80 commenti (espandi tutti)

Spero di non scrivere nel posto sbagliato. A me piacerebbe un commento su questo articolo http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italia

PS

Se non e' troppo vorrei anche un commento sulla seguente domanda: conviene all'Italia restare nell'Euro?

edit

riguardo questa domanda: "conviene all'Italia restare nell'Euro?" ho trovato questo link http://www.oilproject.org/lezione/ci-conviene-stare-nelleuro-michele-boldrin-ne-riflette-alla-luce-dei-risultati-della-crisi-in-grecia-736.html (

<em>Ci conviene stare nell'Euro? Michele Boldrin ne riflette alla luce dei risultati della crisi in Grecia<em>

stasera me lo guardo

Gianni , nell'articolo che linki c'è una affermazione sbagliata

visto che il debito nazionale in scadenza al 2013, 465 miliardi di euro, supera l’intera dotazione del fondo Efsf

dal sito del ministero che dà i titoli in circolazione al 30 giugno risultavano in scadenza nel 2013 141,1 miliardi. Dopo il 30-06-2011 non c'è piu' spazio per emissioni > 2 anni ma aggiungendo i bot che saranno emessi (150,3 miliardi - a 6 mesi nella seconda metà 2012 e nella prima metà 2013 e a un anno nel 2012) e i CTZ (15,1 miliardi) per si arriva a 306 3 miliardi.

grazie mille per la segnalazione

Nel caso in cui non si riuscisse ad essere presenti a tale ora per assistere via web, c'è la possibilità che il tutto venga registrato per poterlo vedere successivamente? Grazie della risposta.

Si, è anche possibile vedere gli interventi passati (in uno dei quali uno degli argomenti è proprio l'utilità o meno, riferita alla Grecia, di un uscita dall'Euro).

 

Auto-promozione

stefanoc 12/9/2011 - 13:33

 

Anche questo è un argomento interessante. Però forse è off-Topic

http://www.linkiesta.it/manifattura-crescita-economica-economist

Guardando al sondaggio pare che l'idea preconcetta sia stata 80 vs 20 a favore della necessità di avere una manifattura importante, ma poi questa idea abbia perso progressivamente terreno sotto i colpi delle argomentazioni di Baghwati. Infatti durante il dibattito ha guadagnato un 4%.

Mi verrebbe da dire che ha vinto il secondo ;)

 

il mio PC di casa si blocca con i video, per cui temo di non poter assistere.

Vorrei sapere se l'impatto a breve termine di eventuali liberalizzazioni possa davvero avere un impatto rilevante sul PIL

Si scrive Ecuador

agori 12/9/2011 - 13:55

Non me ne vogliate ;)

Auto-promozione

valerio 12/9/2011 - 14:24

Stasera? Proprio stasera?

Con tutte le sere che ci sono disponibili!

Guarderò la registrazione. Sperando siano veloci a renderla disponibile.

Mi piacerebbe conoscere, se è possibile e se c'è tempo, il parere di Boldrin sulla proposta avanzata da Fitoussi e Galateri sul Corriere  in merito ad un eventuale "prestito forzoso" in alternativa ad una imposta patrimoniale straordinaria.

Grazie sin d'ora

GD

 

Le domande vanno poste via Oil Project, sul loro sito, secondo le modalita' specificate da loro.

Speriamo ci sia ancora quello della moneta di condominio, la palanca.

lo ricordo benissimo!! sosteneva di non conoscere Boldrin perchè "di economisti conosco solo Eugenio Benetazzo*".

*=che, ricordiamolo a chi non lo sapesse, è il "Tyler Durden dei mercati finanziari". Un genio.

che, ricordiamolo a chi non lo sapesse, è il "Tyler Durden dei mercati finanziari"

E' la prima volta che sento il nome di questo benetazzo ma la citazione di "tyler durden della finanza" e' sicuramente in onore (per non dire plagio) a http://www.zerohedge.com/

puoi chiamarlo anche "Il Beppe Grillo dell'economia" o "il Marco Travaglio dei mercati finanziari" (Tyler Durden non gli bastava).

Oppure, più semplicemente, il "primo e unico predicatore finanziario in Italia".

Inviterei a leggere il sito o vedere i suoi deliri su youtube, però credo che in qualche Convenzione Onu sia considerato crimine contro l'umanità, quindi evito.

complimenti per l'iniziativa, staserà ci sarò di sicuro!

Ho potuto ascoltare solo dalle 21:30.

Ritenete possibile che l'opinione di De Bortoli nei confronti di Stark possa essere stata influenzata, se non addirittura interamente creata, dall'intervista di Ciampi proprio sul Corriere?

Un'altra conferma che gli ottuagenari dovrebbero starsene buoni e zitti a giocare con i nipoti, leggere i libri che non hanno letto prima e correggere le loro memorie (che è meglio scrivere fra i 70 e gli 80, altrimenti vengono ridicole).

ciao,

ho posto una domanda, ma forse troppo tardi, proprio mentre iniziava la diretta.

Non l'ho nemmeno vista tra le domande votabili.

La riformulo qui, ... tentar non nuoce.

Parafrasando gli slogan di vecchie campagne elettorali USA e riferendoci alla crisi nostrana, tu cosa diresti agli italiani? 

a) it's the economy, stupid
b) it's the political system, stupid
c) .... altro

... ma naturalmente possono rispondere tutti :-)

b) and ... you, Italians!

Salve prof. Boldrin, leggo NoisefromAmerika da un po’ di tempo ma non ho mai scritto. Ieri ho seguito con molto interesse la sua lezione su Oilproject e volevo ringraziarla per la sua meritoria opera di divulgazione economica di cui si sente molto bisogno in Italia, con la stampa pessima che abbiamo. Anch’io avevo inviato una domanda, circa a metà puntata, ma forse era troppo tardi e non è stata inserita. Provo a scriverla qui, magari trova il tempo di rispondermi. La saluto e grazie ancora per il tempo che dedica alla nobile causa della diminuzione dell’ignoranza economica. :-)

Questa era la mia domanda: 

Di recente ho letto su The Atlantic un articolo di Jared Bernstein (questo: http://bit.ly/quzuyU) che ha lavorato fino a qualche mese fa con l’amministrazione Obama, nel quale egli sostiene che  “Hyper-rational economics promoted by hyper-partisan lobbyists is squeezing the middle class”  In sostanza J. Bernstein sostiene che  molti degli intellettuali che sostengono politiche iperliberiste lavorano a stretto contatto con lobby e think-tank per incoraggiare misure politiche che, sotto l’egida della promozione del libero mercato, in ultima analisi servono solo a ridistribuire la ricchezza nelle tasche di chi sta più in alto della scala sociale. Qual è la sua opinione sulla tesi dell'articolo?

Chiarissimo e sintetico. Del resto parla come scrive.

Ci vorrebbe un microfono migliore pero`. :-)

 

Non si sentiva?

Grazie, la prossima volta uso uno diverso.

Si' sentiva benissimo, almeno qui. Pero' comprati almeno una pianta o un posterino da mettere in ufficio, dai, che spoglio cosi' mette na tristezza... :)

Ma come? Non si vedeva il mio stupendo e gigantesco quadro di calligrafia cinese che ho alle spalle?

Ok, la prossima volta mi siedo in poltrona e facciamo l'ambiente "cozy" ...

IL quadro con la calligrafia si vedeva bene, come si vedeva la borsa appesa alla porta; l'ambiente era gia' cozy che basta, si vedevano bene i colori, il volume andava bene, tu eri piu' rilassato di questa estate, ma la qualita' del video e' ancora scarsa, ma questo aspetto forse rende il tutto piu' veritiero.

Ci sentiamo alla prossima

grazie per una impostazione candida e non ingessata che ti fa grande onore

giuliana allen

Il volume andava bene e si capiva senza problemi quello che diceva. La qualita` dell'audio era scadente pero`. Forse non aveva regolato bene la sensibilita` e spesse volte gracchiava perche` raggiungeva il livello di saturazione.

qualcuno ha un link dove rivedere l'intervento di Michele? grazie in anticipo.

Di solito Oilproject mette a disposizione il video qualche giorno dopo. Non ho mai capito perché ci mettano così tanto.

Devo dire che è stata una lezione molto efficace: la spigolosità, in tempi di crisi, aiuta molto la comunicazione.

E' molto interessante il taglio concreto e realistico, che scardina la figura del "professore" di economia come portatore di verità astratte.

è quello del 26 05 ,non è quello di lunedì

ahhhh ecco....:))...hai ragione...che sbadato,non ho guardato la data e io tra l'altro non sapevo di quest'altra lezione di Boldrin,sorry...

ma le pare,mi sembrava strano perchè ogni volta impiegano tanto tempo

Re: link

sandro brusco 17/9/2011 - 01:59

Grazie ad Alessandro per la segnalazione. Ribadisco.

Update. La registrazione della lezione è ora disponibile qui.

grazie, molto interessante.

non seguii la lezione in diretta, avrei una questione da porre, spero non sia scontata.

nel caso un paese come la Grecia rinegoziasse il proprio debito, o addirittura facesse un default parziale, potrebbe poi rimanere nella zona Euro? che conseguenze ci sarebbero, per gli altri stati e per l'Euro?

Mi scuso con il team Oil Project per il commento sopra.

Ho linkato anch'io, nel mio piccolo blog, l'ottima lezione del prof. Boldrin.

http://giovannistraffelini.wordpress.com/2011/09/17/ascoltiamo-boldrin/

 

Anzitutto, grazie ad OilProject per l'opportunità che offrono di comunicare verbal-visualmente e di far circolare idee e riflessioni ad un pubblico che va crescendo e che è, in parte, diverso da quello raggiungibile altrimenti. Il meccanismo delle domande, in particolare, permette di cercare di "rispondere" ai dubbi del cittadino medio, per ingenui che a volte sembrino o siano (ed io, come al solito, non ho evitato di fare la figura del pirla commentando che alcune domande non capivo cosa significassero ... oh well, Boldrin as usual). Grazie quindi, ed avanti così.

A Ciardo che chiede dell'euro ho risposto sì in puntate precedenti. Senza euro ci aspetta solo tanta inflazione, attraverso cui ha luogo il default sul debito.

Con buona pace dell'80% a favore di Chang e del signore che insegna economia industriale a Parma, ha ragione Bhagwati, ovviamente. Graziaddio la scienza non si decide a voti di maggioranza.

Marino_bib: dipende da cosa liberalizzano e come. Se per breve termine intendi un anno, la risposta è no, visto che ci vuole un anno anche solo per farle bene. Ma il punto, in Italia, è anche quello di superare la visione del fare solo le cose che hanno effetto domani le quali o non esistono o sono quasi sempre follie fatte in situazioni d'emergenza.

Delfiol: e che differenza c'è fra un prestito forzoso ed un'imposta? Solo il Corriere riesce a dare spazio a cretinate del genere che ricordano molto l'oro per la patria di mussoliniana memoria. Dev'essere che la cultura dominante a via Solferino è ancora quella. Oppure che, che è lo stesso, non sanno dire di no ad articoli firmati da gente con nome e cognome doppio ... 

Rosamaria: L'articolo è penoso e fa parte di uno tsunami d'immondizia che si è sollevato nel 2008 e non accenna a placarsi, tsunami a cui, in Italia, hanno contribuito (in compagnia di altri) Tremonti e Brancaccio in ugual maniera. Bernstein fa il suo lavoro, che è quello di cui accusa quelli che fanno il medesimo per gruppi politici diversi dal suo. Il mondo è ovviamente pieno di gente come Bernstein e come quelli che lui accusa, ideologi venduti ad una posizione a priori. Le persone che vogliono capire la situazione pesano gli argomenti, cercano di capire se reggono all'analisi logica ed ai fatti e prendono le loro decisioni. Vorrei aggiungere, però, che al sollevarsi di questo osceno tsunami ha cooperato e coopera buona parte della mia professione che continua, da un lato, a produrre una buona quantità di ricerca inutile o confusa e, dall'altro, di evitare di sporcarsi le mani con i problemi economici "correnti". Ma questo è un discorso più complesso che non riesco a svolgere ora.

Villan d'A. A mio avviso sì e converrebbe a loro ed a tutti. Alla fin fine, il default parziale e la permanenza nell'euro è ciò che i tedeschi hanno, con troppa poca convinzione, suggerito ai greci ed al resto degli europei da parecchio tempo. Quando chiedono (senza purtroppo convincere, sembra) accordi privati in cui anche i creditori paghino un prezzo, cos'altro chiedono se non un default parziale e manovrato?

Saluti

Fino a cinque minuti fa non sapevo che: Il 28 giugno The Economist organizzo' un dibattito tra Ha-Joon Chang (Cambridge) e Jagdish Bhagwati (Columbia) sulla convenienza (o meno) per una nazione di proteggere l'industria manufatturiera.  La votazione dei presenti diede lo 80% dei voti a Chang.

Potete leggere gli interventi dei due professori qui.

Il professor Franco Mosconi (Parma) e' noto per i suoi scritti sulla politica industriale che secondo lui l'Eurozona dovrebbe adottare.

 

 

The Economist organizzo' un dibattito tra

Da qualche tempo ne organizzano un paio al mese, il prossimo, tra 3 giorni, è sullo yuan, se diventerà la valuta di riserva mondiale entro i prossimi 10 anni oppure no.

ma veramente votano il più convincene? non è mica una gara di oratoria?

Nessuno sa consigliare un libro o qualche paper leggibili da un non-economista sul disastro argentino? Mi piacerebbe approfondire la questione...

un libro o qualche paper leggibili da un non-economista sul disastro argentino?

In una celeberrima ed indimenticabile intervista l'allora presidente in carica dell'Uruguay, il Sig. Jorge Battle (libero scambista, gran potatore di spesa pubblica, antiprotezionista e gran nemico delle sovvenzioni pubbliche, figlio di madre argentina e di padre a sua volta presidente uruguagio),così sintetizzò le ragioni del problema argentino:

"Los argentinos son todos una manga de ladrones del primero al ultimo".

"Gli argentini sono tutti una manica di ladroni dal primo all'ultimo".

http://www.youtube.com/watch?v=DcAZndzE09k

Gli argentini hanno avuto tutto quanto sia possibile immaginare a disposizione per prosperare, ed immancabilmente mandano tutto in malora, da sempre.

Il 2001 non è che un episodio, e nemmeno l'ultimo, di una storia quasi plurisecolare ormai di disastri economici e sociali che gli argentini riescono ad organizzarsi anche nelle condizioni più impensabili.

Piuttosto sintetico ma esplicativo... :)

Se uno cercasse piu' qualcosa basato sui fatti e sulle cifre?

Vorrei un'opinione su questa decisione. É la cuccagna per tutti gli speculatori del mondo, il rigonfiamento di tutte le bolle, oppure mi è sfuggito qualcosa di molto importante?

mi è sfuggito qualcosa di molto importante?

Quando Madame Lagarde faceva "la ministre" sosteneva che le banche francesi erano in ottima salute.  ("Elle faisait son boulot" direte voi. In realta i loro bilanci sono pieni di debiti greci publici e privati). Quando e' diventata "la directrice générale" del FMI ha cambiato discorso, esprimendo preocupazioni sulla stabilita finanziaria delle banche UE e ha cercato di convincere gli ex colleghi della EZ di prendere precauzioni.  Non l'hanno ascoltata e han continuato a litigare tra di loro e dar l'impressione di non sapere che fare.  I mercati (a torto o a ragione) si sono spaventati e gli MMF (money market fund amerikani) HANNO RIDOTTO I LORO INVESTIMENTI IN TITOLI A BREVE TERMINE EMESSI DALLE BANCHE UE per finanziare le loro operazioni.  Temendo una specie di bank run alla Diamond and Dybvig la BCE ha deciso di prestare dollari alle banche per alleviare questa carenza di finanziamenti.  Come tutte le operazioni temporanee e straordinarie della BCE (come l'acquisto di bonds Italiani) mira a gudagnare tempo, non risolve il problema, ma (speriamo) permette ai governanti di arrivare a soluzioni permanenti.

 

 

PAOLO FERRERO - per non farci fregare dalla crisi (16 settembre 2011) - YouTube

d'oh. U.u

ps: il discorso sugli interessi pagati alla FED, BCE e BOJ non l'ho capito però. 

lasciando da parte i toni messianici di certi personaggi...

- cosa cambierebbe per gli stati europei se avessero la possibilità di finanziarsi vendendo direttamente i titoli alla bce?

- il fatto che la bce possa acquisire titoli di stato solo sul mercato secondario, non costituisce una sorta di rendita di posizione per chi è ammesso al mercato primario, che guadagna sull'intermediazione bce->operatori privati->stato?

scusate se le domande sono idiote.

 

- cosa cambierebbe per gli stati europei se avessero la possibilità di finanziarsi vendendo direttamente i titoli alla bce?

chi è che stabilisce il "giusto" prezzo di questa transazione? se è il debitore, cioè quello che emette carta, lo terrà altissimo e continuerà a spendere e spandere, tanto  la bce non ha problemi di soldi, li stampa e basta. però questo significa inflazione della moneta comune, e i paesi più virtuosi non sono affatto d'accordo ad importare inflazione.

- il fatto che la bce possa acquisire titoli di stato solo sul mercato secondario, non costituisce una sorta di rendita di posizione per chi è ammesso al mercato primario, che guadagna sull'intermediazione bce->operatori privati->stato?

non sono sicuro di aver capito bene. tuttavia, il mercato primario è accessibile proprio a tutti, con condizioni solo leggerissimamente diverse fra i vari operatori; chiunque può comprare in asta e non sempre è conveniente, dipenderà poi dall'evoluzione sul mercato secondario. chi ha comprato in asta ben prima dell'imprevedibile intervento della bce, ha visto solo ridursi le perdite, altro che guadagni: quegli acquisti hanno risollevato solo parzialmente dei prezzi che erano crollati, non li hanno riportati di certo al livelllo di aggiudicazione delle aste precedenti.

siccome il mercato, anche primario, non è fesso, la prima asta succcessiva alla crisi estiva ha di conseguenza  registrato un forte calo dei prezzi.

 

E questa mattina su Radio Popolare! il sole dell'avvenire è sempre più splendente? O era una predica in partibus infidelium?

Scusa mi dici che trasmissione?

Michele Boldrin a Radio Popolare non me lo sarei mai aspettato (non per Michele ma per Radio pop se non li hanno invitati hai tempi del libro su Tremonti pensavo non li avrebbero invitati mai più)

Lo avevano intervistato nel GR del mattino, a proposito di qualche trovata obamiana, se ben ricordo; purtroppo, temo, l'intervista era stata tagliata a due domande e Boldrin non ha avuto modo di parlare molto. Però il fatto mi ha sorpreso, visto la fama di neoliberista senza cuore che gli è stata attribuita! 

Sarà la quinta o sesta volta che mi chiamano da Radio Popolare, durante l'ultimo anno.

Loro fanno domande, io rispondo. Sono simpatici, devo dire e Raffaele Liguori mi sembra una sveglio. Poi, quanto taglino e cosa trasmettano di quello che dico non lo so. Ma l'ho fatto più di una volta in diretta senza problemi.

Qualcuno è simpatico, a volte manifestano qualche apertura interessante. Poi ascolti i vari microfoni aperti e ti cascano le braccia, sembrano tutti discepoli di Pellizzetti e di Vendola, qualcuno anche di don Gallo.

Il vantaggio mio è che  ... non la ascolto!

Pare che si possa ascoltare anche dall'estero, in streaming.

Finito ora di vedere la registrazione.

Grazie.

Un saluto all'ottimo dottor Boldrin, che ho già avuto modo di sentire alcune volte nel programma radiofonico Caterpillar. Ho visto con interesse tutta la sua lezione e avrei una domanda da farle a proposito della questione "cattiva speculazione". Lei dice che non esiste sostanzialmente una cattiva speculazione, però, a detta di alcuni la cattiva speculazione sarebbe quella che fa un uso spregiudicato delle vendite allo scoperto (anzi, per alcuni, quest'ultime sarebbero la cattiva speculazione per antonomasia..). A riprova di quanto ho scritto vi è la decisione della consob, il 12 agosto scorso, di adottare delle misure restrittive sulle vendite allo scoperto. Alla fine della fiera queste misure sono servite a qualcosa ? Lei che ne pensa di tutto questo ?

lascio sicuramente spazio all'ottimo dott. boldrin e mi limito a ricordare che chi vende allo scoperto, prima o poi deve ricoprirsi, cioè deve comprare, spesso di gran carriera e senza badare al prezzo! chi vende e consegna il titolo no, magari si spaventa e non compra mai più.

Sulla questione delle vendite allo scoperto hanno scritto in tanti spiegando perché sia la classica foglia di fico che i politici si inventano per far credere ai loro elettori che i colpevoli di tutti i mali sono pochi signori cattivi. Non è un vizio solo italiano, lo si trova anche altrove, ma in Italia viene abbondantemente abusata (anche per la diffusa ignoranza di questioni economiche) sia a destra che a sinistra.

Sull'ultima particolarmente demenziale ed inutile ondata di divieti ha già scritto correttamente a suo tempo Giulio Zanella. Non c'è molto da aggiungere ma il commento di dragonfly è ad uopo: chi specula vendendo allo scoperto lo fa nel breve termine, perché poi deve comprare. Le cadute persistenti della borsa, come quella in corso, non sono certo il prodotto di chi vende allo scoperto, ma di vendite massicce di chi le azioni ce le ha.

Approfitto per notare che la parola "cattiva" va qualificata: "cattiva" in che termini? Rispetto a quali parametri? Ed un uso "spregiudicato" in cosa consiste? Chi compra/vende (allo scoperto o meno) si prende sempre un rischio, il rischio di sbagliare. Davvero non so capire cosa si possa intendere con "spregiudicato" in tali circostanze.

Quando uscirà il libro intervista sull'economia, l'esperienza fatta qui tornerà utile per la scelta delle domande a cui rispondere. Appropriate e ben poste domande sono più difficili da formulare delle risposte. Le risposte sono difficili o meglio impossibili da dare, quando l'interlocutore non c'arriva, non ne sa o è un gran scassa .....

PS: effettivamente esistono anche le risposte difficili, ma forse non è questo il caso.

Secondo me con cattiva speculazione si intende una cosa ben precisa e molto complottistica: una sinergica azione tra ad esempio le agenzie di rating e lo speculatore (abbiente e potente, dove magari il mandante è addirittura lo stato nemico...i francesi? ;) ), il quale grazie a questa mossa fraudolenta riesce ad minimizzare i rischi e massimizzare i guadagni.

A me sembra chiaramente una vaccata, ma temo che questa sia l'idea che molti si sono fatti.

Secondo me con cattiva speculazione si intende una cosa ben precisa e molto complottistica: una sinergica azione tra ad esempio le agenzie di rating e lo speculatore (abbiente e potente, dove magari il mandante è addirittura lo stato nemico...i francesi? ;) ), il quale grazie a questa mossa fraudolenta riesce ad minimizzare i rischi e massimizzare i guadagni.

Io invece pensavo che ci fosse la Perfida Albione dietro tutto questo ...

Faccio una richiesta: non potreste scrivere un breve articolo sulle agenzie di rating? Meriti e colpe delle tre sorelle.
Dal momento che dopo il declassamento da parte di S&P's, nel quale si certificava l'inaffidabilità del nostro governo e la sua incapacità dinanzi alla crisi economica, la risposta della maggioranza (ma non solo) è stata quella di contrattaccare rigirando la stessa accusa di inaffidabilità e mancanza di credibilità verso le agenzie di rating.
Ieri, quasi contemporaneamente, ho visto due due sub-normali del PDL (la sottosegretaria alla giustizia e il povero Fitto) ripetere le stesse identiche cose preparate dal loro staff, ovvero: le agenzie che avevano garantito l'affidabilità della Lehman Brothers sono le stesse che oggi ci declassano, ergo...

http://rajivsethi.blogspot.com/2011/08/rating-agencies.html

era nelle letture del fine settimana, in occasione del declassamento del debito americano del mese scorso.

Prima di vedere cosa è cattivo e cosa è buono, bisognerebbe definire meglio il termine "speculazione", attorno a cui orbita un mucchio di significati negativi. Non mi pare infatti che in Italia si parli mai di una "buona speculazione". È solo cattiva, per definizione. E non solo nel campo finanziario, ma anche nell'edilizia. Tuttavia l'origne del termine, ben spiegato nella scheda wiki, dice tutto. A rigor di logica chiunque prenda dei forti rischi investendo oggi cio' che forse darà frutti domani è uno speculatore. Ogni scommettitore, specula. Anche un industriale che pensa che un determinato nuovo prodotto avrà successo. E vedendo quanti flop ci sono in giro direi che esiste una certa percentuale di insuccesso.

Anche il contadino che mette le sementi sul campo (privandosi di una sicura fonte di cibo) per avere dopo mesi un raccolto non certo (alluvioni, siccità, incendi e malattie sono imprevedibili ma nell'ordine delle cose) specula. Ma deve per forza farlo, perché se non semina non mangerà il prossimo anno. Rischia la sua vita e quella della famiglia e se gli va male potrà salvarsi solo se nelle vicinanze a qualche altro contadino è andata meglio e quindi ci sono sementi da comprare, indebitandosi, per ricominciare. Visto che la nostra è una società nata con l'agricoltura non possiamo certo riconoscere che alla base della nostra esistenza c'è sostanzialmente una scommessa ad alto rischio, temperata dal proprio saper-fare teso a minimizzare ogni rischio gestibile. Allora oggi il termine speculatore è riservato solo a poche figure, che pero' tutto sommato fanno lo stesso genere di scommessa, basata su aspettative, previsioni, rischio.

 

http://www.palgrave-journals.com/eej/journal/v37/n3/full/eej20118a.html

But what became clear in the policy debate after the 2008 crisis was that many economists — including many macroeconomists — don’t know the simplest multiplier analysis. They literally know nothing about models in which aggregate demand can be determined by more than the quantity of money. I’m not saying that they have looked into such models and rejected them; they are unaware that it's even possible to tell a logically consistent Keynesian story. We’ve entered a Dark Age of macroeconomics, in which much of the profession has lost its former knowledge, just as barbarian Europe had lost the knowledge of the Greeks and Romans.

Ho notato che Michele Boldrin e Paul Krugman sono d'accordo su di una cosa: molti macroeconomisti non capiscano il moltiplicatore keynesiano ... (per Michele non lo capiscono abbastanza da ritenerlo sbagliato ed inutile,  e per Paul non lo capiscono abbastanza da utilizzarlo sempre e di piu')

L'accostamento di Michel Boldrin a Paul Krugman equivale ad una candidatura al Nobel?

Da quello che ho capito Boldrin non sarebbe piu' interessato dato che il premio e' stato squalificato :-)

Credo che sia ancora una bella somma di danaro ... Boldrin sulla via dell'ascesi?

Guardate un po' cosa fa Tremonti: http://libero-news.it/news/840063/Tremonti-alla-canna-del-gas-Scrivetemi-le-vostre-idee.html.

Che dite, lo inondiamo con qualche migliaio di email-fotocopia? Magari se siamo in tanti, una mezza propostina la considerano! L'indirizzo è questo: patrimonio@agenziademanio.it

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