPATIBLE'
14:41 *AIR FRANCE BREAKS OFF TALKS WITH UNIONS ON ALITALIA TAKEOVER

l'articolo del Corriere in proposito è qui:

http://tinyurl.com/2l27vw

 

Ecco come la pensa Maroni, cito dallo stesso articolo:

"Soddisfatto invece il leghista Roberto Maroni, (...) che ha parlato di «ottima notizia» e che
per quanto riguarda il futuro della compagnia di bandiera prospetta un
ricorso alla Legge Marzano per un salvataggio sul modello di quelli
attuati per Parmalat e Volareweb. "

 

Della serie: tanto paga Pantalone...

Becker e Posner tornano a parlare di banche, deregulation e moral hazard. Interessante in particolare il commento di Posner:

I no longer believe that deregulation has been a complete, an unqualified, success.  [...] I suspect that the deregulation (though again partial) of banking has been a factor in the current credit crisis. The reason is related to Becker's very sensible suggestion that, given the moral hazard created by government bailouts of failing financial institutions, a tighter ceiling should be placed on the risks that banks are permitted to take. Because of federal deposit insurance, banks are able to borrow at low rates and depositors (the lenders) have no incentive to monitor what the banks do with their money. This encourages risk taking that is excessive from an overall social standpoint and was the major factor in the savings and loan collapse of the 1980s. Deregulation, by removing a variety of restrictions on permitted banking activities, has allowed commercial banks to engage in riskier activities than they previously had been allowed to engage in, such as investing in derivatives and in subprime mortgages, and thus deregulation helped to bring on the current credit crunch. At the same time, investment banks such as Bear Sterns have been allowed to engage in what is functionally commercial banking; their lenders do not have deposit insurance--but their lenders are banks that for the reason stated above are happy to make risky loans.

[...]  I suspect that the commercial and investment banks and hedge funds were engaged in rational risk taking, but that (except in the case of the smaller hedge funds--the largest, judging from the bailout of Long-Term Capital Management in 1998, are also considered by federal regulators too large to be permitted to go broke) they took excessive risks because of the moral hazard created by deposit insurance and bailout prospects.

Perhaps what the savings and loan and now the broader financial-industry crises reveal is the danger of partial deregulation. Full deregulation would entail eliminating both government deposit insurance (especially insurance that is not experience-rated or otherwise proportioned to risk) and bailouts. Partial deregulation can create the worst of all possible worlds, as the western energy crisis may also illustrate, by encouraging firms to take risks secure in the knowledge that the downside risk is truncated.

There has I think been a tendency of recent Administrations, both Republican and Democratic but especially the former, not to take regulation very seriously. This tendency expresses itself in deep cuts in staff and in the appointment of regulatory administrators who are either political hacks or are ideologically opposed to regulation. (I have long thought it troublesome that Alan Greenspan was a follower of Ayn Rand.) This would be fine if zero regulation were the social desideratum, but it is not. The correct approach is to carve down regulation to the optimal level but then finance and staff and enforce the remaining regulatory duties competently and in good faith. Judging by the number of scandals in recent years involving the regulation of health, safety, and the environment, this is not being done. And to these examples should probably be added the weak regulation of questionable mortgage practices and of rating agencies' conflicts of interest and, more basically, a failure to appreciate the gravity of the moral hazard problem in the financial industry.

 

"Sessanta persone arrestate e 406 incriminate: ha le proporzioni di una
vera e propria retata a Wall Street l'operazione coordinata dal
ministero della Giustizia degli Stati Uniti e dall'Fbi nell'ambito
dell'indagine sul fallimento dei fondi speculativi che ha innescato la
crisi dei subprime.

L'Fbi ha annunciato di aver individuato 144 casi di frode legati ai
mutui subprime, per un totale di 1 miliardo di dollari di perdite".

Il resto continua al link qui sotto

http://tinyurl.com/5t7k69

BOLDRIN: Quanto costerebbe alla società (ossia, a i non azionisti, ai non
dirigenti, ai non dipendenti) il fallimento di una banca
d'investimenti? A mio avviso, quasi nulla o nulla.

Lo sapremo forse tra presto. Vi e' infatti un 50% di probabilita che la Lehman fallisca nelle prossime 24 ore, dopo il ritiro della Barclay' s e della Bank of Amerika che sembravano disposte ad acquistarla (ma solo con l'aiuto dello stato).

La proposizione di Boldrin testata in tempo reale! Come la teoria di Einstein durante la famosa eclisse del 1919! Un momento storico.

Mah, non che sia proprio mia la proposizione che stiamo testando! Credo di essere arrivato buon ultimo, dopo centinaia di altri che l'avevano già detto prima e meglio di me.

Ad ogni modo, è vero sta accadendo proprio in queste ore. Domani mattina, quando ci sveglieremo, vedremo cos'avranno fatto i mercati. Non mi aspetto un rally dei titoli bancari, ma nemmeno il terremoto. Comunque, chi vivrà vedrà.

Per ironia della sorte, nelle medesime ore all'interno dei ministeri romani si decide la sorte di un'altra colonna dell'economia mondiale. Anche in questo caso, ed anche qui buon ultimo, ho auspicato molte volte che si faccia l'esperimento e la si lasci fallire. Così, tanto per vedere cosa succede: se crolla il mondo o se, più modestamente, il grande statista Scajola deve prendere il treno per andare su e giù fra casa ed ufficio. Ma, temo, questo test empirico ci sarà impedito vederlo ...

ho auspicato molte volte che si faccia l'esperimento e la si lasci fallire

Personalmente ho acceso un cero alla Madonna ed ho fatto pure un voto nella speranza che questo si realizzi. A costo di dover tornare a prendere treni per qualche mese (che per il sottoscritto vuol dire fare sei ore di viaggio ininterrotte dalla partenza all'arrivo...).

Il parallelo banche - linee aeree viene rilanciato da Forbes:

Not to sound harsh, but Lehman Brothers reminds me of Pan Am Airlines. No one (well, beyond their employees) is going to miss them. There are plenty of others to take their place.

http://www.forbes.com/2008/09/15/lehman-panam-banks-oped-cx_ak_0915kessler.html?feed=rss_news

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