La crisi: può la politica salvare il mondo?
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
Il Saggiatore, 2008
La risposta alla domanda del titolo del libro è "no, la politica non può salvare il mondo".
Perchè dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica
di Marcello Pera
Con il suo nuovo libro, il Senatore Marcello Pera si dimostra incapace di rispettare l’esortazione di Pietro (1Pt 3,14-17: “Pronti sempre a rendere ragione della speranza che è in voi”) e ci lascia con più dubbi che speranze. Indifferenti al Mistero ci travagliamo piuttosto dinnanzi a un più profano mistero: come possono argomentazioni così deboli passare nei giornali e nelle case editrici senza provocare un'alzata di scudi?
Di Hitler e dei nazisti è difficile poter pensare più male di quanto già si pensi. Quest'enorme, estremamente documentato e ben fatto libro ci riesce. Non serve leggerlo, basta sfogliarlo.
Chi ha creato il mondo moderno? Secondo Niall Ferguson è stata la Gran Bretagna col suo impero che per tre secoli ha dominato il mondo, forgiandolo, per la maggior parte, a sua immagine: democrazia parlamentare, libertà civili, libero commercio, libera impresa.
Bilal. Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi
di Fabrizio Gatti
Rizzoli, 2007, Euro 18,50
All'inizio di ottobre è uscito nelle librerie “La scomparsa di Israele” di Alessandro Schwed. Una avvertenza. Sono amico di Sandro da una vita. Ci siamo conosciuti che eravamo ragazzi, e di tempo ne è passato, più di quarant'anni. Come talvolta capita alle amicizie, per un periodo ci si frequenta molto, poi ci pensa la vita a dividere le strade e le persone si perdono di vista. Qualche volta ci si rincontra. Questa segnalazione nasce anche, ma non solo, da questo ritrovamento. Non so quanto la conoscenza personale di un autore influenzi il giudizio, non sono un critico letterario di professione. A me il libro è piaciuto molto.
Ho appena visto un bellissimo film.
Si intitola The Bubble ed è ambientato a Tel Aviv. Sulla follia della guerra, dell'occupazione dei territori, di Hamas, dei suicide bombers. Due ragazzi gay, uno israeliano l'altro palestinese, vivono un amore impossibile nella "bolla" di fragile Occidente che è la Tel Aviv di oggi. Ottima e lucida descrizione del tunnel senza vie d'uscita in cui sono infilati israeliani e palestinesi, della loro infinita danza di morte, abbracciati in una spirale di odio, schiacciati dal peso della storia.
Lo raccomando vivamente a chi voglia sbirciare, ancora una volta, nel conflitto israeliano-palestinese con gli occhi di chi ci sta dentro. Veramente poetico. Lo consiglierei anche a chi soffia sull'odio, a chi fomenta questo conflitto infinito, a chi sostiene l'occupazione dei territori, a chi finanzia Hamas, a chi tiene soggiogati i Palestinesi nel sottosviluppo mentre si gode i frutti della corruzione... Ma tanto, cosa gliene fotte a loro?
The Cult of Statistical Significance: How the Standard Error Costs Us Jobs, Justice, and Lives
di Stephen Ziliak, Deirdre McCloskey
University of Michigan Press (2008)
Stephen Ziliak è un econometrico del mercato del lavoro presso la Roosevelt University di Chicago, Deirdre McCloskey insegna economia, storia e inglese alla University of Illinois, a Chicago: esperta di storia economica, di retorica e di metodi quantitativi, da giovane si chiamava Donald, portava i basettoni e giocava a football. Oggi è cattolica, libertaria, femminista e non si separa mai dai suoi barboncini. A partire dagli anni Ottanta hanno incominciato a raccontare il vizio capitale dell'econometria, prima in una serie di articoli (quindici), poi in un volume del 2008 dal titolo Il culto della significatività statistica, il cui sottotitolo recita Lo standard error ci costa posti di lavoro, giustizia e vite. Credo che valga la pena di leggerlo.
L'universo senza stringhe. Fortuna di una teoria e turbamenti della scienza
di Lee Smolin
Einaudi, 2007